mercoledì 31 gennaio 2007

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Una riflessione


Scrive Milan Kundera:
"Chi si dà all'altro come un soldato si dà prigioniero, deve prima consegnare tutte le armi. E così privato di ogni difesa, non può fare a meno di chiedersi quando arriverà il colpo".
Vale solo in amore? O anche nell'amicizia?

Non sono pronta a darmi nel modo in cui Kundera scrive e chi avesse creduto di "possedermi" deve comprendere che il mio libero arbitrio e' cio' che prevarra'... sempre!

A meno che non mi dia prigioniera.

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I cyberpappa


Credo di essere stata la prima ragazza in Italia (o forse una fra le prime), ai tempi in cui internet stava diventando un mezzo di comunicazione e pubblicitario abbastanza diffuso, a creare un sito web "personale" sul quale propormi come escort.

Era il 1998 e mi ricordo che molte delle modelle che si proponevano come escort per un certo livello di clientela, erano solite mettere annunci tramite i quotidiani italiani ed esteri, con la classica sigla che precedeva il messaggio "A.A.A.", oppure lavorando per agenzie che mostravano ai clienti i book fotografici.

Non parlero' delle agenzie che', ovviamente, operavano al limite della legalita' commettendo palesemente il reato di favoreggiamento, ma gli annunci sui quotidiani si dividevano in due fasce: quelli fatti e gestiti direttamente dalle ragazze e quelli invece in cui pensava a tutto "qualcun altro".

Questo "qualcun altro" era a volte il compagno innamorato della ragazza oppure un improvvisato "manager" che metteva a disposizione il suo documento (le testate editoriali richiedevano i dati anagrafici ed il numero fiscale per pubblicare un annuncio), in cambio di una percentuale sull'incasso oppure in cambio di "favori sessuali" gratuiti.

Compresi immediatamente che con internet qualsiasi ragazza avrebbe potuto rendersi indipendente sia dalle agenzie che dai "manager improvvisati" ed allo stesso tempo poteva abbassare notevolmente i costi di pubblicita' (un annuncio sul Corsera costava circa 500.000 alla settimana... per non parlare dei costi sull' Herald Tribune!), soprattutto se era abile a smanettare in HTLM e poteva fare a meno del webmaster.

Quando uscii quindi con il mio sito web, emulazione di quello di Elisabeth di Sidney e di altre ragazze anglosassoni che gia da mesi stavano usando il mezzo informatico), arrangiato, grezzo ma efficace in cui mostravo le mie foto (se pur a volto coperto), ritenni di aver realizzato un piccolo "capolavoro"... soprattutto per quanto riguardava la vera cosa che m'interessava: la mia indipendenza.

Ho sempre osteggiato coloro che hanno sempre "tentato" d'inserirsi negli "affari" personali delle ragazze che esercitano il meretricio poiche' tale professione, secondo me, non contempla la "collaborazione" con intermediari (uomini o donne che possano essere)... almeno non in una realta' come quella italiana in cui tali personaggi, da sempre, assomigliano piu' a squallidi approfittatori che a reali manager.

Le ragioni per le quali in Italia i comportamenti di tali individui sono piu' simili a quelli illeciti degli "usurai" che a quelli leciti delle "banche" sono da ricercarsi nella legge Merlin la quale ha tramutato la professione di prostituta (e tutto cio' che ci gira intorno) alla stregua di un'attivita' criminale al pari dello spaccio di droga.

Ed ovviamente in questo giro "borderline" spesso bazzicano personaggi di dubbia statura morale che si "arrangiano" a cercare di spennare qualche povera fessa spacciando le loro competenze per "essenziali" ed "insostituibili".

Oggi parlare di siti web indipendenti pare quasi anacronistico, dato che 8-9 anni nell'epoca di Bill Gates rappresentano un arco temporale enorme, ma tutt'oggi rilevo che "quei personaggi", gli spiantati in cerca delle "fesse da spennare", i "manager-usurai", i cyberpappa hanno ancora vita facile... anche se tentano di "riciclarsi" come "amici disinteressati".

Per esempio, come lo classifichereste uno che intestasse a suo nome un sito web di una prostituta?

martedì 30 gennaio 2007

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Il francobollo piu' raro?


L'altro giorno, dialogando con uno dei miei amici e confessandogli di come le persone mi contattino tentando di ottenere un appuntamento, ad un certo punto lui se n'e' uscito con un'affermazione che, li' per li', ho preso come una battuta ma poi, in seguito, ripensandoci, mi ha fatto riflettere.

La frase esatta non la ricordo, ma il senso era piu' o meno questo: "Se tu adesso volessi, potresti chiedere il triplo rispetto a quello di una volta, ed avresti la fila di curiosi che lo pagherebbero pur di potersi concedere la "biblica" conoscenza di Chiara di Notte".

Ovvio che voleva essere un complimento per farmi capire che adesso, grazie ad un certo "mistero" che mi sono creata intorno e, soprattutto, all'essermi "esposta" nell'intimita' tramite gli interventi nei vari social network ed in questo blog, un appuntamento con la sottoscritta assumerebbe per molti il significato di aver potuto mettere le mani su un "pezzo raro" da collezione.

Nonostante ritenga di avere una minima conoscenza dell'universo maschile, ancora pero' non riesco a comprendere bene cosa potrebbe motivare un uomo a pagare una cifra assurda per uscire con una donna ormai non piu' giovanissima e, sicuramente, assai meno attraente di una volta.

Possibile che le parole, i pensieri, le idee e le opinioni espresse con questo nickname (perche' tale io sono) riescano ad aggiungere valore ancor piu' dell'aspetto fisico?

Se fosse cosi', e cioe' esistessero realmente persone propense ad incontrarmi, non tanto per il mio aspetto (che pochissimi conoscono), ma soprattutto per il personaggio "Chiara di Notte" e per cio' che ha saputo esprimere nel web, significherebbe che l'escort, quando si va oltre la prostituzione, non e' desiderata solo per il rapporto sessuale che offre, cosa che puo' essere ottenuta da una qualsiasi ragazza che esercita il mestiere per poche centinaia di euro, ma che il cliente e' piu' interessato a "fottersi la sua testa" piuttosto che il suo corpo.

Purtroppo non ho ne' il modo ne' la voglia di verificare in quanto, se cedessi alla tentazione, forse avrei il carnet degli appuntamenti pieno, ma poi sicuramente mi esporrei troppo, e vanificherei gli sforzi che ho fatto per riallineare la mia vita ad una nuova condizione. Chi fa una scelta come la mia non torna indietro, ma a volte e' divertente immaginare come sarebbe.

"Chi tende continuamente "verso l'alto" deve aspettarsi prima o poi d'essere colto dalla vertigine. La vertigine e' la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, e' il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura" (Milan Kundera)

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Tracy Quan... Ma che americanata!


"È bella, elegante, colta e simpatica. Ha un corpo divino. Quando si presenta a un cliente o ai ricevimenti più esclusivi fa colpo per la raffinata eleganza e la verve. Le signore bene la guardano con invidia, i loro mariti la scrutano con bramosia.
È Nancy Chan, la trentenne-o-poco-più che si è messa a nudo nel Diario (vero) di una squillo di lusso a Manhattan. E che adesso, sposa novella, confessa – in questo nuova puntata del suo diario – di non aver avuto il cuore di abbandonare la professione.

L’eterno fidanzato Matt, ora neomarito, continua ovviamente a non saperne nulla, anche perché quando torna a casa si trova davanti una moglie perfetta che ha cucinato una cenetta deliziosa, portato le camicie in tintoria e riordinato l’appartamento.
Certo, non è facile, per Nancy, destreggiarsi fra un impegno e l’altro, vivendo sotto lo stesso tetto con l’uomo al quale ha giurato “eterna fedeltà”. Se Matt dovesse scoprirla, succederebbe una catastrofe! Ma neppure questa paura la convince a smettere, la sua indipendenza finanziaria e gli sfizi che è abituata a concedersi sono troppo importanti.
Così, giorno dopo giorno, incrementa il consistente gruzzolo che custodisce nella sua personalissima banca: una confezione di assorbenti nascosta in bagno, sotto il lavabo.
Finché un ostacolo apparentemente invalicabile si profila all’orizzonte: Matt vuole metter su famiglia nel vero senso della parola. Vuole un figlio.
Una maternità sarebbe la fine per lei: si è mai vista una prostituta d’alto bordo incinta? E quali drammatiche conseguenze potrebbe avere sul fisico? Possibile che per salvare il matrimonio debba per forza rinunciare alla “carriera”?
Su questa domanda, il diario si chiude. Per ora, perché chi conosce l’intrepida Nancy non si stupirebbe affatto se riuscisse a conciliare ancora una volta il “lavoro” con un marito sempre più esigente e un marmocchio. Ma, per saperlo, bisognerà attendere la prossima puntata!
Brillante come una commedia, Diario (vero) di una squillo di lusso sposata è un irriverente ritratto del matrimonio moderno e dell’infedeltà, una stuzzicante sbirciatina nel mondo del sesso a pagamento, una lettura irrinunciabile per chiunque abbia avuto un segreto o condotto una doppia vita."


Tutto quanto di cui sopra (and much more) lo potrete avere in 332 pagine al modico prezzo di euro 16 e zero centesimi... un affare!

Non voglio essere scettica e voglio pure ammettere che molto di quanto descritto dall'autrice possa raffigurare una "realta'"... comunque mi pare tanto fabbricata ad uso e consumo di un pubblico lettore anglosassone, sognatore al limite dell'ingenuita'.

Cio' che mi ha dato veramente fastidio e' stato il voler spacciare una mera operazione commerciale come un diario VERO di una donna che ha vissuto determinate esperienze.

Non voglio commentare il discorso di lei che tiene celata al marito la sua attivita' di escort, nascondendo i soldini nella confezione di assorbenti... mi sono immaginata una confezione GIGANTE!

Si sa che gli uomini sono sempre gli ultimi a sapere di essere cornuti ma questo Matt ci fa pure la figura dell'idiota perche' si sbatte tutto il giorno per portare a casa la pagnotta mentre lei, con delle semplici marchette pomeridiane, si crea i fondi per una scalata alla RCS!

Solo che non parla la furbacchiona... il malloppo se lo tiene tutto per se', tanto che (leggendo il libro) ho dubitato che fosse una forma di rispetto per lui (non fargli sapere quanto depravata e') ma solo perche' piu' tirchia di una scozzese.

E che dire delle cenette preparate con amore (fra un BJ e l'altro) per quando lui torna a casa la sera?

Io la invidio... dico davvero. Quando tornavo a casa dopo un incontro col cavolo che mi mettevo a cucinare!

E del dramma per la "maternita'" contrastata che la porta a dover operare una scelta drastica di vita ne vogliamo parlare?

Insomma se una persona legge questo diario (vero) si fa subito un'idea chiara della situazione e cioe': "anche le squillo hanno un cuore e sono umane!"

Eccheccavolo!

Forse ne faranno anche un serial TV con "mascellone" Ridge nella parte di Matt e le puntate si susseguiranno numerose... a 16 euro e zero centesimi ciascuna...

16 euro e zero centesimi, ahime', buttati nel cesso!

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Io e Manuela


Le diversita' di vedute fra me e Manuela75 sono evidenti; ne indico solo alcune:

1) Io vedo la professione di escort come un'avventura, come un'esperienza di vita che oltre a far guadagnare tanti soldi porta anche ad una conoscenza profonda degli uomini, delle loro pulsioni e dei loro desideri piu' profondi. Cio' credo che sia "positivo" quando tale professione e' scelta liberamente e tenendo conto delle "implicazioni" legate all'intimita' a cui questa puo' portare. Non avrei quindi alcun problema, se tornassi indietro nel tempo, a ripetere l'esperienza.

2) La mia morale e' distante anni luce dalla sua in quanto (per educazione e cultura) il sesso senza l'obbligo di procreazione (fatto anche con partner occasionali) rappresenta per me un atto che non procura sensi di colpa ma assume il significato di un "gioco". A tal proposito devo ricordare che in "certi luoghi", ove non esiste niente di tutto cio' che in occidente e' disponibile come forma di divertimento, il sesso cosi' come l'alcol o un buon libro sono spesso usati per "divertirsi" e per lasciarsi alle spalle, a volte, una realta' non appagante.

3) Io credo che gli uomini che cercano sesso non siano "mostri" da evitare. Alcuni sono indubbiamente cafoni, intolleranti, bugiardi, incoerenti, esagerati e viziati. Talvolta possono essere drogati ed assuefatti ad una determinata mania, soprattutto quando affrontano i rapporti con le prostitute muniti di taccuino su cui annotano le prestazioni e i rates quasi come se le donne fossero francobolli da collezionare, ma alla fine nessuna leonessa potrebbe sopravvivere nella savana se non ci fossero le gazzelle.

lunedì 29 gennaio 2007

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Let's play a game

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Accompagnatori


Bei ragazzi!

Li vedevo qualche volta al ristorante mentre ero in compagnia di un cliente e loro, UGUALMENTE, erano in compagnia di un cliente.

Raramente, se erano sfortunati, accompagnavano una "signora", che' certi clienti uomini erano forse piu' sexy.

Poi mi capitava d'incontrarli in qualche locale, o alle feste, dove tentavano di rimorchiare. Perche' mica tutti sono gay! Ce ne sono anche di quelli a cui piacciono le donne. E c'era chi ci spendeva persino dei soldi con me.

All'inizio tentavano sempre la carta dei "colleghi di lavoro", come se fra colleghi fosse normale farlo gratis. Poi, pero', si arrendevano all'evidente "differenza" di prezzo. A quel punto cercavano di rifilarmi la fregatura, compensando il loro col mio, ma la risposta che davo era sempre la stessa: "non accetto buoni sconto, spiacente!".

Pero', con qualcuno di particolarmente belloccio che li' per li' mi pareva pure interessante, anche perche', forse, avevo bevuto un bicchiere di troppo, ci sono pure andata gratis, pentendomene ineluttabilmente il giorno dopo, sia per il conquibus non riscosso, sia per tutto resto.

Niente di particolarmente eclatante, in fin dei conti; molti non professionisti si sono dimostrati assai piu' fantasiosi e divertenti nel sesso. Tuttavia erano carini, e facevano una gran tenerezza, quando si mettevano in posa esaltando gli addominali per farseli ammirare. Talvolta li immaginavo nel momento topico del loro impegno professionale, inginocchiati dietro o davanti ad un cliente. E la bocca mi si piegava in un sardonico sorriso.

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Perche' smettere?


Perche' una ragazza che esercita la professione di escort dovrebbe cessare un'attivita tanto redditizia? Di solito la ragione prevalente e' quella del raggiungimento dell'obiettivo economico prefissato.
Spesso quest'obiettivo viene raggiunto direttamente e senza l'aiuto di una persona in particolare (come si dice in gergo "marchetta su marchetta"), altre volte accade che un "cliente" notevolmente danaroso affretti tale raggiungimento.

Molte delle mie ex colleghe sono diventate mogli o compagne fisse di persone incontrate durante il periodo dell' avventura con le quali hanno creato dei legami stabili ed economicamente soddisfacienti, per cui hanno scelto di cambiare vita. Fra queste ci sono anche quelle che "non ce la facevano piu'" ad accompagnarsi a decine di uomini diversi.

Ho sempre pensato che costoro avessero sbagliato persino ad incominciare, poiche' troppo imprigionate in lacciuoli morali di tipo educativo e culturale.

Altro motivo e' quello relativo all'aspetto fisico non piu' adeguato all'esercizio della professione. Questa e' la "nota dolente" che, se non non sono intervenuti altri fatti che hanno portato a smettere, spesso e' vissuta in modo drammatico.

Oltre che per il raggiungimento del mio obiettivo di natura economica e' stato anche per tale motivo che ho affrettato la mia uscita di scena, anticipandola in modo da essere ricordata al massimo della mia forma fisica.

Meglio smettere prima di esser costrette a ritoccare le foto a causa della cellulite o delle rughe.

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Sputare? Perche' no?



Un luogo comune che viene usato allorquando una ragazza (escort o ex-escort) si permette di esprimere un'opinione dura riguardo al periodo in cui ha esercitato il mestiere e' "che sputa nel piatto in cui ha mangiato". E' vero che e' molto difficile esprimersi e raccontarsi senza "rischiare di ferire" la sensibilita' di certuni lettori perche', molto spesso, ci sono uomini che, pur partecipando attivamente a tutti i forum sull'argomento che li portano ad esprimere quasi sempre "giudizi" sulle ragazze, non accettano la "reciprocita' del mettersi in gioco ed assumono atteggiamenti difensivi al limite del paranoico.

Ogni volta che qualcuna prova ad iniziare una discussione che minimamente scuote le fondamenta delle loro convizioni ecco che che arriva l'immancabile banalita': "sputi nel piatto in cui mangi".

A questo punto dico: se il piatto e' o e' stato mio posso sputarci dentro tutte le volte che voglio o devo chiedere il permesso a qualcuno?... magari mi piace... magari, dopo averlo usato come contenitore per il cibo, ho ritenuto opportuno trasformarlo in sputacchiera.

E poi, se quel piatto l'ho usato anni fa, perche' mai dovrei venerarlo come una reliquia? I piatti usati (soprattutto se di plastica come quelli in cui mangiano le ragazze che esercitano il meretricio) vengono gettati nell'immondizia.

E se prima di gettarlo mi vien voglia di sputarci dentro, mica insulto nessuno: il piatto e' o era mio e di nessun altro.

sabato 27 gennaio 2007

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Il Diavolo fa le pentole e non i coperchi


Prendo spunto da un topic letto in un forum (Il Malocchio) per parlare dello sgomento che prende un uomo allorquando, venendo smascherato dalla consorte a proposito dei suoi tradimenti , si accorge di quanto effimero sia in effetti tutto cio' a cui fino ad un momento prima aveva dato valore (escort, amanti, appuntamenti, cazzeggiamenti sui forum, recensioni, eccetera).

Quando la frittata e' fatta e rischia di rompere una situazione familiare stabile e magari (anche se non se ne rendeva conto) appagante, allora il "leone puttaniere" torna ad essere un agnellino e s'interroga su quanto sia stato producente e fruttifero un suo determinato comportamento.

Il tradimento in se' e' sempre una cosa meschina per chi lo mette in atto ed alla fine fa perdere il gusto persino per cio' che dovrebbe essere l'oggetto del desiderio.

Se si crede di voler bene ad una persona non ci sono "scariche ormonali" che possano prevalere... non ci sono sfizi o giochi goliardici che tengano... c'e' solo un inganno premeditato che, nel momento in cui viene messo in atto, diviene motivo piu' di angoscia che di esaltazione.

Cio' che sedimenta in fondo al cuore dopo aver tradito (sia a pagamento, sia con chi si puo' trovare occasionalmente al bar, sul posto di lavoro o per la strada) e' solo tanta amarezza.

Se questo e' cio' che un uomo prova alla fine di un incontro con una prostituta, ma allo stesso tempo non riesce a smettere, allora e' schiavo di un "vizio" e con questo dovrebbe confrontarsi.

Se invece non prova cio' che ho descritto, ma dopo aver tradito si sente esaltato e desideroso di raccontare la propria esperienza ripromettendosi di ripeterla per un numero infinito di volte, allora significa che farebbe bene a prendere coscienza di cio' iniziando un percorso di progressiva riconquista di un'indipendenza emotiva e familiare, perche' della sua compagna non gli importa piu' un gran che.

Io preferirei stare da sola piuttosto che con un uomo che inganno o che mi inganna: e' una questione di rispetto per me stessa e se non ho problemi a vivere bene da sola, mi sarebbe impossibile farlo avendo perduto tale rispetto.

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Truffatrici?


Vorrei oggi affrontare il discorso sul termine "truffatrice" che spesso viene dato alle ragazze che non mettono foto proprie negli annunci che fanno in internet. Ricordo che quando iniziarono ad apparire sul web i primi annunci di ragazze che si prostituivano (e che prima di tale mezzo utilizzavano le agenzie o gli annunci sui quotidiani) alcune di queste non usavano foto loro, ma inserivano immagini di modelle perche' (dicevano) non volevano che qualcuno le riconoscesse solo vedendo la loro silouette.

Infatti se si conosce una persona difficilmente un mascheramento del viso ci potra’ ingannare.

Ancor oggi questa e’ considerato un modo per “proporsi” sul web senza rischiare di essere riconosciuta dal salumaio sotto casa (che magari e’ un assiduo frequentatore di immondezzai ed affini).

Anche se in vita mia non ho mai usato tale espediente non riesco a considerare tale “escamotage” come pratica criminale al pari della truffa.

Perche’ in tal caso internet e’ pieno di beni o servizi che non corrispondono al reale o promettono cose impossibili (farmaci miracolosi che curano l’impotenza, sistemi per vincere alla lotteria, lenti a contatto che sulle foto paiono di un colore e poi quando ti arrivano a casa sono tutt’altro).

Gli stessi annunci di maghi o cartomanti dovrebbero (secondo la logica di chi da’ delle truffatrici alle ragazze che mettono foto non loro) essere truffatori, ma dato che i giornali sono pieni dei loro annunci, presumo che la legge non li consideri tali (che qualcuno non venga a parlare di Vanna Marchi perche’ in quel caso, se la signora si fosse limitata a vendere legnetti e sale senza proferire minacce personali, nessuno si sarebbe sognato d’inquisirla).

Secondo me la TRUFFA e’ ben altro.

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Gli insulsi: i "bignamisti" della vita


Vorrei precisare che nei miei tanti post in cui segnalo personaggi insulsi, non indico i timidi o le persone che, per varie ragioni, nella vita non hanno avuto modo o la fortuna di crearsi argomenti ma che dimostrano almeno la modestia di non addentrarsi sui campi minati della dialettica.

Coloro che critico sono quei "pisquani" che, pur sapendo di non sapere nulla, cercano di dare ad intendere al prossimo di essere a conoscenza di innumerevoli cose e le espongono con raffazzonati panegirici.

Sono le persone che vorrebbero insegnare al prossimo come ci si comporta ("sienti a me... non vivere tutta la tua vita al PC... esci... vivi...") ma se si notano bene gli orari dei loro post si capisce che stanno costantemente collegati... oppure coloro che sono continuamente alla ricerca del consenso ("non che mi interessi, perche' non vivo di questo, ma potrei sapere cosa pensate di me?"), coloro che millantano titoli che non hanno e che declamano in latino (web-tradotto) perche' "fa tanto persona sapiente", coloro che raccontano di esperienze mai vissute... gli splendidi uomini che "pagano le donne" solo per sfizio... i marines da Playstation... i "bignamisti" della vita.

Alla fine, questi personaggi, si trovano immancabilmente a discutere fra di loro perche' gli altri interlocutori, una volta resisi conto della loro inconsistenza e della loro malcelata ignoranza, si defilano e le discussioni forumistiche si tramutano quindi in un NULLA portato avanti da chi NULLA sa comunicare.

venerdì 26 gennaio 2007

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Non sono Alice Dal Sole


Vorrei precisare una cosa: io non sono (come alcuni sostengono) Alice Dal Sole. Di lei ho solo citato l'intervista, ma solo perche' ritenevo che questa rispondesse a numerosi interrogativi riguardo la vita di un'escort.

Innanzi tutto, quindi, mi scuso con Alice Dal Sole per i fastidi che questo abbinamento con me potrebbe procurarle, raccomandandole la massima prudenza data l'esistenza in giro di psicopatici e papponi che dimostrano nei miei confronti tutt'altro che simpatia.

Poi vorrei ricordare a costui (che ogni tanto se ne esce con qualche "novita" riguardo alla mia identita") che puo' anche rassegnarsi. Non sapra' MAI chi sono e chi ero.

Puo' tentare all'infinito oppure provare con uno di quei programmini che ha usato per scovare e RUBARE la PW del mio account di posta, ma perdera' il suo tempo.

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Sul vestire Cavalli o D&G e viaggiare in Mercedes


Non e' un crimine che chi disponga d'introiti alquanto consistenti spenda una parte dei soldi in status symbol utili alle pubbliche relazioni: vestiti eleganti, orologi costosi, gioielli, auto di lusso. Una top escort che avesse una clientela di un determinato livello, e che si presentsse all'appuntamento vestita in modo dimesso e guidando un'auto scassata, dovrebbe tener conto che cio' potrebbe essere controproducente per la sua immagine, quindi per la sua attivita'.

Certi "simboli", piu' che per soddisfare la vanagloria femminile, servono dunque come strumenti di lavoro; semplici attrezzi per svolgere meglio un certo servizio, poiche' il cliente non desidera accompagnarsi ad una ragazza dimessa e palesemente "bisognosa".

I motivi che spingono verso quella determinata professione sono diversi per ciascuna ragazza. Certamente poter godere di determinati lussi e' una delle ragioni principali, pero' possono essercene altre. Nel mio caso era una ricerca di emozioni, di esperienze non banali, di trasgressione e di ribellione nei confronti degli schemi che vengono imposti alle donne.

Poi, ovviamente, c'era l'autocompiacimento che derivava dal fatto di essere ammirata, corteggiata, coccolata. al punto lale che gli uomini erano disposti a tirar fuori cifre abbastanza consistenti per poter stare con me. Motivazioni piu' psicologiche che materiali, quindi. In sostanza, cio' che mi soddisfava piu' di ogni altra cosa, era la dimostrazione costante e tangibile di quanto fossi desiderabile. E scusate se non e' poco!

Trasferendo tutto questo su un piano che esula dal discorso "prostituzione", paragonerei la situazione a quella di chi nel lavoro viene talmente apprezzato per le proprie capacita' professionali da meritare stipendi da capogiro. A quel punto il lusso che ne deriva e' solo l'effetto e non il motivo principale per il quale il professionista di grido sceglie di fare una determinata professione.

Tuttavia non posso negare di aver conosciuto anche ragazze che, all'apparenza, sembravano muoversi secondo questa logica, ma che in realta' vivevano situazioni assai diverse e complesse: figli da mantenere, fallimenti di attivita' pregresse con debiti da ripianare, qualche vizio troppo costoso. E a quel punto "vendersi" non e' piu' qualcosa di legato alla trasgressione e all'avventura, ma diventa esclusivamente bisogno.

giovedì 25 gennaio 2007

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L'escort perfetta


Sono come un cristallo... chiara e trasparente (da qui anche la scelta del mio nick) e tale mi va di restare. Per questo ho scelto il virtuale come "realta'" ove agire la mia personalita'. La realta' reale e' ancora inficiata da comportamenti legati al moralismo ipocrita e sessista.

Ovvio che le mie radici dell'est mi hanno aiutata molto a non avere sensi di colpa o problemi morali per cio' che facevo.
Cortigiane rinascimentali, geishe giapponesi... concubine orientali... prostitute si' ma di tipo "speciale". A loro mi sono ispirata.
Nell'immaginario collettivo la figura fiabesca di Sheherazade rappresenta l'escort perfetta: colei che riesce a far sognare l'uomo usando la sua sagace intelligenza.

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Just for my friends... today

This song I love too much...

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Un cliente "particolare"



Mai capitato d’incontrare una “professionista” che non fosse perfettamente "a posto” dal punto di vista igienico-olfattivo? Ebbene, questo non mi e’ dato di saperlo, ma sicuramente la “professionista” ha avuto modo, durante la sua professione, di incontrare almeno una volta un cliente che non lo fosse.

Credo che siano esperienze di cui e’ difficile dimenticarsi e non dipendono tanto dal “livello” o ceto sociale del cliente in se' ma dalle abitudini soggettive di ciascuno.

Una volta, per esempio, incontrai un ragazzo molto carino, giovane, elegante, bel fisico, bel viso… pareva proprio che la “buona stella” della fortuna ci avesse messo la sua mano: una cena con dopo cena ai miei rates con un tipo del genere!

A cena mi disse che era la prima volta che si rivolgeva ad una escort ed io “finsi” di assecondarlo credendo alle sue “confessioni”.

La conversazione si protrasse con i soliti luoghi comuni: da parte mia con il consueto “come mai un bel tipo come te ha bisogno di pagare una donna?” oppure da parte sua con la scontata domanda “perche’ una donna come te fa questo lavoro?”
“Eh carino!… Questo lavoro lo fanno proprio le donne come me” (pensai) “vorrei vedere una bruttina e con le gambe storte chi la chiamerebbe…”

Ovviamente, per non sembrare troppo presuntuosa, gli risposi che lo facevo per il solito motivo per il quale ogni persona consapevole delle proprie doti metteva a frutto le sue capacita’ per ricevere in cambio denaro.

Il discorso fu, come al solito, intricato a tal punto che lui rinuncio’ a chiedere ulteriori spiegazioni… era cio’ che volevo: odiavo il discorsi sui perche’ e sui percome… soprattutto quando l’argomento ero io.

A fine cena ci accordammo per il “dopo” e ci fiondammo nella sua camera d’albergo: il rate era stato incassato e dopo quel mio “orgasmo” era giusto che anche lui ricevesse il suo.

Una volta in camera, seguendo il rituale della “perfetta escort”, mi avvicinai a lui per togliergli la giacca (lui pareva timido e si era praticamente bloccato) e fu li’ che lo sentii… un odorino di sudore che copriva quello del suo dopobarba.

Io avro’ una miriade di “lacune” ma se c’e’ una cosa alla quale sono particolarmente attenta sono gli odori; mettetemi davanti Brad Pitt, ma se il suo odore non sara’ compatibile con i miei recettori olfattivi non ci sara’ nulla da fare… la mia libido finira’ sotto i tacchi delle mie scarpe (solitamente di 12 cm) e mi verra’ una tremenda emicrania.

Comunque pensai che tale spiacevole “fatto” fosse dovuto solo all’emozione del momento (se era vero che si trattava della sua prima esperienza a pagamento lo si poteva comprendere); cio' che mi disturbava pero' era l’odore… il sudore “fresco” non ha un odore forte mentre quello… beh… era qualcosa di realmente disgustoso (almeno per le mie narici).

Ma la “perfetta escort” non lo da’ ad intendere e cerca di mettere il cliente in una posizione tale da avere almeno una chance.
“Ci facciamo una doccia insieme?” – chiesi con la voce piu’ accattivante che mi riusci’ di avere in quel momento in cui tentavo di trattenere il respiro.
“No, non mi va… se vuoi farla tu io intanto mi metto a letto” – rispose il tizio con quella “normalissima” ingenuita’ di chi non si rendeva conto del “doppio senso” della mia richiesta.
“Ma a me piacerebbe farla… dai che ti insapono con il mio corpo” – Insistei buttandola sull’erotico spudorato (sempre con il naso tappato)
“Se vuoi farla falla pure tu… a me non va”

Cavolo, cavolo, CAVOLO! Ma quello li’ era completamente stupido? A quel punto sbottai:
“Senti amico” – dissi con voce decisa ed anche un po’ incazzata – “io non so se questa sia davvero la prima volta che vai con un’escort ma se vorrai entrare in quel letto con me sara’ sicuramente la prima volta che ti farai una doccia… con il sapone!”

E’ incredibile come a volte, certe persone, se le cerchino… le mortificazioni.

mercoledì 24 gennaio 2007

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Rispondo a...


...chi ha chattato con il Sultano chiedendo che mi riferisse esattamente.

Caro/a amico/a (lascio volontariamente che non si capisca se sei uomo o donna per evitarti possibili rappresaglie), ho avuto la copia dell'intera chat.

Mi fa piacere che tu sia rimasto/a affezionato/a a quel periodo in cui (prima degli ultimi fatti incresciosi che mi hanno costretta a questo isolamento) chattavamo cazzeggiando.

Credevamo che fosse possibile "giocare" e passare il nostro tempo divertendoci invece, anche tu come me, hai dovuto renderti conto che questo non e' possibile perche' c'e' sempre e comunque chi (malato, burlone o delinquente che sia) impegna tutta quanta la sua esistenza al solo fine di danneggiare chi neanche conosce.

Non e' stato per caso che in questo blog ho scritto piu' di una volta a proposito degli stalkers, e cioe' di quegli psicotici che prendono di mira una persona e fanno di tutto per renderle la vita difficile senza che ve ne sia un VERO MOTIVO se non la loro OSSESSIONE malata.

Dato che intendo fare in modo che questi "disturbati di mente" vengano internati (in manicomio o in galera poco m'importa) cosi' da evitare che possano fare danni in giro, ho deciso di mutare linea di condotta.

Prima ero disponibile ed aperta al dialogo con tutti/e, mi lasciavo andare in confidenze e mi fidavo di chi si dichiarava "amico/a"; adesso (mossa del cavallo), passo da una casella bianca ad una nera scavalcando i pisquani e "materialmente" non esisto piu'.

Chiara di Notte, fino alla prossima mossa, sara' solo un insieme di caratteri sullo schermo, di concetti, di idee, di opinioni, ma non esistera' piu' come persona se non per i pochissimi che considera "amici veri".

Perche' li considero tali? Perche' ho avuto occasione di verificarlo "tangibilmente".

Una cosa che dico sempre e': "se ogni parola che si dice costasse un cent, il mondo sarebbe popolato da muti".

Perche' parlare e' facile. Specialmente in internet possiamo assistere a fiumi di parole, dichiarazioni di stima, d'amicizia... addirittura proposte di matrimonio :)))

Blablablabla... ma poi il risultato, tenuto conto dell'esistenza dei personaggi di cui sopra, e' quella di vedere la propria faccia spiaccicata in qualche blog del cavolo.

Vedi caro/a, anche io, se volessi, potrei spiaccicare le facce e le informazioni di chi ho sospetto possa essere l'autore del furto della mia posta elettronica... ma non lo faro'.

Mi basta che questa persona viva pensando che da un momento all'altro io possa cambiare idea e agisca come ha agito lei.

Nel frattempo mi sono ancor piu' rinchiusa nella mia torre d'avorio e, come sempre, ogni tanto mi affaccio alla finestra per guardare cosa accade giu'... nel porcilaio ove quest'individuo si grufola insieme agli altri suoi simili.

Sento l'odore sgradevole e chiudo la finestra.

martedì 23 gennaio 2007

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La legge dice


615 ter. (Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico) (1). Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni.

La pena è della reclusione da uno a cinque anni:

l) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato, o con abuso della qualità di operatore del sistema;
2) se il colpevole per commettere il fatto usa violenza sulle cose o alle persone, ovvero se è palesemente armato;

615 quater. (Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici) (1). Chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno, abusivamente si procura, riproduce, diffonde, comunica o consegna codici, parole chiave o altri mezzi idonei all’ accesso ad un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisce indicazioni o istruzioni idonee al predetto scopo, è punito con la reclusione sino ad un anno e con la multa sino a lire dieci milioni.
La pena è della reclusione da uno a due anni e della multa da lire dieci milioni a venti milioni se ricorre taluna delle circostanze di cui ai numeri l) e 2) del quarto comma dell’ articolo 617 quater.

616. (violazione. sottrazione e soppressione di corrispondenza). Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte. la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione (15 Cost.; 619) (1).
Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni (618).
Il delitto è punibile a querela della persona offesa (120; 336 c.p.p.).
Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per "corrispondenza" si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.

617 (Cognizione. interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche)(1). Chiunque, fraudolentemente, prende cognizione di una comunicazione o di una conversazione, telefoniche o telegrafiche, tra altre persone o comunque a lui non dirette, ovvero le interrompe o le impedisce è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni (623 bis, 266 ss. c.p.p.).
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle comunicazioni o delle conversazioni indicate nella prima parte di questo articolo.
I delitti sono punibili a querela della persona offesa (120, 336 c.p.p.); tuttavia si procede d’ ufficio (50 c.p.p.) e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso in danno di un pubblico ufficiale (357) o di un incaricato di un pubblico servizio (358) nell’ esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.

617 quater. (Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche(1). Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto delle informazioni di cui al primo comma.
I delitti di cui ai commi primo e secondo sono punibili a querela della persona offesa.
Tuttavia si procede d’ ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso:
1) in danno di un sistema informatico o telematico utilizzato dallo Stato o da altro ente pubblico o da impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità;
2) da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, ovvero con l’abuso della qualità di operatore del sistema;
3) da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.

617 sexies. (Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche)(1). Chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno. forma falsamente ovvero altera o sopprime. in tutto o in parte, il contenuto, anche occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena è della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’ articolo 617 quater.

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Un buon giorno ed un ringraziamento


Oggi, 23 gennaio 2007, mi sono svegliata con il sorriso stampato sul volto.

Non capita sempre, ma quando capita ho, dentro di me, la sensazione come se d'ora in poi ogni cosa dovesse andare per il verso giusto e che niente o nessuno potra piu' ferirmi o violarmi.

Un buon giorno, cari amici.

Sorseggiando la mia solita tazza di the rifletto su quanto e' accaduto... Non e' stata un'esperienza "piacevole" ma alla fine non tutto il male e' venuto per nuocere.

La disavventura degli ultimi giorni, risolta per altro in modo eccellente ed efficace sia da chi mi ha coadiuvato sia dagli esperti dela sicurezza di Blogger, ha reso la mia "posizione virtuale" rafforzata e con in piu' una consapevolezza mia personale (scusatemi se non e' poco) di avere al mio fianco persone che hanno dimostrato una stima ed un'amicizia che neanche nella "reale realta'" e con persone reali ho pututo vedere.

Ho altresi' inquadrato anche i "falsi amici", gli infiltrati, i fetidi, gli psicotici... i delinquenti... e me li sono segnati... cio' sara' utile per il futuro.

Ho segnato tutto... sono sempre stata un'ottima contabile e dato cio' che facevo una volta, non sono solita avere "crediti".

Come ho fatto a segnare tutto? Semplice: come amministratrice di questo spazio (privilegio che nessun craker d'asparagi potra' togliermi) riesco a rilevare TUTTI i collegamenti che vengono effettuati per la lettura del blog.

Non importa che proxy o che meccanismi anonimizzanti possano usare le persone che "entrano" in casa mia: il loro codice genetico virtuale viene scannerizzato e registrato.

Tutto questo da' fastidio? Credete che cio' sia una prevaricazione? Lo ritenete un abuso?

No, cari amici, questo privilegio lo hanno tutti gli amministratori e tutte le amministratrici di siti web... immondezzai compresi.

Se non siete d'accordo sul lasciare le vostre impronte prima di "entrare" in casa mia potete benissimo starne fuori ma (come e' logico che sia) ogni padrona di casa ha il diritto di conoscere chi sono i suoi ospiti prima di farli entrare.

Ovvio che non conosco nomi, cognomi o informazioni personali (solo le Autorita' di Polizia possono accedervi) ma conosco i log di connessione.

Cio' viene registrato in un file che d'ora in poi sara' inviato (insieme a molte altre informazioni utili) sia a blogger (ufficio sicurezza), sia ai miei "legali" i quali si occuperanno di agire in caso di illeciti di natura civile o penale.

E qui, ve lo dico con tanta onesta' e sincerita', non sto scherzando: in caso ci fossero abusi di qualsiasi tipo che dovessero danneggiare questo blog, me o le persone vicine a me, non trattero' piu' la questione dal punto di vista meramente virtuale (come e' avvenuto fino a ieri) ma prendero' i provvedimenti che ogni persona responsabile prenderebbe in caso di atti di teppismo o di violenza rivolti alla sua persona, coinvolgendo le autorita' di Poilizia e Giudiziarie fino ai massimi livelli.

E coloro che credessero di ottenere, con questo mio atteggiamento, la mia devirtualizzazione dovranno ricredersi. Ho gia' preso i provvedimenti del caso perche' cio' non debba avvenire... mai.

Si rassegnino percio' gli stalkers, gli psicopatici, i giocatori d'azzardo, gli scommettitori e coloro che amano gli sport estremi: qualsiasi azione illecita faranno sara' per me un motivo per mandarli davanti ad un giudice, ma non davanti a me.

Sono stata CHIARA?

Adesso mi rivolgo a coloro che, nononstante da parte mia ci sia la buona volonta a CHIUDERE quest'increscioso periodo che ci sta alle spalle, continuano a manifestare odio e disprezzo nei post che mi vengono riferiti (ho deciso infatti di non leggere piu' niente di persona, ma di ricevere le notizie "filtrate" dagli amici):

Cari signori... anzi CARO SIGNORE (perche' so che molti di quei nick ti appartengono), invece di fare minacce del tipo "Te lo dico SINCERAMENTE: Prega che nn venga mai a sapere chi e' chiara... " pensa invece chi fra noi due avra' piu' da perdere in caso dovesse accadermi "qualcosa"...

Vedi... tu sei gia' monitorizzato (a chi se non al NECCHI puo' venire in mente di fare una ricerca in questo blog con parola chiave "necchi"?) ed i tuoi dati sono gia' in quel famoso "file" di cui parlavo.

Piuttosto, te lo consiglio, dovresti pregare affinche' io abbia una vita lunga e serena... perche' se per caso dovesse accadermi qualcosa ad opera d'ignoti o dovessi "sparire" senza salutare... beh, uno dei primi al quale verrebbero chieste spiegazioni saresti tu.

E se poi tu non c'entrassi nulla, sono certa che comunque avresti dei "fastidi" . I tuoi scheletri nell'armadio (dato che sei particolarmente propenso a minacciarmi) devono essere belli grossi.

E come lo dico a te lo dico a tutti quanti gli sbruffoni del web: CHIUDETELA QUI, dimenticatevi di me, lasciatemi perdere... Facciamo finta di aver scherzato e vedrete che d'ora in poi vivremo tutti/e meglio.

Mi rivolgo ora agli amici ed a coloro che mi sono stati vicini aiutandomi a "risolvere" questa situazione sia dal punto di vista di "sicurezza" sia dal punto di vista "legale":

Grazie amici ed amiche, non dimentichero' cio' che avete fatto per me ed avrete la mia riconoscenza per sempre. Non metto i vostri nomi per evitare di crearvi degli inutili rischi, ma sapete che siete voi gli amici e le amiche piu' cari/e e che piu' stimo.

GRAZIE DI CUORE.

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Novita su questo blog

 
Sono tornata; il blog e' nuovamente nelle mani della legittima proprietaria... cioe' la sottoscritta: Chiara di Notte.
E adesso, per chi ha crackato, sono "uccelli senza zucchero"!

Male non fare... Paura non avere.

martedì 16 gennaio 2007

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Ricordo di Tulum


Ricordo Tulum quando ancora era un posto da sogno… e non si pagava il biglietto per entrare.

Rovine Maya antiche di secoli, polvere e luce accecante senza alcun riparo…

Adesso e’ diventato un bazar: gite organizzate, decine di pulman, turisti, biglietto da pagare, guide poliglotta che fanno seguire un percorso stabilito… cestini per i rifiuti, posti di ristoro e venditori di souvenir.

Lo Yucatan e' diventato un polo turistico di massa ed ha perso il fascino che lo avvolgeva.

Ma c’e’ stato un tempo in cui le iguana, che sulle pietre sgretolate si nutrivano del calore del sole, erano le uniche presenze in quel posto.

Oltre a me e a lui...

Ci arrivavamo normalmente con l’auto, un vecchio maggiolino di fabbricazione sudamericana e preso a noleggio per l’occasione… ne ricordo ancora l'odore della benzina di pessima qualita'.

Parcheggiavamo a ridosso delle mura esterne, cosa che adesso non sarebbe piu’ possibile a causa dei mille vincoli che le autorita' messicane hanno posto per la tutela del luogo.

Dall’auto prendevamo i teli che avremmo steso poi sulla sabbia e ci inerpicavamo salendo il pendio che porta al “Forte”… poi da li’ scendevamo lungo il crinale fino a giungere alla piccola spiaggia molti metri piu’ in basso.

Oppure ci arrivavamo con un motoscafo da Cozumel… ci facevamo prelevare al porto di Downtown e per 100 dollari ci facevamo accompagnare direttamente a pochi metri dalla spiaggia… bianca… ancora non calpestata e su cui si potevano notare i segni del passaggio delle testuggini.

Eravamo solo noi... e decine di piccoli granchi.

Uccelli marini si tuffavano nell’azzurro mare ed io immaginavo i momenti in cui da quella roccaforte, i soldati scrutavano il mare in attesa di un nemico che non sarebbe mai giunto.

Il suono delle onde faceva da colonna sonora ad un film che mi sarei portata dentro per sempre.

Ed era stato proprio a causa di un vecchio film che avevo visto che ci ero giunta, spinta dalla curiosita’ di sapere se al mondo potevano esistere tali paradisi.

Esistevano… tanto tempo fa.

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Club prive'? Si grazie!


Puo’ sembrare un gioco di parole illogico, ma posso affermare che se nel privato non gradivo i club prive’, come escort questi rappresentavano i luoghi migliori in cui i clienti potessero condurmi.

Ci sono molte persone che portano nei prive’ delle prostitute.

Avevo sempre creduto che la “trasgressione”, significasse, per certi uomini, quella di andarci con la propria compagna e che l’emozione fosse quella di vederla “usata” da altre persone, e viceversa per le donne amanti del gioco. Invece mi sono dovuta ricredere, poiche' moltissimi clienti appassionati di quei luoghi, sceglievano una prostituta per farsi accompagnare.

Non so se fosse ipocrisia causata da una duplice personalita' (trasgressiva/possessiva), tipicamente italica, oppure se fosse semplicemente il fatto che le loro compagne non avrebbero acconsentito di accompagnarli in tali posti. Forse entrambe le cose, ma quando mi conducevano in un prive’ per me era la situazione ottimale.

Come ho scritto in un altro POST, nel mio privato andare in certi luoghi era una cosa insensata, poiche' gia' avevo occasione di far sesso con gli sconosciuti essendo lautamente pagata; quindi illogico andarci anche col proprio compagno. Nel caso in cui pero' mi ci portasse un cliente, avevo un atteggiamento completamente diverso.

In un club prive’ non mi sentivo obbligata a dover far sesso, se non con la persona che accompagnavo e che mi pagava per il servizio. Percio', allorquando il cliente, spacciandomi per la sua fidanzata, riusciva ad accordarsi con un’altra coppia, ed aveva modo di scoparsi la donna, io potevo anche declinare le avances del compagno.

“No questo non lo faccio… no, li’ non voglio essere toccata… no, scusa non bacio gli sconosciuti…”
Alla fine non facevo praticamente niente e trovavo persino il cliente “spompato” col quale, molte volte, non dovevo neppure farci sesso.

Insomma, era una pacchia!

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Venezia


Ci sono luoghi magici i quali, a differenza di altri che cambiano a seconda del trascorrere del tempo, mantengono quell’atmosfera particolare tutta propria che ogni volta in cui si ha modo di visitarli, le sensazioni sono le stesse… immutabili di sempre.

Uno di questi e’ Venezia.

Ricordo ancora, nelle fredde giornate invernali, l’atmosfera di gelido mistero che incontravo al mattino incamminandomi nelle calli nebbiose e nei campielli semideserti… e quell’umidita’ che mi entrava nelle ossa attraverso il respiro…
E dopo ogni alta marea, quell’odore particolare di acqua stagnante mista a quella della vita dei veneziani.

Venezia e’ un luogo in cui potrei tornare in ogni momento della mia vita e sempre vi proverei le stesse identiche sensazioni, sentirei gli stessi identici odori e, sono certa, mi verrebbero in mente gli stessi identici pensieri.

lunedì 15 gennaio 2007

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Diva


E' colei che "si sente" divina.

Tutto cio' che lei ha, fa, dice o pensa e' NETTAMENTE superiore a quello di chiunque altra.
Si fa acconciare i capelli a Parigi...

La manicure la fa a Los Angeles e la pedicure a Zanzibar.

Lei non dice di "essere la piu' "strafiga"... lo fa dire agli altri.

Scende le scale... tutta "impiumettata" e stuoli di zerbini le srotolano il tappeto davanti.

Diva...

MACCHEDUEPALLE!

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Il cigno e l'anatroccolo


“…Arrivo’ la primavera e lui usci’ dalla sua tana diventata ormai piccola, e specchiandosi nell'acqua il brutto anatroccolo si accorse che era diventato un bellissimo cigno bianco.”
“ Allora alla fine riesce a volare , mamma?"
“Certo che ci riesce, e’ un cigno! E con le sue forti ali puo’ arrivare ovunque”
“Io invece non riusciro’ mai a volare… sono brutta…”
Ma che dici, Tündi? Tu sei bellissima! Chi ti dice che sei brutta?"
“Gli altri bambini, mamma… dicono che non sono come le altre… dicono che sono brutta… mi dicono zingara! ZINGARA! ZINGARA!!!... "

Si sveglio’ con il cuore che le batteva impazzito.
Angoscia… gola secca… voglia di bere.
Un sogno! Era stato solo un sogno.
Guardo’ l’ora: le tre e mezza!
Le faceva male la testa ed una sensazione di nausea.
Non avrebbe dovuto bere tutto quel vino a cena.
Stephan dormiva profondamente. Sul braccio, reclinato fuori dalla sponda del letto, spiccava un tatuaggio: uno scudo sormontato da una spada che trafiggeva un cerchio sul quale era impressa una “A” circondata da una corona d’alloro.
Apri’ il frigobar e cerco’ la bottiglia dell’acqua. Ne bevve avidamente fino a che resto’ senza fiato.
Che strano sogno. Sicuramente sarebbe stato materiale per il lavoro di uno psicanalista. Non ricordava che quella fiaba le fosse stata raccontata da sua madre.
E poi perche’ era cosi’ agitata?
Non riusciva a spiegarselo… o forse si'. Non la vedeva ormai da due anni, cioe' da quando Stephan l'aveva portata con se'.
Torno’ a letto. Avrebbe desiderato svegliarlo. Aveva un gran bisogno di sentirsi dire che era bella: la piu’ bella di tutte.
Lui le avrebbe detto le parole che lei desiderava e lei gli si sarebbe accoccolata, stretta come sempre.
Non oso’ farlo, ma quel calore di uomo le dono’ ugualmente la serenita’ per riaddormentarsi.

domenica 14 gennaio 2007

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Fra club prive' ed incontri occasionali


Non ho mai amato i club prive'. In quei luoghi ho sempre avvertito lo sgradevole odore del sudore misto a quello della gomma dei profilattici e all’acre fragranza del sesso, sia maschile che femminile; una sensazione di scarsa igiene sufficiente a far sparire ogni accenno di desiderio sessuale. Eppure c’e’ stato un periodo in cui, a Milano, ce n’erano alcuni veramente di livello alto, frequentati da bella gente e non certo da ragazzetti o da sfigati alla ricerca di facile trasgressione.

Ero da poco giunta in Italia e per un brevissimo periodo mi sono legata ad un compagno che amava portarmi in questi posti. Forse lo faceva per esibirmi o forse era realmente un gioco che lo intrigava. In ogni caso, pur non amando quel genere d’ambienti, qualche volta lo accontentavo. Devo dire, comunque, che le volte in cui accadeva, ed accettavamo lo scambio di partner con altre coppie, entrambi ci rimettevamo nel cambio, sempre. E questo era cio' che non comprendevo: perche’ cambiare il mio ragazzo, un bell’uomo, atletico, pulito, bravissimo a letto, per scopare con un qualsiasi mediocre sconosciuto? Inoltre, perche’ fare gratis cio’ che facevo usualmente con il mio lavoro di escort?

A me sembrava veramente una follia, e questo ho sempre cercato di spiegarglielo poiche' a guadagnarci erano sempre le altre coppie. Ma lui era come ossessionato da quel gioco e non c’era modo di farlo desistere. Cio' e’ stato anche uno dei motivi per i quali la nostra storia e’ finita.

Credo comunque che molte persone siano attratte dalla trasgressione legata al sesso occasionale con sconosciuti, e se non fosse stato per la mia professione, che mi portava normalmente a fare sesso con persone mai incontrate prima, molto probabilmente ne sarei stata attratta anch'io.

Invece “soffrivo” degli effetti collaterali del lavoro. Come quando mi capitava d'essere rimorchiata, alle feste oppure in discoteca o in qualche pub, da qualche bel ragazzo. Li’ per li’ ne ero anche attratta, mi prestavo alla conversazione, al corteggiamento, alle avances, e spesso l’alcool ci metteva del suo rendendomi piu’ disponibile all'approccio.

Ricordo che una volta fui “agganciata” da uno veramente splendido; forse il piu' bel ragazzo incontrato nella mia vita: uno di quei rari modelli-indossatori che non sono gay. Non lo sto a descrivere perche' si puo' benissimo immaginare com'era. A colpirmi furono essenzialmente i suoi lineamenti, forti, latini, come piacciono a me, ma soprattutto aveva quella parlantina sciolta che riusciva ad ipnotizzare, senza essere prolisso e noioso come la maggior parte degli uomini che frequentavo. Tanto che, nonostante il mio carattere che, di solito, tende a “mangiarsi” l’interlocutore, quella volta mi arresi piacevolmente alla conversazione ed alla conquista.

Emanava una sensazione di pulito e di sano vigore, ma forse era l'effetto di cio’ che stavo bevendo a crearmi nella mente strane immagini in cui mi vedevo con lui che mi stringeva forte in un letto, instillandomi la curiosita’ di verificare come sarebbe stato veramente. Accettai quindi il suo invito quando mi propose di uscire dal locale, ben sapendo dove saremmo finiti. Dove infatti finimmo.

Nella sua stanza d'hotel, dopo l’immancabile doccia, ci abbandonammo ai nostri giochi nel letto. Solo che a quel punto ebbi una strana sensazione: era come se stessi lavorando. Si', insomma, non so come spiegarlo, lo so che e’ strano, ma la sensazione fu quella di stare con un cliente. Tutto quanto, l'ambiente, l’odore nella stanza, il mobilio, la presenza degli asciugamani buttati li’ da una parte, le luci, l’aria condizionata, lo stare in quella situazione, ogni cosa, mi ricordava uno dei miei soliti incontri di lavoro. Certo lui era un bel ragazzo, ma anche alcuni miei clienti lo erano. Inoltre, dico la verita', non era neppure cosi’ vigoroso come lo avevo immaginato. In sostanza il tipo stava facendosi semplicemente una normale scopatina, esattamente come avrebbe fatto un qualsiasi cliente.

Solo una normalissima, banalissima, insipida, scopata!

Mi prese come un nodo alla gola: ero li’ in una situazione per me non nuova, con uno sconosciuto che mi stava addosso con tutto il suo peso, masturbandosi con il mio corpo in una stanza d’hotel, e... non ero pagata!

Decisi di concludere velocemente fingendo un orgasmo, cosicche' anche lui si sentisse libero di godere. Dopodiche', quando mi chiese di restare li’ fino al mattino, gia’ immaginai il solito risveglio dopo una notte insonne (che' con gli sconosciuti non sono mai riuscita a dormire bene), le solite coccole mattutine, il consueto servizietto orale... Insomma roba d’ordinaria amministrazione, e tutto senza essere pagata. Ripeto: SENZA ESSERE PAGATA!

Il nodo alla gola mi si strinse ancor piu’ forte. Trovai una scusa e in quattro e quattr'otto fuggii da quella stanza. Prima di uscire promisi che gli avrei telefonato, ma ovviamente questo non avvenne mai.

sabato 13 gennaio 2007

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Pomeriggio con le amiche


Un pezzo di Rétes, ed un bicchiere di Aszú.
E’ cosi’ che ho trascorso questo pomeriggio del 13 gennaio 2007, seduta con qualche amica al Rákóczi Pince, il wine bar piu’ famoso a Tokaj.
Il “sabato del villaggio” (come lo chiamo io) in un paesino di poco piu’ di 5.000 anime non e’ poi cosi’ diverso da quello che viene vissuto in altri luoghi simili anche in Italia.
Abbiamo discusso un po’ di tutto: politica, musica, barzellette… e uomini.
Ad un certo punto infatti e' stato affrontato l’argomento ed e' stato eletto il tipo d’uomo preferito in assoluto: Vin Diesel.
Anche gli italiani in generale, pero’, non sono usciti male dal sondaggio, in quanto sono risultati essere molto graditi.
Sono stata spettatrice e mi sono divertita ascoltando discorsi futili e leggeri.
Alla fine hanno chiesto di me e dell’Italia: ho glissato nel modo in cui ho sempre fatto.
Ma ho confermato il giudizio positivo sul maschio italico… almeno dal punto di vista fisico.

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Cavolo, quanto mi assomiglia


E’ incredibile come a volte ci sia concomitanza di opinioni e di atteggiamenti fra ragazze che abbiano in comune esperienze di tipo particolare. E’ cio’ che noto quando leggo (sempre con piacere) le altre escort blogger. Certi loro post, non solo mi trovano d’accordo al 100% ma addirittura mi fanno sorridere perche' sono anni che scrivo le stesse cose ed ancora qualcuno suppone che io possa essere tutt’altro rispetto a cio’ che ho sempre affermato.

Leggete qui cosa scrive un’altra courtesan a proposito di alcuni argomenti che hanno sempre fatto discutere: il rate, gli incontri pre-business ed i contatti telefonici:

"RATES (non sono negoziabili)
Significa che NON LO SONO, quindi non crediate di prendermi in giro dicendomi che non sapete il rate perche’ IO SO CHE LO SAPETE! E’ scritto chiaramente nel mio sito web. Non sono una che si dimentica il proprio rate che magari, come voi sperate, possa comunicarvene uno piu’ basso. Ogni volta che qualcuno afferma di non sapere qual e' il mio rate io so che sta solo cercando di negoziare... perche’ quello che ha visto scritto sul sito web e’ forse troppo alto per lui. Se pensate che il mio rate sia troppo alto, NON CHIAMATEMI! Perche’ c’e’ scritto che NON E’ NEGOZIABILE. Andate a vedere il significato nel dizionario se siete ancora confusi."

Azzzz… che caratterino! :))) Sembra quasi me ai tempi d'oro! Chissa' che battaglie che dovra' sostenere nelle comunita' virtuali in cui sara' iscritta.
Ma proseguiamo con la lettura:

"1 ora: $300 / 2 ore: $500
Questi prezzi sono per IL MIO TEMPO passato con voi. Non chiedetemi di uscire a cena, non invitatemi a ballare, a bere un aperitivo gratis al fine di conoscermi prima del business, perche’ questo tipo d’inviti fanno parte del mio lavoro. Molte persone sono abbastanza assennate da sapere che il miglior tempo pagato ad un’escort e’ quello pagato per scopare, cioe’ esattamente cio’ che vi aspettate di fare con me. Ho gia’ fatto sesso con centinaia di uomini, inoltre non mi considero in nessun modo ne’ consumata ne’ svalutata nel mio essere donna, quindi non pensiate che pagarmi per avere solo sesso possa essere compensato dal fatto di dover ascoltare i vostri discorsi impostati SEMPRE E COMUNQUE SU DI VOI con la pretesa d’impessionarmi per due ore a cena, al solo fine di pagarmi per l’unica ora che vi interessa: quella per scopare. Preferisco passare il mio tempo libero (controllate sul dizionario il significato di LIBERO) con i miei amici, cioe' quelle persone che conoscono il mio vero nome."

Miiiii… questa mi sta sempre piu’ simpatica! Se non fosse per il suo rate (troppo basso per i miei gusti) direi che potrebbe essere la mia gemella.

"Telefono: (xxx) xxx-xxxx
Incontro solo per appuntamento.
Cio’ significa SOLO PER APPUNTAMENTO. Sono un’escort indipendente e non un’agenzia. Non chiamatemi per essere da voi in 20 minuti. Inoltre, non chiedetemi di essere pronta per una determinata ora in attesa di una vostra chiamata senza che mi diciate DOVE SIETE. Ho gia’ abbastanza scazzi per conto mio per trovarmi vestita di tutto punto ad attendere tutta la notte un tizio che ad un certo momento mi chiama e mi dice “Ok, sono pronto! Puoi essere qui in 10 minuti?”
Non rispondo ai numeri oscurati
Cio’ significa: NUMERO OSCURATO –> NON RISPONDO. Non inviatemi email dicendo “Sto provando a chiamarti ma non rispondi al telefono”, oppure “Arrivero’ giovedi’ e chiamero’ dal mio numero (oscurato) quindi rispondi al telefono quel giorno”. Non inviatemi neppure SMS da quel numero oscurato dicendomi che mi richiamerete piu’ tardi perche’ non rispondero’. Voi togliete l’oscuramento a quel cazzo di numero ed io rispondero’ al telefono, OK?"

Un bel tipetto, non c'e' che dire. Sicuramente avra' un gran successo con gli uomini.
Comunque vedo che, nonostante siano passati gli anni, i clienti sono rimasti esattamente gli stessi di una volta: ancora non capiscono come comportarsi con le escort.
Eppure e' semplice: cio’ che e’ specificato nell sito web e' spesso chiaro ed incontrovertibile. Le ragazze spendono fior di quattrini per il mantenimento dei loro siti ed e' estremamente irritante per loro dover ridiscutere ogni volta cio' che vi e' scritto, come se tutto quel lavoro non fosse valso a niente.

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Non lo facevo per mangiare


Ci sono molti modi per definire la professione che esercitavo: la fantasia degli uomini nell’attribuire un termine colorito alle ragazze che lo fanno per soldi e’ veramente impressionante. Personalmente ho sempre preferito definizioni come “escort” o “cortigiana”, non perche’ non sapessi quello che facevo, cioe’ la prostituta, ma solo perche’ li ritenevo termini meno brutali e piu’ educati.

Comunque, anche se si trattava di meretricio, non facevo “escorting” con chiunque. A volte mi capitava di rifiutare il cliente in quanto particolarmente sgradevole; piu’ per ragioni riguardanti il suo atteggiamento che fisiche. Non capitava molte volte, ma capitava.

Le cose che mi piu’ m'indisponevano erano le richieste che qualcuno faceva d’incontrarsi a cena “per conoscersi”, prima di accordarci per l’eventuale business che sarebbe stato deciso, appunto, nel corso della stessa cena.

C'era chi credeva che l’invito, magari in un ristorante lussuoso, fosse gia’ di per se’ una forma di compenso per il tempo che ci avrei passato insieme. Come se lavorassi non per i soldi, ma per mangiare. A volte ho persino avuto l’impressione qualcuno credesse che mi mancasse opportunita’ di frequentare certi ristoranti esclusivi, e che magari mi sentissi lusingata di poter “accedere” a tali luoghi tramite loro. Costoro, forse abituati alla frequentazione di citta’ dell’est europeo o della Tailandia, dove e’ sufficiente invitare una ragazza a cena per portarsela a letto, avevano questo tipo d’atteggiamento che me li rendeva proprio antipatici.

Una volta un tizio mi propose un baratto: mi avrebbe compensata la prima ora con una cena in un ottimo ristorante, per poi pagarmi regolarmente le ore successive. Mi aveva contattata, ben conoscendo quanto costavo, e si attaccava a risparmiare un'ora? Basto' questo a farmelo ritenere non adatto al mio target di clientela, percio' gli risposi che ero a dieta e quindi non molto interessata al cibo, ma era regola che i clienti pagassero per il mio tempo ad iniziare da quando c’incontravamo e non dal momento in cui, dopo la cena, ci saremmo ritrovati in una camera d'hotel.

L'appuntamento ando' a farsi friggere e di quel tizio non ne seppi piu' nulla. Quella sera, pero', ricordo che mangiai un’insalata e guardai un bel film in televisione, accoccolata sul divano.

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Foto tessera


Mi e’ capitato in mano un mio vecchio documento d’identita’.
Stavo frugando in un cassetto che non aprivo piu’ da anni, pieno di cose che credevo ormai dimenticate, ma delle quali, per qualche oscuro motivo, non ho mai voluto disfarmi.
Ed eccolo li’, e’ sbucato quasi per incanto.
Che strano!
Nella foto avro’ avuto circa 18 anni e la prima cosa che mi e’ venuta da dire e’ stata: "va’ la’ che faccia!"
Capelli diversi, trucco inesistente, occhi arrossati dal flash.
Difficile riconoscersi in una foto scattata in uno di quei “chioschetti” che si trovano normalmente nelle stazioni ferroviarie o della metropolitana.

Comunque, a parte la sorpresa di riscoprirsi in quella foto, cio’ mi ha fatto ricordare uno di quei raccontini buffi che si leggono nei nei forum.
Anni fa infatti ne lessi uno che si attaglia perfettamente alla situazione; ho provato a cercarlo sul web ma non v’e’ traccia.
Avendo pero’ ancora, nel mio archivio, la email con il post originale vorrei riproporlo qui.

Vi raccontero' di quando, per rinnovarmi il passaporto ho dovuto rifarmi la fototessera.
Avevo bisogno di qualcosa di piu' della solita fototessera scattata con un lampo nel buio in uno di quei chioschetti all'angolo della strada, un po' di piu' di quella striscetta con quattro istantanee che ti ritraggono con la faccia pallida e gli occhi sgranati come un ladro colto sul fatto.
Sono andato allora da un fotografo professionista per fare una foto che desse un'immagine piu' veritiera di me, un ritratto piu' professionale.
Il fotografo mi ha portato in uno sgabuzzino nel retro del negozio, mi ha fatto sedere di fronte a una macchina fotografica, mi ha aggiustato i capelli e mi ha detto: "Si metta in posa"
Mi sono chiesto quale fosse la posa migliore da assumere e ho deciso per una faccia rassicurante con testa inclinata di lato.
Il fotografo mi ha detto: "Raddrizzi la testa"
Poi ha soggiunto: "Inarchi leggermente la schiena e giri il viso piu' a destra."
Ho eseguito quell'esercizio da contorsionista.
Lui mi ha detto: "Sorrida" e io ho assunto un'espressione allegra, divertita e gioiosa.
Il fotografo mi ha guardato bene e ha esclamato: "Le ho detto di sorridere!"
Ho messo in mostra tutti i denti e lui, poco prima di scattare, ha soggiunto: "Si umetti le labbra."
Preso di contropiede mi sono detto: "Che vuol dire?"
Poi, superato quell'attimo di panico, mi sono passato la lingua sulle labbra e lui ha scattato.
Cinque minuti dopo mi ha consegnato quattro foto che rappresentavano un essere ghignante tutto accartocciato su se stesso: mi mancava la gobba per essere Quasimodo o un numero sul petto per sembrare un ricercato dalla questura.
Ho pagato le foto, sono uscito e appena girato l'angolo le ho buttate in un cassonetto.
Piu' tardi, a notte fonda e col bavero dell'impermeabile alzato, ho raggiunto con passo furtivo il chioschetto per le fototessere all'angolo della strada, mi sono infilato dentro, ho messo monete per tre euro e la macchinetta mi ha sparato quattro flashes in faccia accecandomi.
Una volta fuori, ho preso le quattro fototessere che uscivano dalla fessura e finalmente ho rimirato una bella faccia distesa che mi guardava sorridente.
Mi sono sentito battere una mano sulla spalla: era un tale molto piu' giovane di me che mi pregava di consegnargli le sue fototessere scattate precedentemente.
Poco dopo sono uscite altre quattro foto, le mie, che ritraevano il solito Quasimodo ricercato dalla questura con il volto ghignante.
E sono rimasto li' a ripensare alla massima di Andre' Fossard: "Abbiamo una visione pittorica di noi stessi finche' non ci facciamo una fototessera."

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Una risposta...


...a coloro che mi domandano perche' ho preso ormai l'abitudine di inserire nel mio blog dei video musicali a volte un po' "strani", non propriamente appartenenti alla cultura occidentale. Ebbene, pensare che l'Europa, e l'Occidente in generale, rappresentino il centro del Mondo, cosi' come raffigurato nei planisferi di antica concezione (e quindi la prospettiva con la quale deve essere osservata fin'anche la realta' culturale), solo perche' in esso vi vive il famoso "miliardo d'oro" della popolazione che popola il pianeta, e' un'idea che in quest'epoca globalizzata fa sorridere.
Credo che mai come in questi tempi ci sia bisogno di "conoscere" coloro che fino a ieri sono stati considerati distanti culturalmente se non addirittura nemici.
Conoscenza e' consapevolezza.
Consapevolezza che dall'altra parte non c'e' un'invasore pronto ad attaccare, ma semplicemente una persona uguale a te e che ascolta e vive la musica nello stesso modo in cui la vivi tu.
Perche' uso la musica per questo mio piccolo contributo?
Perche' ho sempre amato la musica (lo credereste che da ragazzina ho fatto pure la DJ in discoteca?), e so che questa e' il mezzo con il quale possono essere gettate le basi della tolleranza fra i popoli.
E consapevolezza e' anche liberta'.

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E' una questione di sfumature


Sfumatura
Registrato: 12.01.2007
Messaggi: 1
Inserito: 12.01.2007 17:34



"Ma che belle parole, e quante pretese per giunta!
Vedi, tu vieni qui a giudicare tutti suggerendo tecniche per il rimorchio altamente specializzate, come se fosse una cosa del tutto naturale. Non lo è. Io sono per la parità dei sessi, la parità vera, e allora perchè tu puoi andartene in un localino a bere aspettando che qualcuno sia alla altezza delle tue aspettative per concederti, mentre a me non è permesso lo stesso? Perchè devo essere io ad a farmi il culo quando tu non devi fare niente? Facile starsene li a giudicare e dire all'uomo cosa deve fare per conquistarti, quando non hai bisogno di batter ciglio per trovare qualcuno disposto a venire con te. Tu consigli all'uomo un determinato approccio modellato a seconda delle tue esigenze! E sai una cosa? Questo non è logico, ne giusto.
Io ho il cazzo, e questo significa che ho piu problemi di te nel trovare un partner. E vedere che te ne stai li a dire cosa fare o non fare per compiacere una donna mi sembra un discorso assurdo che si basa soltanto sulla diversa concezione che c'è tra uomo e donna che nasce da stupide usanze radicate nella società, e il fatto che tu lo dia per scontato è ancora piu irritante."


Ciao, ho letto questo tuo messaggio nell'immondezzaio, che a volte seguo per avere degli spunti riguardo alle "psicopatie" (lo dico in senso buono) che affliggono i maschietti.
Soprattutto quei maschietti che evidenziano palesi disturbi della personalita' legati alla difficile accettazione della loro condizione di "spermatozoi".
Vorrei provare a dare la mia versione riguardo al dilemma che ti sta affliggendo.
Non sei il primo ne' sarai l'ultimo (a proposito "ne'" negazione necessita' dell'accento) a lamentarti del fatto di "dover fare qualcosa" per poter scopare... ma... non so come dirtelo... forse faticherai ad accettarlo pero' ogni uomo (non solo tu) per scopare e' costretto "a fare qualcosa".
Fosse anche solo l'azione di "cacciare la busta"... non so se mi comprendi.
Mentre la donna no.
Lei, se vuole, puo' starsene li' paciosamente ad attendere la tua busta...
Tu la consegni... lei ci guarda dentro e se cio' che vi trova la soddisfa allora riesci a scopare, altrimenti ti restituisce la busta (se sei fortunato) e ti dedichi all'onanismo.
E' cosi' che stanno le cose e staranno sempre cosi', anche se tu non sarai d'accordo e declamerai la tua appartenenza al "movimento per l'uguaglianza dei diritti scopatori fra uomini e donne".
La natura ha pensato da sola a compensare tutto.
Non so se mi leggerai (credo di si) ed in caso ti auguro sogni d'oro.

venerdì 12 gennaio 2007

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Luna


Luna, Luna, Luna… perche’ mi fai fare queste cose? Io non sono la persona piu’ adatta a scrivere post “affettuosi”, e quindi questo mio tentativo potrebbe ottenere l’effetto contrario. solo che a leggerti mi dai sempre di piu’ l’impressione di non essere una ragazza malvagia, ma solo di essere depersonalizzata e “plagiata” da chi e’ solito far “lavorare” le donne al suo posto.
Io non so se mi leggi, non so se sei tu che scrivi i post firmati a tuo nome… non so neanche se hai l’accesso al PC o se questo e’ gestito completamente da altra persona che si alterna nel gioco delle parti, ma voglio sperare di essere in errore e che tu possa assorbire nella tua mente questo mio post.
Noi non ci conosciamo. Fin’ora di te ho sempre avuto un’immagine forse distorta e tu avrai di me un’idea pessima, ma lascia che te lo dica con tanta sincerita’, permettimi di consigliarti e, per una volta, prova a credere che dietro a questa tastiera ci sia effettivamente un’ex-escort piu’ grande e piu’ esperta di te.
Non voglio essere presuntuosa, in fondo ciascuna di noi ha dovuto (e deve) affrontare la sua avventura seguendo il proprio modo di essere ed i propri istinti, ma per una volta, una sola volta, cerca di prendere in considerazione le parole che scrivero’.
Tu non sei adatta a fare quello che stai facendo.
Per fare la escort si deve essere indipendenti sia emotivamente che cerebralmente; caratteristiche che tu pare non abbia.
Inoltre si deve avere il cuore di marmo e la mente fredda come il ghiaccio.
Chi affronta l’avventura partendo dal presupposto di conseguire velocemente e senza sforzo l’obiettivo di realizzare una sicurezza economica, ma non mette in atto determinate contromisure, rischia di bruciarsi e di trovarsi presto in situazioni spiacevoli.
Si deve essere calcolatrici, spietate, dure... e soprattutto non ci devono essere uomini intorno che pappano.
Non si puo’ affrontare l’avventura solo perche’ si ha bisogno d’affetto e considerazione.
Sarebbe una falsa partenza e tu, che sei cosi’ giovane ed ingenua, non puoi permettertelo, perche’ di questa tua debolezza c’e’ chi puo’ approfittarsi.
Le persone che rischi d’incontrare (o che forse hai gia’ incontrato) non sono quelle che sembrano. Diffida dei loro falsi sorrisi e delle loro false adulazioni.
Non lasciare che costoro gestiscano la tua vita. Non farti “dirigere” in ogni azione che fai od in ogni cosa che dici o che scrivi.
Riacquista la tua personalita’ (se ne hai una in fondo all’anima) e fai vedere loro che esisti.

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Insipidi si nasce


E' inutile che le persone si arrabbino...
Mica ci posso fare nulla se sono insulse, insipide ed insignificanti...
Non a tutti e' dato di essere persone interessanti e "di spessore".
Per esempio ci sono individui che parlano, parlano, parlano... e non riescono a comunicare; mentre altri basta dicano due parole e sono immediatamente compresi.

Non e' una questione di cultura o di erudizione linguistica; non e' neanche una questione legata alla capacita' oratoria.
E' semplicemente una dote che o una persona la possiede o non la possiede.
Ed a poco valgono i tentativi d'emulazione che' rendono solo evidenti le palesi deficienze carismatiche.
Insulsi si nasce non si diventa.
Oggi nomineremo un altro noto insulso del web: Longinus (detto anche lo zerbinus per il suo attaccamento morboso ai peli pubici della Marchesa de Merdeuil).
Longinus (lo zerbinus) e' un tale cosi' insipido, ma cosi' insipido che lo immergono nell'acqua di mare per desalinizzarla.

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Sesso gratis? No grazie!


Com’e’ che una escort affronta i rapporti sessuali occasionali e gratuiti?
Ho sentito molte volte porre questa domanda poiche’, soprattutto gli uomini che non disdegnano ricorrere alle prostitute, vogliono capire se possono avere delle chance di portarsi a letto gratuitamente una di quelle ragazze che normalmente pagano diverse centinaia di euro.

Non le conto ormai piu’ le volte che sono stata invitata per un aperitivo, oppure a cena, senza che cio’ dovesse significare un proseguimento dell’incontro in camera da letto. Li chiamo “coloro che vogliono incontrarti come amici”.
Le frasi alle quali ricorrono sono:
  • non voglio scopare con te, voglio solo bere qualcosa e conoscerti meglio;
  • mi piace la tua testa, come ragioni… non me ne frega nulla se sei anche una bella ragazza;
  • non sono come gli altri, tu ancora non mi conosci, comprendo la tua diffidenza, ma parliamone di persona.
Insomma gli ingredienti sono: menefreghismo per il sesso e per il mio aspetto fisico, grande disponibilita’ e comprensione. Che carini, vero?
Pero’, le pochissime volte che ho accettato, le cose si sono svolte diversamente; ma questa e’ un’altra storia.

Avevo un’amica (che non sapeva del mio lavoro) la quale viveva di questo tipo d’incontri; accettava qualsiasi appuntamento al buio e ne traeva la massima soddisfazione. Diceva che il sesso occasionale con persone sconosciute era intrigante e mi raccontava i suoi incontri in ogni minimo dettaglio. Avesse saputo con chi stava parlando, e di quanto sesso con persone sconosciute avevo fatto io, le sarebbe sicuramente venuto un colpo!

Certo, quest'amica, non e’ che fosse fisicamente superlativa. Era pero' molto porcella, e posso capire che le venisse voglia di provare certe situazioni che a me, ormai, non intrigavano piu'. Gia’ nel lavoro avevo i miei “incontri occasionali” con sconosciuti, e con molti di questi raggiungevo anche l’orgasmo. Quindi cosa desiderare di piu'?

Tuttavia mi e’ capitato di avere sesso occasionale anche al di fuori del lavoro, ma a dire la verita' mi sono sempre annoiata moltissimo. Dopo il sesso, con queste persone, non c'era mai molto da dirci. Potevano andare bene a letto, ma ho la mente che e' sempre stata molto piu' vogliosa della mia vagina, e quasi sempre dopo la copula mi restava in bocca l’amaro sapore della delusione e della consapevolezza dell’inutilita’ di quel mio concedermi: una sensazione come quella di aver fatto gli straordinari gratis.

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Parliamo del Cyberstalking


Mi ricordo un vecchio 3d in cui introducevo un tema di cui in Italia non si discute poiche’ non conosciuto o non tenuto in debita considerazione: lo stalking.
Stalking (che e' il gerundio di to stalk, cioe' braccare) e’ il termine legale con il quale si indica quella forma di ripetuta molestia o d’invasione della privacy altrui portata avanti in modo ossessivo tale da provocare sgomento e paura nella vittima.

Si esprime attraverso una ripetuta e compulsiva azione di “inseguimento”, telefonate e lettere di ogni tipo, pedinamenti, appostamenti, contatti con i familiari, amici, o comunque persone che sono associate con la vittima.
E’ quindi un atteggiamento criminoso ad opera di individui psicologicamente malati che individuano nella vittima l’obiettivo della loro ossessione.
Nei paesi anglosassoni (in primis gli Stati Uniti ed il Regno Unito) tale fenomeno e’ seguito ed analizzato e contro gli stalkers esistono leggi che tutelano le vittime.
In Italia (ahime’) tale fenomeno viene invece ancora ascritto alla semplice “molestia” e dato che quasi sempre la vittima e’ una donna che subisce queste particolari attenzioni da un uomo, cio’ viene liquidato nel modo classico che sempre viene usato in ogni paese che abbia ancora radicata una forte componente culturale maschilista, nel quale e’ sufficiente che una donna abbia indossato un’audace minigonna per essersi “meritata” uno stupro.
Nia of London affronta il tema del Cyberstalking e cioe’ di come gli stalkers si avvalgono delle moderne tecnologie per perseguitare le loro vittime.
Nia scrive:

“Sfortunatamente questo tipo di minaccia non e’ rilevabile immediatamente alla prima email, telefonata o al primo incontro. Una mia amica escort e’ stata molestata ossessivamente da un cliente che ha incontrato diverse volte. Quando le ho domandato qualcosa su come appariva questo cliente al primo incontro, lei mi ha detto che il tipo sembrava a posto. Adesso, ogni giorno, lui si piazza fuori della casa monitorando tutte le persone che lei incontra”

Inoltre Nia racconta anche di aver letto su una messageboard addirittura di una escort alla quale era accaduto che una persona le aveva fatto irruzione in casa ed aveva cambiato la disposizione di tutto il suo mobilio…
Le donne sono le vittime preferite degli stalkers perche', forse a causa di reminescenze ancestrali da cavernicoli, vengono ritenute deboli ed indifese... le prede maschili ottimali.
Le escort in particolare, a causa della loro “presunta” disponibilita’ sessuale (che poi in Italia si traduce con il concetto: sono solo delle troie e quindi sono loro che se la vanno a cercare) rappresentano il bersaglio principale di queste persone malate che, nel web (forum, comunita’ virtuali in genere), possono sbizzarrirsi a sfogare la loro patologia protette dall’anonimato che internet (almeno in apparenza) fornisce. I rischi di essere vittime di tali personaggi sono quindi altissimi per le ragazze che lavorano in appartamento e che devono comunicare ai loro clienti dove abitano.
Nia nel suo commento racconta episodi che alla sottoscritta non sono sconosciuti.
Anche una mia amica (escort part time) e’ stata oggetto d’ attenzione di uno stalker . Egli era riuscito a rintracciare l’indirizzo del posto dove lei aveva il suo lavoro regolare, l’ha molestata, ha contattato i suoi colleghi ed ha raccontato loro della sua seconda vita. Per questo motivo lei ha dovuto abbandonare il lavoro ed ha persino cambiato citta’,
Non sempre sono le donne ad essere vittime degli stalkers. Dato che gli stalkers molestano ossessivamente chiunque sia associabile alla loro vittima puo’ capitare che anche un uomo (amico della vittima) possa essere perseguitato.
E’ il caso di un amico che mi ha raccontato di essere stato molestato pesantemente solo perche’ era intervenuto in difesa di una donna che era in quel momento sottoposta a stalking da parte di un individuo particolarmente psicotico.
Cio’ che e’ capitato e’ che lo psicotico ha addirittura invaso la vita familiare del mio amico contattando sua moglie e addirittura (gravissimo) pedinando il figlio di lui quando usciva da scuola (facendogli poi sapere tramite telefonata che controllava la sua famiglia).
Continua Nia nel suo commento e racconta:

“Alcune volte ho avuto difficolta’ con clienti che avevo scelto di non incontrare piu’. Confidavo sul fatto che fossero persone adulte, coniugate, responsabili ma ho dovuto ricredermi. Altre volte e’ stato un boyfriend che avevo lasciato, il quale pensava di riprendermi con le minacce e con il continuo importunarmi. Ho visto che a discutere con i lunatici non si arriva da nessuna parte. La cosa migliore da fare e’ quella di rivolgersi immediatamente alle autorita’”

Ovvio che Nia, vivendo in Inghilterra, puo’ contare su un supporto legale che aiuta le vittime dello stalking; e’ sufficiente che una persona “si senta” vittima (anche se e’ una sensazione che solo lei prova) per innescare il meccanismo di tutela della sua vita privata.
Tale meccanismo prevede che vengano stabilite delle limitazioni alle persone che la vittima individua come molestatori. Non ha importanza che lo siano effettivamente poiche’ nel caso in cui non lo fossero (e quindi fosse la vittima ad avere l’erronea impressione di essere perseguitata) tali limitazioni non procurerebbero alcun danno all'ipotetico molestatore ma avrebbero’ altresi’ l’effetto di tranquillizzare la vittima.
Tornando al tema del Cyberstalking (cioe’ lo stalking portato avanti usando mezzi tecnologici come internet o i telefoni cellulari) c’e’ un articolo sul Guardian dal quale estrapolo il seguente passaggio:

“Nella recente relazione piu’ recente del British Crime Survey, pubblicata la scorsa estate, l’8% delle donne ed il 6% degli uomini ha dichiarato di essere stato vittima di stalking nell’anno precedente. Ed il 20% delle donne sono vittime di questo fenomeno ad un certo stadio della loro vita. Nel caso di uomini che molestano in modo ossessivo donne, cio’ inizia normalmente quando la donna termina unilateralmente la relazione oppure rifiuta le “avances” sessuali di un uomo che e’ soggetto ad essere geloso e violento… Ogni anno piu’ di 200 donne lasciano il Regno Unito perche’ gli stalkers hanno reso impossibile la loro vita”

In Italia non si sa quali siano i numeri perche’ di questo fenomeno non se ne parla. Gli individui malati che diventano autori di tale azione criminosa vengono trattati come semplici “corteggiatori” oppure come “innamorati respinti” e non si tiene in dovuta considerazione il dramma che le loro vittime devono vivere.

“Il Cyber-stalking – l’uso di tecnologie come internet e telefoni cellulari – e’ incrementato notevolmente negli anni scorsi… Invece di controllare la vittima fisicamente pedinandola o tramite appostamenti fuori dalla casa, molti degli stalkers usano questi mezzi per diffondere sui siti web i dettagli della vittima (foto, informazioni sulla loro vita privata, materiale esplicito sulla loro vita sessuale) oppure fanno pervenire tale materiale a parenti, amici, colleghi di lavoro”

Nell’articolo sul Guardian si legge inoltre la testimonianza di una vittima:

“Simon knew I had been raped when I was 13, although he insisted on calling it 'surprise sex'. He discovered my email address and password and then would subscribe me to really violent rape sites."

E poi ancora:

“Thompson's ex had used a method common to cyber-stalkers - tracing their victim's email address and sending messages from that address containing offensive, pornographic and even libellous material”

Il metodo ricorrente usato dai Cyberstalkers e’ spesso quello di “sostituirsi” alle loro vittime spacciandosi per loro, iscrivendosi con nickname e con indirizzi email similari a comunita’ virtuali, creandovi i presupposti affinché questi nickname (e quindi le loro vittime) divengano oggetto d’odio da parte di un vasto pubblico.
Non so se a tal proposito vi vengano in mente alcuni episodi avvenuti di recente, e dei quali ancor oggi si puo’ avere conferma leggendo nell’immondezzaio, ma mai come in questo momento cio' che ho esposto in questo post assume forza e fa riflettere sull’attualita’ di tale fenomeno.

Qualche notizia in piu' sullo stalking

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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