venerdì 11 aprile 2008

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L’attimo


E’ un attimo che pare eterno.

Assaporalo con voracita’ perche’, poi, non te ne restera’ alcuna briciola.

Eppure quell'attimo lo vivi.

Affondi le dita nei suoi capelli mentre la sua bocca si nutre del tuo seno.

Il corpo esulta e la mente esplode.

Chiamalo pure amore. Chiamalo pure orgasmo. Chiamalo come vuoi.

Ma un battito di ciglia ed e’ gia’ passato, e quando la memoria andra’ a ricercarlo, e tentera’ di riviverlo, s’accorgera’ che il pensiero non puo’ possederlo.

Inutilmente ti affannerai ad inseguirlo ma, come ogni attimo, e’ libero.

Non trattenerlo. Lascialo andare. Lascialo fuggire.

33 commenti :

davide ha detto...

Gentile Chiara,

leggendo il tuo post mi sono istintivamente venute in mente le immagini del film "L'attimo fuggente".

Lo so che è banale ma la nostra vita è fatta di attimi che non riusciamo a cogliere.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

@ Davide: Hai ragione. Proprio a quello ho pensato anche io quando l'ho scritto.

Solo che per me non esiste il "cogliere l'attimo"...

Non devo cogliere l'attimo. Devo lasciarlo andare libero.

Credo di aver metaforizzato un bel po' in questo post :-)

Alex ha detto...

Direi una piacevole perdita del controllo e dei sensi, dovuta esclusivamente alla persona che stai guardando negli occhi:-)

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Direi una piacevole perdita del controllo e dei sensi, dovuta esclusivamente alla persona che stai guardando negli occhi

O-o

Dov'e' che hai letto "occhi"?

gullich ha detto...

nietzsche

gullich ha detto...

Chi non sa mettersi a sedere sulla soglia dell’attimo dimenticando tutte le cose passate, chi non è capace di star ritto su un punto senza vertigini non saprà mai cosa sia la felicità e ancor peggio non farà mai alcunchè renda felici gli altri. [Nietzsche]

:o)

Alex ha detto...

Un attimo che fugge, che cerchi di rubare che cerchi di capire,
ma non si può fermare,
puoi perderti davvero o e solo un illusione?
prova a leggerlo negli occhi
è scritto, ma non si legge, si vede , ma fugge come lo sguardo, come quell’attimo che non torna, come il tempo che passa nello scandire dei secondi, ma è l’attimo più intenso, quello più sognato, più desiderato, che paghi in mille modi,
ma a volte e solo l’illusione dei tuoi occhi.

duval ha detto...

C'è attimo e attimo.

Terribile è quello in cui ti trattieni fin che puoi, vedi finalmente la meta vicina, il cuore e la mente ti ingannano, ti rilassi e ... è scappata la pipì, beffarda, nei pantaloni! Per la prima volta.

Dice: c'è sempre una prima volta.

Ma questa è psicologicamente devastante, la presa di coscienza definitiva che non è colpa del freddo, dello sforzo, di un incidente casuale ... è vecchiaia, che ti guarda ghignando dal ramo spezzato.

Attimi di gioia, attimi di dolore ... fra miliardi di anni anche la vita terrena sarà stata un attimo; però ... quante scopate, attimi nell'attimo!

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

però ... quante scopate, attimi nell'attimo!

Chissa' che non ne venga fuori una bella discussione evitando i luoghi comuni.

Ma e' veramente importante la scopata?

Perche' per me non lo e' fino al punto di averla costantemente nel cervello come invece vedo in tanti miei interlocutori (spesso maschi ma qualche volta anche femmine)?

Sono anomala? Distorta? Difettosa?
A volte me lo chiedo.

Mi chiedo perche' la prima pulsione che ho nei confronti di un uomo, ma anche di una donna, non e' quella di agguantargli il cazzo o toccarle le tette, ma quella di guardargli/le le mani, esaminarlo/a... parlarci, ascoltarlo/a. Assorbirne l'essenza.

Aprirmi un po' per volta al suo interesse ed, allo stesso tempo, interessarmi a lui/lei lentamente... senza picchi di bramosia. A volte un processo che puo' durare settimane se non mesi.

Credo ormai di essere limpida in cio' che penso, non c'e' bisogno che io dica cosa e' importante per me in quell'attimo.

Di attimi nell'attimo come hai citato tu, attimi di quel genere, orgasmi fisiologici, vaginali o clitoridei ma non di testa, ne ho avuti tanti da provarne a volte noia... se non nausea.

Mi sono abbuffata, forse, pero' il fattore fisico (se non si tratta di lavoro) e' per me solo l'ultimo atto: quello finale ed estremo.

