domenica 6 aprile 2008

18
comments
Io Chiara


Da bambina ho subito umiliazioni. Forse non erano reali, forse erano solo frutto della mia immaginazione, ma puo’ una bimba percepire la sottile differenza?
Mi sono sentita ripetutamente rifiutata e mi pare addirittura di aver individuato l’attimo esatto in cui tutto cio’ ha avuto origine: e’ stato forse il giorno in cui ho sentito le parole “sporca zingara” sulla bocca di altri bambini miei coetanei?

Devo lamentarmi per questo? Devo odiare la mia infanzia? Perche’ mai dovrei?

Anche io, in seguito, raggiunta l’eta’ in cui sono diventata consapevole del mio potere, non mi sono comportata in modo molto diverso da quello di quei bambini. Ho odiato i deboli, i troppo vulnerabili, coloro che si comportavano da isterici, i decrepiti morali dei quali, spesso, mi sono anche approfittata.

A mio modo ho cercato di essere una specie di eroina, vendicatrice dei soprusi. Non m’importava come, ma dentro di me sentivo che se fossi riuscita ad attraversare la latrina senza sporcarmi avrei dimostrato che era possibile, per chiunque, essere invulnerabile ai pregiudizi ed alla cacca che tanta gente ama tirare addosso agli altri per detergere la propria anima.

Comprendevo benissimo di essere impotente dinanzi ai fatti della vita, alla prepotenza, all’arroganza, all'ingiustizia, ai soprusi, ma capivo anche che non potevo permettermi di arrendermi, perche’ se mi fossi rassegnata a lamentarmi, anziche’ ribellarmi, cio’ mi avrebbe resa unicamente patetica.

Sono cresciuta credendomi “un brutto anatroccolo”. Mi sentivo portatrice di una sorta di diversita’ che percepivo come negativa e che mi causava un senso d’inadeguatezza.

A poco servivano le rassicurazioni parentali. In seguito, col tempo, ho capito che il mio disagio era tale a causa di una particolare alchimia basata su una mia accentuata timidezza e sensibilita’ che mi faceva sentire estranea in un ambiente che percepivo aggressivo e mediocre, senza che in quel momento possedessi gli strumenti per oppormi ad esso.

Mi sentivo diversa, emarginata, respinta e non riuscivo ad assimilare tutti quei valori che gli altri bambini ritenevano validi. Queste difficolta’, oltre a procurarmi grande paura, ponevano le basi per cio’ che sarei poi diventata da adolescente, minando alla radice la formazione della mia autostima: non avendo valore per gli altri, finivo per credere di non avere valore in senso assoluto.

Tutto cio’ si traduceva in un’incapacita’ di piacermi e di amarmi e, di conseguenza, di piacere e di essere amata. Mi vedevo brutta e, proprio questo senso di estraneita’ mi ha portata, poi, ad allontanarmi, a scappare, a cercare altrove quel po’ di calore e di accettazione che credevo non avrei mai avuto.

Per me fuggire, o ancor meglio girovagare, e’ stato fondamentale da un punto di vista psicologico proprio perche’ cio’ mi ha condotta a cercare, al di fuori di un ambiente che in quel momento avvertivo come ostile, una ragione per essere e per vivere .

E’ li’ che ho cambiato realmente il mio destino: ho accettato la sfida, quella di non restare dove la sorte mi aveva collocata, inserita in un cliche’ che mi distruggeva.

Ho avuto il coraggio di esplorare nuove possibilita’ e, come l’anatroccolo della fiaba, sono arrivata sulle rive di un lago popolato da cigni bellissimi e maestosi; subito mi sono sentita attratta da loro, come se alla base vi fosse quasi un richiamo atavico.

Ho accettato di provare, mi sono avvicinata all’acqua con il timore di essere rifiutata per l’ennesima volta ma, con grande senso di stupore e di meraviglia, mi sono accorta di non essere piu' “uno sgraziato anatroccolo”, bensi’ un bellissimo cigno.

