giovedì 7 agosto 2008

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Свадьба - Le nozze

Bisognerebbe essere sempre innamorati. Questa e' la ragione per cui non bisognerebbe mai sposarsi. (Oscar Wilde - A Woman of No Importance)

Ero a Mosca per il matrimonio di Nata, una vecchia amica con la quale ero rimasta in contatto anche quando lavoravo in Italia. Si trattava di una visita "mordi e fuggi", sarei rientrata a Milano due giorni dopo, ma il desiderio di rivedere persone con le quali avevo condiviso momenti ed esperienze particolari era troppo forte, tanto da non farmi avvertire la fatica legata al viaggio.

Era una bella mattina, non molto fredda e con il sole. Nata sorrideva alla gente fuori dalla chiesa, piccola e graziosa, collocata nei pressi della Moscova. L'abito bianco di pregevole fattura, assoluto protagonista del matrimonio, era castigato ma non nascondeva la bellezza del corpo che ospitava. Aveva scelto quel modello, un classico “Valentino”, consapevole che gli occhi degli invitati sarebbero caduti innanzitutto sul vestito anziche’ sulla voluttuosita’ delle sue forme, e questo per lei significava rispetto nei confronti della severita' ortodossa. In mano teneva stretto un bouquet bianco composto da piccoli fiori non troppo appariscenti.

Insieme ai due testimoni che li seguivano, gli sposi entrarono in chiesa. Il sacerdote li benedi’ tre volte, e consegno’ loro un cero acceso per ciascuno con il quale si avvicinarono all'altare dove, ad attenderli, c’erano gli anelli: d’oro per lui e d’argento per lei. Il sacerdote prese gli anelli e con essi disegno’, simbolicamente, tre croci sopra la testa degli sposi. Successivamente li pose agli anulari delle loro mani destre, e Nata ed suo sposo se li scambiarono per tre volte.

Il sacerdote prelevo’ dal tetrapodion [1] una coppa di vino e due corone di fiori e foglie. Dopo la dichiarazione di libera intenzione e fermo proposito di sposarsi, fece baciare le corone ai testimoni e le consegno’ a loro, in quanto questi avrebbero avuto il compito di tenerle sopra le teste degli sposi. Il sacerdote, poi, benedi’ la coppa di vino porgendola per tre volte a ciascuno degli sposi. Infine, secondo la tradizione, l'uomo e la donna furono legati da un nastro che simboleggiava la loro unione. Le mani di Nata e di suo marito erano incrociate, e da quella posizione presero a danzare secondo il rito. Al canto dei тропари [2] seguirono il sacerdote in un triplice giro intorno al tetrapodion, mentre i testimoni sostenevano le corone sulle loro teste. Alla fine della danza, il sacerdote tolse le corone, prima dalla testa di lui, poi, da quella di lei, e li invito’ a baciarsi. Fu quello il momento in cui i parenti e gli amici che avevano assistito alla cerimonia, poterono fare gli auguri e congratularsi. Mentre abbracciavo Nata pensai che, per unirmi in matrimonio con chicchessia, avrei dovuto amarlo al punto tale che forse solo un incantesimo mi avrebbe fatto compiere quel gesto che giudicavo folle.

***


Un banchetto nuziale russo non ha paragoni in occidente. In un continuo susseguirsi di portate, brindisi scanditi al grido di "gorko... gorko... gorko" [3], canti e balli, puo’ arrivare a durare dall'ora di pranzo fino a quella di cena, ed anche oltre. Il ristorante dove gli sposi avevano programmato il pranzo era situato in un hotel che non distava molto dalla chiesa dove aveva avuto luogo la cerimonia. Un enorme buffet con gli aperitivi attendeva la moltitudine di invitati pronti per la grande abbuffata. I tavoli, sontuosi ed opulenti, erano gia' imbanditi con una ventina d'antipasti. Presi posto sedendomi in compagnia di alcune vecchie amiche, e con loro trascorsi il resto del pomeriggio ricordando i tempi andati, e le persone delle quali avevamo perso ogni traccia.

Era quasi sera quando mi allontanai dalla sala per prendere una boccata d’aria. Dall'ampia terrazza dell'albergo si godeva una splendida vista sulla citta’. Mi appoggiai alla balaustra e rimasi a guardare il cielo ed il panorama.

- Si annoia? - sussurro’ una voce alle mie spalle - Le andrebbe di scambiare due parole?

Girai lo sguardo nella direzione dalla quale proveniva la voce e mi trovai di fronte ad un uomo sulla quarantina. Un tipo che, fisicamente, sembrava fatto apposta per piacermi.

