mercoledì 16 aprile 2008

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Assaggiami


Il dolce, l'amaro, l'acido, il salato e l'umami sono le sensazioni che possiamo percepire tramite i recettori gustativi presenti sulla lingua.
Sono i sapori.
Io li collego anche a molti aspetti che riguardano la sessualita'. In questo post ho gia' espresso come essi siano importanti, ma soprattutto sono descrittivi del mio carattere, che cambia decisamente, assumendo le sfumature piu' diverse a seconda dell'umore e dello stato d'animo.

Posso passare tranquillamente dalla dolcezza all'amarezza, ma molti dicono che il mio sapore predominante sia l'acido...

Beh, anche se fosse non lo recepirei come un insulto, in quanto il gusto acido ha un'accezione negativa solo in occidente.

In certi Paesi dell'est, invece, accade spesso che cio' che e' acido sia molto apprezzato: smetana, utka s yablokami, kvashenaya kapusta... insomma, delle vere prelibatezze!

15 commenti :

Dolce-Alexia ha detto...

Buongiorno sorella!
Stranamente nessuno dei italiani non aprezza il холодец.
E pure lo trovo un piatto molto gustoso e erotico. :-(

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Dolce-Alexia said...
Buongiorno sorella!
Stranamente nessuno dei italiani non aprezza il холодец.
E pure lo trovo un piatto molto gustoso e erotico. :-(


Buon giorno a te, sorellina.

Adoro quel piatto... con rafano o con senape :-)

Ovviamente la senape deve essere quella giusta.

E pane nero! :-)

Per far capire a chi legge, e non lo conosce, quello che si avvicina di piu' (come ingredienti) e' la soprassata toscana anche se холодец e' un'altra cosa, in quanto non si tratta di un salume ma di un piatto preparato e messo in frigorifero perche', una volta solidificato, possa essere tagliato a fette.

duval ha detto...

Buongiorno sorelline, falchi e falchetti.

Stranamente nessuno dei italiani non aprezza il холодец,
significa in realtà che tutti i italiani lo apprezzano, compreso il sottoscritto.

Per la verità quello di Ekaterinburg, per quanto io ami il rafano, è un pò troppo "saporito". Il migliore, secondo me, l'ho gustato da бабушка Нинель a Staraya Ladoga, ma lì tutto è magico (a parte Lenin!).

Contrariamente alle previsioni è una bella giornata (a Modena) e leggervi un grande piacere.

Sento già profumi d'oriente, chiudo gli occhi e mi lascio guidare ai generanti sapori.

Dolce-Alexia ha detto...

Grazie Duval. Peccato che quel piatto si mangia più d'inverno perchè d'estate si scioglie subito con il caldo.
Ho provato di cucinare piatti russi con prodotti italiani, ma il gusto è diverso.

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Contrariamente alle previsioni è una bella giornata (a Modena) e leggervi un grande piacere.

Sento già profumi d'oriente, chiudo gli occhi e mi lascio guidare ai generanti sapori.


Mi pare giusto che un modenese porga l'orecchio a tutto cio' che riguarda il gusto ed il cibo.
Fra l'altro a Modena ho mangiato molto bene (mi ci sono fermata fermata a cena qualche volta) in un piccolo ristorante in centro che adesso non so piu' se abbia mantenuto la qualita' di una volta: I Corrieri.
Scommetto che per un modenese possa non rappresentare il massimo, ma io adoro le trattorie "alla buona", ove sia possibile sedersi senza essere decisamente "in tiro" e sporcarsi le dita mangiando anche usand le mani. :-)
Ricordo, di quella trattoria, soprattutto i primi piatti... i tortelli di tutti i tipi al burro fuso con abbondante parmigiano... che buoni!
E poi il cotechino, i salumi... insomma non e' che l'Italia, per quanto riguarda i sapori, sia seconda a nessuno.
Il rapporto fra cibo e sessualita' e' ormai una cosa palese. Se ne discute ovunque e sarebbe banale discuterne anche qui, per cui mi limito solo a dire che, quando incontravo per lavoro, il modo in cui mangiava il cliente mi dava il segnale di come sarebbe stato il "proseguimento".
Per quanto riguarda il rafano: il piu' buono e' quello preparato al momento. Tolta la radice dalla terra e grattata fresca...
Si piange un po' ma ne vale la pena.

duval ha detto...

Mi pare giusto che un modenese porga l'orecchio a tutto cio' che riguarda il gusto ed il cibo.

Io mi considero modenese di adozione ma in effetti sono un "bastardo", quasi peggio di una zingara di Tokaj:
nonno paterno = Salerno
nonna paterna = Modena
nonno materno = Milano
nonna materna = Vienna

Fra l'altro a Modena ho mangiato molto bene (mi ci sono fermata a cena qualche volta) in un piccolo ristorante in centro che adesso non so piu' se abbia mantenuto la qualita' di una volta: I Corrieri.

Sapere che eri a pochi minuti mi fa impazzire; a questo mondo non c'è giustizia; ma ... occorre farsene una ragione. (diciasettemilacinquecento)

Scommetto che per un modenese possa non rappresentare il massimo, ma io adoro le trattorie "alla buona", ove sia possibile sedersi senza essere decisamente "in tiro" e sporcarsi le dita mangiando anche usand le mani. :-)

Ecco! Servito! Ti avevo battezzata, culinariamente parlando, una snob da Enoteca Pinchiorri!
Quanto mi piacerebbe invitarti dalla Bianca, jeans e maglietta, scarpe comode, i migliori tortelloni (verdi burro e salvia o di zucca all'amaretto) di Modena, poi carrello di arrosti o bolliti e amaretti morbidi fatti in casa.
Decisamente al mondo non c'è giustizia! (diciasettemilasettecentocinquanta)

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Ti avevo battezzata, culinariamente parlando, una snob da Enoteca Pinchiorri!
Quanto mi piacerebbe invitarti dalla Bianca, jeans e maglietta, scarpe comode, i migliori tortelloni (verdi burro e salvia o di zucca all'amaretto) di Modena, poi carrello di arrosti o bolliti


Mi piacerebbe, un giorno, scrivere un post... ovvero un racconto. oppure raccontarlo direttamente ad un interlocutore di fronte a me... a cena, mentre con le mani ripulisco l'osso della fiorentina al sangue.
Ho in mente di ambientare il racconto (come al solito) a Mosca. Protagonista, ovviamente, l'immancabile Irina.
La trama tratterebbe di una cena con Vlada in cui quest'ultima le spiega come una devochka non debba mai essere ne' del tutto snob, ne' del tutto alla buona, ma debba adattarsi a cio' che il lok desidera in quel momento.
Mi piacerebbe raccontare di come Irina, ragazza semplice e proveniente da una famiglia non certo ricca, viene educata a comportarsi tanto da sembrare, dopo poco tempo, una persona che abbia da sempre frequentato posti esclusivi.
Il carrello dei bolliti e degli arrosti rende bene l'idea di cio' che significhi essere devochka. Il cliente puo' gustare un po' di questo... un po' di quello... puo' abbuffarsi di una cosa e tralasciarne un'altra...
La scelta e' cio' che attira l'essere umano. Aver la possibilita' di assaggiare tutto... anche se poi, sazio, non lo fara'.
A Vlada farei dire una frase, alla fine del racconto. Sai, quelle solite frasette con le quali rompo le palle e che sanno tanto di filosofia da quattro soldi...
"Tutte le devochki sono donne ma solo alcune donne possono essere devochki... quelle che possono offrire il carrello piu' ricco".

gatsby ha detto...

Il cibo è una delle cose piu' belle che ci regala la vita.
Alla Subida, in provincia di Gorizia, vicino al confine sloveno, ho forse fatto l'esperienza culinaria migliore.

Secondo me, Chiara, tu viaggi in maniera equidistante tra il dolce e il salato.
Anche se il gusto che preferisci deve essere forte, altrimenti non ti appaga piu' di tanto.
Mi hai servito parecchie portate un po' "salmastre", ma devo dire onestamente che in fondo non erano male.
Ci sono persone che si fissano solo su una parte del menu'...
Io invece preferisco il metodo sperimentale.
A volte qualche portata servita non è stata proprio delle migliori, ma trovo utile comunque averla assaggiata.
Fissarsi esclusivamente su cio' che ci piace ci condanna a non apprezzare tutto quello che resta :-))

gullich ha detto...

"Fra l'altro a Modena ho mangiato molto bene (mi ci sono fermata a cena qualche volta) in un piccolo ristorante in centro che adesso non so piu' se abbia mantenuto la qualita' di una volta: I Corrieri."

i corrieri è a parma :o), dietro l'università.

E' davvero cosa assai singolare, ritrovarla qui... a pochi passi dal post sulla dipendenza.

almneno per me. :o)

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

i corrieri è a parma :o), dietro l'università.

Cavolo!
Hai ragione!
Che stupida, mi sono confusa... uff! Lo conosci? :-)

Adesso pero' l'offerta di Duval retrocedera' nuovamente a diciassettemilacinquecento :-(

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

@ Gatsby: Secondo me, Chiara, tu viaggi in maniera equidistante tra il dolce e il salato.

Io non sono mai equidistante. :-)
Io sono sempre alle estremita'. L'equidistanza non mi appartiene.
Almeno credo...

Anche se il gusto che preferisci deve essere forte, altrimenti non ti appaga piu' di tanto.

E' incredibile l'immagine che si da' di noi attraverso questo bizzarro mezzo virtuale. Da cosa evinci che i gusti forti mi appagano di piu'?
Non dico che tu sia fuori strada, solo vorrei capire se e' una cosa che scrivi tanto per scrivere o se hai elementi a supporto della tua opinione.
A volte vorrei veramente capire come, chi mi legge, mi percepisce e perche'.
Qualcuno ci ha gia provato, ma credo che l'idea sia diversificata a seconda della sensibilita' della persona.

