domenica 24 agosto 2008

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Scrittrici e scrittori

Il web ha assunto proporzioni inimmaginabili. E’ un mare talmente grande che e’ impossibile da navigare in una sola vita. Sono ormai in tanti a scrivere, ad esprimersi, a dire la loro. Molti cercano di restare attinenti alla loro vita reale, altri assumono ruoli, recitano parti, utilizzando il virtuale come strumento per dar vita ai loro sogni…

Spesso mi chiedo come venga recepito cio’ che scrivo. Se fossi ipocrita direi che non m’importa del giudizio altrui, e che la finalita' di questo blog e’ completamente scollegata dall’opinione di chi mi legge. Invece non e’ cosi. Non del tutto. In fondo mi interessa capire cosa la gente pensa. Se non fosse cosi’, non sarei qui adesso a confessarvi cio' che vi sto confessando. E’ vero che a volte viene naturale dire “ecchissenefrega”, ma non credo che terrei il blog aperto a tutti, se non ricevessi in risposta almeno un cenno. La stessa cosa credo capiti a coloro che si propongono, sia nei blog che nei forum, oppure nei cosiddetti siti ove le persone si cimentano scrivendo racconti.

In questi giorni mi sono soffermata a leggerne alcuni che si trovano in internet. Ebbene, il panorama e’ desolante. Soprattutto se ci si addentra in quella che viene definita “letteratura erotica”, ma che dovrebbe essere ribattezzata in “spazzatura erotica”. Si tratta di migliaia di storie tutte uguali, in cui vengono descritte le medesime, noiose situazioni. Proposte pero’ in ogni salsa possibile. Lo schema ricorda quello utilizzato anche nella “spazzatura erotica cinematografica”, e denota quanto, certi scrittori, traggano la loro ispirazione proprio dalla visione di filmetti pornografici.

Trama: lui incontra lei che e’ sempre strafiga, la quale in ogni occasione, in auto, in autobus, in treno, in aereo, seduta, in piedi, inginocchiata, davanti, di dietro, di sopra e di sotto, dopo quattro discorsi privi di sostanza, gliela “smolla”, rigorosamente gratis e solo perche’ e’ una gran porca, una ninfomane che non lo fa da sei mesi, dando cosi’ inizio ad un “balletto” che termina sempre con il classico multiorgasmo galattico. Stessa cosa avviene se la protagonista e’ femminile. In tal caso e’ lei (la porca) che trova sempre qualcuno di “trombabile” al quale gliela smolla, gratis. E mi limito ai soli racconti etero.

Sono cose che nella realta’ non esistono. Il sempre trombabile simultaneo al gratis, intendo. Pero’, in questi racconti, si arriva immancabilmente ad un finale con una megascopata in cui si evince un postulato: un uomo o una donna possono andare in qualsiasi posto e, qualunque sia la situazione, riescono sempre a trovare qualcuno per far sesso in modo straordinariamente soddisfacente.

Posso dire che per una donna, nella vita vera, i “realmente trombabili”, dai quali non si farebbe pagare, sono talmente rari che meriterebbe che si dedicasse all’uncinetto piuttosto che perdere tempo ad andare in giro a cercarli. Mentre credo che per un uomo, fosse anche Brad Pitt, difficilmente una donna si farebbe scopare da lui gratis, ovunque ed in qualsiasi situazione, persino in piedi in un autobus affollato. Cio' puo' accadere raramente, e solo se incontra delle "sperimentatrici" pazze in cerca di emozioni forti. Ma non e' certo cosi' frequente come si legge in giro.

Oltre ad essere storie fantascientifiche, dunque, in esse si da’ una visione alquanto “maschile” di una realta’ costruita su un sogno fatalmente onanista. Ed e' questo che mi fa credere che molti di questi sedicenti scrittori, indipendentemente dal loro pseudonimo maschile o femminile, siano quasi tutti uomini. Il raccontare un fatto, soffermandosi sulla scenografia, esaltando la spettacolarita’ dell’atto sessuale, descrivendolo morbosamente nei minimi particolari, enfatizzandolo all’inverosimile, con l’orgasmo che inevitabilmente giunge sempre fra gemiti, grida, ed esplosioni di liquido seminale sparso un po’ ovunque, in un’apoteosi di godimento reciproco (notare che non avviene mai che lei, come molte volte accade, resti insoddisfatta a causa di un lui troppo "veloce"), mi pare un modo assai maschile di affrontare l'argomento.

Una delle caratteristiche che differenziano gli uomini dalle donne e’ proprio il loro modo di relazionare con i sensi. I primi prediligono tutto cio’ che e’ visibile, materiale, sondabile. La loro attenzione e’ rivolta verso un “esterno” che sia “vicino” abbastanza da essere raggiunto e velocemente penetrato. Noi, invece, viviamo il tutto piu’ interiormente, ma ci teniamo piu’ a distanza. Oserei dire che lo viviamo ad “occhi chiusi”, come fossimo cieche. L’eccitazione ha origine nella nostra immaginazione, ed e’ la stimolazione di questa, piu’ che della clitoride, che ci fa provare piacere. Il percorso che scegliamo per arrivare al godimento e’ spesso un lento e progressivo allontanarci, in modo da procrastinare il momento finale, ed e' diverso da quello maschile che spesso tende ad accorciare i tempi.

Percio' un racconto affrontato da un punto di vista “femminile” non puo’ limitarsi a descrivere la scena nuda e cruda. Non puo' soffermarsi troppo sui dettagli estetici, sulle forme, sulle grida di piacere ma, diversamente, deve porre in risalto gli stati d’animo dei protagonisti, le loro sensazioni fatte d’interiorita’, di odori e di suoni, anche distanti. Di ricordi. Paragonandola ad una tecnica cinematografica si potrebbe dire che gli uomini prediligono l’azione serrata fatta di primi piani, dinamici e spettacolari. Le donne invece scelgono una regia lenta, in cui l'importanza e' data ai campi lunghissimi infarciti di flashback. Per questo motivo credo che molti dei racconti che ho letto, che seguono il medesimo canovaccio, pieni di termini espliciti e di frasi fatte fra le quali la piu’ ricorrente e “godo… godo…”, ma che sono privi di pensieri, di sensazioni, di emozioni vissute ad “occhi chiusi”, anche se avevano come protagoniste delle donne, non erano scritti secondo un’ottica femminile.

Un’amica, con la quale mi sono fermata a colazione, oggi mi ha chiesto: “perche’ ti metti a leggere quelle schifezze? Non potresti utilizzare il tuo tempo per leggere un vero libro di qualche vero scrittore?” Le ho risposto che leggere in internet mi serve a comprendere il mondo che mi circonda. I libri dei grandi autori donano grandi sensazioni, ma non rappresentano “il mondo”. Rappresentano un’idea del mondo che e’ la loro, della quale ci fanno partecipi, ma il mondo vero, quello fatto della gente che ci circonda e che si incontra per strada, lo si trova in internet. Allora lei mi ha chiesto: “perche’ dunque non lo incontri li’, in strada, il tuo mondo? Perche’ ti ostini a cercarlo nel web?” E’ semplice, le ho risposto, in strada ormai non si esprime piu’ nessuno, mentre nel web sembra che tutti abbiano qualcosa da dire, e se voglio addentrarmi sotto la scorza superficiale, internet e’ il luogo ideale per farlo.

Purtroppo, ahime’, la mia amica non ha torto. Devo riconoscere che piu’ mi addentro, piu’ mi rendo conto di essere fuori posto, anacronistica, aliena. Sempre piu’ spesso mi coglie il pensiero che questa mia “ricerca della realta’” tramite il web sia solo “masochismo”. Oppure un segno chiaro della mia incapacita' di comprendere… o di rassegnarmi.

A proposito di “scrittori” nel web, ricordo una barzelletta. Per intendersi, premetto che "chukcha" e’ il nome che in Russia viene dato agli eschimesi che, nelle barzellette, corrispondono ai carabinieri delle barzellette italiane. Ebbene, un chukcha vuole iscriversi ad un club di scrittori. Per farlo deve superare un piccolo colloquio, come un esame d'ammissione.

- Mi dica… che preparazione letteraria ha? Ha letto Tolstoj? - gli chiede l'esaminatore.
- No – risponde il chukcha
- Allora ha letto Dostoevskij
- No – risponde ancora il chukcha
- Magari ha letto Chekhov? Pushkin? Bulgakov?
- No – continua imperterrito il chukcha
- Insomma! – sbotta a quel punto l’esaminatore – Non ha letto niente e vuole iscriversi al nostro club?
Il chukcha lo guarda e poi dice: “Chukcha non e' lettore. Chukcha e' scrittore!"

74 commenti :

davide ha detto...

Gentile Chiara,

i racconti che hai letto nel web rispecchiano la vita reale: nel senso che nel reale è pieno di maschioni, che non assomigliano a Brad Pitt ma piuttosto a Fantozzi, che vantano formidabili conquiste con le più belle strafighe che esistono.

Quello che non capisco è chi perda tempo su internet a leggere certi racconti.

In ogni caso il virtuale non ha inciso più di tanto in questo campo, perchè prima che ci fosse il web chi voleva leggere quei racconti si poteva comprare tranquillamente dei giornalini pornografici.

Tanti saluti dal tuo Davide

Cerva ha detto...

C'è ancora un grande entusiamo nei confronti del ruolo dei blog e della comunicazione in Internet.

Se vuoi conoscere il mondo e le persone esplorando la Rete perchè "la gente per strada non si esprime più" - mentre invece lo farebbe in Internet - potresti commettere uno o più grossi errori: la Rete è giovane e primitiva e, anche se contiene tantissimo, ospita ancora troppo poco; soprattutto le categorie di persone non sono rappresentate omogeneamente e ci sono pochi gruppi predominanti; quello che leggi di loro è frutto di un atto volontario, mentre spesso ciò che è significativo in un atto di comunicazione è ciò che passa a margine - e qui non intendo l'interpretazione dietrologica che si può dare delle parole che qualcuno ha scritto ma proprio i messaggi che passano involontariamente che, se nella realtà possono essere gestiti e manipolati, qui vengono tagliati fuori in massima misura.

Spesso più che quello che la gente scrive in Internet, le cose più interessanti sono come lo scrive, quello che non scrive, chi legge e il rapporto che lega chi scrive a chi legge.

Per esempio nel racconto contenuto nell'articolo che precede questo ("Il vizio", con la ragazza poco vestita e molto accaldata che gusta il gelato ed il tipo proprio... "tipico" che l'approccia), i personaggi più interessanti, da un certo punto di vista, sono Klara e Davide. :)

Ciao!

