sabato 1 settembre 2007

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La Monaca di Mosca


La vicenda della Monaca di Mosca e’ stata da sempre coerentemente elogiata come uno dei pezzi piu’ belli; non per caso, e’ la narrazione di un lento e tortuoso degrado morale, ovvero del cambiamento di una persona pura in spietata, seguito in modo dettagliato con una straordinaria abilita’ realistica e potenza creativa che si tenterebbe di trovare inutilmente nelle rappresentazioni delle conversioni ovvero metamorfosi dei personaggi cattivi in buoni.

Della giovinezza dell'Innominata conosciamo molto a differenza del manzoniano Innominato, del quale si conosce poco o niente; essa ci viene infatti mostrata nel momento in cui, addirittura, sta “costretta in una gabbia a muovere il suo corpo a tempo di musica”.
La graduale trasformazione dell'ingenua ragazzina prima in frequentatrice dei postriboli di Calcutta, poi in modella, quindi in escort d’alto bordo ed infine in osteggiata forumista e blogger, e’ quanto di piu’ duro sia stato scritto in materia di corruzione. Si paragoni la storia della Monaca di Mosca con quella analoga della sua quasi omonima del Manzoni e si avra’ la sensazione di raffrontare un immenso pozzo di acqua nera e stagnante ad un fluido e guzzante ruscello. E questo perche’ mentre il Manzoni tace sulle cause della corruzione e quindi non le indica, come anche nel caso di don Abbondio, per la Monaca di Mosca la purificazione e’ fuori dall’avventura e si ha quasi una sensazione costante di evento imminente che la protagonista pare annunciare in ogni riga del suo blog.

Per il Manzoni, tradizionalista e credente, non c'e’ riscatto se non estetico, che infatti e’ notevolissimo; ma le purificazioni solamente estetiche sono appartenenti al decadentismo, mentre nel nostro caso ci troviamo di fronte ad una donna che rifugge il conservatorismo ed e’ priva di una qualsiasi fede religiosa. La corruzione della Monaca di Mosca e’ una corruzione “orribile”; ovvero una corruzione imperscrutabile, tenebrosa, senza motivi e, si potrebbe affermare, causa di notevoli effetti: generata da una condizione particolare, essa si smarrisce nel silenzio oscuro di un mondo in cui l’unica vera fede e’ il denaro ed il vizio.

Nonostante il personaggio sia comunque decadente, la storia della Monaca di Mosca non ha mai un attimo di banalita’, mai cade nello scontato, come avviene invece per altre storie rappresentative dell’epoca.
E’ un seguito fitto e pressante di immagini, di idee, di circostanze, di personaggi. Ed in questo caso non ci si limita ad essere imparziali, come fa il Manzoni nelle pagine che descrivono la conversione della quasi omonima Monaca di Monza; all’opposto viene stabilita fin dal principio una forte e soggettiva relazione con la figura della protagonista.

19 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

scusa la mia grande ignoranza: ma chi è la monaca di Mosca?

Tanti saluti dal tuo Davide

davide ha detto...

Cara Chiara,

non so se la monaca di mosca sia la metafora di qualche personaggio legato all'escortismo che hai trattato su qualche forum. Tieni conto che tanti tuoi lettori (come il sottoscritto) ti conoscono solo da qualche mese e non sempre conoscono quello che avevi trattato sui forum. Ti ho detto quanto sopra perchè leggendo il tuo articolo si dava per scontato chi fosse la monaca di mosca. Ho anche pensato che parlassi di te; però tu non sei di Mosca: o lo sei???

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Dai davide, un sacco di personaggi di miei racconti hanno vissuto a Mosca... anche se per un breve periodo.

Cerca per cortesia di non prendere tutto per concreto. A volte esistono anche le fantasie, le immaginazioni, i sogni.

Questo blog mica e' un manuale d'uso di qualche attrezzo :-))

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Cerca per cortesia di non prendere tutto per concreto. A volte esistono anche le fantasie, le immaginazioni, i sogni.
Questo blog mica e' un manuale d'uso di qualche attrezzo :-))"

Hai perfettamente ragione. Susami mai sai che io non sono molto sveglio nel comprendere certe cose. Ti prego solo di perdonarmi se a volte tendo un po' a stressarti: ti assicuro che lo faccio involontariamente.

Tra il resto anche il mio amico poliglotta ha vissuto un periodo a Mosca (dietro le sbarre) e non è stata una bella esperienza: niente in confronto di quello che poi è successo in Italia (i carcerieri e i poliziotti russi in confronto ai politici e ai giornalisti italiani sono persone davvero squisite).

Tanti saluti dal tuo Davide

Tundro ha detto...

Insomma Davide non rompere le p...e anche tu, eh?!?

Nice&Nasty ha detto...

Hai preso i voti???? ;-)))

Non voglio mandare OT i commenti e ti chiedo scusa in anticipo. Ma sono costretto per un momento a fare un uso privato del tuo blog. Perdonami, ma è una faccenda personale, ma importante: ODIO il Manzoni e tutto ciò che ha scritto. Un trombone palloso e falso!

Ecco ora stò meglio. Grazie.
:-))

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Davide: Hai perfettamente ragione. Susami mai sai che io non sono molto sveglio nel comprendere certe cose.

Anche tu tonto? :-)

Allora siamo in due :-)

@ N&N:
ODIO il Manzoni e tutto ciò che ha scritto. Un trombone palloso e falso!


Mi dispiace. So che gli italiani lo hanno DOVUTO studiare e cio' lascia tracce di antiche idiosincrasie. Ma certi autori doverebbero essere riletti in eta' adulta.
A me e' accaduto con certi classici della letteratura russa che non sopportavo da ragazzina ma che poi ho riletto in una diversa ottica da adulta... beh, adulta... si fa per dire :-)

davide ha detto...

Caro amico Nice&Nasty,

"ODIO il Manzoni e tutto ciò che ha scritto. Un trombone palloso e falso!"

Può non piacerti il Manzoni, però è estremamente ingiusto dire che sia stato una persona falsa. Lui era un credente convinto (di quelli veri, non di quelli ipocriti e opportunisti) e tutta la sua vita dimostra la sua buona fede. Non entro nel merito se era un autore palloso o no, perchè non rientra nel tema del post.

Saluti Davide

duval ha detto...

Sul Manzoni concordo con Nice&Nasty; uno che, per significare lo strazio dell'abbandono forzato della propria terra, scrive:

Addio monti sorgenti dall'acque ed elevati al cielo, cime inuguali note a chi è cresciuto tra voi e impresse nella sua mente non meno che l’aspetto de' suoi familiari, torrenti dei quali si distingue lo scroscio come il suono delle voci domestiche, ville sparse e biancheggianti sul pendìo come branchi di pecore pascenti, addio!

si commenta da solo.

Fra Monza e Mosca intravedo (mi piace di più con una v sola) una sostanziale differenza.

Monza:
"quando l'uomo le rivolse la parola, la 'sventurata' rispose."

Mosca:
quando l'uomo le rivolse la parola la escort lo soppesò in un attimo con lo sguardo e non rispose.

Baudelaire999 ha detto...

ci sono pagine dei promessi sposi che sono meravigliose.. ad esempio quelle che descrivono la fuga verso milano di renzo.

per qualcuno può essere palloso, come lo può essere dostoevskij per molti, ma dargli del falso.. è come dare del pazzo a dostoevskij! un nonsenso.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

è come dare del pazzo a dostoevskij

Perche?

Non era pazzo? :-)))

In realta' un po' di pazzia esiste nelle menti geniali, questo non possiamo negarlo.

Poi ci sono le menti geniali "divertenti" e quelle "pallose" :-))

E non e' un fatto oggettivo, ma soggettivo.

Baudelaire999 ha detto...

certo che era pazzo!

ma era per dire che non è importante, non ha senso andare a vedere se era o meno pazzo, significa guardare un genio come si guarda uno normale. ecco il nonsenso.

Nice&Nasty ha detto...

A me Dostoevskij e Tolstoj riempiono il cuore. Manzoni, invece, mi riempie qualcosa d'altro... ;-)
de gustibus...

p.s.: chiedo scusa ai due grandi per averli paragonati al Palloso!
:-)

davide ha detto...

Cara Chiara,

"In realta' un po' di pazzia esiste nelle menti geniali, questo non possiamo negarlo."

Sono perfettamente d'accordo con te. Per esempio ti ho detto più volte che il mio amico sregolato è di gran lunga la persona più intelligente che ho conosciuto: però un po' matto (nel senso buono del termine) lo è. Non pensare che dico questo perchè sono infatuato di questo mio amico. A questo proposito ti racconto un fatto buffo di questo amico. Quando aveva 5 anni sapeva già leggere e scrivere perfettamente e i suoi genitori hanno deciso di fargli fare un esame per farlo andare direttamente in seconda elementare saltando la prima. Durante l'esame i maestri che lo interrogavano gli facevano, naturalmente, domande che si fanno ad un bambino di prima elementare: a metà esame guesto bambino si è arrabbiato con gli esaminatori, perchè pensava che lo prendessero per i fondelli facendogli domande cosi facili e banali.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ davide: Si' pero' anche il "troppo genio" alla fine crea inquietudine negli interlocutori.

Spesso le persone comuni che si sentono "inferiori" temono chi e' troppo geniale perche' hanno paura di essere dominate.

Poi ci sono quelli (o quelle) che CREDONO di essere geniali e che in realta' non sono altro che persone comuni illuse... :-)

Anche oggi ho detto la mia genialita' :-)

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Poi ci sono quelli (o quelle) che CREDONO di essere geniali e che in realta' non sono altro che persone comuni illuse... :-)"

Non puoi immaginarti quante ne ho incontrate persone del tipo sopraccitato.

Tanti saluti dal tuo Davide

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

p.s.: chiedo scusa ai due grandi per averli paragonati al Palloso!


Secondo me e' solo una questione di "retaggio".

Per me che non avevo mai letto Manzoni fino a quando non ho avuto un'eta' adulta (?), i pallosi erano gli altri due :-)

Poi in seguito ho imparato che la VERA lettura di certi classici non dovrebbe essere fatta in eta' adolescenziale ma in un momento della vita in cui si e' in grado di riconoscere "i colori" delle parole.

E' indubbio che gli autori russi che tu citi sono dei grandi ma per chi non li ha letti in lingua originale la loro grandezza non e' minimamente concepibile, poiche' la bellezza di uno scritto in russo e' intimamente legata alla "musicalita'" dei termini usati dall'autore.

Il capolavoro per eccellenza in questo senso e' a mio avviso Maestro e Margherita.

Nice&Nasty ha detto...

Anche oggi ho detto la mia genialita' :-)

Chiara, ma non è che per caso quanto riportato in questo mio post in realtà non è farina del sacco di Woody Allen, ma tuo?

;-))

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Non puoi immaginarti quante ne ho incontrate persone del tipo sopraccitato.


Maaaaa.....

Ci conosciamo? :-o

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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