domenica 27 luglio 2008

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Моя Россия - La mia Russia

Quando questo post verra' pubblicato saro' gia' partita. Per le vacanze ho scelto qualcosa di diverso. Niente luoghi esotici o mari tropicali. Solo un breve viaggio all'interno della mia Russia, utilizzando un mezzo di trasporto particolare. Tanto riposo, qualche libro e, ovviamente, il godere della vicinanza delle persone che amo.

Potete comprendere benissimo che non avro' ne' voglia, ne' modo di collegarmi. Tantomeno, potro' gestire il blog. Pero' Google ha messo a punto un sistema molto carino, "ad orologeria", che prevede la pubblicazione di un post in un determinato giorno, ad una determinata ora. Se state leggendo significa che il sistema funziona. E' quindi probabile che, nei prossimi giorni, possa arrivarvi qualcos'altro, scritto e programmato prima della mia partenza. :-)

L'unica cosa che potro' fare, da dove mi trovero', sara' la moderazione degli eventuali commenti utilizzando il telefono cellulare.

Arrivederci a presto... se si puo' dire arrivederci in un contesto in cui il senso della vista perde di significato.

8 commenti :

davide ha detto...

GENTILE Chiara,

buona vacanza.

Tanti saluti dal tuo Davide

Antonio ha detto...

buona idea !! giuro che sentirò la tua mancanza.

Rez ha detto...

Ciao Chiara!
Buon viaggio.
Se puoi salutami i ponti sulla Nieva a San Pietroburgo.
Li sono stato felice.
Un paio di vite fa.
Buona vita.

lucenera ha detto...

@Rez
Se puoi salutami i ponti sulla Nieva a San Pietroburgo.
Li sono stato felice.
Un paio di vite fa.


Magari lo sarai anche qua.

lucenera ha detto...

Bellissima questa vacanza, quante poche persone conosco così, sono tutti alle prese con le solite sciocche vacanze.
Buon viaggio.

Kameo ha detto...

Il mio augurio di buona vacanza arriva in ritardo, quando ormai ti immagino in pieno relax sulla nave da crociera fluviale con i tuoi cari.
Anche noi abbiamo scelto la crociera a vela in alto mare, meno rilassante ma più appagante per i nostri gusti.
Buona estate a tutti!

Flyingboy ha detto...

Среда, сумерек

Stiamo abbandonando il Золото́е кольцо. In lontananza la Транссиб, i binari che fine non vedono, accompagnati dai echi dei rumori antichi, donne, bambini e uomini, nella storia, nella speranza e voglia di partire, di viaggiare, risi e lacrime di gente che parte, gente che rimane. Il profumo di storia sorvolava sopra la Volga e mischiata con la umidità, avvolgeva la anima,
In lontananza, scorrono le immagini.
La pioggia si era fermata per un attimo, e l’aria ha ripreso una limpidità cosi tersa e trasparente che, per quanto desiderio si abbia di aspirarla a petto per catturarla e averne il ristoro più delizioso, si prova quasi un sacro ritegno a intorbidarla.
Leggero vento dal nord est accarezzava la schiena.

(Najbolje se putuje kad putuješ sam) cantavano i Partibrejkers.
http://www.youtube.com/watch?v=NGxNkHxiDOQ

Ma non ero da solo su quel ponte in attesa del crepuscolo.
Una voce maschile mi sveglio dal incantesimo.

“Regge bene il “giovane” * Lenin*. Sa’, e’ una delle più grandi navi per le crociere fluviali in Russia progettata è costruita in Germania nel 1983 e nel 2002 è totalmente rinnovata con i migliori standard di qualità. E’ per questo che ho scelto questa nave, ogni anno viene sottoposta a manutenzione e rinnovamento. Ha una capacità di 332 passeggeri. Dato la legge dei grandi numeri questo da la oportunita' di incontrare le persone interessanti, non crede?“

Un uomo, non piu’ giovane, sui 50 si stava rivolgendo alla ragazza che teneva il libro tra le mani cercando di leggere. Lei alzo’ la testa per un attimo (ed e li che vidi i suoi occhi per prima volta):

“ Si’ ” , rispose velocemente e abbasso' di nuovo la testa per continuare a leggere nonostante la luce soffusa della giornata che tramontava.

Lui continuava insistentemente a millantare la sua sapienza wikipedistica

“Vede la cita' che sta sparendo al orizzonte, fu fondata nel 1010, ma le prime testimonianze scritte risalgono al 1071. Nel 1612 fu la capitale de facto della Russia, poiché Mosca era stata occupata dai polacchi. Certo’, ha bellissimi edifici religiosi e civili perfettamente conservati, è meta di un turismo nazionale, l’unica cosa deludente era il cibo. Non ce niente di meglio di un buon piatto di pasta, ho una fame tremenda, i russi certamente della cucina non capiscono molto”

“Per fortuna hanno appena aperto il ristorante. Mi sa che oggi lo tengono aperto solo per un ora, c’e’ la serata danzante dopo.” Approfittai per intromettermi nel discorso cercando di fare il furbetto.

“Urcha! Ho un buco nero nello stomaco. signorina, se non le dispiace posiamo cenare insieme, e meglio che ci sbrighiamo prima che chiudano.”

“Grazie, molto gentile la sua oferta, ma credo che saltero’ oggi la cena, sa’, non mangio tanto di sera, e poi’, e’ ancora presto per me.”

“Come preferisce signorina, anche se devo ammettere che non ha nessuna ragione per preoccupasi per la sua linea” si rivolse il uomo leggermente rattristato cercando di salvarsi con il complimento scontato, e resosi conto d'improvviso che adesso comunque dopo avere affermato la sua fame immensa gli tocca assentarsi per la cena per enfatizzare la sua coerenza e mettere a riparo eventuale brutta figura, ma poi’ d'improvviso di nuovo si ristampo’ quel sorriso storto “ Spero di trovarla dopo allora.”

“ Certo.”

Il uomo si alontano’ contento, lei si mise a leggere qualcosa sul cellulare, ed io mi lasciai ai incantesimi della giornata che sfugge al orizzonte.
.
Il cielo era nuvoloso e il tramonto non era uno di quei spettacolari, romantici, colorati, ma piu’ una tonalita' di grigiastro, un grigio comunque affascinante, che era bello solo perche' contrastato di un rosso intenso, il rosso delle sue labbra.

Avevo imparato fin troppo bene e a mie spese che la vista a volte non è un fatto esclusivamente fisico ma mentale. Come i colori per esempio.
Il desiderio e l'attesa hanno il stesso colore, pensai non sapendo esattamente perche' e mi lasciai ai pensieri vaganti, ai paesaggi fungenti e le storie lontane che portava il vento dal est.

“Era un mossa furba pensai al primo momento aspettandomi’ un altra prova di aggancio, ma lei non lo fecce. E’ passato un po’ di tempo dal momento quando mi aiutasse a sbolognarmi dal “professore” fastidioso, affamato,” sorrise con una tonalita' seria “ e il ristorante comunque non chiude fino alle 23:00, lei lo sapeva, sento il bisogno di dirle un grazie ormai...” disse la ragazza ad improvviso distogliendo gli occhi dallo schermo di cellulare che li illuminava il viso e mettendoli direttamente nei miei che ormai avevano preso il colore del paesaggio.

Mi trovai di sorpresa per un attimo e prima che riusci a rispondere, lei continuo:

“Ha menzionato il corso di ballo che dovrebbe volgersi stasera....”

“Si'” sorrisi', “ho letto da qualche parte che stasera fanno la dimostrazione e un piccolo corso dei balli popolari russi: Kalinka , Barynya, Khorovod, Trepak, Troika... Scommetto che anche il “professore”, cavaliere di poco fa', le aspetera' trepidamente. Sono convinto che avra' una storia educativa su ogni ballo presentato” lo dissi quasi provocatoriamente ma convinto di strappare qualche sorriso. In effetti...

“Mi piace ballare. Sin da piccola, quando ballavo d'avanti a un specchio, di quelli usati nei camerini dei teatri, circondato di lampadine, con la luce giusta ma implacabile... Con gli anni, in quel specchio, mentre gli danzavo d'avanti, si rifletteva un cigno grazioso. Con i movimenti che facevano invidia alle primedonne del grande balletto russo. ----- Il professore? Ahahha. Il professore parla tanto.
Quando ballo, non ascolto e non parlo. Uno dei rari momenti (ahaha). Come quando faccio l'amore per esempio (sorrisi, con un aria volutamente seducente) o quando mi immergo nelle emozioni, coinvolta dal libro che sto leggendo.
Credo che i movimenti del corpo, il linguaggio che parla, supera ogni capacita comunque limitata orale e linguistica, e' un linguaggio piu' che internazionale, molto piu' di un esperanto o un inglese, universale, anche se parla una lingua sola, quella del anima, D'avanti al linguaggio del corpo, le parole mutiscono.”


“Sono d'accordo con lei. Ballare subconsciamente, solo perche' non posso fare altrimenti, mi fa chiudere i occhi. Una mia amica, mi disse una volta; (Non fidarti mai delle donne che baciano e ballano con i occhi aperti).
Il dialogo con il cuore e l'anima, si manifesta al interno delle palpebre.”


“Qual'e' il suo ballo preferito?'' chiesi ormai intrigata dal svolgimento della conversazione.

“Il flamenco e il tango direi. Il flamenco per la influenza forte dal popolo nomade dei Gitani. Un popolo di quale condivido tanti aspetti. Un ballo che si balla perfettamente da soli, ma non nasce dal ballo per se', ma dal canto che lo circonda. Il tango d'altronde, per la complicita' che crea, rapido e tumultuoso, per la sua essenza basata sull'improvvisazione, dove sta alla fantasia dei ballerini costruire come in un dialogo il proprio ballo. Poche regole semplici e la passione che lo caratterizza. Si', la passione, forse l'unica parola che li rende giustizia. Credo che ogni attivita' che ci coinvolge, come la danza per esempio, e le forme che prende, parlano molto della nostra ineriorita'.”

“Interessante. Lei saprebbe intuire, da quel poco che conversiamo, quali sarebbero i miei balli preferiti?” domandai intrisa e compiaciuta del come si svolgeva il dialogo.

Sorrisi, trovandomi' in leggera difficolta'. “Il flamenco senz'altro per le ragioni gia' descritte. E poi', fatemi pensare, forse per vostro accento, forse per la immagine che mi sono creato, il Csárdás. Per la bellezza e semplicita' umile nel stesso momento. Il ballo che nasce lentamente per evolvere in una parte veloce, caratterizzata da numerosi giri e salti. Il alternarsi tra motivi allegri e tristi, incalzanti e malinconici. La Ciarda., si'.Il dolce camino seducente della donna che annuisce sorridendo ai uomini, che a volte piegano i loro ginocchi e risorgono improvvisamente.”

“Ha una buona intuizione“ sorrisi compiaciuta di questo dialogo interessante,. “Ha tralasciato il ballo orientale, ma comunque complimenti. L'oriente mi ha affascinato da sempre e posso dire che mi rispecchio in molti suoi aspetti. La danza orientale per esempio, una delle mie preferite , tradotta erroneamente dai francesi in *danza del ventre*, non è assolutamente una danza erotica. Il lato seduttivo è una conseguenza, non certo l'elemento centrale. Di solito è un ballo delle donne fatto per le donne. Crea una complicità incredibile.".

“Sono convinto. In effetti, adesso che lo ha menzionato, la vedo benissimo ballare quel ballo sensuale. E' sicuramente una danza che ogni volta che assisto a una manifestazione di essa, colora il ambiente di tonalita' grigiastre, mentre la figura centrale, la ballerina, prende una forma di un rosso intenso, la essenza pura di quel colore. E strano, non saprei spiegarlo meglio.

