venerdì 19 settembre 2008

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Ho fame di te – II parte

 
Leggi la I parte

La casa di Chiara metteva addosso una sensazione di gelo. Era perfettamente in sintonia con il suo stile minimalista ed essenziale. L’ordine e la pulizia regnavano a livello quasi maniacale. Muri grigi disadorni e privi di qualsiasi cosa potesse ravvivarli, nessun quadro, nessun oggetto appeso alle pareti. Il pavimento, in marmo lucidato come uno specchio, anch’esso grigio, scuro, era perfettamente intonato con le pareti. Non c’erano ornamenti come fiori o piante oppure tappeti.

Tutti i mobili, avevano un design ultramoderno e lineare, costruiti con materiali tecnici il cui colore piu’ vivace era il grigio metallico di una libreria a giorno ove era allineata un gran quantita’ di libri, dei quali le copertine rappresentavano l’unica nota di colore in tutto quanto l’ambiente.

La cucina, piastrellata di ceramica in un colore indefinito, emanava una luce sinistra a causa dell’acciaio cromato delle rifiniture e dei ripiani pensili disposti con un rigore quasi geometrico; sulle rastrelliere sospese sopra i fornelli era appesa una serie impressionante di strumenti per cucinare: mestoli, ramaioli, forchettoni talmente puliti e lucidi da sembrare nuovissimi e mai usati.

Tutto in quella casa aveva unicamente uno scopo funzionale; nessuna suppellettile inutile, nessun oggetto ricordo. Neppure una fotografia incorniciata. Persino l’illuminazione era ottenuta con lampade alogene incassate nel soffitto, ed il tutto era rischiarato da una luce fredda come quella di una sala operatoria.

Quell’esagerata spaziosita’, sottolineata dalla scarsita’ di oggetti, provocava in me una sensazione di disagio, di angoscia, di panico quasi agorafobico. Cercai con gli occhi per trovare qualcosa, di caldo, rassicurante; un morbido angolo di relax in quel deserto di marmo e metallo, e l’oggetto piu’ soffice che scovai fu una poltrona in pelle, di fronte ad un tavolo sul quale era appoggiato un computer.

Le chiesi di mostrarmi la sua camera, e Chiara mi condusse in una stanza spoglia, come tutto il resto della casa. L’arredamento in lacca nera era composto da un basso letto ad una piazza e mezza, da un comodino e da un armadio sul cui retro era ricavato uno spazio guardaroba.

Entrambi sapevamo che quella volta la mia attesa avrebbe avuto fine. Iniziai a baciarla. Quantunque mi sentissi a disagio in quell’atmosfera irreale, il sapore della sua bocca e la vicinanza del suo corpo, ravvivarono in me il desiderio. Tentai di liberarla della maglia, ma lei mi fermo’.

- Aspetta… faccio da sola, tu mettiti a letto… torno subito.

Poi abbasso’ le luci e si eclisso’ dietro l’armadio per togliersi i vestiti. Quando ricomparve, nuda, ebbi la conferma di quello che dentro di me avevo sempre percepito, ma che il mio inconscio non aveva mai voluto far affiorare. Vedendola capii che sotto l’imbottitura del reggiseno push-up non esisteva alcunche’ da contenere, e le gambe che avevo immaginato snelle e toniche erano prive di qualsiasi adiposita’ o muscolatura. Sotto il bellissimo volto di Chiara, davanti a me, c’era un corpo scheletrico ricoperto solo da un sottile strato d’epidermide.

Sentii l’impulso irresistibile d’abbracciarla. Lo feci. L’accarezzai delicatamente, comunicandole tutta la mia tenerezza e cercando di rispettare quella fragilita’, e lei si abbandono’, tenendo gli occhi chiusi come una vestale avviata al sacrificio.


***

M’abbraccio’. Le sue carezze erano delicate, ed io mi aggrappai alla sicurezza dei baci appassionati con i quali avevo imparato a conoscerlo. Non volevo guardarlo; volevo solo lasciarmi andare, ad occhi chiusi, come se stessi vivendo un sogno. Mi aprii e lui mi penetro’.

Venni in silenzio, senza un gemito, sussultando. Un orgasmo breve ed intenso. Dopodiche’ sentii l’impulso di andarmene. Lasciai il letto in fretta e corsi in bagno a lavarmi. Volevo stare da sola. Ancora una volta sentivo che la colpa era mia. Non gli ero piaciuta. Sapevo di essere brutta.

