venerdì 21 marzo 2008

1
comments
Lilya 4-ever


Struggente splendido FILM del regista svedese Lukas Moodysson che non e' mai arrivato nelle sale cinematografiche italiane dopo che e' stato proiettato a Venezia nel 2000. Su Youtube si puo' trovare la versione originale, in russo, sottotitolata in magiaro, ma su eMule e' disponibile anche la versione italiana cercando il titolo lilja 4-ever.

Lilya ha sedici anni e vive in una degradata periferia in una citta' dell'ex Unione Sovietica in cui la vita e' tutt'altro che facile. Abbandonata dalla madre, senza soldi e con l'etichetta di puttana appiccicata addosso, e' costretta a sbarcare il lunario.

L'amicizia con Volodya, un ragazzino di undici anni che farebbe tutto per lei, e' l'unica cosa bella della sua giovane esistenza. I due passano le giornate a sfuggire agli insulti degli altri ragazzi del quartiere e a sognare una vita migliore.

Speranza che Lilya trova nell'incontro con Andrej, del quale si innamora, che le chiede di seguirlo in Svezia per iniziare a vivere decentemente. Ma il trasferimento in Svezia che il ragazzo le offre e' una trappola.

Il film e' basato su una storia vera, quella di Danguole Rasalaite e tratta un problema di grande attualita': quello del traffico di esseri umani e della prostituzione forzata.

Il crollo dell'impero d'oltre cortina, dell'Unione Sovietica e degli Stati annessi, ha portato all'improvviso deteriorarsi di strutture che, fragili, si reggevano gia' malamente. Lukas Moodysson cita a proposito il caso della Moldavia, la nazione piu' povera d'Europa: "Penso che il 99% dei giovani non creda alla possibilita' di avere un futuro nella propria patria. C'e' una percentuale altissima di donne che vendono il loro corpo. Questa e' la terribile realta' e la responsabilita' non e' della Moldavia. Si tratta di uno stupro sia del comunismo, sia del capitalismo."

Non e' possibile immaginare nulla di piu' atroce per una generazione che non conosce altro che la disgrazia, enorme ed accerchiante, di un sistema, e solo quello. Lilya (la straordinaria Oksana Akinshina) ha solo sedici anni, il quartiere in cui vive, costituito da un gruppo di palazzoni grigi e parallelepipedi, e' l'intero suo mondo; non puo', di conseguenza, avere memoria di un passato di decoro: non ha nulla ma sogna d'andarsene.

La disgrazia di Lilya, truffata prima dalla madre che l'abbandona con il suo nuovo uomo, poi dalla zia ed infine da Andrey, il giovane che sembra il barlume d'una nuova vita, ma che non fa altro, in realta', che allargare il dolore di lei da occasionale prostituta per necessita' a sfruttata clandestina in Svezia a disposizione di vecchi (e meno) laidi.

Una storia di crescita in cui la protagonista e' vittima schiacciata da un mondo che non e' ancora in grado di interpretare ma solo di percepire per contatto diretto, in cui il tirare di colla riesce ad allontanare ed angelicare.

Assumendo il punto di vista della ragazza ci si trova ad accettare l'altalena di eventi ed emozioni di cui e' vittima, ma a salvare dalla consuetudine della prospettiva moraleggiante ed educativa e' proprio lo stile amorevole ad avvolgere Lilya e Volodya.

Uno sprofondamento individuale riesce cosi' a divenire un affresco ampio ed allusivo, feroce nel fornire un dettagliato percorso verso la precoce scoperta della fuga nella morte, ma cosi' colmo d'amore per i personaggi da lasciare senza fiato, e sono da leggere in questa chiave gli inserti stilisticamente marcati del sogno, frammenti di stupore a salvare dal nulla.


Da non perdere.


Aggiornamento: dal 29/11/2013 e' disponibile anche la versione doppiata in italiano QUI.

1 commento :

Anonimo ha detto...

devo dire che come film è uno dei più tristi che abbia mai visto...non sò, mi aspettavo un finale migliore, una svolta generale xrò niente...e pensare che questa cosa è successa più o meno ad un altra persona e succede ancora oggi...siamo come sempre, testimoni di un indifferenza totale.

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics