«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

venerdì 28 dicembre 2007

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Lavori in corso

Continua l'opera di rimozione di quei post che furono scritti per ragioni che ormai non hanno piu' senso di esistere.

Mi sono ripromessa di cancellare un po' alla volta cio' che ho scritto sull'onda di una rabbia causata da atteggiamenti discutibili che in passato ho subito, ma il blog e' diventato cosi' vasto che devo andare a rileggere ogni post per scovare quei particolari che oggi non hanno piu' attinenza con la linea che intendo tenere.

mercoledì 26 dicembre 2007

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Voyeur


La vigilia di Natale sei stato collegato con il mio blog fino all’una e un quarto. Prima di disconnettere ti sei riletto il mio post onirico Cigány esküvő. Ti sei soffermato sull’immagine della ragazza in rosso, l’hai osservata a lungo sul tuo schermo settato a 1280x1024. Forse l’hai desiderata. Poi hai spento il PC e ti sei coricato.

Non so se hai sognato quella ragazza dal piccolo seno, ma alle dieci di mattina o giu’ di li’ eri nuovamente davanti al computer. Nella pagina iniziale del tuo browser, Google.it, hai digitato nel campo di ricerca le parole chiave “chiara di notte” e sei ritornato da me.

martedì 25 dicembre 2007

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Tradizioni natalizie

Mikulás (Szent Miklós) e’ il Santa Claus magiaro. E' come Babbo Natale ma in quanto a tradizione assomiglia piu’ all'italica Befana. Infatti l’usanza vuole che lasci dolci per i bambini buoni e carbone per quelli cattivi, pero’ a differenza della simpatica nonnina non arriva il 6 gennaio ma passa un mese prima: il 6 dicembre, giorno di San Nicola (Mikulás napja). Chi invece mette i regali sotto l'albero dei bimbi ungheresi la notte del 24 dicembre e’ Gesu' Bambino.

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Ieri, oggi e domani


Non confessero’ mai se Tündér, Irina, Vlada ed Olga, protagoniste dei miei raccontini, contengano un qualche accenno autobiografico. Ognuno leggendomi e’ libero di spaziare con la fantasia ed immaginare cio’ che preferisce, connotando ciascuna e collocandola, come una tessera, in un preciso punto del mosaico temporale.

lunedì 24 dicembre 2007

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Érted nővér

Come ho scritto non amo fare e ricevere gli auguri durante le ricorrenze, inoltre non e' mio stile scrivere post copia incollando testi di canzoni ma... girovagando nel mare del web mi sono imbattuta in questo.

Non e' molto, lo so, e scrivendolo contravvengo pure alle suddette regole che mi ero imposta, ma per te lo faccio. E' talmente bello, talmente appropriato che non posso fare a meno di donartelo.

domenica 23 dicembre 2007

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Uffa...


Era gia' in programma: dovevo partire.

Gli amici piu' fidati erano gia' stati messi al corrente. Avevo preparato il bagaglio, il biglietto del volo "low cost" prenotato e tutto cio' che concerne un piccolo viaggio era pronto.

Se non che, durante la notte, eccola che arriva: l'influenza.

Gia' ne avevo avvertito i sintomi ieri: bruciore agli occhi, dolore alle ossa, un po' di costipazione. Sintomi ai quali non avevo dato molta importanza... oppure avevo rifiutato di prenderli in considerazione. Purtroppo pero', se la temperatura corporea sale oltre i trentotto gradi, e' decisamente difficile ignorarla.

sabato 22 dicembre 2007

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Cassandra

Tutto questo gia' lo scrivevo in tempi non sospetti. I segnali erano chiari, ma anche se la classe politica e dirigenziale aveva tutto l'interesse a non far emergere il problema, mi sorprendo di come la gente non abbia capito in anticipo che il "trend" stava invertendosi e che tutto stava scivolando verso il basso.

In questi anni mi sono trovata piu' volte a discutere, sia nel virtuale che nella vita reale, di questi argomenti; quasi sempre da sola contro una moltitudine di italici che fino all'ultimo si ostinavano a volermi dimostrare il contrario. Quando non dicevano frasi del tipo "Perche' sei venuta a vivere qui in questo Paese miserabile? Chi ti ci ha chiamata?", buttandola sul personale e mettendoci una punta di orgoglio nazionale mista ad un po' di superbia, dicevano che ero una qualunquista, una pessimista e che tutti i miei timori (per loro infondati) erano basati sulla mia incapacita' di vedere il bicchiere mezzo pieno. Mentre in realta' (secondo loro), il Bel Paese era sempre uno dei migliori posti dove vivere.

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Which one do you prefer?

Ho sempre amato Notre-Dame de Paris ed in special modo questo pezzo. Personalmente preferisco la versione in francese, ma anche quella in italiano non e' male.

French version


Italian version


Russian version

venerdì 21 dicembre 2007

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Gli Auguri


Ho riletto i miei post del Natale scorso. Ho notato che adesso tutti, ovunque, stanno distribuendo i loro auguri, come ogni anno, come ogni volta in cui si arriva immancabilmente alla vigilia di una festivita' importante e non ho potuto fare a meno di pensare: “Ma che banalita’ ripetere sempre ad ogni ricorrenza le stesse frasi fatte… manifestare amore, stima ed amicizia solo per convenzione e poi, a festa conclusa, ritornare ognuno/a al solito atteggiamento di sempre, quello animato dall’indifferenza se non addirittura dai piu’ biechi sentimenti”.

Quest'anno non faro’ dunque gli auguri… anche perche' non ce n'e' bisogno: non c’e’ niente che possa augurare oggi che non avrei augurato anche ieri o che non augurerei anche domani. Quindi rifiuto di appiattirmi su questo luogo comune.

giovedì 20 dicembre 2007

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Cara Lucenera

Ti ho seguita fin dall'inizio e devo dire che stimolavi la mia attenzione. Tutto quell'accanirsi dei pisquani contro di te, tutto quell'attribuirti identita' non tue, tutta quell'ossessione per metterti a tacere ed estrometterti ti ha resa simpatica... all'inizio.

Non ho mai dubitato che tu fossi una donna. I tuoi post per un certo periodo sono stati origine di riflessione e per un momento avevo creduto che tu fossi un personaggio "originale", cioe' nuovo, immacolato, integro, mai apparso prima in quell'immondezzaio dove, a quanto pare, ti piace sguazzare.

mercoledì 19 dicembre 2007

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Chi e' Chiara?


Il 29 marzo 2004, in un periodo in cui mi ero presa un momento di pausa dal web, quando l'immondezzaio era ancora agli inizi e sconosciuto alla gran parte dei frequentatori di Internet e personaggi come i pisquani si dilettavano a giocare al "gameboy" oppure a raccontare le loro "prodezze" al bar sottocasa, qualcuno con il quale ho un rapporto personale da tantissimi anni (che saluto ed al quale faccio i miei auguri), sollecitato da domande su di me che venivano fatte in un forum (Il Malocchio), scriveva questo:

martedì 18 dicembre 2007

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Storia di Vlada - IV parte (Kak sneg)


Sarebbero arrivati i tempi in cui una persona poteva cadere a terra esanime senza che qualcuno le desse aiuto. Sguardi volontariamente distratti non si sarebbero posati neanche su un cadavere e le orecchie sarebbero state sorde ai colpi di un AK47, ma ancora, in quella citta’ in oriente, esisteva attenzione per episodi che turbavano l’ordine pubblico. Se solo un ubriaco avesse sbraitato sarebbero apparsi dal nulla gendarmi pronti a rimuovere quel problema imprevisto, lasciando sul selciato tracce di sangue e vomito che sarebbero state presto ricoperte dalla neve.

Eri stremata e non avesti il tempo di capire, sentisti solo mani forti che ti sollevavano. Ti rannicchiasti nel grigio calore dello shinel del poliziotto. L’ultima immagine che vedesti prima di abbandonarti completamente, fu la stella rossa fregiata d’oro con al centro il simbolo del regime sul suo ushanka.

lunedì 17 dicembre 2007

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Irina

Prigioniera del loto vivevi immersa nell’acqua della malinconia.

Rusalka dall’anima gelida e labbra che scioglievano le ali d’Icaro.

Scrutavi attenta il mondo con occhi che non conobbero mai lacrime.

Kajal, rossetto, smalto e profumo di una donna mai venduta.

Cavallo indomabile, eri il pedone d’ebano che diventava regina.


domenica 16 dicembre 2007

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Reati da pisquani

Rifacendomi ad un commento di Davide, che riporta un post apparso nell’immondezzaio, e lasciando per un attimo da parte i casi patologici che stazionano in quel forum, parlavo di questa pronuncia della Cassazione con un amico, un giurista piuttosto noto, oltre che un docente universitario.

Il punto interessante (secondo il mio amico) e’ che in realta’, trascurando il caso particolare (cioe’ l’attivazione di una casella email da parte un tizio a nome di un altro tizio che non ne sapeva niente) questa sentenza riguarda l’uso di una identita’ virtuale fasulla: cioe’ la Cassazione ha ritenuto fatto punibile il comportamento finalizzato a trarre in inganno, e quindi far credere a terze persone ignare, che si sta interloquendo con X mentre in realta’ si sta interloquendo con Y, e questo a prescindere dall’identita’ formale che una persona si attribuisce nel web.

venerdì 14 dicembre 2007

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Pisquani, narcisi e ragionieri barbuti


I pisquani hanno ormai appreso ed adottato la virtualizzazione della sessualita’ come stile di vita. Il disimpegno dalla responsabilita’ del coito e’ ormai totale e la sessualita’ e diventata un prodotto che chiunque puo’ comprare su Ebay.

Tutto e’ ormai acquistabile: da una spiaggia in Polinesia, ad un’auto fuoriserie, ad un rene. Ma c’e’ un bene essenziale, qualcosa di necessario che pero’ non e’ presente sugli espositori. Una sostanza che non si trova nell’emporio dei mille articoli e beni di consumo. L’unico prodotto che non ha un prezzo e che ingarbuglia la legge della domanda e dell’offerta: la Felicita’.

mercoledì 12 dicembre 2007

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Per Saro Franco il pisquano

Cito parte del messaggio che mi invii tramite l'immondezzaio:

"... mi dà fastidio che mi vengano attribuite azioni che non ho compiuto e che mi vengano rivolti insulti gratuiti. Per di più via internet.
Non so chi abbia scritto ciò che mi attribuisci, nè mi interessa: preferirei però che evitassi di fare riferimenti alla mia persona, che nulla ti ha fatto, se non prenderti un po' in giro atraverso il tuo blog, circa un anno fa,dopo che la tua reale identità è stata svelata.
Ti prego infine di evitare di impartirmi lezioni di psicologia: risulti davvero ridicola/o."


Ho evidenziato una tua contraddizione e cioe' che non sopporti che si parli di te, ma in passato ti sei permesso di parlare di me... non solo attraverso il mio blog e tu lo sai.

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Interludio in Rublёvka


"Le donne che non guardano gli uomini… uff… aspetta… ho perso la pagina."


Il libro le scivolo’ di mano e cadde sul pavimento facendo un rumore sordo. Delicata come in ogni suo gesto, prima di chinarsi a recuperarlo mi guardo’ con aria innocente e mi sorrise. Poi raccolse il libro, ritrovo' la pagina e riprese a leggere.


"Le donne che non guardano gli uomini attraenti guardano gli uomini con donne bellissime."

Si morse il labbro inferiore ed suoi occhi si fissarono pensierosi su qualcosa d’indefinito. L’amavo nei momenti in cui, non dovendo ostentare forza e sicurezza per atteggiarsi a sorella maggiore di tutte noi, si abbandonava alla sua naturale femminilita’, come una bimba incantata davanti ai dolci appesi all’albero di Natale. Ed a me bastava guardarla.

Le zone erogene

mercoledì 5 dicembre 2007

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Femminile e maschile


Sono orgogliosa della mia femminilita'. So quali sono i suoi limiti e so muovermi all'interno di questi. So qual e' il suo grande potere, soprattutto se agita all'interno di un incontro mercenario ove e' importante il risultato nel breve tempo che si ha disposizione.
Un tale tipo d'incontro lo si puo' gestire in diversi modi, la cui scelta dipende molto dal tipo di cliente e da cio' che la devochka ha percepito di lui. C'e' il chi e' in ricerca dell'illusione amorosa, chi e' in ricerca del solo sesso, chi desidera entrambe le cose e chi non capisce mai bene cosa in realta' vuole, ma in tutti i casi il motivo vero per il quale una devochka viene cercata, il nettare del quale il cliente desidera nutrirsi, cio' che vorrebbe custodire gelosamente e' la femminilita'. L'uomo la brama per rassicurare quella mascolinita' di cui si bea ma della quale non e' mai pienamente soddisfatto.

martedì 4 dicembre 2007

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Un pomeriggio di un giorno qualsiasi


E’ un pomeriggio di un giorno qualsiasi, come tanti. Vengo spesso in questo motel quando incontro un cliente nuovo. Il grande specchio alla parete in ogni stanza aiuta a liberare le fantasie e lo si raggiunge in modo discreto in soli dieci minuti dall’aeroporto dove di solito mi faccio prelevare.

domenica 2 dicembre 2007

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L'Araba Fenice


C'e' una cosa che forse i cosiddetti "appassionati di sesso contro pagamento" (comunemente chiamati puttanieri) italici non sanno: gia' da alcuni anni l'Italia non e' piu' considerata interessante come luogo di business per devochki di livello medio-alto provenienti dall'Est Europa.

sabato 1 dicembre 2007

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Magyar arckép


Tu sai che miei sonni sono spesso bui e senza colori. La notte per me passa in fretta ed al mattino mi ritrovo candida, pulita come una tela su cui chiunque puo’ dipingere un ritratto. Ma stanotte ho sognato te.

E’ stato come averti qui, come essere insieme a te, come se le centinaia di chilometri che ci separano fossero state annullate ed il sogno mi avesse portata dove non sarei mai potuta arrivare.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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