Quando ritornai in camera, cercai di essere allegra, affettuosa e vivace come sempre. Lui mi chiese perche’ non mangiavo.

- Sono a dieta, sono troppo grassa. Non vedi quanta cellulite ho?

***

La guardavo sbigottito mentre mi mostrava l’inesistente cellulite sul suo ventre scarno. Chiara si vedeva grassa! Era incredibile la percezione che aveva del suo corpo, ma ancor piu’ strabiliante era la dissociazione fra i suoi desideri e il modo che aveva di realizzarli: un’esistenza fondata sulla rinuncia e sul controllo di qualsiasi cosa potesse procurarle piacere.

Mi chiesi quale fosse il mio ruolo in quel meccanismo assurdo. Perche’ lei, cosi’ disinteressata a qualsiasi tipo di piacere e cosi’ energica in ogni sua manifestazione, aveva scelto proprio me, godereccio, goloso, ozioso, amante del sesso? Capii che forse era proprio il mio frivolo, pigro materialismo che l’aveva attratta. Chiara aveva bisogno di nutrirsi di tutto cio’ che io rappresentavo e che a lei mancava.

Facemmo l’amore altre volte dopo quella sera. Non le dispiaceva il sesso, infatti bastavano pochi baci e qualche carezza per farla bagnare copiosamente, ma rifiutava di ammetterlo a se stessa. Qualche volta riusciva anche ad abbandonarsi completamente, arrivando persino a gemere durante l’orgasmo, ma piu’ totale era il suo abbandono, piu’ crudele risultava dopo il suo atteggiamento nei miei confronti. Diventava scostante, arrogante, intrattabile. Si rinchiudeva nel suo sistema di difesa invalicabile, e rifiutava di vedermi per giorni e giorni, sottoponendomi ad un periodo d’astinenza la cui durata era rapportata all’intensita’ con la quale aveva goduto. Ma cio’ che mi faceva soffrire era essere consapevole che era lei che deteneva il controllo della situazione, e non voleva perderlo.


***

Mi diceva che avevo un problema col cibo e col sesso, ma non era vero. Il problema era lui che invece dava piu’ importanza agli affari di letto che alla mia interiorita’; ingordo, insaziabile ed egoista come ogni uomo. Io non gli interessavo. Gli interessava solo scoparmi.

- Tu mi stai consumando, Andrea. Che ne sara’ di me quando ti stancherai di tutto questo?
- Certo che ti consumi. Devi nutrirti. Hai bisogno di cibo e d’amore, Chiara.
- Non voglio mangiare. Non voglio avere bisogno, e non voglio dipendere da te. Del sesso posso farne a meno, io. Sei tu che non ci riesci. Dimmi, esiste altro per te oltre al sesso? Una volta finita questa attrazione, e prima o poi accadra’, avremo ancora qualcosa da dirci?

Mi guardava sbalordito. Sapevo che non mi capiva, ma immaginavo cio’ che pensava. Pensava che non ero giusta per lui. Pensava che non ero golosa di cibo e di sesso come lo era lui. Pensava che doveva salvarmi, guarirmi. Ma guarirmi da cosa?

Mi chiamo’ il giorno dopo mentre ero al lavoro. Aveva quel tono odiosamente terapeutico che detestavo. Gli dissi che ero molto occupata e che l’avrei richiamato. Naturalmente non lo feci e spensi il cellulare. Quando tornai a casa il telefono squillava di continuo. Lo lasciai squillare fino a che, dall'altra parte, Andrea non si stanco' di chiamare. Poi mi versai mezzo bicchiere di Coca Cola Light, accesi il computer e scrissi una email.

“Ho pensato molto a noi due. Mi sono resa conto che non ti amo piu’ e non desidero che tu resti legato a me solo per colmare la mia solitudine. Sei una bella persona, e non lo meriti. Sei stato un compagno dolce ed affettuoso. E’ stato bello stare con te, ma adesso sento che devo camminare da sola, con le mie gambe. Addio.“

La inviai all'indirizzo al quale altre volte avevo inviato messaggi d’amore e languide poesie. Spensi il tutto ed in bagno, poi, vomitai i residui della bevanda dietetica che avevo appena deglutito.


Chiara di Notte

30 commenti :

Rez ha detto...

Quindi avevo capito quale era il segreto della Chiara del racconto.

E purtroppo avevo intuito anche che la storia, scritta benissimo soprattutto nei particolari d'ambiente, nella diversa visione della realtà dei personaggi, non sarebbe finita bene.

Ma la vita spesso è proprio così.

Non ci si rende conto spesso di cosa è meglio, semplicemente perché non riusciamo a vederlo.

La Chiara del racconto cerca cibo per il suo mondo interiore, lo cerca, lo trova, ne progetta la seduzione, lo controlla e quando capita di andare oltre ne ha paura, ne gode ma non a pieno, per una forma di negazione di se stessa e della propria vita, una anoressia interiore che fa da contro altare alla malattia del corpo come disturbo dell'alimentazione.
Alla fine rigetta la conquista, l'affetto, il piacere del sesso come del calore di un altro umano vicino, come rigetta il cibo.
E, in fondo, rigetta la vita.

Prendiamo delle decisioni che cambiano la direzione della nostra vita definitivamente.
Ma se non siamo capaci di vedere cosa realmente abbiamo attorno, quali possibilità reali abbiamo, cosa succede?
Imbocchiamo una strada e poi la vita di suo fa il resto.

Salvo poi pentirci e non potere più tornare indietro, quando le cose cambiano, quando finalmente vediamo quali alternative avevamo e come potevamo scegliere di vivere.

A quel punto non rimangono che le lacrime...

Grazie ancora per avere scritto Chiara.

Ciao.

Giubizza ha detto...

Il narcissimo e l'esibizionismo è la tua condanna a quanto pare. Cara mia, ho saputo che mestiere fai. Una che vive speculando i desideri degli uomini dovrebbe ben vergognarsi dallo scrivere le cagate bestiali che scrivi tu...

Bye bye

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rez: Grazie, sei molto gentile.

@ Giubizza: Grazie, sei molto gentile. A proposito... tu che sai tutto, mi potresti dire (fra i grugniti) quale mestiere farei? :-)

Jakala ha detto...

Storia triste, odio le storie tristi. Rez ha gia' tutto troppo bene per aggiungere altro.

Sono invece curioso perche' Chiara non puo' scrivere le sue "cagate" e' un giudizio estetico sulle opere o e' un modo per dire che chi fa certi lavori non dovrebbe scrivere?

Sara' che ho sempre odiato chi ti fa i conti in tasca e decide cosa devi pensare, comprare, votare o altro...

Duval ha detto...

Se mi fai conoscere questa Chiara anoressica di fuori e anoressica di dentro (anoressico è uno, anzi una -non so perchè ma sono tutte donne- che non si piace, conoscevo un'altra Chiara che si piaceva molto ...) provo ad "ingrassarla" con 18.250 euro ... :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Jakala: Storia triste e' vero, ma i lieto fine, spesso, sono solo nei film. La realta' e' ben diversa e forse sono piu' i drammi ad essere consueti che non le storie idilliache.
Per quanto riguarda Giubazzo credo che per lui LE DONNE in generale non dovrebbero scrivere, parlare, pensare.

Yuna90_42 ha detto...

Vieni mi dicesti, scendiamo a prendere un tè…..il tuo famoso tè…..quante volte abbiamo interrotto le nostre conversazioni per questa tua abitudine che ha assunto la connotazione di un rito.
Ti osservo scendere le scale con la tua andatura agile ed elegante, il mio sguardo scorre sulle tue spalle, lungo la tua schiena, si sofferma sui tuoi fianchi, sui tuoi capelli…come se tutto potesse “raccontarmi” di te.
Una volta in cucina, un piccolo refolo d’aria accompagna come potrebbe fare il vento con una nuvola il tuo profumo alle mie narici...strano…mi aspettavo “l’assalto” delle spezie…..non ti siedi?
La tua voce mi arriva parzialmente smorzata dallo schermo opposto da un’anta della cucina aperta,
sulla tavola appare rapidamente tutto il necessario.
Scosto una sedia…..certo che mi accomodo rispondo sorridendoti.
I tuoi gesti sono precisi, agili, misurati, fisso affascinata le tue mani……e ti sento per qualche strano motivo più vicina, amica, forse la parola più giusta sarebbe sorella.
Una sorella più grande che mi avrebbe sempre piaciuto avere, hai l’arte di farmi sentire in un certo qual modo piccola ed indifesa….il bollitore mi richiama alla realtà col suo fischio di protesta, tu mi stavi fissando mentre ero assorta…scoppiamo a ridere come due bambine….
Voglio la tua tazza….ti prego….tu mi fissi un attimo interdetta…..e poi…. sì va bene mi dici.
Versi il tè ormai pronto e me lo porgi con una espressione a metà fra il complice ed il colpevole,mentre io, pur essendo mancina, mi costringo a ruotare il manico della tazza sul lato destro per poter appoggiare le mie labbra dove da sempre si sono appoggiate le tue…..e ti sto assaporando…..bevendo….in qualche modo il tocco della lucida superficie di porcellana riporta alla mia mente sensazioni, pensieri, intimità sopite e sepolte dentro di me, dietro alla corazza di ghiaccio che sono solita ergere in difesa della mia anima, della mia femminilità……il calore del liquido….il calore della tua bocca….
Stringo convulsamente le gambe colta da un moto involontario….alzo lo sguardo con malcelata noncuranza e con un brivido colgo i tuoi occhi puntati sui miei….lo sguardo di un felino…..uffi….beccata…
Ti protendi verso di me afferrando con dolcezza le mie mani, mi giri lentamente intorno mantenendo il contatto, fino a poter appoggiare le tue labbra dove un lieve alone di rossetto ha messo in evidenza l’impronta delle mie, un sorso leggero, un attimo…..stasera scendiamo in paese…pizza ok?
Ok rispondo io, mi fido di te….non conosco i locali qui…..(segue)

