martedì 4 dicembre 2007

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Un pomeriggio di un giorno qualsiasi


E’ un pomeriggio di un giorno qualsiasi, come tanti. Vengo spesso in questo motel quando incontro un cliente nuovo. Il grande specchio alla parete in ogni stanza aiuta a liberare le fantasie e lo si raggiunge in modo discreto in soli dieci minuti dall’aeroporto dove di solito mi faccio prelevare.

Le tapparelle sono abbassate e la luce e’ quella artificiale che proviene dalle lampade poste sui comodini. Sono distesa accanto a lui, nuda, con il solo lenzuolo che mi avvolge. L’aria e’ intrisa dell’odore del sesso e del fumo della sigaretta che ha appena acceso. Ed e’ questo il momento, dopo essersi saziato in modo vorace, dopo aver sfogato la prima tensione sessuale sul mio corpo preso in affitto, che inizia a parlare.

“Di solito non lo faccio. Sai, volevo dirtelo perche’ tu non pensassi che io fossi abituato a questo genere d’incontri…”

“Guarda, capisco benissimo cio’ che cerchi di spiegarmi ma non c’e’ bisogno… davvero! Non devi dar giustificazioni. Diciamo che avevi bisogno di farti un regalo. A volte capita anche a me di volermi fare delle coccole, allora esco, vado in centro e mi compro qualcosa che mi piace” – Gli sorrido.

“Non so se ripetero’ ancora l’esperienza con te… forse si’… non lo so. Mi piace cambiare. Certo mi e’ piaciuto molto. Non credevo potesse essere cosi’… come dire?”

“Naturale?”

“Si’. Non mi sono sentito in imbarazzo… a parte all’inizio quando ti ho incontrata. Anzi ti diro’, avevo il cuore in gola. Sai quella specie di ansia che si prova nell’attesa… attendevo di vederti. Le foto in internet non mostrano il viso e per me il viso e’ importante”

“E allora? Ho superato l’esame oppure vuoi che lo ripeta?”

Lo dico mettendoci quel pizzico di malizia che normalmente indosso, facendogli intendere che se vuole possiamo farlo ancora. Anche quando lavoro non riesco a frenarmi: l’atteggiamento seduttivo fa parte del mio modo di fare… di essere.

Spegne la sigaretta e si gira mettendosi a pancia sotto. Intuisco che possa gradire un massaggio. Ho sempre dell’olio con me. A volte un massaggio fa entrare in sintonia molto piu’ di una fellatio e se dosato in modo opportuno riesce a creare delle situazioni davvero intriganti.

Mi sciolgo il lenzuolo di dosso e mi metto seduta sopra di lui, con le gambe allargate e le ginocchia appoggiate ai lati dei suoi fianchi. Il mio pube preme sui suoi glutei. Non sono leggerissima, ma non ho mai trovato un uomo al quale non piacesse sentirmi sopra.

“Amo mia moglie sai? La amo davvero. Lei non e’ come le altre donne; se lo fosse non l’avrei mai sposata. E’ diversa. Abbiamo moltissime cose in comune... Mi sento un po’ una cacca adesso. Accade sempre quando incontro una escort”

Il massaggio e’ incredibile. Le persone iniziano a parlare come se fossero sotto l’effetto del siero della verita’. Con il “massaggio post coitum” ho modo di entrare in intimita’ con i clienti in modo quasi totale. Si sentono liberi di parlare di tutto. In special modo parlano di loro stessi e della loro situazione sentimentale. Ovviamente cio’ che esprimono non e’ la “verita’”, ma solo la loro interpretazione della verita’ o addirittura cio’ che loro s’illudono che sia.

La moglie, i figli, il lavoro sono gli argomenti ricorrenti che di solito mi vengono proposti e che devo ascoltare. Fortunatamente questa volta non mi viene richiesta alcuna opinione e rispondo con il classico e sempre valido “ah… mmmsi’… certo”

Le dita continuano ad impastargli i trapezi ed il collo. Ogni tanto mi piego in avanti per sfiorargli la schiena con la punta dei capezzoli che cosi’ facendo si impregnano d’olio diventando lustri e scivolosi. Lo faccio distrattamente, cosi’ da dargli l’impressione che certi “tocchi” siano del tutto casuali. So che gli piace. Sono pagata per dar piacere ed e’ giusto che il cliente resti soddisfatto.

“Sai, non ero convinto d’incontrarti… pero’ ho fatto bene… adesso mi sento in colpa… nei confronti di mia moglie ma… questa esperienza mi sta piacendo proprio… se non fosse per la spesa… non sei certo una che si puo’ incontrare ogni giorno.”

“Vorresti incontrarmi ogni giorno? – mi viene da sorridere se penso a quanti me lo dicono ed a come la mia risposta sia sempre identica ogni volta – Non credi che ti verrei a noia?”

Non so se questa sua “esca” sull’incontrarsi ogni giorno sia un modo per farmi un complimento oppure se ci sia sotto il desiderio recondito di ottenere uno sconto come “cliente affezionato”, comunque non mi interessa. Non mi interessano i clienti “troppo” affezionati. Non mi interessa avere chi “monopolizza” tutto il mio tempo. Mi farebbe perdere gli altri clienti e cosa accadrebbe se poi un giorno si stancasse? Meglio tanti. E mai troppo affezionati, perche’ quelli troppo affezionati alla fine diventano anche troppo gelosi e possessivi.

Le dita scivolano leggere fra i suoi capelli. Gli massaggio la testa, poi gli cospargo d’olio le cosce e le gambe e, con il seno, il ventre ed il pube, partendo dalle caviglie risalgo tutta la sua statura. Lentamente… facendogli assorbire la mia pelle liscia in ogni piega della sua. Percepisco il suo brivido. La Tv e' accesa su un canale che diffonde video musicali e dalla voce di Lenny Kravitz escono le note di Again.

Ha smesso di parlare. Ansima e si gode il momento. Do un’occhiata all’orologio: il tempo che mi e’ stato pagato e’ quasi esaurito, ma non sono una venale. Che impressione darei se “spaccassi” il minuto? E poi, dal modo in cui freme, capisco che sta superando il punto di non ritorno. Non sarebbe carino se adesso mi alzassi, pero’ neanche posso concedergli troppo tempo aggiuntivo o si abituera’ male...

Lo faccio girare supino e gli sorrido maliziosamente guardandogli la verga eretta e pronta per un nuovo orgasmo. Si attende forse qualcosa di scontato, ma preferisco non essere mai banale. Potrei farlo eiaculare quasi subito, potrei mettergli il profilattico e cavalcarlo. Sarebbero sufficienti tre o quattro colpi decisi per farlo venire, oppure potrei farlo godere dentro la mia bocca. Al punto in cui e’ potrebbe resistere al massimo dieci secondi. Ma preferisco farlo in altro modo. Voglio che conosca ogni minimo dettaglio del mio corpo.

“Ti va di fare un gioco? – non attendo la sua risposta – Non devi assolutamente toccarmi, ne’ con le mani ne’ con la bocca… fai finta di essere legato. Abbandonati, faccio tutto io, ma non toccarmi o il gioco finisce”

Sento che trattiene a stento il desiderio di agguantarmi le cosce, aggrapparsi ai glutei, strizzarmi il seno, succhiarmi i capezzoli, ma si fida di me e mi lascia fare. Cosparsa d’olio e scivolosa, gli strofino sul pene ogni lembo della mia pelle. Il suo respiro si fa sempre piu’ affannoso.

Sono abbastanza esperta da capire quando un uomo sta per eiaculare. E’ questo il momento in cui accolgo il membro gonfio di desiderio fra i miei seni e lo conduco all’amplesso avvolgendolo completamente. Un sussulto, un gemito, un rantolo di piacere ed e’ tutto finito. Avverto l’organo che si libera del suo seme che, come crema calda, inizia a spargersi sul mio petto ed a colarmi giu’ dalle mani.

Resto immobile distesa su di lui ad assaporare il momento del suo massimo piacere. Molti uomini in questo istante dicono cose assurde tipo “mi piaci”, “ti amo” o altre sciocchezze simili. Ci sono abituata.

Invece dice solo - “Che cosa mi hai fatto?”

“Non ti e’ piaciuto? – gli dico con un mezzo sorriso - Se e’ venuto male la prossima volta ripetiamo”

Mi pulisco le mani sul suo torace che e’ ancora gonfio di un respiro ansimante. Con il lenzuolo mi tolgo lo sperma dal seno. Poi mi alzo e vado in bagno. La solita doccia mi lava via dalla pelle i suoi ultimi residui organici.

Mi rivesto mentre lui giace sfinito sul lenzuolo ancora bagnato dei nostri umori. Apro la borsetta e controllo il contenuto: il portamonete, le chiavi dell’auto, quelle di casa… la busta. Tutto a posto.

“Mi dispiace ma devo proprio scappare. Sono in ritardo. Tu fai con comodo, io prendo un taxi da qui. E’ stato bello… molto. Spero di vederti ancora, quando mi vuoi sai dove trovarmi.”

Odio le smancerie alla fine di un incontro. Tutte quelle melensaggini con sconosciuti che forse non rivedro’ mai piu’ mi mettono a disagio. E poi se un cliente e’ rimasto appagato ogni moina e’ superflua e se non e’ rimasto soddisfatto ogni sdolcinatezza e’ perfettamente inutile, quando non e’ addirittura fastidiosa, per lui.

Ho solo il tempo di sentire un flebile “ciao, ci sentiamo presto” detto con un filo di voce mentre la porta si chiude alle mie spalle.

Il suo SMS mi giunge dopo dieci minuti. Lo cancello senza leggerlo e spengo il telefono.

“Certe volte, Emmanuelle si diverte a far languire il marito: non si ferma su nessuna parte, scivola da un punto sensibile a un altro, strappa dalla gola della vittima lamenti, preghiere di cui non si cura, lo fa trasalire, ansimare, lo spinge al delirio, fino al momento in cui, con un ultimo gesto vivo e preciso, completa la sua opera.” (Emmanuelle - Emmanuelle Arsan – 1965)

17 commenti :

Dolce-Alexia ha detto...

“Guarda, capisco benissimo cio’ che cerchi di spiegarmi ma non c’e’ bisogno… davvero! Non devi dar giustificazioni. Diciamo che avevi bisogno di farti un regalo. A volte capita anche a me di volermi fare delle coccole, allora esco, vado in centro e mi compro qualcosa che mi piace” – Gli sorrido.



Mi hai fatto venire il sorriso, leggendo queste parole. La stessa cosa faccio anch'io, Mi compro qualcosa che mi piace. Per me è come le coccole, se mi piace una cosa che volevo da tanto, è come se fosse di agiungere un orgasmo mentale. Questo è mondo delle donne :-))

davide ha detto...

Cara Chiara,

sono convinto che se tu scrivessi romanzi erotici avresti un grande successo, perchè hai davvero una qualcosa di speciale per questo tipo di letteratura.

No so se i tuoi racconti sono autobiografici o di fantasia (anche se una cosa non esclude l'altra) però è sempre molto interessante leggerli.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ davide: Autobiografici?Fantasia... forse :-)

Comunque lo scopo della mia vita non e' quello di scrivere racconti erotici. Certo mi piace scrivere (e questo lo si capisce) ma so benissimo di non avere le doti necessarie per poter scrivere qualcosa che sia realmente eccitante (come dovrebbe essere un vero racconto erotico).

A meno che tu, come uomo, non mi dica che hai provato "qualcosa" nel leggermi... ma anche in questo caso non basterebbe in quanto "una rondine non fa primavera" ed un giudizio isolato non sarebbe sufficiente.

Inoltre avrei un dubbio: e' conseguenza di una frase che qualcuno mi ha detto e cioe' che l'eventuale interesse per i miei scritti non deriverebbe dal loro contenuto, ma dal fatto che a scriverli sia IO, per via di cio' che secondo alcuni, nel loro immaginifico, rappresento.

E' cosi'?

sissy ha detto...

klara ha detto:
Il suo SMS mi giunge esattamente dopo dieci minuti. Lo cancello senza leggerlo e spengo il telefono.

:-)
Klara secondo me non sei cattiva
ma forse tu ami scriverti così
eppure lo sai che agli uomini piace...

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Comunque lo scopo della mia vita non e' quello di scrivere racconti erotici. Certo mi piace scrivere (e questo lo si capisce) ma so benissimo di non avere le doti necessarie per poter scrivere qualcosa che sia realmente eccitante (come dovrebbe essere un vero racconto erotico).
A meno che tu, come uomo, non mi dica che hai provato "qualcosa" nel leggermi... ma anche in questo caso non basterebbe in quanto "una rondine non fa primavera" ed un giudizio isolato non sarebbe sufficiente."

Lo scrittore Federico Moccia, che ha venduto miloni di libri (Tre metri sopra il cielo, ho voglia di te ecc.) quando presentò i suoi libri alle varie case editrici si senti sempre dire che i suoi libri erano di scarso valore e che non sarebero stati pubblicati. Dopo aver contattato tantissime case editrici aveva rinunciato a pubblicare i suoi libri. Una piccola casa editrice trovò interessante quello che scriveva e provò a pubblicare i suoi libri: fu subito un successo clamoroso. Casi del genere ce ne sono stati molti.
Ho detto quanto sopra per mettere in evidenza quanto è soggettivo valutare uno scrittore.
L'autrice di Harry Potter, Joanne Kathleen Rowling, quando gli proposero di pubblicare i suoi libri sui maghetti si senti in imbarazzo perchè credeva che non sarebbero stati letti dal pubblico:invece poi fu subito un successo mondiale.

"Inoltre avrei un dubbio: e' conseguenza di una frase che qualcuno mi ha detto e cioe' che l'eventuale interesse per i miei scritti non deriverebbe dal loro contenuto, ma dal fatto che a scriverli sia IO, per via di cio' che secondo alcuni, nel loro immaginifico, rappresento."

Questo non credo che sia vero, perchè io oltre al tuo seguo tanti altri blog e alla maggior parte di questi autori non gli consiglierei di pubblicare dei libri. Comunque sono valutazioni molto soggettive, perchè valutare un'opera letteraria è difficile. Per esempio Dante e Petrarca sono considerati i più grandi poeti italiani, però a Petrarca Dante non piaceva.
Quanto al tuo personaggio è molto affascinante, soprattutto per le leggende metropolitale che sono nate intorno ad esso, però, almeno nel mio caso, il mio apprezzamento verso quello che scrivi non deviva da quello.

Tanti saluti dal tuo Davide

Devas ha detto...

bello, e vero :-)
ma cavoli! anche io se devo farmi delle coccole mi compro qualcosa..

Mr Mandelbrot ha detto...

"uomini innocenti
dagli istinti un po' bestiali
cercano l'amore
dentro i parchi e lungo i viali"
(cit.)
donne innocenti
dagli istinti un po' bestiali
cercano conforto
in boutique e mercati rionali
:-P

guggenheim ha detto...

bello bello bello fess

prosit

gugge

A-Woman A-Man ha detto...

Questo racconto autobiografico, mi è piaciuto.
C'è il piacere del sesso che trascina anche la prostituta, che la coinvolge.
Nel tuo caso c'è maestria, conoscenza di come funzionano corpo e mente erotici. Alla fine la prostituta sta sopra.

C'è la tua parte femminile.
E poi, quando il tuo cliente ha orgasmato, l'inversione.
Esce la tua parte maschile, quella che ripulisce i residui organici e odia le smancerie puccipucci.

In un certo senso è la parte migliore dell'eros. Il muladhara che ha liberato l'essenza più profonda, essenza senza morale, amorale, nel senso autentico del termine, non nell'accezione negativa. La parte femminile e maschile che è in tutti noi.
Prostitute comprese.

Sarebbe asupicabile che ogni persona riuscisse ad abbandonarsi, con libera scelta, ad un sesso così amorale.

A-Woman A-Man ha detto...

> l'eventuale interesse per i miei scritti non deriverebbe dal loro contenuto,
> ma dal fatto che a scriverli sia IO, per via di cio' che secondo
> alcuni, nel loro immaginifico, rappresento.

Ti do la mia risposta.
Ovvio che sì.
Ora immagino che sia autobiografico. Supponiamo che lo sia.
Questo è un racconto piacevole di un fatto reale.
E' la realtà che è estremamente piacevole, la realtà che è erotica. Non la fantasia. Di diari e di raccolte di racconti di fantasia, di scrittori di faccende di patata e piselli è piena la rete. La maggior parte insulsi, quasi stucchevoli, nel senso che sono pippe mentali, elucubrazioni oniricheggianti del tutte avulse dalla realtà, senza alcuna corrispondenza con il vissuto.

Il fatto che tu lo abbia scritto, che sia parola vera di puttana, fa LA differenza.
Se mi dicessi che è opera di fantasia, cambierebbe subito la mia reazione: ah, ecco un'altra che si diletta a propinare le proprie fantasie di femmina frustrata. Non ne abbiamo bisogno, grazie.

Ovviamente qui non ci possono essere che le percezioni e le chiavi di lettura soggettive, i gusti personali.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

C'è la tua parte femminile.
E poi, quando il tuo cliente ha orgasmato, l'inversione.
Esce la tua parte maschile, quella che ripulisce i residui organici e odia le smancerie puccipucci.


Mi e' piaciuta la tua chiave di lettura e corrisponde in gran parte al significato di questo racconto. Ad un primo colpo d'occhio puo' apparire un semplice raccontino erotico (non tanto poi dato che caratterialmente ho dei limiti a sciogliermi in quel senso), ma in realta' evidenzia cio' che molti negano di evidenziare: la loro duplice natura, femminile e maschile.

Mr Mandelbrot ha detto...

a-w-a-m E' la realtà che è estremamente piacevole, la realtà che è erotica. Non la fantasia.

La realtà non ha alcunchè di piacevole, nè tantomeno di erotico: la realtà non è che il travisamento volgare grossolano, stupido e francamente inutile della fantasia. Ma è anche l'unico posto in cui si possa gustare una fiorentina al sangue.

duval ha detto...

mr mandelbrot:
La realtà non ha alcunchè di piacevole ... ...

Dimmi che sei una bella gnocca e vieni a trovarmi quando vuoi ... beh ... a questo punto ... anche un bel gnocco ... chissenefrega! :-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Caro duval, ho ricevuto il tuo commento-racconto relativo a questo mio post e devo dire che non l'ho gradito per i seguenti motivi:

1 - Il fine del tuo commento e' quantomeno ipocrita. Se volevi scrivere che il mio raccontino fa schifo o e' mediocre potevi risparmiarti la lungaggine ed i riferimenti poco carini. Gia' lo so da sola di non essere una grande scrittrice di racconti, o almeno non lo sono al tuo pari, per cui bastava che scrivessi due semplici parole ed io avrei visto maggiore correttezza.

2 - Il racconto, essendo una scopiazzatura del mio post, mi pare "forzato" oltre che banale noioso ed infantile.

3 - Se ho dato spazio ad alcuni tuoi scritti che ho ritenuto interessanti, cio' non significa che il mio blog debba diventare una tua piccola succursale. Se vuoi scrivere racconti puoi farlo benissimo su un blog tutto tuo.

4 - Non sono Emanuela.

Certa della comprensione che mi riserverai, ti saluto cordialmente.

duval ha detto...

Carissima Chiara,

1. Nessun fine ipocrita ma tanto ognuno resta della propria opinione, come in politica; giusto in un intervento recente avevo scritto che, secondo me, scrivi bene e lo sai, ecc... ecc...

2. Il non-racconto è volutamente un rifacimento del tuo, solo visto dall'altra parte; poichè esiste il cliente qualunque ma anche la escort qualunque.

3. Nulla da obiettare sulle richieste relative al tuo blog; io non ne avrò mai uno.

4. E io non sono il Clientecometanti del racconto.

Va da sé che continuerò a leggerti con piacere. Buona notte.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ duval:

1 - Ok nessun fine ipocrita ma sicuramente qualche motivo lo devi aver avuto per scriverlo in tal forma dato che:

2 - Non esiste un'altra parte poiche' il racconto non ha come protagonisti ne' un cliente qualsiasi ne' una escort qualsiasi, ma solo persone che tu molto probabilmente non conosci.

3 - Peccato. Dato che ti senti cosi' protagonista (come cliente non qualsiasi) di alcuni miei racconti, dovresti avere un blog per spiegare il tuo punto di vista alle escort "qualsiasi" che sicuramente hai incontrato in vita tua.

4 - Che tu non sia il clientecometanti del racconto mi rende del tutto indifferente. Del resto non lo sono neanche le decine di persone che come te lo hanno letto.

Mr Mandelbrot ha detto...

duvalDimmi che sei una bella gnocca e vieni a trovarmi quando vuoi ... beh ... a questo punto ... anche un bel gnocco ... chissenefrega! :-)
offri fiorentina al sangue?

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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