In quel momento, come in un miracolo, mi sono riconosciuta, mi sono vista per quello che ero e mi sono accorta che la trasformazione non era solo fisica ma anche e soprattutto psicologica.

Tutto era cambiato dentro di me e nel momento in cui mi sono “riflessa nelle acque del lago”, ho capito che la terribile frattura nella mia identita’, che mi costringeva a vedermi come non meritevole d’amore e di accoglimento, si era miracolosamente ricomposta; ho iniziato ad accettarmi… anzi di piu’: ad amarmi.

In fondo il cammino che conduce all’accettazione ed all’amore per noi stesse (parlo di cio’ che conosco meglio e cioe’ dell’animo femminile, ma sono certa che cio’ valga anche per quello maschile) e’ un fatto esclusivamente personale al quale si puo’ arrivare per gradi oppure, come nel mio caso, in concomitanza di eventi ben precisi.

Per me accettare la sfida e’ stato un passaggio importante. Nel momento in cui ho deciso di vivere l’avventura ho capito che non avrei piu’ continuato ad affrontare passivamente le mie difficolta’ e che non mi sarei eternamente trascinata dietro il mio passato come una valigia pesante ed inutile.

Ho quindi deciso che mai piu’ avrei accettato un’immagine negativa che gli altri avrebbero costruito su di me. Avrei invece proseguito la mia esistenza cercando la mia identita’ senza guardarmi alle spalle, impegnandomi a lavorare su quelle peculiarita’ e quei tratti esclusivamente personali che mi avrebbero caratterizzata come unica e speciale.

Quando e’ arrivato il momento in cui ho capito che l’avventura si era conclusa, ed anche l’ultima pagina di quel libro era stata ormai letta ed archiviata, in un atto di estrema coerenza, da vera zingara, ho continuato a girovagare, lasciandomi alle spalle il passato, ma senza rinnegarlo.

Non ci si deve mai accontentare del giudizio degli altri, che spesso non e' valido ma e’ solo una fotocopia mal fatta di quella che e’ la nostra reale identita’.

18 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

sono molto forti le parole che hai detto perchè lasciano un segno nel cuore.

In un commento precedente ho parlato del tuo carattere un po' spigoloso che può provocare degli attriti con chi si relaziona con te.

In realtà quello che può sembrare un difetto visto sotto un'altra visuale è forse l'elemento che ti rende così interessante. Una Chiara più delce e affabile sarebbe certamente una persona più amabile, ma non sarebbe la persona così unica e straordinaria che chi ti segue (sia i nemici che gli amici) ammirano e invidiano.

Tanti saluti dal tuo Davide

duval ha detto...

Che strano, Chiara!

Proprio oggi che leggevo alcuni brani dei "quaderni" di Marguerite Duras.

... esclusa e sola con la mia infanzia ...

Chissà che un giorno tu non decida di decollare da questo blog (che a mio giudizio ti va molto stretto) verso orizzonti più ampi.

Oggi molti scrivono: politici, giornalisti, attori, sportivi, apprendisti, improvvisatori, ...

La maggioranza ha un tutor (in carne ed ossa) per l'ortografia, la grammatica e la costruzione ma, alla fine, quasi sempre e solo cagate producono.

Stupefacente è il risultato, in termini di successo, di alcune di queste "cagate"; un esempio fra i tanti:

Il Codice da Vinci
Và dove ti porta il cuore

Ed un'opera assoluta come "La Storia", che potrebbe degnamente sostituire "I promessi sposi" alle superiori, riscuote scarso successo.

C'è chi, non possedendo materia, inventa e scrive ... e c'è chi, ricco di materia, non scrive.

Và dove ti porta il cuore, Chiara, e scrivi prima che sia tardi (per me).

p.s. e lascia perdere la "cagata" che non sai scrivere.