Duval ha detto...

@Chiara:
Spesso mi chiedo come venga recepito cio’ che scrivo. Se fossi ipocrita direi che non m’importa del giudizio altrui, e che la finalita' di questo blog e’ completamente scollegata dall’opinione di chi mi legge. Invece non e’ cosi. Non del tutto.

E’ una strana comune controversia interiore, questa.

Io scrivo spesso; semplici pensieri, poesie, raccontini, qualche recensione attinente la pittura antica, in generale cazzatelle, quelle che ognuno ritiene interessanti e che tali sono solo per l'autore …
Le cose che stimo più importanti stanno chiuse in un cassetto e sono solo mie; il resto andava in prevalenza su giornaletti di circolo, senza attesa di contradditorio.

“Andava” perché, poi, è esploso il web. Ed è cambiato tutto: l’idea che si possa comodamente, da casa, relazionare con gli “altri”, per lo più sconosciuti, è allettante; e l’illusione che questi sconosciuti divengano sempre più “conosciuti” è la controversia di cui sopra.

“Ci credo, non ci credo” ”Ecchissenefrega, però me ne frega” “Ho scritto per me, vediamo cosa rispondono”

Io ho stabilito che il virtuale fa male, come il cotechino, però un bel cotechino fumante …!

E poiché è dannoso ogni tanto si va incontro ad un “accidente” di percorso: un infartino, un piccolo ictus, qualcuno che ti giudica come tu non pensi di meritare e ti rattristi pure, e ti chiedi se ti sei espresso male o se è stato mal recepito ciò che hai scritto.

@Chiara:
In fondo mi interessa capire cosa la gente pensa. Se non fosse cosi’, non sarei qui adesso.

Come dice la tua amica, credo sia veramente ardua la ricerca in questi luoghi.

davide ha detto...

Cara Cerva,

""Per esempio nel racconto contenuto nell'articolo che precede questo ("Il vizio", con la ragazza poco vestita e molto accaldata che gusta il gelato ed il tipo proprio... "tipico" che l'approccia), i personaggi più interessanti, da un certo punto di vista, sono Klara e Davide. :)""

Non so se il Davide a cui ti riferisci sono io?

Però io in quel racconto non c'entro niente. Ho solo scritto una breve conclusione demenziale a modo di sfottò.

Comunque se ti riferivi a me stai attenta a dire che trovi interessante il mio personaggio, perchè se ti prende l'amico Gullich
(che è pur sempre un buon ragazzo e spero che non si arrabbi se ogni tanto lo cito) ti tira le orecchie lunghe un metro e mezzo.

Saluti Davide

Jakala ha detto...

"Sempre piu’ spesso mi coglie il pensiero che questa mia “ricerca della realta’” tramite il web sia solo “masochismo”. Oppure un segno chiaro della mia incapacita' di comprendere… o di rassegnarmi" (Chiara)

Se posso permettermi un'osservazione opterei per una combinazione fra la prima e la seconda opzione.
Ogni scrittore scrive per un suo pubblico immaginario o meno, in quel tipo di letteratura i fruitori principali sono maschietti con gli ormoni che tacitano i neuroni.
Oppure sono impersonificazioni dei propri desideri, ognuno ha delle fantasie sessuali, che se raccontate a voce alta farebbero inorridire i più, ma se scritte sotto forma di racconto diventano arte.
Non a caso il romanzo erotico italiano più famoso attualmente, "Cento colpi di spazzola", è stato scritto da un maschietto ed è stata trovata una ragazza per impersonare la scrittrice: le fantasie maschili proposte da una figura semi-angelica.

In tal caso e’ lei (la porca) che va in giro e trova sempre uno “trombabile” al quale gliela smolla, gratis.

Questo mi fa venire in mente una citazione da un romanzo: il protagonista leggendo al bagno la classica scritta "XXX la da gratis" fa una riflessione del tipo "come se fosse vero che esiste qualcuna che la da gratis vogliono o soldi o potere.Beh ... dai non è completamente vero ci sono quelle che vogliono tutte e due."


PS Sei della teoria che per essere uno scrittore bisogna aver letto altri scrittori?
Secondo me leggere altri scrittore è solo funzionale a migliorare il tuo modo di scrivere, ma non certo ad avere qualcosa da raccontare. Molti scrittori americani scrivono benissimo, ma una volta finito di leggere non ti lasciano niente dentro

parseval ha detto...

ciao Chiara come va?
a proposito di racconti mi sono imbattuto in questa interessante scrittrice online:
http://it.geocities.com/nadir_nadir91/Racconti/Indice_racconti.html
cosa ne pensi? secondo te è veramente una donna ingegnere di origini ebraiche ex carrista dell'esercito israeliano?

Francesca ha detto...

Ciao Chiara,
personalmente non so di che parli, nel senso che non sono mai andata alla ricerca nel web di questo tipo di racconti.
Ti posso dire la mia sui film porno che vedo ogni tanto con il mio compagno per compiacere i suoi desideri.
Ebbene mi sono accorta che non provocano nessun eccitamento in me, anzi. Proprio quello che descrivi tu, il fatto che l'inquadratura rimane a lungo nel particolare e via dicendo mi pone una domanda: "è un film o una lezione di anatomia sessuale?".

Mi sono accorta invece che sono molto più eccitata quando guardiamo film erotici da bollino rosso. Lasciano molto più libera l'immaginazione e quindi la fantasia che, almeno per me, è fondamentale.

Ma ci sono donne che si eccitano con i film porno?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Francesca: Ma ci sono donne che si eccitano con i film porno?

Io non mi eccito, e come me molte ragazze mie conoscenti.
L'idea che la donna si diverta a vedere certi film o a leggere certi racconti e' un'idea tutta maschile.
Pero' in certe ragazze omosessuali, cioe' orientate a far sesso solo con donne, certi film lesbici sortiscono un certo effetto, anche se poi anche loro sono piu' stimolate dall'immagine erotica che non dall'atto sessuale in se'.
Per esempio io sono abbastanza predisposta ad eccitarmi alla visione del bacio, bocca contro bocca, mentre gli altri atti sessuali orali, anche fra donne, mi lasciano completamente indifferente.
Questo per spiegarti che nel bacio io intravedo un'immagine erotica fatta di sensazioni che riesco a percepire a distanza, mentre nella visione nuda e cruda di un organo sessuale trovo soltanto morbosita'... a volte anche fastidio.
Forse chi li gradisce ha solo una gran FAME di sesso perche' non lo fa mai ed e' ormai abituato/a a sognarlo per interposta persona.

Diego ha detto...

I racconti erotici non dovrebbero mai essere scritti da un uomo se si vuole non cadere nella banalità.

La donna ha una fantasia assolutamente più colorita, oltre al fatto che l'atto sessuale credo sia l'ultimo atto che cerca, mentre per l'uomo come sempre, è il primo, l'ultimo e l'intermedio...

Spesso mi è capitato di leggere racconti di tal genere, e no posso non essere d'accordo sul concetto di banalità.
Credo ci sia una bella differenza tra scrivere correttamente e saper sostituire degnamente un immagine con uno scritto..

@Francesca
I film porno fanno perdere la vista :-) ( io porto gli okkiali da quando avevo 5 anni ;-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Parseval: cosa ne pensi? secondo te è veramente una donna ingegnere di origini ebraiche ex carrista dell'esercito israeliano?

Cosa vuoi che ne sappia io chi e'?
Scrive bene. Deve aver letto molto Marquez. Lo stile che ha ne e' testimone.
Personalmente non la trovo male e le immagini erotiche sono abbastanza "velate", quindi potrebbe davvero essere una donna. Che poi sia quella della foto, o un'ex carrista dell'esercito israeliano, non posso dirlo.
Dopotutto anche io dico di essere cio' che sono ma potrei essere tutt'altro, no?
Avemmo una discussione su questo punto, mi pare, in cui (giustamente) tu asseristi che potevo essere chiunque. Pensasti addirittura ad un transessuale (chissa' perche' proprio un transessuale?). Era lecito che tu lo pensassi. Non mi sono mai arrabbiata per quello, anche se, devo essere sincera, quando ci si apre come ho fatto io, il vedere diffidenza un po' infastidisce.
Comunque, nel caso di quei racconti scritti dall'ex carrista, che sono piacevoli, credo che non dovrebbero essere letti in relazione al sesso o alla professione di chi li ha scritti, dato che trattano tutti argomenti diversi e di fantasia, a meno che non sia affermato esplicitamente che si tratta di un'autobiografia. In tal caso allora diventa essenziale una corrispondenza fra chi scrive e cio' che scrive.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Sei della teoria che per essere uno scrittore bisogna aver letto altri scrittori?

Beh, io credo che difficilmente s'impara a dipingere se non si e' mai visto un quadro. Cioe' si puo' imparare a dipingere alla nostra maniera e se si ha fortuna, magari, la nostra maniera piace ed abbiamo successo ma e' alquanto improbabile (anche se non impossibile).
Insomma, secondo me l'uso del lessico, la costruzione della frase, i trucchi ed i vezzi, si imparano leggendo. Poi, per quanto riguarda lo spessore del racconto. questo e' dato da un talento tutto personale.

A-Woman A-Man ha detto...

Chukcha non ha tutti i torti.
Aver letto molto, può assicurare forse un certo nozionismo. per l'arte della comunicazione non è sufficiente.

A-Woman A-Man ha detto...

In quanto al maschile e al femminile, nell'eros.
E' il loro incontro che produce l'incanto, la perfezione.
Maschi che per avvicinarsi alle loro amate iniziano a scoprire gli aspetti sottili, intimi dell'eros, femmine che per avvicinarsi ai loro amati, scendono a ritrovare le radici, l'istinto.
Due incastri che se perfetti permettono di andare in orbita, di trascendere.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Chukcha non ha tutti i torti.
Aver letto molto, può assicurare forse un certo nozionismo. per l'arte della comunicazione non è sufficiente.


Cavolo, mi fai sentire un'emerita imbecille. Ho passato la mia vita sui libri e adesso scopro che potevo benissimo utilizzare quel tempo dall'estetista. :D
Sono d'accordo che NON SIA SUFFICENTE. Ma non aver letto nulla, a meno di trovarsi di fronte ad una mente davvero geniale, non crea certo i presupposti per saper scrivere.

Francesca ha detto...

@Chiara
"Questo per spiegarti che nel bacio io intravedo un'immagine erotica fatta di sensazioni che riesco a percepire a distanza, mentre nella visione nuda e cruda di un organo sessuale trovo soltanto morbosita'... a volte anche fastidio."

Oh meno male. Mi rendo conto di non esser sola. Non mi sento una bigotta in questo senso ma gli uomini e nello specifico il mio compagno, spesso e volentieri non capiscono il modo di sentire e vivere il sesso sostanzialmente diverso fra uomo e donna.

@Diego
Guarda, non sono una specialista ma per amore del mio compagno abbiamo fatto delle prove, chiamamole così. Lui aveva il desiderio di vederli assieme.
Ho scoperto un certo fastidio per certe scene ed in alcune occasioni mi sono quasi sentita una bigotta.
Fino a scoprire invece che i film erotici non mi provocavano lo stesso effetto fastidioso, forse perchè lasciano all'immaginazione la maggior parte del lavoro.
E in una donna, quando fai lavorare la fantasia, raggiungi lo scopo, secondo me.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

E in una donna, quando fai lavorare la fantasia, raggiungi lo scopo, secondo me.

Parrebbe talmente naturale. Quando ci parli, con certi tipi, ancora in fase di "aggancio" ti dicono che loro qui... loro la'... la fantasia, la complicita'.
Insomma le solite cose che quasi tutti dicono l'uno all'insaputa di altri 500.000 che hanno detto le stesse cose. Potrei davvero scriverci un libro sui luoghi comuni detti dai maschi quando devono rimorchiare.
Invece (e tu lo sai bene), sono tutte balle; quando poi passano ai fatti, tutti i buoni propositi si dissolvono.
Anche se in internet poi NEGANO adducendo la scusa che sono tutti diversi.
Eccome no? :D
Per esempio: sai che molti uomini QUANDO devono PAGARE si masturbano prima cosi' da poter ritardare il loro orgasmo in modo da poter giustificare cio che pagano?
Oppure lo fanno per poter far "bella figura da grandi trombatori" con la ragazza?
Pero' con le loro compagne, con le quali stanno insieme, mica fanno un ragionamento del genere. Anzi la maggior parte delle volte manco si curano se queste sono soddisfatte oppure no.

Ne ho ho trovati veramente pochi, in vita mia, che avessero davvero la capacita' di stimolare la mia fantasia nei modi e nei tempi confacenti al mio essere.
Perche' e' nel tempo che si giudica un rapporto. Per una "botta e via" son bravi tutti.

Sai una cosa Francesca? Non c'entra nulla con questo discorso, ma ho notato che se assumi il loro stesso atteggiamento, cioe' li usi per una botta e via curandoti solo del tuo piacere, e non se loro sono soddisfatti o no, ne sono SPAVENTATI :-)))

Lo so che per chi non esercita il mestiere e' un atteggiamento innaturale, ma almeno una volta merita metterlo in pratica. Si capiscono un sacco di cose.

Francesca ha detto...

@ Chiara
Cercherò di seguire il tuo consiglio (tentar non nuoce :-) ), anche se secondo me almeno le prime volte non sarebbe per nulla spaventato, anzi.
Forse inizierebbe a farsi domande dopo un pò di tempo...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Forse inizierebbe a farsi domande dopo un pò di tempo...

So per esperienza che quando i partner iniziano a farsi le domande noi, per conto nostro, abbiamo gia' trovato le risposte, e le situazioni si deteriorano.

Sai, molte mie conoscenti non riescono a concepire il mio modo di essere. Molte sono sposate da anni con uomini assurdi, dei quali si lamentano costantemente, ma che pero' non lasciano perche' si creano un sacco di scuse nella loro testa (in realta' hanno solo paura di restare da sole ed un certo condizionamento culturale per cui una donna che non ha partner e' una donna di serie B).

Io, invece, considero lo stare insieme con un (o una) partner solo una parentesi in mezzo alla solitudine.

Credo che la condizione naturale dell'essere umano (quindi anche della donna) sia quella di cambiare il piu' possibile: vita, luogo, partner.

In pratica "la via della zingara". Una vita nomade non solo dal punto di vista territoriale, ma anche dal punto di vista personale, interiore e, perche' no, sentimentale.

Francesca ha detto...

Se non c'è l'amore, certamente.

Tu puoi certamente capire la differenza che c'è fra me e lui, culturalmente parlando ed anche nel modo di vivere il sesso, la passione e il rapporto.
Il mio scopo è rendere felice lui rendendo felice anche me stessa.
Insomma essere felici senza che uno dei due debba violentare il proprio essere o rinunciare a qualcosa....non so se riesco a spiegarmi...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

non so se riesco a spiegarmi...

Con me riesci a spiegarti benissimo. Solo che spesso e' proprio con i nostri interlocutori maschili, coloro che dovrebbero recepire il messaggio, che non riusciamo a spiegarci.

Ho trovato molti meno problemi ad intendermi, ovviamente, con partner di sesso femminile, ma posso capire che non tutte abbiano i miei gusti. :-)

Diego ha detto...

"Io, invece, considero lo stare insieme con un (o una) partner solo una parentesi in mezzo alla solitudine."

Nonostante io sia d'accordo con la maggior parte delle cose che scrivi, qui ho un pochino di difficoltà.

Non sono io di certo l'uomo diverso che fa la differenza, ma se mi guardo attorno non ho la sensazione che nemmeno l'essere femminile, spesso spicchi per sensibilità ed intelligenza.
Sottolineo per non sembrare di parte che credo che l'essere umano spesso sia poco avvezzo all'intelligenza.

Io dal canto mio non ho ricordi di grandi prove di "rimorchiaggio" da parte mia. Non ricordo di aver mai detto di essere meglio di un altro uomo e ricordo di essere sempre stato molto schietto, fin troppo. Non sono Cinico ma semplicemente realista e come tale mi comporto, a discapito del risultato.

No, non mi sono mai masturbato pima di un rapporto :-), ma a volte dopo, per la scadenza del rapporto stesso ;-)
Vista dal mio punto di vista, devo ammettere che ci sono state anche donne, ( non che io ne abbia avuto mille) con le quali avere un rapporto sessuale decente era un miracolo...
Non è poi facile credo da entrambe le parti. Non sono tutte focose, grandi amanti, fantasiose, si insomma, a volte dei bei legni...

Dipenderà da me? puo' essere...

Per quanto riguarda la parentesi nella solitudine, sono d'accordo con te se tutto si limita al concetto del sesso. Sono ancora d'accordo con te perche' so bene quanto due belle gambe mi faccian venire caldo quando me le trovo davanti e non lo nego nemmeno davanti alla persona con cui vivo, a dire il vero mi viene caldo anche guardando le sue :-)

Solo che nel primo caso è un incontro che mi toglie la solitudine, nel secondo è una persona che mi fa sorridere, alla quale penso spesso, della quale mi preoccupo e godo della sua felicità...
E' diverso...

Kiss

Antonio ha detto...

"Dopotutto anche io dico di essere cio' che sono ma potrei essere tutt'altro, no?"
ad esempio un ragioniere con i baffi ? :-))))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ad esempio un ragioniere con i baffi ? :-))))

Certo.
Oppure senza baffi.
Oppure con i baffi ma non ragioniere.
Oppure un ragazzetto.
Oppure una vecchietta.
Oppure un transessuale.

Insomma TUTTO fuorche' cio' che dico di essere. :-)

Accade da 4-5 anni.
Prima non accadeva. Anzi dovevo negare chi ero quando mi individuavano.
Pero' e' divertente adesso che non sono piu' individuabile posso essere chi voglio. :-)

Antonio ha detto...

"Pero' e' divertente adesso che non sono piu' individuabile posso essere chi voglio. :-)"
...non solo, puoi essere anche chi gli altri vogliono che tu sia.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

...non solo, puoi essere anche chi gli altri vogliono che tu sia.

Questo e' piu' difficile ottenerlo da me... gratis :-)

Tu per esempio chi vorresti che io fossi?

Diego ha detto...

"Questo e' piu' difficile ottenerlo da me... gratis :-)"

Beh esisterà un limite anche se pagato no?? ;-)

Antonio ha detto...

"Questo e' piu' difficile ottenerlo da me... gratis :-)"
Qui è gratis.

"Tu per esempio chi vorresti che io fossi?"

sai bene che per me non ha alcuna importanza :-)
...cioè, certo che se un giorno ti dovessi incontrare preferirei avere di fronte ciò che sostieni di essere piuttosto che un ragioniere coi baffi !!!
:-))))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Beh esisterà un limite anche se pagato no?? ;-)

Un limite ovviamente esiste, ma e' sempre la ragazza che lo decide. E puo' decidere di renderlo piu' rigido oppure di superarlo a seconda di chi incontra. :-)

"Let me be your fantasy", diceva Irina :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

piuttosto che un ragioniere coi baffi !!!

Ed una ragionierA con i baffi? :-)))

Antonio ha detto...

:-))))))

Diego ha detto...

"Ed una ragionierA con i baffi? :-))) "


Li subentro io ed i miei centri estetici, diamo una sistemata in un baleno...:-))))

Francesca ha detto...

@ Chiara
Io non so chi sei ma indubbiamente sei una donna. ;-)

Lo so che fra persone dello stesso sesso c'è una grande intesa ma la vera sfida è raggiungerla con la persona che ami, di qualsiasi sesso sia.

gatsby ha detto...

@Chiara
A proposito dell'aneddoto da te raccontato.
Te ne dico uno attinente, di Hemingway, relativo al periodo in cui soggiornò in Italia.
"L'Italia è un meraviglioso paese, in cui il 50% scrive (naturalmente intendeva si professa scrittore) e il 50% non legge" :-))

Condivido solo parzialmente la tua visione di internet.
Sono più portato a credere che nel complesso sia attraverso i libri e i grandi scrittori che abbiamo la possibilità di indagare il nostro passto, il nostro presente e, perchè no, il nostro futuro ( ti ricordo a questo proposito il tuo SOYLENT VERDE).
Mentre con internet ho più uno spaccato, una rappresentazione individuale della società.
Una moltitudine - non a caso si parla di comunità - rispetto alla singolarità di un autore, ma spesso frammentata e non in grado di esprimere realmente una visione d'insieme e soprattutto reale di cio' che ci circonda.
Ammetto pero' di essere affascinato da internet per la possibilità di cogliere aspetti emotivi delle singole persone, piccoli e grandi problemi di cui, come giustamente dici, non si parla piu' nella vita reale.

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""Credo che la condizione naturale dell'essere umano (quindi anche della donna) sia quella di cambiare il piu' possibile: vita, luogo, partner.
In pratica "la via della zingara". Una vita nomade non solo dal punto di vista territoriale, ma anche dal punto di vista personale, interiore e, perche' no, sentimentale.""

Condivido quanto hai scritto. Però c'è una cosa che non capisco. Chi fa questa vita dovrebbe rinunciare ad avere dei figli. Perchè se uno ha dei figli continuare a cambiare padre o madre non credo sia piacevole per i figli, almeno fino a quando sono piccoli.

Non voglio certo indagare nella tua vita privata, però mi chiedo se tu non senti mai il desiderio di fare dei bambini.

Io comunque non lo sento per niente questo desiderio (so che non te ne importa niente, ma lo ho specificato solo perchè ti ho posto la domanda).

Tanti saluti dal tuo Davide

Jakala ha detto...

Chiedo scusa se interrompo la catena di post su chi sia Chiara (saranno fatti suoi se invece di essere un ex-escort esteuropea è invece un ragioniere bergamasco) e su quanto facciano pena gli italiani sentimentalmente e sessualmente, ma sono incuriosito da un'altra questione più filosofica.



Insomma, secondo me l'uso del lessico, la costruzione della frase, i trucchi ed i vezzi, si imparano leggendo.

Sono d'accordo che NON SIA SUFFICENTE. Ma non aver letto nulla, a meno di trovarsi di fronte ad una mente davvero geniale, non crea certo i presupposti per saper scrivere.


Cosa intendi per saper scrivere, per trucchi?
Non credo tu intenda la classica consecutio temporum, ma anche qualcosa in più?
Nei tuoi racconti noto l'uso del flashback, come parallelo fra l'azione passata e quella presente che in effetti pochi scrittori italiani usano l'ho vista usare invece nei romanzi americani.
Idem l'uso di termini "slavi" (permettimi questa libertà) con il loro carico emotivo mi pare più di scuola anglosassone, dove invece inserivano termini latini o greci.

Sto dicendo cose sbagliate?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Nei tuoi racconti noto l'uso del flashback, come parallelo fra l'azione passata e quella presente che in effetti pochi scrittori italiani usano l'ho vista usare invece nei romanzi americani.

il primo in assoluto ad usare la tecnica del flashback e' stato Omero nell'Odissea (L'Odissea inizia a meta' della vicenda e ed il passato viene ricostruito con flashback). Quindi gli americani non hanno fatto altro che scopiazzarlo.
Un po' come faccio io. Ma io non ho pretese di essere una scrittrice. Solo mi piace rendere "gradevole" cio' che comunico. Diciamo che amo confezionare bene il pacchetto regalo. :-)

l'uso di termini "slavi" (permettimi questa libertà) con il loro carico emotivo mi pare più di scuola anglosassone, dove invece inserivano termini latini o greci.

Beh, anche su questo bisogna dire che lo stesso Manzoni, nei Promessi Sposi, utilizzava termini e citazioni in latino. Forse se ti riferisci al "carico emotivo", in effetti cio' che i termini slavi rappresentano nei miei raccontini del cavolo, serve a farmi partecipare piu' attivamente, in modo meno distaccato.

In definitiva: io non credo di seguire alcuna scuola, ne' americana, ne' italica, ne' russa. Anche perche' (lo ripeto) non ho velleita' da scrittrice. Non potrei essere mai una scrittrice, soprattutto in una lingua non mia nella quale ho molte carenze.

Purtroppo ho letto troppe cose abbastanza "penose" scritte da chi credeva di essere in grado di "solleticare" emozioni, ed invece suscitava solo noia, e questo mi ha fatto sparire la voglia di seguire i loro passi.

Jakala ha detto...

Che il flashback sia vecchio lo so anch'io, ma in genere è usato per descrivere il perché/come l'eroe si trova nella situazione iniziale.
Tu l'hai usato per mettere in parallelo le scene del presente e del passato in un intrecciarsi, che mi ha colpito, perché l'ho visto poche volte usarlo da scrittori italiani.

Anche perche' (lo ripeto) non ho velleita' da scrittrice. Non potrei essere mai una scrittrice, soprattutto in una lingua non mia nella quale ho molte carenze.
So di far una cosa sbagliata a pompare il tuo ego, ma secondo me hai talento.
Conrad non era inglese, pensava in francese eppure è uno scrittore che ha saputo usare l'inglese in maniera incredibile.

Io di scuola russa ho solo seguito quella matematica all'università, mi ricordo ancora gli esercizi del Demidovic

Kamavirya ha detto...

@Chiara -> In definitiva: io non credo di seguire alcuna scuola, ne' americana, ne' italica, ne' russa.

Ma perchè così tanta avversione nell'utilizzare il termine "italiano/a"??? ;-)

KAM

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ma perchè così tanta avversione nell'utilizzare il termine "italiano/a"??? ;-)

Ma dai... l'ho gia' spiegato. Devo metterlo nelle FAQ? :-)

Itali-ano... non so, mi fa venire in mente qualcosa. :-)

Eppoi sai, l'abitudine :-)

"Ciao, come ti chiami?"
"Io Klara, e tu?"
"Io Vincenzo"
"Ah... piacere :-)"
"Di dove sei? Sei dell'est, vero?"
Si', sono magiara... tu invece sei italico?"

Secondo te non suona bene? Cosi'... Un po' retro'.

Certo, a "sei dell'Est" potrei rispondere "e tu dell'Ovest?" :-)

Diego ha detto...

Vabbe', io ringrazio...

Non smetto di ridere...
da oggi diro' che sono dell'Ovest

:-DDDD

Kamavirya ha detto...

"Ciao, come ti chiami?"
"Io Klara, e tu?"
"Io Hans"
"Ah... piacere :-)"
"Di dove sei? Sei dell'est, vero?"
Si', sono magiara... tu invece sei GERMANICO?"

Sono pronto a scommettere che invece risponderesti "...sei TEDESCO?"

O SBAGLIO??? ;-)))

KAM

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Sono pronto a scommettere che invece risponderesti "...sei TEDESCO?" O SBAGLIO??? ;-)))


SBAGLI!

Non mi conosci :-)

Direi: "Ah... sei TEUTONICO" :-)

Kamavirya ha detto...

SEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE! ;-P

KAM

Kamavirya ha detto...

.......
"Mi chiamo JeanPaul"
"Ah... piacere :-)"
"Di dove sei? Sei dell'est, vero?"
Si', sono magiara... tu invece sei FRANCESE?"

...e questa volta raccontarmi che diresti "sei GALLICO?"!!! ;-)))

KAM

Chiara di Notte - Klára ha detto...

...e questa volta raccontarmi che diresti "sei GALLICO?"!!! ;-)))

CELTICO? :-)

Suvvia, Kam, potremmo continuare all'infinito. Un inglese lo chiamerei britannico, uno spagnolo ispanico, eccetera, eccetera.

Ma dimmi... perche' ti offende il termine ITALICO?
Mica lo pronuncio con tono offensivo... :-)

Jakala ha detto...

Si', sono magiara... tu invece sei italico?"
Al massimo dirai di origine italica, visto che italico non viene usato come sostantivo.

In generale pero' viene usato solo o per prendere in giro qualcuno (magari questo e' il caso) o quando si parla del ventennio fascista visto che si rifaceva al periodo romano.

michail tal ha detto...

Interessante. Io credo che la tua amica abbia perfettamente ragione. Coi libri vai sul scuro, o quasi, in rete...
Se vuoi andare al ristorante peschi a caso dalle pagine gialle o scegli sulla guida del gambero i migliori, magari allora si' cercando conferme di recensioni sui siti specializzati(pochissimi)?


Devo essere sincero, dopo i primi due mesi di lettura del tuo blog, gli unici dubbi che mi sorsero circa la tua identità erano proprio in relazione al tuo rapporto con EF.

Come dici tu, le donne sono piu' pragmatiche e meno sentimentali degli uomini, meno inclini alle seghe mentali...ok, dunque mi chiedevo: ma come è possibile che una percentuale cosi grande di post di Klara siano su EF? Con quale pervicacia, zelo e insistenza che sfocia quasi nell'ossessione klara segue quel sito! Un comportamento piu "maschile" che femminile. Ma poi ho imparato che il tuo carattere nasconde molti lati ambivalenti, e lo dico in senso soprattutto positivo...diciamo originali.

Comunque per quanto riguarda la letteratura erotica...e della Millet cosa mi dici? è donna, e puure colta, eppure ha un linguaggio tuttaltro che "sfumato"...ma in effetti credo sia un eccezione.
E con Anna Valerio hai mai parlato? (sai che l'ultimo post della sublime porta è di nuovo dedicato in parte a te? tipo a pag 19 :-) io gli ho risposto ma non ha pubblicato il mio messaggio, peccato.

Comunque c'è un aspetto, un'ambivalenza diciamo, del tuo carattere che tuttora non riesco a capire.
Hai una concezione dei rapporti sociali e umani in generale che apprezzo molto, continui a confermarla anche negli ultimi tuoi commenti negli altri post. L'esigenza profonda di impostare rapporti umani non basati sul mero criterio dela convenienza economica è tuttaltro che banale se è un sentire sincero.

Poi leggo pezzi come :

"Posso dire che per una donna, nella vita vera, i “trombabili” dai quali non si farebbe pagare sono talmente rari che merita dedicarsi all’uncinetto piuttosto che perdere tempo ad andare in giro, mentre credo che per un uomo, fosse anche Brad Pitt, difficilmente una donna si farebbe scopare da lui gratis"

Oppure dove ribadisci il profondo piacere di essere pagato molto per il sesso. Perchè da una sensazione di potere.

Probabilemente sono io a fraintenderti o semplicemente a non capirti, linea e cubo ti ricordi?

Come già ti dicevo secondo me una bella donna come te avrebbe già molte occasioni per prendersi le sue soddifazioni narcisistiche, anche senza quell'atto estremo.
Se fossi una donna e come tutte le donne immagino sarei gratificata dall'atto di sedurre, ok allora preferirei ragionare in questo modo: eh si bello guardami pure e ammazzati di seghe che tanto non mi avrai mai...

Tu invece scegli di dargliela quella soddisfazione, a chi puo' pagare. Lo so, sostieni di essere TU ad usarli e non il contrario...ma chi usa chi? è solo una questione soggettiva. Credi che tornati a casa " i clienti" si sentano gli sfigati che sono per aver pagato? Per me si sentono come quelli che hanno usato una salvietta per pulirsi...il potere vero è NON dargliela quella soddisfazione. Farsi desiderare fino all'estremo dagli altri e concedersi a chi ti piace.

