lunedì 12 maggio 2008

23
comments
La tredicesima fatica - Parte V

 
“Siamo come cani affamati davanti alla ciotola della vita. Vogliamo saziarcene il piu’ possibile arrivando a toglierla agli altri… e dobbiamo fare in fretta, altrimenti crediamo di perdere la nostra razione. Abbiamo fretta di vivere, di arrivare velocemente alla meta... di morire.”

“Perche’ parli con il “noi”? Tu non sei cosi’. Forse una volta lo eri, ma adesso non lo sei piu’… ed anche io non credo di far parte di quel tipo di persona di cui parli. Non ho fretta di morire, non m’ingozzo di vita, e cerco sempre di lasciarne un po’ nella ciotola per chi possa desiderare di approfittarne.


“Tu sei speciale, Irina. Non ti muovi usando i cinque sensi. Te ne privi, ti isoli dall’ambiente circostante, ed entri in quella tua particolare dimensione in cui i comuni sensi non servono, perche’ non funzionano.”

“L’odorato ed il tatto sono i soli sensi ai quali mi affido, Stepan. Chiudo gli occhi… sono cieca e sorda, mi distendo, divento passiva, e mi abbandono a cio’ che accade intorno a me… non ho altri riferimenti se non i profumi che mi giungono. Poi, inizio a “sentire” il “tocco”… sento le dita sulla pelle. Ci sono tanti tipi di dita, dita forti che mi stringono, che imprimono e lasciano il segno della loro volonta’, e che dicono “sei mia”, ma ci sono anche polpastrelli morbidi che mi sfiorano appena, attenti a non irritare alcuna piega del mio corpo, e che mi comunicano rispetto, oppure dita curiose che corrono veloci cercando di toccarmi ovunque, ma fuggono e non si soffermano mai su niente, e dita distratte, nelle quali avverto quella noia profonda che portano dentro coloro a cui appartengono, e che cercano di affogare, inutilmente, nella pelle di una devochka.”

“Dalle tue parole comprendo ancor di piu’ come voi donne siate l’unica reale meraviglia esistente su questo pianeta. Vivere e’ per voi una vera missione. Per noi uomini e giusto un fine. Vogliamo tutto e subito.”


Abbandono’ la partita, Stepan Stepanovich, e fu la prima volta che accadde. Con il polpastrello tocco’ lievemente il suo Re, e lo fece capitolare sulla scacchiera. Quel suo tocco leggero fu forse un segno di rispetto, e di gratitudine per aver ricevuto lui, quella volta, una piccola lezione.

---

“Allora scelgo di averti stanotte!”

Lo disse troppo in fretta, e lei fu certa che non ci avesse pensato neppure un secondo a prendere in considerazione anche l’altra possibilita’ che gli era stata proposta.

“Gli uomini vogliono tutto e subito... e sia!”

C’e chi, pensando alla Rusalka di Pushkin, rimane sedotto dalla quella sua dolce, misteriosa malinconia, fino a perdersi nelle acque piu’ profonde. Irina questo era: una fata tornata a vivere solo il tempo necessario per riprendersi cio' che le era stato tolto… e gli uomini con lei scomparivano, annullati, inghiottiti dal suo richiamo, e dai suoi occhi color del ghiaccio.

Ma quella rusalka era scomparsa ormai, ed al suo posto stava prendendo vita una rusalka diversa. Non una fata, ma un mostro omerico al quale nessun navigante, eccetto Ulisse, era mai riuscito a sfuggire.

Le apparve senza maschera. Solo uno dei tanti. Uno di quelli che agganciavano le donne sul web. Recitava una parte studiata a tavolino, seguendo una precisa strategia. A lui non importava niente dell'interiorita' di quelle che incontrava. Il suo fine era possederle, ed apporre l’ennesima tacca sul calcio del suo fucile.

Magari il giorno dopo si sarebbe addirittura vantato con gli amici, compagni di merende, abitudinari di certi forum: “Ehi… sapete chi me l’ha data gratis? Provate ad indovinare…”

L’espressione di lei muto’, ma lui, ovviamente, non se ne accorse. Frettoloso di riscuotere la sua vincita, con un cenno chiamo’ il cameriere per il conto. E lei esplose. La pentola a pressione rilascio’, tutto in una volta, il vapore che si era formato all’interno di un'anima delusa.