Antonio ha detto...

quante cose avrei da dire ! ma come si fa ? si ha paura di essere fraintesi, di essere presi a pesci in faccia, come già è successo... come si fa a capire che razza di attore sta su quel palcoscenico. non lo pubblichi il mio commento signora, io ho gia perso contro di lei... eppure io non volevo farle del male e neanche la voglio conoscere, a me neanche interessa che lei abbia i baffi o che lei sia la più bella donna di questo mondo.
Mha.. mi scusi se l'ho disturbata in questo momento, spero tanto che tutto ciò che lei dice lo pensi veramente, lo spero veramente per lei.

illustre1966 ha detto...

Brava!
Questo è molto bello da leggere: da coraggio e speranza...

Attraversare le bassezze umane senza rimanerne contagiati non è da tutti: c'è chi passa in mezzo allo schifo e lo schifo lo sopraffa'.....e ne muore...

Chi lo utilizza e lo plasma in forme d'arte irripetibili (oggi ho visto la mostra di Bacon a palazzo reale)

C'è chi sopravvive e anzi ne tira fuori nuova linfa vitale...

Brava! :-D

A-Woman A-Man ha detto...

Hai comiuto un tuo cammino, con buona capacità di osservazione. E' importante ricordare che ciascuni di noi è al centro del (proprio) mondo. Il giudizio altrui deve contare poco. E' il ns giusdizio, l'autostima e l'amore per sé stessi che contano.

Hai visto Into the wild?

michail tal ha detto...

"Anche io, in seguito, raggiunta l’eta’ in cui sono diventata consapevole del mio potere, non mi sono comportata in modo molto diverso da quello di quei bambini. Ho odiato i deboli, i troppo vulnerabili, coloro che si comportavano da isterici, i decrepiti morali dei quali, spesso, mi sono anche approfittata.

A mio modo ho cercato di essere una specie di eroina, vendicatrice dei soprusi."


In una contraddizione del genere capita a tutti di trovarsi, prima o poi. Perlomeno a chi è abiutuato all'autoriflessione critica.
Direi che uno degli aspetti peggiori del mondo del lavoro, in particolare di certi mondi, come il mio ad esempio.

Ci sono dei momenti in cui l'affermazione del proprio io passa per una differenziazione , in senso competitivo, dai propri simili. E' una cosa piuttosto crudele, sicuramente il costo maggiore di alcuni lavori altrimenti molto stimolanti intellettualmente.

Quando mi trovo anch'io di fronte a simili dissidi, mi chiedo:

In base a cosa una persona considera se stessa "buona"?

e cosa che mi chiedo sempre piu' spesso: quanta importanza ha per una persona chiederselo?


Bell'intervento comunque.

michail tal ha detto...

ahia, ho dimenticato una "è" (direi che è uno...) scusate


@ a-woman a-man

"Hai comiuto un tuo cammino, con buona capacità di osservazione. E' importante ricordare che ciascuni di noi è al centro del (proprio) mondo. Il giudizio altrui deve contare poco. E' il ns giusdizio, l'autostima e l'amore per sé stessi che contano."

concordo

"Hai visto Into the wild?"

anche se non è rivolto a me...:-) io l'ho visto, e mi è piaciuto. Sean Penn è molto bravo, non si smentisce.

Anche se....la splendida frase di Tolstoj che chiude il film, ossia che la felicità non puo' esistere se non è condivisa con qualcun altro, credo ne racchiuda il senso, e non credo solo quello che il regista voleva infondergli, ma proprio la presa di coscienza finale del protagonista (almeno in base a cio' che è stato trovato, ma non voglio dire altro)



Questo racconto d'infanzia mi ricorda vagamente (il contesto èdiverso) il leitmotiv di un film di L.Malle, il danno, tratto da un noto romanzo.

"Chi ha subito un danno è pericoloso, sa di poter sopravvivere".

Yuna90_42 ha detto...