Michela

Rez ha detto...

@Giubizza ha scritto
Il narcissimo e l'esibizionismo è la tua condanna a quanto pare. Cara mia, ho saputo che mestiere fai. Una che vive speculando i desideri degli uomini dovrebbe ben vergognarsi dallo scrivere le cagate bestiali che scrivi tu...

Andando con calma e procedendo con ordine:

Il narcissimo e l'esibizionismo è la tua condanna a quanto pare.

A parte mettere delle s al posto giusto non avresti dovuto usare un bel *sono* invece di é?
Solo per dire che per giudicare chi sa scrivere bisognerebbe minimamente sapere scrivere...

Cara mia, ho saputo che mestiere fai.

Anche se lo ha già detto Lei, che mestiere farebbe?
Siamo entrati in un'ottica per la quale se uno ruba una mela una volta per fame, è un pericoloso delinquente per sempre?

Se tu intendi, ma non ne sono sicuro, il fatto di *vendere il proprio corpo* lo facciamo tutti, se ci pensi proprio bene.
Le cose funzionano così.

Se invece parli delle donne *per bene* versus le *puttane*, la mia opinione è che sia più puttana quella che vada a letto con chiunque finché non trova il pollo da spennare/sposare, di quella che sinceramente lo fa perché gli piace o perché ne fa un lavoro.
Opinione personale ovviamente.

Una che vive speculando i desideri degli uomini dovrebbe ben vergognarsi dallo scrivere le cagate bestiali che scrivi tu...

A parte che c'è qualcosa di sbagliato nel come suona questo periodo del tuo scritto, credo ancora di più che ci sia qualcosa di sbagliato nel tuo modo di vedere le cose; non tanto perché io ho il mio, Chiara il suo e tu il tuo.
Ma perché è evidente da come scrivi che esiste solo un punto di vista: il tuo.

Posso dirti sinceramente che i desideri degli uomini gli hanno gli uomini.
E se non riescono a controllarli o a superarli possono tranquillamente rovinarsi.

Ma la colpa reale di queste rovine di chi è?

Se c'è una domanda e qualcuno risponde con una offerta, la colpa, ammesso che ci sia colpa, è di chi chiede o di chi offre?

Altra considerazione parte proprio da quello che pare essere un concetto unito, il desiderio dell'uomo e la colpa di chi può soddisfarlo.
Ribaltando più correttamente la questione il desiderio di per se non è una colpa; ne sbaglia chi lo soddisfa.

Se il desiderio diviene una ossessione e non si trova il modo di soddisfarlo si rischia il proprio equilibrio e quanto hai messo insieme nella vita.

E ne so ben qualcosa io...

D'altra parte i desideri esistono in noi come umani.

Supponiamo che tu abbia un desiderio che solo una donna particolarmente bella e disponibile potesse soddisfare.
A questo punto tu dovresti per prima cosa trovare un soggetto disponibile. Per come ti sei impostato l'ordine di acquisizione probabile nel tuo caso potrebbe essere:

1) la pago perché faccia ciò che voglio;

2) la sposo perché dandole sicurezza faccia quello che voglio

3) le faccio dei regali dopo averla assunta perché faccia quello che voglio

in tutti e tre i casi sopra esposti non puoi sapere se lei ha dei desideri corrispondenti ai tuoi.
Lei in questo momento ha interessi diversi (i soldi, la posizione sociale, il lavoro e i regali).
Potrebbe, e in realtà spesso, finge la parte del ruolo che le permette di avere ciò che le interessa.
Anche se a te, dopo i 60 secondi netti di frizioni e l'emulazione di un estintore, su un corpo nudo, pare di essere il Padrone del Mondo.

I desideri sono umani. Sono ingannevoli.

Ma sono l'unica cosa che può unire due persone sul piano umano.
Quando i cuori sono sincronizzati sull'altrui bene, quando le menti pensano solo a realizzare quanto voluto dal partner, solo in queste condizioni veramente puoi pensare che qualcuno stia realizzando il tuo desiderio come tu stai realizzando il suo.
Al di là delle gelosie, delle stupide forche caudine della morale.
Questo per me si chiama amore.

Un concetto che, per come ti esprimi, non credo tu possa comprendere molto.

In ogni caso, buona vita.

Jakala ha detto...

La realta' e' ben diversa e forse sono piu' i drammi ad essere consueti che non le storie idilliache.

Concordo, ma da persona normalmente triste preferisco illudermi in un lieto fine.

Jak

Flyingboy ha detto...

@Yuna

bel scritto Yuna... complimenti

(mi sembra che e' il seguito sul post http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/01/ivica-i-baba-jaga.html o sbaglio?)

Duval ha detto...

Solo per dire che per giudicare chi sa scrivere bisognerebbe minimamente sapere scrivere...

Concordo.

Se invece parli delle donne *per bene* versus le *puttane*, la mia opinione è che sia più puttana quella che vada a letto con chiunque finché non trova il pollo da spennare/sposare, di quella che sinceramente lo fa perché gli piace o perché ne fa un lavoro.

Sic!

Posso dirti sinceramente che i desideri degli uomini gli hanno gli uomini.

Sic!

Potrebbe, e in realtà spesso, finge la parte del ruolo che le permette di avere ciò che le interessa.

Sic!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Yuna: Ciao sorella. Con il tuo raccontino hai rallegrato la mia giornata. :-)

Unica cosa:

stasera scendiamo in paese…pizza ok?

In paese fanno una pizza schifosa buona solo per chi non ha assaggiato quella italiana.

Molto meglio buttarsi sul cibo locale... e sul vino.

Rákóczi Pince e' il luogo adatto.

http://www.utazzitthon.hu/tokaj_rakoczi_pince.html

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: provo ad "ingrassarla" con 18.250 euro ... :-)


Cavolo... ho provato a fare il conto di quante centrifughe potrei "farmi" con 18.250

Dunque, a 3 euro l'una ne vengono piu' di 6.000!

Sono a posto per i prossimi 17 anni. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

volevo dirti tante cose su questo racconto, ma poi ho pensato che rischiavo di essere banale e quindi ho rinunciato.

Comunque mi è piaciuto il tuo racconto. Bella anche l'idea di osservare le cose nella duplice veste uomo donna. Effettivamente questo può aiutarci a comprendere meglio l'animo femminile.

Quanto a Yuna devo dire che ho letto con piacere il suo racconto. spero che questa volta Yuna ci dia anche la seconda parte.

Ciao

Yuna90_42 ha detto...

Molto meglio buttarsi sul cibo locale... e sul vino.

Non conosco nè le usanze nè i cibi locali, sono costretta perciò a seguire i miei istinti più mediterranei, felicissima di aver rallegrato la tua giornata, e grazie anche a chi ha apprezzato:))
A chi mi chiede se ci sarà un seguito rispondo che ho appena posato la matita, per cui il tempo di "convincermi" che mi piace e poi lo proporrò all'attenzione di Klara....e di chi vorrà continuare ad apprezzare certo, perchè no.

Michela

Chiara di Notte - Klára ha detto...

per cui il tempo di "convincermi" che mi piace e poi lo proporrò all'attenzione di Klara....e di chi vorrà continuare ad apprezzare certo, perchè no.

Credo che in molti apprezzerano, Yuna. Attendiamo... :-)

Anonimo ha detto...

Grazie per il bel racconto
gu

michail tal ha detto...

E' un peccato che la protagonista si sia subito chiusa in questo modo...ma forse è stata anche colpa di Andrea che non è riuscito a convincerla di non avere un interesse esclusivamente fisico? La mia impressione non era questa. Secondo te cosa ci vorrebbe per conquistare la fiducia di quella ragazza?
E' brutto insistere, io detesto gli uomini che rincorrono come dei deficienti le donne che li rifiutano, ma forse questo era il caso di ripresentarsi, di non cedere di fronte al primo ostacolo. Potrebbe proprio essere la prova che quel tipo di ragazza inconsciamente desidera sottoporti.

Secondo te te è vero che i disturbi alimentari siano legati a quelli sessuali? Detto volgarmente, se detesti nutrirti detesti anche far l'amore.
Hai conosciuto modelle con questa patologia?

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Credo che in molti apprezzerano, Yuna. Attendiamo... :-)""

Concordo!

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Bel commento Mic. Hai quasi centrato il punto intorno al quale gira tutto il problema.

Secondo te cosa ci vorrebbe per conquistare la fiducia di quella ragazza?
E' brutto insistere, io detesto gli uomini che rincorrono come dei deficienti le donne che li rifiutano, ma forse questo era il caso di ripresentarsi, di non cedere di fronte al primo ostacolo. Potrebbe proprio essere la prova che quel tipo di ragazza inconsciamente desidera sottoporti.


Esattamente. Alla base di tutto ci sta un discorso di autostima e di accettazione del se' di cui l'anoressia lo strumento con il quale queste ragazze chiedono aiuto a chi (credono) possa ascoltare. Le cause le puoi scovare fra i tanti risultati di Google se digiti la parola "anoressia", ma qui non stiamo parlando delle cause. Stiamo discutendo di una relazione fra due persone e di come questa viene affrontata da una parte e dall'altra.

Si'. Andrea avrebbe (forse) una possibilita' di farsi strada nei sentimenti di Chiara se solo mettesse in conto di (come dite tu e Duval parlando di asintotico in altro post) rilanciare all'infinito. Se avesse questa costanza sicuramente i suoi 100 euro prima o poi potrebbe vincerli.
I problemi pero' sono due: chi ha questa costanza? Chi ritiene di essere un eterno terapeuta magari con il dubbio di sprecare la sua vita inutilmente?
E, soprattutto, nel caso in cui Andrea riuscisse a far breccia in Chiara, chi gli assicurerebbe che poi la Chiara che dovesse emergere gli piacerebbe?
Sarebbe totalmente diversa e forse non l'attrarrebbe piu'... chissa'.

Comunque il meccanismo e' quello che hai individuato: Chiara mette alla prova gli uomini per vedere fino a che punto resiste la loro "accettazione".

Secondo te te è vero che i disturbi alimentari siano legati a quelli sessuali? Detto volgarmente, se detesti nutrirti detesti anche far l'amore.

Cio' non e' vero del tutto. Cioe' puo' essere come dici, ma anche no. Del resto le anoressiche, raggiunto un certo stadio, iniziano a soffrire di amenorrea con la scomparsa totale del menarca, ma cio' non influisce sul desiderio sessuale che puo' essere interpretato ed usato come l'ennesima "messa alla prova" del partner.

Hai conosciuto modelle con questa patologia?

Certo. Ne ho conosciute diverse, soprattutto di provenienza da Paesi occidentali ricchi (Norvegia, Svezia, Germania, Inghilterra, Francia, USA), ma anche dal Giappone (che e' il Paese a piu' alta concentrazione di ragazze anoressiche), ma non diro' mai chi erano. :-)

Jakala ha detto...

E, soprattutto, nel caso in cui Andrea riuscisse a far breccia in Chiara, chi gli assicurerebbe che poi la Chiara che dovesse emergere gli piacerebbe?
Sarebbe totalmente diversa e forse non l'attrarrebbe piu'... chissa'.


O Chiara non avrebbe più bisogno di lui. La paura di non essere accettati è anche da parte dell'uomo.
Se lei ha una dipendenza tu la puoi aiutare, ma una volta che lei se ne è liberata, magari tu non servi più...

Jak

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Jakala: Se vuoi il mio punto di vista e' proprio in questa fase che Chiara non ha bisogno di nessuno. Si e' costruita il suo equilibrio e vive bene cosi'. Mentre dopo, con un'esistenza sgretolata, allora si' che avrebbe bisogno.

Invece credo che in questa fase, il bisogno maggiore (quello di aiutare) sia piu' di Andrea. Fra i due e' Andrea ad aver piu' bisogno. Infatti dice che il rapporto lo gestisce Chiara.

Certe dinamiche spesso creano rapporti biunivoci in cui da una parte c'e' chi si improvvisa terapeuta, psicologo/a, salvatore/trice, ma dall'altra ha bisogno che ci sia qualcuno/a da curare, da salvare.

Una volta che la parte "malata" sparisce, sparisce anche la motivazione per starci insieme.

Flyingboy ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Una volta che la parte "malata" sparisce, sparisce anche la motivazione per starci insieme.

Questa riflessione sarebbe dal punto di vista di Andrea o di Chiara? Entrambi?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Flyingboy: Questa riflessione sarebbe dal punto di vista di Andrea o di Chiara? Entrambi?

Credo di entrambi se entrambi sono malati di qualcosa.

Intendo dire che l'attrazione, spesso e' il risultato di una dinamica che coinvolge le due personalita' COSI' COME SONO IN QUEL MOMENTO.

Se una personalita' evolve, guarisce senza che l'altra sia consapevole del fatto che anche la propria patologia deve evolvere parallelamente, ad un certo punto avviene una biforcazione e le persone prendono strade diverse.

Flyingboy ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Credo di entrambi se entrambi sono malati di qualcosa.

In caso di questo racconto, la eventuale patologia di Andrea non si intravede.

Intendo dire che l'attrazione, spesso e' il risultato di una dinamica che coinvolge le due personalita' COSI' COME SONO IN QUEL MOMENTO.

Sono d'accordo, e sempre e in ogni caso cosi', anche quando non ci sono patologie piu' o meno gravi in mezzo.

Se una personalita' evolve, guarisce senza che l'altra sia consapevole del fatto che anche la propria patologia deve evolvere parallelamente, ad un certo punto avviene una biforcazione e le persone prendono strade diverse.

Sono d'accordo, il fenomeno di cosiddette “crocerossine” e' la prova. Ma anche il rapporto tra I figli e genitori, in quale non esistono le patologie ma una pura natura del supporto in un stadio della vita delicato. Nel momento quando il bambino impara a muoversi nel finora sconosciuto mondo e diventa indipendente, anche il sentimento per il genitore cambia forma.

Ma comunque, nei casi (chiamiamoli) normali, o comunque nei casi che coinvolgono due persone emotivamente mature, rimane il sentimento anche se ha una forma diversa. A volte si chiama complicita' e semplicemente volersi bene.

Se il unico motivo di attrazione era la patologia di un attore del racconto, viene naturale che ognuno prende la propria strada quando svanisce quel punto comune in quali entrambi trovavano il sfogo e il terreno per le loro necesita' emotive, ma leggendo il inizio del racconto e come e evoluta la storia, non avevo questa impressione. Ma e sempre mia impressione personale e probabilmente mi sono perso qualche sfumatura dal inizio.

Jakala ha detto...

Se vuoi il mio punto di vista e' proprio in questa fase che Chiara non ha bisogno di nessuno.

E' stata lei a cercare Andrea, non il viceversa. Ha deciso di aprirsi a lui, di mostrarsi "nuda" di fronte a lui.


Certe dinamiche spesso creano rapporti biunivoci in cui da una parte c'e' chi si improvvisa terapeuta, psicologo/a, salvatore/trice, ma dall'altra ha bisogno che ci sia qualcuno/a da curare, da salvare.

Ho presente benissimo il caso. Una delle prime cose che ti viene insegnato in questi casi è la necessità di non farsi coinvolgere.
Senza malattia Andrea forse non si sentirebbe cosi importante, ecco perché in un certo senso una Chiara sana potrebbe desiderare altro.

Intendo dire che l'attrazione, spesso e' il risultato di una dinamica che coinvolge le due personalita' COSI' COME SONO IN QUEL MOMENTO.

Si, sono molto d'accordo con quanto dici. Le dinamiche di un rapporto possono modificarsi facilmente.

Flyingboy ha detto...

Se una personalita' evolve, guarisce senza che l'altra sia consapevole del fatto che anche la propria patologia deve evolvere parallelamente, ad un certo punto avviene una biforcazione e le persone prendono strade diverse.

Riletto e capito adesso cosa intendevi. Concordo.

Riletto e capito adesso cosa intendevi. Concordo.

La complicita' sta nel evolvere insieme. Ma quando si perde quel link che ha unito le due persone, ogni parte dovrebbe avere la pazienza e sensibilita' per fare quel passo avanti nella vita di entrambi. Scappare senza dare la posibilita' al altro, e rinunciare a provare il stadio di mutua evoluzione.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Flyingboy:

Magari non si vede perche' non c'e' alcuna patologia in Andrea. oppure non si vede perche' il racconto evidenzia maggiormente quella di Chiara che oscura tutto il resto.

Di sicuro almeno una persona malata c'e' nel racconto.

E per l'appunto e' proprio quella che avendo piu' bisogno, sceglie di restare da sola.

Quindi sceglie la malattia...

Perche'?

Perche' non ne e' consapevole. Allo stesso modo di come non e' consapevole del proprio corpo.

Non ho proseguito il racconto. Avrei potuto farlo ma ho scelto di chiuderlo con una Chiara che, convinta, conduce la vita di sempre. Ho voluto dare a chi legge la scelta di immaginarsi Andrea il giorno dopo.

Cosa avra' fatto?

Questo non posso saperlo. Non sono cosi' brava da calarmi nell'animo di un uomo fino a questo punto. Mi dispiace. :-)

Rez ha detto...

Credo siano molto interessanti le osservazioni relative al binomio sul quale si fonda un rapporto fra chi "ha bisogno di aiuto" e chi "vuole aiutare" come aspetti patologici della personalità.

Il punto di partenza comunque è che "qualcuno" inizia una relazione chiedendo aiuto.

Anche ammettendo che chi si pone dall'altra parte abbia una forma di debolezza nella personalità che lo porta a dovere "aiutare a tutti i costi" la base della relazione nasce dalla richiesta di aiuto.

Quindi l'unica possibilità per entrambe è prendere coscienza di questo punto focale che costituisce il centro della relazione.
Centro attorno al quale le vite dei due protagonisti ruotano.

Solo se la Chiara del racconto all'improvviso "vedesse" anche per solo un dettaglio minimo come stanno le cose, questo basterebbe a dare un senso differente alle parole di Andrea.

A sua volta, se Andrea in quel momento "percepisse" che in Chiara è avvenuto un cambiamento di visione, allora il suo scopo sarebbe raggiunto. E per continuare la relazione dovrebbe passare da "colui che aiuta a colui che "accetta" Chiara per quello che è nel momento nel quale inizia ad affrontare la realtà e a "trasformarsi in qualcosa di diverso.

Il che, a ben vedere, è ciò che sarebbe auspicabile capitasse in ogni relazione che duri nel tempo...

@Chiara:

Non ho proseguito il racconto. Avrei potuto farlo ma ho scelto di chiuderlo con una Chiara che, convinta, conduce la vita di sempre. Ho voluto dare a chi legge la scelta di immaginarsi Andrea il giorno dopo.

Cosa avra' fatto?

Questo non posso saperlo. Non sono cosi' brava da calarmi nell'animo di un uomo fino a questo punto. Mi dispiace. :-)


Non so quanto io sia abbastanza uomo per determinare se la mia risposta alla situazione possa considerarsi di carattere generale.

Credo che se fossi nei panni di Andrea non accetterei il rifiuto di Chiara.
Mi metterei in gioco come colui che "ha bisogno di Lei" non per soddisfare il proprio bisogno di fare "colui che aiuta, ma per il semplice motivo che se Chiara ama Andrea, allora anche Lei deve svegliarsi e guardare un ritratto di sofferenza che è fuori da Lei, ma da Lei generato.

L'idea è quella di generare un contatto che sia una lente, un prisma, o comunque uno "spostare" la visione concentrata e distorta di Chiara su se stessa e la propria realtà per puntarla sul dolore e la determinazione di Andrea.

Come fare questo...non saprei.

Conoscendomi, con le parole, con la tenerezza, con le lacrime.

E sopra ogni cosa con la presenza. Non con l'insistenza. Un sono qui e ti amo. Ti seguo con calma nel tuo percorso.

Mi vedi per come sono?

Ti poni il problema del perché sono qui?

Stando bene attenti a non auto distruggersi ovviamente... che è il vero rischio che si corre vivendo queste situazioni malate",

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Considerazione finale; molte persone, soprattutto uomini, negli anni, cercando di mettermi in difficolta' riguardo alle mie affermazioni secondo le quali, nella vita, avrei rifatto cio' che ho fatto, mi hanno ripetutamente chiesto se sarei stata felice se mia figlia (qualora avessi una figlia), avesse seguito le mie orme.
A queste persone rispondo che esistono cose ben piu' serie, e gravi delle quali, realmente, si dovrebbe preoccuparsi, e l'anoressia e' solo una di queste.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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