mercoledì 30 gennaio 2008

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La personalita'


Il modo in cui viene portato avanti un blog rivela un'infinita' di cose sulla personalita' di chi ci sta dietro. Non sono tanto gli argomenti trattati. Questi fanno si' intravedere le idee della persona (convinzioni politiche, religiose, morali), ma non svelano la natura interiore, il carattere e tutti quei piccoli dettagli che, ad una prima analisi, possono sfuggire.

Credo che chi mi legge si sia gia' accorto/a di quanto io sia puntigliosa, cocciuta, spesso rompipalle, ma che, d'altro canto, abbia ben chiaro il fatto che che non sono mai aggressiva con lo scopo di ferire qualcuno, bensi' sono mossa solo da un atteggiamento difensivo.

Il perche' di questo mio comportamento duro, intransigente, non disponibile ai compromessi, lo si deve ricercare nel mio trascorso umano e non e' oggetto di questo post. Anzi, credo che se lo rivelassi toglierei quel pizzico di divertimento che alcuni, che giocano al "piccolo psicologo" congetturando le situazioni piu' bizzarre, hanno nel leggere i miei post. Internet in fondo puo' essere affrontato (in modo sano) anche come un gioco, contrapponendosi a chi invece lo usa per risolvere quelle problematiche "insane" che tutti/e ben intuiamo.

Comunque, tornando all'argomento che mi interessa di piu' cioe' me, immagino che l'impostazione grafica, il modo in cui vengono trattati gli argomenti, la precisione e l'ordine che mi contraddistinguono nella stesura dei post, la scelta delle immagini, insomma un po' tutto, abbiano in un certo senso creato, nell'immaginario di ciascuno, una "fotografia" della mia interiorita' e di quello che puo' essere il mio comportamento anche nella vita di tutti i giorni.

D'altronde e' facile tracciare un profilo psicologico tramite l'osservazione di alcuni comportamenti, come, ad esempio, quello di chi crea e cancella blog in continuazione, cambia nickname in modo parossistico, modifica versioni ed opinioni ad ogni mutamento di umore, afferma poi nega poi ritratta... insomma, una trottola frenetica che non si ferma un attimo ed incasina la mente di chi lo legge in modo analogo a come e' incasinata la sua.

Spero che, almeno della sottoscritta, l'opinione sia decisamente diversa. Ci tengo a mantenere una coerente correttezza che venga fondata non sul diktat ("lo dico io quindi tu stai zitto e se non ti va bene puoi anche toglierti dalle palle"), atteggiamento comune a molti forumisti che conosciamo bene e che cercano d'improvvisarsi "maestri di vita" oppure "capibranco", ma su una concorde volonta' di ragionamento e di intelligente riconoscimento allorquando le posizioni sono palesemente scardinate.

In questo mio post c'e' un po' d'amarezza per aver rivissuto (in maniera blanda ma pur sempre fastidiosa) cio' che avvenne in data 17 gennaio 2007, quando mi vidi succhiare dal PC l'account hotmail che avevo con dentro una quantita' incredibile di corrispondenza intrattenuta con tantissime persone, molte delle quali che non meritavano di vedere le loro parole (indirizzate a me ed a nessun altro/a) pubblicate in giro per i vari blog farlocchi che sono stati creati al solo scopo di risolvere l'insana problematica interiore di qualcuno.

Rivivere quell'esperienza, lo dico con sincerita', mi ha fatto molto male. Almeno in questo quelle fetide persone nate e cresciute in una fogna morale avranno avuto la loro magra soddisfazione, ma non mi vergogno ad ammetterlo. Perche' dovrei vergognarmi nell'ammettere di essere rimasta ferita da una "violenza" subita ingiustamente? Da quando in qua a vergognarsi devono essere le vittime e non i carnefici?

Che si godano dunque la loro piccola soddisfazione, ma...

Chi ha imparato a conoscermi un po' sa che non sono disposta a sopportare ed a scusare. Soprattutto quando, dall'altra parte, non esiste nessuna presa di coscienza sul male procurato e si continua a "picchiare" in ogni direzione, in preda ad una furia cieca che non ammette ragioni.

Sinceramente non credo nella giustizia. Non in queste cose almeno. Come con lo "stalking" gli uomini di legge sono quanto mai "distratti" e reputano tali problematiche di poco conto. Ovviamente ci sono miliardi di cose su cui vigilare... cose che coinvolgono cittadini "importanti", situazioni d'interesse nazionale, quattrini di chi conta... e la piccola gente puo' anche andare a farsi fottere perche' nessuno si muove per delle cazzate che riguardano un mucchietto di email spedite da nick a nick. Ed anche se qualcuno si costituisse parte offesa e denunciasse il fatto alla magistratura, per come funzionano le cose in Italia da parte offesa diverrebbe ancor piu' vittima.

Si fa il diavolo a quattro per intercettazioni che riguardano i politici (e certo... loro contano), i multimiliardari (e certo... loro sono il motore che fa andare avanti la nazione, rectius "ci danno la grana"), i calciatori e le veline (e certo... sono VIP... anche se mi chiedo che cazzo abbiano da intercettare nelle conversazioni di Totti il cui pensiero non oltrepassa il concetto "1x2"), ma cio' che appartiene al "popolo invisibile" non fa testo, non e' un problema. Cioe' non frega una beata fava a nessuno.

1 commento :

davide ha detto...

Cara Chiara,

come sai tantissime volte ti ho detto che con certi pisquani l'unica soluzione è ignorarli e lasciarli bollire nel loro brodo. Però mi rendo che questo non servirebbe a niente perchè essendo malati di mente loro non ti lascerebbero in pace: ormai sono ossessionati da te.

Come hanno fatto notare tanti tuoi lettori, quello che un certo personaggio ha fatto in questi giorni sono cose gravi, penalmente rilevanti.

Quanto alla giustizia, visto come funzionano (o meglio non funzionano) le cose in Italia, sono d'accordo con te che far punire certa gente, non ostante le leggi italiane siano severe in materia, sarebbe molto difficile.

Tanti saluti dal tuo Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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