sabato 12 aprile 2008

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Romák


Cigányok e’ il nome con il quale nel mio Paese vengono chiamati gli zingari.
In Italia, con il termine zingari, zigani, o gitani, si vuole identificare quell’insieme di etnie nomadi parlanti lingua romani.

Contrariamente alla credenza comune italica, pero’, in gran parte gli zingari non sono piu’ nomadi. Infatti in Europa gli zingari oggi sono in massima parte stanziali. E’ a causa della connotazione negativa che la parola "zingari" ha assunto in Italia che alcuni ritengono sia "politicamente scorretto" definirli con questo termine, percio’ vengono superficialmente anche definiti genericamente "nomadi" (anche se la maggior parte non lo e’ piu’), "Rom" (ma non tutti lo sono), "Sinti" (che e’ solo il nome di una delle tante etnie), oppure in modo erroneo anche "rumeni" o "slavi" a causa della cittadinanza di molti di loro, ma ovviamente solo una ristretta minoranza di cittadini rumeni e slavi sono zingari. Inoltre, anche se spesso, soprattutto i media, generano una certa confusione, non c'e’ alcuna connessione tra il nome "Rom" ed il nome dello stato di Romania.

Rom indica una precisa etnia ed e’ un termine con il quale il non-zingaro italico oggi, intende indicare tutti i gruppi di zingari. Ma non tutti gli zingari sono Rom.

In Italia sono presenti circa 150.000 zingari appartenenti a diversi gruppi e sottogruppi etnici: Rom, Sinti, Kale’, Manouches, Romanichal, Camminanti, Jenisch; ma gli zingari nel mondo sono oltre 15 milioni. Ecco come sono distribuiti.

I maggiori gruppi etnici in cui si dividono gli zingari sono:

  1. Kalderash (anche Kotlari oppure Caldarari) , sono i piu’ numerosi e sono diffusi nei Balcani ed in Europa centrale.
  2. Gitanos or Ciganos (Anche Kale’ or Calones), diffusi nella Penisola Iberica, nel Nord Africa e nel sud della Francia (dove vengono chiamati Tsigane o Zigane).
  3. Sinti oppure Sinta, diffusi in Germania e Olanda (dove vengono chiamati Zigeuner), in Italia e nel nord della Francia. Secondo gli esperti (e secondo gli stessi Sinti) non si tratterebbe un sottogruppo dell’etnia Rom, ma piuttosto di un’etnia a se’.
  4. Romnichal (anche Romanichal o Rom'nies), diffusi in Inghilterra e nel Nord America.
  5. Erlides (anche Yerlii or Arli) , diffusi in Grecia ed in Turchia.


Ciascuno di questi gruppi puo’ essere poi suddiviso in altri sottogruppi in base al territorio di origine.

  1. Bashaldé, Churari, Luri, Ungaritza e Lovari (o Lovara): dall’Ungheria
  2. Lyuli (Jughi, Multani, Luli, Mug(h)at): dall’Asia Centrale
  3. Machvaya (Machavaya, Machwaya, o Macwaia): dalla Serbia
  4. Romungro (Modyar o Modgar): dai Carpazi
  5. Xoraxai (Horahane): dalla Grecia e dalla Turchia
  6. Boyash (Lingurari, Ludar, Ludari, Rudari, o Zlatari) e Ursari: dalla Romania e dalla Moldovia.


Un paio fra gli esempi piu’ proficui di integrazione e di convivenza tra popolazioni europee e zingari che si sono adattati culturalmente ed in modo sostanziale alla realtà economica e sociale locale, pur senza che si sia verificata la completa assimilazione, sono quello dei Kale’ o Gitanos spagnoli e dei Ruska Roma (Zingari russi).

Oggi moltissimi cantanti, attori, ballerini e musicisti in questi due Paesi sono zingari in virtu’ delle delle loro tradizioni musicali, che sono considerate fra le piu’ importanti ed apprezzate.

Una curiosita': gli Zingari russi di oggi sono i piu’ educati ed acculturati fra tutti i gruppi zingari esistenti al mondo ed intraprendono moltissime professioni con grande successo.

8 commenti :

davide ha detto...

Gentile Chiara,

molto interessante l'articolo che hai scritto sugli zingari. Credo che la conoscenza della cultura di questo popolo sia un valido mezzo per combattere i pregiudizi.

Tanti saluti dal tuo Davide

siggy ha detto...

Oppure cigányok e’ il nome con il quale nel mio Paese vengono chiamati gli zingari.

?? è un riferimento o un refuso?

Una curiosita': gli Zingari russi di oggi sono i piu’ educati ed acculturati fra tutti i gruppi zingari esistenti al mondo

Chi stila questa classificazione che, mi perdonerai, suona un po' razzista?

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

siggy said...

?? è un riferimento o un refuso?


Hai ragione. C'e' un "oppure" di troppo. Correggo.

Chi stila questa classificazione che, mi perdonerai, suona un po' razzista?

Razzista o no e' un dato di fatto, ed e' basata sul numero Roma che conseguono diplomi e lauree nei vari paesi in cui sono presenti.
Al primo posto ci sono gli zingari russi, al secondo quelli ungheresi.