Mi hai servito parecchie portate un po' "salmastre", ma devo dire onestamente che in fondo non erano male.
Ci sono persone che si fissano solo su una parte del menu'...
Io invece preferisco il metodo sperimentale.


Non mi pare che tu sia uno che sperimenta...
Per esempio: niente gang bang e sandwitch :-)))

A volte qualche portata servita non è stata proprio delle migliori, ma trovo utile comunque averla assaggiata.
Fissarsi esclusivamente su cio' che ci piace ci condanna a non apprezzare tutto quello che resta :-))


Mi dispiace tornare sempre li'... ma le "portate" le ha assaggiate anche la tua partner abituale o ti sei abbuffato da solo?

Dolce-Alexia ha detto...

Presumo che dal titolo di post "Assaggiami" volevi associare le tue caratteristiche con quelli piatti da te citati :-)
smetana-anche se è acida è molto morbida e buooooona, da leccarsi i baffi.
kapusta-è una verdura dura, ma preparata e servita bene è deliziosa. Quando è kvashenaya può piacere o non. Non manca mai al tavolo, più spesso viene servita come aperitivo.
Utka s jablokami-è un mix di gusti diversi. ;-))

gatsby ha detto...

Cara Chiara
Innanzitutto è una fortuna che tu non ti sia candidata alle recenti politiche.
In questa occasione la tua estremizzazione ti sarebbe stata fatale. :-))
Per quanto riguarda i sapori ho liberamente associato il sapore al carattere.
Questa associazione mi porta a pensare che ti piacciano i sapori forti.
La licenza poetica mi ha portato a paragonare le "portate salmastre" e quelle "servite" al tavolo come metafore delle risposte che fornisci ai tuoi interlocutori.
Devi sapere che io adoro Pinter e quindi non mi spaventa il gioco al massacro.
La mia amica Sciamanta dice di non voler entrare nel tuo blog, pur apprezzandoti tantissimo, perchè non le piace perdere. Naturalmente me lo ha detto scherzandoci su..
Forse un giorno, se ne avrà voglia, interagirà.

Mi piace il fatto che tu sia una persona diretta, con cui ci si puo' realmente misurare.
Anche a costo di qualche "umiliazione" personale.
Ma ben venga se serve a farmi riflettere. :-)
Non sono del tutto sicuro che tu te ne sia accorta, ma una volta nel risponderti mi sono praticamente messo a nudo..e ho preso un bel raffreddore. :-)
Un'ultima nota.. non resisto, ho un "attimo" da segnalarti, cosi' faccio contento Gullich. Si chiama Natsuo Kirino - " Grotesque" - Neri Pozza. Nell'era di internet non serve spiegarti cos'è.
Dico solo che i temi trattati sono molto vicini a cio' di cui ti occupi quotidianamente.
Te la suggerisco.
E il suo Rate è sorprendentemente basso rispetto a quanto offre.. solo 22,00 euro.
Trattamela bene, non rovinarmela, è un fiorellino. :-))))

Che sapore dovrebbe avere l'ironia?

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

La mia amica Sciamanta dice di non voler entrare nel tuo blog, pur apprezzandoti tantissimo, perchè non le piace perdere. Naturalmente me lo ha detto scherzandoci su..
Forse un giorno, se ne avrà voglia, interagirà.


Questa non la capisco. Sono sincera. Che significa?

Si chiama Natsuo Kirino - " Grotesque" - Neri Pozza. Nell'era di internet non serve spiegarti cos'è.
Dico solo che i temi trattati sono molto vicini a cio' di cui ti occupi quotidianamente.
Te la suggerisco.


Grazie, sono andata a leggermi la recensione qui e pare interessante:

http://www.anobii.com/anobi/forum_thread.php?tid=13424&pid=84&lid=#new_thread

Willyco ha detto...

Maledizione, e dire che noi modenesi soffriamo un po' la cultura elitaria dei parmensi. Ed ora sappiamo che la "trattoria" modenese preferita da Klara è a Parma... :-)
Cosa devo dire, sarà che da tempo mangio su un divano assieme ad una persona malata, oppure a tavola da solo, ma sono tornato all'amore della non semplicità. Travaso la minerale gassata in una bottiglia di cristallo di inizio novecento, apparecchio con ceramiche slovacche, bicchieri di cristallo molato, sottopiatto in lacca birmana e posate d'argento, una musica barocca di sottofondo. E penso: bisogna pur sopravvivere.

A Modena ero tutte le settimane allo "Strada facendo". Delizioso per cibo e cantina. Ma allora la mia vita era più vuota e ne avevo bisogno. Ora non mi pesa mangiare sushi seduto sul pavimento.

E l'ultima volta dalla Bianca mi hanno rifilato dei lamponi con la Muffa... :-(

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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