mercoledì 30 maggio 2007

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Tre sorelle


Le amicizie virtuali spesso durano lo spazio di qualche chattata e quasi sempre non vanno mai oltre i normali convenevoli di rito: come stai, cosa fai, di dove sei, eccetera.

Second Life non fa eccezione. Anzi, data l'infinita quantita’ di stimoli che possono esservi trovati (nuovi avatar da conoscere, nuovi luoghi fantastici da visitare, nuovi oggetti da acquistare), l’interesse verso le “vecchie” le cose (e le persone) svanisce ancor piu’ velocemente.

In mezzo a tutto il maelstrom in cui ribolle l’universo virtuale di SL pero’, ogni tanto, possono nascere dei rapporti che si spingono molto piu’ in la’ di una normale conoscenza destinata a spegnersi nell’arco di qualche ora.

Quando si giunge in quello strano luogo per la prima volta, ci si sente soli/e e sperduti/e. Non sappiamo cosa fare, come muoverci, come comportarci. Siamo tutti come dei bambini impacciati ed insieme a noi altre decine di persone si aggirano confuse chiedendo continuamente aiuto.

Ricordo la prima volta (il giorno in cui mi scattai la foto al “castello”) in cui, addirittura, non sapevo come uscire dall’area di arrivo. Il mondo intorno a me era ignoto, la mia immagine (avatar) era abbozzata e senza dettagli, i miei vestiti erano poveri e comuni, la mia postura era impacciata e la mia camminata era simile a quella di una papera.

Mi sono aggirata per circa un’ora non sapendo cosa fare, chiacchierando con altri/e che si trovavano nella mia identica situazione, fino a che ho visto “brillare” un personaggio che, a differenza degli altri si muoveva con disinvoltura e con grazia.
Gli ho chiesto aiuto e lui si e’ prestato a darmelo. Mi ha fornito le prime indicazioni su cosa fare e dove andare ed infine mi ha regalato oggetti e mi ha trovato il primo lavoro.
Quel personaggio (del quale non diro’ il nome) e’ stato il mio primo “amico” in SL e difficilmente lo scordero’, anche se i nostri rapporti si sono limitati a quella iniziale conoscenza.

Questo mio tipo di “sentimento” verso quella persona io lo chiamo “imprinting” e credo che sia comune ai molti che hanno un debito di riconoscenza verso chi, disinteressatamente, li ha aiutati per la prima volta.

In seguito sono tornata anche io (da esperta) nell’area di arrivo alla ricerca di persone da aiutare. Altre volte le ho incontrate che si aggiravano spaurite nei luoghi che visitavo. A tutte ho dato informazioni, a molte ho dato un aiuto sommario… ad alcune ho fornito i primi oggetti ed i primi insegnamenti su come muoversi e comportarsi.

Queste ultime credo che nutrano nei miei confronti lo stesso sentimento da me nutrito nei confronti di colui che mi ha aiutata quel giorno in cui sono “nata” in SL. Mi sono riconoscenti a livello profondo e credo che mi terranno nella loro lista delle amicizie per tutto il tempo in cui saranno presenti in SL.

Con questo post, dato che so che mi leggono, vorrei salutare Alex, Catia e Bob, tre “ragazze vere” con le quali ho creato una specie di sisterhood (sorellanza) che, spero, durera’ a lungo.

martedì 29 maggio 2007

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I monnezzari


Una cosa che in passato mi sconvolgeva, leggendo di taluni atteggiamenti nel mondo occidentale, che venivano raccontati sia in TV sia nei settimanali, era quella delle persone che andavano a rovistare nell'immondizia dei vicini per scoprire quei "segreti" che potevano essere trovati nei documenti, nelle lettere, nelle fotografie e nelle varie cose che potevano essere state gettate.

Da noi la monnezza e' monnezza; rappresenta il rifiuto, la scoria, lo sporco, qualcosa addirittura di "intoccabile" se non da chi e' incaricato di smaltirla. Sarebbe inconcepibile andare a rovistarci dentro, se non in casi di indigenza a livelli subumani oppure in casi in cui fossero in corso indagini giudiziare.

Una persona che si comportasse in tal senso, cioe' andasse a cercare nell'immondizia documentazione varia al solo scopo di scoprire i "piccoli segreti familiari" dei vicini, qui sarebbe messa in manicomio dopo due ore.

Eppure ho letto che in occidente (negli Stati Uniti soprattutto) tale atteggiamento e' cosi' diffuso che ormai, quasi tutti, prima di gettare qualcosa nel bidone dell'immondizia domestico, attuano una procedura tale da ridurre il rifiuto in poltiglia.

Questo mondo e' ormai un ambiente in cui non si e' piu' liberi neanche di disfarsi di un "ricordo" senza dover rendere conto delle nostre azioni a chi ci vuol controllare.

E poi ci sono gli innamorati delusi che si sentono traditi. Chi dopo un bacio crede di essere gia' sposato, chi dopo aver scopato (anche a pagamento) accampa diritti di proprieta ridicoli e chi non accetta minimamente il desiderio altrui di andarsene per la propria strada allorquando la vita insieme puo' essere diventata un inferno.

Ricordo chi andava a "rovistare" nei messaggi della mia segreteria telefonica sperando (scioccamente) che non avessi cambiato il codice di "default", oppure chi avrebbe venduto l'anima pur di poter accedere alla cartella documenti del mio PC.

Che cosa rappresenta questa bramosia patologica di conoscere gli affari altrui? Da cosa deriva questa passione insana che porta a considerare proprieta' privata cio' che non puo' essere proprieta' di nessuno? Perche' questa "mania di controllo" perpetua che non si estingue mai?

Il fatto divertente, poi, e' che le stesse persone che rovistano nella monnezza altrui si arrabbiano molto quando qualcun altro fa la stessa cosa con loro... solo che alcuni di costoro, diversamente da me, si sono dimenticati di cambiare il "codice di default" della loro esistenza :-)

lunedì 28 maggio 2007

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L'Am-Antide religiosa


Meta' amazzone e meta' mantide. Bellissima!

Rifacendomi ad un commento di Guggenheim che troviamo QUI, mi e' apparsa, come per incanto questa figura di "demone amazzone", spietata (anche se spietata non e' un termine corretto se riferito ad un essere privo di "emozioni") come l' insetto ed al tempo stesso irresistibilmente seduttiva, tanto da non lasciare scampo al maschio che la incontra.

Se teniamo conto della repulsione che gli uomini (intesi come esseri umani) provano verso tutto cio' che ha piu' di 4 zampe ed a questa uniamo la paura che gli uomini (intesi come appartenenti al genere maschile) hanno della femmina che, una volta accoppiatasi, uccide e divora il maschio trasformandolo in sostanza energetica per poter portare avanti l'atto procreativo, si comprende perche' tale "demone" terrorizzi chi da secoli detiene (arbitrariamente e senza aver ricevuto alcuna "delega") le chiavi della stanza dei bottoni.

Come biologa ho avuto modo di studiare il comportamento degli insetti e devo dire che, tale conoscenza, mi ha fatto (e mi fa) avere nei loro confronti una forma di rispetto tale da considerarli esseri biologici "perfetti".
Sono animali antichissimi e sono riusciti a sopravvivere a tutti gli sconvolgimenti planetari. Sono i veri "dominatori" di Gaia e sono convinta che saranno ancora su questo pianeta quando noi non esisteremo piu'.

L'unica fortuna per noi, esseri pensanti dotati di sentimenti, di emozioni, in grado di giudicare cosa sia bene e cosa sia male ma, al tempo stesso, anche in grado di modificare le sorti del pianeta fino a portarlo alla distruzione, e' che gli insetti sono piccoli e possono essere schiacciati con un piede...

Ma se fossero belli grossi chi li fermerebbe?

domenica 27 maggio 2007

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Una domenica di Maggio


Stavo notando (ed avrete notato anche voi) come, nelle ultime settimane, il numero dei miei post mensili si sia notevolmente ridimensionato.

Le ragioni per tale "rallentamento" sono, come ho gia avuto modo di dire, diverse.
La prima e' il completo disinteresse per tutto cio' che fino a pochi mesi fa sembrava essere il mio "pozzo delle idee", e cioe' l'immondezzaio.

Molti di voi che mi "conoscono" (virtualmente parlando) sanno quanto questo Blog sia nato in reazione a determinati avvenimenti che si sono svolti nell agosto-settembre del 2006 che riguardavano, appunto, tutto un'ambiente "forumistico" che mi aveva incuriosita fin dal 1999-2000, e nel quale avevo avuto modo di "scontrarmi" (a volte a livelli che hanno rasentato il "penale") con vari personaggi che hanno sempre ritenuto "inopportuna" la mia presenza all'interno dei loro "orticelli privati".

Per vari mesi, in questo Blog, si e' parlato di forum e di puttanieri. Spesso sono stata talmente noiosa e ripetitiva che se mi rileggo adesso tendo ad addormentarmi anche io...

Di punto in bianco, come per magia, tutta questa mia voglia di rapportarmi (e di relazionare) con quel mondo ottuso, stantio e maleodorante di banalita, e' scomparsa ed ha lasciato spazio ai ricordi, alle emozioni, alle sensazioni derivanti dalle mie esperienze di vita che, grazie ad un viaggio a ritroso nel tempo, stanno donandomi, rileggendole in una nuova ottica, consapevolezza e tranquillita'.

Suddenly, direbbero in inglese, dalla sera alla mattina, ho interrotto i miei legami con certi "link" che mi portavano in determinati siti web, e da quel momento non ho piu' letto una sola parola di cio' che fino a poco tempo fa ritenevo (a torto) interessante.

Inoltre, da qualche settimana, e' iniziata la mia avventura nel mondo virtuale di Second Life. Cio' mi lascia sempre meno tempo a disposizione per scrivere post lunghi nel Blog.

Poi ci sono gli impegni personali, i progetti, il tempo da dedicare agli affetti, agli amici, alla mia persona... alla primavera.

Con questa mia "nuova impostazione" e' logico che il numero dei miei post si riduca drasticamente, pero' sono contenta perche', sfrondando e setacciando, cio' che resta sedimentato e' quel "succo" che per tanto tempo avevo tentato di produrre ma che non ero mai riuscita ad ottenere e che spero piaccia anche a voi.

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Pavoni

venerdì 25 maggio 2007

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Il potere delle donne



Premetto, innanzi tutto, che sono contraria all’istituzione del matrimonio ed a tutte quelle unioni che vengono stabilite “per legge”.
Contratti e scritture private di qualsiasi tipo che intendono “inscatolare” i sentimenti ed i desideri delle persone, per me restano soltanto degli inutili orpelli che la mia mentalita’ si rifiuta di rispettare. Di conseguenza sono contraria anche ai DI.CO.

Mi sorprendo di chi lotta ostinatamente per conquistare (o per osteggiare) questa legge che io reputo come qualcosa di serie B. Meglio il nulla piuttosto di un surrogato, ma vedo che molte persone ne sono coinvolte, sia da una parte che dall’altra.

C’e’ chi si attribuisce il ruolo di “difensore della civilta’”, imbastendo intorno al matrimonio ed alla famiglia tutta una serie di discorsi retorici, scontati e banali, che si rifanno ai “valori cristiani”... come se “cristianita’ fosse sinonimo di civilta'".
Poi c'e' chi, dall’altro lato della barricata, obietta che l’unione fra due esseri umani non puo’ essere soltanto quella indicata dal sacramento cristiano ma che deve essere "codificata" attraverso altre "carte bollate" ed attestati notarili...

Non entro nel merito della discussione che contrappone questi due diversi modi di pensare perche' non li sento miei, anche se propendo ad avere piu’ simpatia per i sostenitori dei D.I.C.O. piuttosto che per i “moralisti” che credono di vivere ancora ai tempi di Papa Sisto IV.

Comunque su questo argomento, dato che molti sostenitori dei D.I.C.O. sono omosessuali, la prima cosa che mi viene da pensare e’ che fra uomini e donne esiste una differenza abissale in termini di problematiche e di metodi per risolverle.
Mi sorprendo infatti di come molte persone, che io reputo attente, non si siano rese conto che una coppia omosessuale maschile ha problematiche completamente diverse da una coppia femminile, e che le due problematiche non possono essere risolte comunemente utilizzando lo stesso “modello”.

Voglio dire che se la motivazione principale che spinge le coppie omosessuali a richiedere fortemente questa legge e’ quella di voler “formare una coppia” nella societa’ che dia anche il diritto ad avere (o ad adottare) figli, uomini e donne sono, anche in questo caso, su piani decisamente diversi.

Infatti mentre due uomini omosessuali che intendono avere figli NECESSITANO di tale legge perche' altrimenti (non potendo procreare) non potrebbero mai accedere all'adozione, due donne omosessuali possono tranquillamente farne a meno in quanto possono concepire tutti i figli che desiderano senza dover render conto di cio' a nessuno.

Il grande potere delle donne (che gli uomini non hanno) risiede infatti nella capacita’ di poter “scegliere” di procreare, di poterlo fare in qualunque condizione sociale e con qualsiasi partner esse scelgono.

E questo credo sia cio’ che gli uomini (cioe’ coloro che da millenni guidano il CdA) ci invidiano e non riusciranno mai a sopportare.

giovedì 24 maggio 2007

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Sincerita' e menzogna


La menzogna e’ piu’ naturale della sincerita’? La mia esperienza dice di si’.

Credo che l’atteggiamento spontaneo dell’animale uomo (inteso come essere umano) sia proprio quello di manipolare ad arte le parole per ingannare il prossimo, e mentre la sincerita’ necessita di uno sforzo psicologico, la menzogna scivola via senza alcun tipo di ostacolo.

L’intera storia dei popoli e’ costruita sulla menzogna… i rapporti umani (qualsiasi essi siano) sono fondati sull’insincerita’. Tanto che la persona “sincera” viene indicata come “esempio”, quasi a voler dimostrare che solo determinati individui (gli eletti) sono in grado di vincere la “forza di gravita” che inevitabilmente riporta tutto sul terreno dell’inganno.

E’ una visione pessimistica la mia?

Ma quanti hanno creduto alle parole di chi assicurava amicizia, fedelta’… amore? E quanti sono stati ingannati da restarne “bruciati”, al punto tale, poi, di vestire gli stessi panni di coloro che li avevano traditi?

Si puo’ assicurare di essere al cento per cento sinceri/e? Di esserlo sempre stati/e? Che sempre lo saremo?

Se lo affermassimo diremmo, sinceramente, una bugia.

mercoledì 23 maggio 2007

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Dorian Gray


Si aggirano in un mondo in cui tutto (o quasi) e’ possibile. Il virtuale non e’ altro che lo specchio della loro anima.

Poco si interessano agli altri. Sono concentrati su se stessi e non immaginano che, dall’altra parte dello schermo, possa esserci un’altra persona che, come loro, pensa, gioisce, soffre… vive.

L’egoismo esistenziale li domina in un “mondo” in cui le regole sono ancora tutte da scrivere.
Etica e morale, per loro, sono soltanto parole vuote.

L’avatar prende vita, agisce, si muove, compiendo a volte le azioni piu’ discutibili…piu’ abiette.

Esso non cambia, non invecchia, non si corrompe: resta immutabilmente bello, giovane… eterno.

L’anima di chi lo gestisce, invece, come fosse il ritratto di Dorian Gray, assume sembianze sempre piu’ mostruose. Le sembianze di chi ha preso a modello, come proprio stile di vita, la degradazione morale ed etica e con essa intende dar vita ai propri sogni.

L’avatar e' l’immagine del sempre giovane Dorian, mentre l’anima, quella vera, quella di chi digita sulla tastiera, e’ il ritratto.

Sarebbe meglio che il “velo” che nasconde alla vista quel “ritratto maledetto”, che viene tenuto celato nella polverosa soffitta della loro mente, non venisse mai alzato.

Sarebbe meglio che evitassero di guardarsi allo specchio, perche’ quello che vi vedrebbero riflesso potrebbe riempirli d’orrore.

martedì 22 maggio 2007

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For my eyes only


“Signorina, lei non e’ italiana, vero?”
Me lo sentivo spesso chiedere ancor prima che, con il mio accento, proferissi una sola parola, e quando poi chiedevo spiegazioni, e cioe’ da cosa lo avessero capito, mi rispondevano “dagli occhi”.

Dalle mie parti di occhi come i miei se ne vedono, non sono cosi’ particolari, ma in Italia hanno sempre suscitato un certo interesse…

Se devo essere sincera non potrei definire per loro un preciso colore. Non so se siano verdi, grigi, azzurri… non l’ho mai saputo.
Da sempre, allo specchio, li ho visti chiari, come quelli di mia nonna: stessa iride piu’ marcata ai bordi, stesso taglio un po’ “tartaro”… ma chiari.

Qualcuno mi ha confessato che e’ difficile riuscire ad individuarne il colore esatto tanto cambiano in relazione all’ambiente circostante. In un interno sono sempre verdi, all’aperto, nelle giornate nuvolose, diventano grigi, mentre al sole assumono la tonalita’ azzurra del cielo.

Solo pochi clienti hanno visto i miei occhi “dal vero”.

Esercitando li nascondevo dietro a lenti colorate dei colori piu’ diversi. Usavo spesso quelle blu e ricordo una recensione su C69 che mi descriveva con “dangerous blue eyes”…

Ma erano le lenti, non i miei occhi.

Quelli li ritengo personali… privati. Talmente privati che ho sempre avuto pudore a mostrarli. Molto piu’ pudore di quanto ne abbia provato mostrando tutto il resto.
Potrei uscire nuda senza vergognarmi, vi assicuro, ma per quanto riguarda gli occhi non riesco proprio ad essere disinibita.

Una persona un giorno, intendendo farmi un complimento, mi disse che erano i gioielli che indossavo solo in speciali occasioni, e solo con chi volevo io; perche’, come con i gioielli, per indossarli e sentirmi a mio agio dovevo fidarmi di chi avevo di fronte.

lunedì 21 maggio 2007

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Attenzione: personalita’ sdoppiate, multinick e multiavatar in Second Life


So che e’ un argomento affrontato altre volte, soprattutto quando ha riguardato i forum, ma ogni volta che mi trovo a dover relazionare con dei personaggi che hanno il vizietto di nascondersi sotto mille forme diverse, scopro sempre qualcosa di nuovo che mi stimola scrivere riguardo ad un fenomeno che (secondo me) e’ significativo di una determinata patologia che con internet ha avuto modo di diffondersi in modo esponenziale.

Sappiamo tutti chi sono i multinick e di come costoro riescano a ridurre i vari forum alla stregua di veri e propri immondezzai: personalita’ disturbate che “cambiano d’abito” a seconda della convenienza e che si divertono ad ingannare in modo tale da far perdere di credibilita’ a qualsiasi argomento trattato.
La motivazione (quella che cercano di spacciare per vera) e’ che, per loro, cio’ rappresenta un gioco, un modo di divertirsi e che quindi non ha alcun significato malevolo.

Secondo me, invece, cio’ e’ conseguenza di una patologia che portano “dentro”. Una sorta di mistificazione eterna del proprio se’ che si esplica in un comportamento borderline la cui causa e’, probabilmente, un qualche trauma psicologico(che un mio amico chiamerebbe “stronzaggine”) che li porta a “frammentare” la personalita’ in mille rivoli che si perdono ovunque, lasciando dietro di se’ solo il nulla.

Tali personalita’ sono presenti anche in Second Life e durante le mie peregrinazioni virtuali in quell’Universo ho avuto modo di conoscerne alcune.
Il "multiavatar" gestisce, di solito, una coppia di avatar, quasi sempre un uomo ed una donna che portano avanti una sorta di sceneggiata degna di uno spettacolo teatrale messo su’ dai pazienti di una clinica psichiatrica.
Ho assistito a dei veri e propri “corteggiamenti” fra due avatar gestiti da un unico disturbato mentale e devo dire che era materiale per un trattato di psicopatologia.

Altro fatto significativo e' che quando sono “sgamati”, questi personaggi mettono in atto un processo di “negazione” e continuano, nonostante tutto, a recitare la loro parte, assumendo molto spesso dei comportamenti inquietanti al pari di quelli che hanno reso famoso di Antony Perkins nel memorabile film di Hitchkock

Per il momento, ne ho scovati alcuni ma conto di sputtanarne un bel po’ prima dell’indigestione da SL che, sento, arrivera’ molto presto.
Il primo che ho sgamato e’ un sedicente catanese il cui avatar principale porta nome Flyermind Rossini. Agisce gestendo vari avatar (Perla Coche, Oloponti Ewing e Cloud Bates sono i principali, ma ne ha sicuramente altri) e con questo branco di “pupazzi” si “autoreferenzia” in modo tale da procurarsi la “credibilita’” necessaria per svolgere affari all’interno di quel mondo virtuale.

Altro pisquano appartenente alla famiglia dei cerebrolesi da PC e’ un tal californiano che gestisce gli avatar di Armand Decosta, Izzy Jewell, Derf Jewell, Jazmine Lane, Teanna Nomura ed altri. Questo personaggio si comporta in modo tale da “creare” situazioni complicatissime (e surreali) nelle quali tende ad infilare coloro che capitano nella sua “rete demenziale”, quasi fosse un “Grande Fratello”

Perche’ scrivo questo? Lo scrivo perche’ so che molte delle persone (spero corrette) conosciute in SL leggono il mio blog e vorrei metterle in guardia qualora dovessero imbattersi in costoro.

domenica 20 maggio 2007

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Sesso e violenza in Second Life


E’ stato annunciato dalla Linden (la societa’ proprietaria di Second Life), che fra poco verra’ effettuato un controllo sull’eta’ reale di coloro che hanno accesso al "gioco" al fine di evitare che minorenni possano accedere ad aree in cui si svolgono attivita’ esclusivamente “per adulti”.
Chiederanno il numero di un documento di identita’ e con quello risaliranno all’eta’ del “resident” in questione.
Il controllo verra’ effettuato indipendentemente dal fatto che SL sia di per se’ solo un gioco, poiche’ (motiva la Linden) tale ambiente virtuale ha un’interazione troppo forte con il mondo reale, ed il suo impatto con la psiche delle persone (specialmente se si tratta di minorenni) puo’ avere ripercussioni serie.

Ancora non riesco a capire come possano effettuare questo controllo. Le regole che riguardano l’accertamento di identita’ sono diverse da Paese a Paese e non credo che certi governi permetteranno, ad una societa’ americana, di entrare in possesso di dati relativi a chi americano non e’; inoltre credo che questo tipo di controllo in fondo non risolva nulla in quanto qualsiasi ragazzetto potra', nel caso, avere accesso ai documenti dei propri genitori presentandoli come propri.
Comunque il fatto che ci sia tanto affanno al fine di “moralizzare” SL utilizzando il “sesso” come motivazione la dice lunga su come i valori siano completamente ribaltati… se non addirittura distorti.

Niente sesso, quindi, per i bimbi e per le bimbe, perche’ il sesso e’ il frutto del Demonio e non importa che tutto si svolga nell’ambito di un gioco online.
Nuovi “Savonarola” stanno sorgendo per annichilire il comportamento piu’ “naturale dell'essere umano e che e’ poi la ragione stessa dell’esistenza.

Mi rendo conto dell’angoscia provata da chi considera il sesso una cosa sporca, malata, deviante ed inficiante le candide anime adolescenti che entrano in SL… in effetti e’ veramente uno schifo! Tutti a scopare come in una moderna Sodoma.
Vade retro Satana!
Pero' gradirei che qualcuno mi spiegasse perche’, gli stessi adolescenti ai quali verrebbero impediti questi aberranti comportamenti sessuali, possono fare tutto il resto?
Possono addirittura trasformarsi in imberbi Hannibal Lecter che squartano le persone senza che nessuno abbia da ridire per questo loro "modo di giocare".
Se SL e’ considerato un "gioco" nell’aspetto "della violenza" allora dovrebbe esserlo anche in quello sessuale, non vi pare?

Ah no... dimenticavo che la Linden non lo considera un "gioco"... e qui un po' mi confondo.

E’ mai possibile che comportamenti devianti, quelli veri come la sopraffazione, la tortura, l’omicidio, siano “tollerati” al punto tale che, per poter entrare in SL non e' necessario l’accertamento dell’eta’ mentre per tutto cio' che riguarda il sesso deve essere eseguita una procedura di controllo?
Non fa riflettere il fatto che ci sia la tendenza a "proteggere" l'adolescente solo dal sesso e non da tutta quella serie di "stimoli" che, invece, risvegliano in lui pulsioni violente e sanguinarie?
Questo “CdA”, che ci amministra da migliaia di anni, sta forse portando il mondo in una direzione tale per cui il solo comportamento ad essere “punito” sara’ quello sessuale mentre tutto il resto, anche il comportamento piu’ aberrante, sara tollerato?

sabato 19 maggio 2007

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Non sopporto gli idioti...


Che ci volete fare? Non li sopporto, non li ho mai sopportati e mai li sopportero'.

Lo so, lo so... e' una forma di discriminazione che rasenta il razzismo, ma gli idioti sono forse una "razza'?

Poveretti, forse neanche si rendono conto di essere idioti. Se ne avessero consapevolezza non sarebbero idioti, giusto?

Qualcuno mi dice "si', ma tu come fai a stabilire chi e' idiota da chi non lo e'?"
Arguta osservazione, dico io, ma ciascuno/a ha i suoi parametri di giudizio soggettivi ed io ho i miei; se per me un tizio e' idiota lo e' e basta.

Come per il sesso... che mi frega se un tizio si considera (ed e' considerato) un gran scopatore? Sono io a doverlo stabilire non lui, e se per me non lo e', non lo e' e basta.
Cio' che conta e' cio' che provo io, che sento io... e' una cosa che riguarda me, dato che sono io a doverci relazionare.

Qualcuno mi dice che per gli idioti dovrei provare un sentimento di "pena", ma e' piu' forte di me: nonostante sappia che loro sono ignari della loro condizione d'idiozia, non riesco a sopportarli. Cerco di evitarli come cerco di evitare i tafani...

Purtroppo, pero', loro (i tafani e gli idioti) non evitano me.

Sara' a causa della mi pelle che li attira (i tafani), oppure del mio modo di essere (che invece, chissa' come mai, attira gli idioti).

Io non so cosa si aspettino da me, dall'infastidirmi, dal molestarmi, dal continuo tentativo di avere un rapporto dialettico basato sulle loro idiozie noiose, pedanti, inconcludenti fatte solo di panegirici e di "pippe mentali" che loro tentano di spacciare per "pensieri complessi".
Forse, chissa', tramite me sperano di "diluire" la loro penosa condizione che, a volte, e' anche "troppo concentrata".

Il motivo per il quale non li sopporto e cerco di evitarli?
Non lo so e neanche mi interessa di saperlo. Anzi, ad essere sincera, se cerco di dare una risposta al quesito mi sento idiota pure io...

Spero che gli idioti leggano questo mio post (sono certa che lo faranno) e che si rendano conto che con me non hanno alcuna speranza di riuscire ad esprimere la loro personalita'...

Ma sono idioti e dubito che capiranno.

venerdì 18 maggio 2007

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I furbacchioni del web



Tutti comprensivi, tutti dotati di grande interiorita’ e sensibilita’, tutti disinteressati dal punto di vista meramente “fisico” ma (udite udite) molto intrigati dalla “testa”, dalla capacita' dialettica, dal modo di pensare (eheheheh!)

No no… loro non vorrebbero mai incontrare… cioe’ vorrebbero ma non per "quella ragione"... non si dovrebbe pensar male… loro sono sinceri, corretti... alla ricerca soltanto di uno sprazzo di "amicizia".
Ecco, se proprio (caso mai) dovessero arrivare ad un appuntamento, lo farebbero “da amici”.
Che bravi! Che generosi! :-)

Poi c’e’ chi ci prova con la strada dello scontro dialettico, dell’insulto e di tutta una serie di comportamenti impregnati di maleducazione…
Che strano! A volte si ha la percezione che questi ultimi giochino la parte dei “poliziotti cattivi” quando (secondo me) sono gia' in contatto anche con i loro nick da “poliziotti buoni”.
Ma io sono paranoica… sono fissata… vedo multinick da tutte le parti! AIUTO! :-)))

E non solo! Sono anche malfidata. Si’ si’ MALFIDATA!
Non ho fiducia di nessuno, neanche di chi assicura che non ci "proverebbe"… e blablabla e blablabla…
A volte questa mia "non fiducia" li offende perche' loro non sono come tutti gli altri... sono diversi.
Sono veramente una “cattiva bambina”! Una che ormai, bruciata dalle delusioni e da chi ha saputo farmi solo del male, si e' rifugiata nella sua torre d'avorio. :-)

Poi leggo QUESTO e mi domando: ma davvero ci sono delle donne che ci cascano? Oppure costui e’ un idiota che millanta?

Sinceramente a me e’ bastata la prima esperienza di “devirtualizzazione” per farmi capire che nel web esiste una quantita’ praticamente infinita di “cazzoni sfigati" che si atteggiano e che poi, quando li incontri, sono delle delusioni cosmiche...
Forse io stessa faccio parte di questa categoria :-) ... ma a parte questo mi chiedo: perche’ dovrei farlo GRATIS? A quale scopo dovrei concedere oggi il mio tempo “free of charge” a dei pisquani quando, fino a ieri, me lo facevo pagare profumatamente? Mi sentirei semplicemente una sciocca...
Oltre ad entrare in “casini” se incontrassi uno scocciatore cronico... di quelli che se iniziassero a messaggiare, per stare tranquilla, dovrei gettare il telefonino sotto una pressa... stile "morte di Terminator n.1" :-)

E’ proprio vero: fintanto esisteranno le “bionde” il cammino per la realizzazione del progetto sara arduo.
Ma ho speranza che, prima o poi, il mondo femminile possa essere formato solo da “brune” :-)

mercoledì 16 maggio 2007

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Amazon Project


Una comunita’ autosufficiente, all’interno della quale vi fosse prodotto tutto il necessario per la sopravvivenza di chi ci vive sottoforma di beni di consumo o di scambio per ottenere cio’ che e’ necessita', che fosse gestita in forma cooperativistica e composta esclusivamente da donne che apportassero la loro opera in cambio della possibilita’ di poterci vivere. Un luogo in cui gli uomini fossero ammessi solo eccezionalmente e con funzioni ben specifiche che non contemplassero in alcun modo l’ingerenza nella “gestione” e nelle decisioni.

Un sistema economico in cui tutti i proventi derivanti dall’extra di bilancio fossero reinvestiti nella comunita’ stessa per ampliarla e migliorarla in modo da dare la possibilita’ a sempre piu’ donne di poterci vivere e lavorare.

Una personalita’ filantropica che fosse in grado di gettarne le “fondamenta” e che stabilisse delle regole di “convivenza” in modo da permettere ad un “nucleo” di donne, provenienti da strati sociali poveri e disagiati, ma supportate da altre donne sensibilizzate al problema che intendessero dare un contributo in forma concreta con le loro conoscenze, tecniche, scientifiche e professionali, di dare inizio al cammino.

