martedì 4 settembre 2007

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Lavavetri


Li vedi. Uno spazzolone fetido ed un secchio riempito di un qualcosa di cui ti riesce difficile immaginarne la natura.

E poi mani!

Una volta erano mani bianche slavate. Ma c’erano Solidarność e Lech Walesa… e poi il Papa era polacco; e allora…

Poi mani piu’ scure, albanesi, kosovare. Ma c’era da comprendere chi fuggiva da un nemico dell’Italia… e poi era cosi’ divertente guardare “Striscia la Berisha” in TV; e allora…

Adesso mani di donne con in braccio “fagottini” intrisi di pisco e lacrime. Mani di bimbe con sguardi gia’ adulti che non conosceranno mai il suono di un gesso che scrive su una lavagna. Mani sporche che si appoggiano al vetro e che si tendono.

Rabbia, disperazione, fastidio, schifo, voglia di non guardare. Chiudi la sicura della portiera ed il finestrino in fretta, prima che quelle mani si protendano verso di te e ti tocchino.

Ma sono mani zingare; e allora…

6 commenti :

siggy ha detto...

pisco sour?

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Rabbia, disperazione, fastidio, schifo, voglia di non guardare. Chiudi la sicura della portiera ed il finestrino in fretta, prima che quelle mani si protendano verso di te e ti tocchino.
Ma sono mani zingare; e allora…"

Dalle mie parti non ci sono molti lavavetri, però quelli che ci sono mi sembra che siano, in maggioranza, africani: non mi ricordo di aver visto degli zingari fra i lavavetri. Probabilmente in altre zone d'Italia la situazione è diversa. Non voglio entrare nel merito del problema dei lavavetri e della malavita che li sfrutta, però vorrei raccontare un piccolo episodio che mi è capitato tempo fa. Ad un semaforo mi si è avvicinato un ragazzo di colore con l'intenzione di pulirmi i vetri. Poichè ero stato all'auto lavaggio il giorno prima gli ho fatto segno di non gradire il lavaggio. Forse perchè sono grande e grosso ha rinunciato a pulire i miei vetri ed è passato alla macchina che mi seguiva (comunque faccio presente che se me li avesse puliti avrei pagato senza fare storie). La donna che stava in quella macchina gli ha fatto cenno di non desiderare il servizio; però lui ha comunque pulito i vetri e preteso i soldi.
Ti ho raccontato questo piccolo episodio insignificante, perchè anche nelle piccolissime cose le donne sono più "molestate" degli uomini.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Il mio post era volutamente provocatorio. So benissimo del fastidio che procurano certe persone e so anche che le prime ad essere molestate sono le donne ma... ci sarebbe stata la medesima reazione se i lavavetri fossero stati polacchi, e ci fosse stato un Papa polacco, oppure adesso e' possibile prendere provvedimenti perche' ormai i "derelitti" fanno parte di un popolo di reietti che non ha alcun tipo di "protezione" in alto loco?

Willyco ha detto...

Barbara Spinelli, tra le altre cose, in un suo bellissimo articolo scrive "Quel che conta è fare subito qualcosa di spettacolarmente repressivo che però non costi inimicizie di lobby troppo potenti: lavavetri o nomadi sono ottimi, essendo senza difesa. Ancora una volta, come accade da tempo, chi dà spettacolo di simili severità selettive vien onorato con l’aggettivo Coraggioso, perché sfida quei molti che in realtà son pochi. Gli altri sono pavidi asserviti a un Dna."
Splendido l'interoarticolo:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=40

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Grazie Willyco. E' sempre un piacere constatare la nostra concordia su certi temi.

Mr Mandelbrot ha detto...

E' un roba inattuabile (e non è un caso che lo sia) che è servita a domenici per darsi un po' di tono e visibilità, tutto qui. Non c'è un autentico desiderio di far qualcosa per imporre la legalità e la tutela dei diritti, come il discutibile ma rimarchevole sindaco di bologna sta cercando di fare

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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