sabato 19 gennaio 2008

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Esiste un modo?

 
Sono anni che frequento il web. Prima come escort; avevo il mio sito ed anche un nickname con il quale partecipavo alle discussioni sui forum che a quei tempi iniziavano a nascere in Italia sull’onda del successo del britannico C69. Poi, una volta cessata l’esperienza e messa (si fa per dire) la testa a posto, come persona meramente virtuale, Chiara di Notte, continuando ad interagire con cio' che ho soprannominato “i bordelli di Calcutta”.

In tutto questo tempo cio’ che ha stimolato il mio interesse e’ stata primariamente la curiosita’ nei confronti di un universo maschile che fino ad un certo punto della mia vita avevo sempre osservato da “sotto le lenzuola”, poi, successivamente una passione per il mondo virtuale e tutto cio’ che concerne il comportamento di chi all’interno di esso si muove.

A volte ho indossato i panni della cinica scienziata al solo scopo di provocare reazioni e divertirmi ad osservarle, altre volte mi sono rapportata sul piano “umano” per conoscere piu’ intimamente le persone, altre volte ancora ho frequentato questo lato dello specchio per capire e per conoscere meglio certi aspetti che riguardano me stessa.

Un’esperienza in linea di massima positiva, nonostante i vari scogli incontrati lungo la navigazione che hanno spesso messo a rischio la mia privacy e, conseguentemente, dato il tipo di persone che frequentano questa “second life”, la mia sicurezza nei confronti di alcune personalita’ borderline e finanche pericolose sul piano fisico.

La somma di tutta la mia esperienza viene riassunta adesso in questo mio diario in cui, non solo racconto episodi inerenti alla vita da devochka mia e di altre ragazze che a me sono collegate, ma che mi consente anche di analizzare, da una posizione privilegiata, certi aspetti e comportamenti ai quali, ancor oggi, non so dar risposta.

Parlavamo di devirtualizzazione e di come essa sia a gran voce richiesta nei confronti di chi e’ donna (o come tale si presenta). In taluni casi la richiesta diviene talmente pressante che se non viene acconsentita il rischio e’ non solo di perdita di credibilita’, ma anche di rottura di rapporti consolidati nel tempo con persone che stimiamo.

Quello della “devirtualizzazione” e’ uno dei temi che tratto maggiormente perche’ mi riguarda personalmente. In tutta la mia esperienza virtuale ho ricevuto centinaia di richieste di incontri, telefonate, sessioni di webcam e tutto cio’ che sarebbe potuto servire a rendermi, in qualche modo, “raggiungibile”.

Come ho scritto sopra, credo che cio’ avvenga soprattutto nei confronti di chi dichiara di essere femmina. Infatti non ho mai visto tanto accanimento su chi si presenta come uomo che’, se anche fosse donna nel reale, il suo genere non susciterebbe interessi cosi’ morbosi. Neanche da parte delle appartenenti al genere femminile.

Questo, secondo me, sta ad indicare che, indipendentemente da chi sia la persona che manovra un nickname o un avatar, e se questi sia uomo o donna, bambino o vecchia signora, cane parlante o pappagallo, chi si presenta come uomo vale meno in termini d’interesse di quanto valga chi si presenta come donna.

Questo spiega il meccanismo per cui alcuni uomini (molti, forse troppi) in cerca di “considerazione” scelgono di vestire panni femminili all’interno delle varie comunita’ virtuali e mantengono atteggiamenti che NON lasciano spazio alla devirtualizzazione, in quanto, se questa avvenisse, farebbe crollare tutto il castello costruito sulle menzogne.

Ma che dire di una donna che, non volendo vestire abiti maschili (che la metterebbero al riparo da richieste di devirtualizzazione), intendesse recitare la parte di se stessa?

Che dire di una donna che, avendo vissuto un passato un po’ “particolare”, non intendesse essere riconosciuta e desiderasse (com’e’ suo diritto e senza dar fastidio a nessuno) frequentare i “bar dello sport” frequentati anche dagli uomini?

Che dire di una donna che di questo diritto ne facesse una questione di principio ed uno stile di vita?

Sarebbe destinata “per forza” a doversi devirtualizzare per non essere considerata un uomo in reggicalze? Dove sta scritto che una donna dovrebbe acconsentire a farsi fare una “visita ginecologica virtuale” da un pubblico composto da persone (quasi sempre uomini) per le quali basterebbe una caviglia leggermente “grossetta” o una tetta lievemente “molle” per andare in giro a parlare di lei usando gli appellativi piu' truci?

Oppure, a causa dell’ossessione che i maschietti hanno per l’estetica e per il sesso, dovrebbe rinunciare alla liberta’ di vivere una dimensione nella quale esprimersi, come gli uomini fanno normalmente perche’ a loro non e’ richiesto alcun certificato di autenticita’ o di qualita'?

Molti obietteranno che se la donna non acconsente a rivelarsi, e’ suo destino vedersi, ogni tanto, appellare con terminologie bizzarre che parlano di calze a rete e di baffi da ragioniere brianzolo. Anche se questo non e’ un problema per chi se ne frega di cio’ che dicono degli sconosciuti ingrifati, personalmente ritengo che ci sia un principio basilare da stabilire e cioe’ che nessuno(uomo, donna, bambino, vecchia signora, cane parlante o pappagallo) dovrebbe essere considerato un oggetto da esposizione obbligato ad un test che dimostri chi e'.

Inoltre nel virtuale, dove tutto si basa sul chiacchiericcio, sull’illazione e sulla NON dimostrazione dei fatti, dove chiunque ha la possibilita’ di creare con un click una folla di multinick lanciati in una eterna caccia all’untore, dove basta una parola per trasformare un pappagallo in un cane parlante e dove cio’ potrebbe avere conseguenze gravi per i rapporti che nel frattempo si sono creati fra il pappagallo e le tante persone che per il pappagallo hanno stima ed amicizia, a maggior ragione dovrebbe valere la presunzione d’innocenza.

Ho immaginato un eventuale iter da parte di un nick donna (che fosse donna anche nel reale) che intendesse, ad un certo punto, accontentare le richieste di devirtualizzazione e piu’ che sono andata avanti con l’immaginazione, piu’ mi sono resa conto che una dimostrazione inconfutabile non potrebbe mai esserci, in quanto (estremizzando) alla fine verrebbe sempre fuori chi, paranoicamente alla ricerca del cavillo, obietterebbe che le prove addotte non sarebbero sufficienti, poiche’ anche se all’appuntamento si presentasse una DONNA questa potrebbe essere la componente femminile del team che in realta’ gestiva quel nick o quell’avatar.

Chi mi conosce dai tempi in cui ero escort, quindi da oltre sei anni, non ha dubbi su chi io sia. Sono a conoscenza di persone che con le foto presenti sul mio sito web si sono consumati gli occhi a forza di guardarle. Poi c’e’ chi ha di me ricordi piu’ “tangibili”, e mi riferisco a coloro che mi hanno incontrata. Ma esiste anche un sacco di gente che mi ha conosciuta solo in questo contesto di virtual-ex-escort e che puo' domandarsi se cio' che vede scritto nel blog e' frutto di una una persona che e' cio' che dichiara di essere oppure e' frutto di un team di scienziati pazzi o di burloni del web.

E’ logico che aleggino questi dubbi. Lo comprendo e sono sinceramente dispiaciuta per la subdola sensazione di ambivalenza che rischia di innescare in molti un’autoanalisi sulla propria sessualita’, ma non ho alcuna intenzione di sottopormi alla visita ginecologica per l’ottenimento del “certificato di ex-mignotta autentica” solo per rassicurarli sulla loro eterosessualita’.

Anzi, senza promettere nulla perche' qui lo dico e qui lo nego, potrei prendere in esame questa possibilita’ solo in un caso, cioe’ che la dimostrazione fosse esauriente e definitiva, senza alcuna obiezione che portasse a dimostrazioni successive e che, inoltre, non prevedesse un incontro “de visu”. Se vi fosse tale modo forse, chissa’, potrei un giorno anche decidermi a farlo (per gioco, per provocazione o per amicizia), ma temo che cio' non sia possibile.

21 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

se ti dicessi che io non ho nessun interesse a conoscere la tua persona reale, direi sicuramente una cosa falsa. Però ho la senzazione che questo sia un desiderio che tutti i tuoi lettori, chi più chi meno, provino nei confronti di un personaggio virtuale come il tuo, che per la sua originalità e genialità stimola interesse e curiosità.

Probabilmente hai ragione quando dici che la devirtualizzazione è una cosa che viene quasi sempre richiesta ale donne, però io da quando ti ho conosciuta leggo più di dieci blog (del tipo diario) scritti da donne e ti confesso che solo nel tuo caso provo questa coriosità.

Non so spiegarmi bene perchè il tuo personaggio stimola tutta questa curiosità, comunque mi rendo benissimo conto che tu hai diritto a che nessuno violi la tua riservatezza.

Sono sicuro che se anche tu ti devirtualizzassi ci sarebbe comunque sempre qualche pisquano che griderebbe all'inganno, perchè certa gente non potrebbe vivere senza fantasticare sulle tue identità.

Credo che faresti un errore a devirtualizzarti, non solo a causa degli psicopatici che ben conosciamo, ma soprattutto perchè il mistero che aleggia su di te rende il tuo personaggio virtuale davvero irresistibile.

L'importante è che tu non ti curi di certi poveri pisquani e che continui a donarci i tuoi bellissimi scritti. Ti confesso che leggerti è così bello che tante volte mi hai fatto venire la voglio di aprire un blog pure io.
Naturalmente finchè non avrò imparato a scrivere senza fare errori la cosa non è nemmeno pensabile. Forse potrei fare un accordo con l'amico Duval per gestire un blog assieme. Grazie al suo aiuto potrei farmi visionare gli articoli prima di pubblicarli, evitando così di fare strafalcioni.

Tanti saluti dal tuo Davide

duval ha detto...

Esisterebbe un modo, facile, normale, trasparente: incontrarsi per un aperitivo. Ma richiede un presupposto che non pare appartenerti, per fatti oggettivi derivanti dalla tua esperienza di vita, prima, durante e dopo la frequentazione dei bordelli di Calcutta e, probabilmente, per caratteristiche personali; un presupposto che si chiama fiducia.

"Come posso avere fiducia se tutte le mie esperienze mi hanno dimostrato che... ?"

Ecco, appunto, a ragione o a torto la sfiducia ti impedirà di guardare e farti guardare in faccia da qualsivoglia interlocutore virtuale.

Le altre considerazioni generali a supporto (caviglia grossa, tetta molle, ...) valgono nulla, almeno per il sottoscritto.
Se avessi mai l'opportunità di conoscere Chiara, la curiosità circa l'aspetto fisico sarebbe inesistente, soverchiata in quel momento da ben altre curiosità.
In fondo avrai due braccia, due tette e due gambe come la maggior parte delle donne; e se eri una escort di successo non sarai proprio un cesso (in rima)!

"Ma a te interesserebbe solo per via della collezione ..."

Fin che si scherza tutto va bene, qui, adesso, sto scrivendo seriamente.

Questo è l'unico modo, il resto tutti surrogati. E se mandassi un'altra al posto tuo non credo le sarebbe facile sostenere la parte della Chiara virtuale.

p.s. sedicimila e cinquecento :-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Fin che si scherza tutto va bene, qui, adesso, sto scrivendo seriamente.

p.s. sedicimila e cinquecento :-)


Credi di essere al mercato dei tappeti? :-)))

gatsby ha detto...

Ho letto qualche tuo post nei giorni scorsi che trovavo interessante.Ma ero un po' impegnato tra Milano e Verona per poterti rispondere.Provo a riassumerti quello che mi interessa. Ho visto un bel film recentemente,"Roger Dodger",che vede per protagonisti uno zio e un nipote in una notte newyorkese.Il nipote è vergine,non ha praticamente mai baciato neppure una ragazza,e lo zio cerca di colmare le sue lacune adescando ripetutamente piacevoli fanciulle.Una di queste bacia il ragazzo, dopo aver saputo la cosa,intensamente e con trasporto."Adesso vedi di non innamorarti di me" - gli dice.Questi,non abituato,vorrebbe continuare la serata,ma lei lo blocca dicendogli:"Non rovinare tutto,serba un buon ricordo".Ecco,a volte capita di pensare che un incontro che porti a uno stadio successivo,che trasformi la virtualita' in realtà,possa essere qualcosa di deludente,e posso comprendere la ritrosia di alcuni,forse anche la tua.Ma non condivido che l'eventuale delusione sia da rapportare alla cosiddetta fisicità reale dei soggetti rispetto a quella immaginata.Tu sai dove scrivo,percio' conoscerei i personaggi Lubna,Yggis,solo per citarne alcuni.Una donna e un uomo,tanto per dimostrare che non mi piacerebbe incontrare un soggetto virtuale solo perchè è donna.Nè mi preoccuperei del loro aspetto,qualora li incontrassi.Sono attratto da cio' che scrivono e da come scrivono,non dal fatto che possano avere un bell'aspetto o meno.Un narcisista come me puo' naturalmente essere attratto dal personaggio Chiara di notte,ma se ti incontrassi non mi scomporrei se venissi a scoprire che hai trent'anni per gamba e porti la dentiera.Capisci cosa voglio dire? naturalmente si.Ma forse ha ragione Yggis, quando mi rispondeva in un mio 3d su Claudia Stark, che i personaggi come te appartengono alla dimensione del sogno e,come tutti i sogni,"Cosa resterebbe di loro al nostro risveglio"?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Gatsby: Grazie per il commento. Ho letto attentamente cercando di intravederne un significato che fosse leggermente diverso da quello che molte persone che si sono rapportate con me sul piano virtuale mi hanno detto.

Purtroppo anche se l'intenzione di chi scrive e' sincera ho avuto modo di testare che (come dico nel mio ultimo post su Vlada) "talvolta desideriamo anche se non vogliamo", perche' entrano in gioco fattori che sono completamente scollegati dalla nostra volonta'.

Tu potrai continuare a dire (ed a credere) che un incontro reale con una persona non e' assolutamente condizionato dal suo aspetto fisico. Da parte mia so che (almeno nel maschio) cio' non corrisponde al vero. Il maschio e' attratto primariamente dall'immagine che gli si presenta davanti agli occhi, dall'involucro. Gia' si accontenterebbe di quello se fosse per lui gradevole. Solo in un secondo tempo, e cioe' se anche il contenuto della persona raccolto nel bell'involucro e' sostanzoso e gradevole, il mix puo' essere (per alcuni) micidiale.

Per noi donne e' diverso (parlo per me ma discutendone anche con amiche e conoscenti ho avuto risposte concordanti), in quanto il fattore estetico influisce solo in parte. Spesso (molto spesso) per niente.

Che io abbia ragione e' palese. Basta guardare chi frequenta i siti in cui si pubblicano foto di bei modelli/e nudi/e e si capisce che i frequentatori sono quasi tutti uomini (etero o gay). Le donne non frequentano siti pornografici e sono piu' attratte da racconti in cui l'immagine e' sfumata e creata dentro la propria testa al solo scopo di soddisfare una fantasia che con il "fisico" non c'entra nulla.

Inoltre basta osservare il comportamento degli uomini che frequentano siti in cui si commercia sesso e basta leggere i loro commenti sul fattore estetico per capire come questo sie ESSENZIALE e faccia parte piu' del comportamento dell'APE che di quello del FIORE.

Tu dirai "si' ma in quei luoghi non ci si va per incontrare l'interlocutrice intelligente, ma la strafiga da portarsi a letto". Ok, ma le conoscenze che PARTONO da tali ambienti io le tratto di conseguenza e (perdonami) mi vengono dei seri dubbi su chi frequenta (anche per un periodo limitato) l'immondezzaio e mi viene a parlare di corrispondenza d'amorosi sensi.

E poi, anche se si frequentano chat piu' "normali", dove lo scopo parrebbe altro anche se non e' vero, ci si accorge che in fondo fra le parole che vengono dette e quello che e' poi il comportamento legato all'istinto, esiste un abisso.

Vuoi un esempio?

Eccolo: una ragazza molto carina decide di entrare in un ambiente virtuale per fare un esperimento. All'inizio non mostra niente di se' e relaziona solo usando la propria cerebralita'. Questo, ovviamente, spinge molti uomini a scriverle di tutto e di piu', cercando di ottenere da lei la devirtualizzazione.
A quel punto lei accetta di incontrare determinate persone che sembrano quelle piu' interessanti e sincere. Dopo uno scambio di telefonate dove lei rivela (con la sua voce) di essere effettivamente una giovane donna, chiede uno scambio di foto, ma le immagini che lei invia di se' non sono sue; appartengono ad una ragazza oggettivamente "bruttina".
Da quel momento in poi lei assiste ad un fenomeno interessante: ogni persona con la quale avrebbe dovuto incontrarsi, non solo adduce scuse per rimandare l'incontro ma addirittura evita di rispondere alle sue telefonate.
Dopo innumerevoli "due di picche", decide di rivelarsi in webcam confessando il "gioco". Qui assiste ad un altro fenomeno interessante: non solo le persone non se la prendono eccessivamente per l'inganno, ma da quel momento le fioccano telefonate ed inviti insistenti.

Questo fatto, che e' vero, spiega il meccanismo che si verifica nelle intenzioni di un uomo che all'inizio si relaziona con una donna utilizzando il mezzo virtuale. Ovviamente una conoscenza che parte nel reale si svolge in un modo completamente diverso.

Tu dirai: "io non sono cosi'". Sono certa che anche altri lo diranno, ma cio' che viene detto a me non interessa. Qualcuno abbastanza sagace avra' presente la quantita' di discorsi che mi sono dovuta sorbire durante mia vita.

Un'ultima cosa sulla citazione di Siggy sul sogno che svanisce ar risveglio: ebbene io non posso essere nella mente di chi mi legge e di chi mi segue da anni in questo mio percorso ad ostacoli nella virtualita', ma di sicuro molto di quel sogno e' enfatizzato dal fattore mistero che esalta (forse) caratteristiche che nella realta' non possiedo.

In fondo sono umana. :-)

siggy ha detto...

Cara Chiara,
in fondo tu sai benissimo che il profilo psicologico di molti di coloro che ti seguono, più o meno saltuariamente, dalla tua (ri)apparizione sull'immondezzaio, o anche da prima, corrisponde a quello del "giocatore".
Continuiamo a puntare sull'en plein ben sapendo che le nostre possibilità sono infinitamente meno di una su trentasette.
E' solo il fascino misterioso della posta in gioco che ci induce a continuare le puntate.
Come il giocatore sa di non avere nessuna possibilità di sconfiggere il banco, noi sappiamo che il tuo numero non uscirà mai.
Il nostro inguaribile narcisismo ci spinge a sperare che forse saremo noi a trovare la giusta chiave per aprire la cassaforte del casinò, anche se il nostro conscio ci ricorda che ad ogni passo il traguardo si allontana di due.
Non puoi negare, in questi anni, di esserti nutrita della bramosia con cui i giocatori si accanivano a puntare sulla posta. E non puoi non aver previsto la reazione di coloro che, non avendo il profilo del giocatore, non si sono rassegnati a non avere alcuna chance.
Per quanto mi riguarda, pur non essendo mai entrato in un casinò, questo tipo di gioco mi piace molto, quindi ti ringrazio di esistere, e che si fottano gli imbecilli che tentano di devirtualizzarti a forza.
Noto, in questo tuo post un accenno di debolezza e quindi, citando le parole dell'ex procuratore Borrelli, ti invito a "resistere, resistere, resistere"... non rovinare un gioco meraviglioso.
Per finire, vorrei salutare il caro Gatsby che, a differenza di te, non si arrabbia quando mi permetto di prenderlo un po' in giro.

Il tuo Siggy

gatsby ha detto...

"Anche la bestia piu' feroce ha almeno un poco di pietà.Ma io non ne ho alcuna,pertanto non sono una bestia". Bello il Riccardo III,vero? Ma io la frase me la ricordo dal film "A trenta secondi dalla fine",detta da John Voight.Per dirti che sono anch'io un essere umano:-) Non è importante che io ti dica "Non sono cosi'" perchè anche se fosse vero non avrebbe comunque importanza per due motivi.Il primo è perchè non ci incontreremo mai.Il secondo è perchè anche se è cosi' che mi vedo,verrei letteralmente soffocato dalla moltitudine di persone che sono esattamente come tu hai descritto.Ti sapro' dire,forse.Chiesi a Lubna,qualche tempo fa,se sarebbe disposta ad incontrarmi in un luogo affollato a Bologna,dove saro' per lavoro in marzo.Ma,come ti ho detto,mi piacerebbe anche incontrare Yggis. E,a scanso di equivoci,gli uomini nudi mi fanno un po' schifo :-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Continuiamo a puntare sull'en plein ben

Caro Siggy, ti ringrazio per il commento.

Come a voi piace il "gioco" a me piace relazionare con persone intelligenti e che sappiano donarmi qualcosa, come uno spunto di riflessione o (ancor meglio) un'emozione nuova.

Credo di aver, in questi anni, donato qualcosa a chi mi legge, ma il "mio gioco" non e' il vostro. Il mio gioco riguarda "me".

Ho relazionato al solo scopo di conoscere la persona che fra tutte era per me la piu' sconosciuta. Ho tentato di strapparle la maschera che per tanti anni aveva portato fino al punto di crederla la sua vera faccia.

Non ho ancora ben chiari certi aspetti, ma posso dire che l'esperienza vissuta, fra i chiaroscuri che caratterizzano il mio cangiante catattere, non e' del tutto negativa e, come ho piu' volte confessato, cio' mi ha dato anche modo di "conoscere" certi aspetti della natura maschile che, nonostante la quantita' esorbitante di uomini incontrati, non conoscevo.

Comunque una delle cose che ancor oggi rimangono "oscure" e quella che ho riportato all'inizio di questa risposta e cioe': perche' io dovrei essere considerata l'en plein?

"Perche' proprio io?"

E' una domanda che mi perseguita fin da quando ero una ragazzina e credo che se avessi la risposta molti dei miei dubbi scomparirebbero.

Non mi basta che mi si dica "sei l'en plein". Ho bisogno di capire il PERCHE'. Ed ho bisogno di capirlo in un contesto in cui la mia fisicita' sia non percettibile dai normali sensi.

Non so se riesco a spiegarmi.

Inoltre dici che hai intravisto in questo mio post un accenno di debolezza. Ed anche se fosse che ci sarebbe di male?
Non e' disdicevole mostrare debolezza se questa viene recepita da chi non ne fara' mai cattivo uso.

Purtroppo, qui, non ho modo di sapere chi potrebbe farne cattivo uso da chi, invece non la userebbe mai per ferirmi. Gli esempi del passato (del quali credo tu sia al corrente) mi inducono a non aprire la porta a nessuno.

La favola dei tre porcellini ed il lupo insegna molte cose.

Con stima.


PS: se ti firmi anche tu con il "tuo" davanti al nome, rischio di divenire. prima o poi, proprietaria di una folla. :-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

a scanso di equivoci,gli uomini nudi mi fanno un po' schifo

A me no, se hanno una bella testa :-)
Come non mi fanno schifo se sono vestiti...

E non mi fanno schifo neppure le donne. Sia vestite che non :-)

Le persone con una bella testa non fanno MAI schifo.

Fanno schifo solo i "fetidi", fossero anche dei fotomodelli, e ciascuno/a li classifica differentemente, secondo le proprie esperienze di vita.

Alex ha detto...

Non mi basta che mi si dica "sei l'en plein". Ho bisogno di capire il PERCHE'. Ed ho bisogno di capirlo in un contesto in cui la mia fisicita' sia non percettibile dai normali sensi.

Questo è un problema che nasce a chi può permettersi di essere solo guardata......"tanto il resto non importa" e allora si chiede ma i miei sentimenti e la mia testa quanto può interessare?
e come chiedersi qual è l'ultimo numero.......
forse si deve trovare una persona che da fiducia e poi spariranno....

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

forse si deve trovare una persona che da fiducia e poi spariranno....

Scusami ma questo non mi e' chiaro. Che cosa intendi?

Flyingboy ha detto...


Non mi basta che mi si dica "sei l'en plein". Ho bisogno di capire il PERCHE'. Ed ho bisogno di capirlo in un contesto in cui la mia fisicita' sia non percettibile dai normali sensi.


La risposta sulla domanda posta, e destinata di vagare tra la intelligenza il mistero il sogno e il irraggiungibile. O semplice sfida.
Ho capito benissimo la domanda. Ma IO rischierei ad andare probabilmente tropo OT. O forse no. Proprio come Aleksej Ivànovic metterebbe tutto sull’ rosso, perche tutto al meno di tutto non vale niente.
E essendo uno che e conosciuto tra i suoi amici per un episodio assai disarmante in quale esclamo “ma IO non voglio la soluzione, IO voglio la spiegazione”, svuoterò le mie tasche dai gettoni per appoggiarli sul tavolo :-)

E forse dando la risposta, risponderei a me stesso.

Una volta qualcuno mi disse “basta accontentarsi”.
Forse il segreto della vita e veramente cosi trasparente
Ma forse solo per la gente che si accontenta solo
Di tutto che non e il TUTTO.

O forse semplicemente perche solo nel momento quando riusciremo a capire certi fenomeni (come il nostro essere per esempio, la nostra inquietudine i nostri sogni e desideri) riusciremo a dominarli e mettere la anima in pace, quella stessa inquietudine che ha spinto i marinai a armare le vele per dirigersi verso qualcosa che esisteva solo in loro immaginazione, mentre il mondo che li proclamava per i “pazzi” li convinceva che oltre al orizzonte ce solo il fine del mondo.

Alex ha detto...

forse si deve trovare una persona che da fiducia e poi spariranno....



Scusami ma questo non mi e' chiaro. Che cosa intendi?

credo.... che nel momento in cui trovi una persona che trasmette i propri sentimenti con amore capisci che ti apprezza per quello che sei e non per quello che vede forse il bello della rete è questo.
un sorriso

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

quella stessa inquietudine che ha spinto i marinai a armare le vele per dirigersi verso qualcosa che esisteva solo in loro immaginazione, mentre il mondo che li proclamava per i “pazzi” li convinceva che oltre al orizzonte ce solo il fine del mondo.

Grazie Flyingboy, ma non non volevo che vi interrogaste sul senso della vita.

Chiedevo solo una spiegazione terra terra su un perche' che mi riguarda personalmente.

Sarebbe interessante approfondire l'argomento.

Mr Mandelbrot ha detto...

Ti preoccupi di convincere i tuoi interlocutori circa la tua identità nascosta, e questo è in effetti quel che si dice un paradosso.
Credo che al tuo posto me ne sbatterei altamente, ma probabilmente la tua vanità di donna è tanta e tale che ti conduce a praticare l'ossimoro del rivelarti nascondendoti, svelarti coprendoti etc. :-)
Ora che ci penso però forse c'è un modo per far quello che dici di voler fare: un giornalista potrebbe scrivere un articolo su di te, dopo averti intervistato personalmente col vincolo della riservatezza.

Cmq la mia opinione, per quello che vale, è che tu ti preoccupi troppo:
fai outing! :-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Mr Mandelbrot said... fai outing!

Piu' di quanto stia facendo in questo mio diario?
Suvvia...
Carissimo, questi post li scrivo per "chi non vuol capire".
Non ho nessuna intenzione di rivelarmi.
Il giochino del vedo-non-vedo e' troppo divertente ed in cambio avrei solo delle grane.
Molte minacce saranno senz'altro delle stronzate, ma perche' complicarmi la vita?

c'è un modo per far quello che dici di voler fare: un giornalista potrebbe scrivere un articolo su di te, dopo averti intervistato personalmente col vincolo della riservatezza.

Perche' no? :-)
A parte che preferirei che fosse UNA giornalista...
Ma sarebbe esaustivo?
Come farebbe la giornalista a sapere di aver intervistato la persona giusta e non sua cugina?

Mr Mandelbrot ha detto...

@Chiara:
hehe, ora ti riconosco!
Cmq non arriverò mai a capire perchè dedicare parole a chi non vuol capire.

Riguardo al giornalista...perchè il suo sesso è importante?... ai fini di quel che stavamo dicendo non è poi nemmeno importante che lui creda a te, conta solo quanto la gente crede a lui.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Mr Mandelbrot said... Riguardo al giornalista...perchè il suo sesso è importante?...

Vuoi davvero che te lo spieghi? :-))

A parte che sono gia' stata intervistata tanti anni fa. Ma questa e' un'altra storia di cui non parlero'... almeno non ora :-)

davide ha detto...

Caro Mr. Mandelbrot,

"Cmq la mia opinione, per quello che vale, è che tu ti preoccupi troppo"

Quando ho conosciuto Chiara, più di un anno fa, anch'io pensavo che Chiara si preccupasse troppo riguardo la sua riservatezza. Però in un anno ho avuto modo di rendermi conto che le sue preccupazioni erano fondate. Sarà per gli ambienti virtuali che ha frequentato (pieni di maniaci e di pscicopatici), sarà per le sue battaglie contro papponi e truffatori (molto effecaci e devastanti per i fetenti contro cui erano rivolte), ma ho capito che se Chiara si devirtualizzasse metterebbe in pericolo la sua persona.

Saluti Davide

Mr Mandelbrot ha detto...

@Chiara: "Vuoi davvero che te lo spieghi?"

Beh, dovrei capirlo da solo?

@davide:"se Chiara si devirtualizzasse metterebbe in pericolo la sua persona."
Addirittura.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Mr Mandelbrot said...

Beh, dovrei capirlo da solo?


Beh... si'. Non stai in Wikipedia :-)

E poi davide ha gia detto qualcosa di concreto...

Anche se ci sono delle ragioni legate alla mia vanita' ma di cio' ho scritto ampiamente. Le persone meno pigre, che hanno letto tutto il blog, lo sanno. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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