Quello che arriva quando dall'altra parte (forse) neppure si spera piu' che arrivi e forse il vero problema e' che con me le persone si annoiano prima di arrivare a quell'attimo. :-)))

Kameo ha detto...

Mi sono abbuffata, forse, pero' il fattore fisico (se non si tratta di lavoro) e' per me solo l'ultimo atto: quello finale ed estremo.

A volte per me è il punto di partenza.
L'unione carnale è spesso il modo più veloce e inequivocabile per riuscire a entrare "in contatto" con l'altro.

Bouche ha detto...

L'attimo. La carne che ti muove.
Ma ...
Troppi di quegli attimi, ti fan perdere il gusto dell'istante magico.
Non riesco più, solo per pelle o carne che urla, Chiara.
In quell'attimo devo sentire che il mio sangue e il mio cervello viaggiano in sincrono con la mia figa.
Solo pelle, e umori, lasciano troppi vuoti, che io non so più riempire.
Bellissimi momenti vissuti, di carne e morsi e frenetiche carezze, li ho conservati nel cassetto dei momenti preziosi.
Ma ho anche una scatola di cartone scura e malridotta dove ho nascosto istanti vissuti che avrei potuto evitare al mio corpo, alla mia bocca, ai miei occhi che nulla hanno colto.
Perchè l'inutilità di un interscambio è la cosa peggiore da dover gestire, il giorno dopo.
Un abbraccio, Marina

duval ha detto...

@Marina:
Perchè l'inutilità di un interscambio è la cosa peggiore da dover gestire, il giorno dopo.

Come può un interscambio inutile essere tale?

Nella peggiore delle ipotesi la più inutile delle inutilità è balsamo a futura memoria.

Ti ho mancata per un pelo (non di figa); ti ho mancata per disattenzione: la grigia quotidianeità del virtuale impedisce a volte di distinguere il sublime dal banale.
E quando pensavo di poter vedere occhi e mani ed ascoltare parole alte (certo, Chiara, questo conta veramente, ma l'ho manifestato più di una volta, direi; la scopata è solo un momento di relax, valore intrinseco non elevato), tu non c'eri più.
Angie ha riso figurandomi lobotomizzato.

Bouche ha detto...

Leggo nelle tue parole complimneti impliciti, o forse me li to cucendo addosso perchè in questo momento ne ho bisogno.
Ovvio che i rapporti mercenari esulano dall'inutilità.
Quello è uno scambio vero e proprio.
Parlo di quella sensazione, provata, di regalare perle ai porci.
Senza offesa per i suini.
Un attimo magico, vissuto con uno che deve solo fare uno svuotino per vantarsene al bar dello Sport il giorno dopo, è deleterio per l'ego di una donna complessa o meno.
Un saluto.
Marina

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

@ Kameo: A volte per me è il punto di partenza.
L'unione carnale è spesso il modo più veloce e inequivocabile per riuscire a entrare "in contatto" con l'altro.


Io parlavo di attimo non necessariamente finalizzato a qualcosa d'altro. E' un atto molto egoista lo so, pero' che attimo e' se lo facciamo trascorrere subito?
Der Weg ist das Ziel. :-)

@ Bouche: Chiara.
In quell'attimo devo sentire che il mio sangue e il mio cervello viaggiano in sincrono con la mia figa.


Anche se mi smentiranno, non credo che molti uomini riescano a capire cio' che intendi. :-)

Un attimo magico, vissuto con uno che deve solo fare uno svuotino per vantarsene al bar dello Sport il giorno dopo, è deleterio per l'ego di una donna complessa o meno.

Il mondo di oggi, la cultura di oggi, il modo in cui certi individui "si sono viziati", l'atteggiamento che hanno assunto, il cinismo, la mancanza di principi e di valori, l'ignoranza, la prosopopea... l'inutilita' non lasciano spazio alla "generosita'" di una donna che vive proiettata all'interno di un film non piu' attuale.

Anche se ancora mi smentiranno, dubito che un uomo possa comprenderti.
Vedi Marina, anche se con l'auto non andiamo a velocita' eccessiva, comunque bisogna allacciarsi la cintura.

Personalmente avevo risolto la faccenda a mio modo: li facevo pagare (tanto) ed a frustrarsi erano loro...
Parlo ovviamente di quelli degli "svuotini". Loro sono sempre e soprattutto attenti ai soldi perche e' "il gratis" a confermare (a loro) di aver "segnato il punto".
Quelli giusti, quelli affini, quelli che meritavano le mie attenzioni sincere, non si preoccupavano tanto del fattore economico. Non era cosi' presente nei loro ragionamenti e non lo consideravano una barriera oppure un dazio.

@ Duval: Ti ho mancata per un pelo

Mi pare che tu sia abbonato ormai :-)

gatsby ha detto...

Martedi scorso ho incontrato una escort di zuzana, Monika.
Per la prima volta avevo fissato un incontro di 24 ore.
Nonostante fossi quasi certo che non aveva alcun senso ho fatto una cosa che non avevo mai fatto.
Paura di mettersi a nudo, di annoiarmi, di annoiarla, di non riuscire a reggere un incontro cosi' a lungo.
Fortunatamente non è successo nulla di tutto questo.
Il tempo è volato letteralmente.
Quando è ripartita per Varsavia mi ha detto: "Adesso è il momento di tornare alla realtà, sia per te che per me, e quando le cose vanno cosi' bene non è mai un percorso facile".
Forse è questo il senso...
Un attimo meraviglioso, in una situazione simile, non va mai trattenuto.
Bisogna lasciarlo andare perchè è giusto che sia cosi'.
Anche se non è detto che sia facile.

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Un attimo meraviglioso, in una situazione simile, non va mai trattenuto.
Bisogna lasciarlo andare perchè è giusto che sia cosi'.
Anche se non è detto che sia facile.


Interessante...

Mi sono andata a leggere gli "attimi" che offriva la ragazza:

Sex In Different Positions, Oral without condom, Kissing with tongue, Cum on body, Cum In Face, Cum In Mouth, 69 Position, Foot fetish, Erotic massage, Masturbation, Striptease.

Tu, invece, che "attimo" le hai donato?

$$$.$$$.$$$ ???

Hai fatto bene a lasciarlo fuggire (quell'attimo) o il rischio era la bancarotta :-))))

Comunque, adesso che mi ci fai pensare... non e' che "anche io" saro' stata interpretata da qualcuno come "un attimo"?

gatsby ha detto...

Ciao Chiara
Inutile osservazione la tua.
Dall'alto della tua esperienza dovresti sapere che le sigle non significano nulla.
Esistono solo comportamenti individuali orientati e modificabili a seconda del tipo di persona che andiamo ad incontrare.
Il denaro è un aspetto assolutamente irrilevante su questo.
Gli attimi che avrei donato oltre al denaro non vengo certo a dirteli. :-)
Naturalmente qui entriamo nel famoso campo minato.
Non ho intenzione di ripetermi.
Ho pensato a una frase di Bouche, che saluto, poco prima...
Si puo' mettere in un cassetto un bel ricordo, anche se apparentemente inutile.
"Un attimo, una vita" era anche il titolo di un film.
Un attimo è un frammento di vita, intensamente breve.
In questo caso bellissimo..
Vedendola cosi', non vedo perche' qualcuno non possa averti interpretato come un Attimo.
Sei tu, dentro di te, che devi dirti se quell'attimo ha avuto una vera dignità, al di la del denaro, o invece era solo una banale recita forzata da parte tua.

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Un attimo è un frammento di vita, intensamente breve.
In questo caso bellissimo..


E' stato bellissimo quando, per la prima volta, a Disneyland, nel Nautilus mi sono immaginata di essere davvero insieme al Capitano Nemo...
Il mondo dei Pirati, poi, mi ha sconvolta: erano cosi' reali che mi pareva di vivere proprio quell'avventura.

Poi e' venuto il momento di partire ed insieme a tutti gli altri bimbi sono uscita da quel mondo di plastica e sono tornata alla VITA VERA.

Attimi che mi ricordero' per sempre, come mi ricordero' di tanti libri che ho letto, di tanti film che ho visto...

Insomma anche quelli sono attimi, no?

Pero' e' alquanto bizzarro dare a quegli attimi un significato che va oltre cio' che erano, non ti pare?

Io sono stata, per certi clienti, un "attimo", ma quei clienti avrebbero dovuto vedermi nel reale, non dentro il costume della piratessa impiegata per recitare la sua scena a Disneyland.

Il problema sai qual e'? Che voi puttanieri siete cosi abbacinati dalle vostre convinzioni che non riuscitete mai a separare la realta' dal sogno.

Esattamente come chi e' sempre sotto l'effetto della droga.

Gli attimi MIEI, invece, sono attimi VERI dove NESSUNO RECITA e dove NESSUNO PAGA PER VEDERMI RECITARE.

Quelli per me hanno il VALORE e sono degni di essere chiamati ATTIMI.

Tutto il resto e' Disneyland, fiction, spettacolo, grande fratello... cazzate che fanno guadagnare soldi ad alcune persone e che ne fanno perdere ad altre.

Riusciremo mai a capirci nonostante io scriva sempre cose "SCONTATE" o, come dici tu, "inutili osservazioni"?

gatsby ha detto...

Ma Chiara... Noi Stiamo racconmtando un film.
Un film di cui anche tu fai parte.
Uno schermo nello schermo che si nutre di vita vera e che si spinge cosi' in la che non comprende piu' appieno il suo senso di origine.
Scrittura e rifugio dell'io.
Il mestiere di vivere e il mestiere di scrivere combaciano perfettamente.
Non scrivi mai cose scontate, Chiara, sai bene che non lo penso.
Pur nella nostra diversità ti capisco molto di piu' di quanto tu possa immaginare.
Non crederai davvero che io non riesca a distinguere la realtà dal sogno? :-))))
Devi avere davvero una pessima opinione di me :(

gullich ha detto...

uff.. che palle!

un post molto bello, con possibili sviluppi interessanti e qualche commento intenso che finisce e svilisce, more solito, nella melassa/Antinomia del puttaniere che vive il sogno e di voi puttanieri che vivete tutta la vita su una giostra.

Io trovo che Chiara abbia ragione quando dice che la recita di uno dei due componenti del rapporto ed il rapporto mercenario in sè, siano ostacoli all'attimo ed al sogno.

perchè segnano una barriera invalicabile fra le persone.

e l'attimo ed il sogno, quello sulla cui soglia sedersi - parafrasando nietzsche (anche se lui lo riferiva a ben altro) - presuppone l'assenza di barriere interpersonali e la comunicazione più profonda.

In quel senso qualche attimo l'ho vissuto, può stare anche in una scopata che sia assoluta fusione dei corpi e delle menti - ed in quel senso comprendo bouche quando parla di sincronia fra fica, sangue e mente - perchè a volte il contatto fisico può essere comunicazione assoluta.

ma trovo che ciò sia molto raro ed anche un pò anomalo, e tendenzialemnte i miei - rari - attimi passano più per occhi e mani che per culi e tette.

Non eslcudo che possa accadere anch e in un rapporto mercenario, ma solo se la piratessa si leva il costume e prende ferie quel giorno.

Altrimenti, se si ritiene di aver vissuto l'attimo per 24 ore con una povera ragazza polacca spedita in giro a noleggio per l'europa, forse è bene guardarsi intensamente allo specchio.

Può essere,perchè alla fine gli attimi stanno dove meno ci se lo aspetta, ma trovo che gatsby abbia un gran culo, perchè leggendo quel che scrive pare che il suo orologio scandisca sempre e solo attimi :o)

o trova tutte escort in cerca dell'intensità extyra professionale o forse ha bisgno lui di una taratina al sistema e ogni tanto di vivere un attimo con qualcuno che ti stringe non perchè la paghi.

peraltro il post era sull'attimo vissuto, da non fermare e non rincorrere perchè è un valore in sè, irripetibile ed inafferrabile.

vogliamo ripartire di qui?

regards

wgul

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

peraltro il post era sull'attimo vissuto, da non fermare e non rincorrere perchè è un valore in sè, irripetibile ed inafferrabile.

Gli attimi artificiali, di plastica... con molta probabilita' gia' decisi abilmente dall'attrice di turno, che e' tanto piu' brava quanto piu' gli spettatori credono che ella reciti SOLO per loro...

Sono solo surrogati di attimi.

Il loro valore e' quello deciso dal rate.

In passato con molte persone che incontravo, mettevo in atto lo stesso repertorio e (credo) molti mi ritenevano sincera... solo con loro.

Al fatto che il giorno dopo dovessi incontrare un altro, questi illusi manco pensavano.

Loro avevano vissuto il loro attimo ed erano felici.

Ma solo quando mi toglievo le lenti colorate e facevo cadere la maschera della escort allora vivevo realmente l'attimo ed ovviamente non era possibile con chi reputavo un cliente e che per un attimo fasullo era disposto a mettermi in mano del denaro.

duval ha detto...

@Chiara:
Il problema sai qual e'? Che voi puttanieri siete cosi abbacinati dalle vostre convinzioni che non riuscite mai a separare la realta' dal sogno.

Che due palle, davvero!
Anni di puttan-siti/forum/blog ed anni di sofismi su puttane e puttanieri: sempre uguali, sempre malinconicamente generalizzanti.

Invece di intervenire farei meglio a pensare "ma andate tutti a fare in culo" se ancora state a discutere su puttane e puttanieri come "categorie".

Evidentemente è troppo complicato per i vostri cervelli pensare a "persone" che prestano un servizio e "persone" che ne usufruiscono.

Persone diverse una dall'altra che, finchè non danneggiano il prossimo, non devono spiegare ad alcuno il perchè delle proprie scelte.

Questo è un modo di ragionare tipicamente razzista, discriminante a priori; nella migliore delle ipotesi come dire a un nero "sei nero ma io ti tratto come un bianco".

E in questa merda colloquiale che è il "virtuale" qualcuno finge di non capire, altri non capiscono proprio, incapaci di elaborare ciò che sta dietro a quattro righe di tastiera.

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Anni di puttan-siti/forum/blog ed anni di sofismi su puttane e puttanieri: sempre uguali, sempre malinconicamente generalizzanti.


Hai ragione. Mi sono accorta adesso della cazzata che ho scritto.
D'altronde in quel momento non riuscivo a trovare il termine giusto e mi e' venuto naturale chiamare gli uomini che pagano le donne per vivere degli "attimi" illusori col termine "puttanieri".

Invece avrei dovuto usare un'altra parola, giustamente come mi fai notare.

Allora riscrivo la frase:

Il problema sai qual e'? Che voi persone che usufruite di un servizio siete cosi abbacinati dalle vostre convinzioni che non riuscite mai a separare la realta' dal sogno.

A differenza di noi, persone che invece prestiamo un servizio, che sappiamo separare (credo) abbastanza bene i due momenti.

Per questo motivo cio' che per voi sono "attimi" per noi sono solo marchette :-)

duval ha detto...

Onestamente, Chiara, speravo che almeno tu andassi un po’ “oltre” le quattro righe.

E non hai accennato all’unica questione dirimente: inconsapevole razzismo, razzismo culturale, ovviamente, non biologico.

Se anche la maggioranza dei puttanieri (o fruitori dei tuoi servizi) che hai incontrato non sapevano distinguere fra sogno e realtà, il campione comunque insufficiente e la non infallibilità del tuo giudizio, ti dovrebbero suggerire di non ricavarne una proiezione planetaria per non cadere nel peccato di razzismo culturale, quel razzismo che mi pare tu voglia sempre denunciare a proposito di “donne/uomini”, “est/ovest”, …

Duval non ha conosciuto Chiara ma anche Chiara non ha conosciuto Duval e non può supporre che egli nell’incontro con la puttana, in quanto puttaniere, non sappia distinguere fra sogno e realtà.

Hai scritto nella tua risposta “Il problema sai qual’e'? Che voi persone che usufruite di un servizio …”

Persona (e non persone) era il focus del mio intervento; ma tu ci hai messo pure il “voi”, ancora una volta generalizzante e culturalmente razzista.

Questo per quanto riguarda il “voi”.

Relativamente a sogno o realtà applicato ad un incontro sessuale mercenario, potremmo scrivere un libro, magari domani … o dopodomani.

“L’idea di una dea” è un sogno, visione, proiezione, …, chiamala come vuoi; un incontro sessuale mercenario è sempre, solo ed esclusivamente un attimo di realtà: di capezzoli da succhiare, chiappe da baciare, clitoridi da leccare, piedi da esplorare, profumi da annusare, sudori da mescolare, orgasmo da ritardare; di sogni neppure l'ombra.

Questo per quanto riguarda la persona Duval.

siggy ha detto...

Chi non sa mettersi a sedere sulla soglia dell’attimo dimenticando tutte le cose passate, chi non è capace di star ritto su un punto senza vertigini non saprà mai cosa sia la felicità e ANCOR PEGGIO NON FARA' MAI ALCUNCHE' RENDA FELICI GLI ALTRI.
Contraddizioni...
Si contraddice Nietzsche (notare la rima gozzaniana) e si contraddice Gullich.
Cogliere l'attimo è l'estrema straniazione del sè, che si libera da ogni legame per godere dell'esperienza, qualunque essa sia, con la consapevolezza che il futuro non offre alcuna garanzia sul ripetersi delle medesime condizioni. Cosa c'entri tutto questo con il rendere felici gli altri, Freddy ce lo deve spiegare.
Gullich, viceversa, si lamenta come al solito per l'intrusione dei puttanieri con la loro visione calderoniana del meretricio.
Si può cogliere l'attimo dopo aver segnato un gol nella partita a calcetto, oppure dopo aver convinto un CdA ostile circa la propria tesi, o anche ammirando un tramonto a tremila metri o ubriacandosi assieme al vecchio compagno di scuola incontrato dopo tanti anni, eccetera eccetera eccetera.
Ma è proprio Chiara che ci ha parlato di un attimo vissuto tra le lenzuola...
Dunque non sia schizzinoso Gullich e non si lamenti troppo... a noi Chiara, con il suo entourage piace come è. A lui, consigliamo la directory di Blogitalia.it. Lì potrà trovare blog filosofici e culturali come se piovesse...

gullich ha detto...

vedi caro siggy, aldilà del fatto che amo poco il tuo modo di argomentare e il tuo sarcasmo di bassa lega nei miei confronti, dei puttanieri, di dove ciascuno trova l'attimo e delle visioni razzistiche mi importa poco....

Non mi lamento dell'invasione dei puttanieri, trovo semplicemente che da un post che pareva avere interessanti risvolti di riflessione e che a me ha fatto venire in mente per assonanza un pensiero di nietzsche che ho amato molto in gioventù (quel pensiero, non l'autore) si finisca nella solita diatriba cui il chiaraescortforum da un pò sempra essere sottoposto.

o si finisce nel lassativo buonismo di davidiana marca o si finisce nella becerotta dialettica escortistica.

Il godere di un attimo vivendolo senza rincorrerlo e per quello che è... che sappia di pelle bionda, profumo del ghiaccio dei quattromilametri, erba umida dell'alba, profumo di un traminer o dei fumogeni al termine della partita del cuore è affare di ciascuno, secondo le proprie passioni, le proprie inclinazioni, le proprie attitudini.

Il post mi è piaciuto perchè ha evocato sensazioni che mi appartengono.

Quello che trovo indigesto è il cadere sempre nell'equivoco puttana/puttaniere, con una contrapposizione sterile e biecamente polemica e, alla fine, molto classista.

lo spettacolino del puttaniere, fiero di esserlo, perchè vive emozioni intense, e la puttana sarcastica, perchè sa che quelle emozioni sono artificiali come quelle di un acido, a mio avviso sottraggono valore a questo blog.

Personalemnte tu o duval potete farvi tutti gli acidi che volete, qualcuno l'ho preso anch'io in passato e quindi uso il termine puttana e puttaniere semplicmente per identificare una erogatrice ed un fruitore di un servizio a pagamento senza alcuna connotazione razzista o classista , ma preferisco di gran lunga oggi altri tipi di emozioni.

NOn giudico il fatto in se dell'andare a puttane, saran cazzi di chi lo fa. Mi permetto di dubitare, e molto, che quella sia una esperienza legata all'attimo di cui parla chiara.

Il rapporto con il mio avvocato, con il mio dentista, con il mio gommista è senz'altro anche un rapporto umano. Ho fatto chiacchierate splendide aspettando che mi sostituissero le gomme, ma i miei attimi sono tendenzialemnte con le persone che amo non
con chi mi eroga, professionalemnte, un servizio.

L'apologia del sesso a pagamento come massima forma di conoscenza e godimento a me fa pena.

L'idea di accoppiarsi ad una poveraccia che vive la sua vita in tour sfruttata da una agenzia e propagandarlo come esperienza sublime dei sensi e dell'anima a me fa schifo.

Il mio fastido era tutto qui. Forse è lo stesso fastidio che proverebbe qualcuno in un blog di alpinismo di fronte a commenti ad un post sulla bellezza del salire che inneggino perennemente alle emozioni da lsd con una blogger costretta ad appellar sempre i suoi quattro commentatori "drogati"

A me piace più la chiara persona, mi piace leggerla quando parla di emozioni, di sensazioni, di vita, non necesssariamente legate all'escorting.

Il tuoi interventi invece, mediamente, riescono perfettamente ad escortforumizzare ogni discussione.

E questo non fa eccezione.

Quindi dei tuoi consigli mi importa (non amo come te il plurale maiestatis, un pò papalino... ) una BF :o)

Leggo e scrivo quel che mi pare, almeno sino a che la padrona di casa me lo consente

regards

wgul

gatsby ha detto...

Quando l'ho accompagnata all'autobus della Stazione Centrale, che di li a poco l'avrebbe riportata a Malpensa, prima che partisse, le ho detto in un orecchio: "Sei un sogno dal quale bisogna inevitabilmente svegliarsi".
Lei mi ha guardato e ha detto: "E' molto raro trovare persone come te, sono stata forse fin troppo bene. Anch'io ora devo tornare alla realtà".
L'Attimo è anche questo, è un sogno perche' non è la realtà, ma a tratti vi si avvicina talmente che fai fatica a distinguere.
Senza componenti affettive distorte, ma non per questo invariabilmente freddo come tu - Chiara - vorresti far credere.
E non è una questione di fortuna, come vorrebbe credere Gullich.
Semplicemente gli incontri negativi o quelli che non ti hanno lasciato nulla non meritano alcuna trascrizione.
Neanch'io sono immune da scopate assolutamente prive di senso.
Solo che di queste, naturalmente, non riporto segnalazione.
Puoi perdonare a un' escort di andare un po' sopra le righe, di lasciarsi andare qualora ve ne sia l'opportunità e il merito.
Puoi perdonare un puttaniere di andare a volte un po' troppo sopra le righe quando si trova di fronte una persona assolutamente non comune, al punto di essere portato a pensare che il sesso non sia altro che una misera parte del tutto?
L'attimo è anche questo, un azzurro lievemente offuscato dal godimento di un istante.
Una messa a fuoco che tarda ad arrivare.
Un bacio o un abbraccio istintivo che sfuggono ad ogni convenzione.
Una carezza addolcente separata dall'emozione assoluta.
Un toccante incontro di due solitudini.
Bisogna essere forti e sereni per vivere un incontro cosi'.
E' quasi una forma di scopata sentimentale, senza esserlo..naturalmente.


O sarebbe stato piu' interessante se io avessi raccontato il mio Attimo con Nadia a Milano... o meglio il mio non incontro perchè c'ero senza esserci.
Perchè puoi trovarti di fronte a una bella ragazza bionda, dolcissima, e sentire fin dall' inizio che manca qualcosa.
Per cui cerchi quell' Attimo, lo insegui quasi disperatamente, e magari lo trovi quando lei, sopra di te, fissa il suo sguardo col tuo e per un solo lunghissimo istante entrambi vi rendete improvvisamente conto della situazione.
In quel momento avviene come una sorta di cambio di velocità ma è troppo tardi per colmare la distanza creatasi.
Nessuna magia e saluti finali.
Vi sentite meglio adesso?

gullich ha detto...

"... e sentire fin dall' inizio che manca qualcosa.
Vi sentite meglio adesso?"

io mi sentivo benissimo anche prima... :o)

manca sempre qualcosa, my dear... a meno che tu non pensi che la signorina sia partita da varsavia per l'assoluto desiderio di incontrare te, perchè non poteva vivere senza...

ma se pensi questo, manca molto più di qualcosa ... :o)

come tutto nella vita, anche in una scopata a noleggio, c'è quella che viene meglio e quella che viene peggio, siamo fatti di sensori, ormoni, sensazioni, profumi ed empatie.

Così come c'è il gommista simpatico e quello che ammazzeresti, ma il fine ultimo è cambiar le gomme ritengo tuttavia che questo sia tutto assai OT.

Parlavi della bellezza dell'attimo in una scopata a pagamento, Chiara?

A me era sembrato di no...

perchè se è così mi ritiro in buon ordine,

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Parlavi della bellezza dell'attimo in una scopata a pagamento, Chiara?


Mi pare di avere gia' risposto.

Che attimi vuoi che viva un gommista cambiando le gomme? :-))

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

@ Gatsby L'attimo è anche questo, un azzurro lievemente offuscato dal godimento di un istante.
Una messa a fuoco che tarda ad arrivare.
Un bacio o un abbraccio istintivo che sfuggono ad ogni convenzione.
Una carezza addolcente separata dall'emozione assoluta.
Un toccante incontro di due solitudini.
Bisogna essere forti e sereni per vivere un incontro cosi'.
E' quasi una forma di scopata sentimentale, senza esserlo..naturalmente.


Certo certo...

Capisco tutto.

Allora sai cosa? Ti faccio i miglori auguri perche' tu possa avere tanti attimi cosi'. Significhera' che non dovrai rimpiangere il denaro speso


O sarebbe stato piu' interessante se io avessi raccontato il mio Attimo con Nadia a Milano... o meglio il mio non incontro perchè c'ero senza esserci.

Ma tu di attimi che non siano di questo genere non ne hai?

Ho quasi l'impressione di no.

In passato ho conosciuto dei cocainomani che, noiosamente, per tutto il tempo passato insieme, l'unica cosa di cui parlavano era la cocaina.
Rischio di diventare classista?
Eppure giuro, non avevano altri argomenti che QUELLO: come l'avevano trovata buona in Colombia... quella del loro amico troppo tagliata... i prezzi che salivano...

Ma posso comprendere che tu non sia come me... in fondo come potresti esserlo?
Io quando racconto di me in questo blog, non parlo sempre del mio lavoro. Parlo anche di amore, di affetti, di esperienze, di idee che esulano dall'aspetto escortistico.

Sono curiosa: ma tu... con la ragazza che paghi... quando sei li'... DI COSA PARLI?

Parli di quando hai incontrato le altre prima di lei?
Oppure di quelle che incontrerai la settimana dopo?

Altra curiosita: ed invece con tua moglie? Di cosa parli?

Delle rate del mutuo o della ragazza appena incontrata?

Perche' allora si'che sarebbe un VERO ATTIMO se tu raccontassi la tua esperienza a tua moglie, non credi?

Comunque i miei ATTIMI sono qualcosa di piu' da cio' che potrei avere da un agenzia telefonando.
Sono attimi speciali proprio perche' sono MIEI e non uno spettacolo al quale TUTTI possono partecipare pagando.

Anche mio cuGGino basso e brufoloso, ma tanto ricco, se vuole di attimi cosi' ne puo' avere 3-4-8 anche tutti insieme... di ogni colore e misura... di tette :-)

Buona giornata.

gatsby ha detto...

Hai lasciato fuori dal frigo un po' di panna acida? :-)
E' come se tu dovessi per forza recitare sempre il ruolo che ti sei costruita addosso.
C'è altro nella tua vita?
Lo spero, anzi, ne sono sicuro.
Pensi che per me sia cosi' differente?
E' triste vedere che ogni qualvolta io mi diverta a riprendere un frammento di un incontro escortistico, sdrammatizzando, si sollevi una sorta di vespaio attorno all' apicoltore.
Ma pensate pure che ogni incontro escortistico sia sempre miserabile.
Non potrà mai essere diverso per voi.
E per alcuni forse preferisco pensare che è meglio che credano che sia cosi'.
Non credo di vedere in fondo solo "Stelle Danzanti"...
Facciamo cosi', per non scontentare nessuno.
Non faro' piu' interventi legati a un discorso escort.
Avete i nervi troppo tesi.

Forse il piu' bell'Attimo è stato in Piazza Duomo.
Avevo 5 anni. Ero con mia sorella di 9 e mio padre che ci teneva abbracciati. Davamo da mangiare a un cane di un passante.
Ci fecero una foto senza che ce ne accorgessimo.
Eravamo cosi' biondi da sembrare tedeschi. Ridevamo come forse solo un bambino puo' fare.
Quella foto, ingrandita, la conservo ancora.
E' il simbolo di un'unione che non si potrà mai spezzare.

siggy ha detto...

Il tuoi interventi invece, mediamente, riescono perfettamente ad escortforumizzare ogni discussione.

E questo non fa eccezione.



Qualcuno disse che il più grave danno prodotto dal fascismo fu l'antifascismo.

Perdona il mio sarcasmo, da puttaniere, di bassa lega e prova, se ne hai il tempo, a leggere con un po' più di attenzione...

Bouche ha detto...

Duval.
Ho sempre sostenuto che escort e zoccola fossero sinonimi.
Non che la mia parte zoccola si lamenti, ripeto è una delle imperfezioni che più curo, di quelle che posseggo.
Ma ... beh ascoltando racconti dove la frase ricorrente era "in tempo di guerra ogni buco è trincea", mi sono non ritrovata ad accogliere soldati sporchi e arrapati, per quanto quest'ultimo aggettivo fosse non poco incentivante.
Ai tempi, io mi preparavo per uno e la maggior parte delle volte per SOLO uno dei signori da incontrare, sono arrivata a tre in un giorno ed è stato devastante, poco edificante e non MIO.
Io dovevo "sentire" che sarebbe stato non deleterio, vendersi, perchè non è semplice, così come non lo è comprare in questo tipo di commercio.
Ecco io ho ascoltato, dopo aver chiuso bottega :-), racconti turpi di quattro contro tre (tre stradali) a 30 euro, con interscambi di umori, protetti o meno... Ho ascoltato storie di assenza di protezione, di rapporti mercenari consumati su cofani di auto in parcheggi dove girano scambisti. Questo non è il mio modo.Ora il valore monetario non è da sottovalutare, per quanto onesta e impura apparirò, mi divertiva parecchio il gioco, ma il denaro non era assolutamente secondario.
Il rate definisce un servizio, espresso con abbellimenti, cura della propria persona, lingerie, pulizia, interesse, questo a a volte forzatamente commerciale, a volte reale perchè grazie a Dio trovi persone con cui dialogare amabilmente, prima o dopo.
Definisce la vendita di un'ora due della mia vita, dove in qualche modo io sono di chi mi paga.
Niente anima, però. E quella la chiedono in troppi.
E fa male.

Chiara.
Tornando agli attimi carnali free ... Beh vi riporto alcune parole di uno dei mie blogger preferiti.
Qiello è un attimo davvero folle che vivrei.
Ma la sveltina che tanto mi arrapava nel cesso del locale di turno, con il frisson di essere scoperta, beh o la faccio con il mio uomo, o proprio non la cerco più nella scatola rosa dei divertissement ...
Leggete questo orgasmo ...
Piacevole, l'ho trovato incentivante e devo dire che mi ha eccitata e molto.
Ecco, questa è una cosa che non provo da qualche tempo.
Ma non sarei disposta a farlo senza luce negli sguardi.
__________________________________

Naufragio

Collisione funesta di corpi
naufragati in acque impure,
dove crescono e spirano

crescenti sospiri estremi,
come monsoni discesi
in un temporale di sensi,

finemente sugellati
di carne spalmata
di caviale e champagne

in una notte priva di regole,
empia di passioni tattili
culminate in torbido oblio.

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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