- Sono una donna sposata - mentii.

- E questo che significa?

- Significa che non cerco compagnia.

- Mi sta prendendo in giro, vero?

- No, perche’ mai dovrei?

- Non ha l’aria della coniugata. E’ amica dello sposo o della sposa?

- Sono una vecchia amica di Nata.

- Ah… anche lei era modella?

Il suo tono suonava lievemente sarcastico, ma io sorrisi e sorvolai sulle circostanze della mia amicizia con Nata.

- Le pare strano?

- Assolutamente no, ma permetta che mi presenti. Il mio nome e’ Aleksey.

- Il mio Irina.

- Prima stava scherzando… non e’ sposata... ma, come tutte le donne, desidererebbe esserlo.

“Che razza di cafone!” pensai. Fui presa dall’impulso di rientrare e levarmelo di torno, ma ero anche curiosa di capire dove aveva intenzione d'arrivare con quel suo discorso.

- Sono sicuro che, come molte altre giovani donne presenti alla cerimonia, abbia guardato la sposa con un briciolo d’invidia nel vederla con l'abito bianco, vero?

- Crede davvero che sia indispensabile sposarsi per essere felici? Io non lo credo.

- Il matrimonio e’ la naturale conclusione di un incontro fra due persone che si amano. Se e’ vero amore si desidera viverlo per sempre.

- Mi sta prendendo per i fondelli?

- Solo un po’... ma lei non e’ ingenua. Vuol sapere realmente cosa desidero?

- Mi lasci indovinare...

Lo guardai fisso negli occhi. Provavo un inspiegabile e sottile piacere nel sentirmi recapitare quell'impertinente ed impalpabile proposta, detta e non detta, da uno sconosciuto su una terrazza di un ristorante dove si stava svolgendo un banchetto nuziale. Evito’ di replicare e riporto’ la conversazione sul tema del matrimonio.

- La vita coniugale non e’ semplice. Sara’ sorpresa di sapere che sono stato sposato per cinque mesi. Dopodiche’ mi sono riappropriato della mia liberta’. Tutto finito… cosi’… com’era cominciato. Forse non sono riuscito a capire mia moglie.

- Non bisogna mai cercare di capire una donna. Le donne sono delle immagini; gli uomini sono dei problemi. Se vuol sapere che cosa una donna veramente intende, la guardi, non l’ascolti.

- Lei e’ una vera filosofa…

- No, ho solo una buona memoria. E’ una battuta da “A Woman of No Importance”. Conosce Oscar Wilde?

- Certo. E' molto popolare "persino" qui in Russia. - parve quasi prendere in giro la mia saccenteria - Era omosessuale, vero?

- Il fatto che lo fosse non sminuisce la veridicita' e la sagacia di cio' che ha scritto. Comunque ci sono moltissime statistiche che riguardano la durata dei matrimoni, e posso assicurarle che non sono felici. C'e’ chi si separa addirittura dopo poche settimane di vita in comune. Meglio restare single.

- Si', ma cosa accade se due persone s'innamorano?

- L'amore e' stato inventato dai comunisti per non pagare le donne...

- Anche questo l'ha scritto Oscar Wilde?

- No, questo e' di un'autrice ignota. Non prenda paura, quando mi sciolgo riesco a tirare fuori una cavolata dietro l'altra. - gli sorrisi - Lei come ha vissuto la sua separazione?

- La questione e’ alquanto complessa, e non credo possa essere trattata in modo sintetico. Correrei il il rischio di renderla banale. Una separazione mette in discussione la propria autostima, e la convinzione che si ha di essere capaci di amare un’altra persona. Comunque e’ in aumento il numero di chi preferisce convivere anziche’ sposarsi. Cosi’, se un rapporto non funziona, ognuno va per la sua strada senza troppi rimpianti. Pero’, quando si decide di sposarsi, lo si fa per stare insieme per sempre, e la convivenza non risolve il problema anzi, lasciando una via d’uscita a portata di mano, evidenzia tutte le insicurezze del rapporto, e mette a nudo le contraddizioni della coppia.

- Personalmente sono dell'idea che, se due persone si vogliono bene, devono stare a casa propria senza convivere o, peggio ancora, sposarsi. In questo modo possono incontrarsi quando vogliono senza il rischio di azzuffarsi per delle banalita’, come succede quando si vive sotto lo stesso tetto.

- E con suo marito si comporta cosi’?

- Non ho marito. Ho sempre mantenuto la mia indipendenza, e non ho sbagliato. Sono libera, non cerco l’amore e sto bene cosi’. Nessuno puo’ farmi cambiare idea, mi creda.

