domenica 6 luglio 2008

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Voi, eterni pesci fuor d’acqua!

Ho deciso di inserire un altro blog nel mio blogroll: quello di Eleonora Gitto QUI dal titolo "Pensare, sognare, comunicare". Come sempre faccio quando segnalo qualcosa che mi piace, dal contenuto ho scelto di estrapolare QUESTO POST, e di riportarlo integralmente nel mio diario, in modo che abbia una possibilita' in piu' di restare nel web qualora il blog di Eleonora Gitto dovesse (per qualche ragione) scomparire.

Solo che non potendomi sentire coinvolta nel suo discorso, in quanto non sono italica ed appartengo ad una generazione successiva a quella a cui il suo post e' rivolto, che e' la generazione nata nel decennio 1950-1960, ho cambiato il soggetto dalla prima persona plurale (noi) alla seconda persona plurale (voi). Forse la mia operazione di maquillage, cambiando l'angolo prospettico, ad alcuni che si sentiranno coinvolti, potra' apparire piu' dura di quella formulata dalla Gitto, ma non mi sembrava giusto usare il "noi" in un contesto in cui non tutti/e fanno parte della generazione da lei citata.


Voi, eterni pesci fuor d’acqua!

"Chi l’avrebbe mai detto che proprio voi, nati a cavallo fra gli anni 50 e 60, un giorno avreste pensato con nostalgia a quegli anni! Probabilmente è fisiologico che intorno ai 50 anni si pensi sempre con tanto affetto ai periodi dell’adolescenza, perché si fanno i conti con gli anni che passano e con un periodo perduto che non potrà più essere vissuto. Ma per quanto riguarda voi non è solo questo che vi porta a ripensare con dolce malinconia a quei tempi. Voi vi siete ritrovati in mezzo e, perciò, travolti da un cambiamento epocale. Tutto è successo così in fretta negli ultimi 50 anni che non avete avuto il tempo di metabolizzare. Siete rimasti sempre con un piede nel passato e uno nel presente e questo non vi ha mai fatto avere le idee chiare sul futuro.

Una generazione strana...
Voi, eterni pesci fuor d’acqua! Voi che non avevate la paghetta settimanale, che facevate la colletta per mettere 200 lire di miscela nella moto, che mangiavate i frutti dagli alberi e che sapevate che i polli non vivevano nei supermercati. Voi che giocavate con le trottole di legno e rubavate i cocomeri nei campi. Voi che bevevate acqua dai tubi di gomma del giardino e giravate in bici senza casco. Voi che “se scendi in cortile resta dove posso vederti”. Voi che se tornavate a casa con le ginocchia sbucciate “avevate il resto”. Voi senza cellulari e senza ansie da prestazioni. Voi che giocavate per strada e vi infilavate in tutti gli anfratti giocando a nascondino e portavate a casa pidocchi e gatti pieni di zecche. Voi che volevate imparare a suonare la chitarra perché chi sapeva suonarla era il “mito” . Voi che passavate le serate estive sotto casa con il “mito” a cantare eternamente “La canzone del sole“. Voi che non avevate internet ma l’“Intrepido“, “Il monello” e ascoltavate la musica con gli stereo di “Selezione”, mitici stereo su cui mettevate una pila di dischi che scendevano da soli... Eravate già “tecnologici” altro che mangianastri. Voi prima generazione di bambini televisivi che se tornavate a casa con un buon voto “avevate fatto la metà del vostro dovere”.
Voi, eterni pesci fuor d’acqua! Voi generazione di “non”. Non sessantottini, perché troppo grandi per dire “non c’eravamo” e troppo piccoli “per esserci”. Voi, non rivoluzionari, non liberisti, non comunisti, non fascisti, non sognatori, non realisti, non tecnologici, non primitivi, non affamati, non saziati, non estremisti, non radicali. Non figli dei fiori, non buddisti.
Voi, eterni pesci fuor d’acqua! Voi, pronipoti stretti di una beat generation che rifiutava una società vecchia e malata e trovò pace nell’eroina. Voi che Woodstock, Alan Wilson, (Wilson?), Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison li avete conosciuti quasi all’università. Voi, che il Vietnam , gli Indiani d’America, il popolo nero e Wounded Knee l’ascoltavate dai grandi e pensavate “il nostro mondo sarà diverso… le cose cambiano“. Voi che fra un “filone” a scuola e una serata nelle prime discoteche sulla spiaggia non vi accorgevate che mafia, camorra, n’drangheta vi avevano adocchiato, che la droga era diventato il nuovo grande business e che voi eravate i bersagli. Voi che avete capito dopo che i governanti di allora e, forse, anche quelli di oggi, chiudevano gli occhi perché è molto meglio avere dei giovani zombi che giovani rivoltosi incazzati. Voi che “Giovanni è morto... l’hanno trovato con una siringa infilata nel braccio” e organizzavate il suo funerale scambiandovi lo spinello.
Voi, eterni pesci fuor d’acqua! Voi che “non vi siete salvati dal fumo delle barricate“, voi che siete entrati in banca e organizzate le partite di calcetto. Voi che, ambientalisti “convinti”, restaurate il casolare in pietra in campagna e regalate i cellulari ai figli che fanno le elementari. Voi che ricordate con nostalgia i prati verdi dietro casa e continuate a comprare i SUV.
Voi generazione di tutto e di niente... Voi “generazione di fenomeni” che ha imparato a stare al passo con in tempi, con “questi” tempi, che sa convivere con i fallimenti e continua a inseguire i successi.
Voi, eterni pesci fuor d’acqua! Voi che avete capito bene che la politica non si fa ma si usa. Voi, generazione di “trasgressivi” che mette i figli in scuole private e vuole gli autobus a parte per i rom. Voi che amate definirvi cittadini del mondo ma gli extracomunitari “devono stare a casa loro”. Voi che “internet vi apre la porta sul mondo e vi fa sentire tutti uguali” (già, tutti ad eccezione dei gay che non devono avere diritti perchè gli “etero sono più uguali“…).
Voi, eterni pesci fuor d’acqua! Voi, l’eterna contraddizione. Voi che dovete lavorare perché “l’euro vi ha messo in ginocchio” , comprate le nike e “io indosso solo Dolce e Gabbana!”. Voi che “In Italia si fa troppo spreco…” e scucite migliaia di euro per comunioni, matrimoni e 18 anni. Voi che “la famiglia è sacra” ma parcheggiate i figli dai nonni e davanti alle tv. Voi che “io un pedofilo lo ucciderei” ma andate a messa la domenica mattina e continuate a sposarvi in chiesa. Voi che “non ci sono più valori di una volta” ma accompagnate vostra figlia a fare i provini per diventare velina. Voi che “la scuola una volta era veramente scuola” ma se vostro figlio viene bocciato fate causa.
Voi, eterni pesci fuor d’acqua! Voi, cresciuti viziati e protetti non reggete al dolore e diventate “depressi” per l’auto “ammaccata”. Voi che siete sempre “stressati” perchè così “son tutti “. Voi che “ti lascio perchè ho bisogno di un periodo di riflessione” e il periodo di riflessione si chiama Francesca o Nicola. Voi che parlate le lingue, fate viaggi culturali e litigate per il parcheggio.
Voi, eterni pesci fuor d’acqua! Voi, portatori sani di idee e valori che avete imparato a convivere bene con “Grande Fratello”, governi che cadono, lavoro precario, guerre giuste, intercettazioni, inquinamento. Voi che “Hai visto… che schifo? Ora si fanno una legge per garantirsi l’immunità”… “Già... E' proprio uno schifo… Buono il caffè… Chi gioca domani?”

… Panta rei… E tutto scorre… Voi, tutto e il contrario di tutto… Voi, il passato e il ricordo, il presente e lo stress, il futuro e il terrore.

Voi, eterni pesci fuor d’acqua! Cresciuti in un mondo a colori dove la tv era in bianco e nero e vi ritrovate a guardare una tv a colori in un mondo che diventa sempre più grigio."

3 commenti :

davide ha detto...

Gentile Chiara,

non conoscevo questo blog, ma ad una prima letture lo trovo interessante. Se avrò temo (purtroppo appartengo a quella categoria di uomini che per vivere deve lavorare e il tempo non è illimitato), perchè già leggo assiduamente -anche se solo su pochi scrivo- tanti blog, mi riprometto di leggerlo.

In ogni caso ho trovota molto interessante e divertente il post sulla NOSTRA generazione: devo riconoscere che per buona parte mi ci sono riconosciuto in questo post.

Tanti saluti dal tuo Davide

Flyingboy ha detto...

Bello…
Pungente, sincero, affilato … ma soprattutto intelligente. Traspira di una intelligenza soprattutto emotiva che e quella caratteristica per le donne. La intelligenza che non appartiene a sinistra o destra, Nord o Sud, Est o Occidente, ma semplicemente a un cervello che e in stretto legame ai occhi, orecchie, la bocca e soprattutto il cuore.

Miei sinceri complimenti alla Signora autrice.

E consolante sapere che in un paese di quale non sono di origine, ma in quale momentamente vivo e lavoro, c’e’ gente che ha piena consapevolezza della realtà del momento quale non promette niente di buono.

La Italia di oggi non e’ la Italia che ho seguito da 20 anni indietro e vissuto al mio arrivo 13 anni fa’. Trovo tanta ipocrisia, tanto illudersi, tanto delirio di una nazione che sta perdendo la sua identita’, quella per quale e conosciuta nel mondo, e sta riprendendo una nuova che e’ tutto un altra di quella come se la vorrebbero ripresentare a loro stessi.
Solo il fatto di esprimere le proprie opinioni riguardo alla situazione attuale Italiana, e non essendo italiano d’origine, ma un residente LEGALE del paese italiano, le opinioni che non sono per niente consolanti ne empatice verso la situazione attuale, ed essere attaccato con un unico argomento razzista e xenofobo, la dice lunga.

“Il bel paese” puo’ essere salvato solo dalle persone come la Signora autrice, e non dai presidenti imprenditori arroganti, i vari Totti e Nine Moric.

Antonio ha detto...

certo, solo le persone possono raddrizzare qualche cosa, come spesso ho ripetuto è un problema di generazione. Ma non è un problema della generazione dei "pesci fuor d'acqua" ma piuttosto dei loro figli. Loro non hanno avuto la fortuna di conoscere la ricchezza della povertà, non sono riusciti a provare l'emozione di mangiare un cocomero rubato nei campi, e di mangiarlo tutti insieme. I nostri figli sono il vero problema, i figli dei "pesci".
Noi "pesci" non abbiamo saputo insegnare nulla.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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