giovedì 31 gennaio 2008

6
comments
Bonaventura e la farina

 
Se il signor Bonaventura qui diventa una rottura

mi vedro' teste' costretta a prestargli una lametta.

Tutto cio' che lui puo' fare e' tagliare e ritagliare

cosi' da veder mattina imbottito di farina.

6 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

"cosi' da veder mattina imbottito di farina"

Ma no dai, noi siamo buoni e ci accontentiamo di mandarlo ai servizi sociali. Pulire il sedere dei poveri vecchietti può essere un'esperienza molto educativa per il nostro amico pisquano e per il suo amico ippopotamo.


Tanti saluti dal tuo Davide

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Ma no dai, noi siamo buoni e ci accontentiamo di mandarlo ai servizi sociali

Scusa, cosa ho detto che non va?

I cuochi non usano la "farina"?

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Scusa, cosa ho detto che non va?
I cuochi non usano la "farina"?"

Hai proprio ragione. Un cuoco può essere utile per molte cose, purchè non stia davanti a un PC.

Tanti saluti dal tuo Davide

Alex ha detto...

Povero Bonaventura,
derubato del suo milione,
costretto a tagliare con una lametta
imbottito di farina
e spedito hai servizi sociali....

mi sa che la fortuna è finita:-)))

pisconzio ha detto...

Certo che se questo "cuoco" cucina come scrive...........salvati stomaco!!! :-(
Presto, datemi del Maalox!!! :-o

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Tutto cio' mi ha ricordato una scena del film "Indiana Jones alla ricerca dell'Arca perduta". Esattamente quando davanti a lui si para quell'energumeno che inizia a roteare lo spadone e fa tutta una manfrina dimostrando di essere abile al combattimento (oltre che grosso) ed Indiana Jones lo guarda un attimo... poi svogliatamente tira fuori la pistola e gli spara lasciandolo secco. :-)

Non e' un discorso di abilita' quanto di VERITA'. Se una cosa e' vera alla fine diventa difficile contrastarla con le palesi menzogne. La verita' e' come il proiettile nella pistola di Indiana Jones e poco importa quanto l'energumeno sia bravo a roteare le menzogne.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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