sabato 24 maggio 2008

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Ricordi


Nella penombra della mia stanza i pensieri si accendono. Diventano cosi’ luminosi che, a fissarli, ne resto abbagliata. Ed ogni cosa diviene reale. Come l’acqua del Tisza che scorre dolcemente nelle calde notti d’estate, torno indietro nel tempo e, se lo desidero, posso anche rivedermi bambina, in piedi, nell’atrio di un vecchio casolare in mezzo ai vigneti oppure, giovane ragazza, davanti ad un boccale di birra, a guardare negli occhi il mio primo amore.

Adesso sono libera di navigare nei ricordi. Alla fine vivo la mia liberta’, forse, come ho sempre vissuto. Nessuno potra’ privarmi di quello che sono, nessuno potra’ annullare cio’ che e’ stato.

Qualcuno potra’ anche tentare d'incatenarmi, se e’ cio’ che desidera, perche’ solo cosi’ potrebbe illudersi d'impedirmi di provare quell’eccitazione che ancora mi accarezza quando mi abbandono ai ricordi, ma nessuno potra’ sopprimere la mia mente senza danneggiare anche il mio corpo.

So che per me non ci sara’ redenzione, non in questa societa’, pero’ mai rinneghero’ la mia natura, quello che ero, quello che sono e saro’ sempre, perche’ solo in cio’ consisterebbe il vero peccato.

Troppo spesso hanno cercato di privarmi di quella luce che nutre la mia anima, ed ancora c’e’ chi, a volte, tenta di farlo, ma fin quando avro’ aria da respirare, avro’ anche una mente per pensare, per tornare indietro e ricordare, orgogliosa di aver dato ascolto ai demoni che tuttora vivono in me.

Ho vissuto cosi’ intensamente da non provare piu’ alcun dolore. La sofferenza, malinconica compagna dell’adolescenza alla quale sono stata costretta, e’ servita nella ricerca dell’appagamento nella mia eterna lotta per vincere l'impossibile sfida della vita.

Solo se la mia immaginazione fosse completamente esaurita, solo se il minimo frammento della mia esistenza, e del mio passato, mi apparisse noioso, solo se non provassi piu' alcuna emozione al tocco di dita avide che sfiorano la mia pelle morbida, allora potrei anche abbandonarmi all’oblio.

Ma se accadra' sara' solo quando lo vorro' io. Come sempre e’ stato.

8 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

provo sempre tanta malinconia quando parli della tua infanzia. Per me il periodo dell'infanzia è stato in assoluto il più bello, perchè ho avuto un'infanzia molto felice.

Quando parli della tua infanzia fai trasparire che ci sono state luci e ombre. Ogni tanto sogno di trovare la lampada di Aladino e grazie a quella teletrasportarmi nella tua classe il primo giorno di scuola, per dare tante sculacciate al bimbo che ti ha offesa fino a che tu non mi chiedi, mossa dalla compassione, di perdonarlo.

Comunque dal tuo racconto emerge che tu hai una forza e una libertà che provoca in chi ti ascolta tanta invidia: viene quasi la voglia di tentare di rubartela.

Tanti saluti dal tuo Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

scusa se non c'entra con il post, ma volevo farti i complimenti per la nuova "insegna" del blog.

Come sai sono po' tonto e mi chiedevo il significato del volto femminile che quarda quell'occhio: sempre ammesso che tu abbia attributi a quelle immagini un significato particolare.


Tanti saluti dal tuo Davide

Antonio ha detto...

"Ho vissuto cosi’ intensamente da non provare piu’ alcun dolore"...questo non è bene, spero almeno che tu sia veramente aperta a provare nuove emozioni, ma se così è non portai esimerti dal sentire ancora qualche dolore

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: scusa se non c'entra con il post, ma volevo farti i complimenti per la nuova "insegna" del blog.

C'e' aria di grandi cambiamenti ed ho voluto iniziare dalla grafica del sito. Purtroppo Blogger non offre molte possibilita' ed i temi sono pochi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Antonio said...
"Ho vissuto cosi’ intensamente da non provare piu’ alcun dolore"...questo non è bene, spero almeno che tu sia veramente aperta a provare nuove emozioni, ma se così è non portai esimerti dal sentire ancora qualche dolore



L'esperienze sono come gocce di pioggia. C'e' a chi scivolano addosso e a chi invece compenetrano fino ad inzuppare commpletamente.

Sono due modi di affrontare la vita. Chi usa l'ombrello e chi ama infradiciarsi... o e' costretto/a ad infradiciarsi perche' sprovvisto di ombrello.

Non si possono lanciare PROCLAMI su cio' che sia giusto fare. Chi ha l'ombrello non potra' mai dire a chi non ha l'ombrello "riparati" o viceversa.

Mi sono tuffata nell'acqua. Non ho atteso di essere bagnata un po' alla volta. Ho fatto un salto giu' dallo scoglio ed ho capito che sapevo nuotare.

Avevo 5 anni quando fui costretta a buttarmi da uno scoglio che a me pareva altissimo. Un tuffo per me impossibile, ma giu' c'era chi mi chiamava, ed io avevo paura che se ne andasse senza di me. Cosi' presi coraggio, ed un bel respiro, e saltai...
Il volo mi parve infinito, e una volta dentro annaspai... mi accorsi che galleggiavo come un palloncino. Seppi che quel liquido mi avrebbe sostenuta.
Da quel momento in poi, e fino ad un certo punto della mia vita, mi sono buttata. Salto con elastico o parapendio era come rinnovare quell'esperienza primordiale.

Fare la escort ha attinenza a cio' che ho scritto? Forse si'... anzi credo proprio di si'.

E quando una si tuffa nell'acqua tutta in una volta, non credo debba temere le gocce di pioggia.

Baudelaire999 ha detto...

eh si.. allora è vero che si ritorna sempre ai primi 6 anni di vita..

bisognerebbe rivedersi sotto quest'ottica.. forse aiuterebbe davvero a capire chi siamo veramente!

marco ha detto...

@ Klára: Avevo 5 anni quando fui costretta a buttarmi da uno scoglio che a me pareva altissimo. Un tuffo per me impossibile, ma giù c'era chi mi chiamava, ed io avevo paura che se ne andasse senza di me. Così presi coraggio, ed un bel respiro, e saltai... […]

Arrivare all’accettazione e interiorizzazione di un evento cosi “segnante” nella vita richiede senza dubbio un percorso lungo e doloroso, a mio avviso non a caso tu dici:
” Fare la escort ha attinenza a ciò che ho scritto? Forse sì... anzi credo proprio di sì”.

Che dici, non pensi possa essere?



@ Klára: E quando una si tuffa nell'acqua tutta in una volta, non credo debba temere le gocce di pioggia.

Il timore, anche, solo, di “gocce di pioggia” è una parte essenziale della nostra sfera emotiva o emozionale. E’ necessario che il timore abbia a far parte del nostro vissuto, è in virtù di questo che noi operiamo in maniera attenta e consapevole le nostre scelte, scegliendo, anche, di correre dei rischi consapevoli di avere gli strumenti per uscirne indenni.



@ Klára: […] mi accorsi che galleggiavo come un palloncino

Esattamente ciò che intendevo



p.s.
non è un maldestro tentativo di una veloce e pessima psicoanalisi, ne un, ancor più maldestro, tentativo di carpire la privacy di chi da vita a “chiara di notte” , ma è un modo per capire meglio “Klára” l’autrice del Blog.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco: Che dici, non pensi possa essere?

Credo di si'. E l'ho detto.
Dell'episodio a cui mi riferisco, ne ho parlato qui:

http://tinyurl.com/6hrem3m

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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