Una mini-societa’ in cui la vita, creata dall’amore, ma anche dal sacrificio e dal dolore della donna, non fosse soggetta a decisioni prese da chi, solo perche’ in tale creazione ha apportato uno “schizzo” genetico ricavandone piacere, ha dato secolare dimostrazione di disinteresse verso quella stessa vita trattandola come carne da macello.

Una locanda, posta al “crocevia” fra Est, Ovest, Nord e Sud ove il fine non giustificasse i mezzi e nella quale le donne avessero la possibilita’ di trovar rifugio. Una fabbrica di Schindler in cui ogni donna potesse ritrovare la propria dignita’ e dar prova di saper gestire quella vita nata dal suo ventre ancor meglio di quanto abbia saputo, in passato, gestirla l’uomo.

Sarebbe un’utopia?


"Now they say that Penthesileia was the last of the Amazons to win distinction for bravery and that for the future the race diminished more and more and then lost all its strength; consequently in later times, whenever any writers recount their prowess, men consider the ancient stories about the Amazons to be fictitious tales." (Diodorus Siculus, ii. 46)

martedì 15 maggio 2007

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The Virtual Escort



Eccomi ancora una volta a scrivere di Second Life, il gioco di realta’ virtuale che mi sta appassionando tanto da avermi fatta latitare per giorni.
Vorrei rassicurare tutti che sto bene e che mi sto divertendo come da tempo non accadeva.
La differenza fra SL ed i forum, che frequentavo fino a pochi mesi fa, e’ sostanzialmente una: nei forum si dicono sempre le stesse cose, si gira sempre intorno agli stessi argomenti, vi si vedono sempre gli stessi personaggi (piu’ o meno travestiti da multinick) che continuano a comportarsi come se fossero imprigionati in un “loop”... in definitiva: nei forum ci si annoia, in SL no.
Per questo motivo ho deciso di mutare le mie abitudini di frequentazione del web “trasferendomi” in quell’Universo in cui e’ possibile incontrare e conoscere una quantita’ incredibile di persone e di “schemi” mentali diversi.

Non sto a raccontare per filo e per segno ogni mia peripezia, anche perche’ conto prima o poi di scriverci un libro, ma un paio di cosette (forse tre) potrei anche dirle…
Innanzi tutto ho “incontrato” (virtualmente) alcuni che conoscevo tramite chat, e che poi hanno anche commentato in questo blog, e tale fatto ha permesso di farmi un’opinione un po’ piu’chiara di costoro. Li ho trovati (tutti) estremamente piacevoli, e la dimensione di SL (a differenza di quella della chat) mi ha dato modo di apprezzarli ancor di piu’. Li ringrazio per avermi accompagnata in questa mia nuova “avventura”.

Seconda cosa che volevo dire e’ che sono strabiliata dai progressi fatti in soli 11 giorni di frequentazione di quel mondo.
Ricordate quella prima “snapshot” scattata appena arrivata in SL? Quella seduta con alle spalle le mura di un castello? Ecco… sono certa che adesso non mi riconoscereste piu’ da quanto sono cambiata (nonostante i tratti somatici di base siano rimasti piu’ o meno gli stessi).
Soprattutto ho fatto progressi tali che quando incontro chi e’ “dentro” da molto tempo non crede che io sia li’ da soli 11 giorni tanto “sembro” a mio agio.

So che tutto cio’ puo’ apparire pazzesco a chi non ha provato a navigare in SL, ma vi assicuro che addirittura li’ dentro c’e’ chi realmente vive, specula e guadagna soldi… tanti!
Non so come questo potra’ impattare, un domani, con vari i sistemi fiscali esistenti nel mondo, ma credo che ancora, a livello governativo, nessuno si stia rendendo conto della “rivoluzione” che e’stata avviata con internet e tutte le varie possibilita’ che esso offre nella creazione di "realta' virtuali alternative integrate con il mondo reale".

Un’ultima curiosita’ che sicuramente fara’ sorridere: adesso (in SL) sono addirittura figura di riferimento di un gruppo di ragazze che lavorano come ballerine accompagnatrici in un club, tanto da ricordare quel personaggio dei miei racconti chiamato Vlada…
Dirigo ed insegno le basi della professione (ovviamente rapportate a quello che e’ l’ambiente di Second Life) alle nuove ragazze che intendono affrontare l’avventura in quel mondo.
Ecco qui di seguito alcuni passaggi della relazione da me fatta all’ultimo “briefing” tenuto con le altre escort del gruppo.


Premessa:

La prima cosa che dobbiamo considerare e’ l’atteggiamento che in SL viene tenuto nei confronti della prostituzione.
Normalmente nella vita reale gli uomini utilizzano tale servizio, usufruendo quindi di un modo facile per avere sesso open-mind, per le seguenti principali ragioni:

1) Non sono tanto affascinanti o di bell’aspetto (oppure sono timidi) da avere la possibilita’ di incontrare donne che rappresentino il loro sogno estetico, cosi’ da dovere surrogare tali deficienze con il denaro.
2) Sono sempre impegnati (nel lavoro o in altre attivita) da non avere il tempo per “corteggiare” una donna seguendo i metodi classici.
3) Si trovano in particolari situazioni sentimentali private che non li soddisfano.
4) Sono abbastanza benestanti da potersi permettere di pagare le donne che a loro piacciono.

Le donne, nella vita reale, hanno meno problemi nel trovare partner sessuali e normalmente non pagano per il sesso.

Nel caso in cui si prostituiscano lo fanno per i seguenti principali motivi:

1) Sono abbastanza open-mind da non avere problemi nel fare sesso con degli sconosciuti.
2) Sono convinte che tale stile di vita rappresenti una “dottrina” di liberta’.
3) Sono persuase che e’ un modo veloce per fare soldi.

In SL le suddette cose non cambiano.
Anche se in SL e’ molto piu’ facile trovare partner che acconsentano ad avere rapporti sessuali rispetto alla vita reale, la situazione psicologica e gli obiettivi di fondo sono esattamente identici, cosi’ che’ le esperienze acquisite in RL assumono valore anche in SL.

RECLUTAMENTO:

Reclutare le “ragazze” in SL e’ particolarmente facile. Normalmente in questo mondo virtuale alternativo si nasce poveri ed a meno che non si voglia “investire” trasportandovi denaro tramite la carta di credito, la prostituzione e’ il modo piu’ veloce per assicurarsi le risorse necessarie par “migliorare” il proprio avatar.
Nel reclutamento e’ importante considerare una cosa: non tutto cio’ che si vede e’ cio che si ottiene. Voglio dire con questo che non ad ogni bella “ragazza” che gira per SL corrisponde in realta’ una vera donna.
Gli uomini sono un po’ fissati con il sesso. I loro desideri sono spesso orientati ad ottenere la possibilita’ di relazionare sessualmente con quante piu’ donne possibili. Il loro istinto e’ quello di “fecondare” il maggior numero di femmine, e cio’ non puo’ essere represso in alcun modo.
Le donne sono invece piu’ selettive. Tendono a scegliersi “il campione” fra tanti ed essere da lui fecondate. Normalmente disdegnano di relazionare con altri maschi che non abbiano quelle caratteristiche tali da essere “campioni” e che non siano quindi in grado di conquistarle con i metodi "classici”… A meno che non abbiano in ritorno qualcosa che sia appetibile.
Per questi motivi gli uomini (intesi come genere maschile) sono, nel sesso, piu’ easy-going (disponibili) delle donne, anche se sono gay o bisessuali, e non hanno alcun problema a relazionare sessualmente “free of charge” anche con chi non e’ lo stereotipo del “campione”.
Per gli uomini il sesso e’ piu’ importante di ogni altra cosa materiale (e questo e’ evidente dato che tendono a pagare per averlo) e per esso sono anche pronti, in SL, a diventare “donne”.

Per degli occhi attenti e’ pero’ semplice, in SL, riconoscere chi e’ un uomo sotto le mentite spoglie di una bella ragazza.
Osserviamo come si comportano quando “agganciano” qualcuno/a che potrebbe essere uno/a possibile partner sessuale: se sono troppo easy-going e non chiedono niente in cambio, sono probabilmente maschietti travestiti.
Quando si reclutano escorts che debbano lavorare in un club e’ sempre bene “testarle” in tal senso, perche’ certuni “messaggi subliminali” vengono captati dai clienti in SL forse ancor di piu’ che in RL (essendo questo universo basato esclusivamente sulle sensazioni non visive), e chi ha tale percezione puo’ avvertire qualcosa di “strano” e non piacevole in una sessione di mind-sex.
Quando si reclutano escort e’ sempre bene domandare loro il perche’ lo vogliono fare. Se rispondono che a loro piace indipendentemente dai soldi sono probabilmente maschietti travesiti da donne.


TRAINING:

Chi fa la escort in SL deve essere in grado ed avere una minima esperienza nel mind-sex. In piu’ (per le escort di alto livello) e’ importante conoscere bene quell’universo in ogni sua parte cosi’ da essere in grado di poter fare da “compagnon” di divertimento e di esplorazione per quei clienti che, oltre al sesso, cercano altre esperienze,
Anche se essere escort in SL significa avere piu’ “mind” e meno “body” rispetto a RL, entrambi gli aspetti devono essere considerati in questo “gioco”.

Body:

Una escort deve essere equipaggiata con le migliori parti anatomiche che puo’ permettersi. I capelli, la pelle, la forma fisica e tutte le parti genitali sono piu’ importanti dei vestiti (anche perche’ la maggior parte del tempo con il cliente viene trascorsa stando nuda).
Chi vuole progredire in questa professione deve essere persuasa che il suo ruolo e’ “dare piacere in cambio di soldi”.
La differenza che c’e’ fra una escort molto "expensive" ed una qualsiasi femmina appena arrivata in SL che si concede gratuitamente al primo arrivato, e’ che il cliente deve capire (e vedere) perche’ sta pagando.
Siccome questa professione si basa sugli aspetti sensuali e sessuali, i moduli “xcite” femminili (ndr – sono moduli che permettono all’avatar di animarsi e realizzare divertenti “giochetti”) sono fortemente suggeriti, anche perche’ i clienti che si possono permettere di pagare certi prezzi sono sicuramente (anch’essi) equipaggiati con moduli “xcite” maschili.

Mind:

Essere escort in SL significa essere “mind-fuckers” (ndr – il “mind-fucking” e’ il modo di far sesso virtuale in SL). Essere una cortigiana di alto livello significa quindi essere una grande “mind-fucker”.
Il saper parlare piu’ di una lingua (oltre all’inglese) e’ essenziale perche' non tutti i clienti in SL sono inglesi o americani. Ci sono anche moltissimi tedeschi, francesi, spagnoli e italiani.
La cultura e l’istruzione, insieme all’educazione, sono le cose piu’ importanti che un uomo apprezza in una relazione “di testa”, quindi le ragazze che vogliono affrontare questa avventura devono rendersi disponibili a implementare tali aspetti.

Tecnica di “mind-fucking”:

Evitare di dire sempre le stesse cose nelle sessioni sessuali. Espressioni come “ aaaaaaahhhhh, ooooooohhhhh, mmmmmhhhhhh,”, insieme a frasi del tipo "vengo! Sto venendo! Fottimi", ed altre sciocchezze simili sono piu’ che abusate dalle newbie (ndr- il o la “newbie” e’ un avatar appena nato ed inesperto) che la danno via gratis.
E’ preferibile usare frasi alternative che mettano in luce la capacita’ di saper coinvolgere mentalmente il cliente. Ogni devochka dovrebbe avere la sua propria tecnica non copiata da altre, cosi’ da personalizzare la propria mind-fucking-attitude ed essere esclusiva.
Comunicare al cliente SEMPRE il proprio livello di “eccitazione”. Egli deve sempre immaginarsi come la devochka sta usando le dita in RL (di solito le usa per digitare ma lui deve immaginarsi ben altro).
E’ molto importante che il cliente percepisca che la escort, in RL, sta provando piacere. Ogni uomo desidera soddisfare la donna, perche’ da cio’ trae eccitazione e soddisfazione sessuale. Sapere che la ragazza sta godendo ANCHE in RL servira’ a farlo eccitare di piu’... anche se poi in realta' starete tranquillamente guardando la TV.
Una devochka deve essere anche in grado di saper usare tutti quegli strumenti che vengono trovati in giro per SL, ed in particolare tutto cio’ che concerne le tecniche di BDSM, sia come “slave” che come “mistress”.
Se puo’ permettersi di poter acquistare il kit “genitals” (ndr – in SL e’ un kit che permette ad un/a avatar di essere “dettagliato/a” nelle sue parti genitali), e’ sempre meglio procurarsi quello in grado di poter fare “water-sports”… un sacco di persone in SL amano questo tipo di servizio durante una sessione sessuale... poverette!

Per comunicare, dato che scrivere non e’ esattamente come parlare in RL, e’ consigliabile usare delle sospensioni fra una parola e l’altra. Questo fara’ sembrare piu’ spontanee e reali certe frasi... come se ci fossero dei respiri in mezzo alle parole.
Per esempio, invece di scrivere “oh, sei cosi’ eccitante, toccami, sento che sto per venire” e’ meglio scrivere, utilizzando i punti di sospensione, in tal modo: “oh!… Sei cosi’… Eccitante!... dai… toccami… mmmm… sento che sto… per... venire!”

Coinvolgimento dei clienti:

Il miglior modo per “legare i clienti”, e cioe’ coinvolgerli in una relazione di piu’ lungo respiro, e’ quello di far loro sentire che si provano sentimenti. Gli uomini sono “sensibili” ai sentimenti forse piu’ delle donne. L’amicizia e, per coloro che sono matti da legare, l’amore sono i due principali sentimenti con i quali e’ possibile coinvolgere chi ha intenzione di buttarsi dentro la “tela del ragno”.
Se i clienti diventeranno fissi, si prodigheranno a fare regali aggiuntivi. Alcuni diventeranno addirittura “sponsor” (e cioe’ un misto fra amanti fissi e clienti).
Uno sponsor puo’ risolvere molti problemi ad una ragazza che intende esercitare il ruolo di escort in SL (ndr – come del resto in RL), in ogni caso si deve stare attente a non “giocare” esageratamente con i sentimenti, perche’ certe persone (soprattutto quelle che partecipano “troppo” alla situazione) potrebbero creare problemi diventando gelose e invadenti.
Consiglio comunque di essere sempre chiare e dire a tutti che tale lavoro e’ importante per voi perche’ vi permette di sopravvivere libere ed indipendenti nella realta’ virtuale di SL.

Le colleghe:

Le colleghe sono importanti. Rispettate le colleghe ed esse rispetteranno voi.
Prima di litigare provate a parlare ed a spiegarvi e solo se la situazione non si accomoda riportate il problema alla “head escort” (ndr – che poi sarei io :-) LOL) che si occupera’ di risolverla.
Comunque non si deve mai litigare:
a) per i clienti
b) per i rates

SL e’ un gioco e come tale va trattato (anche se il coinvolgimento puo essere piu’ o meno forte). Trasportare in SL tensioni e problemi similari a quelli della realta’ significa essere stupide. Una escort stupida non ha futuro, ne’ di qua ne’ di la’.

I Rates:

La cosa migliore per il gruppo e’ fissare un minimo oltre il quale non scendere MAI. Questo per evitare concorrenza che poi potrebbe generare tensioni.
Rates piu’ alti invece possono essere richiesti, poiche’ ciascuna si gestisce come meglio crede. Ricordate che una escort fa sesso in cambio di soldi e non per il proprio piacere ed i soldi sono la cosa piu’ importante. Per questo motivo chiedeteli sempre in anticipo perche’ una volta che “l’avete data” nessuno ve la restituisce se il cliente non paga.

domenica 13 maggio 2007

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I "sani" del web


Quelli che cercano di psicanalizzarti e scoprire le ragioni per le quali frequenti con assiduita’ i templi della virtualita’. Quelli che ti consigliano di “uscire” e di vivere un’esistenza piu’ “sana” abbandonando l’effimera esistenza basata sui bit e sui byte, e che ogni volta che ti colleghi li vedi… gia’ davanti al loro PC alla ricerca continua di nuove persone da psicanalizzare e da consigliare…
Quelli si’ che sono SANI!

sabato 12 maggio 2007

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Sesso Virtuale


Leggete QUI, non e’ curioso? Fra poco neanche avremo piu’ bisogno di incontrarci fisicamente per far sesso: bastera’ che il nostro partner ci faccia “vibrare” tramite un click col mouse ed opla’!… Orgasmo assicurato! E magari non ci sara’ neanche piu’ bisogno di conoscerlo fisicamente, il partner! Sara’ sufficiente collegarsi in rete, ciascuna con il nostro bel vibratore, e proveremo le sensazioni piu’ incredibili.

Considerate i vantaggi. Per esempio fino a ieri, per essere in forma, si doveva rinunciare ad un sacco di cose piacevoli, mentre oggi, con questo sistema, potremo spacciarci per fotomodelle senza passare una sola ora faticando in palestra. E quel cucchiaio in piu’ di tiramisu’, perche’ rinunciare a gustarlo?

E cosa dire a proposito del risparmio di soldi? Vi rendete conto di quanto, normalmente, deve spendere una donna per essere sempre piacevolmente abbigliata? Con il sesso virtuale, che potremmo fare tranquillamente da nude, sedute sulla nostra poltroncina davanti al computer, risparmieremmo un sacco di soldi che potremo destinare all’acquisto di RAM sempre piu’ potenti, oppure di vibratori sempre piu’ “dotati”, che' poi sono cose che si equivalgono.

Niente piu’ frustrazioni per quel “filo” di cellulite all'interno coscia oppure per il seno che risente dell’effetto gravitazionale e, soprattutto, non piu’ delusioni per essere restate a “meta’” perche lui e’ stato troppo veloce. Per gli uomini, poi, cio’ risolve un problema direi “eterno”: il non doversi piu’ radere e lavare prima di un incontro sessuale. Uno strumento stretto intorno al loro pene e la partner (a 12.000 km di distanza) potra’ digitare tutte le “sconcerie” possibili facendolo “muovere e vibrare” in modo" abile. E niente piu' problemi di “misure” o di "durata". Tutti potranno essere dei "Rocco Siffredi" instancabili.

Insomma il sesso virtuale e’ la soluzione a tutto... o quasi.

Nella mia vita, come spesso ho confessato, ho avuto modo di conoscere gli aspetti piu’ bizzarri di quelli che definisco “ i bordelli di Calcutta”, ma mai, fino ad ora, avevo fatto parte di quel mondo del cyberspazio ove il sesso si ottiene e si da’ piu’ velocemente del battito delle ciglia, in una sorta di libertinismo tale da essere secondo solo a quello che suppongo esistesse ai tempi di Sodoma e Gomorra.

Non ho esperienza, non ho mai frequentato le “chat-lines” con l’obiettivo di arrapare o essere arrapata, al punto di ottenere, tramite l’autoerotismo, un istante di piacere. Quindi diciamo che da questo punto di vista sono vergine, pero' trovo che sia estremamente scomodo autoerotizzarsi mentre si sta digitando su una tastiera, e non capisco come ci si possa abbandonare totalmente avendo l’impegno di dover comunicare all’altra persona cosa si sta provando in quel preciso istante.

Di solito, come ho detto piu’ volte, da noi, all’Est, il sesso si fa senza troppe parole in mezzo e quindi, in un primo momento, mi sono trovata impacciata come un'adolescente al suo primo incontro amoroso, pero’ frequentando il Web ho avuto modo di constatare come il fenomeno del sesso virtuale sia piu’ diffuso di quanto si pensi, e come esso stia espandendosi sempre piu’ a macchia d’olio, sostituendo quello reale.

C’e’ da dire che tale tipo di rapporto sessuale, per essere efficace, non puo’ limitarsi ad un normale scambio di “mmmmmmhhh… oooohhhhhh… aaaaahhhhh”, ma deve essere infarcito di una buona dose di cerebralita’. Inoltre deve essere esagerato cosi' da sopperire alla mancanza della fisicita’. Per cui, talvolta, tale esagerazione rischia di fargli perdere quell’aspetto di spontaneita' e di naturalezza necessario a fargli avere una conclusione nell’orgasmo, piuttosto che in una fragorosa risata.

Devo pero’ convenire che tramite questo tipo di relazione molte persone realizzano le loro fantasie in un mondo in cui le fantasie fanno ormai parte di un’isola che non solo non c’e’, ma che e' destinata a non esserci mai piu'. E dato che le parole non costano nulla ed il tutto viene spacciato e confezionato da gioco, ho deciso di provare anch'io questa esperienza. Sono sincera: e’ stato particolarmente divertente. Certo non sostituirei cinque minuti di sesso reale con due ore di sesso finto, ma provarlo mi ha permesso, ancora una volta, di soddisfare la curiosita’ che dentro di me e' innata.

Cio’ che realmente mi ha sorpresa e’ la quantita’ incredibile di persone che la notte (su Second Life e suppongo anche in tutte le altri luoghi virtuali) si masturbano pensando che dall’altra parte ci possa essere l’oggetto del loro desiderio, immaginato come l’avatar, non rendendosi conto che potrebbe esserci, invece, chiunque; anche il mostro di Lockness. O forse se ne rendono conto ed accettano ugualmente.

Una persona, conosciuta in Second Life, sedicente femmina, tedesca, eterosessuale, eta’ oltre i quaranta, evidentemente insoddisfatta della sua “real life”, ieri mi ha detto: “Certo che questo e’ un mondo fantastico… la vita reale non e’ cosi’ divertente… non avrei mai voglia di andare via da qui”. Cio’ mi ha fatto percepire l’enorme “solitudine” della quale e’ oggi intrisa quest’epoca; dovrebbe bastare un click per connettersi alla rete e quindi al mondo intero, ma, invece, esistono barriere tali da renderci ancor piu' "isolati" e chiusi nella nostra "capsula protettiva". Una solitudine che e’ palpabile anche in questo tipo di erotismo.

L'umanita' rischia forse di restare intrappolata in Disneyland credendolo il mondo reale? E se cio’ accadra’, che tipo di futuro ci attende?

mercoledì 9 maggio 2007

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Le menzogne nel virtuale



“Ti piaccio davvero? Ma quanto ti piaccio?... Anche tu mi piaci… molto! Non ho mai incontrato uno come te!... Mmmmhhh, ma come scopi bene… Si’, Si’ dai… ancora… ancora… non smettere!”

Sono frasi spesso usate in un certo ambiente. Chi, dei frequentatori abituali od occasionali, non le ha mai sentite? E quale prostituta non le ha mai dette?

Ovvio che quando tutto cio’ afferisce ad un rapporto sentimentale “vero”, e quindi vissuto all’interno della propria realta’, ciascuno/a e’ tenuto/a a fare i conti con la propria coscienza allorquando coinvolge in modo profondo la sensibilita’ altrui, ma nel virtuale, e cioe’ in un mondo in cui le parole sono dette accompagnate da emoticon e non abbinate alla gestualita’, al rossore della pelle, allo sguardo, che senso assumono certe frasi?

Mi sono spesso chiesta se esiste una “valenza” della menzogna a seconda delle diverse situazioni oppure se essa debba essere trattata sempre e comunque allo stesso modo.
Certo che se mentissi al compagno (o alla compagna) della mia vita, che si fida di me e mi considera sua complice, credo che la valenza assumerebbe un valore assai diverso rispetto a quello che avrebbe nel caso di una menzogna nei confronti di chi ho incontrato per caso su una chat line.

C’e’ differenza se io sono bionda o brunetta oppure alta o bassa o magra o grassa quando la relazione e’ prettamente virtuale e si svolge soltanto sul piano di una “simpatia” finalizzata al gioco?
L’importante, in tale ambito, credo sia come ci immaginiamo l’altro/a, ed e’ per questo motivo che non ho mai voluto “trasportare” i rapporti creati nel virtuale nella mia realta'… ovvero l’ho fatto una volta e tanto mi e’ bastato per non voler rischiare di nuovo poiche' la delusione e le noie avute successivamente sono state notevoli.

Relazionando in Second Life, dove tutto si svolge a livello di “gioco” ed in cui io recito un “ruolo” ben preciso, la menzogna, poi, assume un valore effimero, come quella di Topolino a Disneyland.

Avete mai girato nel mondo di SL? No?... Allora vi dico io chi vi si trova: gli uomini sono tutti belli, fighi, gran scopatori e pieni di risorse (dicono loro), mentre le donne sono tutte strafighe, porche e bisessuali. Fra l’altro non ho mai trovato tante bisessuali nella vita vera di quante ve ne siano in SL e pare che tutte le bisessuali del globo si siano raggruppate li’…
O forse sono soltanto maschietti che si fingono donne e che in questo modo possono accedere all’alcova di un’altra “maschietto” che si finge anche “essa” bisessuale (LOL).
In realta’ le donne (quelle vere) che partecipano a SL, e che sono realmente bisex, sono pochissime. Chi ha “sensibilita'” sa riconoscerle. Tale percezione non e’ tanto in base a cio’ che queste dichiarano, quanto in base a determinate reazioni che esse hanno rispetto a stimoli opportunamente indotti.
Come dissi gia’ qualche tempo fa non e’ facile recitare a lungo parti che contemplino il cambiamento di sesso e spesso il rischio, per certi uomini che si provano a farlo, e’ quello di apparire delle checche.

Essendo SL niente altro che una “mega-chat-line” animata, tutto cio’ che vi si trova e’ comune ad ogni ambiente virtuale ove ciascuno, per relazionare, usa un avatar o un nick.
La menzogna, quindi, vi regna sovrana, tanto che c’e’ chi si diverte (come gioco) a scovarla, a portarla alla luce in una sorta di “safari”.

Si’ si’ lo so a cosa, qualcuno, sta pensando adesso… :-)
Lo so che “questa leonessa” e’ uno dei trofei piu’ ambiti, e potere mettere la sua pelle davanti al caminetto rappresenterebbe un appetibile obiettivo, ma mi sa che per ottenerla (quella pellaccia) si dovra’ faticare non poco…
Sempre che io stia mentendo e questo non e’ certo. Almeno non e’ certo alle persone che mi leggono senza avermi mai conosciuta o inquadrata sul web quando ero ancora una devochka. :-)

Ma sto divagando, torniamo alla menzogna.

La menzogna ha quindi una valenza. Esistono delle situazioni in cui questa e’ addirittura indispensabile, e qui (come al solito) cadiamo nel discorso dei rapporti fra cliente-prostituta. La prostituta ha il “diritto” di mentire al cliente oppure e’ da considerare una infida se lo fa?

Frequentando SL ho assistito ad alcune sessioni di “sesso” virtuale… :-)
Io non so chi vi sia dall’altra parte, ma ho l’impressione che chi le affronta in modo “serio” abbia dei problemi dei quali dovrebbe farsi carico un buon psicoterapeuta. :-)
Se invece, tali manifestazioni, sono solo “proiezioni” dei propri sogni e di questo fatto vi e’ la “coscienza”, allora sono anche divertenti perche’ si assiste a delle vere e proprie orge orgasmiche che neanche nei filmini pornografici… gente che riesce a “venire” 8 volte in 10 minuti! (LOL)
E poi c’e’ tutto l’aspetto BDSM che e’ interessante… nella realta’ una devochka che fosse VERA slave sarebbe pagata cifre astronomiche, ma in SL non ci si fa male e quindi... tutte sono slave!... O quasi tutte! :-)

Comunque, assistendo a tutto cio’, ho avuto come dei flashback e da un certo punto di vista ho collegato la finzione “estremizzata” di SL alla finzione che era necessaria per “lavorare”, giungendo alla conclusione che ogni rapporto avuto con un cliente in realta’ non e' stato altro che un rapporto virtuale: io da una parte con il mio “nick” ed il cliente dall’altra con la sua “personalita’” fake.
E’ stato quindi un gioco in cui la menzogna era elemento indispensabile affinche' questo fosse divertente sia per me sia per gli altri e, secondo me, l’unico modo per affrontare l’avventura senza subirne effetti collaterali.

lunedì 7 maggio 2007

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Real Life Vs. Second Life


Essere per avere o avere per essere? Questo e’ il dilemma.
In una semplice (?) domanda, di tipo amletico, si basa tutta quanta la filosofia con la quale si approccia Second Life.

In SL il raggiungimento e’ difficile in quanto si tratta, come in ogni gioco di ruolo, di far evolvere il “personaggio” fino ad uno stadio tale che, una volta acquisite esperienza, soldi e fama, potra’ essere certo di “far valere” la propria personalita’ all’interno di quel mondo.
Il cammino e’ reso difficoltoso principalmente dal numero dei partecipanti, che sono tantissimi e, come in un’enorme “maratona”, tutti proiettati verso un’unica meta: quella del successo.

Raggiungere invece il secondo obiettivo e’ facile: basta pagare di tasca propria (con la carta di credito) quei privilegi che altrimenti andrebbero conquistati con sforzo intellettuale e tempo.
Ci sono persone che intendono avere, piu’ che essere e che, invece di affrontare l’avventura come una sfida con se stesse, quindi per “dimostrare a se stesse” piu' che agli altri, preferiscono di gran lunga dimostrare agli altri cio’ che avrebbero desiderato essere.

In SL con 300 euro tramutati in Linden Dollars (LD) si e’ miliardari, e 300 euro non sono una cifra cosi’ esorbitante da spaventare un giocatore adulto.
Con i soldi “trasferiti” dal “conto reale” a quello virtuale ci si puo’ quindi “acquistare” un’esistenza altrimenti non realizzabile nella Real Life, e questo e’ normalmente cio’ che fanno coloro che intendono prendere le “scorciatoie” della vita invece di affrontare tutte quelle peripezie che sono si’, a volte, dolorose ma anche accrescono l’esperienza e la capacita’ interiore di superare le difficolta’ (non vi viene in mente una qualche attinenza con i fruitori di sesso mercenario?)

Il rapporto esistente fra Real Life (RL) e Second Life (SL) non e’, come nei vasi comunicanti, “collegato” in modo che e’ di per se’ indifferente in quale dei “vasi” ci si trovi, poiche’ se e’ vero che con RL si puo’ acquistare una SL costruita su misura, non e’ assolutamente vero il contrario.

In una realta’ virtuale in cui e’ permesso far “passare” beni e privilegi provenienti dalla realta’ e’ possibile (per esempio) essere una top escort semplicemente AVENDO, cioe’ tramutando 100 dollari in Linden Dollars per acquistare bellezza, vestiti e capacita' sessuali e/o costruendo dei “multiavatar” (avatar creati ad hoc SOLO per “aiutare” il personaggio principale) che fungano da “codazzo di zerbini” e che possano essere sacrificati.

Mentre, invece, nella realta’ una devochka deve “vivere” sulla propria pelle tutto quanto, senza poter contare ne’ sull’aiuto di papa’ (i soldi trasferiti dalla carta di credito) ne’ sul "codazzo di zerbini” (multiavatar sacrificabili) e deve basare tutto sulle proprie capacita' personali.

Deve vivere, quindi, ESSENDO.

domenica 6 maggio 2007

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Il punto della situazione


Da qualche giorno pubblico meno post sul blog.
Oh si' certo, il post giornaliero non manca mai, ma non e' piu' come qualche settimana fa o, addirittura, come qualche mese fa quando i post si succedevano con frequenza decisamente maggiore.

La ragione, anzi le ragioni per le quali ho rallentato la mia velocita' "bloghistica" sono molteplici, fra cui un tempo sempre minore che posso dedicare alla scrittura; soprattutto perche' da alcuni giorni non leggo piu', e non prendo piu' alcuno spunto, da quella che era una fonte inesauribile non solo di idee ma anche di episodi esilaranti. Parlo dell'immondezzaio.

Dicono sempre le stesse cose... sono mesi che come delle falene girano intorno agli stessi argomenti triti e ritriti senza mai venire "a capo" di nulla o apportare qualcosa di nuovo a cio' che ormai da anni e' stato piu' volte affrontato.
Si' perche' e' impossibile venire "a capo" di qualcosa se si parla di individualita', di soggettivita' e di varieta' inerente al genere umano.
Non che, con questo, abbia terminato di interessarmi di problematiche legate a cio' che io ritengo di conoscere in modo abbastanza approfondito (ancor piu' della materia in cui mi sono laureata), ma d'ora in poi mi piacerebbe farlo guardando il tutto in un'ottica differente e cercando di mutarne la prospettiva.
Non posso farci nulla se non mi sento piu' "coinvolta" in quell'ambiente di cui sopra. Capita!
Basta con la solita gente. Mi sono stancata!
Per cui provvedero', gradualmente in una vasta azione di "revisionismo", ad eliminare dal mio Blog tutti quei riferimenti inerenti all'immondezzaio, in modo da ripulire il tutto dalla "monnezza" accumulata nel tempo e lasciare intatta la polpa sana.
Devo ancora pubblicare l'episodio finale di "Io ed Olga" ed in piu' sto "lavorando" alla stesura della terza parte di "Storia di Vlada" e presto potrete leggere le conclusioni delle mie storie.

Pero', come sapete, ultimamente il mio interesse e' stato attratto anche da un'altra avventura che mi sta appassionando: Second Life.
Sarei una bugiarda se dicessi che cio' e' per me solo un "giochino". Forse quando sono entrata per la prima volta lo credevo, ma da alcuni giorni sto seriamente considerando la possibilita' che esso possa rappresentare qualcosa di piu'.
Ho intenzione di utilizzarlo per "studiarmi"... si si' avete capito benissimo. Studiarmi.
Il vedermi recitare la parte di "me stessa" e' qualcosa che va al di la' del ludico, e chi non lo ha provato non puo' comprenderlo. E' qualcosa che afferisce alla sfera psicologica ed emotiva e non e' tanto facile sottrarsi.
Non voglio dilungarmi ulteriormente ma, tanto per spiegare in modo piu' chiaro, tutto cio' puo' aiutarmi a recuperare "frammenti" del mio "file" che sono andati perduti.

A proposito di "file" vorrei segnalarvi una divertente copertina (che trovate sopra), che un amico ha creato pensando a me. Si tratta di una copertina, opportunamente modificata, di una rivista che parla di tutto cio' che attiene ai fenomeni economico-politico-sociali legati (o indotti) dalla cosiddetta "civilta' dell'informazione" e che, a suo tempo, si occupo' anche di SL.
"WIRED MAGAZINE", o semplicemente "WIRED", e' stata fondata da uno dei direttori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), Nicholas Negroponte.

sabato 5 maggio 2007

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Domandare e' lecito, rispondere e' cortesia


“Quando mancano le idee e gli argomenti, allora si passa agli attacchi personali”.
Questo e' cio' che mi e’ stato detto ieri in chat da una persona molto gentile che ha avuto modo di conquistarsi la mia fiducia e la mia simpatia. Ed io sono d’accordo.

Vorrei mostrare, senza scrivere il nome di chi l’ha spedito, un messaggio che mi mi e’ giunto oggi:

Egr. Dott.ssa "de noialtri"
Vedo che nel suo blog ci sono figli e figliastri.
Ma questo, da parte sua, non mi stupisce.

Aldilà della sterile polemica, ha sentito cos'ha detto, anche recentemente, il ministro dell'interno Amato relativamente alla sua idea di punibilità (reato penale) dei clienti che vanno con le prostitute?

Sinceramente non ho ancora capito se è legale o no la prostituzione.
E se non lo è, con quale fondamento giuridico o morale?

C'è chi vende le proprie mani in fabbrica e chi la propria "vagina" a letto.
Dov'è la differenza, se non economica?
Sarei per regolarizzare questo lavoro.
Lei sull'argomento cosa ne pensa.

ps: tanto so già che non tratterà l'argomento, in quanto " il blog è mio e me lo gestisco io"

Prosit



Ho ritenuto opportuno far vedere a chi mi legge qual e’, a volte, il “tenore” con il quale mi vengono poste certe domande.

C’e’ un luogo comune “italico” che dice “domandare e’ lecito, rispondere e’ cortesia”, ma vi pare che questo tizio meriti cortesia?

Dato che non obbligo nessuno a “seguirmi” in questo Blog, mi attenderei che coloro che perdono tempo a leggermi, quando si rivolgono a me, lo facessero con la stessa cortesia che essi stessi richiedono ma, a quanto pare, c’e’ ancora chi intende sprecare il proprio intelletto nella ricerca di sterili polemiche finalizzate solo a discutere il comportamento dell’autrice del Blog e non tanto per commentare gli argomenti che di volta in volta vengono trattati.

Cerchiamo di esaminare il messaggio e coglierne gli aspetti, a mio avviso, che sono piu’ “scortesi”:

1) Egr. Dott.ssa "de noialtri"
Ecco, gia’ l’inizio e’ tutto un programma. Con questa frase si vuol mettere in dubbio cosa? Che io possa essere laureata? E’ cosi’ strano che una donna che ha fatto la escort possa aver conseguito una laurea? E su quali basi si afferma cio' dato che questa persona che scrive non mi conosce?
Ebbene, fino a prova contraria io sono “chi” e “cosa” affermo di essere. A ognuno e' dato il diritto di dubitarne ma chi dubita sarebbe piu' coerente se si dedicasse a blog, dal suo punto di vista, maggiormente degni d'attenzione.

2) Vedo che nel suo blog ci sono figli e figliastri.
Questo e' inesatto. Nel mio blog non ci sono “figli e figliastri” ma solo persone “cortesi e scortesi” (nonche’ pisquani psicotici ma quelli sono una categoria a parte). Chi si pone, nei modi di interagire con me, nella categoria dei “cortesi” non avra’ motivo di vedere i suoi commenti rifiutati.

3) Ma questo, da parte sua, non mi stupisce.
E qui arriviamo all’insulto personale. Perche’ non lo stupisce? Che cosa avrei fatto di cosi’ aberrante se non “rifiutare” qualche commento che avrebbe “insozzato” le pagine di questo mio diario?
Prima di essere “stupito” da me, e giudicarmi, dovrebbe incontrarmi, vedermi e conoscermi … ma credo che questo, ahime’, almeno per lui sara’ impossibile.

Adesso passiamo all’argomento che il “soggetto” vorrebbe introdurre.
Realmente amici sono sempre piu’ stupefatta del comportamento di chi non ha la capacita' di capire che questo non e’ un forum ove ciascuno puo’, a suo piacimento, iniziare delle discussioni, ma e’ un “libro” in cui scrivo, e tale “libro” appartiene solo a me. I lettori possono firmare il "guest book", soffermarsi a discutere se scelgono di farlo in modo "cortese", avere anche considerazione dalla sottoscritta ma tutto questo e' a "mia esclusiva discrezione".
Perche’ dovrei parlare oggi di un argomento che, al momento, non mi interessa?
Non sono piu’ una prostituta e non sono, per ovvie ragioni, neanche “cliente”, per cui il problema non mi riguarda in modo diretto, ma dato che sono "cortese" cerchero’ di scrivere due righe che possano essere esplicative su quello che e’, da sempre, il mio pensiero riguardo all'inasprimento delle pene per i clienti delle prostitute.

Trovo che un “giro di vite” proibizionista porterebbe la prostituzione (anche quella di alto livello), ancor piu’ di oggi ad essere gestita dalla malavita, e che invece di un modello "svedese" preferirei veder applicato un modello "svizzero".
E poi chi stabilirebbe il confine fra chi lo fa per soldi e chi invece lo fa per “essere sposata”? Chi potrebbe individuare il "cliente" da un normale corteggiatore?

Al di la’della legge mi chiedo pero' DA COSA scaturisca questa continua “demonizzazione” della prostituzione, di chi la esercita e di chi ne usufruisce che noto molto diffusa in Italia, nonostante gli italici siano uno dei popoli i cui maschi sono fra i piu’ “puttanieri” del globo.

Mi viene da pensare all'invidia… una bieca invidia ipocrita. Invidia nei confronti di chi ha la possibilita’ di “gestire” la propria vita guadagnando laddove i maschietti "viziati" (e sono molti) sono costretti a pagare. Una bieca invidia ipocrita palesata piu’ volte anche da colui che mi ha scritto il messaggio.

Credo che alla fine i migliori alleati dei proibizionisti siano proprio gli stessi "drogati" che detestano i loro spacciatori.

giovedì 3 maggio 2007

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Voglia di transfert


Oggi esamineremo Second Life, questo nuovo ambiente virtuale nel quale si muovono decine di migliaia di persone e che sta creando un fenomeno sociale (e psicologico) che fino a pochi anni fa era immaginabile solo nei romanzi di fantascienza.

Vi ricordate il mio post su Sole Nudo? Non so se abbiate letto o no il libro, ma in pratica Asimov vi descriveva un pianeta in cui la popolazione (supertecnologica e ricchissima) intratteneva rapporti solo tramite Internet e senza mai incontrarsi fisicamente.

Se al romanzo di cui sopra mischiamo il film Matrix (in cui le persone vivono in un mondo virtuale nel quale sono perfettamente ricostruite anche le “sensazioni”), abbiamo un quadro perfetto di cio’ che in Second Life sta avvenendo se pur in forma molto grezza.

In pratica il Mondo virtuale di Second Life e’ una enorme chat line alla quale si connettono decine di migliaia di persone contemporaneamente. La bellezza di questo ambiente (graficamente molto ben fatto) e’ che le persone si muovono ed interagiscono ma, a differenza di una normale chat line, la sensazione di un incontro e’ molto “reale”.

La trovata, direi vincente da parte dei creatori,e’ che in questo Mondo si spendono soldi che si guadagnano lavorando all'interno del Mondo stesso (oppure quando non bastano si puo’ ricorrere alla propria carta di credito), ma tali soldi possono essere riconvertiti (tramite Pay Pal) in moneta reale.
In SL e’ inoltre possibile investire in attivita’ redditizie (soldi propri o guadagnati li’ dentro) che poi generano altro denaro.

Si’ lo so che e’ una cosa da matti, ma vi assicuro che avendo girato per un paio di giorni li’ dentro ho capito che certa gente non sta assolutamente giocando.
Certe persone puntano sul fatto che il sempre maggiore numero di utenti che si collegheranno a SL, genereranno un “cash flow” notevole e facendo i dovuti conti stanno comportandosi esattamente come si comportarono gli speculatori che colonizzarono il vecchio West americano. Cioe’, stanno acquistando lotti, terreni, attivita'… insomma un po’ di tutto.

Se, come credo, tale ambiente prendera’ campo a livello globale, come e’ stato per Internet, ed a questo saranno aggiunti, nel futuro (come forma di realta’ virtuale), sistemi per “calarsi maggiormente” all’interno dei personaggi, credo che molta gente potrebbe “rifugiarvisi” per trovare in esso cio’ che non trova nel mondo reale.
Come scienziata, ma soprattutto per curiosita’, sono estremamente interessata ad osservare gli sviluppi di tale fenomeno.

Una considerazione: in SL, dato che non si spendono soldi per mangiare o per dormire, le attivita’ di maggior successo sono quelle che appartengono al settore “divertimento” e quello del “sesso” e’ uno di quelli piu’ in espansione.
Infatti, tramite SL e’ possibile (per gli amanti del genere) anche fare sesso virtuale che, con l’aggiunta grafica, la partecipazione e’ notevolmente maggiore.
Per tale motivo quello della prostituzione e’ uno dei settori che rende di piu’ e non esistendo in quel Mondo alcuna legge contraria ne’ all’esercizio ne’ allo sfruttamento molti utenti intraprendono attivita’ legate a questo settore.

Il fenomeno particolare, che mi ha lasciata un attimo basita quando me lo hanno raccontato, e’ che, moltissime prostitute che si aggirano in SL sono in realta’ uomini!!!

Cio’ mi ha stimolata in una riflessione che, per ovvie ragioni, riguarda anche gli argomenti che normalmente tratto in questo blog e cioe’: e’ realmente cosi’ grande il desiderio maschile di essere una “prostituta”? Da cosa deriva questa voglia di “transfert”?

mercoledì 2 maggio 2007

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Il lanciamissili


Oggi non sono qui per parlarvi di SL, ma di un argomento stimolato da un blog che mi e' stato segnalato, ed in special modo da questo POST

Devo dire che mi sono divertita tantissimo a leggerlo (sto ancora sghignazzando)...

Al di la' della storia esilarante della "scultura" fatta di Pongo e poi "vestita" con il condom, che quando l'ho letta per poco non mi rovesciavo dalla sedia, e della ricerca del prezzo "giusto" nonche' del rapporto qualita'/prezzo, che mi ha fatto venire in mente quelli che nei forum si scambiano notizie per scopare meglio e spendere meno, al di la' di questo, dicevo, mi sono resa conto che non ho mai scritto nulla a proposito della masturbazione.

Cioe', per la verita’ ho accennato qualcosa QUI ma non sono scesa nei particolari poiche’ considero l’argomento, nonostante interessi moltissimo ai maschietti ed alle femminucce con particolari tendenze omo che mi leggono, talmente banale che ritengo inutile il parlarne.

Anche perche’ non potrei raccontare niente di nuovo rispetto a cio’ che si legge da anni in tutta quanta la “letteratura erotica”. Anche se cambia il modo o il modello di strumento sempre di quello si tratta, e quindi non trovo nulla di interessante in una persona che racconta di darsi piacere da sola.

Pero’ agli strumenti di piacere nati per soddisfare le donne (soprattutto quelle che non hanno un compagno efficiente), sono a volte legati episodi che possono essere curiosi e quindi vi raccontero’ quel che e’ capitato ad una mia amica, della quale non vi faro' il nome, che spesso usava questi strumenti, non tanto per "aiutarsi" a provare piacere autoerotico, quanto per accontentare determinati clienti particolarmente "porcellini".

Si' perche' dovete sapere che ad una devochka, a volte... anzi spesso, il cliente richiede specificatamente di portare falli finti, vibratori, eccetera con la scusa di voler giocare con lei ma tale richiesta in realta' sottintende altri desideri... indovinate cosa! :-)

Ed e’ proprio dopo un incontro di tal genere che la mia amica, nell’apprestarsi a prendere l’aereo per il ritorno a casa, e’ stata fermata dal controllore dei bagagli che, passando ai raggi X il bagaglio a mano, aveva visto qualcosa di “strano”.

Non vi dico la faccia del controllore quando lei gli ha mostrato lo strumento!

Alla domanda “signorina e questo cosa e’?” (forse non ne aveva mai visti di cosi… massicci)… la mia amica ci ha pensato un secondo e gli ha risposto “guardi che non e’ un lanciamissili, e’ solo un attrezzo di lavoro!”…

Credo che la guardia, se avesse potuto scegliere, avrebbe preferito il lanciamissili!

martedì 1 maggio 2007

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Primo giorno in Second Life


Se ieri non sono stata attiva sul blog e' perche' ho voluto provare questa strana esperienza e come per tutte le volte che affronto cose nuove, la curiosita' e' stata troppa.

Devo dire che il primo giorno trascorso in SL (Second Life) e' stato entusiasmante.
Mi ero iscritta qualche tempo fa su segnalazione di un lettore di questo Blog pero' non ci avevo mai giocato poiche' problemi di connessione e di firewall me lo impedivano.

Ieri, pero', per la prima volta sono entrata in questo fantastico gioco online che sta spopolando un po' in tutto il mondo. E' gratuito, per cui non richiede alcun fee d'ingresso, e mi sono detta "perche' no? solo per provare!".

La prima cosa che ho dovuto fare e' stata scegliermi un avatar. Si puo' scegliere qualsiasi tipo di personaggio, uomo donna, animale, mostro, ma non volendo mascherarmi da alcunchi' ho deciso di interpretare me stessa; l'unica parte che mi riesce veramente bene :-)

Una volta entrata nel gioco (tutti all'inizio "nascono" in un'isoletta in cui si impara a muoversi, a comunicare, eccetera) mi sono trovata un po' spaesata e non sapevo con precisione cosa fare. Non ho letto le istruzioni ma avevo deciso di cavarmela da sola senza sapere niente di niente... come se fosse vita vera.

Eccomi dunque li'. Ero nuda, perche' tutti quelli che "nascono" in quella strana dimensione devono ancora scegliersi il corpo ed i vestiti.
I nuovi partecipanti arrivavano di continuo. Molti erano spaesati come me, altri invece, piu' decisi, si dirigevano con sicurezza verso i vari edifici in cui si insegnano le varie tecniche per sapersi "muovere in" SL.

Ho deciso per prima cosa di dirigermi verso l'edificio (un castello) in cui insegnavano a creare il proprio aspetto. E qui la prima cosa divertente: senza l'ausilio di alcun chirurgo plastico in SL si puo' diventare tutto cio' che si vuole, ma soprattutto COME SI VUOLE.
Ho passato il pomeriggio a realizzare il mio aspetto in modo che fosse simile alla mia fotografia. Ovviamente, potendone approfittare, mi sono tolta qualche annetto, ma si sa che le donne per ingannare il tempo sarebbero pronte a tutto :-)
Comunque alla fine il risultato e' stato all'altezza delle aspettative e sullo schermo ho visto muoversi la mia "sosia" virtuale"... che pero' era senza vestiti...

Mi sono detta: "adesso dove vado in queste condizioni? almeno uno straccetto da mettermi addosso!"

Ed ecco la seconda cosa fantastica: in SL ci si puo' vestire come si vuole senza dover spendere cifre assurde nei negozi del centro! Infatti e' tutto gratis!
Ci ho messo altre due ore per scegliermi l'abbigliamento. Mi sono praticamente provata di tutto (e non sto a dirvi quante possibilita' di vestiti, tessuti e di colori ci sono).
Non essendo soddisfatta di nulla pero' (come nella realta'), alla fine ho scelto un costume di scena che rendesse evidente il mio carattere minimalista ed essenziale. Pochi fronzoli, senza trucco, pantaloni "pinocchietto" strettissimi, una maglietta corta e tacchi alti. Tanto in SL mica si soffre a camminare per ore portando i tacchi 12 cm. :-)))

Ed e' a quel punto che mi sono fatta scattare una foto (quella che vi ho mostrato ieri). Poi sono di nuovo uscita in strada dove ho iniziato a fare amicizia con un po' di gente.
Io sono abbastanza estroversa (nel virtuale) e riesco ad aggregare moltissimo le perrsone. Ho quindi formato il primo gruppetto di ragazze che ho trovato gironzolando...

Ma questo e' niente!

Cio' che ho fatto dopo per guadagnare soldi (e non usare quelli della mia carta di credito) non ve lo racconto, anche perche' mi aspetto che qualcuno, prima o poi vorra' cercarmi li', in quella dimensione.

Una cosa importante riguardo a SL: il solo aspetto fisico non basta per cavarsela; occorrono altre qualita' che permettono di "relazionare" con chi di volta in volta si incontra.

Per esempio "conoscere le lingue" serve tantissimo, in quanto i giocatori provengono un po' da tutte le parti del mondo e non tutti parlano l'italiano (anche se quasi tutti si arrangiano con l'inglese). Poi, per avere successo, occorre essere carismatici, socievoli, simpatici, disponibili... insomma occorre "saperci fare".

Esattamente tutte quelle qualita' che ho raramente trovato nelle persone che frequentano la "first life". Non e' quindi un ambiente da pisquani :-)

Alla lunga credo che SL possa dare "dipendenza" forse piu' dei forum o di qualsiasi "chat line" (in fondo non e' altro che un'immensa chat line), in quanto l'integrazione con il proprio avatar e' molto forte, ed il mondo in cui si svolge il gioco e' veramente fantastico (pensate che si puo' addirittura volare).

Cerchero' di limitarmi nell'uso, oppure utilizzero' il metodo classico che ho sempre usato per liberarmi di una "fissazione", cioe' FARE INDIGESTIONE! :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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