Canto' mettendoci l'anima. La melodia l'aveva composta lei ed aveva scritto anche le parole. Aveva passato notti insonni a cambiarla e perfezionarla fino a ritenerla perfetta. Bellissima.
L'aveva cantata in quel teatro dove, accecata dalle luci, non riusciva a scorgere il volti degli spettatori; ma lei sapeva che c'erano. Erano li' che l'avevano ascoltata, fino a quando, con sinuosi volteggi della voce, era giunta ad intonare la nota finale.
A quel punto attese un applauso ma la platea resto' muta. Resto' immobile per un po', con la testa bassa in segno di ringraziamento, ma... niente. Solo silenzio.
Le luci si spensero, e quando i suoi occhi si abituarono noto' che le poltrone del teatro erano tutte vuote, eccetto una in prima fila, dove era seduto un anziano signore che, immobile, la stava fissando.
Si senti' a disagio e credette di essere nel mezzo di un brutto sogno, ma si rese conto che quella era la realta'; davanti a lei non c'era una folla di spettatori estasiati dalla sua abilita' canora, bensi' un unico anziano signore con l'espressione perplessa.
Poi l'anziano si alzo' e disse: "mi scusi, ma che razza di musica e' questa? Ho visto che lei apriva la bocca ma non ho sentito la musica. Solo un forte rumore."
Credette di sprofondare, di essere pazza. Le sembrava di aver cantato; si era ascoltata e si era piaciuta. Non era stato rumore, ma la sua melodia. Una bella melodia.
Avrebbe voluto fuggire, Non essere li'. Bofonchio' un "ma... ma... ma e' sicuro?"
L'anziano, con una mano all'orecchio, come per amplificare l'udito, replico': "non la sento bene signora, comunque era solo un rumore fastidioso; talmente fastidioso che, per non impazzire, ho dovuto spegnere persino l'apparecchio acustico... a meno che... a meno che, adesso che ci penso, non siano le pile!"
L'aveva cantata in quel teatro dove, accecata dalle luci, non riusciva a scorgere il volti degli spettatori; ma lei sapeva che c'erano. Erano li' che l'avevano ascoltata, fino a quando, con sinuosi volteggi della voce, era giunta ad intonare la nota finale.
A quel punto attese un applauso ma la platea resto' muta. Resto' immobile per un po', con la testa bassa in segno di ringraziamento, ma... niente. Solo silenzio.
Le luci si spensero, e quando i suoi occhi si abituarono noto' che le poltrone del teatro erano tutte vuote, eccetto una in prima fila, dove era seduto un anziano signore che, immobile, la stava fissando.
Si senti' a disagio e credette di essere nel mezzo di un brutto sogno, ma si rese conto che quella era la realta'; davanti a lei non c'era una folla di spettatori estasiati dalla sua abilita' canora, bensi' un unico anziano signore con l'espressione perplessa.
Poi l'anziano si alzo' e disse: "mi scusi, ma che razza di musica e' questa? Ho visto che lei apriva la bocca ma non ho sentito la musica. Solo un forte rumore."
Credette di sprofondare, di essere pazza. Le sembrava di aver cantato; si era ascoltata e si era piaciuta. Non era stato rumore, ma la sua melodia. Una bella melodia.
Avrebbe voluto fuggire, Non essere li'. Bofonchio' un "ma... ma... ma e' sicuro?"
L'anziano, con una mano all'orecchio, come per amplificare l'udito, replico': "non la sento bene signora, comunque era solo un rumore fastidioso; talmente fastidioso che, per non impazzire, ho dovuto spegnere persino l'apparecchio acustico... a meno che... a meno che, adesso che ci penso, non siano le pile!"




3 commenti:
Maledetta! :-))
Però qualche anno fa la sentiva bene: bella voce, bella musica ma le parole ... a volte ...
ps.: qualcuno è mai riuscito a spuntarla con te (nel virtuale)?
ps.: qualcuno è mai riuscito a spuntarla con te (nel virtuale)?
Un sacco di gente, e non solo nel virtuale. :-)
ma no...non era in mezzo a un brutto sogno...è il solito concerto davanti al pubblico torinese... eheheh
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