“La capisco. Sa', io sono daltonica”

“Interessante, se posso dirlo senza offendere. La percezione dei colori di daltonici deve essere un dono, piu' che un difetto direi. Scarnarsi e essere liberi dalle percezioni e convinzioni impostateci dalle regole scritte da chi sa chi, la cosiddetta cultura e civilta', i dogmi e pragmatismi, vuole dire esaltare la individualita'. Se il dio esiste, esiste sicuramente in ognuno di noi e ognuno di noi ha il stesso diritto di affermare che le fragole sono rose, verdi, blu o qualsiasi colore del spettro. La percezione dei colori, come d'altronde delle idee, ideali, sogni, puramente individuale, rende questo mondo splendidamente colorato. Se non fossi cosi, il arcobaleno non avrebbe il suo fascino.”

“Come' il tramonto stasera?”

“Il silenzio limpido lungo le coline sfiorano il cielo.
I uccelli taciono.
iIl fiume e sempre piu' lento e ululante,
traspira di rasigurazioni..
Gocce di pioggia impalpabili sembrano non bagnare ...
Il sole e in fuoco,
una stella del vespro, la torrente d ambrosia.
Muore solo per oggi in sua gloria per rinascere
come la Fenice.
Dietro di se', lascia traccia di un rosso
immortale.”

“Le cose che veramente contano nella vita, quelle che ci lasciano una impronta indelebile nel anima, quelle piu’ preziose, non si possono comprare con i soldi, e sono gratuite a tutti, l’amore, l’amicizia, gli ideali, ma anche questo tramonto a prima vista cosi banale ma assai speciale, non crede?”

Annui timidamente con la testa. Senza dare una risposta a voce alta e mi emergei nei pensieri per un attimo.
“E’ un discorso interessante, sarebbe da approfondirlo...”


“Certo, ma non adesso, adesso godiamoci il tramonto.”

“si’” disse con una voce entusiasmata, “ Godiamoci il tramonto “ lo ha ripetuto tra se' e se', e tutti i problemi del mondo sparissero’ lontano dietro quel cielo grigio, dove una palla gigante dorata immergeva in una terra dipinta dai ricordi indelebili e delle emozioni incise profondamente nel anima. La sua Russia.

Chiudendo i occhi rimasi cosi.
Volevo tenere gli occhi chiusi ancora per un po', per conservare all'interno delle palpebre le immagini che scorrevano forse tropo frettolosamente, sentendo il dolce brivido ricoprimi tutto il corpo, per il freddo e l'eccitazione di quel duplice scopo in esaltazione. La soddisfazione di un desiderio e il desiderio che quella soddisfazione non arrivasse mai.


La osservai ancora per un attimo prima di andare in cerca di una coperta che attenuerebbe i brividi che si manifestavano tramite leggera pelle d'oca che la ricopriva come la rugiada mattutina. Mentre i ultimi raggi di sole le accarezzavano la faccia, le labbra assaporavano il caldo vento estivo dal nord-est che la sfiorava, come le dita invisibili di un/a vecchia amica/o che conserva gelosamente le storie che si raccontano solo tra i piu' intimi, intrufolandosi e come per un miracolo rimanendo intrappolato nei meandri di quelli capelli corvini danzanti.
Ultimi raggi di sole e il gioco di ombre esaltava la sua bellezza che potevo notare con sorpresa per prima volta solo adesso, in quella luce soffusa. Era li, con i occhi socchiusi, respirando lentamente ma profondamente.
Una tranquillita' bellissima dipinta da perfezione di tutti i componenti che il paesaggio regalava traboccava da quella immagine.

Il sole sconfitto, d'avanti a una bellezza indiscutibile, invincibile, imbarazzato abbandono' il cielo come se riconoscesse la sua sconfitta in quel attimo immortale.

(La coperta! La coperta!) il pensiero mi sveglio' dal incantesimo. Mi assento' frettolosamente in cerca disperata di un riparo da quel freddacio umido che avvolgeva l'aria. “Mi scusi... lei lavora qui?. Mi potrebbe dare una mano...”

Aprii i occhi. Lui non c'era piu'. Sara' scapato. Peccato, era interessante- Lo credevo piu' deciso. Brrrrr. Fa veramente freddo. Meglio che rientro.

Torno frettolosamente sul ponte Sole ormai deserto con la coperta in mano. Non ci sei piu’.

“Счастливого пути Klara’!” sussurrai .

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Grazie a tutti/e.

A Flyingboy in particolare per il suo raccontino. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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