martedì 15 luglio 2008

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Fahrenheit 451

A volte mi chiedo: qualcosa di simile al '68, che dette inizio a tutti quei mutamenti che sconvolsero profondamente la societa' civile, si esprimerebbe oggi nello stesso identico modo di 40 anni fa, oppure i modi sarebbero diversi?

Il blog di Beppe Grillo e' il piu' seguito in Italia, e quello di Sabina Guzzanti riceve quasi 500.000 visite al giorno. Sono cifre da capogiro, ed il motivo di tanto successo puo' essere uno solo: danno voce ad un senso di ribellione che, soprattutto nelle giovani generazioni, molti anni fa si esprimeva, appunto, attraverso altri tipi di protesta.

I blog ed i forum in internet sono dunque i luoghi preposti allo scontro sociale ed ideologico, in cui le persone si confrontano serratamente su temi universali quali, la fede, la liberta', la democrazia, la giustizia, o e' solo una moda del momento destinata ad esaurirsi nel breve periodo?

Chi da destra, chi da sinistra, chi dal centro, chi da sopra e chi da sotto, pare che ormai, le vere grida di protesta, di chi ritiene di lottare per le proprie opinioni, avvengangano non tanto nelle piazze "fisiche" quanto in quelle "virtuali".

Il virtuale da' alla gente l'impressione di avere una maggiore liberta'. Ma e' proprio vero?

E se internet, i blog, ed forum facessero parte di un “complotto?”

Intendo dire: per cio' che e' il bersaglio della protesta, cioe' "il potere", e' meglio confrontarsi con una massa di persone scontente, incazzate, petulanti, che se ne stanno inchiodate di fronte al PC a parlare, parlare, parlare, scrivere. scrivere, scrivere, blablablabla… oppure avere a che fare con masse urlanti fuori dai parlamenti?

E se tutti/e fossimo solo il risultato finale di un esperimento sociale finalizzato alla "pacificazione" indotta? Liberi di parlare, ma imbavagliati, ed il giorno in cui qualcuno decidesse di premere un pulsante, ogni idea o opinione verrebbe oscurata.

Nessun supporto cartaceo resterebbe. Un click ed ogni cosa sparirebbe per sempre.

O forse non sparirebbe. Vivrebbe nel ricordo. Un ricordo da tramandare a memoria, come i libri in Fahrenheit 451.

13 commenti :

davide ha detto...

Gentile Chiara,

"Nessun supporto cartaceo resterebbe. Un click ed ogni cosa sparirebbe per sempre."

Non credo che nessun supporto cartaceo resterebbe, perchè ci sono molti, io almeno lo faccio, che quando un articolo lo trovano interessante lo stampano.

Io per natura sono scettico verso i complotti. I blog sono un importante strumento per diffondere le idee e la democrazia, ma la vera democrazia non si esercita nè sui blog, nè nelle piazze. Sarò un po' conservatore ma solo il voto nelle urne ci dice cosa vuole la maggioranza dei cittadini.


Tanti saluti dal tuo Davide

michail tal ha detto...

Bella domanda Klara.

O forse che tutti questi "ribelli" siano in realtà solo molto ciarlieri e millantatori, invece che persone disposte a mettersi veramente in gioco?

Almeno negli anni '70 qualcuno ci ha provato, a ridefinire il proprio ruolo nella società...ora..

Qualcosa mi dice pero' che i blog non resterebbero nella memoria del tempo come i libri...ma forse da neofita dei blog sono ancora troppo scettico.

Sto ancora cercando di capire quanta comunicazione autentica, costruttiva, sia possibile sul web.
Diciamo che sono un ottimista dubbioso.

Se mi concedi una piccola digressione, credo che potrebbe essere uno strumento straordinario, benchè parziale ed insufficiente, per lenire la solitudine e l'aridità della vita di molti anziani. Peccato siano spesso refrattari alle nuove tecnologie. Ma in futuro non sarà piu' cosi.

Ciao buona serata

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ma la vera democrazia non si esercita nè sui blog, nè nelle piazze. Sarò un po' conservatore ma solo il voto nelle urne ci dice cosa vuole la maggioranza dei cittadini.

La democrazia (cosi' come te la raccontano) si esercita in quel modo, certo... ma non la liberta'.

Con il tuo discorso fai intenderwe una sola cosa: ci si esprime una sola volta ogni 4-5 anni, si vota, si guarda chi vince e poi TUTTI ci si adegua a quello che fa chi vince... anche se fa delle porcherie.

E' questo il modo che hai d'intendere la democrazia?

Ebbene, caro Davide, io non la penso cosi' altrimenti perderebbe senso l'opposizione, l'opinione, la propria capacita' critica ed autocritica.