Concordo con quanto scritto da te...ed emotivamente mi sono sentita molto coinvolta, pur provenendo da un ambiente diverso dal tuo.
Mi ritrovo a condividere questo percorso psichico ed emotivo...seppur con colori e situazioni diverse,come è ovvio.
Mi sento anche di dirti grazie, poichè l'averti conosciuta ha portato ad un concatenarsi di eventi che mi hanno condotta dove sono adesso, davanti ad un bivio che sento sarà fondamentale nella mia vita, ed il profumo di esistenza e libertà che sto "vivendo" con tutti i mei sensi ne sono la testimonianza...in un certo senso grazie al tempo passato assieme a te, cosa utile e meravigliosa devo dire, ha contribuito alla mia realizzazione.
Sai...credo di poter finalmente camminare sola e di aver superato i problemi che mi sono stati imposti dalle esperienze passate e che tu conosci...non ti dirò grazie...preferisco chiamarti "sorella"...so che tu mi capirai.
Penso che tu mi abbia dato molto più di quello che ho dato io a te...il senso di esistere come donna...e la voglia di guardare in faccia il mondo senza abbassare gli occhi.
un appunto al caro Davide...cavolo a volte sei "stucchevole" :-)
Voglio aggiungere un ti amo...in virtù per quanto hai fatto...fai...mi hai dato...e dai!!!
Michela

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

non ti dirò grazie...preferisco chiamarti "sorella"...so che tu mi capirai.

E' il piu bel grazie, "sorella" :-)

davide ha detto...

Cara Yuna,

""un appunto al caro Davide...cavolo a volte sei "stucchevole" :-)""

Ti ringrazio tantissimo per il
"stucchevole". Come vedi grazie a Chiara l'illuminismo un po' alla volta raggiunge anche la mia mente.

Saluti Davide

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Avviso per Alex, che non vuole che io pubblichi i suoi commenti: i bordelli di Calcutta sono solo una metafora. Chiamo cosi' un "certo periodo" della mia vita.
Non sono mai stata a Calcutta.

siggy ha detto...

Non ci si deve mai accontentare del giudizio degli altri, che spesso non e' valido ma e’ solo una fotocopia mal fatta di quella che e’ la nostra reale identita’.

Possiamo tranquillamente rifiutare il giudizio degli altri... che titolo hanno per giudicarci?
Ma le impressioni, le reazioni che suscitiamo negli altri, soprattutto quando sono espresse senza volontà prevaricatoria, spesso possono aiutarci a conoscere noi stessi.

Alex ha detto...

Insomma una metafora? o lo sono tutte?

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Alex said...
Insomma una metafora? o lo sono tutte?


Mi pare di aver sempre detto che "i bordelli di Calcutta" era un mio modo di chiamare un certo periodo della mia vita.

Non e' colpa mia se non trovi ne' il tempo, ne' la voglia, di leggere tutti i miei post (che sono assai di piu' di quelli che appaiono in questo blog).

Posso capire i motivi per i quali, in modo assai malizioso per altro, insinui che "siano tutte metafore"? O-o

E poi, anche se lo fossero, credi che lo direi proprio a te? :-)))

Delle volte mi sorprendo. Non so se e' ingenuita' o altro.

PS: questa mia e' ultima risposta riguardo all'insinuazione che, come si evince dal mio post "i puntini sulle i", potrebbe trasformarsi in "anfore rotte" :-)

Alex ha detto...

Chia®a di Notte (Klára) said...

Non e' colpa mia se non trovi ne' il tempo, ne' la voglia, di leggere tutti i miei post (che sono assai di piu' di quelli che appaiono in questo blog).


La voglia ci sarebbe però il tempo è tiranno.
Confermo la malizia nella risposta.
Credo che dia fastidio a tutti accorgersi di aver detto qualcosa di vero e poi scoprire che qualcuno ha raccontato cose non vere e magari poi ti accorgi che con il tempo paghi pure un conto. La sincerità comunque è cosa da bambini e girare in una casa piena di anfore rare con una padrona che non aspetta altro che godersi come trattare male le persone...beh meglio stare fuori dalla porta fino a quando non si diventa grandi. Approfitterò di case più umili senza esser cacciato.
Un sorriso

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Credo che dia fastidio a tutti accorgersi di aver detto qualcosa di vero e poi scoprire che qualcuno ha raccontato cose non vere e magari poi ti accorgi che con il tempo paghi pure un conto.

