lunedì 15 settembre 2008

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Per un pacco di biscotti

Massacrare con una spranga di ferro, brandita con ferocia inaudita, un uomo, carne e sangue, muscoli e cervello, anima e corpo, per un pacco di biscotti. Prenderlo, bloccarlo, tenerlo fermo e picchiargli sul cranio la mazza ferrata fino a fracassaglielo, fino a vederlo stramazzare, spiaccicato dalla rabbia e dalla violenza, per un pacco di biscotti. Per un fottutissimo pacco di biscotti. Valore 1-2 euro... non di piu'.

Vale cosi' poco la vita umana?

Chiamare uomini, coloro che arrivano a tanto e' un insulto all'intero genere umano e se non temessi di insultare la specie animale direi che sono bestie.

Qualcuno dice che il razzismo non c'entra niente. Che tutto cio' sarebbe avvenuto ugualmente anche se non si fosse trattato di un uomo con la pelle di un colore piu' scuro...

Non so cosa credere. Ho provato ad immaginarmi la scena. Una scena vista tante volte nei film, in cui si assisteva al linciaggio di uomini neri solo perche' colpevoli di essere di quel colore. Poi ho cercato d'immaginarmi la stessa scena sostituendo la figura della vittima con quella di un uomo bianco, biondo e con gli occhi azzurri, e chissa' come mai non sono riuscita a focalizzarla.

15 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

verso simili atti criminali si può solo manifestare la condanna più assoluta.

Per il resto condivido quanto hai detto, che se si fosse trattato di un ragazzo biondo con gli occhi azzurri questo delitto non sarebbe successo.

Ciao

Jakala ha detto...

Vale cosi' poco la vita umana?

Perche' se erano 2 milioni era giustificato l'omicidio?

Poi ho cercato d'immaginarmi la stessa scena sostituendo la figura della vittima con quella di un uomo bianco, biondo e con gli occhi azzurri, e chissa' come mai non sono riuscita a focalizzarla.


Non frequenti molto gli stadi, ti assicuro che scene di pestaggi fra bianchi avvengono lo stesso, quelli che li divide non e' piu' il colore della pelle, ma semplicemente una sciarpa di colore differente.

La violenza non ha bisogno di motivazioni, ma di scuse per scatenarsi. Qualsiasi differenza puo' essere usata per motivarla di religione, etnia, di differenza di idee.

Jak

Willyco ha detto...

E' vero, non frequento più gli stadi da circa 35 anni, da quando sono stato fermato con una bottiglia d'acqua (di plastica) mentre a fianco entravano indisturbati ragazzi con spranghe di ferro. La cosa mi diede fastidio perchè era sintomo di un malessere pesante.
Si può credere e chiedere il rispetto di regole uguali per tutti se si ha fiducia nelle proprie capacità culturali e tecniche e nella possibilità di inserirsi nella struttura sociale per ciò che si è e si sa fare. Nel momento in cui questa fiducia cessa di esistere, il concetto d'appartenenza cieca viene a sostituire, ottusamente, il concetto del proprio valore individuale.
Allora non si è più un Uomo, ma un bianco, un settentrionale, un ariano, un socio del Club della Meridiana... Si è un membro di un gruppo per cui tu lotti e che ti DEVE proteggere, così come tu, anche non sollecitato, lo proteggi dall'altro, per sottolineare il tuo senso di appartenenza.
Così, oggi sono un bianco, domani un italiano, poi un settentrionale, infine un interista, ma la necesità di sottolineare la mia appartenenza al gruppo deriva dallo specchiarsi nell'altro, dall'individuazione del nemico che viene a connotare, in negativo, ciò che sono io, come se vedessi la mia natura attraverso l'antagonismo che la mia mente crea per nascondere la mia inadeguatezza.
Ancora una volta: il sintomo del declino.

gullich ha detto...

@willyco "Ancora una volta: il sintomo del declino"

è sempre un piacere leggerti.

Condivido. Ed aggiungo: uno stato assente, l'incapacità della res publica di far valere anche le regole più elementari, una classe dirigente che delinque ad alto livello ed infrange ogni regola, una giustizia alla canna del gas (ergo una ingiustizia), un livello culturale sempre più subdolo, in cui prevale - meadiamente - la legge del più forte...

io non sono mai andato allo stadio, ma mi basta andare per la strada in auto. La prevaricazione e la violenza sono ad un livello intollerabile.

Del resto a fronte di una sostanziale impunità di qualunque condotta, è ovvio che prosperi la follia. Con quanti extracomunitari, molesti, avrà a a che fare ogni giorno il barista?

Avete provato ad uscire da termini la sera alle undici?

Provate a chiamare il 113 perchè vi hanno rubato una brioche o perchè qualcuno quotidianamante si fa i cavoli propri davanti o contro il vostro esercizio commerciale.

A quesi punti non è più un problema di colore della pelle, ma di territorio e di vivibilità del territorio.

Il ragazzo ucciso non era plausibilemnte un santo, ma apparteneva a quell'ottantacinque per cento di clandestini (neri, verdi, rossi o viola) che vivono ai margini e spesso oltre i margini.

