sabato 8 marzo 2008

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L'idea di una dea

 
Oggi e' stata una strana giornata caratterizzata dai problemi avuti dal server, pero' ho anche ricevuto (come messsaggio privato) quella che lui stesso chiama una "visione".
Ovviamente l'ha scritta in quanto non ho mai nascosto questa mia debolezza nei confronti delle belle parole. Nonostante lui sia consapevole che con la mia richiesta di farne un post dovra' sopportare da alcuni le probabili ironie sui "tentativi di aggancio", mi ha permesso di pubblicarla.

Camminavano nel silenzio in riva al mare, in una dolce serata di mezza primavera; riflessi di luna piena guizzavano argentei sull’acqua e sussurri di brezza carezzavano i loro capelli; all’orizzonte fiamme di stelle giocavano a confondersi con luci di barche lontane. La sabbia, a pochi metri dalla battigia, conservava le loro impronte a perdersi nell’oscurità.

Duval guardava l’incanto remoto della luna ed al ritmo costante dei riccioli d’onda un dolce sentimento lo avvolgeva, ed eran profumi, erano suoni, ed eran misteri che ogni piccola, placida onda dissolveva, appena formatisi come pensieri.

Lei stava davanti, qualche metro, cosicché Duval ne aveva una visione di spalle, non ben definita nel tenue chiarore lunare. Aveva tolto i sandali, che ora teneva in mano ed aveva sciolto i neri capelli ad ondeggiare al ritmo dei fianchi: Callipigia, come la Dea, l’Idea di una dea.

Penna aspra e cuore morbido, lingua tagliente e sguardo sognante, inconsapevole sospensione tra percorsi istintivi in antichi filari e nuovi sentieri razionali.

Iniziò a spogliarsi con calma, quasi con ritegno, sempre di spalle. La stanza era appena rischiarata da una debole lampada dietro al paralume sul comodino.
Si voltò infine, nuda, nascondendo il seno ed il pube con le mani; i suoi movimenti erano figli di antiche nobiltà. Nella penombra Duval non distingueva le nudità in parte occultate, ma non se ne dava pena; era affascinato dalle lunghe dita affusolate che si muovevano sinuose come piante in un acquario.

Non era ancora tempo di affanni amorosi.

Si accesero improvvisi i suoi grandi occhi verdi e spensero la stanza, la luna, le speranze e i sogni.
Oltre la grande distesa di mare: spiagge deserte; fronde sussurrano senza voce: nessuno le ascolta; e se là vive una Dea nessuno l’ha vista.

Duval

4 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

mi è piaciuta molto questa poesia dell'amico Duval intrisa di erotismo e di mistero.

Ero certo che l'amico Duval non ci avrebbe abbandonato e ci avrebbe ancora donato i suoi bei scritti.

Tanti saluti dal tuo Davide

Yuna90_42 ha detto...

Mi piacciono gli scritti che sanno far rivivere in me immagini....e onestamente caro Duval il tuo sotto questo punto di vista è stato per me una esperienza eccezionale...scusa...ma non ho potuto fare a meno di pensare a Chiara...in questo scritto, forse più per mia propensione d'animo che altro, ho visto molto di lei...e te ne ringrazio ^_^

Michela

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

e onestamente caro Duval il tuo sotto questo punto di vista è stato per me una esperienza eccezionale

Duval e' un "vecchio marpione" :-)
Fossi in te considererei la sua propensione al rilancio. Con lui si possono fare delle vere e proprie partite di poker :-)

Yuna90_42 ha detto...

Duval e' un "vecchio marpione" :-)
Fossi in te considererei la sua propensione al rilancio. Con lui si possono fare delle vere e proprie partite di poker :-)


Non so giocare a poker, chiedo venia :-)
Però sono sempre disposta ad imparare.....
Michela

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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