lunedì 9 giugno 2008

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Erzsébet Báthory

Il mio nome era Erzsébet. Nacqui a Nyírbátor nel Regno d’Ungheria il 7 agosto del 1560. Mio padre Giorgio, barone Báthory, e la sua consorte, mia madre, la di lui cugina, baronessa Anna, appartenevano ad una delle famiglie piu’ potenti, ricche ed influenti del regno, e fra i miei parenti potevo annoverare notabili molto vicini all'imperatore, eroi di guerra, e persino un cardinale.

Mi considerano ungherese, ma avendo vissuto quasi tutta la mia vita in Slovacchia, direi di non essere stata del tutto magiara. Non che questo faccia molta differenza, se non per un dettaglio meramente anagrafico riportato nei libri di storia.

In quei tempi i turchi invadevano le nostre terre, ed era molto difficile stabilire quali fossero i reali confini, che si spostavano seguendo i movimenti degli eserciti, le sorti della guerra ed i giochi politici.

Dopo la mia nascita la mia famiglia si trasferi’, prima ad Esced in Transilvania, in uno dei possedimenti del baronato, poi nel castello di Čachtice, in Slovacchia.

Quando mio cugino Stefano divenne principe di Transilvania avevo solo 15 anni, ed avevo gia’ dato alla luce una bimba, creatura nata da una relazione illegittima avuta con un giovane del contado, che ovviamente abbandonai nelle sue mani. La mia famiglia, come ho detto, era talmente potente che quel fatto non creo’ alcun problema. Neppure quando la piccola nacque nel castello che era destinato a colei che sarebbe stata mia suocera: la contessa Ursula Nádasdy, madre del mio promesso sposo, il conte Ferencz Nádasdy, con il quale ero fidanzata fin da quando avevo 11 anni.

Mio cugino Stefano assunse poi anche il trono di Polonia, e regno’ con grande abilita’ per tutto l’arco della sua vita. Purtroppo il suo piano per unire l’Europa contro l’Impero Ottomano fu sventato dal Terribile Ivan e dai suoi eserciti che, proprio in quel periodo, invasero il suo regno. Fu anche un valoroso condottiero che e partecipo' alla spedizione guidata da Vlad Ţepeş III di Valacchia, nel 1546, per recuperare il di lui trono, in quel momento sotto il controllo dei turchi. Fu per il valore che seppe dimostrare che Vlad III gli dono’ il feudo ed il castello di Fagaras, che divenne cosi’ possedimento della mia famiglia.

Forse fu per quella forte alleanza con colui che nei secoli seguenti sarebbe stato chiamato Dracula, che entrambi gli stemmi araldici, quello dei Báthory e quello dei Ţepeş, portano raffigurato un drago.

L'8 maggio 1575, mi sposai con il Conte Ferencz Nádasdy, ma mantenni il mio nome e cognome. Fu invece mio marito a cambiare il suo in Ferencz Báthory. Da lui (ma questo non e’ del tutto certo) ebbi altre tre figlie, Anna, Orsika, Kato e, infine, un figlio, Paolo.

Avevo solo 18 anni quando assunsi la guida degli affari nel Castello di Sárvár, proprieta’ della la famiglia Nádasdy, poiche’ nei primi mesi del 1578, Ferencz dovette raggiungere i campi di battaglia, iniziando ad accumulare vittorie contro i turchi. Vittorie che gli fecero guadagnare il soprannome di "Cavaliere nero di Ungheria".

Anche se amavo vestirmi con abiti tuttaltro che femminili, dicevano che la mia bellezza fosse eccezionale. Ed era vero. Avevo lunghissimi capelli corvini che facevano da contrasto con la mia carnagione color latte. Il mio corpo era bellissimo e voluttuoso. I miei occhi color dell’ambra erano simili a quelli di una gatta.

La mia vanita’ era cosi’ eccessiva, ed il mio narcisismo talmente smisurato, che trascorrevo intere giornate di fronte al grande specchio scuro che avevo progettato io stessa, e che era cosi' comodo da permettermi di stare per molte ore davanti ad esso senza sentirmi stanca.

Iniziai presto a percorrere la strada della perversione. Fu proprio nel momento in cui Ferencz era via per le sue campagne militari che iniziai a frequentare mia zia, la contessa Karla Báthory, che mi fece partecipare alle sue orge, e mi inizio’ ai piaceri del sadismo. Era ninfomane e lesbica, ed era di una perversione estrema; godeva nell’uccidere le persone con metodi crudeli utilizzati dagli antichi romani, e le torture piu’ terribili non avevano segreti per lei. Ebbe quattro mariti che morirono tutti molto giovani, i primi due per mano sua, ma anche la sua fine fu terribile: fu violentata da un’intera guarnigione turca prima di essere orribilmente impalata.

Da lei appresi l’arte di infliggere dolore e morte, godevo soprattutto nel torturare ragazze con il seno molto abbondante. Ricordo il castigo che comminai a Pola, la mia serva dodicenne che oso' fuggire da me. I miei sgherri la catturarono poco dopo. Aveva in dosso solo una lunga camicia bianca. La condussero di fronte a me ed io assistei alla sua fine: fu fatta entrare in una gabbia cilindrica troppo stretta per sedersi e troppo bassa per stare in piedi. Poi la gabbia venne sollevata tramite delle carrucole e spinta contro dei paletti appuntiti. Il mio nano, Fizcko, manovro’ le corde in modo che la gabbia oscillasse e il corpo venne fatto a pezzi.

Forse questa mia perversione era scritta da sempre nel mio destino. Fin da quando avevo 6 anni, quando un gruppo di zingari venne invitato nella mia casa per intrattenere la corte; uno di essi venne pero’ condannato a morte per aver venduto i figli ai turchi. Le sue grida lamentose echeggiarono nel castello e mi tormentarono per tutta la notte. Poi all'alba fuggii per assistere alla sua condanna. I soldati tagliarono il ventre di un cavallo legato a terra, e lo zingaro venne preso ed infilato in quel ventre. Rimase fuori solo la testa, poi un soldato ricuci’ il ventre del cavallo con il condannato al suo interno.

M’interessai anche alla magia nera. Thorko, un servo al servizio di Dorothea Szentes, mi inizio’ alla stregoneria. Un giorno scrissi a Ferencz consigliandogli un modo semplice ma efficace per sbarazzarsi dei suoi nemici:

"Thorko mi ha insegnato una cosa bellissima. Prendi una gallina nera e picchiala a morte con un bastone bianco. Conserva il suo sangue e spalmalo sul tuo nemico. Se non hai la possibilita’ di spalmarlo direttamente sul suo corpo, prendi un suo indumento ed impregna quello".

Anche mio marito, quando era al castello, partecipava alle torture, dando il suo contributo con la sua grande esperienza accumulata sui prigionieri di guerra. Ricordo ancora una delle sue preferite che consisteva nel cospargere di miele le ragazze nude e lasciarle legate vicino alle arnie della proprieta’.

Thorko e Dorothea mi fecero prendere ancor piu’ consapevolezza delle mie tendenze sadiche. Volevo conoscere il segreto dell’eterna giovinezza, della bellezza, dell’immortalita’. Piu’ progredivo nello studio della magia nera, piu’ scoprivo il potere racchiuso nel sangue delle vittime, e con quello mi bagnavo. Per 25 anni, dal 1585 al 1610, torturai e uccisi a mio piacimento serve, giovani contadine, e persino figlie della piccola nobilta’. Non ricordo il numero esatto. Dicono 650, ma sicuramente furono assai di piu’.

Purtroppo le denunce arrivarono all'imperatore Mattia II che ordino’ un'indagine su di me. I suoi inviati mi colsero sul fatto mentre stavo torturando alcune ragazze; fui incriminata e murata viva nella mia stanza. Lasciarono aperto solo un foro dal quale ricevevo il cibo. Le persone a me care, tra cui la mia fedelissima Ilona ed il mio amante Lazslo, furono invece giustiziate.

Rimasi io sola con i miei pensieri. Non vidi piu’ la luce del sole, e non potei piu’ guardare la mia immagine nello specchio. E questo preservo’ la mia bellezza in eterno.

Il 21 agosto del 1614, prima di addormentarmi per l’ultima volta, rividi nella mia mente quel nobiluomo straniero dal nero vestito, dalla carnagione pallida e gli occhi scuri, che incontrai al castello Čachtice. Passai con lui una sola notte. L’unica che sia valsa la pena di ricordare, e l’unica della quale mio marito non seppe mai.

29 commenti :

illustre1966 ha detto...

Azz....chiara: ti facevo più giovane! :-D

Antonio ha detto...

che carina ! :-)

Kameo ha detto...

Amo i racconti in ambientazioni storiche, anche se questo non è particolarmente nelle mie corde.
Alcuni passaggi sono così raccapriccianti da ricordarmi una delle mie letture giovanili "Filosofia nel boudoir" del marchese de Sade.

P.S. bellissimo il ritratto di Lucrezia Panciatichi del Bronzino custodito agli Uffizi di Firenze se non ricordo male :))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Kameo said...
Amo i racconti in ambientazioni storiche, anche se questo non è particolarmente nelle mie corde.
Alcuni passaggi sono così raccapriccianti da ricordarmi una delle mie letture giovanili "Filosofia nel boudoir" del marchese de Sade.


Amo tutto cio' che rappresenta il femminile. De Sade lo lascio ai cultori del BDSM ed io mi tengo la Báthory.
Tieni conto che al confronto di questa figura, l'italica Lucrezia Borgia pare un'educanda, ed in tempi in cui le donne che contavano erano veramente poche.
La crudelta' (anche gratuita) faceva parte dei tempi e del tipo di societa' feudale, in cui da una parte c'era chi poteva far tutto, e dall'altra solo dei pezzi di carne buoni per essere straziati per il piacere di questo o di quel "potente".

Da un certo punto di vista, in quel momento, forse erano piu' "civili" gli ottomani.

Erzsébet Báthory e' molto popolare in Ungheria e in Slovacchia. In realta', piu' che da Vlad III (che si limito' solo ad impalare migliaia di ottomani) la figura del vampiro, cioe' dell'essere "non morto" che vive nelle tenebre, che non invecchia mai, la cui immagine non viene riflessa nello specchio, e che beve il sangue delle vittime, ha piu' attinenza con lei.

P.S. bellissimo il ritratto di Lucrezia Panciatichi del Bronzino custodito agli Uffizi di Firenze se non ricordo male :))

Non ricordi male :-)

davide ha detto...

Gentile Chiara,

e poi qualcuno dice che i cattivi siamo noi poveri maschietti.

Comunque noto che anche quando sono le donne ad essere crudeli a farne le spese sono sempre altre donne: ma il sangue di 650 servi, giovani contadini, e figli di piccoli nobili non avrebbe avuto lo stesso effetto del sangue delle giovinette?

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ma il sangue di 650 servi, giovani contadini, e figli di piccoli nobili non avrebbe avuto lo stesso effetto del sangue delle giovinette?

Ma no, ma che dici? Erzsébet era rispettosa dei "masculi"...
Mica come certe lesbofemministe di oggi. :-)))

Comunque mi sa che fra quei 650 qualche maschietto ci fosse, altrimenti avrebbe sterminato l'intera popolazione femminile del suo feudo :-)

davide ha detto...

Gentile Chiara,


""Comunque mi sa che fra quei 650 qualche maschietto ci fosse, altrimenti avrebbe sterminato l'intera popolazione femminile del suo feudo :-)""

Non credo che ci fossero dei maschi perchè avevo letto da qualche che il sangue (che dava l'eterna giovinezza) doveva essere di giovani donne soprattutto vergini.

Comunque non c'erano problemi di eccesso di maschi, perchè in quel tempo si viveva in uno stato di guerra quasi continuo e questo teneva in stato di decimazione i maschi.

Per il resto ti faccio notare che la presunta malvagità di Lucrezia Borgia è un falso storico: in realtà era una donna buona e molto intelligente (protesse e incoraggiò i maggiori artisti del rinascimento).

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non credo che ci fossero dei maschi perchè avevo letto da qualche che il sangue (che dava l'eterna giovinezza) doveva essere di giovani donne soprattutto vergini.

Vabbe' ma mica stava sempre nella beauty farm... qualche sfizio e stravizio se lo sara' concesso pure lei... :-)

Per il resto ti faccio notare che la presunta malvagità di Lucrezia Borgia è un falso storico: in realtà era una donna buona e molto intelligente (protesse e incoraggiò i maggiori artisti del rinascimento).


Questo non saprei dirlo... non l'ho mai conosciuta :-)

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""Questo non saprei dirlo... non l'ho mai conosciuta :-)"

Perchè Erzsebet Báthory l'hai conosciuta?



Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Perchè Erzsebet Báthory l'hai conosciuta?

A questa domanda dovrai darti da solo una risposta. E che sia intelligente, mi raccomando! :-)

Comunque, almeno, con lei so di avere qualcosa in comune. E' gia' molto :-)

duval ha detto...

@kameo:
P.S. bellissimo il ritratto di Lucrezia Panciatichi del Bronzino custodito agli Uffizi di Firenze se non ricordo male :))


Perché bellissimo?
Hai motivazioni a supporto?
Sai che il Bronzino ha iniziato lavorando col Pontormo?
Hai presente il Pontormo? Hai presente il Bronzino?

Ho una mia idea sul genere “ritratto”: fare un ritratto è piuttosto facile per un pittore accademico, sottolineo “accademico”.
Fare un bel ritratto è piuttosto difficile se non si è pittori “veri”.

Riprodurre l’esteriorità è una cosa, cogliere e rappresentare l’interiorità un’altra.

A mio parere siamo di fronte ad una fredda rappresentazione, assai gradita ovviamente alla corte medicea, che nulla racconta della persona ritratta.

Tu cogli qualcosa della personalità di Lucrezia?

Quei due occhi potrebbero essere trasportati in un qualsiasi ritratto di altra dama sortendo lo stesso effetto: il vuoto interiore.

Alto artigianato, non arte.

Bronzino era anche autore di sonetti, con gli stessi inanimati esiti, sempre a mio parere.
Se hai voglia cercati e leggiti “All’Amore supremo”.

Poi, sempre se hai voglia, vai a guardare dal vivo il ritratto che ti piace tanto.
Poi, già che sei agli Uffizi, vai a vedere, a caso, la Fornarina di Sebastiano del Piombo.
Poi, se hai voglia, fammi sapere.

Kameo ha detto...

Sono travolta dalla conoscenza di Duval, mi fa sentire un "minus quam" :-)
Ma la sua critica mi ha fatto riflettere sul perchè io ami quel dipinto: l'ho usato come base per un ritratto che feci ad un'amica molto attenta alla sua esteriorità. Forse inconsciamente associai il bell'involucro senza anima.

duval said... Perché bellissimo?
Hai motivazioni a supporto?

Per il motivo sopra riportato, la mia è un'espressione soggettiva mentre tu, legittimamente, fai una valutazione oggettiva.

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""Amo tutto cio' che rappresenta il femminile. De Sade lo lascio ai cultori del BDSM ed io mi tengo la Báthory.""

Oggi durante la pausa pranzo sono stato in biblioteca e ho trovato un libro che parlava della Bathory.

Ti confesso che leggendolo ho provato un certo fascino verso questa vampira. In effetti la violenza femminile è molto più sofisticata e maliziosa di quella maschile (che è solo istinto bruto).

Tanti saluti dal tuo Davide

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""Ti confesso che leggendolo ho provato un certo fascino verso questa vampira. In effetti la violenza femminile è molto più sofisticata e maliziosa di quella maschile (che è solo istinto bruto).""

Ho continuato in questi giorni a cercare notizie su questa contessa vampira e ti confesso che è un personaggio che sa trasmettere un fascino sinistro. In confronto i cattivi maschi sono insignificanti.

Tanti saluti dal tuo Davide

davide ha detto...

Gentile Chiara,


""Avevo lunghissimi capelli corvini che facevano da contrasto con la mia carnagione color latte. Il mio corpo era bellissimo e voluttuoso. I miei occhi color dell’ambra erano simili a quelli di una gatta.""

Una donna che ha caratteri così belli non poteva permettere che la vecchiaia gliegli rubasse. In fondo lei ha reagito ad una ingiustizia della natura. Comunque ho letto che la maggior parte delle donne sadiche scaricano la loro violenza sul corpo di giovani donne. E' strano che gli uomini e le donne sadiche preferiscano giovani corpi di donne anzichè di uomini.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide:
- Oggi durante la pausa pranzo sono stato in biblioteca e ho trovato un libro che parlava della Bathory. Ti confesso che leggendolo ho provato un certo fascino verso questa vampira.

- Ho continuato in questi giorni a cercare notizie su questa contessa vampira e ti confesso che è un personaggio che sa trasmettere un fascino sinistro.

- Una donna che ha caratteri così belli non poteva permettere che la vecchiaia gliegli rubasse. In fondo lei ha reagito ad una ingiustizia della natura.


Che ti succede, Davide, ti sei innamorato? :-))

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""Che ti succede, Davide, ti sei innamorato? :-))""

No, però più leggo di questa vampira e più trovo (nella sua malvagità) un fascino diabolico.

Tanti saluti dal tuo Davide

Kameo ha detto...

davide said...
No, però più leggo di questa vampira e più trovo (nella sua malvagità) un fascino diabolico.


.... attento mon-signore il diavolo si nasconde nelle sembianze di una bella donna !
:-)

davide ha detto...

Cara Cammeo,

"".... attento mon-signore il diavolo si nasconde nelle sembianze di una bella donna !""

Su questo non c'è dubbio. Ed è questo che rende il diavolo così affascinante. Quando il Diavolo tentò Gesù nel deserto gli offri tutti i regni e le ricchezze della Terra se lo avesse adorato per un attimo. Invece la religione cristiana predica il sacrificio, la povertà e, soprattutto, l'astinenza sessuale (anche il solo pensiero di desiderare una donna è peccato mortale).
Ammetterai che Lucifero (che può donare ricchezza, potere e tantissime strafiche) a chi lo adorà ha un fascino maggiore del suo memico onnipotente.

Saluti Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Lucifero (che può donare ricchezza, potere e tantissime strafiche) a chi lo adorà ha un fascino maggiore del suo memico onnipotente.

Chi crede nell'uno e' costretto/a a credere anche nell'altro. Chi non crede all'altro e libero/a anche dall'uno.

Secondo il mio punto di vista, caro Davide, e' molto piu' probabile che Duval possa incontrare me gratis che Lucifero... :-)

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""Chi crede nell'uno e' costretto/a a credere anche nell'altro. Chi non crede all'altro e libero/a anche dall'uno.""

Ti ho già detto molte volte che se anche tu non credi in Dio, lui crede in te. Non lo dico per scherzo ma perchè ci credo veramente. A Dio non interessano coloro che stanno tutto il giorno a pregare in prima fila nelle chiese, ma poi fregano il prossimo. A Dio interessano solo le persone vere come te.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

A Dio interessano solo le persone vere come te.

Azzzz...

Oltre a leggere nel futuro (e sapere che non esistera' MAI forma di governo migliore della democrazia) conosci anche quali sono "i reali interessi di Dio"? :-))

Sei un fenomeno! :-)))

Secondo me hai bisogno di un po' di riposo... non vorrei che ti apparissero pure gli extraterrestri :-))

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""Secondo me hai bisogno di un po' di riposo... non vorrei che ti apparissero pure gli extraterrestri :-))""

Grazie per il riposo. Comunque il miglior modo per riposaresi è leggere il tuo bel blog.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Comunque il miglior modo per riposaresi è leggere il tuo bel blog.

Grazie :-)

Pero' mi attenderei che fosse anche CAPITO. :-)

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""Pero' mi attenderei che fosse anche CAPITO. :-)""

Mi stupisco che non hai ancora capito (dopo un anno che mi conosci) che ho la mente un po' ristretta. C'è gente che capisce in fretta e gente che non capisce un cavolo.

Tanti saluti dal tuo Davide

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""Pero' mi attenderei che fosse anche CAPITO. :-)""

Scusa ma se uno ha la testa de coccio bisogna prenderlo a calci?


Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Scusa ma se uno ha la testa de coccio bisogna prenderlo a calci?

A che pro? Ho i piedi assai delicati... e temo si rovinerebbero loro. :-)

davide ha detto...

Gentile Chiara,

""A che pro? Ho i piedi assai delicati... e temo si rovinerebbero loro. :-)""

Ne sono sicuro. Ho sempre considerato i piedi di una donna una della parti più sexi.

Tanti saluti dal tuo Davide

picangi ha detto...

So che all'OWK other world kingdom hanno deidicatao una sala alla Bathory.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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