domenica 21 ottobre 2007

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Dipendenze (1)


Oggi, dato che non ho molta voglia di "ricercare" le fotografie nascoste nella "scatola" riposta nella soffitta della mia mente, ed avendo letto con interesse l'articolo che Zwallyz si ostina a diffondere (in modo quasi paranoico) in tutti quanti i forum in cui lui e' presente (e sono tanti), parleremo di "dipendenze". Ho deciso infatti di dare una mano a questa sua opera di proselitismo atto ad incanalare verso uno stile di vita piu' "ascetico" nei confronti di questa cosa che noi tutti/e stiamo utlizzando: internet.
Pare che anche certi governi cerchino di "limitare" l'uso di questo strumento fra la gente comune. Ovviamente lo fanno per un discorso legato alla "salute mentale" dei cittadini, per risparmiare loro sofferenze e dubbi, per non farli pensare troppo... non farli discutere troppo.
I motivi di Zwallyz, invece, mi sono oscuri, anche perche' lui stesso resta collegato alla rete per un numero rilevante di ore ogni giorno, per cui non sono in grado di comprendere il suo metodo. Forse vuol far vedere a tutti/e come si puo' diventare se si abusa troppo di questa nuova droga?
L' articolo e' comunque interessante e merita il tempo di un'attenta lettura.

Sindrome Internet Addiction Disorder
di Silvio Presta

Nel 1995 lo psichiatra Ivan Goldberg propose provocatoriamente l’introduzione nel DSM (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) di una nuova sindrome, che potremmo definire ‘al passo con i tempi’, denominata Internet Addiction Disorder.

Oggi l’esistenza del disturbo non è più in dubbio e la diagnosi viene posta utilizzando un test specifico, che risulta positivo nel caso in cui l’intervistato risponda affermativamente ad almeno cinque della seguenti domande:

1. Ti senti eccessivamente assorbito da Internet (pensi al collegamento precedente o pianifichi già la prossima sessione on-line)?
2. Senti il bisogno di passare sempre più tempo collegato alla Rete per ottenere la stessa soddisfazione?
3. Hai ripetutamente tentato di controllare, ridurre o interrompere l’uso di Internet, ma senza successo?
4. Ti senti irrequieto, nervoso, depresso o irritabile quando tenti di ridurre o interrompere l’uso di Internet?
5. Rimani on-line più a lungo di quanto originariamente intendessi?
6. Hai mentito ai familiari, al terapeuta o ad altri per nascondere l’entità del tuo coinvolgimento nella Rete?
7. Usi Internet come mezzo per scappare dai problemi o per alleviare l’umore disforico (per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione)?

La dipendenza dalla Rete, che fa parte dei disturbi del controllo degli impulsi, presenta molte somiglianze con altri tipi di dipendenze, come il gioco d’azzardo patologico, il compulsive shopping, ed anche con i veri e propri abusi di sostanze.

L’Internet Addiction condividerebbe infatti con queste dipendenze alcune caratteristiche essenziali:
- la dominanza: l’attività (come la sostanza) domina costantemente pensieri e comportamento;
- la instabilità dell’umore: l’inizio dell’attività (come l’assunzione della sostanza) induce dei cambiamenti nel tono dell’umore;
- la tolleranza: è presente nel tempo la necessità di incrementare la quantità di attività (o di sostanza) per ottenere l’effetto piacevole, il quale tende altrimenti ad esaurirsi;
- l’astinenza: quando s’interrompe o si riduce il comportamento (o l’uso di sostanze) compare un senso di malessere psicofisico;
- il conflitto: è conseguenza del comportamento disturbato, e determina evidenti conseguenze sull’armonico adattamento familiare, sociale, scolastico e lavorativo;
- la negazione del problema: è presente, come in tutte le dipendenze, soprattutto nella fase della ‘luna di miele’, cioè quando il comportamento (come l’uso di sostanze) determina ancora prevalentemente una sensazione piacevole;
- le ricadute: vi è la frequente tendenza a ricominciare l’attività (come l’uso di sostanze) dopo averla interrotta.

Altre manifestazioni non specifiche, e perciò più subdole, possono essere rappresentate da alterazioni del ritmo sonno-veglia e stanchezza cronica (per la frequente preferenza per i collegamenti notturni), ridotta efficienza del sistema immunitario, alterazioni dell’appetito, scarsa cura di sé, cefalea, alterazioni della vista, comparsa di problemi ortopedici come un frequente mal di schiena e la sindrome del tunnel carpale (per l’uso continuativo del mouse). Alcuni soggetti predisposti possono addirittura presentare vere e proprie crisi epilettiche che si verificano per l’incessante stimolazione visiva dovuta alla lunga permanenza di fronte allo schermo del computer.