Dopo i primi 100 giorni posso gia' esprimermi se chi ha vinto sta agendo nel modo giusto e se sta prendendo tutti per il culo (per non dire peggio).
Ebbene, sono certa che sei anche un chiara-veggente e riesci ad intuire cosa penso :-)

Comunque mi sa che tu faccia parte ormai della stragrande maggioranza alla quale (ahime') dovrei adeguarmi anche io...

Una maggioranza fatta di gente che per 5 anni non vuol saperne piu' nulla... che facciano LORO... che lavorino LORO, sono stati votati per questo.

Mentre la gente se ne sta di fronte alla TV a sentire cio' che raccontano, a guardare la nazionale, a scopare, a vestire DOLCE & GABBANA... ad indebitarsi.

Eccoli i mangiatori di loto... li vedi ogni giorno intorno a te... fanno parte dell'esistenza. The Body Snatchers...

A che serve discutere sui blog?

Infatti... nonostante moltissima gente legga continuamente il mio blog, pochissima ha la voglia ed il tempo di commentare.

Flyingboy ha detto...

Hai perfettamente sfiorato il mio pensiero di questi giorni in quali girovagando per web, trovo 1 su 2 dei blog i blog che trattano “politica”.
Prima di continuare, preferisco precisare che non appartengo a sinistra, ne a destra, ne a centro se vogliamo. Non sono un ex di niente ne ho pretese di divenire in qualcosa nei termini di un lessico “politico” come va frainteso delle maggioranze, classificabile.
Se devo prendere una parte, allora sono della parte di quello che nei miei cannoni e ottica ritengo coretto e giusto.

Tornando al tema.
Il primo pensiero che mi e’ passato per la testa e un fotogramma, una memoria di parente di mio padre. Era il periodo del comunismo in un stato che allora si chiamava Jugoslavia. Questo parente di mio padre, ogni domenica, dico, ogni santa domenica andava allo stadio a vedere le partite di Dinamo – Zagabria. Un giorno (ero piccolo ma mi ricordo quella scena perfettamente) quando ci visito’ si parlava del calcio. Io ero sorpreso e sbadito dalla sua ignoranza sul tema, conosceva malapena i nomi di giocatori di Dinamo.
E li chiesi “Mario, ma come mai’ non conosce ….., lei che ogni domenica e’ allo stadio”.
Lui sorrise e mi disse “Sai, io ci vado li, e tutti gridiamo contro lo stato, diciamo parolacce al presidente, nessuno ci tocca, siamo tanti, e divertente.” La sua moglie si stampo’ il sorriso benefico sulla faccia e’ commento: “Cosi almeno e tutto tranquillo durante la settimana”.

Non c’e’ la situazione che metaforicamente descrive meglio quello che penso sull tema riportato.

C’e’ tanta lamentela da parte dalla opposizione di governo attuale sul discorso di liberta’ di stampa e dei’ media, e si allarga a volte tanto da dichiarare che non esiste neanche la liberta del esprimersi.
E io mi chiedo, e tutti questi blog cosa sono?
500.000 visite senza che nessuno oscura il blog, perseguita il proprietario, nessuno porta neanche le conseguenze per la diffamazione. Credo che c’e’ piu’ che liberta’ del pensiero attualmente.
Provo tanta simpatia per la opposizione attuale ma a volte mi rattrista quando scende sotto certi livelli e non tregua di scendere tanto basso per andare sul personale. Questa non e politica, e un cabaret, che giova a nessun altro ma al governo attuale.

Perche giova?
Perche fintanto la gente si parla addosso, e usa il virtuale come una terapia di massa , per sfogare le loro frustrazioni (lecite e per niente senza un fondamento reale), e poi’ chiude il computer, stanca ma sollevata da un rilievo, di una sensazione illusoria di avere fatto qualcosa di qualitativo per il popolo italiano, finche le frustrazioni del popolo si esauriscono in questa “piazza” virtuale, nessuno sentira’ il stesso entusiasmo ne la voglia di scendere in piazza vera.

Sono daccordissimo che tutto inizia con il pensiero, si trasforma nelle parole ma poi’ sono i atti quelli che cambiano il mondo. Le parole per se’ non bastano.

Bisogna sensibilizzare la gente, si, assolutamente! Ma la stessa gente poi’ deve capire che ha 3 opzioni:

1) Fare Rivoluzione e far cadere il governo attuale (le alternative dove sono?)

2) Aspettare 4 anni che finisca il mandato di un governo eletto comunque (non dimentichiamolo) da popolo Italiano, in un processo democratico (se non mi sbaglio e se non mi sono perso niente). Il problema sta che io dubito che adesso questo delirio politicante virtuale puo’ trattenere la stessa intensita’ per 4 anni, quelli che serviranno per fare cambiare il governo

3) Se tutte le idee che si trovano in giro, tutti i ideali, tutte le filosofie politicanti, do ognuno tenute piu’ giuste, andassero praticate nel loro “piccolo” mondo che li circonda, Ialia sarebbe gia un posto migliore da viverre per loro stessi, e per la gente che la circonda. Faccio due esempi semplici semplici:
Tutti si sono alzati in piedi quando governo ha deciso di prendere e catalogare i bambini Rom tramite le impronte digitali. Un paio di settimane fa’, si leggeva sui giornali che giovane ragazza Rom fu’ brutalmente picchiata da un italiano in una piazza piena di gente che NON FECE’ NULLA! Allora io dico, tutta quella gente che fu li a guardare quel giorno e non fece’ nulla, che oggi magari si disgustano a sentire nominare la idea di prendere le impronte ai bambini Rom, come bisognerebbe chiamarla? Sensibile alle questioni delle minoranze etniche solo perche da lontano gridano “Bastardi! Vigliacchi! Razzisti! Prendere le impronte ai bambini Rom! Che vergogna!”.
Tutti si lamentano per via dell prezzo di petrolio che va alle stelle. Ma tutti sognano la Chayane, le varie SUV, i status symbol di 15l/100km. Usano le macchine per spostarsi solo di 1-2 km, e poi’ girovagano per mezzora bestemmiando a forza di non trovare il parcheggio.
Allora io dico, lasciate la machina a casa qualche volta, fermatevi qualche volta ad aiutare il prossimo, combattete spietatamente contro le ingiustizie che incontrate ogni giorno, con i fatti, non solo parole, il governo QUALSIASI, non se ne prendera’ MAI cura di voi stessi tanto bene quanto lo potette fare voi.
E non lo dico solo per dire, ho 33 anni, sono nato in comunismo, la gioventù la ho vissuta in una guerra barbarica, che era trasmessa per tutto il mondo, una vergogna per la umanita’ in diretta, 7 anni i politici i capocci che governano il mondo e la umanita’ si parlavano addosso mentre donne e bambini morivano sotto le bombe in piazza in pieno giorno mentre aspettavano in fila per il pane. La carriera la ho fatta in un capitalismo ben stabilito, in Italia. Ho visto tutti i colori, tutte le bandiere marciare sotto le finestre, ho capito che per essere felici basta essere VIVI, ho imparato che nella vita ci sono i problemi molto piu’ grossi di non potersi permettere la vacanza a Cuba quest’ anno o il I-Phone appena uscito.

Ho imparato in Italia il detto che dice “Tra il dire e fare, c’e’ in mezzo il mare”
Io dico “Tra il dire e fare, c’e’ in mezzo la “e””.

Dicono in Croatia “I cani abbaiano,e le carovane passano” (e i nanni godono) n.r.

davide ha detto...

Gentile Chiara,

probabilmente mi sono sipegato male.

Io ho detto.

"I blog sono un importante strumento per diffondere le idee e la democrazia, ma la vera democrazia non si esercita nè sui blog, nè nelle piazze. Sarò un po' conservatore ma solo il voto nelle urne ci dice cosa vuole la maggioranza dei cittadini."


Quello che intendevo è chi i blog per quanto importanti, anzi per me importantissimi, non possono sostituire le forme tradizionali di democrazia.

Poi chi perde le elezioni ha tutti gli strumente per fare opposizione a chi ha vinto. Inoltre non si vota una volta ogni cinque anni, perchè ci sono anche le elezioni regionali, provinciali e comunali.

Il potere non è solo nel parlamento ma anche negli enti locali.

Ti ricordo che se il governo o il parlamento fa leggi ingiuste i cittadini possono abrogarle con il referendum popolare, senza contare il controlo della corte costituzionale che può dichiarare illegittime le norme che non rispettano la costituzione.


Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Quello che intendevo è chi i blog per quanto importanti, anzi per me importantissimi, non possono sostituire le forme tradizionali di democrazia.

E come potrebbero?

I blog non sono strumenti di democrazia. Anzi sono quanto di meno democratico possa esistere poiche' chi gestisce un blog e' un dittatore (o una dittatrice).

Come, parimenti, non e' uno strumento democratico una testata giornalistica...

Ma i blog possono diffondere INFORMAZIONE, e questa e' gia' una bella cosa in tempi in cui qualcuno vorrebbe il
MONOPOLIO dell'informazione.

L'informazione e' cio' di cui la gente ha bisogno per DECIDERE (poi) cosa mettere sulla scheda elettorale.

Tu dirai: Informazione si' ma non DISINFORMAZIONE...

Ma potresti stabilire cosa sia l'una e cosa sia l'altra?

