martedì 8 gennaio 2008

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C'era una volta...


C’era una volta una bimba. Aveva capelli corvini, lunghi e pettinati in modo che una treccia le ricadesse sulla spalla ed aveva occhi, grandi, chiari, di un colore indefinito che cangiava tra il verde e l’azzurro toccando a volte tonalita’ di un grigio impossibile, quasi mai percepibile se non nelle fredde e brumose giornate invernali.

Non era ne’ piu’ bella ne’ piu’ brutta, ne’ piu’ intelligente ne’ piu’ stupida, ne’ piu’ pulita ne’ piu’ sporca delle altre bimbe e come tutte le bimbe amava le fiabe.

Con lo sguardo incantato la si poteva scorgere nelle notti di luna, affacciata a quel palcoscenico popolato da gnomi, folletti, lupi mannari, draghi, principesse, cavalieri, streghe ed orchi di cui Nagyanya era regista, scenografa e attrice al tempo stesso.

La bimba stava per ore ad ascoltare quelle fiabe: gli occhi sgranati come fanali accesi e la bocca semiaperta in un’espressione sempre stupita.

Le piacevano tutte, da Cappuccetto Rosso a Cenerentola, da Vassilissa la Bella ai Tre Porcellini, dal Pesciolino d’Oro a Pollicino, da la Bella Addormentata al Cavallino Gobbo e tantissime altre ancora, ma la sua preferita era Biancaneve perche’ magicamente Nagyanya la raccontava ogni volta in modo diverso, tanto che la fine era sempre un'incerta sorpresa.

I bimbi hanno la capacita’ di mischiare sogno e realta’, vivono di sensazioni estreme, tutto intorno a loro appare piu’ grande, piu’ colorato, piu’ profumato, piu’ dolce, piu’ intenso. Ed anche le persone appaiono tutte piu’ buone.

Con le favole magiche di Nagyanya la piccola visse non sapendo mai quanto male e quanto dolore si annidasse nel mondo. Le persone che incontrava lungo il suo cammino le apparivano come personaggi fantastici ed immaginari usciti da un mondo fatato ed anche quando divenne adulta, prima fanciulla e poi donna, il suo cuore non crebbe mai, restando quello della bimba con gli occhi incantati che al chiarore della luna ascoltava stupita.

Fino a quando…

“Fino a quando arrivo’ un orco!", pensera' adesso chi sta leggendo...

Invece no. Gli orchi sono da sempre troppo occupati a spaventare i sogni dei bimbi. Posseggono una loro dignita’, una loro responsabilita’. Hanno un compito importantissimo da portare avanti che e’ stato loro assegnato e non s’incontrano facilmente in giro per il mondo.

E’ piu’ facile incontrare Pollicino che semina immagini pedofile come fossero sassolini oppure la Bella Addormentata che, in un appartamento fatiscente, attende in sottoveste il Principe Azzurro oppure Cenerentola, in strada a mezzanotte seminuda e senza le scarpette di cristallo, che a Cappuccetto Rosso consegna l’incasso della notte, mentre Hänsel e Gretel gestiscono un bordello di marzapane sulla cui porta la Piccola Fiammiferaia vende sogni racchiusi in una bustina di polvere bianca.

5 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

"E’ piu’ facile incontrare Pollicino che semina immagini pedofile al posto dei sassolini oppure la Bella Addormentata che, in un appartamento fatiscente, attende in sottoveste il Principe Azzurro oppure Cenerentola, in strada a mezzanotte seminuda e senza le scarpette di cristallo, che a Cappuccetto Rosso consegna l’incasso della notte, mentre Hänsel e Gretel gestiscono un bordello di marzapane sulla cui porta la Piccola Fiammiferaia vende sogni racchiusi in una bustina di polvere bianca."

Molto bello questo post, ma in particolare mi hanno impressionato le ultime frasi. E' davvero un quadro spietato e realistico della nostra società attuale. In effetti i veri orchi si celano in mezzo a noi (spesso persone che sembrano distinte e rispettabili) senza che noi ce ne accorgiamo o peggio, ipocritamente, vediamo ma facciamo finta di non vedere.

Tanti saluti dal tuo Davide

Mr Mandelbrot ha detto...

nella cultura psichedelica era frequente mescolare personaggi del vizio ai personaggi delle fiabe e nessuno mi toglie dalla testa che la famosa fiaba di Carrol sia un trip alla mescalina :)

Kamavirya ha detto...

CLAP...CLAP...CLAP...CLAP (applausi, ndr)

Tutto il racconto è un crescendo, che culmina con il gran finale e che ha avuto (per me) l'effetto in un pugno ben assestato nello stomaco. ;-)

@Chiara -> Gli orchi sono da sempre troppo occupati a spaventare i sogni dei bimbi. Posseggono una loro dignita’, una loro responsabilita’.

Verissimo! Ma quale fiaba potrebbe avere in sè un insegnamento (morale, etico o qualsivoglia) senza la figura ed il ruolo determinante del cattivo?

Del resto, a pensarci bene (ma sto andando verso una pericolosa deriva "OT") anche quello di Giuda, fu vero tradimento o gesto d'amore???

KAM

P.S.: anche io ricordo con un velo di malinconia le fiabe e le storie di vita della mia nagyanya :-)

Strider ha detto...

Ecco, questo è un post degno di te ... ;-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Strider ha detto...
Ecco, questo è un post degno di te ... ;-)


Ho capito cosa cerchi.
Allora concentrati solo nella lettura dei "racconti", tralasciando il resto :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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