Lo stato attuale delle conoscenze non permette di indicare con certezza quali siano le alterazioni neurochimiche coinvolte nell’insorgenza del disturbo, e quali ne siano le conseguenze. Le ipotesi più accreditate suggeriscono l’esistenza di uno squilibrio tra il sistema della serotonina, della dopamina e degli oppioidi endogeni, sostanze fondamentali per il funzionamento del sistema nervoso, la cui modifica determinerebbe un alterato funzionamento dei cosiddetti ‘centri del piacere’. Con il passare del tempo, questa alterazione tenderebbe a cronicizzarsi, causando una sorta di anomalo ‘reset’ cerebrale.

Tra le numerose varianti con le quali l’Internet Addiction può presentarsi, una è rappresentata dalla cosiddetta Cyber-relation Addiction. Questa si caratterizza per la tendenza ad instaurare rapporti d’amicizia o amorosi con persone conosciute on-line, principalmente via chat, forum o newsgroups. Si tratta di una forma di relazione nella quale gioca un ruolo fondamentale l’anonimato, il quale permette di attribuirsi specifiche fisiche e caratteriali anche molto lontane da quelle che il soggetto presenta nella vita reale. Da ciò deriva che il numero di incontri che si realizzano in seguito a da questo tipo di conoscenza non è in realtà elevatissimo.

Le relazioni virtuali divengono progressivamente più importanti di quelle reali ed il soggetto va incontro ad un progressivo isolamento, vivendo in un mondo parallelo, popolato da persone idealizzate e nel quale la comunicazione avviene attraverso quella forma linguistica, grammaticale e visiva del tutto speciale, chiamata ‘irachese’ dalla sigla IRC (Internet Relay Chat) e comprendente i ben noti emoticons e smiles.

Tra gli Internet-addicted si possono evidenziare due tipologie di soggetti: coloro che avevano già manifestato altri disturbi psicologici in precedenza (tra i più frequenti, disturbi dell’umore, d’ansia, della condotta alimentare, del controllo degli impulsi, ma anche disturbi di personalità fino a veri e propri quadri psicotici), e coloro che non avevano mai presentato, almeno apparentemente, alcuna psicopatologia.

Nel primo caso, sappiamo che aver già sofferto di altri disturbi rappresenta un fattore che facilita ogni tipo di assuefazione, dalla droga, all’alcool, al gioco d’azzardo, al sesso, al web: in altre parole, si diventa dipendenti da un certo tipo di stimolazione esterna.

Nel secondo caso, invece, sono i primi contatti con la ‘sostanza’ (la Rete) ad accendere il bisogno, il quale successivamente si alimenterà, si automanterrà e si intensificherà ad ogni successiva ‘assunzione’, cioè ad ogni collegamento.



L'articolo e' stato tratto da QUI


PS: ho risposto a tutte le domande e le risposte indicano chiaramente che il soggetto denominato "chiaradinotte" e' affetto da questa sindrome. Mi devo preoccupare? :-)

3 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

sono d'accordo sul fatto che anche internet possa rappresentare una dipendenza come le altre. Credo però che bisogna valutare innanzitutto cosa si legge su internet. Nel post sopra parli delle dipendenze sessuali su internet. Non c'è dubbio che chi passa tutta la giornata a navigare sui siti porno finirà inevitabilmente con il rincoglionirsi. Però chi usa internet per seguire siti di cultura o scienza non corre certo questo pericolo. Per fare un paragone uno può passare tutto il giorno a leggere la gazzetta dello sport oppure a leggere i grandi scrittori russi o francesi dell'ottocento. Nel primo caso si finisce per rincoglionirsi, nel secondo si arricchisce la propria cultura. Quello che mi preoccupa è che vedo tanti ragazzini molto giovani (12/13 anni) che sono sempre davanti ad uno schermo. Non credo che questa sia una cosa positiva, perchè penso che sia più sano per i ragazzini giocare con i compagni della loro età.

Tanti saluti dal tuo Davide

sissy ha detto...

caro Davide
la dipendenza da sostanze stupefacenti è la stessa, sia che ti fai di droga mal tagliata sia che ti fai della migliore. Resti un tossico, ricco o povero ma sempre tossico.
Certo, il ricco Agnelli camperà più a lungo del povero tossico che si fa anche di merda quando non può farne a meno.
ciao

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Qui c'e' chi di droga se ne intende davvero :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

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