“Credo che dovro’ rassegnarmi. Purtroppo per alcuni di voi e’ proprio una malattia… non so. Sei un idiota… se proprio non ti e’ passato per la mente che il mio gioco fosse finalizzato ad altro il problema e’ solo tuo. Per quanto mi riguarda, la nostra esperienza si conclude qui. Io a letto con te non ci vengo neppure se mi paghi, e da questo momento dimenticati che esisto.”

Lui all’inizio resto’ sbalordito, piu’ per il mutamento improvviso di un atteggiamento che, fino a pochi istanti prima, era stato disponibile e suadente, che per altro. Quegli occhi chiari e seducenti si erano trasformati in tizzoni ardenti al calor bianco. Segno inequivocabile di come lei si sentisse profondamente addolorata per quanto era avvenuto.

Cerco’ di giustificarsi, “maslanie glaza”, ma ogni parola che gli usciva dalla bocca, invece di riparare, sortiva l’effetto opposto. Fino a quando s’invento’ qualcosa di totalmente imprevisto.

“Non volevo un’avventura. Certo mi piaci molto, ma di avventure ne posso avere quante ne voglio. La verita’ e’ che m’interessava farti una proposta, ma tu non me ne hai lasciato il tempo. Avevo creduto tu fossi una donna d’affari, una donna pratica…”

Dentro di se’ si senti’ morire… non poteva essere. No, questo non voleva accettarlo. Ancora! Ancora una volta si era sbagliata. Quell’uomo non faceva neppure parte della schiera dei tanti galletti del web. Costui era peggio. Molto, molto peggio.

Avrebbe dovuto affidarsi all’antico metodo di Irina, abbandonarsi con la mente al tocco dell’interlocutore, captarne le intenzioni, percependo la sua personalita’, ed in tal modo si sarebbe accorta fin da subito della sensazione lasciata da quelle “dita” viscide. Invece il gioco le era sfuggito di mano.

Lui prosegui’ col ragionamento, e non si accorse che stava oltrepassando un confine vietato.

“Ascoltami, lasciamo perdere i discorsi sull’amicizia, sul sesso e stronzate varie. Tu hai esperienza da vendere in un certo campo. Con le tue capacita’ e con i miei contatti, possiamo guadagnare tanti di quei soldi che neanche immagini. Lascia che ti spieghi…”

Non lo lascio’ terminare. Si alzo’ dal tavolo senza dire nulla, e con un moto di disgusto usci’ in fretta dal ristorante.

Camminava veloce, nonostante i tacchi ed i sampietrini. Voleva allontanarsi il piu’ possibile da quel posto. Aveva con se’ il cellulare; provo’ a chiamare un taxi, ma gli occhi umidi e la nausea non le permettevano di formare il numero. Mille pensieri confusi nella sua testa giravano vorticosamente. Si fermo’ a vomitare.

Fu a quel punto che venne raggiunta.

Lui la prese per un braccio. Forse fu solo per darle appoggio, ma lei interpreto’ malevolmente quel gesto. Si divincolo’.

“Non-mi-toc-ca-re! – sibilo’ a denti stretti, scandendo le sillabe – Non-pro-va-re-a-toc-car-mi, vai-via, spa-ri-sci!”

Qualsiasi altro avrebbe capito. Qualsiasi altra persona si sarebbe resa conto… invece no, lui continuava a dirle “Su, dai, non fare l’isterica, era solo una proposta, non volevo offenderti, parliamone.”

“SPARISCIIII!!!”

Solitamente sistemava le sue questioni con la tranquillita’ tipica di chi sa creare il dovuto distacco nei confronti di quelle contrarieta’ e quegli ostacoli che la vita pone sul cammino, eppure quella volta alzo’ la voce in un modo innaturale. Era delusa, ferita, disgustata, umiliata, sconfitta, alla merce’ delle sue emozioni che piu' detestava. Quelle che Irina non avrebbe mai fatto trapelare.

Chissa’ cosa avrebbero pensato Stepan e Vlada se l’avessero vista in quel momento, in quel frangente. Provo’ un sentimento di vergogna, vero, reale, tangibile.

Lui fece il gesto di avvicinarsi, e lei temette che cercasse di toccarla di nuovo. Ebbe una reazione improvvisa, come quella di una gatta terrorizzata; il suo braccio scatto’ in avanti, e con la mano stretta a pugno ando’ a colpire duramente la bocca di quella faccia che non poteva piu’ guardare.

Senti' un dolore lancinante alle nocche. Le vide sporche di sangue, e corse via.

---

“Gli ho chiesto mille… e lui ha accettato, Vlada! – disse piena di strana eccitazione – Avevi ragione, sai? Mi attende in camera. E’ georgiano, e’ qui per affari… dicono che i georgiani siano molto esigenti…”

“I georgiani sono solo uomini come gli altri. Come vedi, se desiderano una donna, pagano… forse "maslanie glaza" si e’ innamorato dei tuoi occhi, altrimenti non capisco perche' ti voglia ad ogni costo… sei cosi’ magra!”


Scherzava. Irina lo sapeva e non se la prendeva, perche’ quando Vlada diceva cosi’, e poi rideva, significava che era felice.

“Ci vediamo domani, "rusalka dagli occhi di ghiaccio", ma non trascinarlo nell’abisso, che’ i buoni clienti sono merce preziosa.”


---

Il terzo giorno l'eremita ardente
Sedeva sull'incantata riva
Ad aspettare la splendida fanciulla
Mentre l'oscurita' sul bosco si posava.
La luce fugo' le ombre della notte:
Del monaco piu' nessuna traccia
Solo il fluttuare di una canuta barba
Alcuni bimbi scorsero nell'acqua.
(Aleksandr Pushkin - Rusalka)


23 commenti :

Devas ha detto...

si, non poteva andare diversamente: lui è il solito coglione che non sa "vedere"...
tipico...purtroppo scontato
(lei è bellissima, acc...)

uff

Devas

davide ha detto...

Gentile Chiara,

leggendo il finale di questo racconto non si può non pensare di quanto sia, come dice giustamente l'amico Devas, coglione il tipo della cena.
Però credo che la maggioranza di noi maschitti se avessero avuto davanti una super strafiga, anzichè scieglire l'amicizia, si sarebbero fatti guidare dagli istinti del sesso.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

non si può non pensare di quanto sia, come dice giustamente l'amico Devas, coglione il tipo della cena.

Piu' che coglione mi pare uno che s'era messo in testa di fare il pappone. :-)

E qui potrei lanciare una provocazione, ma evito. Oggi sono rilassata e non mi va di discutere.

duval ha detto...

Cinque puntate, tanto pathos, tanta suspense, tanta speranza che, almeno una volta, il maschio non fosse così ... così ... vergognoso, lurido, maledetto; un semplice, assurdo cazzo circondato da organi vitali aventi il solo scopo di mantenerlo in vita (il cazzo).

Come XY mi vergogno del confronto con XX, però non l'avevo mica chiesto io ...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval:

Non mi pareva che la suspense fosse un elemento del racconto. Ma posso capire che i gusti di chi e' abituato a leggere Chandler siano diversi da chi, invece, ama sorbirsi Pushkin.

Nel racconto ci sono due uomini che sono diametralmente opposti. Mi dispiace solo che tu ti sia sentito piu' affine ad uno piuttosto che all'altro.

Io forse, descrivo maggiormente uno dei due, mentre all'altro lascio dire poche frasi farfugliate. Tutto cio' non e' casuale. Quando ho scritto ho scelto di dare due caratteri diversi a questi "attori". Uno doveva emergere nel suo lato cerebrale e spirituale, mentre l'altro doveva apparire come in preda agli istinti, tali sono il sesso ed il denaro.

Le due figure sono state estremizzate nei loro atteggiamenti, lo so, ma e' semplicemente un artifizio, un gioco e niente piu'.

Personalmente, essendo tonta ma non del tutto stupida, so perfettamente che le diverse anime coesistono (e sono assai piu' di due) negli uomini ed anche nelle donne, ed Irina ne e' un esempio, per cui non si possono dividere i buoni dai cattivi in modo cosi' categorico.

Un racconto e' tale se (appunto) "RACCONTA QUALCOSA".

In questo caso la mia intenzione non era quella di descrivere il lato maschile (che conosco solo per interposta persona, e forse cio' che io credo e' completamente errato), ma era quella di RACCONTARE IRINA e cio' che avvertiva dentro in determinati istanti della sua vita.

Che poi giudicare se sia giusto o sbagliato il comportamento dell'uno o dell'altra, se il gioco di Irina sia sadico, se il tizio della cena non sia del tutto perfido (per esempio quando lui cerca di sorreggerla mentre lei vomita e quel gesto viene avvertito come aggressivo), questo non e' compito della scrittrice. Chi legge interpreta a suo modo il comportamento dei vari attori.