E' la gente che deve RECEPIRE e decidere di conseguenza.

Finora (secondo me) sta recependo male (d'altronde fa la fila per ore, e prende pure il piccolo prestito rateale, aumentando il proprio indebitamento, per acqustare delle inutili cazzate che fra 1 anno costeranno la meta'), ma si puo' sempre sperare che un giorno, quando nessuno fara' piu' credito neppure per acquistare una patata, capira' di averlo preso sonoramente in quel posto.

Fra l'altro senza neppure ricevere il giusto compenso :D

davide ha detto...

Gentile Chiara,

"Tu dirai: Informazione si' ma non DISINFORMAZIONE..."

Io sono assolutamente contrario a qualsiasi misura che limiti la libertà di espressione.

Tanti saluti dal tuo Davide

ugosugo55 ha detto...

e quel bellissimo racconto in cui eravamo protagonisti.............
che fine farebbe?
ciao chiara

Flyingboy ha detto...

Pensa un po’ Chiara,

Mio padre ogni giorno comprava 3 giornali diversi. Io li chiedevo : “Perche 3? Tanto le notizie sono sempre quelle”. Lui mi rispondeva: “ognuno la stessa notizia rappresenta a suo modo. Io leggo tutte, e poi mi faccio la mia idea.”
Io invece ho preferito piu’ tardi nella mia vita a osservare, leggere ma niente prendere per scontato.
La ignoranza e credenza facilona e la massa da quale si nutre ogni forma di totalitarismo.
Disinformazione - informazione? Le garanzie non ci saranno mai.
Chi non osserva, non ragiona, non si diffida prima di fidarsi, chi prende le scorciatoie nel prendere delle opinioni, di fare i giudizi, e il pupazzo piu’ manovrabile esistente che ogni governo potrebbe desiderare.

Flyingboy ha detto...

Intendo dire: per cio' che e' il bersagilo della protesta, cioe' "il potere", e' meglio confrontarsi con una massa di persone scontente, incazzate, petulanti, che se ne stanno inchiodate di fronte al PC a parlare, parlare, parlare, scrivere. scrivere, scrivere, blablablabla… oppure avere a che fare con masse urlante fuori dai Parlamenti?

Le rivoluzioni, i cambiamenti, le rinascite succedevano anche senza internet. La gente si incontrava magari in una piazza reale, discuteva, la voce si spargeva, ma i cambiamenti succedevano, anche molto prima che ci fossi il internet. Mi sa’ che il internet da una grande consolazione alle masse insoddisfacenti. La gente ha confuso il fine per il mezzo. Internet come un mezzo e potentissimo, risparmia chilometri, giorni, mesi e anni, colegha il mondo al livello di una informazione in un unico spazio e tempo, offre istantanieta’, ma aihme confonde anche le idee.

I amori ormai si vivono in SL, la politica e rivoluzioni succedono nei blog, nessuno ha piu’ voglia di uscire dal matrix dove tutto e possibile a un click del mouse. Scommetto che il Berluscono “virtuale” e il suo governo cadra’ nei prossimi 2 mesi, ma aihme solo Berlusconi virtuale.
In internet tutti sono dei politici, in internet tutti sono delle veline.
E sembra che il illudersi diventa la fine per se’.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Cioa ugosugo. :-)

Quel racconto e' salvato nel mio archivio, non preoccuparti :-)

Antonio ha detto...

Buon giorno Chiara. Le rivoluzioni si fanno in piazza, li si sono fatte e li si faranno se saranno necessarie. Tu sai meglio di me che molte delle persone che bazzigano su Internet alla fine sono solo dei relitti, e anche coloro che sembrano qualificarsi in modo coerente e trasparente, messi di fronte all'azione, alla realtà molto spesso si dimostrano molto meno decisi di quel che sembravano.
Le rivoluzioni si fanno nella piazza, si certo si possono utilizzare i mezzi di informazione moderni allo stesso modo in cui si utilizzavano le radio clandestine un tempo, ma io credo che Internet non sia utilizzabile a questo scopo.
Ma non siamo a questi livelli Chiara, chi ha la pancia piena, troppo piena, non fa rivoluzioni di alcun tipo... al massimo si illude con una tastiera e un pc.

Hyblon ha detto...

Antonio,
credo (a malincuore) che tu abbia maledettamente ragione.
Al massimo utilizziamo i blog per sfogare le nostre frustrazioni politiche.
A volte ho l'impressione che, anche nei blog più "sofisticati", non si faccia altro che continuare su un altro piano le classiche discussioni da bar (con la differenza che almeno al bar tra un bicchiere e l'altro potevano partire anche scazzottate amichevoli o azioni concrete).
Spero vivamente di sbagliarmi e di vederci un giorno scendere finalmente in piazza...

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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