venerdì 14 dicembre 2007

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Pisquani, narcisi e ragionieri barbuti


I pisquani hanno ormai appreso ed adottato la virtualizzazione della sessualita’ come stile di vita. Il disimpegno dalla responsabilita’ del coito e’ ormai totale e la sessualita’ e diventata un prodotto che chiunque puo’ comprare su Ebay.

Tutto e’ ormai acquistabile: da una spiaggia in Polinesia, ad un’auto fuoriserie, ad un rene. Ma c’e’ un bene essenziale, qualcosa di necessario che pero’ non e’ presente sugli espositori. Una sostanza che non si trova nell’emporio dei mille articoli e beni di consumo. L’unico prodotto che non ha un prezzo e che ingarbuglia la legge della domanda e dell’offerta: la Felicita’.

La Felicita’ non e’ acquisibile con nessun tipo di moneta o scambio, nonostante cio’ il cyber-pisquano ha la pretesa di poterlo fare e s’illude di ottenerla surrogandola con cio’ che, secondo lui, si avvicina di piu’: il sesso.

Sesso che diviene ossessione, un tarlo che cosifica ogni partner, la rende oggetto inanimato, deprivata di spirito e personalita’. Ancora una volta Narciso deve sottostare all’egoistica pretesa dell’ego-pisello ed alla legge del piacere fisico. Un pisellismo virtuale che trova spazio in una giungla nella quale le belve feroci non sono quelle che stanno acquattate nell’erba alta della savana.

Al narcisismo perverso del maschio, e’ complementare l’inconsapevole connivenza di un femminile deprivato di autostima, colpevolizzato e disposto inconsciamente ad esaltare la supremazia di Narciso. La ninfa Eco non vorrebbe adorare il suo idolo che le rivolge disprezzo e indifferenza (Narciso e’ l’emblema di una regressione pregenitale e quindi fallica), ma lo brama ugualmente pur sapendolo irraggiungibile.

Nel web, dove la competizione regna sovrana, con la possibilita’ di millantare ogni aspetto, dalla bellezza, alla ricchezza, alla cultura, anche chi nella realtà non avrebbe alcun modo di emergere per palese mancanza delle suddette qualita’, esprime il suo narcisismo fallocratico fingendo e credendo che essere il primo, il piu’ forte, il piu’ bello, il piu’ veloce, il piu’ scaltro equivalga alla Felicita’.

Da tutto questo emerge un vasto campionario di fauna pisquanica: c’e’ il top manager eternamente disperato ed insoddisfatto, c’e’ lo zingaro sorridente per la liberta’ che ha di poter indossare stracci fatti di vento, c’e’ chi crede che il male sia un inferno sotterraneo edificato solo e soltanto al di fuori di lui, c’e’ Priapo che declama il suo delirio di onnipotenza per cadere poi nella piu’ profonda depressione e nella rancorosa solitudine dell’ego. Ed ognuno, rincorrendo la disarmonica strada dell’ego fallico, si smarrisce nel proprio specchio perdendo di vista la rotta verso quella felicita’ che tanto brama.

Maschi terrorizzati dalla loro parte femminile e dall’obbligo di non cedere mai a sentimenti che reputano vergognosi, come la commozione ed il pianto, non permettono a Narciso di superare il conflitto d’identita’, di accettare di far crescere la dolcezza, la tenerezza, la poesia ed il fallo diviene il simbolo del branco, della congrega, di un’ideologia in un universo che urla il suo bisogno di aggregazione.

Per muoversi in questo nuovo scenario una donna deve mutare il proprio atteggiamento: al pisellismo dei bulli, alla prepotenza fallica, alla nuova legge della giungla, deve contrapporre l’esaltazione della propria interiorita’ e della propria femminilita’ espressa a livello cerebrale che offuschi la fisicita’. Il femminile non deprivato dello spirito deve muoversi percorrendo una via che ponga l’oggetto del desiderio maschile su un piano dove questo possa essere bramato all’infinito e mai raggiunto, capovolgendo la situazione e ponendo la ninfa Eco al posto di Narciso.

Questo porta ad un atteggiamento e ad uno stile di vita che evita la possibilita’ d’interazione fra reale e virtuale dove il completo anonimato diviene coerentemente necessario. E’ quindi comprensibile che chi legge i miei post si chieda se da questa parte dello specchio ci sia un maschio o una femmina, un ragioniere barbuto o una ex puttana, ma anche l’autrice di questo blog, come ogni persona, e’ un puzzle composto da infinite tessere, alcune delle quali inquietanti e nere come la notte, altre invece chiare e trasparenti come acqua di sorgente.

6 commenti :

gullich ha detto...

ho idea che qualcuno potrebbe chiederti delle royalties :o)

comunque la trasposizione è carina....

davide ha detto...

Cara Chiara,

credo che la felicità dipenda da tante cose fra cui anche il sesso. Però non penso che il sesso in sè sia un elemento che da solo può dare la felicità, se non è accompagnato da altre cose. Nel caso poi che il sesso diventi un'ossessione può essere un elemento che porta infelicità e nevrosi.

Quanto al fatto di volor vedere al di là dello specchio, credo che sia una curiosità legittima che tanti hanno. Confesso che da quando ti ho incontrata su questo blog io questa curiosità nei tuoi confronti la ho sempre avuta; anzi devo dire che questa curiosità la provo anche verso chi ti scrive: in particolare mi piacerebbe conoscere l'amico Baudelaire per vedere se nella realtà è così simpatico ed ironico come appare nei post che pubblica sul tuo blog.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Nel caso poi che il sesso diventi un'ossessione può essere un elemento che porta infelicità e nevrosi.


Ma quanta ragione hai?

Soprattutto sulla nevrosi. Se hai letto l'immondezzaio ed alcuni elementi che ivi vi risiedono passandoci le intere giornate hai chiaro il concetto.

Ce ne sono 3 o 4 sui quali (forse) dovrei scriverci ancora un post... come terapia ovviamente :-)

Sono certa che loro (che mi leggono assiduamente) sanno gia' che sto parlando proprio di LORO :-)

Anzi... forse sbaglio, forse non si riconoscono, forse non sanno che ci sono dentro fino al collo. Oppure lo sanno ma lo negano anche a loro stessi. Dopotutto AUTOILLUDERSI significa anche questo.

Da Wikipedia:

"Con il termine nevrosi si indica un insieme di disturbi psico-patologici, in genere scaturiti da un conflitto inconscio ansiogeno.

Il termine fu coniato da William Cullen nel 1769 in riferimento a disordini psichici causati da un'affezione generale del sistema nervoso.

Fu solo con Sigmund Freud e con le scuole psicoanalitiche del Novecento che il termine nevrosi venne ad indicare una patogenesi di tipo psicologico, derivante da una rimozione di istinti e desideri il cui contenuto non si manifesta a livello cosciente, ma la cui soddisfazione è necessaria, pena il manifestarsi di disturbi del comportamento più o meno gravi. Ogni nevrosi, secondo la teoria freudiana, ha alla base un conflitto irrisolto riguardante la sfera sessuale.

La nevrosi si contraddistingue dagli altri disturbi della personalità in quanto il paziente non perde il contatto con la realtà e può comunque condurre una vita relativamente normale.

Le nevrosi hanno prevalentemente una matrice paranoica che porta a seconda della sfumatura presa in ogni singolo paziente (a causa del vissuto personale) a diverse caratteristiche nevrotiche quali fobia, ossessione, paranoia, isteria d'angoscia e altre.

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Soprattutto sulla nevrosi. Se hai letto l'immondezzaio ed alcuni elementi che ivi vi risiedono passandoci le intere giornate hai chiaro il concetto."

Nonostante mi sia sforzato di leggere l'immondezzaio -perchè tu lo nominavi spesso nei tuoi post-
non sono mai riuscito ad interessarmi ad esso. Prima di conoscerti vi ero entrato raramente e ho subito avuto l'impressione di essere in mezzo a dei matti (oltre che nevrotici).
Comunque non è che provassi ostilità verso di loro, ma solo indifferenza. Leggere tutti quei post strampalati mi sembrava solo una perdita di tempo. Ogni giorno vedo che nascono tanti nuovi blog che trattano argomenti interessanti
e belli. Leggere questi blog aiuta a crescere e a migliorarsi. Sono convinto che fra non molto i blog dei pisquani si estingueranno a causa della loro idiozia.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Sono convinto che fra non molto i blog dei pisquani si estingueranno a causa della loro idiozia.

I blog dei pisquani sono quelli che per un certo periodo li vedi riempiti di cacca di tutti i tipi e che poi, da un momento all'altro, vengono cancellati, resettati, annullati come se niente fosse stato.

I blog dei pisquani sono quelli che possono parlare di tutto, che possono mentire su tutto, che possono creare le condizioni affinche' una persona che ha avuto la sfortuna d'imbattersi nei suoi autori debba cambiare casa, lavoro ed a volte anche citta' se non vuol affondare nella melma in cui questi sguazzano.

davide ha detto...

Cara Chiara,

Post di Charum preso dall'immondezzaio di oggi; lo riporto perchè credo sia in tema:

""La Cassazione condanna un 37enne
fiorentino: aveva creato un indirizzo
di posta spacciandosi per un'amica
A nulla è valsa la difesa del ragazzo secondo cui ha chiunque è consentito attivare un account di posta elettronica recante un nominativo diverso dal proprio, anche di fantasia. A questa affermazione i giudici hanno replicato che «ciò è vero, pacificamente ma deve ritenersi che il punto sia tutt’altro. Infatti la difesa non considera adeguatamente che, consumandosi tale reato con la produzione dell’evento conseguente all’uso dei mezzi indicati nella disposizione incriminatrice, vale a dire con l’induzione di taluno in errore, nel caso in esame il soggetto indotto in errore non tanto l’ente fornitore del servizio di posta elettronica, quanto piuttosto gli utenti della rete, i quali, ritenendo di interloquire con una determinata persona, in realtà inconsapevolmente si sono trovati inconsapevolmente ad avere a che fare con un’altra». Insomma, concludono i giudici di piazza Cavour, «non è affatto indifferente, per l’interlocutore, che il rapporto descritto nel messaggio sia offerto da un soggetto diverso da quello che appare offrirlo, per di più di sesso diverso».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200712articoli/28485girata.asp
NON SO PERCHE MA MI VIEN DA RIDERE
CHISSA'.... CHISSA............
________________
XLUCENERA ""


Tanti saluti dal tuo Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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