domenica 2 marzo 2008

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Ricordando Sirat Al-Bunduqiyyah


Come gia' accaduto con il raccontino invernale di Duval ambientato sul fiume Teplá (QUI), mi e' parso giusto fare anche di questo, che mi e' giunto come commento e che si ispira al mio racconto QUI, un post a se'. E' scritto molto bene e crea quell'atmosfera magica alla quale non sono indifferente. Grazie Max Fridman per aver voluto farmene dono.

Ricordando Sirat Al-Bunduqiyya

Vi è mai capitato di cadere nelle volute morbide, avvolgenti e scivolose di una fiaba?

A me è accaduto e posso testimoniare che, a differenza di quanto si potrebbe supporre, le fiabe non sempre sono quel teatrino di edificanti insegnamenti morali che tutti pensiamo destinati ad accompagnare la crescita dei bimbi di tutto il mondo.

Invece, spesso si tratta di strani incredibili luoghi, sperduti nello spazio e nel tempo, in cui aneliti, passioni, pulsioni ed orrori celati nei recessi delle anime e delle coscienze degli individui (non importa se adulti o se piccini), prendono vita e divengono essi stessi creature animate, vive e concrete e si muovono in quegli strani luoghi, determinando l’accadere di eventi che coinvolgono ed influenzano l’esistenza di altre creature, che determinano l’accadere di altri eventi che a loro volta coinvolgono ed influenzano l’esistenza di altre creature, e così via, lungo una catena infinita fatta di orrori, di gioie, di sogni plausibili e di realtà inverosimili.

Come nella sceneggiatura di un drammaturgo folle, che si diverte a mescolare i destini, attraverso gli incroci più astrusi.

Non so cosa mi abbia portato qui. Non so cosa abbia spinto i miei passi e le mie scelte in questa fase, ormai finale, di questa storia.
O forse dovrei dire, che non so cosa mi abbia fatto scivolare all’interno di questa fiaba.

L’inchiesta si è ormai conclusa.
Ho deliberatamente scelto di tenere lei fuori dall’indagine.
Le condizioni c’erano tutte: la mia indagine era ormai solidamente supportata di tutti i riscontri probatori necessari: confessioni, documenti, intercettazioni…

Ho fatto capire ai miei superiori e al magistrato inquirente che la sua figura e un’eventuale testimonianza a questo punto sarebbero del tutto irrilevanti.
Infine mi sono avvalso della condizione che permette ad un funzionario dei servizi informativi di sottrarsi in una certa misura ai doveri tipici di un ufficiale di polizia giudiziaria, e di mantenerla, lei intendo, sotto la cappa protettiva di fonte confidenziale, quindi non tenuta a deporre in sede processuale.

Volevo tutelarla, è vero, preservarne l’anonimato così accuratamente e tenacemente difeso.
Ma non è solo questo.
È che a volte, nonostante la mia indole strenuamente razionale ed analitica, non riesco a fare a meno di ascoltare la voce del mio istinto.
E poi, esisteva una specie di patto non scritto tra noi.
Io ho avuto quello che cercavo. Grazie alle sue informazioni quella banda di delinquenti è stata ormai assicurata alla giustizia.

Ma allora? Cosa diavolo mi spinge fino a questo gelido buco del culo del mondo a sorseggiare un caffè imbevibile in compagnia di un placido poliziotto di provincia, non si capisce quanto mansueto e non si capisce quanto manesco, avvolto in quella sua voluminosa giacca a vento?

Cosa mi spinge ad inventare una storia plausibile, confidando su quel minimo di complicità e su quel labile sentimento di colleganza tra sbirri, sia pure di paesi diversi, per convincere questo corpulento tutore dell’ordine a condurmi fino alla casa di lei (che so perfettamente dov’è, ma ho bisogno di essere accompagnato per contare su un’entrata morbida)?

Ho una certa difficoltà a darmi una risposta sincera. Ma tanto, anche se avessi il coraggio di darmela, a cosa servirebbe? Ormai sono qui. In questo posto assurdo. Sono io che mi sono dato attivamente da fare per arrivarci. Sono io che ho fatto un cazzo di biglietto aereo; sono io che a Budapest ho noleggiato una cazzo di macchina per arrivare in questo paesino altrimenti irraggiungibile. A che serve chiedersi adesso il perché?

