sabato 30 giugno 2007

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Notte di luna piena


Cosi' limpida e luminosa non capita spesso, ma quando accade il mio sguardo viene irresistibilmente attratto dalla luce che si diffonde la' fuori. Mi appoggio al davanzale e respiro profondamente l’aria fresca mista all'odore del gelsomino che circonda la mia finestra. Osservo il lontano bagliore emesso da quella pallida “faccia rotonda” che mi sovrasta… grande come mai l’avevo vista.

Sulle colline che circondano Tokaj filari di viti disegnano schemi che conosco a memoria, ed i suoni della notte fanno da colonna sonora ad un istante di vita.

Un quadro malinconico indelebilmente dipinto dentro la mia anima.

Dietro di me un altro bagliore illumina la stanza avvolta nella semi oscurita’. E’ quello dello schermo del mio computer ove vengono riversati tutti i miei pensieri.

sabato 23 giugno 2007

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Achille e Pentesilea


Abituato ad avere il meglio ed a togliersi ogni desiderio semplicemente “pagandolo”. Non ha importanza il prezzo. Lui riesce sempre a trovare un accordo con il “venditore”. Riesce sempre a convincerlo, riesce sempre ad ottenere cio’ che vuole.

Ricchissimo, bello e forte come il dio della guerra non sa cosa significhi la “rinuncia”. Tutto il contrario di me che da sempre porto addosso il marchio della zingara, ma… gli opposti si attraggono.

Capisco che lui e’ e sara’ il mio uomo. Lo capisco al primo sguardo.
Non una parola, solo la sensazione che la mia vita sta cambiando. E’ questione di un attimo. Di una scelta. La distanza fra realta' e sogno e’ infinitesimale e mi ritrovo sbalzata dall’una all’altro senza comprendere ove si trovi il passaggio fra le due dimensioni.

Oppure sto mentendo…

In realta' la percezione del cambiamento e’ chiara. Ieri non sapevo come fare a pagare l’affitto… oggi posseggo di tutto: vestiti, gioielli, una bella casa… una reputazione.
L’unica cosa che mi manca e’ la liberta’ ma che importa? Per quella ci sara’ tempo. Sono giovane… ancora giovane.

Lo amo, lui mi ama, la gente ci ammira. Ieri ero una bambina, oggi grazie a lui una donna.

Oppure sto mentendo…

So che donna non lo saro’ mai e restero’ per sempre nel “limbo” dell’ adolescenza fatto di un mondo dorato ed irreale come quello in cui deve essersi trovata Cinderella il giorno che ha sposato il Principe.

La vita, qui a palazzo, e’ bella e le giornate scorrono veloci. Sembra il posto ideale ove soddisfare la mia curiosita’. Ogni stanza e’ un mondo a se’; ci sono “tesori” da scoprire in ogni angolo della biblioteca, oppure della palestra… oppure del talamo.
la mattina la passo ad educare il fisico, il pomeriggio e’ il momento dedicato allo spirito… la notte quello per il sesso e l’erotismo.

I maestri e le maestre hanno nomi stranieri. All’inizio ho difficolta’ a comunicare con loro ma, oltre ad essere curiosa, posseggo anche una notevole capacita’ d’apprendimento, e la lingua, in breve, non rappresenta piu’ un problema. Riesco a parlarla fluidamente. Solo l’accento tipico di chi non e’ vi e’ nata ma questo, a volte, mi da’ quell’aria esotica che tanto piace alle persone alle quali lui mi presenta.

Io sono la sua creatura. Lui e’ Pigmalione, io Galatea.

Oppure sto mentendo…

Lui e’ Prometeo ed io il Fuoco. Non sono sua. Lui mi ha solo rubata… rapita. Solo che ancora non lo so. Vivo nel torpore. Ho accettato di cibarmi del dolce frutto del Loto. Il Loto da’ un piacere sublime. Inebria e fa perdere il senso del tempo che passa, al punto tale che ne divento schiava... e qui non c’e’ Ulisse a risvegliarmi. Il sogno si protrae all’infinito.

Oppure sto mentendo…

Un Ulisse c’e’ sempre, ed Ulisse talvolta assume sembianze femminili. E’ una guerriera dagli occhi di ghiaccio ed suo scudo e’ “lunato” come quello di una regina che guida le sue amazzoni nella mischia sotto le mura di Troia.

Mi hai procurato tutto il necessario che mi portera’ lontana dall’isola dei lotofagi. Non sono molte cose. In fondo sono solo una zingara.
Mi spingi a forza su quella “nave” come Ulisse ha fatto con i suoi compagni di viaggio, solo che tu non partirai con me.

Ti vedo mentre mi saluti per l’ultima volta: la mano destra alzata ed un sorriso triste come quello di una Pentesilea che sa di essere destinata a soccombere, come sempre, sotto i colpi di un Achille irato.

Cara, dolce, amata Pentesilea, ancora ti cerco nella tua citta’ in Oriente, ed ogni donna che vi incontro ha il tuo sguardo… ed il tuo odore.

giovedì 21 giugno 2007

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In Paradiso a dispetto dei Santi



Non riesco a concepire coloro che desiderano restare in Paradiso a dispetto dei Santi. Cimici umane che si attaccano e che non capiscono (oppure lo capiscono ma non lo accettano) quando sia il momento di “chiudere” e sparire.

Ne ho conosciuti diversi: da ex fidanzati che non riuscivano a rassegnarsi a persone “malate” che, se per caso ricevevano da me un minimo di confidenza, non si toglievano piu’ dalle…

All’inizio cercavo di essere tollerante. Speravo che costoro, ad un certo punto capissero, dal mio atteggiamento freddo ed indifferente, che era il momento di “andare” ma… ahime’, era sempre un’impresa togliermeli d'intorno.

Quando poi sono diventata meno paziente e piu’ esplicita le cose non sono certo migliorate. Tutt’altro. Sono stata “bersagliata” di domande alle quali dovevo “per forza” dare una risposta: perche’ non ti vado bene? Perche qui? Perche’ la’?...

Sono stata persino “accusata” di “sentirmi superiore” poiche’ non gradivo la loro presenza… ma che cavolo c’entrava?

Se una persona sta “sul culo” sta sul culo e basta. E’ una sensazione di pelle che non ha una spiegazione… come la simpatia o l’amore. Non e’ una questione ne’ di superiorita’ ne’ d’inferiorita’, e chi si sente ferito dal rifiuto o dall’indifferenza altrui dovrebbe, per prima cosa, interrogarsi su proprio atteggiamento.

Oggi sono del parere che “dare confidenza” a qualcuno sia piu’ un rischio che altro.

sabato 16 giugno 2007

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Commenti educati, please


Vorrei pregare i commentatori dei post di evitare di creare flames nel mio Blog.

Come ho detto questo e' un mio diario ed i commenti sono come fossero un "guest book". Ognuno puo' commentare il post ed anche commentare i commenti altrui, ma non e' consentito usare parole che possano essere interpretate come insultanti da chi e' oggetto del commento.

Per esempio se io scrivo che "non ci sono piu' le mezze stagioni" scrivo un luogo comune... se scrivo che "bisogna essere buoni" scrivo una banalita'... se scrivo che il colore del cielo terso e' azzurro scrivo un'ovvieta'.

In nessun caso luoghi comuni, banalita' ed ovvieta' sono insultanti. Possiamo considerare stupidi certi concetti ma se li commentiamo dicendo semplicemente che "sono stupidi" non facciamo altro che ripetere cio' che stiamo criticando e cioe' "banalizziamo in modo ovvio", ma con una sottile differenza: diamo dello stupido (o della stupida) a chi ci ha preceduti e cio' e' insultante.

Questo genera flames, ed io nel mio diario, non ne voglio :-)

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I mitomani


Tutte le volte che apro la chat trovo messaggi speditimi da tante persone. Una sequela infinita di finestre che si aprono in cui mi vengono fatte comunicazioni, richeste di contatto, apprezzamenti e, ovviamente, offese.

Quasi sempre queste ultime sono in forma anonima. Neanche con un mezzo "anonimo" come MeeboMe certe persone hanno il coraggio di firmarsi... neanche con un nome di fantasia.

Quasi si vergognassero anche loro... di se stessi.

Il tipo di insulti varia, Ci sono quelli diretti alla mia persona, quelli diretti alla mia famiglia o alla mia gente ma tutti quanti hanno una base comune: chi si prende la briga di farli oppure perde tempo a scriverli, per il solo gusto di farmeli leggere, e' sicuramente una persona bisognosa di cure psichiatriche.

Chissa' cosa passa per la testa di costoro e da cosa sia causato quest'odio che provano. Immagino che non sia tanto un'atteggiamto specifico diretto nei miei confronti, quanto una loro problematica interiore: odiando me odiano una figura rappresentativa e basilare della loro esistenza.

Sono felice di rappresentare per costoro un incubo dal quale non riusciranno mai a liberarsi.

giovedì 14 giugno 2007

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St. Petersburg "mon amour"


Amo quella citta' ed ogni altra parola sarebbe superflua.

Se non fosse per lo scalo obbligatorio intermedio ci vorrebbero poco piu' di due ore d'aereo per arrivarci. Purtroppo le linee aeree (a parte la Rossiya Airlines che e' sempre stracolma) non consentono ancora un volo diretto e le oltre cinque ore di viaggio non mi invogliano ad andarci spesso. Pero' saltuariamente la visito volentieri, anche perche' li' ci vivono persone alle quali sono particolarmente legata.

Non staro' via molti giorni. Solo il breve tempo per rivedere queste persone e passare con loro dei momenti piacevoli rivivendo antiche atmosfere.

Partiro' domenica e quando saro' la' evitero di collegarmi sia al Blog, sia a Second Life. Non preoccupatevi se non vedrete aggiornamenti.

martedì 12 giugno 2007

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Una comunita' di sole donne


Case basse, tinte di blu, azzurro, viola, verde, sono disposte in due file parallele lungo un’ampia strada sterrata. Dietro la porta di ingresso, un’aia acciottolata e, in fondo, il pollaio. E’ la struttura tipica dei “siebenburgen”, i sette borghi della Transilvania, fondati e abitati per otto secoli dai Sassoni. Oggi questo territorio è una sorta di paradiso perduto, un pezzo di Medioevo arrivato sino a noi, abitato da rumeni, sassoni, ungheresi e rom.

Nei villaggi i telefoni cellulari non funzionano e non ci sono auto: solo carri trainati da cavalli, bambini, vecchi, cani, gatti, branchi di oche. E silenzio. E’ qui che si producono artigianalmente ottime confetture, fatte con la frutta dell’orto o con le bacche selvatiche raccolte nei dintorni. Le confetture più interessanti sono quelle di rabarbaro, rosa canina, mirabelle, visciole, fragole di bosco, mirtilli e di mele e cannella.

Le donne preparano questa straordinaria varietà di confetture per la famiglia, diversificando le ricette ogni mese per usare tutto quanto offre il frutteto di casa, senza sprecare nulla. Le ricette sono semplici e si basano su frutta, zucchero, in alcuni casi una piccola aggiunta di pectina naturale, ottenuta dalle mele acerbe, e cotture a fuoco lento non troppo prolungate, per preservare il sapore e il profumo della frutta fresca.

Il Presidio Slow Food dà una nuova fonte di reddito alla realtà locale, che vive di agricoltura e di allevamento. Il progetto è nato grazie alla collaborazione di Slow Food con la Fondazione ADEPT, che opera in Romania da diversi anni e che ha aperto recentemente un punto informazioni presso uno dei villaggi. Nei primi mesi del 2006, ADEPT ha organizzato un corso sull’igiene per una ventina di donne. Ora, un gruppo di queste ha iniziato a lavorare per produrre le confetture del Presidio. Le produttrici migliori e le tipologie di confettura sono state selezionate grazie ad una serie di degustazioni realizzate da esperti Slow Food nel 2005 e nel 2006.


(Tratto da QUI)

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Donne desiderate



“Ci sono donne che si vendono pur non prendendo soldi e donne che, proprio perche’ i soldi li prendono, non si vendono mai”

Il punto e’ proprio questo e sono quei “paletti” che vengono messi, e che stabiliscono i confini, che fanno del rapporto mercenario (quando liberamente scelto) un’espressione di liberta’ e d’indipendenza... e non solo.

Credo che questa affermazione, che contraddice le tesi di chi giudica la professione di prostituta infamante e degradante, fara' arrabbiare ben piu’ di una persona.

Fatto e’ che “chi vuol controllare” deve cercare una giustificazione che in parte gratifichi colui (o colei) che e’ controllato in modo che questi possa accettare di buon grado la propria situazione.

Il meccanismo e’ semplice e come tutte le cose semplici e’ efficace: “cara donna, non fare come quelle disperate che vendono il loro corpo in cambio di vile denaro. Loro sono solo delle delle avide peccatrici, reiette della societa'. Donati per amore (e gratis) e sarai apprezzata, stimata, considerata e rispettata”.

Balle! Chi non e’ ipocrita sa che sono tutte balle.

Gli uomini, questi strani animali, hanno la cattiva abitudine di predicare in un modo e razzolare in un altro e dopo aver riempito la testa delle loro compagne (e delle loro figlie) con queste balle li trovi di notte in auto alla ricerca di qualche peccatrice da “caricare su”, oppure sbavanti di fronte ad una lap dancer, oppure incollati davanti allo schermo di un PC a stabilire chi sia piu’ desiderabile fra Alice ed Ester.

Chi pretende poco e' perche' si valuta poco e sara' da tutti considerata poco. Colei che invece stabilisce dei limiti talmente alti da essere quasi irraggiungibile, sara’ apprezzata, stimata, considerata e rispettata…

Ma, soprattutto, sara’ desiderata.

lunedì 11 giugno 2007

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I "fighi" del web



Si aggirano nella "rete" come topi che frugano nell’immondizia.
Emaciati con occhiaie profonde, oppure grassi e flaccidi per la moltitudine delle ore passate adagiati su una sedia intrisa del loro sudore.
Qualcuno porta gli occhiali… con lenti spesse. Lo schermo del computer vi si riflette ed illumina la loro faccia di un bagliore spettrale.
Hanno unghie lunghe e sporche e le loro dita lasciano sulla tastiera l’unto del panino appena mangiato mentre stanno chattando. Briciole di pasti lontani giacciono fra i tasti come ricordi sepolti.
Capelli sporchi e denti marci. Non si guardano allo specchio ormai da anni.
La loro immagine, quella che hanno di se’ e che raccontano agli altri, e’ “costruita” con un programma di “computer graphic” e la loro cultura e’ un surrogato copia incollato da Google.
A volte, come vermi brulicanti, si insinuano nella vita altrui e vi frugano dentro alla ricerca di un qualcosa da utilizzare per placare la loro frustrazione esistenziale.
A volte, invece, cercano un po’ di piacere, l’unico per loro possibile, immaginandosi, dall’altra parte, “colei” che mostra una foto di se’ con tette turgide e capezzoli eretti.
Giornate lunghe e sempre uguali. Digitano con una mano e si “toccano” con l'altra.
Quando usavano il telefono il solo suono di una voce femminile li stimolava a dire parole sconce fino a che la loro carica erotica si esauriva nei pantaloni.
Oggi pero’ c’e’ internet…

“Ciao, da dove digiti? Sei tu nella foto?”
“Faccio l’avvocato… tu di dove sei?”
“No… sono qui solo per caso”

giovedì 7 giugno 2007

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I "polli" di Second Life


Un sistema che ho visto mettere in atto dagli avatar piu' spregiudicati, siano essi gestiti da donne (nel 25% dei casi) che da uomini (nel 75% dei casi), e' l'incontro in web-cam.

Il meccanismo e' il seguente: l'avatar inserisce nel profilo una foto "reale" della sua persona (solitamente una strafighissima) dichiarando di essere disponibile ad un incontro di sesso virtuale tramite web-cam.
Pero', prima di arrivare a cio', il "cliente" deve fare almeno 2-3 incontri virtuali senza la web-cam (la "ragazza" adduce la scusa che prima di farsi vedere deve fidarsi) alla modica cifra di 2.000 Ln$ per 30 minuti (circa 7.50 USD) cadauno. Dopodiche', una volta che ci sara' la confidenza, si procedera' all'incontro tramite web-cam alla ulteriore modica cifra di 50.000 Ln$ (circa 190 USD!!!).

Lascio a voi giudicare il prezzo delle "prestazioni" e mi limito solo a segnalare agli sprovveduti "fruitori" che solo nell'1% dei casi arriveranno a vedere una ragazza in web-cam in quanto, nella quasi totalita' dei casi, lei (oppure lui) si accontentera' di "pelare" solo quei 5-6 mila Ln$ iniziali defilandosi appena prima del fatidico "incontro". Qualche "spregiudicata" tentera persino di pelare in alticipo anche una parte dei 50.000! :-)

Ovviamente la foto mostrata nel profilo e' un "fake" ed il meccanismo di "pelamento" si basa sullo stesso sistema sul quale si basa quello di moltissimi "siti fake" che chiedono anticipi per incontri con modelle inesistenti.

Be careful!

mercoledì 6 giugno 2007

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La scatola delle emozioni.


Diversamente da cio’ che alcuni immaginano non sono una scrittrice. Non posseggo ne’ le basi grammaticali ne’ quelle sintattiche, e non mi sogno certo di spacciarmi per cio’ che non sono.
Certo sono sempre stata abbastanza dotata in quanto a facilita’ di linguaggio e di sintesi, ma questo non e’ sufficiente. Ci vuole ben altro.

I miei scritti sono solo fotografie. Sono cartoline mai spedite che giacciono in una scatola polverosa ritrovata nella soffitta della mia mente.
Ogni tanto prendo quella scatola, la apro e tiro fuori qualche oggetto, adagiandolo davanti a me.

Vorrei mostrarvi tutto il contenuto di quella scatola, ma non sempre i pensieri fluiscono in modo non confuso. A volte ho difficolta’ ad organizzarli.

Non e’ semplice scrivere e non essere coinvolta dalle emozioni, ed anche se in passato l’ho fatto poi, dopo, ho sempre provato una strana sensazione… come se, regalando quelle “emozioni” al vento del web, avessi gettato via qualcosa di molto intimo e prezioso.

E’ forse questo il motivo per il quale ho lasciato alcuni miei racconti a meta’?

Sono strana, lunatica, cangiante. Oggi sono cosi’ ma domani… chissa'.
Dipende anche dal tempo sapete? E’ insopportabile questo mio carattere cosi’ mutevole poiche’ spiazza l’interlocutore e non gli da’ modo di adattarsi. Ma c’e’ anche chi lo ama profondamente, perche’ con me (dicono) e’ difficile annoiarsi.

Sono certa che prima o poi tirero’ fuori le conclusioni dei racconti lasciati incompiuti e vi narrero’ anche la mia (esilarante) esperienza psicanalitica, pero’ adesso ho bisogno di riporre nuovamente quella scatola in soffitta. Almeno per qualche giorno.

martedì 5 giugno 2007

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Sesso e denaro


Il connubio Sesso e denaro ha sempre alimentato polemiche infinite e credo sia uno degli argomenti che, morbosamente, tengano alta l’attenzione del pubblico ogni qual volta che un anchor man propone una trasmissione che lo tratta. I cosiddetti “perbenisti”, che ipocritamente giudicano le prostitute par il loro “darsi” in cambio di denaro, continuano ad affermare che il sesso e’ intimamente legato all’amore (balle) e che quindi questo non puo’ essere trattato come merce di scambio.

Iniziamo con il vedere CHI sono coloro che piu’ “starnazzano” quando sono in presenza di argomenti che parlano di prostituzione e di tutto cio’ ivi correlato…

Ci sono ovviamente i “repressi”. Non repressi sessualmente… anche quello ma non solo. La loro piu’ grande repressione risiede nel loro stato d’animo allorquando si rendono conto che c’e’ chi puo’ permettersi un certo genere di “articoli di lusso” mentre loro devono sorbirsi la solita “zuppa”.
La loro repressione si chiama invidia e non ci sara’ mai modo di curarla. Neanche facendo leggi repressive che impediscano, a chi puo’, di “guidare la Ferrari” piuttosto che uno scalcinato rottame.
Pero’, lasciatemelo confessare, a volte anzi spesso molti di costoro rompono il salvadanaio e si permettono una “serata alla grande”, piangendo il giorno dopo per i soldi sperperati e tornando a starnazzare contro le “tentatrici” che’ “l’amore non e’ in vendita”.

Poi ci sono le rispettive consorti che sono anche piu’ accanite. Se il sesso e’ Satana ed il denaro e’ il male, allora sesso e denaro producono il peccato all’ennesima potenza ed i loro ragionamenti si avvitano sull’inconsistenza di tutto cio’ che e’ legato alla superstizione ed al luogo comune.
Digeriscono male tutta questa situazione. Sospettano che le loro dolci meta’ sperperino i soldini con queste “sgualdrine” delle quali vorrebbero prendere il posto.
Loro non lo confesseranno mai ma sono ancor piu’ morbose dei loro corrispettivi maschili ed i loro pensieri sconfinano spesso laddove solo “la confessione” puo sanare il peccato, ma… (ahime”) non hanno i mezzi per poter portare un uomo a “pagarle” e quindi si rifugiano nella critica feroce di un mondo che non sara’ MAI loro.

Quante assurdita’ ho dovuto ascoltare da chi non aveva una minima idea di cosa significasse essere prostituta. Cosa significasse per una ragazza come me, trovare nell’essere devochka cio’ che realmente ha rappresentato uno “stile di vita”. E non solo…

Difficile spiegare, a chi e’ abituato a giudicare sulla base del nulla, quello che il denaro puo’ significare per chi ha deciso di mettere a disposizione non solo le proprie capacita’ intellettuali (di quel genere di puttane e’ pieno il Mondo) ma anche le proprie doti fisiche e “sensuali”.
Soprattutto e’ difficile spiegare il vero significato di quel denaro. Significato che va oltre al mero oggetto di arricchimento materiale.

Se si parte dal presupposto che essere “cortigiana” richiede una preparazione (soprattutto nell’ Ars Amandi e nel saper creare il “sogno”) superiore a quella di una “qualsiasi femmina”, e chiaro il motivo per il quale cio’ deve essere corrisposto in adeguata misura. Questo gia’ di per se’ rappresenta il motivo “concreto” per il quale una vera devochka DEVE farsi pagare. SEMPRE.

Oltre a questo c’e’ anche un altro motivo da non sottovalutare. Nella prostituzione il denaro assume il significato di un “paletto”, di un solco che la devochka traccia fra lei ed il cliente. Di un limite invalicabile oltre il quale il rispetto e la stima vengono meno.

Romolo traccio’ un solco ed intimo’ di non valicarlo… quello era il suo confine. Era suo e di nessun altro. Arrivo’ ad uccidere persino suo fratello che lo valico’.

Lo psicanalista “satiro” di cui vi ho parlato, prima della seduta conclusiva in cui lo “licenziai”, ebbe modo di dirmi che il denaro, nella sua professione, rappresentava un elemento determinante per la terapia stessa in quanto creava quel “distacco” necessario affinché il paziente non diventasse troppo “intimo”.

I pazienti troppo intimi, come i clienti troppo intimi, a volte possono dimenticarsi di cosa siano stima e rispetto.

domenica 3 giugno 2007

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Per comunicare con me

Non inviatemi messaggi anonimi perche' saranno cestinati. L'educazione impone di farsi riconoscere, per cui utilizzate la pagina "contatti" - che trovate nel menu' in alto del blog - per indicare il vostro nome od il vostro nick in modo che, grosso modo, abbia un'idea di chi siete.

Altra cosa: non insistete a chiedermi indirizzi email o (ancora piu' assurdamente) numeri di telefono perche' non otterrete niente ad di fuori di un gentile diniego. Se per caso leggete questo Blog nella speranza di "conoscermi" di persona vi consiglio di dedicare il vostro tempo ad attivita' piu' proficue e piu' attinenti ai vostri "bisogni materiali".

In Second Life, come sapete, sono presente e disponibile ai contatti.
Ovviamente, come nella reata', valgono le regole di cui sopra (quindi fatevi riconoscere) e della buona educazione; per cui chiedete sempre prima se sono occupata. A volte ho decine di finestre messaggi privati aperte e non voglio stressarmi per rispondere a tutti. Non offendetevi quindi se, a volte, non otterrete una risposta immediata; potrei essere impegnata in altre conversazioni.

sabato 2 giugno 2007

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Dei multiavatar e dell’arte di raccontare fiabe


Spesso mi trovo a discutere, con amici, dei motivi che mi spingono a contrastare fermamente la presenza di “personalita’ multiple” che interagiscono in internet.
Molte persone non ne comprendono i motivi ed alcune, addirittura, mi danno della “paranoica visionaria”.

Non e’ un problema per me essere appellata in questo modo. Dopotutto c’e’ chi e' infastidito dagli interisti, posso essere io infastidita dagli psicotici che infestano il web?
Il mio post sulle multipersonalita’ in SL ha risvegliato alcuni topastri spingendoli a contattarmi in privato al solo scopo d’insultarmi per cio’ che avevo scritto.

Due giorni fa uno dei personaggi citati in quel POST mi ha contattata chiedendomi se “avessi certezza” di aver affermato il vero.
La mia risposta e’ stata che “certezza non ce l’ho neanche su me stessa ma era molto probabile, visto il suo interessamento, che ci avessi azzeccato".

“Oh no no, mia cara! Tu stai prendendo un grosso abbaglio… noi siamo tre persone distinte, e la “ragazza” e’ veramente una ragazza perche’ la sento e la vedo in webcam”

Come in un flashback mi e’ tornato in mente il giochetto di sponda “Nelly_B – UghettoPiazza”, lo ricordate?
Forse chi mi legge da poco tempo non puo’ saperlo, ma i due suddetti personaggi forumistici facevano finta di dialogare fra di loro ed assicuravano tutto il forum di essersi visti in webcam… quando invece non erano altro che una duplice espressione di un’unica persona “malata” (che di nickname ne aveva ben oltre due).

A quel punto, quindi, ho contestato ed ho detto che ad affermare che erano tre persone distinte era solo lui e che la sua parola non poteva bastarmi dato che lui era in palese conflitto d'interessi.

“Oh no no, mia cara! Il modo per sapere che siamo tre persone distinte c’e’”

“Opperbacco! – dico io – E quale sarebbe?”

“Semplice! – dice lui – Basta che ti faccia inviare tre email e controlli gli IP!”

Ho dovuto trattenermi per non crollare dalla sedia, ma la curiosita’ di capire dove voleva “dirigersi” con i discorsi era troppo forte. Per cui ho fatto la “tonta” e gli ho detto che "gia’ da quando giocavo con il Gameboy a Tetris conoscevo il trucchetto di far risultare IP diversi, per cui tale metodo non poteva essere esaustivo".

“Eh, mia cara! Io ho spedito la prima email nel 1983 (ecchissenefrega! – ndr), e conosco tutti i trucchetti per capire se dall’altra parte mi stanno dicendo il falso… per esempio potresti inviare a tutti e tre, in contemporanea, una email con tre domande diverse e farti rispedire immediatamente le risposte. Solo un genio potrebbe gestire tre avatar in modo da risponderti subito”.

“Certo! – ho pensato io – Solo che se effettivamente qualcuno si fosse prestato a questo test avrebbe dimostrato solo di "aver voluto dimostrare". Nessuna persona “normale” si sarebbe prestata ad un giochino del genere. Anzi mi avrebbe mandata a fare un giro dalle parti di Zhopinsk”.
Ma cio’ che ho pensato non l’ho comunicato, anche se credo che lui abbia compreso, dal mio “eloquente silenzio”, che non avevo alcuna voglia di realizzare un gioco a quiz sullo stile di "l'accendiamo?"

Infastidito dal mio comportamento e “giurandomi” che lui non era uno che gestiva piu’ avatar, incazzatissimo ed isterico, mi ha detto che mentre lui spediva email (nel 1983) io facevo ancora la contadina magiara.
Poi, dato che il mio "silenzio" si era fatto ancora piu' eloquente fino al punto di sconfinare nello sfotto', mi ha mandata proprio li'... a fare un giro nei paraggi di Zhopinsk. :-)
Comunque le sue ultime parole sono state: “Si ma perche’ in SL qualcuno dovrebbe fingersi piu’ personaggi? Che ci guadagna, me lo spieghi?”

Ebbene, se a quel punto non l’aveva capito, lui tanto intelligente da essere gia' postino di email nel 1983, mi sono chiesta cosa avrei avuto da guadagnarci perdendo ulteriore tempo per spiegarglielo?
Ho quindi declinato l'invito a visitare Zhopinks e l’ho pregato di recarsi urgentemente presso una struttura sanitaria per la cura delle malattie mentali che forse li', per lui, poteva esserci la settimana del 3x2.

Pero’ credo che, a questo punto, almeno a voi che mi leggete (lui so che NON mi legge ne' mi leggera' mai) una spiegazione sia dovuta: perche’ le persone dovrebbero usare piu’ avatar o piu’ nicknames? Che ci guadagnano?

Avete presente il gioco delle “tre carte”? Non il gioco in se’, ma tutto il meccanismo che porta allo “spennamento” del pollo di turno.
Intorno al capannello di persone, che paiono tutte interessate al gioco, in realta’ c’e’ un solo “ignaro”. Tutti gli altri sono d’accordo. e coalizzati contro di lui.
Si tratta di portare il malcapitato a “voler tentare la fortuna”, ed a tale scopo i “finti giocatori” (che vincono) assumono un ruolo fondamentale in tutto il meccanismo psicologico del povero “fesso” che inevitabilmente verra’ spennato.

Vogliamo fare un altro esempio?
Prendiamo tre archetipi di tutte le fiabe: il drago, la donzella ed il cavaliere.
Poniamo gli archetipi nella posizione “classica” e cioe’ il cavaliere salva la donzella dalle fauci del drago e da essa ottiene il “premio” :-)
Nella realtà’ (se le fiabe fossero reali) le tre figure sarebbero ovviamente entita’ distinte, ma nel virtuale (ed in SL) cosa impedisce a qualcuno di “recitare” piu’ di una parte?

Cerchiamo di esaminare le diverse possibilita’:

A) Drago, donzella e cavaliere sono gestite da un’unica entita’. In questo caso siamo in presenza di un autentico psicotico… o ritardato mentale che ha intenzione di giocare con le bambole ad un’eta’ in cui le “bambole” dovrebbero essere di diversa natura.
B) Donzella e cavaliere sono gestiti da un’entita’, mentre il drago e’ gestito da un’entita’ diversa. Questa e’ un'altra situazione illogica, simile a quella del caso A). Nel canovaccio archetipo il drago verra’ sconfitto e la donzella si donera’ al cavaliere… cioe’ a se stessa! Impossibile se non in presenza, ancora una volta, di uno psicotico.
C) Cavaliere e drago sono gestiti da un’entita’, mentre la donzella e’ gestita da un’entita’ diversa. Ecco che qui che scatta il meccanismo e la situazione si fa piu’ credibile. A volte i cavalieri girovagano senza meta e spesso capita loro di trovare la donzella da salvare mentre (ahime’) i draghi latitano. In SL e’ possibile, creando un bel drago su misura minaccioso e dalle fauci belle aperte, accorciare i tempi ed arrivare subito al cu… ore della donzella :-)

Ecco spiegato il mio punto di vista e spero che almeno adesso sia chiaro uno dei motivi per i quali, i “pisquani”, preferiscono “giocare sporco” utilizzando piu’ avatar: pigrizia e paura di non riuscire a conseguire obiettivi se non attraverso il “cheating”.

Ah gia... dimenticavo…
Poi c’e’ il caso D)… cioe' donzella e drago (gestite da un’entita’) che si “fottono” il cavaliere (gestito da una diversa entita’), ma questa e’ un’altra fiaba. :-)

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Grazie Alex


Ancora una volta dinanzi ad un foglio interamente bianco… dove scivolano i miei pensieri facendo nascere sul mio viso ancora una volta un sorriso!
Chi sono? Onestamente non saprei dirlo… mi definisco come… UN’ANIMA e forse è l’espressione più giusta! Sono qui per parlare di mia sorella!
Mia sorella è DONNA. Mia sorella vive con i suoi pensieri…
La vedo spesso li… a pensare con gli occhi fissi, fermi… con lo sguardo che supera la finestra e si perde nel prato fiorito che è dinanzi casa!
Spesso mi chiedo a cosa pensa veramente e, soprattutto, se mai me lo dirà!
Mia sorella è bella, ma quel viso angelico nasconde la sua immensa forza e determinazione…
Da sempre i suoi occhi mi ricordano i racconti ascoltati da bambina in cui si narrava di una splendida fata dai lunghi capelli sciolti e dal sorriso misterioso. Così sempre ho visto mia sorella. Come quella fata che tra i fiori mostra splendide ali, e che a differenza di me riesce a percepire anche la più minima sfumatura tra i volti delle persone.
Siamo sorelle, siamo i perfetti opposti: le idee, i pensieri e la fede non ci uniscono…
Io prego per lei, piango per lei mentre lei… COMBATTE!
Combatte contro quei bombardamenti silenziosi, quelle sparatorie che nessuno vede… cura le ferite che nessuno conosce!
Mia sorella spesso ha paura… non sembra vero ma i sogni… le favole la spaventano…
Li affronta come se fossero soldati da sconfiggere, un nemico da abbattere!
Mia sorella è più grande di me ma a volte è come me! Mia sorella ha visto e ha sentito, mentre io posso solo immaginare a cosa c’è oltre…
Credendo in Dio vado avanti… mia sorella credendo in se stessa sopravvive. Così è mia sorella… come il vento d’estate che ti aiuta a respirare… come un bagliore che ti lascia confuso; è come una musica lontana che spesso io, quando il mondo è in silenzio, sento!
Ti voglio bene sorella.

BY ALEX



Che dirti... mi mancano le parole.
Pero' non credo che siamo "i perfetti opposti". In realta' mostriamo (come nella bellissima immagine con la quale hai corredato questo tuo scritto) facce opposte di un'unica medaglia.
In ciascuna di noi coesistono entrambe le anime. Siamo noi che scegliamo, di volta in volta, quale mostrare.
Non e' detto, cara sorella, che in futuro tu non possa essere ancor piu' "Chiara" di quanto lo sia stata io.

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Una risposta...


Non ti vuoi prioprio sbilanciare vero? Nonostante quei due giorni che ci hanno accomunato, e stavamo bene a scambiarci le idee, così molto simili....

Chi lo sa, spero vivamente che ti decida a mettere da parte tutto ed iniziare a rispondermi, poi magari, solo se sei concorde, basterebbe anche un incontro per un caffè, solo per vederci, tanto non sapremmo mai chi siamo nella cosidetta realtà.

Pensaci...



Ci ho pensato :-)

La prima volta che ho ricevuto una proposta del genere e' stato... sinceramente non ricordo piu'quando, ma di certo tanto tempo fa.

Mi dispiace, ma dal 2001 non incontro piu' nessuno al di fuori di coloro che ritengo intimi amici ed amiche.
Intendo dire che non incontro piu' nuove persone che conoscono il mio passato, e la ragione e' ovvia: nell'immaginario di chi si propone d'incontrarmi tale passato rappresenta un elemento d'interesse troppo forte (a volte morboso) che alla lunga inficierebbe il cosiddetto "rapporto d'amicizia".

E poi queste proposte mi fanno "sentire" un po'... come dire... fenomeno da baraccone; mi parrebbe, se le accettassi, solo di soddisfare la curiosita' di chi ha deciso di fare il "cacciatore di tesori".

No no, non se ne parla, pero' ti ringrazio dell'invito. Sei simpatico. Fai come se l'abbia accettato. :-)

Per quanto riguarda invece quella "relazione" virtuale che vorresti sono aperta e disponibile. Con tutti. Pero' non puoi inviarmi messaggi "privati" pretendendo una risposta pubblica (anche se questa volta l'hai avuta) perche' cio' mi pone nella scomoda situazione di non sapere come comportarmi.
Il modo di relazionare con me e' semplice ed e' quello che usano tutti coloro che leggono questo Blog: commentare con educazione, ma anche con sincerita', i miei scritti.

Un'ultima annotazione (non riferita a te) che forse fara' risparmiare tempo e "tastiera" a chi crede di avere a che fare con una delle tante che si propongono sui blog al solo scopo di "rimorchiare" perche' insoddisfatte della loro vita: di parole, in vita mia, ne ho sentite cosi' tante da avere "il serbatoio pieno" ancora per altri 1000 anni :-)
Conosco quasi tutte le tecniche di "seduzione" operate nei miei confronti (anche se alla fine non sono altro che delle varianti della solita banale tecnica del "farmi capire che in fondo sono compresa... nonostante che nella vita nessuno mi abbia mai compresa") e posso assicurare che tali "tecniche" hanno su di me lo stesso effetto che avrebbe un sasso lanciato contro la "Muraglia Cinese".

venerdì 1 giugno 2007

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Il tempio dell'apparenza


E’ veramente strano…
Il virtuale dovrebbe essere il tempio dell’interiorita’, della sostanza, dell’essenza, e non di tutto cio' che riguarda l'esteriorita'.

Quando ci si raffronta con un interlocutore virtuale (o un’interlocutrice) non sappiamo chi si trovi dall’altra parte e, sinceramente, a me importa poco del suo aspetto, della sua condizione economica e di tutto cio’ che riguarda la "forma fisica" che contiene la mente con la quale sto relazionando.

Ovvio che certe informazioni di base sono necessarie per stabilire una corretta comunicazione (per esempio e' fondamentale avere la sensazione che l'altra persona non ci sta prendendo per i fondelli) ma sono molto piu’ interessata alla sua capacita’ comunicativa, alla sua cultura, al modo che ha di suscitare in me emozioni che non a tutto cio' che concerne l'involucro esteriore.

Fin da bambina sono sempre stata una grande ascoltatrice. Mia nonna mi teneva per ore “appiccicata” alle sue fiabe ed a forza di ascoltarle, e di assaporarne le emozioni che queste mi donavano, ho metabolizzato il tutto. Grazie a questo oggi riesco con facilita’ (come riuscivo anche quando incontravo i clienti) a “creare illusioni”… un po’ come una novella Sheherazade riesco a suscitare l'interesse di chi mi ascolta (o mi legge) e questo non puo farmi alltro che piacere... ma cosa sono le fiabe se non la massima espressione della virtualita'?

Spesso non si sa dove arriva la fantasia e dove inizi la realta’; credo che non sia questo l’ importante. L’importante e’ che chi legge anche solo due righe possa, da esse, trarne un brivido… quello strano brivido che avvolge l’anima e che suscita riflessioni.
Questo E' PER ME il virtuale. Non beni, gioielli, vestiti, automobili… apparenza… Solo emozioni. E nelle emozioni poco importa l'aspetto o la condizione economica di chi ce le fa provare.

Eppure, anche se Second Life dovrebbe essere l’apoteosi del virtuale e delle emozioni avulse dalla materialita' delle cose, in quel bizzarro Universo l’interiorita’ e’ relegata ad un ruolo subordinato e tutto ruota (ahime’come nella realta’) intorno all’esteriorita’ ed al consumismo piu’ spudorato.
La dottrina predominante in SL e che “se vuoi esistere ed essere considerato/a devi spendere”. Piu' esisti e piu' sei considerato/a. Piu' sei considerato/a piu' ti senti bene.

Chi partecipa a SL spesso si comporta in modo stupido ed inconcludente, compie sempre le stesse azioni, dice sempre le stesse cose. Come in una coazione a ripetere prediligono la forma alla sostanza e, tutti insieme, alimentano gli aspetti piu’ biechi e negativi di tutto cio’ che ruota intorno all’apparenza.

Ogni tanto pero’, girovagando in quel bizzarro luogo, vi si incontra qualcuno SPECIALE.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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