mercoledì 16 luglio 2008

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La ragazza con gli occhi di ghiaccio

Poche idee, pochi stimoli, poca voglia di scrivere, ma non e' un problema. Il tempo, nelle giornate cosi' belle, lo passo volentieri passeggiando, e leggendo...

E’ un pomeriggio colorato. Sono seduta tranquillamente su una panchina del solito parco. La fontanella gorgoglia, i colombi tubano, i suoni volteggiano. Sfoglio distrattamente "La ragazza che giocava con il fuoco", il mio ultimo acquisto.

Il libercolo mi ha incuriosita per l'argomento trattato: traffico di prostituzione dai paesi dell'Est, ambienti corrotti, omicidi. Insomma, il classico genere che possiede tutti gli elementi per tenere con il fiato sospeso chi legge...

Non che il thriller sia il mio genere preferito. Di solito lo leggo solo quando sono in vacanza, ed ho bisogno di rilassarmi con qualcosa che sia poco impegnativo. Inoltre, non sono amante delle cosiddette trilogie, considerato anche il fatto che non ho letto i precedenti episodi di questa che (a detta di molti) e' considerata "la serie poliziesca del decennio".

Ma cio' che mi ha invogliata ad acquistarlo e' stata soprattutto la descrizione della protagonista della storia: una giovane hacker, Lisbeth, "la donna che odia gli uomini che odiano le donne"... Interessante!

Soprappensiero, sto leggendo un po’ la prefazione, ed un po’ sto anche pensando ai cavoli miei, quando una voce, vicina, mi dice:

“Perche’ finge di leggere?”

M’irrigidisco. Ripiego con cura il libro attorno al mio indice, e volgo lentamente la testa. E’ un signore, non piu’ giovane, che mi sta guardando. Ha con se’ un cane al guinzaglio, e mi si e’ seduto accanto senza che io ne abbia avuta la percezione.

Anche io lo guardo. In certi momenti, quando sono seccata oppure quando qualcuno mi desta dai pensieri, ho un modo di guardare che puo’ apparire gelido. Tutti mi dicono che cio’ dipende dai miei occhi, il cui colore puo’ far venire in mente quello dell’acciaio... o del ghiaccio.

Lui mi guarda insistentemente, soprattutto i piedi, e sono quasi certa abbia tendenze feticiste. Poi incalza:

“Scusi, sa, come ha certamente captato la sto osservando da un po’ e mi par di capire che lei non stia leggendo o, meglio, che legga senza leggere. La situazione non puo’ che esserle ampiamente nota."

Sono sempre piu' stupefatta. Cerco di capire i motivi per i quali una persona, mai vista e conosciuta prima, possa permettersi di tentare un approccio di quel genere. Fra l’altro, data l’eta’, potrebbe essere mio padre. Lo fisso… ma non so cosa dire, e lui continua a parlare:

"In questi casi una via d’uscita sbrigativa ed efficace potrebbe essere, ad esempio: ‘Per cortesia, non mi rompa, lasci perdere o, in alternativa’, ‘Se desidera conversare, non attenda l’imbrunire; io tiferei per la seconda’.”

Non so se ridere oppure se ritornare alla lettura senza rispondere, ma decido per la soluzione piu' educata:

“Ecco, appunto, per cortesia, non mi rompa, lasci perdere se le e’ possibile”.

In un attimo la fontanella si spegne, i colombi si fermano, i suoni ghiacciano. L’uomo distoglie lo sguardo, si alza e, senza dire piu’ una parola, se ne va. Lo seguo per un po' con gli occhi, mentre si allontana mestamente col suo cane che, ostinato, si ferma ogni due metri ad annusare il terreno.

Ritorno ad abbandonarmi ai pensieri, al libro, a cio' che potrei scrivere nel blog, ma e’ quasi l'ora di tornare a casa.

6 commenti :

davide ha detto...

Gentile Chiara,

strano l'incontro che hai avuto nel parco. Hai fatto bene a sciegliere la soluzione educata, perchè ho l'impressione che l'altra soluzione avrebbe stimolato quel tipo ad insistere. Comunque mi sembra fosse un tipo innoquo.

Non ho letto il libro che hai citato. Sono certo che il succo del racconto ce lo svelerai sul tuo blog. Molto intrigante questa donna che odia gli uomini che odiano le donne. Un uomo che non ama con tutte le sue forze le donne - non mi rifersco ai gay che vogliono bene alle donne e al povero Giubizza che non sa quello che dice - non merita di esistere.

Tanti saluti dal tuo Davide

Anonimo ha detto...

Era solo uno dei vecchietti che quando scrivono in ef si mascherano dai vari dubbioso, bruttoanatroccolo, prince, ecc..
insomma, il solito trascurato dalla vita e dalle donne che nel reale sono gazzelle e nel virtuale sono leoni.
Uno dei tanti sfigati rompicoglioni in poche parole :-)

illustre1966 ha detto...

Abbiamo scelto lo stesso libro....

Mi devo preoccupare?

Antonio ha detto...

secondo me il vecchietto era una persona molto intelligente, non era uno sfigato per niente.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Sono d'accordo con Antonio. Non credo fosse uno sfigato.

Il problema, infatti, non era lui, ma la ragazza che ha un brutto carattere :-)

Alex ha detto...

Cercava Chiara e con questo post forse gli hai dato la conferma....

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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