Ma ti rendi conto del comportamento che hai?
E fai pure il permaloso?
Tu puoi insinuare tranquillamente che io sarei una bugiarda e se ti dico che la tua interpretazione e' dovuta solo al fatto che vuoi dare dei giudizi sommari senza aver letto di me niente piu' che pochi post, te la prendi?

Dov'e' scritto che io avrei detto cose NON VERE?

Il fatto di aver chiamato "bordelli di Calcutta" il mio periodo da escort (e non tutto, ma solo quella parte esercitata in un certo paese) quando a Calcutta non ci sono mai stata ti da' il diritto di asserire che io avrei scritto cose NON VERE?

Per quanto riguarda le anfore, anch'esse sono una metafora e significa solo "avere con me un comportamento consono per avere indietro gentilezza".

Guarda che molte persone che mi leggono, qui, mi conoscono da tempo e sanno che se rispondo piccata, a volte, e' perche' ci sono dei motivi. Soprattutto cio' e' dovuto a come l'interlocutore si pone nei miei confronti.

Se ad ogni cosa che scrivo c'e' qualcuno che inizia a mettere in dubbio, a cavillare, a stronzeggiare... beh allora scusa, e' bene che se ne vada a rompere altrove.

Se invece con me si usa la cortesia... non dico il servilismo, dico la CORTESIA, e cioe' si evita di attaccarmi sempre su ogni cosa che scrivo... beh allora posso ricambiare molto. Chiedi in giro.

Capisci cio' che intendo dire?

Io non butto fuori nessuno da questo blog. Ho solo stabilito delle regole. Chi si attiene e' gradito e puo' avere un dialogo con la sottoscritta, chi non si attiene deve accettare il fatto che io lo ignori.

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Alex mi risponde, ma dato che il commento e' per una parte "privato" e quindi non pubblicabile, riporto qui la parte che, invece, lui mi chiede di pubblicare:

Mi spiace che pensi voglia aggredirti, come già detto, anche se non ti conosco, ho stima di te e cerco di nasconderla tra l'ironia e le battute, solo che dovresti capirle:-))).
Permaloso io?? Si un pochino ma credo di essere alla presenza di una signorina un po’ più permalosa di me:- )))

Scusa se mi permetto

1.Non ho assolutamente detto che sei bugiarda ma solo che mi è sembrato di capire ch quello che dicevi era esattamente un fatto vero, per poi accorgermi, che forse era qualcosa di diverso un misto tra sogno e realtà.
2.ho letto qualcosa più di qualche post, giusto per puntualizzare.
3.Anche se non sono sveglio ho capito la metafora delle anfore!!!
4.Mi son posto con molta gentilezza ed educazione o puoi dire che ti offesa? Anzi!!
forse vedi noi maschietti sotto altra forma:-)
5.La polemica può essere costruttiva esistono altri punti di vista che non vuol dire attaccare Chiara.
6.Con gentilezza dico solo che, ogni tanto potresti leggere pensando che chi scrive ti stia apprezzando.
Un sorriso


Ok, allora tutto quanto chiarito. :-)

Tieni conto che esiste un parametro per stabilire se cio' che sto scrivendo e' realta' oppure un misto di realta' e fantasia oppure solo fantasia. Il parametro e' il seguente:
Tutto e' realta' (presente o passata) a meno che non si tratti di racconti; in tal caso possono essere tutta fantasia oppure un misto fantasia-realta' oppure totalmente realta'.

E' chiaro adesso? :-)

Alex ha detto...

Chiaro signorina:-)
ps cerchero di essere più utile al blog

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics