mercoledì 25 giugno 2008

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La via della zingara

Devo dire che Klaudia e’ molto cresciuta. Adesso e’ una donna, ed ha maturato quella sicurezza che le mancava. Ha terminato gli studi con successo, ed ha iniziato a lavorare nel campo della moda. Questo la porta, molte volte, ad allontanarsi da casa per lunghi periodi, ad avere abitudini diverse, a conoscere gente nuova. La sua vita sta progressivamente divergendo da quella del piccolo paese dove ha sempre vissuto.

E’, comunque, ancora all’inizio di quel percorso individuale verso l’indipendenza, ma conosco il suo carattere, e sono certa che, se non si lascera’ sviare dai tanti discorsi, raggiungera’ alcuni, se non molti, degli obiettivi che si e’ data. Ovviamente in tutto cio’, lo dice lei stessa, non puo’ esserci posto per legami affettivi fissi e duraturi, tanto meno per un matrimonio, e per dei figli che, fra l’altro, non e' cio' che desidera in questo momento.

Non avendo con chi confidarsi, ed avendo con me un ottimo rapporto fin da quando era bambina, spesso mi chiama e mi racconta gli ultimi avvenimenti, le sue storie, anche private, talvolta anche troppo private. Ma soprattutto mi parla delle sue attuali incomprensioni con la famiglia, con la quale vive un momento di grande contrasto. Questa rinnovata confidenza, nonostante la differenza di eta’, ci sta avvicinando ancor di piu’, ed io provo per lei un sentimento misto fra il materno ed il sorellico [1]

Dice che le persone, soprattutto le piu’ vicine, si prodigano a darle consigli per la buona riuscita della sua vita futura, e vorrebbero che lei si trovasse un bravo fidanzato, che si sposasse, e che avesse tanti bambini.

Non capisce il perche’ di tanto “accanimento terapeutico” nei suoi confronti, ma per lei il problema e’ principalmente di coscienza: da una parte la voglia estrema di vita libera, non condizionata, inseguendo i suoi sogni; dall’altra il dolore derivante dal pensiero di una lacerazione con la sua famiglia, alla quale e’ molto attaccata.

Per i suoi genitori, e per le sue sorelle, io sarei l’artefice del Peccato Originale, quella che le avrebbe messo in testa strane idee, pero' non posso farci niente se lei spesso mi cerca per avere consigli, ed io non me la sento di rifiutarglieli. Anche se so che con questo contribuiro’ ancor di piu’ a farle prendere quelle decisioni che lei stessa, interiormente, desidera prendere.

Le ho detto, innanzi tutto, che la sua famiglia fa bene a preoccupasrsi per lei. Che ogni madre ed ogni padre hanno il dovere di assicurarsi che la loro figlia abbia una vita felice, ma che dovrebbero, piu' che indirizzarla verso certe strade che loro desiderano, anzi cercano di imporle, indicarle quelle che, eventualmente, potrebbero essere pericolose per lei, lasciando pero' a lei la decisione.

Le ho spiegato poi che sarebbe sbagliato se collegasse le sue esigenze con le mie di quando avevo la sua eta', e quindi sarebbe un errore se intendesse ripetere le mie stesse esperienze. Essendo noi due diverse, lei non puo’ mettersi in testa di seguire le mie impronte come era abituata a fare da piccola quando, nella neve, metteva i suoi piedi dentro il solco lasciato dai miei passi.

La mia vita ha preso una certa direzione per motivi diversi dai suoi, ed in un’eta’ diversa dalla sua. Inoltre, in quel periodo, “andarsene”, prendere la "via della zingara", rappresentava non tanto un atto di ribellione verso i genitori, oppure contro il conformismo, quanto un’occasione per vivere lontana dai problemi che assillavano il nostro Paese. Problemi che, con il tempo, si sono risolti.

Le ho anche detto che, se avesse deciso di prendere quella via, nessuno avrebbe posseduto la chiave della sua gabbia, ma avrebbe dovuto costantemente combattere contro l’ipocrisia, e contro l’invidia della gente mediocre. Sentimenti che avrebbe dovuto, pero', farsi scivolare addosso, per non sentirsi inadeguata e fuori posto.

Purtroppo esistono donne che, sapendo di non possedere doti tali da attirare molte attenzioni, preferiscono, per paura di restare sole, adagiarsi nelle prime situazioni affettive, di comodo, che a loro capitano, senza averne consapevolezza, ne’ convinzione. E quando non possono piu’ tornare indietro, oppure non hanno il coraggio di tornare indietro, se anche sentono di essere profondamente insoddisfatte, si autoconvincono di aver fatto comunque la scelta migliore.

Poi capita che si trovino a guardare negli occhi una donna che rappresenta tutto cio’ che non loro sono mai state, e non saranno mai. Una donna indipendente, realmente soddisfatta delle proprie scelte, e che mostra quella spensieratezza a loro sconosciuta. Cosi' non riescono a capacitarsi di come possa, quella persona, essere felice, e cercano di correggere l’anomalia, inducendola ad adeguarsi a loro, cosicche' anche lei possa essere "felice" come lo sono loro.

Soprattutto se quella donna ha anche un corpo, un cervello ed un'anima che suscitano ammirazione intorno, mentre loro, ormai, si sono arrese ai piaceri della cucina, ed alla pigrizia fisica e mentale.


[1] Sorellico non esiste. Purtroppo la lingua italiana soffre di quella che io reputo una "deficienza" linguistica, dovuta al tipo di societa' maschilista, che non le consente di avere termini specifici femminili, come quello del sentimento "fraterno" fra donne.

16 commenti :

Duval ha detto...

... Purtroppo esistono donne che, sapendo di non possedere doti tali da attirare molte attenzioni ...

... Soprattutto se quella donna ha anche un corpo, un cervello ed un'anima che suscitano ammirazione intorno ...


Maschilismo, femminismo ... tutte puttanate!

L'impegno programmatico delle maggior parte delle donne è attirare l'attenzione ... farsi ammirare, e la maggior parte degli uomini, un pò coglioni, ammirano, alimentando la insulsa spirale senza fine.

Tu sei un Chiaro esempio: colta, indipendente, anticonformista ma ... donna, irrimediabilmente donna, che si nutre dell'ammirazione (in questo caso non fisica ma intellettuale) di noi uomini, irrimediabilmente uomini.

Di espressioni come le citate hai colmato a volontà forum e blog, sono una costante.

Se pochi o pochissimi ti dicessero o ti avessero detto "quanto sei bella", "quanto sei intelligente", muterebbe qualcosa nei confronti della tua autostima, del rapporto con il tuo corpo e la tua mente?

"Certamente si" penso io.
"Certamente no" dirai tu.

Che bello sarebbe se non rispondessi a questo post! Tanto ognuno resta con le proprie convinzioni e scrive cose non verificabili; ma tu, temo, risponderai.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: Che bello sarebbe se non rispondessi a questo post! Tanto ognuno resta con le proprie convinzioni e scrive cose non verificabili; ma tu, temo, risponderai.

Perche' non dovrei?
Se ho qualcosa da dire, come ce l'hai tu, perche' dovrei evitare di rispondere?

... tutte puttanate!

In effetti. Come la quasi totalita' delle cose che scrivo io. Ma che vuo farci? Esistono anche coloro che gradiscono le puttanate che che provengono da questa tastiera. Vogliamo far contenti/e anche loro? :-)

lucenera ha detto...

@ Duval

quotissimo, irrimediabilmente uomo!

Kameo ha detto...

Duval said...
Tu sei un Chiaro esempio: colta, indipendente, anticonformista ma ... donna, irrimediabilmente donna, che si nutre dell'ammirazione (in questo caso non fisica ma intellettuale) di noi uomini, irrimediabilmente uomini.


E meno male che è così!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lucenera & Kameo:

Duval ha degli evidenti problemi a rapportarsi con chi non riesce ad avere di fronte, al punto di dubitare di della sua personalita' e della sua immagine.

E' legittimo, ma temo che se fosse vissuto nei secoli in cui molti rapporti si svolgevano in modo epistolare, sarebbe caduto in una profonda depressione.

Addirittura al telefono potrebbe avere dei problemi, e potrebbe temere che, mentre lui le parla amabilmente di Ethos, Logos e Pathos, e declamando versi (a memoria) quali "Ahi tempo ne fu ben, cortese Aminta..." lei, rispondendo citando Giovanni di Pietro Bernardone abbia in realta' un tomo della Treccani in grembo.

Se poi, nella malaugurata sorte, dovesse perdere la vista, ahime' finanche chi le stesse di fronte potrebbe (in mancanza di prove certe) essere sempre e comunque il mostro di Lockness.

Insomma, secondo me e' irrimediabilmente uomo proprio perche' non riesce a PERCEPIRE.

Non che sia facile PERCEPIRE, ma credo che in questo le donne abbiano una notevole marcia in piu'.

Duval ha detto...

@Chiara:
Non che sia facile PERCEPIRE, ma credo che in questo le donne abbiano una notevole marcia in piu'.

Nel percepire compensi, senza alcun dubbio :)

Battutaccia a parte, sarà anche vero, ma qui sopra c'è un esempio lampante di come Chiara e Kameo non abbiano percepito (l'altra continua a non voler capire che per lei Duval non esiste).

Il tema principale era:
l'impegno programmatico della maggior parte delle donne è attirare l'attenzione, farsi ammirare ...
che, tradotto per un miglior percepimento, suona all'incirca così "quanto conta, per una donna come Chiara, l'ammirazione degli altri?".

La domanda è strigata, ma sottintende ben ampi termini di meditazione, che vanno molto stretti ad un contesto come un blog (non puntualizzo ogni volta "a mio parere" poichè è implicito).

Dove ho scritto che la quasi totalità delle cose che scrive Chiara sono puttanate?

Cosa c'entra l'idea che ha Duval degli interlocutori virtuali?

Per quanto riguarda la reale "consistenza" degli internettiani, è semplice, l'ho già detto, basta fare la prova bucato, vis-a-vis, per veder chi l'ha più duro. Con testimoni però, a questo punto non mi fiderei più :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

"quanto conta, per una donna come Chiara, l'ammirazione degli altri?"

Lo dici tu stesso.

Come ogni altra donna (credo). Ma non essendo TUTTE le donne non posso saperlo.

Comunque MOLTO.
Se non avesse cosi', molto probabilmente sarei li' a fare la escort in un futuro ipotetico quando l'ultimo cliente, guardandomi nuda, storcerebbe il naso.

michail tal ha detto...

Duval

una donna che attribuisce enorme importanza alla propria bellezza e a quella altrui nel relazionarsi con i propri simili, mi fa lo stesso effetto di un uomo che basa il suo mondo valoriale esclusivamente sul denaro.

Senza nulla togliere all'importanza di questi due fattori, diciamo che da una persona profonda mi aspetto qualcosa di diverso.

Il nocciolo della questione è il potere.
La maggior parte delle persone non riesce ad uscire da questa gabbia invalicabile, che impone di improntare i rapporti con gli altri (uomini e donne, parlo in generale) su un piano di competizione, di rapporti di forza, di gerarchia (belli e meno belli, ricchi e poveri, colti e semplici ...etc).
Insomma incentrate sul potere, e non sulla socialità, quel piacere di stare con un altra persona e ascoltarla senza pregiudizi per il puro piacere di conoscere qualcuno diverso da noi.
Questa è una qualità molto preziosa, che cerco spesso invano anche nelle persone piu' intelligenti,... ma ovviamente qui l'intelligenza non centra nulla.


Una curiosità a margine. Lo stereotipo vuole che il livello culturale delle modelle non sia granchè alto. Questo perchè ormai cominciano a 14 o 15 anni e se hanno un minimo di successo non riprendono gli studi.

D'altra parte, se uno studia con anima e corpo una materia per 5 anni, chessò fisica economia o medicina, poi buttare tutto all'aria per andare avanti e indietro su una pedana lo vedo piuttosto riduttivo.
A meno che il percorso di studi non si spieghi col mero inseguimento del "pezzo di carta". Per dimostrare cosa poi...non lo so.

Tu ti sei costruita una solida cultura, ma non credo sia generalizzabile per quel mondo, dimmi se sbaglio.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Tu ti sei costruita una solida cultura, ma non credo sia generalizzabile per quel mondo, dimmi se sbaglio.

Potra' sembrare paradossale, ma devo molto a cio' che ho fatto.
Se non avessi fatto la prostituta non credo sarei stata come sono oggi.

michail tal ha detto...

"Potra' sembrare paradossale, ma devo molto a cio' che ho fatto.
Se non avessi fatto la prostituta non credo sarei stata come sono oggi."

Per me non è assolutamente paradossale, ogni singola azione ci condiziona, figuriamoci un'esperienza cosi' fuori dal comune perpetuata per anni.
E' ovvio che cio' che sei oggi è il frutto di tutte le tue esperienze.

Ma io parlavo del mondo della moda, visto che hai fatto anche la modella.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ma io parlavo del mondo della moda, visto che hai fatto anche la modella.

Non capisco cosa vuoi chiedermi. Vuoi chiedermi se reputo la bellezza importante per una modella?

Certo che lo e'. Lo e' come per ogni donna che faccia una professione in cui viene pagata per il suo aspetto fisico.

Inoltre ogni donna ha fra le sue priorita' sempre e comunque la bellezza. Chi non la possiede la brama, e detesta chi ce l'ha, cercando di sminuirla con frasi del tipo: "si vabbe', ma non e' tutto nella vita".

Certo che non e' tutto. Piu' importante e' la salute, ma a livello psicologico ci sono un sacco di donne che vivono MALISSIMO la condizione di non averla mai sfiorata, neppure quando erano giovani.

Tutto quel gran dire che alla fine cio' che conta e' il fascino, il savoir faire, l'intelligenza, sono tutte banalita'. Quando si parla di una professione come quella della modella (o della escort) impostata al 90% sull'immagine, la bellezza e’ DETERMINANTE.

Posso dire senza vergogna di avere vissuto una vita all'insegna dell'aspetto estetico, ma credo di aver anche coltivato l'interiorita' ed altri aspetti determinanti della mia personalita' , come l’istruzione e l’erudizione (non voglio chiamarla cultura) che ritenevo (e ritengo tuttora) punti di forza su cui basare la mia esistenza.

Ogni persona tende prima di tutto ad esaltare le proprie doti, cercando di minimizzare i difetti. E' normale che sia cosi'.
Le varie caratteristiche, come la bellezza e la cultura, pero', sono solo strumenti che, se non vengono utilizzati con accortezza e giudizio, non hanno alcuna efficacia.

Non posso sapere come si svolge oggi il reclutamento delle modelle, sono passati molti anni e sono cambiate molte cose, ma quando fui scelta io non avevo 14 anni. Ne avevo 19.

Ma il mondo dell’Est e’ un mondo diverso da quello italico che descrivi tu, e che vede figlie dei bamboccioni, rintontite dai tormentoni mediatici di striscia la notizia e compagnia bella, abbandonare gli studi per fare le veline e sposare i calciatori.

In certi Paesi la laurea rappresenta ancora un'obiettivo che ogni ragazza ha fra i primari, perche' ella stessa ha i genitori laureati, e molte delle ragazze che fanno le modelle hanno anche un grado d’istruzione superiore alla media che (per esempio) puoi trovare fra le loro coetanee in Italia.

michail tal ha detto...

"Non capisco cosa vuoi chiedermi. Vuoi chiedermi se reputo la bellezza importante per una modella? "

No, scusami se non sono stato chiaro. Ovvio che la bellezza sia fondamentale per una modella.

Mi interessava solo sapere se avresti confermato o negato lo sterotipo delle modelle poco istruite, attingendo ai ricordi sulle tue colleghe di quando lavoravi in quel campo.

E quando parlo del campo della moda prendo in considerazione solo Milano, perchè è la città dove vivo e che conosco nonchè una delle mete principali per tutte le ragazze che vogliano intraprendere questo lavoro. A parte Parigi le altre credo siano realtà marginali.

Comunque confermo che l'età media delle ragazze richiesta dagli stilisti si è abbassata parecchio negli ultimi anni.
Di conseguenza mi chiedevo che tipo di educazione possa avere una diciamo sedicenne che viene a milano e magari riesce pure a sopravviverci (vista la concorrenza che c'è).

Se poi a Budapest le modelle sono perlopiu' laureate buon per loro...
evidentemente avranno ritenuto piu' interessante il lavoro di indossatrici rispetto cio' che avevano studiato.

ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Se poi a Budapest le modelle sono perlopiu' laureate buon per loro...
evidentemente avranno ritenuto piu' interessante il lavoro di indossatrici rispetto cio' che avevano studiato.


Iniziamo col dire che Klaudia, colei di cui parlo in questo post, lavora nel campo della moda, ma non e' piu' modella. In passato lo e' stata (cose piccole e marginali), quando era piu' giovane. Nel contempo si e' laureata e adesso i suoi compiti sono altri. Viene apprezzata per altre doti oltre che per il suo aspetto fisico.

Per quanto riguarda la sottoscritta, stessa storia: ho conseguito la laurea mentre lavoravo come modella. Solo che io, una volta scaduti i termini dei contratti, sono rimasta in Italia, diventando imprenditrice in altri settori. :-)

In tutti i casi, pero', la laurea mi e' stata; e' stata un plus, nei rapporti con i clienti che incontravo.

L'istruzione comunque e' una cosa che serve a noi stessi/e e non sempre e' finalizzata al guadagno. Non credi?

Fabrizio ha detto...

[1] Sorellico non esiste. Purtroppo la lingua italiana soffre di quella che io reputo una "deficienza" linguistica, dovuta al tipo di societa' maschilista, che non le consente di avere termini specifici femminili, come quello del sentimento "fraterno" fra donne.

Sorellanza?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Fabrizio: Sorellanza?

Sorellanza e'sostantivo. Io intendo l'aggettivo.
Fratellanza = Sorellanza
Fraterno = ????

Fabrizio ha detto...

@ Klára:
Certo. Mi ricordo che qualche anno fa discutevo proprio con un amico ungherese su alcune specifiche lessicali dell'italiano. Il mio ragionamento era che lo stesso concetto nella nostra lingua fosse esprimibile con le parole più diverse, senza che cambiasse una virgola del contenuto.
La nostra lingua non ha termini esatti e indiscutibili, come ad esempio il tedesco (ignoro totalmente le caratteristiche dell'ungherese), ma vive di un'approssimazione ed un rinegoziazione continua. Non è strano che la lingua rispecchi anche l'anima e le caratteristiche di un popolo.
Ma queste cose, come diplomata in lingue, le saprai meglio di me. Il punto interessante nasce dal commento di Sweet G. al un tuo post Piccole blogger-escort crescono: antefatto; provo a riassumerlo: non basta avere una perfetta padronanza dei termini di una lingua, come l'hai tu. Ci sono differenze mentali per cui quello che è il tuo amore per la precisione (che sia istintivo o voluto, non cambia), viene interpretato da un cervello italiano come:
Non si può non riconoscerti una gran coerenza in questo: sei convinta di ciò che scrivi, per te è legge, e quindi chiunque non la pensi così SBAGLIA. Punto.
E pure leggendo questo post e i commenti che ne son seguiti, m'è parso di capire che quando sono gli altri a scrivere non valuti nemmeno la possibilità che vi sia un fondamento di ragione nelle loro reazioni [...]

Il tutto è espresso con la massima educazione, ma lo vedo come una differenza culturale tra un lettore italiano ed una postatrice ungherese.

(Ciò detto: mi piace la lotta femminile nel fango, ma mi guarderò bene dal commentarla non conoscendo gli antefatti ed i contendenti)

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