Cosa importa se è per dimostrare a me stesso quanto sono abile nelle mie capacità investigative, se è per dimostrarlo a lei, o se è solo per guardarla dritto negli occhi?

E poi anche se fosse? Cosa mi aspetto? Che si sciolga e svenga ammaliata dal mio sguardo da orsacchiotto mediterraneo? Ma finiamola…

Sono immerso in mille pensieri mentre finalmente saliamo a bordo della Skoda Favorit di servizio e ci avviamo verso la periferia del paese.

Il poliziotto ogni tanto dice cose che non capisco accompagnandole da una sghignazzata. Io doverosamente assecondo la risata ridendo a mia volta, ancorchè del tutto inconsapevole della ragione per la quale ridiamo come due imbecilli.

Un flash di immagini balena nella mia fantasia: chissà perché me la immagino che guarda attraverso la finestra col fischio di un bollitore in sottofondo. Sarà perché conosco la sua passione per il tè.

Per un attimo è come se fossi lì. Anch’io dietro quella finestra.
Qualcosa mi scuote da questo turbine di pensieri.
La vecchia Skoda Favorit è ferma in un piazzale, appena sgomberato dalla neve, alla fine di una stradina che attraversa i vigneti, per arrivare giusto davanti la casa.
Nel silenzio ovattato di quell’ambientazione invernale, il poliziotto del paese si staglia sullo sfondo luminoso di neve e si muove verso la porta della casa, annaspando goffamente infagottato com’è dalla sua ingombrante giacca a vento.

Io me ne sto in macchina e osservo la scena, dallo schermo del parabrezza di quella vecchia vettura di servizio.
Il poliziotto si avvicina al portico mentre una figura femminile lo attende sulla soglia della porta aperta.
Sarà lei?
I due parlano, e ai miei occhi sono come i protagonisti di una sequenza senza il sonoro.
L’unica colonna sonora è la radio di bordo, che ogni tanto gracchia qualcosa di incomprensibile o manda una scarica.
Dopo qualche minuto il poliziotto torna verso l’auto e, avvicinatosi al finestrino, gesticolando e facendo appello al pochissimo inglese che è capace di parlare, riesce a farmi capire che posso scendere dall’auto, invitandomi con ampi cenni ad andare verso la casa.

Scendo dall’auto e, mentre muovo i primi passi, la Skoda si rimette in moto e borbottando fa manovra allontanandosi dal piazzale. Rimango immobile osservandola mentre si allontana lungo la strada da cui era arrivata, lasciandosi dietro un pennacchio di condensa e fumo bianco che esce dal tubo di scappamento.
Non è che io stia attendendo di essere ormai solo in quel posto, a tu per tu con la donna.
In realtà è che sto prendendo tempo.

In questa fiaba la protagonista è la mia incertezza: posso vederla prendere corpo e muoversi tentennate ed indecisa, mentre si guarda intorno e cerca una via di fuga da quel cul de sac in cui essa stessa si è consapevolmente cacciata.

Ed ha cacciato me, con se stessa d’altronde.

Non so esattamente cosa farò e cosa dirò.
Davvero, c’è una specie di vuoto pneumatico nella mia testa.
Mi pare di camminare su un tappeto di ovatta e avverto come una sensazione di distacco dalla realtà.

Mi dirigo verso il portico fino a quando non mi trovo a pochi metri dalla giovane donna che immerge il collo in un dolcevita oversize bianco, evidentemente infreddolita.

Osservo i suoi occhi grigi, poi, dopo aver considerato la sua bella capigliatura corvina, i lineamenti perfetti e la figura snella, sento la necessità di distogliere un momento lo sguardo, come se dovessi inseguire un pensiero che tende a sfuggire verso l’infinito.

Mi ricorda qualcuno che affiora dal mio remoto passato. Forse.

Torno a rivolgermi a lei e non riesco a trattenere un sorriso a mezza bocca mentre entrambi rimaniamo per un po’ a osservarci, muti, con espressioni tra l’interrogativo e lo stupito.

Poi lei, rompendo il silenzio si rivolge a me in un italiano corretto ma caratterizzato da un lieve accento magiaro, ed emettendo una nuvoletta di vapore condensato dal freddo, mi sospira sorridendo un:

“Come hai fatto a trovarmi?”

“Ho seguito i sassolini – dico io godendomi il momento di gloria di chi è riuscito a risolvere un enigma – Come nella fiaba di Hänsel e Gretel hai lasciato dietro di te tanti sassolini bianchi lungo il cammino… pare che ti piacciano le fiabe, Tündi”.

“Solo se sono a lieto fine e se non ci sono orchi che scorrazzano in giro. Comunque ecco qua la casetta di pfefferkuchen; alla fine ci sei arrivato”.

“Sì… alla fine. D’altro canto è anche un po’ il mio mestiere – dico quasi emettendo a mia volta una nuvoletta di vapore e, con essa, un sospiro di sollievo – spero solo che tu non mi consideri l’orco della fiaba”.

“Agli orchi non e’ permesso di oltrepassare la soglia di casa mia, ma questa fiaba e’ stata scritta da me. Qui posso fissare le regole e posso anche abolirle… e poi questa non e' la storia in cui le Petit Poucet incontra l'orco, qui Ivica i Marica incontrano Baba Jaga , la strega cattiva che imprigiona il maschietto in una gabbia con lo scopo di farlo ingrassare e poi mangiarlo – sorride lei in modo sottilmente maligno – allora… Poliziotto, la vuoi o no una tazza di tè caldo?”

“Sì… certo che la gradisco una tazza di tè caldo. Comunque, ricorda che questa fiaba non l’hai scritta solo tu. L’ho scritta un poco anch’io. Ma forse si è anche scritta un po’ da sola. Perché certe fiabe sono magiche e vivono di vita propria. Mi pare che i veneziani ne sappiano qualcosa, e te lo potrebbe confermare anche Corto Maltese nella sua “Favola di Venezia”.
Ma pensandoci bene, in fin dei conti, probabilmente, la vera ragione per cui sono qui, è che ne vorrei scrivere ancora altre di fiabe con te… o forse è più giusto dire… che vorrei dare alle fiabe che sono in noi l’opportunità di prendere vita e di scriversi da sole e di andare dove la loro storia le porterà…”

Questa volta fu lei a distogliere lo sguardo e a volgerlo verso un punto indefinito e lontano e in quel momento ebbi la certezza che la strega tzigana che era in lei vide qualcosa. Qualcosa di preciso.

“Entra poliziotto. Il tè si fredda…”


Max Fridman

28 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

mi è piaciuta molto questa storia che si riallaccia ad una che avevi scritto tu tempo fa. E' davvero una bella idea quella di scrivere delle "fiabe" che si fondono con "fiabe" che tu ci avevi donato. Anzi sarebbe divertente che altri tuoi lettori dotati di fantasia e spirito poetico (non è certo il mio caso) seguissero questo esempio o con questo post o con altre fiabe che ci hai raccontato.

Ricordo che una cosa simile era avvenuta l'anno scorso per le tue vacanze sulla neve: i lettori immaginavano un ipotetico incontro con te durante le tue vacanze. Era iniziata come uno scherzo e poi ha prodotto tanti scritti da parte dei tuoi lettori, alcuni anche molto belli e devertenti.

P.S. Spero che Duval abbia ripensato quello che ha detto ieri e ritorni a scrivere sul tuo blog. Un incontro con te e lui in terra magiara in uno sperduto paesino incantato sarebbe molto avvincente.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

@ Davide: In effetti stimola moltissimo la mia vanita' questo essere piu' volte protagonista in storie raccontate dal punto di vista di chi mi legge.

michail tal ha detto...

Bello Max.
Mi piace molto dove scrivi: "vorrei dare alle fiabe che sono in noi l’opportunità di prendere vita e di scriversi da sole e di andare dove la loro storia le porterà…”
Romantico

Yuna90_42 ha detto...

per Max Fridman

Ti odio!!!!

Michela

Max Fridman ha detto...

@ Michela:

Non mi conosci abbastanza per potermi odiare.

Comunque questo sentimento estremo mi lusinga, e credimi: volendo posso fare di meglio...

davide ha detto...

Cara Yuna,


.....il riso argentino e la voce sbarazzina mi riportano alla realtà, mi volto mentre lascio la tenda con un moto di imbarazzo…sì dice lei è la mia finestra….sì penso io…tu sei qui 
Segue….

La tua poesia mi era piaciuta molto. Poiche avevi scritto "segue"
spero che un giorno ci donerari anche la continuazione.

Certo nella tua comprensione, ti invio cordiali saluti

Davide

siggy ha detto...

Risolvere il seguente quesito:

se max friedman = blackbird (e su questo non ci piove)

yuna90_42 = ????

Comunque, almeno stalvolta, è diventato un "orsacchiotto mediterraneo"... avrà frequentato un corso di autoironia???

siggy ha detto...

Perdon... Max Fridman...

Ma forse Yuna lo odia solo perchè ha aspettato solo un mese a postare il suo racconto, impedendo a lei di partorire la seconda puntata del suo...

mah....

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Ma forse Yuna lo odia solo perchè ha aspettato solo un mese a postare il suo racconto, impedendo a lei di partorire la seconda puntata del suo...


Secondo me sei fuori strada...

Buon giorno Siggy, bentornato :-)

siggy ha detto...

'ngiorno,

sabato scorso pensavo a te al Lej de la Pesch... quest'anno niente snowboard?
Ormai la neve si sta squagliando e se aspetti ancora un po'....

Sono fuori strada in che senso? Non serve il team di Criminal Minds per identificare i due maschietti...
Quanto alla signorina le mie sono ipotesi buttate là... sono totalmente in alto mare...

Yuna90_42 ha detto...

Io lo odio perchè amo Klara :-)
Yuna90_42 = Michela
Non provengo da nessun sito e non frequento chat...ed il mio odio era ironico....ha scritto molto bene ed ho rosicato in senso positivo :-)
Qualsiasi altra supposizione su mie altre identità o nick è fuori luogo :-)
io sono io..e nessun altra :-)
come lo è Chiara di Notte :-))

siggy ha detto...

Ah... beh...
Allora lo odio anch'io...
Anch'io amo Klara anzi Chiara...
Che ne dici se ci consolassimo un po' insieme???

Yuna90_42 ha detto...

Ah... beh...
Allora lo odio anch'io...
Anch'io amo Klara anzi Chiara...
Che ne dici se ci consolassimo un po' insieme???


Dico lol :-)

siggy ha detto...

Ridi a crepapelle?

Infatti... io sono un tipo molto divertente...

Non sai cosa ti perdi...

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Siggy... i tuoi commenti non si spingono oltre?

Ma sei proprio tu o hanno clonato pure il tuo nick? :-))

Una volta, quando eravamo tutti/e nell'immondezzaio discutevamo piu' corposamente.

Adesso mi pari Zwallyz :-))


PS:adesso illu, guai a te se intervieni!

davide ha detto...

Caro amico Siggy

""sabato scorso pensavo a te al Lej de la Pesch... quest'anno niente snowboard?
Ormai la neve si sta squagliando e se aspetti ancora un po'....""

Non ti preccupare per la neve, perchè mentre ti scrivo qua nevica che è un piacere.

Tanti saluti Davide

illustre1966 ha detto...

Eccomi!

Che succede?

Zwallyz esci subito da quel nik!!!

:-D

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

illustre1966 said...
Zwallyz esci subito da quel nik!!!


Da quale nick?

Quello di Yuna o quello di Max?

Comunque, "GLI PIACERESSE" a piZqWano di essere o l'una o l'altro :-)))

siggy ha detto...

"Adesso mi pari Zwallyz :-))"

Me l'hai già detto una volta... ti ricordi?
Chiedo scusa a Yuna per averla infastidita...
Però mi secca un po'... che solo zwallyz sia credibile come tampineur de femmes?
A me cosa manca?


"Non ti preccupare per la neve, perchè mentre ti scrivo qua nevica che è un piacere."

Qua dove?

Max Fridman ha detto...

Accidenti che casino... se lo sapevo mica lo postavo...

@ siggy:
max fridman = blackbird?

ho appena controllato: giuro che non è nero...

scusate, ma se pure in questo luogo così controllato scoppia una simile bagarre ogni volta che uno apre bocca, beh, sapete cosa c'è di nuovo?
mi ritiro in buon ordine e taccio.

Tanto capirai quale inestimabile valore hanno i miei contributi...

Buon proseguimento

:-)

Yuna90_42 ha detto...

x Max
lasciamo siano gli altri a giudicare il valore di tuoi contributi che a me onestamente paiono notevoli :-)

x siggy
infastidita no :-) mi piace scherzare e come tale ho considerato il tuo intervento sulla mia persona:-) aggiungo che non conoscendoti non posso certo sapere cosa ti manca...chiederò lumi a Chiara :-)

x Davide
spero di riuscire a scrivere presto il seguito di quanto esternato in precedenza....mi emoziono molto nel farlo :-)

aggiungo un ciao a tutti^_^

Michela

davide ha detto...

Caro Siggy,

"Qua dove?"

Al mio paesino naturalmente.


Cara Yuna,

"Davide
spero di riuscire a scrivere presto il seguito di quanto esternato in precedenza....mi emoziono molto nel farlo :-)"

Non c'è fretta; l'importante è che scrivi il seguito del racconto perchè era molto bello.

Tanti saluti a tutti

Davide

siggy ha detto...

@ max fridman:
"Accidenti che casino... se lo sapevo mica lo postavo..."

Casino? Quale casino? Sei forse abituato agli standard gelido-asettici del Malocchio?
Comunque se chi ha scritto Sirat al Vattelapesca non è lo stesso che ha postato alcuni contributi a Vacanze sulla neve io non sono uno psicanalista viennese...


ps: ops... ma io NON sono uno psicanalista viennese.... devo aver sbagliato la figura retorica....

Max Fridman ha detto...

@ siggy: leggo quelli che intuisco essere riferimenti impliciti a fatti e situazioni che non capisco bene perchè ti posso assicurare che non c'entro e non vi ho mai avuto parte.

Casino dal mio punto di vista perchè sono abituato al MIO standard di persona tranquilla, schiva e solitaria.

@yuna: grazie per l'apprezzamento. Peccato che non mi odi davvero: un'anima grigia e anonima come la mia ogni tanto si alimenta di certi sentimenti decisi e colorati, magari di un vermiglio color sangue...

Comunque, apprezzati o meno che siano, credo che mi asterrò per il futuro dal fornire altri contributi.

Questi giochi alla ricerca di identità incrociate (blackbird, il Malocchio, gli psicanalisti viennesi, zwallyz...) non mi piacciono proprio.

Comincio a capire come può essersi sentita Chiara fino ad oggi.

Io che sono molto meno tosto di lei a quest'ora avrei chiuso tutto e mandato questo pietoso teatrino felicemente a quel paese...

Saluti a tutti

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Comunque, apprezzati o meno che siano, credo che mi asterrò per il futuro dal fornire altri contributi.


Ottimo!

Cosi' con te, e dopo Duval, sono in due ad abbandonare il mio blog. Alla fine, se tutti se ne vanno, temo che resteranno solo i multinick dei pisquani.

Spero che tu e Duval ci ripensiate. Mi piacciono le persone che sanno scrivere qualcosa di sensato.

siggy ha detto...

@max fridman
"Questi giochi alla ricerca di identità incrociate (blackbird, il Malocchio, gli psicanalisti viennesi, zwallyz...) non mi piacciono proprio.

Comincio a capire come può essersi sentita Chiara fino ad oggi."

Come si è sentita Chiara fino ad oggi?????
Perchè non ci mettiamo anche come si è sentito Enzo Tortora e magari il capitano Dreyfuss?

Sinceramente la tua tua reazione appare un po' melodrammatica.

Io volevo semplicemente intendere che l'immedesimazione, nei loro scritti, di Max Fridman e di Blackbird con l'"uomo dei servizi" (italiani) è quasi commovente, visto il prestigio di cui godono attualmente i "servizi" (sempre italiani).

Tu mi fai intendere che è un puro caso? Vabbene...morta lì!

Relax, don't do it when you wanna go to it...

Vuoi farmi litigare con Chiara proprio adesso....

Max Fridman ha detto...

No, ragazzi/e davvero... non volevo agitare le acque o turbare i giochini sul "chi - è - questo/a - chi - è - quello/a".

Davvero, nessun melodramma e nessuna commozione... mi rendo conto di aver scritto qualcosa di troppo...

Vi lascio alle vostre occupazioni...

Saluti

:-)

PS: quando avrete scoperto chi sono, fatemelo sapere, perchè sono alcuni decenni che me lo chiedo e non riesco ancor oggi a darmi una risposta convincente...

siggy ha detto...

Ancora?

Non mi importa niente di sapere CHI tu sia!

Dici di non aver scritto anche i brani di "vacanze sulla neve"?
Lo dici?

Bene, faccio un grande sforzo e ti credo...

Ma, te ne prego, non sentirti vittima di una persecuzione o di un complotto...

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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