Poi se mi dici che cosi guadagni molto etc etc ok, nulla da eccepire, ma che l'atto di potere (sempre che lo sia) IN SE dia soddisfazione oltre-economica, narcisistica intendo, mi sembra in contrasto con quando sostieni (lo commenti in un altro post) che il mondo sarebbe migliore se le persone non impostassero le loro relazioni su un piano economico.E sono daccordissimo.

Poi forse la cosa che piu' di tutte mi colpisce. Mi sembra che tu nutra un certo risentimento contro la sessualità "libera",ludica, sopratutto nelle donne. Questo ad es nel pezzo sopra (brad pitt).

Mi sembra che tu ritenga che una bella donna che non sfrutti economicamente la sua bellezza sia in qualche modo "una fessa". Lasciamo stare le carriere etc, di questo avevamo già discusso.

Parliamo di vita normale, di sessualità di tutti i giorni.
Ho una sorella di 20 anni, che se dio vuole è una gran bella figliola. E' da almeno 5 anni che si giostra una quantità di fidanzati esorbitante, con la disinvoltura con la quale io mi cambio d'abito. A volte piu' a volte meno, in genere sono bei ragazzi. Io da fratello maggiore cosa le dovrei dirle?
"Gliela dai GRATIS? ma sei scema? con gli occhioni azzurri e il corpo che ti ritrovi fai una stupidaggine simile? Fessa!"

Penso che i suoi occhi me li sgranerebbe con una strana espressione... :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Al massimo dirai di origine italica, visto che italico non viene usato come sostantivo.


Allora come lo devo dire che tutto cio' che finisce in "ano" a me fa ridere?
Quando arrivai in Italia tendevo ad abbinare questo al termine culo e credevo che fosse insultante. Tutte le volte che mi trovavo a dirlo mi sentivo imbarazzata. Cosi' iniziai a dire italico. Ed e' un vizio che mi e' rimasto. :-)

E' una buona spiegazione, vero? :-)

Kamavirya ha detto...

@Jakala -> GRAZIE!!! ;-)))

@Chiara -> dai, non mi offendo affatto! Sono assolutamente certo che non lo pronunci con tono offensivo, (forse un po' sarcastico, quello sì...), derivante da una tua piacevolissima altezzosità.

Perdona dunque queste mie punzecchiature, che uso di proposito per mettere in risalto (qualora ce ne fosse bisogno) questo tuo aspetto (personalmente GRADITO ;-)).

KAM

Chiara di Notte - Klára ha detto...

michail tal said...

Uff... che commento lungo. E pieno di domande, pure. Hai intenzione di non farmi lavorare oggi? :-)

Devo essere sincero, dopo i primi due mesi di lettura del tuo blog, gli unici dubbi che mi sorsero circa la tua identità erano proprio in relazione al tuo rapporto con EF.

Adesso hai capito?

Guarda che EF per me ha rappresentato il luogo ove un ADMIN, coadiuvato da quattro pezzi di merda, ha messo in gioco la mia privacy pubblicando delle foto.
Gli dovevo qualcosa per il disturbo no?
Sia all'Admin (pezzo di merda) che agli altri psicopatici (sempre pezzi di merda) che si stavano a masturbare tutto il giorno.
Adesso pero' credo di aver raggiunto un livello di credibilita'tale (grazie anche al mio comportamente sempre corretto e coerente, che chi mi legge ha capito che genere di fogna e' quel posto.
Io neanche lo leggo piu... se non sporadicamente quando vengo avvisata che c'e' un post che mi riguarda.

Comunque per quanto riguarda la letteratura erotica...e della Millet cosa mi dici? è donna, e puure colta, eppure ha un linguaggio tuttaltro che "sfumato"...ma in effetti credo sia un eccezione.

Non la conosco, non amo molto la letteratura erotica, era solo una curiosita' dell'ultimo periodo.

E con Anna Valerio hai mai parlato?

No, non ho mai parlato. E tu? :-)

(sai che l'ultimo post della sublime porta è di nuovo dedicato in parte a te? tipo a pag 19 :-) io gli ho risposto ma non ha pubblicato il mio messaggio, peccato.

Parli del blg del sultano? Cosa c'entra Anna Valerio?

Probabilemente sono io a fraintenderti o semplicemente a non capirti, linea e cubo ti ricordi?

Probabilmente. O forse (in generale) non comprendi le donne, anche se credi di saperlo fare. Ma non e' una colpa. Sono pochi quelli che ci riescono davvero. :-)

Come già ti dicevo secondo me una bella donna come te avrebbe già molte occasioni per prendersi le sue soddifazioni narcisistiche, anche senza quell'atto estremo.

E chi ti dice che gia' non lo stia facendo oppure che non lo abbia gia' fatto mille volte?

Se fossi una donna e come tutte le donne immagino sarei gratificata dall'atto di sedurre, ok allora preferirei ragionare in questo modo: eh si bello guardami pure e ammazzati di seghe che tanto non mi avrai mai...

Se tu fossi una donna lo saresti portandoti dietro la psicologia maschile alla quale sei (ovviamente) ancorato.
Anche io potrei dire che "se fossi un uomo mai pagherei una donna". Ma non lo sono e forse se lo fossi davvero ci sarebbero ampie probabilita' di comportaermi come una grande maggioranza di uomini che ho conosciuto.

Tu invece scegli di dargliela quella soddisfazione, a chi puo' pagare. Lo so, sostieni di essere TU ad usarli e non il contrario...ma chi usa chi? è solo una questione soggettiva. Credi che tornati a casa " i clienti" si sentano gli sfigati che sono per aver pagato? Per me si sentono come quelli che hanno usato una salvietta per pulirsi...il potere vero è NON dargliela quella soddisfazione. Farsi desiderare fino all'estremo dagli altri e concedersi a chi ti piace.

Ti scordi quali siano le mie origini, la mia provenienza, le mie esperienze (che in parte puoi aver intuito). Ho parlato piu' volte come in certi Paesi esistano delle vere e proprie... chiamarle scuole sarebbe errato... insomma luoghi ove si impara a fare una certa cosa. Nel mio caso puoi ben immaginare cosa.
Non tutte le prostitute vengono raccattate e buttate in strada oppure in un appartamento o in una sauna piuttosto che attaccate tutto il tempo ad un palo da lap dance. Esistono anche altre situazioni.
Tu sei in parte russo. Non so quanto tu conosca della Russia ma io ci ho vissuto quasi 3 anni e ti assicuro che quei tre anni sono valsi per 30.
Ebbene uno dei primi fondamenti su cui si basava un certo modo di svolgere l'attivita' era molto simile a quello di chi spaccia qualcosa che da' dipendenza.
Secondo te, fra chi spaccia qualcosa di buono, sapendo che sul mercato non esiste niente di meglio, e chi invece e' dipendente di quella sostanza, chi detiene il potere?

Poi se mi dici che cosi guadagni molto etc etc ok, nulla da eccepire, ma che l'atto di potere (sempre che lo sia) IN SE dia soddisfazione oltre-economica, narcisistica intendo, mi sembra in contrasto con quando sostieni (lo commenti in un altro post) che il mondo sarebbe migliore se le persone non impostassero le loro relazioni su un piano economico.E sono daccordissimo.

Forse tu fai un po' di confusione. Parli della mia professione al presente, mentre e' qualcosa dalla quale mi sono da tempo ritirata. Forse, crescendo, ho capito alcune cose che in passato non avevo ancora capito. Forse in passato non mi erano capitate le persone giuste, o le situazioni giuste per cambiar vita... Forse, semplicemente sono impazzita (come dicono alcune mie amiche ex colleghe) che' avrei potuto esercitare ancora per altri 10-15 anni... insomma io non lo so.
So solo che le persone e le situazioni giuste sono rare piu' dei quadrifogli in un campo di trifoglio, per cui non si puo' passare la vita intera in attesa di qualcosa che forse potrebbe non verificarsi mai, oppure che per verificarsi abbia bisogno di una condizione essenziale: essere devochka.
Per questo motivo dico che rifarei TUTTO quello che ho fatto.
Non e' stata una brutta vita, non ho incontrato solo brutta gente, non ho sofferto nel far sesso con sconosciuti, mi e' piaciuto ricevere denaro, mi e' piaciuto darla per denaro. Che c'e' di sbagliato?
Adesso non mi piace piu'. Che c'e' di sbagliato?
Nella vita si cambia, a volte si evolve, a volte e' il contrario e si involve.

Poi forse la cosa che piu' di tutte mi colpisce. Mi sembra che tu nutra un certo risentimento contro la sessualità "libera",ludica, sopratutto nelle donne. Questo ad es nel pezzo sopra (brad pitt).

Scherzi?
Io sono una gran ludica. Lo ero anche al tempo dell'avventura, solo che poi mi sono resa conto che per "ludicare" occorre anche la controparte e quella (ahime') spesso, molto spesso, dato il mio carattere estremamente esigente, manca. Per questo dico che e' meglio ludicare intanto per soldi. :-)
Guarda che incontrando clienti si incontrano anche uomini eccellenti. Poi da come si comportano una decide se "ludicarci" oppure no. :-)

Mi sembra che tu ritenga che una bella donna che non sfrutti economicamente la sua bellezza sia in qualche modo "una fessa". Lasciamo stare le carriere etc, di questo avevamo già discusso.

Vuoi la sincerita'?
Si'! Lo credo.

Parliamo di vita normale, di sessualità di tutti i giorni.
Ho una sorella di 20 anni, che se dio vuole è una gran bella figliola. E' da almeno 5 anni che si giostra una quantità di fidanzati esorbitante, con la disinvoltura con la quale io mi cambio d'abito. A volte piu' a volte meno, in genere sono bei ragazzi. Io da fratello maggiore cosa le dovrei dirle?
"Gliela dai GRATIS? ma sei scema? con gli occhioni azzurri e il corpo che ti ritrovi fai una stupidaggine simile? Fessa!"
Penso che i suoi occhi me li sgranerebbe con una strana espressione... :-)


Tua sorella non e' me. Non e' (forse) neanche vissuta all'Est, non ha fatto il mio percorso, non ha avuto le mie esperienze. Come puoi paragonare tua sorella con me?
Pero' posso paragonare con me mia cugina Klaudia e posso dirti che lei vorrebbe fare il mio percorso. Come la mettiamo? Chi e' la difettata? Tua sorella? Klaudia? Io?

michail tal ha detto...

Per il tempo che mi dedichi ti ringrazio, ovviamente.

"Parli del blg del sultano? Cosa c'entra Anna Valerio?
"

Se ti leggi gli ultimi suoi post e le risposte lo capirai.

"forse (in generale) non comprendi le donne, anche se credi di saperlo fare"

forse non comprendo tutta l'umanità sai? mica solo le donne! :-) capissi almeno soli gli uomini, sarebbe già un bel risultato!! Pero' perderei il gusto per la letteratura :-)


"Se tu fossi una donna lo saresti portandoti dietro la psicologia maschile alla quale sei (ovviamente) ancorato.
Anche io potrei dire che "se fossi un uomo mai pagherei una donna". Ma non lo sono e forse se lo fossi davvero ci sarebbero ampie probabilita' di comportaermi come una grande maggioranza di uomini che ho conosciuto.
"

Ma la questione è proprio questa, la maggior parte delle belle ragazze che ho conosciuto in vita mia proprio come ho detto. Si comportano, appunto, da femmine, anche senza prostituirsi.


"Forse tu fai un po' di confusione"
...
Per questo motivo dico che rifarei TUTTO quello che ho fatto.
...
Che c'e' di sbagliato?
Adesso non mi piace piu'. Che c'e' di sbagliato?


Ho sbagliato ad usare il presente, l'ho utilizzato perchè parlavo di quel lavoro in generale, non del tuo attuale.
Comunque Klara, non metterla sul piano personale. Mi guarderei bene dal giudicare il tuo percorso, ogni persona ha il suo e il tuo è piuttosto strordinario, mi sembra chiaro. Mi interessano le tue idee, non di dare un giudizio morale o di altro tipo sulla tua vita.

Non c'è proprio NULLA di sbagliato. E' solo che ravvedo una contraddizione nel mostrare una certa sensibilità e nel contempo sostenere di godere dei rapporti di subordinazione chiamiamola sessuale-mercantile. Un puro esercizio di potere, che non suona molto diverso da quello che potrebbe manifestare un manager con responsabilità su tanti di quelli che tu chiami giovani vite sfruttate. Anche quello è potere non dato dalla coercizione, ma solo da rapporti mercantili.
Ma daltronde l'animo umano è interessante perchè contraddittorio. Io la vedo cosi, non esiste intelligenza senza complessità, e un certo grado di ambiguità rende interessante l'animo umano.
Tutti i personaggi che hanno reso eterni i romanzi dei grandi scrittori hanno ambivalenze, altrimenti sai che palle.
Se fossi unilaterale come a volte ti mostri avrei smesso di leggerti da un pezzo. Questo pur restando coerente.


Si, mia sorella no è vissuta all'est, e lo conosce molto meno di me. Non voleva certo essere un raffronto con giudizi di valore. L'ho citata, ed ho citato il suo comportamento solo perchè credo rappresenti un esempio piuttosto rappresentativo della sessualità vissuta in modo sano da una certa gioventu' oggi, senza doppi fini, in modo solare e gioioso (tanto per ripetermi). E questo lo dobbiamo alla rivoluzione sessuale dei 60 e 70.
Intendo dire, non credi che dovrebbe essere quello l'archetipo di relazione sociale far ragazzi e ragazze? Senza tabu, senza mercimoni, senza doppi fini, conta solo l'attrazione amorosa o quella fisica.

NULLA da dire se poi vuoi intraprendere la professione, ma quello è TUTT'ALTRO discorso, ed è un discorso secondo me per pochissime.

Detto cio', mi piacerebbe conoscere la storia di te in Russia, cosa hai fatto e perchè...ma immagino sia troppo privato.
Certo se sei stata escort in Russia, mi vien da dire che deve essere stata un'esperienza molto dura, e piu' pericolosa. Addestramento si, ma di sopravvivenza! :-)

Cosi en passant ti posso segnalare un autore? Raul Montanari, genere noir metropolitano. Punto di vista molto maschile ma credo ti piacerebbe. Certe affermazioni sui rapporti uomo donna mi sembravano molto Klariane! :-) senza contare che , pur senza essere un gigante crea storie veramente valide, perdipiu' ambientate a Milano, città che amo molto.
Ho letto "l'esistenza di Dio" e appresto a leggere "La prima notte".
Mi aveva attratto perchè in rete qualcuno lo aveva paragonato a Durrenmatt, uno dei miei autori preferiti, in realtà lo trovo piuttosto diverso, ma ugualmente pungente.

Jakala ha detto...

E' una buona spiegazione, vero? :-)
Non credo che ci saranno molti italiani che saranno cosi pignoli da fartelo notare/pesare, solo che vedendoti/immaginandoti un po' pedante e orgogliosa non capivo l'uso di un termine del genere.

Poi per carita' avevo cinque in italiano, quindi lungi da me farti le pulci.

E' solo che ravvedo una contraddizione nel mostrare una certa sensibilità e nel contempo sostenere di godere dei rapporti di subordinazione chiamiamola sessuale-mercantile.
Per un periodo della mia vita ho fatto l'educatore di ragazzi e ti posso assicurare che ci sono ragazzine che godono dell'attenzione dei ragazzi. Una conservava con orgoglio i biglietti che gli scrivevano i ragazzi, ovviamente non erano poesie d'amore, ma messaggi piu' terreni.

michail tal ha detto...

"Per un periodo della mia vita ho fatto l'educatore di ragazzi e ti posso assicurare che ci sono ragazzine che godono dell'attenzione dei ragazzi. Una conservava con orgoglio i biglietti che gli scrivevano i ragazzi, ovviamente non erano poesie d'amore, ma messaggi piu' terreni"

scusa cosa centra? è proprio quello che dicevo io, le ragazze amano sedurre, è naturale.
Provare godimento nell'essere pagate per dare attenzioni invece è diverso. O meglio, si pone comunque nell'alveo delle gratificazioni narcisistiche femminili, ma ne è un'esasperazione e a mio modo di vedere una degenerazione "mercantile" che mi pare strana in chi, dall'altra parte, auspica un mondo fatto di relazioni sociali in cui le persone siano meno egoiste, piu' attente al collettivo ...etc.

Cerva ha detto...

michail tal ha detto: "Non c'è proprio NULLA di sbagliato. E' solo che ravvedo una contraddizione nel mostrare una certa sensibilità e nel contempo sostenere di godere dei rapporti di subordinazione chiamiamola sessuale-mercantile. Un puro esercizio di potere, che non suona molto diverso da quello che potrebbe manifestare un manager con responsabilità su tanti di quelli che tu chiami giovani vite sfruttate. Anche quello è potere non dato dalla coercizione, ma solo da rapporti mercantili.
Ma daltronde l'animo umano è interessante perchè contraddittorio.."

Infatti Klára ha ammesso che la sua ex-professione è qualcosa che è lagato all'età.
Crescendo ha sentito la necessità di cambiare vita.
In futuro è possibile che capisca che in realtà qualcosa di "sbagliato" in quella professione c'è, anche se è cortese nei suoi confronti ed è molto "laico" affermare che non vi è "NULLA" di sbagliato.

Intendiamoci, non è qualcosa di sbagliato come ammazzare qualcuno, non è sbagliato come fare una rapina in banca, non è sbagliato come truffare migliaia di piccoli investitori convolgendoli in un mega-crack.

Diciamo che è qualcosa di più sottilmente sbagliato come certi comportamenti di chi produce e vende sigarette. Oppure di chi, fatti salvi i differenti fattori di scala, produce e vende falsa cultura o una cultura falsa attraverso un mezzo di comunicazione ad alto impatto ed capacità di penetrazione capillare.

In un certo senso, per le ragioni che hai spiegato tu, il mestiere di escort è un "mestiere di destra".

Il fascino di cui gode una escort di successo presso molte persone, non necessariamente suoi clienti o aspiranti tali, non assomiglia a quello di cui gode un berlusconi presso una parte del Paese?

E la Cina comunista che cerca di emanciparsi seguendo gli esempi meno positivi del capitalismo occidentale, non è la metafora di quelle ragazze che trovano la via verso benessere e libertà attraverso la professione di escort?

Spero che Klára non trovi questo messaggio offensivo oltremisura.

Jakala ha detto...

"In futuro è possibile che capisca che in realtà qualcosa di "sbagliato" in quella professione c'è, anche se è cortese nei suoi confronti ed è molto "laico" affermare che non vi è "NULLA" di sbagliato."

Seriamente parlando se nella nostra cultura, intesa come valori comuni, è visto come un peccato vendere il proprio corpo perché uno con una cultura differente dovrebbe vedere lo stesso peccato?
Per spiegarmi meglio il "peccato" è soggettivo o oggettivo?

davide ha detto...

Caro Cerva,

""In un certo senso, per le ragioni che hai spiegato tu, il mestiere di escort è un "mestiere di destra".""

La sinistra in Italia si sente così arristocratica e nobile che solo la plebaglia può essere classificata di destra.

Per il resto devo dire che condivido quasi tutto quello che hai detto.

Ciao

gatsby ha detto...

@ Michail Tal: "Durrenmatt, uno dei miei preferiti..."
Mi era rimasta una curiosità.
Hai poi letto la Novella degli scacchi di Zweig?
Abbiamo gusti simili.
La promessa, La panne, Il giudice e il suo boia, Il sospetto, La morte della Pizia..bei ricordi
Un saluto

Cerva ha detto...

Davide ha detto: "La sinistra in Italia si sente così arristocratica e nobile che solo la plebaglia può essere classificata di destra."

Ti prego di notare che ho scritto

"un mestiere di destra"

e non

un mestiere di destra

Uno dei possibili usi delle virgolette è quello, non privo di a volte di una certa (auto)ironia, di indicare a chi legge di prendere con le molle le parole racchiuse.

jakala ha detto: "Seriamente parlando se nella nostra cultura, intesa come valori comuni, è visto come un peccato vendere il proprio corpo perché uno con una cultura differente dovrebbe vedere lo stesso peccato?
Per spiegarmi meglio il "peccato" è soggettivo o oggettivo?"

In realtà non ho parlato di peccato, concetto che presume la fiducia nell'esistenza di Dio e nel fatto che egli sia riuscito a stabilire una volta per tutte cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Parlavo implicitamente di riflessi sociali delle azioni che è un modo di valutarle più largamente condivisibile.

In ogni caso non è che se una religione in cui non crediamo o che è antipatica ha inserito tra i suoi precetti che una cosa è male, significa che quel precetto sia una sciocchezza.

La religione è, tra le altre cose, un modo per trasmettere della conoscenza in modo efficace a persone sfornite di un armamentario intellettuale avanzato. Se quel modo di trasferire conoscenza è inadatto a chi ha un bagaglio culturare meno che primitivo non è detto che il contenuto di conoscenza che si trasmetteva sia tutto sbagliato o privo di fondamento.

Presumo che una società nella quale non c'è produzione e commercio di tabacco oppure in cui l'aspettativa media di vita è 40 anni possa non trovare problematico che qualcuno nasconda che dentro le sigarette c'è un pò troppo polonio.

Ci sono altre cose che dipendono in maniera più semplice e diretta dalla natura umana, da come funziona il corpo ed il cervello degli esseri umani dei due generi, e quindi sono più condivise.

Altre volte è possibile che la ritualizzazione di un comportamento che presenta dei lati problematici (facendolo diventare "bello" se si sviluppa all'interno di certi canoni) permetta di limare e controllare quegli aspetti problematici.

Jakala ha detto...

@Cerva tu dici "Parlavo implicitamente di riflessi sociali delle azioni che è un modo di valutarle più largamente condivisibile."

ma che metro di misura sarebbe? Tu paragoni il fumo, che è assodato provoca malattie che provocano sia riflessi personali (gente malata di cancro) sia riflessi pubblici (aumento delle persona da curare) con la prostituzione volontaria.
Cioè con qualcosa che avviene fra due persone consapevoli e senza nessuna costrizione ne fisica ne mentale.
Direi che l'esempio non mi calza.
Io non fumando posso ricevere effetti nocivi dal fumo di un altro, ma non ricevo uguali danni se ad esempio Davide pagasse Chiara per far sesso (spero che i due non se la prendano se li cito).

Mi piacerebbe discuterne di più, ma immagino non sia questo il posto per farlo.

Cerva ha detto...

Jakala, no, non parlavo degli effetti del fumo. Come non parlavo degli effetti della TV.

Ci sono delle similitudini tra i diversi esempi che ho fatto che per altre cose sono diversi, per scala del fenomeno e per conseguenze.

Se riprendi il discorso da dove è iniziato si parlava (Michail Tal parlava) di "degenerazione "mercantile" che [...] pare strana in chi, dall'altra parte, auspica un mondo fatto di relazioni sociali in cui le persone siano meno egoiste, piu' attente al collettivo ...etc."

Se non leggi le cose da questo punto di vista credo che potresti fraintendere.

Parlavo della qualità rapporto umano che c'è tra chi mette da parte certe considerazioni di rispetto e preoccupazione dei confronti degli altri, della società in generale quando fa pubblicità al proprio prodotto "sigaretta", trasformandolo in un simbolo di indipendenza, sicurezza di sè, tragressione, etc. ed il destinatario di quella comunicazione.

Avrei potuto parlare dei figli del signor McDonald che sicuramente non si cibano di hamburger e patatine. O di un'altra cosa.

L'argomento non è quanto fanno male le schifezze di McDonald ma il rapporto che intercorre tra il signor McDonald e, se vuoi, ogni suo singolo acquirente.

Se una persona leggesse nel blog del signor McDonald discorsi di educazione alimentare potrebbe rimanere un pò perplesso, in modo simile a quanto è accaduto a Michail Tal.

Non si sta condannando o affossando nessuno (anche perchè ci sono cose ben più gravi). Sì rilevava quella che a qualcuno può sembrare una incongruenza.

"Cioè con qualcosa che avviene fra due persone consapevoli e senza nessuna costrizione ne fisica ne mentale"

Nessuno ha mai puntato una pistola alla tempia a qualcuno per costringerlo a mangiare un BigMac o per fumare una sigaretta o 2 pacchetti di sigarette al giorno. E neppure per guardare i programmi
Mediaset.

Cito ancora Michail Tal: "E' solo che ravvedo una contraddizione nel mostrare una certa sensibilità e nel contempo sostenere di godere dei rapporti di subordinazione chiamiamola sessuale-mercantile. Un puro esercizio di potere, che non suona molto diverso da quello che potrebbe manifestare un manager con responsabilità su tanti di quelli che tu chiami giovani vite sfruttate. Anche quello è potere non dato dalla coercizione, ma solo da rapporti mercantili."

Anche nell'esempio fatto da Michail Tal nessuno punta la pistola alla tempia a nessuno.

Tuttavia quando si "auspica un mondo fatto di relazioni sociali in cui le persone siano meno egoiste, piu' attente al collettivo" non ci può fermare a considerazioni semplificate come quelle che hai fatto tu (e che sono le stesse che consentono alla gente di digerire certe tesi del liberismo). Le relazioni tra le persone sono più complicate.

Spero che quello che scritto ti possa aiutare a inquadrare il precedente messaggio nella corretta prospettiva.

michail tal ha detto...

Heylà Gatsby!

si mi ero scordato di dirtelo, l'ho letto il libro. Bello, grazie.
Ma direi che la variante di Lunenburg mi era piaciuto di piu'. E poi mi spieghi perchè quando si parla di scacchi ci sono sempre i nazisti di mezzo?! :-)
Durrenmatt è un genio.
E tu ti sei iscritto a FICS?

@Klara:
so che è off topic, sorry.

Se ti è piaciuto American Gangster, mi spieghi come fai a non apprezzare Carlito's Way?! :-)
Passi che gli Intoccabili è un po' manieristico, benchè bello, ma per me Carlito batte American Gangster 10 a 1.

E vogliamo parlare di Scarface?! E Carrie dove lo lasciamo? De Palma è un grande della new wave americana degli autori dei 70, certo non sarà Scorsese o Coppola, ma per me resta un grande.

Sono sempre felice quando qualcuno apprezza Leone. E' il mio mito. Nel mio cuore Leone sta al cinema come De Andre' sta alla musica. Potrei andare a lascia e raddoppia per i suoi film.

Duval ha detto...

@Chiara:
Allora come lo devo dire che tutto cio' che finisce in "ano" a me fa ridere?
Quando arrivai in Italia tendevo ad abbinare questo al termine culo e credevo che fosse insultante. Tutte le volte che mi trovavo a dirlo mi sentivo imbarazzata. Cosi' iniziai a dire italico. Ed e' un vizio che mi e' rimasto. :-)
E' una buona spiegazione, vero? :-)


Abiti a Milano?
No, a Mediolanum.

Napolitano è il presidente dell’italica nazione?
No, il presidente è il marito della signora Clio Bittoni.
E lui è napoletano?
No, è campano … no, cazzo, è italiano … no, cazzo, è … è … umano … no, cazzo, non lo so!

Il Papa è il sovrano dello stato del Vaticano?
No, è il capoccia di San Pietro e dintorni.
Ed è anche il Vescovo di San Giovanni in Laterano?
No, è il Vescovo della Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista.
Filosoficamente è un neoplatonico agostiniano?
No, è un neoplatonico vicino al pensiero di Agostino d’Ippona.

Ma tu … sei di Fanano?
Ma va fanculo! :-)

Kameo ha detto...

@ Duval
:D

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Michail Tal: Detto cio', mi piacerebbe conoscere la storia di te in Russia, cosa hai fatto e perchè...ma immagino sia troppo privato.
Certo se sei stata escort in Russia, mi vien da dire che deve essere stata un'esperienza molto dura, e piu' pericolosa. Addestramento si, ma di sopravvivenza! :-)


In Russia ho vissuto per (quasi) 3 anni, a Mosca. Ho perfezionato la lingua (gia' l'avevo studiata a scuola) tanto da farla divenire la mia seconda lingua, ed ho completato la mia preparazione, sia culturale che (chiamiamola) professionale. E' da li' che sono poi partita per arrivare in Italia come modella. Il perche'ed il come mi trovassi li' non ho intenzione, per il momento, di dirlo, pero' non e' stata un'esperienza dura come immagini. Posso senz'altro dire che ero una privilegiata e che non mi e' mai mancato nulla dal punto di vista materiale.
Che sia stata un'esperienza pericolosa, beh questo ovviamente dipendeva molto da chi frequentavo.
Forse, almeno un episodio, lo avrei da raccontare...
Ma non oggi. :-)

@ Cerva: Spero che Klára non trovi questo messaggio offensivo oltremisura.

Assolutamente no. Non vedo alcunche' di offensivo.

@ Jakala: o non fumando posso ricevere effetti nocivi dal fumo di un altro, ma non ricevo uguali danni se ad esempio Davide pagasse Chiara per far sesso (spero che i due non se la prendano se li cito).

Li riceveresti dal punto di vista psicologico se, per caso, tu fossi infatuato di Chiara, e non potessi permettertela, e quindi un po' invidioso di Davide :-)
E' una battuta. Spero che tu non te la prenda. :-)

Jakala ha detto...

Spero che quello che scritto ti possa aiutare a inquadrare il precedente messaggio nella corretta prospettiva.

Si, ti ringrazio della risposta.

E' una battuta. Spero che tu non te la prenda. :-)


No, figurati. Scrivo molto spesso dal lavoro, quindi in fretta e a volte sembro rude, ma il senso dell'irona e dell'autoironia lo possiedo (o almeno spero).

Cerva ha detto...

Ma Jakala non "riceverebbe gli stessi danni" se fosse infatuato di una qualunque ragazza che non fosse alla sua portata?
Non ha molto a che fare questo con quello che diceva Michail Tal... Ok, era una battuta. :)

Chi vende, per esempio panini, non "gode dei rapporti di subordinazione" culinario-mercantili in "un puro esercizio di potere". A meno che non sia qualcosa tipo McDonald.

C'è una sottile linea tra i due modi di rapportarsi con gli altri. E ogni volta che ci troviamo di fronte alle debolezze altrui (emotive, fisiche, intellettuali) possiamo scegliere due strade.

Detto questo ci sono tante persone che svolgono lavori sui cui c'è un maggiore consenso circa la loro rispettabilità, quando non godono di un elevato grado di rispettabilità, e che hanno un simile rapporto nei confronti degli altri. E, a scanso di equivoci, non sto parlando del tipico argomento "è meglio prostituirsi facendo la prostituta sul serio o farlo 'metaforicamente' sul posto di lavoro?" ma, ancora una volta, del rapporto umano implicito nel modo di svolgere il proprio lavoro. Persone che magari pensano di essere di sinistra solo perchè sono pagate poco e che invece votano berlusconi due o tre volte al giorno.

Jakala ha detto...

Ma Jakala non "riceverebbe gli stessi danni" se fosse infatuato di una qualunque ragazza che non fosse alla sua portata?
Cavolo, mi fate proprio sfigato. :-)

Tornando al discorso della deriva mercantile
Se una persona leggesse nel blog del signor McDonald discorsi di educazione alimentare potrebbe rimanere un pò perplesso
Questo perche' non riesci a separare una persona dal suo lavoro.
Faccio un esempio piu' neutro: un ricercatore per una grossa multinazionel, nel tempo libero dedito alla beneficenza, ecc, ecc con le sue ricerce puo' portare a scoperte che rendono obsolete le produzioni di paesi emergenti. Secondo te c'e' incoerenza tra quello che vive/pensa e quello che fa?

michail tal ha detto...

"Faccio un esempio piu' neutro: un ricercatore per una grossa multinazionel, nel tempo libero dedito alla beneficenza, ecc, ecc con le sue ricerce puo' portare a scoperte che rendono obsolete le produzioni di paesi emergenti. Secondo te c'e' incoerenza tra quello che vive/pensa e quello che fa?
"

Ma io non intendevo mettere in mezzo la professione della prostituta, in cui peraltro come ho già detto non vedo proprio nulla di male dal punto di vista morale.

Mi sono soffermato sulle motivazioni, sull'attitudine psicologica. Il tanto sbandierato piacere psicologico dell'esercizio del potere (che poi effettivamente lo sia per me è da vedere, ma sono punti di vista)nel momento in cui si viene pagate.

Comunque chiudo qui perchè non voglio essere pedante, anche se per me resta un punto nodale della personalità dell'autrice di questo blog.
Io per primo ho pulsioni contraddittorie. L'importante è esserne consapevoli, o almeno provarci.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi sono soffermato sulle motivazioni, sull'attitudine psicologica. Il tanto sbandierato piacere psicologico dell'esercizio del potere (che poi effettivamente lo sia per me è da vedere, ma sono punti di vista)nel momento in cui si viene pagate.


Secondo me e' proprio qui il nodo d'incomprensione. Mentre io affermo che esercitare la propria sensualita' nei confronti di chi ne rimane, succube, stordito o quanto meno affascinato, significa rendersi conto di detenere un potere (ovviamente su quell'individuo), tu lo neghi.
Tieni presente che, almeno in questo blog parliamo di donne come (ad esempio) Irina, che non era proprio la povera ragazza senza ne' arte ne' parte costretta per fame a fare "l'onorato mestiere", ma piuttosto una cortigiana di stampo moderno che metteva a frutto la sua gioventu' e la sua "forma fisica", nonche' una certa dose di disibinizione, per catturare gazzelle. Prede che per lei sarebbero state disposte a far cose che per altre donne non avrebbero mai fatto. Di questo Irina detiene le prove. Tangibili.
Non e' tanto il fatto di "mercificare" la propria avvenenza e la propria capacita' di saper far sesso. Quello viene da se'. Una volta che una donna si rende conto di possedere una certa dote, e che gli uomini per avere le sue attenzioni e per passare del tempo con lei (preferibilmente a letto) sono disposti a tirare fuori molti babki, inevitabilmente, se e' furba, la sfrutta.
Un po' come avverrebbe allorquando un'Irina pittrice si rendesse conto che la gente, oltre ad ammirare i suoi lavori, e a farle i consueti complimenti, sarebbe disposta anche ad acquistare i suoi quadri.
Ho a volte portato l'esempio di Picasso, che, all'apice della sua notorieta', vendeva i suoi quadri SOLO a chi voleva lui, a volte agiva in modo lunatico, addirittura senza seguire la logica del mercato, esercitanto un potere nei confronti di quelli che, per avere un suo quadro, gli leccavano il culo.
Ora, non voglio dire che una devochka sia come Picasso, ma il meccanismo psicologico di certi clienti e' esattamente uguale a quello di coloro che bramavano i quadri di Picasso.

Per quanto riguarda, invece,
l'incongruenza che tu rilevi nella duplice personalita' di Irina (da una parte sbandiera la mercificazione del sesso, mentre dall'altra auspica un mondo piu' "giusto", in cui le risorse siano equalmente divise), io non capisco dove tu veda questi due aspetti in contraddizione.

Si puo' parlare di tutto, ma non di contraddizione. Per esempio si puo' parlare di "strumento" che Irina usa per "ristabilire" una distribuzione delle ricchezze (ovviamente utilizzando l'unico mezzo che lei ha a disposizione in quel momento), si puo' parlare di "rivalsa" nei confronti di un genere che lei reputa "colpevoe" a prescindere, si puo' parlare di modo che lei ha per annullare una frustrazione, retaggio di un'adolescenza in cui puo' aver subito una discriminazione... insomma si puo parlare di un sacco di cose, finanche di una maturazione progressiva della persona: prima, quando era giovane, si comportava in un certo modo, adesso, un po' meno giovane, cerca di dare un senso a cio' che ha fatto nel passato, mettendo a frutto i risultati e dedicandosi a qualcosa che le puo' donare un diverso tipo di soddisfazione.
Dopotutto c'e' qualcuno/a, qui, che mi legge e che puo' giurare di essere identico/a a come era 15 anni fa?

Duval ha detto...

@Chiara:
Una volta che una donna si rende conto di possedere una certa dote, e che gli uomini per avere le sue attenzioni e per passare del tempo con lei (preferibilmente a letto) sono disposti a tirare fuori molti babki, inevitabilmente, se e' furba, la sfrutta.

C'é qualcosa che induce gli abitanti del civile occidente, anche non credenti, a considerare il servizio sessuale diverso da ogni altro tipo di servizio reso da una donna ad un uomo. Qualcosa di ancestrale.

Non facciamone, per carità, l'ennesima discussione, sono già milioni: nelle famiglie, nelle scuole, nelle chiese, nei salotti buoni e meno buoni, di destra e di sinistra.

Per conto mio non vedo alcuna differenza etica fra il servizio reso dalla badante al badato ed il servizio reso dalla puttana al puttaniere, con il vantaggio per la puttana che non deve "sopportare" il puttaniere quanto potrebbe accadere alla badante.

Su questo mi sono trovato, credo, spesso in sintonia con Irina, epperò la stessa Chiara dice:

"se e' furba" e non "se è normale"; ancora e sempre qualcosa di ancestrale?

p.s.: non mi dite, per favore, "vorrei vedere se tua figlia ...". Me lo sono già chiesto e mi sono risposto "se fossi intelligente non solo non la biasimerei, ma non ne soffrirei proprio", ma non sono certo di essere intelligente.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

epperò la stessa Chiara dice:

"se e' furba" e non "se è normale"; ancora e sempre qualcosa di ancestrale?


So che sto facendo un discorso idiota, ma non posso ammettere che Irina fosse "normale" (cosa e' la normalita'?), mentre posso attribuirle un certo grado di furbizia.

davide ha detto...

Caro Jakala

"Io non fumando posso ricevere effetti nocivi dal fumo di un altro, ma non ricevo uguali danni se ad esempio Davide pagasse Chiara per far sesso (spero che i due non se la prendano se li cito)."

Anche se ho promesso a Chiara di essere più sobrio, devo dirti che se mi citi accanto alla nostra grande Chiara non me la prendo di sicuro, ma anzi mi fai un grande piacere.

Ciao

Cerva ha detto...

"Questo perche' non riesci a separare una persona dal suo lavoro."

Non lo faccio perchè non esiste questa distinzione se non come atto di giustificazione.

"Faccio un esempio piu' neutro: un ricercatore per una grossa multinazionel, nel tempo libero dedito alla beneficenza, ecc, ecc con le sue ricerce puo' portare a scoperte che rendono obsolete le produzioni di paesi emergenti. Secondo te c'e' incoerenza tra quello che vive/pensa e quello che fa?"

Non riesco esattamente a capire cosa vuoi dire. Mi sembra che assomigli più alla trama di "Batman, the dark knight" che al discorso si stava facendo. :)

Per esempio (e per l'ultima volta, abbi pazienza) non era in discussione il mestiere ma l'atteggiamento. Penso sia possibile che una prostituta venda i suoi "panini" o che si possa gestire una TV commerciale avendo nei confronti delle altre persone atteggiamenti diversi. Purtroppo quelle attività, condotte in maniera diversa, non avrebbero la stessa redditività e non sarebbero altrettanto appetibili da ragazze o imprenditori "furbi".

Stesse cose si possono dire per quanto riguarda l'esistenza o meno della "contraddizione": un conto è sbandierare la mercificazione del sesso, un altro conto è sbandierare il rapporto di potere insito in un certo modo di fare prostituzione. Mi sembrava che fosse quest'ultimo fosse l'appunto originario di Michail Tal, riferito al fatto che, terminata la pratica professionale, la "celebrazione" di quel tipo di rapporto ancora sembra persistere, e non se sia o meno giusto mercificare il proprio corpo.


"Dopotutto c'e' qualcuno/a, qui, che mi legge e che puo' giurare di essere identico/a a come era 15 anni fa?"

Effettivamente se il comportamento delle persone non fosse in certe fasi della vita più che in altre influenzato da impulsi di rivalsa, incoscienza, superbia e arroganza probilmente pochissime persone penserebbero a metter su una famiglia e fare figli.

A-Woman A-Man ha detto...

> Ora, non voglio dire che una devochka sia come Picasso,
> ma il meccanismo psicologico di certi clienti
> e' esattamente uguale a quello di coloro che bramavano i quadri di Picasso.

Non è il meccanismo psicologico dei soli clienti, visto che i clienti sono una delle due parti in gioco. Noto talvolta una sorta di disprezzo per la necessità di scaricare i testicoli di certi maschi in base alla quale vi scodinzolano intorno prima per essere alquanto "stronzi" e talvolta indegni poi. Ma in questo gioco ci sono i clienti e ci sono le prostitute che sono esattamente l'altra faccia di questo gioco.
Se una delle due parti disprezza l'altra, disprezza sé stessa. Ciascuna parte conosce il gioco e vuole giocare quel gioco, non c'è differenza di livello, c'è solo dualità.
E' elementare.
Non c'è alcuna superità o inferiorità di una delle due parti.
Mi ricorda alcune polemiche, tutto sommato sterili, tra master e slave, ad esempio, in ambito degli adepti al BDSM. Lo zio Osho che diceva qualche cosa sensata, osservava che schiavo e padrone sono in mutua dipendenza, uno dei due non esiste se l'altro rinuncia, esce dal suo ruolo.

UnOsservatoreEsterno che ha nelle sue fantasie di fare sesso a-morale con una bella e passionale zoccola, ma non ci pensa neppure, a meno che la pulzella in questione non lo ripaghi con eguale numero di rose, euri, salami, inviti a cena etc. per come l'ha fatta stare bene >:)
Della serie
Ti posso fornire un'opportunità come tu la offri a me.

Il meccanismo psicologico è dei clienti E delle fornitrici.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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