Se io dico che il tasso di piu' alta scolarizzazione per gli amerindi e' (faccio un esempio) in Delaware, sono razzista?

siggy ha detto...

Perdonami...

Ho frainteso quello che intendevi dire, per il tuo uso un po' improprio del termine educazione tout court, che ha un significato molto più "morale" rispetto ad educazione scolastica, che equivale a scolarizzazione.

Non volevo fare il precisino...

Kameo ha detto...

Chiara mi appello alla tua cultura in materia di "zingari" riallacciandomi anche ad un tuo precedente post "primo giorno di scuola".
A questo proposito mi viene in mente un episodio della mia infanzia e una domanda alla quale non ho mai dato una risposta.
Ricordo che feci amicizia con una zingarella accampata in una roulotte vicino a casa mia.
Con la curiosità e la spontaneità dei bambini sentivamo crescere la reciproca simpatia e ci scambiammo anche dei doni (forse una collana o un braccialetto) per sugellare l'importanza di questo incontro.
Questa amicizia non fu mai contrastata dai miei genitori, aperti e liberali, anche se non la incoraggiavano, ma fu molto osteggiata dai parenti della mia amichetta, soprattutto dalla madre.
Tanto che, un giorno se ne andarono senza darci la possibilità di un ultimo saluto.
Naturalmente io, bambina, non comprendendo il perchè di questa ostilità nei miei confronti, ci rimasi molto male e ancor oggi mi chiedo se la diffidenza verso il "diverso" fu dettato da una forma di razzismo o da un fatto culturale che impediva ai nomadi di stringere legami con gli stanziali.
Forse tu Chiara riesci a darmi una risposta.

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

@ Kameo: Cara amica da sempre apassionata del mondo "zingaro" vorrei innanzi tutto dirti una cosa: questa tua affinita' e' ritenuta un segno magico che dentro di te esiste lo spirito del popolo zingaro.

Chissa', come hai scritto tu la volta che ti sei presentata, forse sei di discendenza e se in te c'e' solo una goccia di sangue tzigano essa non sparira' mai. Ne' in te ne' in tutti i tuoi discendenti.

Per quanto riguarda la tua domanda non saprei risponderti, in quanto ogni zingaro/a, e' comunque diverso/a e si comporta in base alle esperienze che lo/a riguardano.

Faccio solo un esempio: ammettiamo fossero stati perseguitati o osteggiati durante la loro vita per il fatto di essere zingari e per quel motivo non volessero avere ulteriori problemi, ben sapendo di come le popolazioni locali si comportano verso chi e' zingaro.

Magari temevano che i tuoi genitori avrebbero potuto prendersela con loro per quest'amicizia fra voi bambine...

Tieni conto che stiamo parlando, molto spesso, di famiglie in cui l'ignoranza e' quasi totale, soprattutto se si tratta effettivamente di nomadi e non di stanziali.

Comunque la diffidenza e' da sempre un po' reciproca e solo chi(sia da una parte che dall'altra) ha modo di studiare e di aprire la propria mente puo' essere in grado di abbandonare i preconcetti.

Non ravviso, comunque, nella mia etnia (che come sai e' solo una delle tante esistenti) alcuna ostilita' nei confronti dei bambini.

A tal proposito vorrei ricordarti che molti zingari in Italia sono Sinti e molti di loro sono giostrai, quindi inseriti in un contesto che da sempre ha fatto sognare i bimbi.

Vorrei che tu leggessi questo articolo che ho scovato in internet. Credo potra' farti conoscere un po' meglio un certo mondo che tanto t'incuriosisce.

http://www.online.latina.it/parvapolis/nom.htm

Kameo ha detto...

" ... questa tua affinita' e' ritenuta un segno magico che dentro di te esiste lo spirito del popolo zingaro."

Grazie Chiara di queste tue parole. Mi hanno fatto piacere.
Piacere di essere "riconosciuta", piacere di poter esprimere questo mio naturale sentire, ma tenuto nascosto per pudore, timore o timidezza.

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

@ Kameo: Piacere di essere "riconosciuta", piacere di poter esprimere questo mio naturale sentire, ma tenuto nascosto per pudore, timore o timidezza.

Sorella, riconoscersi e' l'impulso dell'anima. Viene naturale.

Per quanto riguarda la timidezza di essere cio' che senti di essere, ascolta...
La vita e' talmente breve che non possiamo permetterci di essere cio' che non siamo.

Da quando ho capito questo non ho avuto piu' alcun problema e mi sento felice. :-)
Anche perche' essere zingara vuol dire essere libera. Qualcosa che chi non lo e' non puo' neanche immaginare.
La gente che non se ne rende conto resta eternamente attaccata ai cadaveri della propria esistenza; se li trascina dietro, pesanti e polverosi... e piu' il tempo passa piu' si accumula il peso e la polvere.
Ma loro non vogliono lasciare il loro bagaglio fino al punto che alla fine vivono solo per quello; continuano a guardarsi indietro, temendo di perdere qualche pezzo della loro "roba", e non guardano piu' verso il futuro.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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