Potrei dire che cio' che Irina ha vissuto, in ogni parte del racconto, e' inventato ed irreale... potrei dirlo. Se vuoi lo dico ma non sarebbe la verita'.

Devas ha detto...

"Potrei dire che cio' che Irina ha vissuto, in ogni parte del racconto, e' inventato ed irreale... potrei dirlo. Se vuoi lo dico ma non sarebbe la verita'"

...è chiaro, Chiara :-)

gatsby ha detto...

Bel tipo questa Irina...
Non certamente un'icona del presunto "sesso debole".
Ma una donna del genere rasenta la patologia.
La sua è una provocazione portata all'estremo.
Anche se è spinta da valide motivazioni personali, restano difficilmente comprensibili ai più.
In questa Scena V si sporca addirittura le mani di sangue ma il suo cuore non è così bianco.
Appartiene più alla letteratura che alla Vita, e forse è un bene.
Visto l'indubbio fascino sarebbe infatti pericoloso incontrarla, nel senso che si ripeterebbe la situazione vista nella "Dama di picche" di Puskin: accanto a lei si rischierebbe davvero di "intaccare il necessario oltre al cosiddetto superfluo".
E non mi riferisco a una semplice questione monetaria, ma anche a un probabile quoziente emotivo da gettare sul piatto.
Che Irina sia un ViJ ? :-)))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

gatsby said...
Bel tipo questa Irina...
Non certamente un'icona del presunto "sesso debole".


Tu dici? Perche' tu hai per caso "l'icona del presunto sesso debole"? Me la descriveresti?

Ma una donna del genere rasenta la patologia.

Oh si'... molto :-)
D'altronde ha dovuto frequentare luoghi ove le persone "sane" non erano poi molte :-)

La sua è una provocazione portata all'estremo.
Anche se è spinta da valide motivazioni personali, restano difficilmente comprensibili ai più.


Sicuro che non siano comprensibili?
Ah si', forse AI piu' non saranno molto comprensibili, ma LE piu' qualcosa di affine lo troveranno.
Difficile sai Gatsby... per conoscere l'umanita' non basta una vita intera, e sicuramente non basta di certo sedersi ad un tavolo con una ragazza e guardarla negli occhi.
Ogni esperienza in questo contesto e' RELATIVA. Ciascuno/a crede di averne meno del necessario (infatti vorrebbe fare sempre nuove esperienze), ma comunque PIU' degli altri/e.

In realta' conoscere le persone ha valore solo se da cio' se ne ricavano benefici pratici. In termini economici ed esistenziali. Se diventa solo un modo per misurarsi e per compararsi, sul web come altrove, e' solo una perdita di tempo.

Sai perche' scrivo questi racconti Gatsby? Non certo per insegnare qualcosa a chi mi e' estraneo e (sicuramente) conosce molte piu' cose della vita di quante ne possa conoscere una umile tzigana, ma per lasciare un messaggio alle persone che amo... che non sono molte, ma sono sufficienti a riempirmi la vita.

In questa Scena V si sporca addirittura le mani di sangue ma il suo cuore non è così bianco.
Appartiene più alla letteratura che alla Vita, e forse è un bene.
Visto l'indubbio fascino sarebbe infatti pericoloso incontrarla, nel senso che si ripeterebbe la situazione vista nella "Dama di picche" di Puskin: accanto a lei si rischierebbe davvero di "intaccare il necessario oltre al cosiddetto superfluo".


Hai letto la Dama di Picche?
Strano... io non trovo affinita' fra Irina ed alcun personaggio di quel racconto di Pushkin. Forse ho letto io qualcosa di diverso... o forse la traduzione italica non era perfettamente corrispondente all'originale.
A meno che tu non voglia collegarla la vecchia signora, ma se Irina ti sentisse, si offenderebbe. Tu non sai quanto sia permalosa :-)
Ma forse paragoni Irina alliimmagine sulla carta che il giocatore pesca. La carta beffarda che lo fa impazzire.
In questo caso se Irina e' la personificazione della beffa al giocatore, non ci si deve dimenticare che il giocatore per primo ha voluto ingannare i desideri della vecchia signora non tenendo fede alla promessa fatta. Era diventato ricco in virtu del segreto rivelato e le sue vincite erano avvenute a seguito di una promessa mai mantenuta, anzi poi conclusasi con un suicidio nella Neva. La conclusione del racconto ristabilisce giustizia, e per farlo s'affida al sovrannaturale.

E non mi riferisco a una semplice questione monetaria, ma anche a un probabile quoziente emotivo da gettare sul piatto.
Che Irina sia un ViJ ? :-)))


Di questo Vij ne hai parlato gia' altre volte, ed anche qui paragonare Irina ad un essere sovrannaturale che non puo' essere guardato negli occhi per non essere perduti, mi pare eccessivo. Anche perche' quello era un autentico mostriciattolo e Irina e' assai permalosa, ti ho detto :-)

Fra l'altro Gogol non e' mai stato uno dei miei preferiti... pero' l'ho letto... chissa' perche'?

A volte penso... ma quanto ho letto in vita mia? Sai che neanche me ne rendo conto? Non riesco ad avere un'idea precisa, ho perso il conto. Non riesco a ricordarmi le copertine dei libri (a parte alcune) pero' ricordo quasi tutto dei contenuti.
Ed adesso mi viene pure in mente che tutto cio' potrei dirlo anche di un'altra cosa che in vita mia ho fatto molto :-)))

Devas ha detto...

...ti conosci bene; vero Chiara?
;-)

Devas ha detto...

...ho conosciuto Irina
non è facile, per nulla...

Devas ha detto...

per evitare confusione, ci tengo a precisare che quanto sopra, non ha nulla a che vedere con l'immondezzaio...e che non l'ho scritto per dimostrare chissà cosa...è che a volte vorrei poterne parlare con chi, forse, potrebbe comprendere. So che non lo farò mai, ma scrivendo è come se lo facessi (acc che roba contorta :-) )

gatsby ha detto...

Ciao Chiara
Andiamo per ordine:
1
A volte penso che tu creda che io sia privo di senso dell'umorismo..
Quando parlavo di "icona del sesso debole" era volutamente scherzoso.
Ci sono dodici persone che lavorano per me e di queste 10 sono donne. Se le ritenessi inferiori credi che avrei fatto questa scelta?
2
A prescindere dall'ambiente lavorativo in cui operava, Irina resta per me una grossa provocatrice.
Detto questo, mica mi dispiace. Converrai che una provocatrice sia assai stimolante :-))
3
Qualsiasi esperienza è sempre relativa.
Per quanto uno creda di essere preparato, potrà sempre finire col sorprendersi. E per fortuna.
4
Come hai giustamente capito, mi riferivo alla carta da gioco..
Non vorrei mai inimicarmi Irina :-)
5
Non toccarmi Gogol... :)))
6
Questo è un consiglio.. Finiscila con la tiritera della povera tzigana. Sicuramente non hai letto La Rochefocault, il quale diceva che la modestia è la peggiore delle vanità.
7
Un interrogativo destinato a rimanere senza risposta.Ho letto più libri di te?
Per la seconda cosa so già la risposta.. :))

Devas ha detto...

"Ci sono dodici persone che lavorano per me e di queste 10 sono donne. Se le ritenessi inferiori credi che avrei fatto questa scelta?"

scusa gatsby...ma fai il parrucchiere? non è una domanda provocatoria...credimi.. :-)

gatsby ha detto...

Errata corrige
La Rochefoucauld per la precisione.
Mi seccherebbe sentirmi rispondere "La Rochefocault questo sconosciuto".
Ieri ero un po' stanco..
Il problema di chi usa la testa e non Wikipedia.
E adesso posso andare pure a rilassarmi con "Umano troppo umano" di Nice :))))

duval ha detto...

E adesso posso andare pure a rilassarmi con "Umano troppo umano" di Nice :))))

Azzo!
Quanti intellettuali!
Non conosco questo Nice: è grave?

Però a volte qui è come avere Pompetzki professore di storia :)).

Le mie ultime letture:

"Prostata sotto controllo" di Rosy Reynolds

Il "Kovalev" minore

"Prevenire una crisi cardiaca" di Tom Smith

"Photoshop CS2 alla massima potenza" di Scott Kelby

Il capitolo 18 "la Casa della Storia" de "Il dio delle piccole cose" di Arundhati Roy, iniziato tre anni fa.

E' grave?

gatsby ha detto...

Ciao Devas
Non posso dirti nulla per ragioni ovvie.
Spero solo che tu non possa pensare che io sia un pappone :))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: Non conosco questo Nice: è grave?

Credo di si'. Io, per esempio, lo conosco. Fossi in te farei un aggiornamento, o c'e' il rischio che tu possa trovarti "indietro" rispetto agli altri nel programma di studio :-)

Invece non conosco Pompetzki, Rosy Reynolds, Tom Smith, Scott Kelby, e Arundhati Roy.
Sono scrittori di gialli? :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

gatsby said...
Ciao Devas
Non posso dirti nulla per ragioni ovvie.
Spero solo che tu non possa pensare che io sia un pappone :))


Questa, credo non l'abbia capita nessuno...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Un interrogativo destinato a rimanere senza risposta.Ho letto più libri di te?
Per la seconda cosa so già la risposta..


Sarebbe una cosa alquanto suggestiva se affermassi di aver letto un libro per ogni uomo con il quale ho fatto sesso... ma forse non e' cosi'.

Comunque, come per gli uomini, sono pochi quelli che mi sono entrati "dentro" :-)

gatsby ha detto...

Caro Duval...
Rien de grave.
Ma photoshop cs2???
Non è che qualche escort sia nel tuo libro paga? :-))

Cara Chiara
Sarebbe bello se tu ti "denudassi" per me..
Perchè non mi fai una lista di dieci libri che ti sono rimasti dentro..
O hai paura di esporti troppo? :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gatsby: Cara Chiara
Sarebbe bello se tu ti "denudassi" per me..
Perchè non mi fai una lista di dieci libri che ti sono rimasti dentro..
O hai paura di esporti troppo? :)


Mi pare di aver dimostrato coraggio in numerose occasioni. Ti pregherei di non pronunciare la parola "paura" riferita a me, che' nella cultura del mio popolo ha un'accezione negativa e di disprezzo.
Non confondere "riservatezza" con "paura". Sono due cose diverse.

Comunque caro "Nice" (ma si pronuncia "nais" come "grazioso" in Inglese?), magari se, oltre ai libri, leggi un po' anche il mio profilo, qualcosa in piu' la scopri. :-)

picangi ha detto...

Mi sembra un po' "surreale" la proposta finale al volo di "entrare in affari". Il resto del racconto è molto godibile e però punta fin dall'inizio ad un solo finale. E se l'uomo si fosse messo a ridere di fronte alle due proposte invece di eccitarsi come un maiale? Buona domenica

Chiara di Notte - Klára ha detto...

picangi said...
Mi sembra un po' "surreale" la proposta finale al volo di "entrare in affari".


Benvenuto/a.

Pare surreale, ma ti assicuro di aver assistito, in vita mia, a reazioni maschili assai piu' surreali e bizzarre.

E se l'uomo si fosse messo a ridere di fronte alle due proposte invece di eccitarsi come un maiale?

Dipende... puo' accadere che un uomo si metta a ridere, certo...

Ma se solo conosco un po Irina, fisicamente e cerebralmente, dubito che cio' sia possibile.

A meno che l'uomo non abbia gia' chiaro dove ella voglia andare a parare, e conosca gia' il finale del film :-)

Quando facevo la escort ne ho visti tanti di occhi "lessi", o unti come direbbe Irina. In certi momenti l'ormone prende il sopravvento ed anche il piu' freddo calcolatore non riesce a trattenersi a "sperare" una determinata situazione.

Ti faccio un esempio: quando una devochka riceve una telefonata il fruitore spesso le chiede cosa fa, come lo fa, per quanto tempo lo fa, quali canali usa... cioe' tenta di chiedere, ma con Irina credo che cio' fosse smorzato da una risposta secca di lei tipo: "quando saremo insieme lo capirai"
Pero' l'atteggiamento tipico del fruitore (almeno quello italico) e' quello descritto: vuol crearsi UN FILM prima di visionarlo.

Dato che ci sono soldi in mezzo (talvolta molti soldi) e' anche logico che il fruitore cerchi di tutelarsi. Un po'come chi, dovendo andare a mangiare in un ristorante che propone un menu' a prezzo fisso, chiedesse "che tipo di piatto? Quanto abbondante la porzione? Eccetera."

Tu credi che ad Irina qualcuno abbia risposto "no, se non mi dici prima cio' che facciamo niente appuntamento"?

Chi telefonava voleva avere il trailer del film, ma poi, anche in mancanza di esso al cinema ci andava ugualmente.

Certo che, se a fare quelle proposte nel film, invece di Sharon Stone, ci fosse stata la signorina Silvani... beh, una qualche risata... :-)))

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics