mercoledì 19 marzo 2008

Portatori di democrazia


Faro' in modo che non sia possibile rispondere (disabilitero' i commenti). D'altronde so gia' quali sarebbero; il discorso si perderebbe intorno ad altre questioni e divagherebbe verso tematiche che non avrebbero piu' alcuna attinenza. Io mi farei, come al solito, coinvolgere (e' noto il mio carattere polemico) e verrebbe perso completamente il senso di un tema che, piu' di ogni altro, mi sta a cuore: quello dei bambini.

I bambini non hanno colpe. Solo gli adulti, certi adulti ne hanno.

Cio' che si puo' leggere nella cronaca di ogni giorno fa capire quanto i personaggi che oggi ci guidano, presi dalla foga per la loro interminabile "partita a scacchi" combattuta contro quel "demone interiore" che non riusciranno mai a sconfiggere, possano insegnarci solo poche cose: la crudelta', l'egoismo, la falsita', l'ipocrisia.

Nel nome della "liberta'", parola che proferiscono con grande enfasi, si inventano arbitrarie "missioni di pace", che poi altro non sono che guerre di conquista fatte solo per avidita'. Creano casus belli, inventano motivazioni ideologiche, sostituiscono regimi etichettati come "orrende dittature" con sedicenti "democrazie", che di democratico hanno solo il nome, rette da "fantocci". Biechi individui alle dipendenze dei nuovi padroni, pagati per amministrare i loro interessi e per favorire la scomparsa di ogni forma di pensiero civile fra la loro stessa gente.

A queste persone, che ogni giorno riempiono con la loro immagine le pagine dei giornali e gli schermi televisivi, dedico questo post. Non tutti hanno creduto a cio' che essi hanno cercato di raccontare per giustificare quelle brutali distruzioni, non solo materiali ma anche etiche, che oggi stanno causando un'involuzione in quello spirito di umana solidarieta' che dovrebbe innanzitutto curarsi di chi e' piu' debole.


"Le condizioni dei bambini in Iraq non hanno solo a che fare con malnutrizione e povertà: le carceri irachene detengono oggi 1.350 minori tra i 10 e 17 anni, di cui non si conoscono al momento le condizioni di detenzione.

Lo ha detto oggi la responsabile comunicazione dell'Unicef Claire Hajaj, in una conferenza stampa a Roma sulle condizioni dell'infanzia nel martoriato paese e sul lavoro degli operatori dell'Unicef in Iraq.

L'Unicef ha detto di stare lavorando con le autorità irachene affinché i diritti dei bambini vengano rispettati in conformità con gli standard internazionali.

Sui motivi della detenzione, "i dati non sono chiari, ma nella maggior parte dei casi si tratta di 'infrazione della sicurezza'", ha spiegato Hajaj.

A cinque anni dall'inizio della guerra in Iraq, ha continuato Hajaj, le drammatiche condizioni di vita delle donne e dei bambini dovrebbero essere in cima all'agenda della comunità internazionale per la costruzione di un futuro solido e democratico nel paese, oltre che per l'emergenza umanitaria.

"Il loro futuro (dei bambini, ndr) è il futuro del paese, non si tratta solo di preoccuparsi di ciò che succede oggi", ha detto la rappresentante dell'Unicef durante la conferenza, "cosa diventeranno questi bambini in futuro?".

La mancanza di una "rule of law" non è l'unica emergenza nel paese. I bambini iracheni mancano dei diritti fondamentali come istruzione, cure mediche e nutrizione, a causa di 5 anni di guerra e di un quarto di secolo di restrizioni, sanzioni economiche e conflitti.

Secondo stime Unesco, il tasso di iscrizione alla scuola primaria sarebbe sceso dall'86% del 2000 al 53% del 2006. I dati del 2007 mostrano poi che solo il 28% dei ragazzi in età da diploma ha effettuato gli esami finali nell'Iraq centrale e meridionale.

Riguardo le vaccinazioni, l'Unicef interviene incisivamente nel paese portando casa per casa i medicinali per l'immunizzazione, ma ciononostante lo scorso anno più di un milione di bambini non ha potuto vaccinarsi contro il morbillo, che si sta diffondendo attualmente nell'Iraq centrale.

La nutrizione è ad oggi inadeguata soprattutto per la scarsa accessibità ad acque pulite. Nel 2006, solo il 40% degli iracheni ha dichiarato di poter accedere riserve d'acqua "affidabili", contro l'81% del 2000.

Dal 2003 a oggi, 150.000 civili maschi sono rimasti uccisi negli scontri, il che significa che oltre 70.000 donne sono oggi vedove e centinaia di migliaia di bambini sono orfani. I dati del solo 2007 registrano oltre 19.500 persone morte a causa del conflitto, mentre dal primo attacco alla moschea di Samarra nel 2006 -- che ha acceso le violenze confessionali tra sciiti e sunniti -- sono più di 1,2 milioni gli sfollati, e 4 milioni dal 2003, la metà dei quali sono bambini.

A fronte degli oltre 2 milioni di bambini che oggi continuano a soffrire di nutrizione inadeguata, malattie e mancanza di istruzione, l'Unicef ha lanciato per il 2008 una campagna per il finanziamento di "Impact 2008", un progetto che mira a creare istituti e supporto per i bambini che vivono all'interno delle zone a rischio e a tal fine cercare di aprire dei varchi di accesso verso queste aree, appellandosi anche ai governi.

Il supporto finanziario fornite dalle Nazioni Unite copre solo il 9% dell'ammontare necessario."


Mi domando spesso quali debbano essere le priorita' di chi ha a cuore la vita e la dignita' di chi rappresenta il futuro su questo nostro pianeta, e mi chiedo se possano bastare poche frasi, scarne ed inutili come quelle da me scritte in questo blog, per placare la coscienza di fronte a quanto sta avvenendo.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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