Nella migliore delle ipotesi pascolano in un sottobosco ambiguo, nella peggiore delinquono. Del resto non potrebbero fare altro, per sopravvivere qui.

il problema non è però il colore della pelle, imho.

Ma è chi dovrebbe affrontare e gestire il problema in via istituzionale, e non lo fa.

E' un problema grave invece, molto, il folle che prende la spranga.

Perchè lui non ha scuse. E richiede tolleranza zero.

Sempre per le famose regole di cui sopra.

regards

wgul

Jakala ha detto...

E richiede tolleranza zero.

Non e' un problema di tolleranza zero, e' un problema di applicare le leggi che gia' ci sono.

Se le leggi non funzionano, lo dica e se ne facciano di applicabili o si rimuova cio' che impedisce di applicarle.

Parlando degli stadi perche' si e' permesso ai tifosi napoletani di andare in trasferta, quando tutti sapevano che si sarebbe scatenato l'inferno. Solo per permettere a SB di andare a Napoli tutto contento?
Dei fermati per quei tafferugli la maggior parte aveva precedenti penali per camorra, un paio se non sbaglio erano anche agli arresti domiciliari...

Jak

Duval ha detto...

@willyco:
Ancora una volta: il sintomo del declino

Perchè appari così di rado?
Forma e concetto: senza isterismi, senza forzature, senza faziosità, senza banalità. Un quasi unicum nel panorama internettiano.

Mi permetto di dissentire solo sul "declino".
Io penso che l'appartenenza in sostituzione (parziale o totale) del proprio valore individuale abbia accompagnato l'uomo da sempre.

Il branco per esigenze di sopravvivenza all'alba dell'umanità.

"Civis romanus sum" all'epoca dei grandi imperi.

Fedeli ed infedeli.

Padroni e servi della gleba.

Guelfi e ghibellini.

Senesi e fiorentini.

Ricchi e poveri.

Colti ed incolti.

Fascisti e comunisti.

Milanisti e interisti.

Oggi ogni episodio di violenza o di ingiustizia viene analizzato da un'ottica prevalentemente "politica" e l'analisi si conclude spesso con "il segno dei tempi", inteso come declino universale di valori.

Ma un declino presuppone che, prima, vi fosse qualcosa di "meglio", poco o tanto.

Personalmente contesto questo diffuso sentimento.

Al contrario immagino, a volte, che se uno schiavo romano o un contadino europeo del medioevo o un nero nelle piantagioni di cotone, fossero catapultati nell'attuale società, rimarrebbero piacevolmente stupiti.

Io, come sempre, sono ottimista.

gullich ha detto...

@jakala"Non e' un problema di tolleranza zero, e' un problema di applicare le leggi che gia' ci sono.

Se le leggi non funzionano, lo dica e se ne facciano di applicabili o si rimuova cio' che impedisce di applicarle."

la legge funziona nella misura in cui vi è un sistema in gardo di applicare la sanzione per il precetto violato.

Oggi il sistema non è in grado.

Cambiare continuamente la legge perchè è inadatta è la bufala che
negli ultimi venti anni ci hanno raccontato per ridurre alla totale inefficienza sia il processo penale che quello civile.

Il problema degli immigrati è un problema. La bossi/fini e quello che è venuto dopo non sono una soluzione ma un ulteriore problema. Prova a parlarne con un qualsiasi addetto all'ufficio immigrazione di una qualunque questura italiana.

La questione dei tifosi napoletani c'entra con il problema degli immigrati, delle brioche e della tolleranza zero verso reati gravissimi come i cavoli a merenda.

Vi sono reati bagatellari che innalzano il grado di invivibilità , ma rimangono reati bagatellari.

Come il furto di una pastarella.

E vi sono reati che sono crimini gravissimi, per i quali la reazione del sistema deve essere immediata ed a tolleranza zero, ovviamente nei limiti delle leggi esistenti.

Altrimenti il rischio serio è di alimentare l'ondata xenofoba.

regards

wgul

Willyco ha detto...

«Mi permetto di dissentire solo sul "declino".»

Bene, perchè, in fondo, dissento anch'io.

Se si legge qualche cronaca (latina, rinascimentale o novecentesca) si vede che l'autore pensa sempre di essere in un momento di immensi e sorprendenti rivolgimenti. MI rendo conto, quindi, che questa visione deriva dagli occhiali deformanti con cui guardiamo l'oggi.

A seconda della sua indole, poi, l'autore ritiene che l'umanità si stia avvicinando al migliore dei mondi possibili o stia cadendo verso un baratro di perdizione. Non può certo pensare che si stia muovendo a caso nel tempo!!

E' vero quello che dici: «l'appartenenza in sostituzione (parziale o totale) del proprio valore individuale .. (ha) .. accompagnato l'uomo da sempre.». Ma la mia indole anarchico-individualista ed il fascino del pensiero illuminista egualitario e individualista mi condizionano pesantemente.

Ricordo le care letture di Karl Loewit, là dove individua un tratto comune nelle filosofie marxiane, hegeliane, niciane (e per estensione, anche nelle visioni politiche moderne): il messianesimo. Alla base di queste linee di pensiero troviamo la fede (assoluta ed irrazionale) che un evento quasi magico possa rivoluzionare e salvare il mondo: la venuta del Cristo, la rivoluzione del proletariato, il dominio della ragione, il superuomo, (il libero mercato)etc...

Anche io ho una fede messianica: la fiducia nell'individuo, nella sua capacità di affermarsi per ciò che sa fare e non in relazione a chi egli frequenta.

P.S. Lo so, questa mia fede è una pazzia che deriva da una mia certa "fobia sociale". Anche per questo mi si vede poco: dedico tutto il tempo e l'affetto che posso ad una amica un po' più pazza di me ed affetta da una fobia sociale perfino peggiore della mia.
Ma vi leggo volentieri, anche se non partecipo quanto vorrei.

Un saluto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Perche' se erano 2 milioni era giustificato l'omicidio?

No. Infatti.

Per questo sono delle bestie.

Jakala ha detto...

@gullich: Concordo quando dici legge funziona nella misura in cui vi è un sistema in gardo di applicare la sanzione per il precetto violato.

Ecco perchè secondo me la questione dei tifosi violenti non è che un altro aspetto della deliquenza degli immigrati: entrambi hanno la quasi certezza di non essere perseguiti.

Io qualche amico in polizia c'è l'ho, idem in finanza e ti assicuro che a volte è praticamente impossibile mettere dentro uno.

Il problema degli immigrati è un problema.

Si, ma lo è perché noi non siamo preparati ne a riceverli fisicamente ne mentalmente.
Eravamo un paese di emigranti fino a 15 anni fa, pensare a dei corsi di italiano per stranieri era una cosa assurda.
Ci vuole tempo e finché non saremo pronti ad assimilare gli stranieri sarà sempre cosi. Leggi il link che ti metto sotto: è il racconto di come le scuole preparano i programmi di integrazione per i figli degli immigranti, cioè i futuri italiani
http://varienoneventuali .splinder .com/post/18401289/STRANGERS+IN+THE+SCHOOL

Secondo te queste persone se non riescono ad integrarsi da piccole ci riusciranno in futuro? Prevenire è meglio che curare eppure sembra che non ci riusciamo.

Jak

Duval ha detto...

@willyco:
Anche io ho una fede messianica: la fiducia nell'individuo, nella sua capacità di affermarsi per ciò che sa fare e non in relazione a chi egli frequenta.

A livello storico-utopico concordo nel ritenere che l'Uomo abbia raggiunto un vertice nel Secolo dei lumi. Illuminismo come tentativo di sciogliersi dalle catene del messianismo.

Storico perchè avvenne con il concorso contemporaneo di molti pensatori.

Utopico perchè essere Illuminista (utilizzando il proprio intelletto senza condizionamenti esterni) è possibile a pochi.

Illuministi si diventa, con mente superiore e fatica.
Messianisti (disposti ad essere guidati da qualunque messia) si nasce, non occorre mente superiore nè fatica.

Ora dimmi, caro willyco (e senza falsa modestia), quanti "illuministi" conosci o hai conosciuto? E quanti "messianisti"?

p.s.: secondo me "la Francescana" è poco meno che una presa per i fondelli.

parseval ha detto...

Prima di tutto
e Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a
protestare.
(Bertolt Brecht)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Parseval: L'ho scritto da tempo anche nella barra laterale del blog. Comunque pare che non si di Brecht. :-)
Buona giornata.

Willyco ha detto...

"Ora dimmi, caro willyco (e senza falsa modestia), quanti "illuministi" conosci o hai conosciuto? E quanti "messianisti"?"

beh, di illuministi (a parole) ne ho incontrati parecchi, ma praticamente tutti hanno subito la legge del proprio "particulare" ed hanno adottato entusiasti e fiduciosi le tesi messianiche più ardite e commoventi.

Il mio illuminismo è un po' paranoico: il mio senso di superiorità mi consente di non misurarmi con gli altri e, quindi, di mantenere la mia invincibilità (e quindi le mie illusioni e la mia autostima).


"p.s.: secondo me "la Francescana" è poco meno che una presa per i fondelli"... già, proprio così. Io preferisco lo "Strada facendo". Per 3-4 d'anni tutti i venerdì ero al loro tavolo ed ho apprezzato cultura e sapere culinario, ma soprattutto sapori e piaceri.

Francesca ha detto...

Chiara, sì, la vita può valere due biscotti.
Immaginatevi solo una situazione contraria e sarebbe scoppiato l'inferno a Milano e in tutta Italia.
Già immagino gli articoli di Padania, Libero e il Foglio.
Già immagino lo strioscinate di porta a porta a chiedersi il perchè con un pacco di biscotti in una mano e una spranga nell'altra.

Hai ragione a non riuscire a focalizzare. Non ci riesco nemmeno io e sfido chiunque a farlo...

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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