- Vede che avevo ragione? Mi prendeva in giro dicendomi di essere sposata. Adesso pero' sta recitando la parte della cinica...

- Cinica e’ una persona che conosce il prezzo di ogni cosa ed il valore di nessuna [4]. Invece, le assicuro che ho ben presente quale sia il valore di cio’ che mi circonda, iniziando da me stessa.

- Io invece sono ancora alla ricerca del grande amore, dopo che mia moglie mi ha lasciato per un altro.

- Mi sta nuovamente prendendo per i fondelli?

- Perche’ dice questo?

- Lei non e’ mai stato sposato. Ho una certa esperienza per questo genere di cose. Non riesco ad immaginarmela mentre giura eterna fedelta’ ad una donna. Mi sta raccontando un sacco di frottole.

- E’ stata lei ad iniziare rivelandomi di essere una donna sposata, ricorda? Io le sono venuto dietro.

- Si', va bene, pero’ adesso dovremmo finirla con questa commedia.

- Ho in mente un unico modo...

- Quale?

- Andiamo via da qui.

- Dove?

- Non lo so.

***


Posso resistere a tutto, fuorche' alle tentazioni [5]. Accettai di seguirlo. Dopo aver salutato Nata e le altre amiche, salii sulla sua automobile, con la quale ci allontanammo dalla festa per dirigerci verso un punto imprecisato della citta’. Non gli chiesi dove eravamo diretti, ma io gia’ lo sapevo.


NOTE:

[1] Piccola credenza, parte dell'arredamento religioso nelle chiese ortodosse, ove sono riposti gli oggetti sacri.
[2] Tropari. Sono dei canti della liturgia di San Giovanni Crisostomo che appartiene al rito bizantino.
[3] Tipica espressione russa usata durante i banchetti di nozze. Letteralmente "Amaro... amaro... amaro", e viene riferito al cibo che, per addolcirsi, necessita che gli sposi si scambino un bacio.
[4] [5] Da “Lady Windermere's Fan” di Oscar Wilde.

5 commenti :

davide ha detto...

Gentile Chiara,

condivido quanto hai detto sul matrimonio, purchè non ci siano dei figli.

Ne avevamo già parlato a suo tempo e tu sostenevi che una madre può crescere dei figli anche senza la presenza del padre. Ricordo che tutti gli interventi, donne comprese, disserero che i figli oltre della madre avevano bisogno anche della presenza del "proprio" padre.

Però se non ci sono figli credo che due persone possano benissimo stare assieme senza bisogno (come sono banale) di matrimoni o altri inutili vincoli.

Tanti saluti dal tuo Davide

michail tal ha detto...

Ho l'impressione che superata una certa età, dopo aver speso molti anni a vivere da soli diventa sempre piu' difficile immaginarsi le gioie della convivenza.
E' comprensibile che chi ha speso molti anni della sua vita proteso tutto su se stesso abbia timore di condividere i suoi spazi.

Da un certo punto di vista puo' sembrare paradossale, perchè si potrebbe pensare che dopo molto tempo da soli sarebbe umano desiderare la compagnia di un/una partner, eppure avviene proprio il contrario.

Chi si nutre di sè diviene progressivamente piu' intollerante alla presenza altrui, soprattutto in casa propria, nel timore che il suo perimetro di "libertà" venga limitato. Non riesce a concepire che quella libertà non sarebbe persa, ma solo condivisa e arricchita.

Per giudicare in modo obbiettivo in una condizione ideale si dovrebbe essere stati in entrambe le condizioni, e possibilmente dovrebbero anche essere state situazioni soddisfacenti.

Io convivo da molti anni e ne sono molto felice. Prima di convivere mi vedevo solo periodicamente con la mia compagna, che mi raggiungeva da un'altra città nei weekend, o viceversa. Un classico.

Ci sono molte coppie che vanno avanti anni cosi, e funzionano perchè quando ci si vede solo una volta alla settimana quel tempo limitato lo si passa a: farsi belli, scopare, impegnare il tempo libero in qualche attività ludica o culturale.
Ci si mostra "col vestito buono" e spesso si finisce per avere perfino poco tempo per parlare.
La questione è cosa sta dietro al vestito buono. Se una persona non ha molte faccie non dovrebbe temere di mostrarsi nell'intimità di tutti i giorni alla propria amata.

A volte ho l'impressione che dietro tanta diffidenza nei confronti della convivenza ci sia solo la paura di mostrarsi la mattina con la faccia assonnata e i capelli in disordine. Prevale l'esigenza narcisistica di ostentarsi solo al top, con le solite armi spianate.

Il tipo di relazione che intendo io, se con la persona giusta, è qualcosa di piu' di una scopata domenicale.

Il matrimonio è un sacramento per chi crede. Noi siamo atei dunque...
diversi miei coleghi si sono sposati dopo 10-12 anni di convivenza solo per facilitarsi la burocrazia per via dei figli.

La convivenza invece trovo sia una vera gioia, spirituale e materiale.

Sono anche le piccole cose che rendono meraviglioso vivere insieme.

La mia lei ad esempio è una cuoca fantastica, ed è un piacere dei sensi vederla all'opera. Efficiente e veloce come un tecnico di formula uno, pur facendo orari simili ai miei riesce a sfoderare delle cene meglio del Bulgari.
Oppure vederla addormentarsi mentre abbracciati ci si vede un bel film, o raccontarsi causticamente le giornate di lavoro con le reciproche impressioni....sono piaceri che non si potrebbero avere nel modello consumistico di relazione "scopa e fuggi".

Ma chissà, forse se non l'avessi mai incontrata e avessi sempre vissuto da solo e ora mi dicessero queste cose ci riderei su...

Anonimo ha detto...

Paka, moia krasivaia devochka . Sei davvero una tipa interessante .. soprattutto perché russa e, presumo, di Mosca .. o no? Ma come fai a scrivere così bene in italiano? Veramente, complimenti per la forma ma anche per il contenuto!
Io ho sposato una puttana di strada : l'amavo al di la di tutto .. da comunista qual ero e resto! :)) L'ho sposata e ci ho fatto tre figli, e dopo tanto tempo l'amo ancora come allora e forse più.
Ho amato e amo anche la Russia, le immense distese boschive appena fuori Vladimir, la placida quiete tra i monasteri di Suzdal, la indescrivibile bellezza candida dell'inverno nella "città bianca"!
Ah, quanti mesi passati in periferia a Kuzminskyi .. le file per il kvas con il boccale di vetro della deduschka!! I pomeriggi al conservatorio e le passeggiate primaverili sui viali!
E le donne russe .. bellissime, così dolci, tenere e piene di attenzioni, ma anche risolute se necessario.
..
Ci sei andata a letto, e poi? Non hai una famiglia, figli, un compagno di strada .. mah!
Ciao
Mr Man

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: tu sostenevi che una madre può crescere dei figli anche senza la presenza del padre. Ricordo che tutti gli interventi, donne comprese, disserero che i figli oltre della madre avevano bisogno anche della presenza del "proprio" padre.

Cosa c'entra il marito con il padre? Non e' obbligatorio che le due figure coincidano, e sicuramente della prima si puo' benissimo fare a meno.
E dove sta il "valore aggiunto" di un padre-marito rispetto ad un padre-non-marito?

@ Michail Tal: E' comprensibile che chi ha speso molti anni della sua vita proteso tutto su se stesso abbia timore di condividere i suoi spazi.

Quoto, ma non perche' una persona deve essere stata necessariamente "protesa su se stessa".
Conosco famiglie formate da madre (o padre) e figlio/a in cui l'arrivo di una terza persona come partner (maschile o femminile) puo' creare dei grossi problemi.

Non riesce a concepire che quella libertà non sarebbe persa, ma solo condivisa e arricchita.

Questo dov'e' scritto?
Non e' appurato al 100%
Spesso, anzi molto spesso, chi arriva non ha il "polso" della situazione come affermi tu.
Le mie affermazioni derivano anche da esperienze dirette.
La maggior parte delle volte la situazione non e' idilliaca e le statistiche relative alle separazioni confermano la mia tesi.

Per giudicare in modo obbiettivo in una condizione ideale si dovrebbe essere stati in entrambe le condizioni, e possibilmente dovrebbero anche essere state situazioni soddisfacenti.

Appunto!

A volte ho l'impressione che dietro tanta diffidenza nei confronti della convivenza ci sia solo la paura di mostrarsi la mattina con la faccia assonnata e i capelli in disordine. Prevale l'esigenza narcisistica di ostentarsi solo al top, con le solite armi spianate.

Non e' il caso mio.
Io mi mostro sempre e comunque "al peggio" :-)

diversi miei coleghi si sono sposati dopo 10-12 anni di convivenza solo per facilitarsi la burocrazia per via dei figli.

Ed in cosa consisterebbe questa "diversa burocrazia"?
Io credo che sia esattamente la stessa (nei confronti dei figli).

Sono anche le piccole cose che rendono meraviglioso vivere insieme.

Sono SOPRATTUTTO le piccole cose.
Anzi, diro' di piu: cio' che rende bello lo stare insieme e' il non annoiarsi anche se NON ACCADE NULLA.

La mia lei ad esempio è una cuoca fantastica, ed è un piacere dei sensi vederla all'opera. Efficiente e veloce come un tecnico di formula uno, pur facendo orari simili ai miei riesce a sfoderare delle cene meglio del Bulgari.

Sei fortunato. Anche io vorrei avere una cuoca cosi'... al massimo so cucinare due uova :-)
Vabbe'... non esageriamo. Anche QUATTRO uova! :-)
Comunque, se lei fa tutto questo per te, tu cosa fai per lei?

Ma chissà, forse se non l'avessi mai incontrata e avessi sempre vissuto da solo e ora mi dicessero queste cose ci riderei su...

Forse tu credi che in vita mia non abbia mai incontrato nessuno?
Hai un'immagine assai ridanciana della sottoscritta. :-)

@ Anonimo: Benvenuto.

Sei davvero una tipa interessante .. soprattutto perché russa e, presumo, di Mosca .. o no?

No. :-)

Ma come fai a scrivere così bene in italiano?

S'impara. Non mi pare un concetto difficile da assimilare: l'italiano, come ogni altra lingua o materia, s'impara.
Semplice no? :-)

Io ho sposato una puttana di strada : l'amavo al di la di tutto .. da comunista qual ero e resto! :))

Non riesco a vedere un'attinenza fra le due cose...

Ho amato e amo anche la Russia, le immense distese boschive appena fuori Vladimir, la placida quiete tra i monasteri di Suzdal, la indescrivibile bellezza candida dell'inverno nella "città bianca"!

Anche io l'amo, e lo si capisce.
Solo non amo chi e' al vertice.
D'altronde, ormai, i vertici sono occupati solo da delle vere merde.
In ogni parte del mondo.
Non sei d'accordo? :-)

E le donne russe .. bellissime, così dolci, tenere e piene di attenzioni, ma anche risolute se necessario.

Anche se non lo sono del tutto (russa) posseggo una caratteristica: L'ultima. :-)

Ci sei andata a letto, e poi?

Se avessi avuto intenzione di confessarlo, l'avrei scritto. Non sono certo una che ha problemi a farlo.
Solo che desideravo lasciare questa cosa in sospeso.

Non hai una famiglia, figli, un compagno di strada .. mah!

Perche dici "Mah"?
E poi non ho detto nulla della mia vita attuale, per cui potrei anche avere un harem maschile.
O femminile... :-)

michail tal ha detto...

Ciao!

"Questo dov'e' scritto?
Non e' appurato al 100%
"

Non sta scritto da nessuna parte Chiara, lo dico io, in base alla mia esperienza.

Mi sento di spezzare una lancia a favore della convivenza, sulla quale tu sei cosi scettica, solo perchè nella mia vita sono passato dalla condizione di single a quella della storia a distanza per arrivare infine alla convivenza con la costante percezione di un grande miglioramento (pur avendo vissuto benissimo anche tutte e due le condizioni precedenti).
Perdipiu' conosco molte coppie felici, ma non è detto che non abbia ragione tu, magari il futuro sarà tutti di single che si incontrano in bar tipo quelli di Manhattan, dove hai 5 minuti per raccontarti e sperare di essere scelto per futuri appuntamenti...


"Sono SOPRATTUTTO le piccole cose.
Anzi, diro' di piu: cio' che rende bello lo stare insieme e' il non annoiarsi anche se NON ACCADE NULLA.
"

Daccordissimo



"Comunque, se lei fa tutto questo per te, tu cosa fai per lei?
"

Nonostante cio' che ti detto pocanzi non siamo ciecamente fiduciosi nel potere taumaturgico della vita di coppia. Credo sia importante porsi dei paletti, tipo che si sta insieme solo finchè ci si ama. Noi ad esempio abbiamo come regola ferrea di dividerci TUTTO al 50%, spese e proprietà, diritti e doveri, faccende di casa e tutto cio' che riguarda la vita in comune. E questo proprio per isolare bene l'unico fattore che conti, ossia l'affettività.

Detto cio' sento di essere comunque in debito, e quando posso la porto a mangiare in posti dove so che, almeno per il momento, gusteremo piatti che lei ancora non è in grado di cucinare. Cosi si arricchisce il repertorio :-)

Ad ogni modo quando si tratta di doni cosi belli che uno fa ad una persona che ama, doni che derivano dal suo talento che vuole regalarti...la logica del do ut des è meglio accantonarla non credi?

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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