domenica 9 settembre 2007

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I predatori del web


Vorrei avere la capacita’ dialettica e l’immaginazione di mia nonna. A lei bastava un nonnulla per creare, dal niente, un argomento di discussione al quale era difficile sottrarsi. Ma erano altri tempi; la televisione, i telefonini ed internet non erano presenti nella vita della gente. Le persone lontane per “parlarsi” dovevano scriversi, e per assaporare un po’ di fantasia, specialmente in certi luoghi posti ai confini del mondo, si leggevano libri e si ascoltavano storie.

Oggi e’ tutto a “portata di mouse"; anche le relazioni personali... anche il sesso. Ogni cosa appare cosi’ uniforme, ripetitiva… scontata. A tal proposito cito la riflessione di un amico. Un suo giudizio su Second Life che trovo attualissimo per descrivere il mondo di chi del web ha fatto il suo habitat : “a dispetto della velocità alla quale si evolvono i rapporti personali e’ comunque un mondo immobile: le liturgie sempre le stesse. Resta vero, si’, che si ha la piu' ampia liberta’ di spaziare nella gamma dei comportamenti, nella capacita’ di modificare la realta’ circostante. Ma alla fine, l’assuefazione a tanta liberta’ porta ad un ineluttabile appiattimento verso comportamenti standardizzati".

Soprattutto, concludo io, certi comportamenti che vengono tenuti nel mondo virtuale da parte di chi, come in un giochino in cui il punteggio viene determinato dal numero dei “bersagli colpiti”, s’improvvisa predatore.

Un mondo di bimbi “cresciuti” che giocano tentando di colpirsi a vicenda e nel quale non si conosce piu’ il significato del rispetto per il prossimo, poiche’ non ci rendiamo conto che dall’altra parte dello schermo c’e non un microchip ma un essere umano, con la sua intimita’ ed i suoi sentimenti, che quasi sempre vengono feriti.

Ecco il racconto di uno dei tanti “predatori” del web. Uno che crede di essere unico, speciale e non sa che almeno il 90% degli uomini che frequentano determinate chat lines si comportano come lui. Quando li incontro non posso fare a meno di notare quanto la riflessione del mio amico risulti ancor piu’ vera.

Sono un 35enne figlio del suo tempo. Mi aggiorno, uso la rete per cercare le informazioni, esploro, navigo, leggo, ascolto i punti di vista.

Ma la rete mi divora, toglie realtà ai miei pensieri ed ai miei gesti, depersonalizza e rende sterile qualsiasi cosa io faccia. come se non fossi io.. come se nulla fosse effettivamente reale, come se il mio alter ego virtuale avesse il solo scopo di tirar fuori il peggio da me, riportandomi ad uno stato primordiale in cui non sono effettivamente responsabile di quello che accade.

Mi si può trovare in tutte le principali chat, nicknames diversi, qualche fotografia, una grande capacità dialettica che la rete amplifica, passione per le donne, desiderio irrefrenabile di novità, di conquista, di mettersi alla prova.

La rete è diventata il mio terreno ideale.. pullula di casalinghe trascurate, di mogli il cui brivido si è ormai spento, di madri la cui interiorità è tesa come una corda, professioniste, manager, psicologhe, 30enni fidanzate da anni o da pochi mesi. non fa alcuna differenza.

Poche mi sfuggono, ho imparato come si fa; so come tentarle e farle sentire comprese e desiderate, le ascolto e insinuo subdolamente nella loro testa la mia presenza, come un porto sicuro, un confidente aperto e discreto, un uomo appassionato cui confidare tutto.. qualsiasi desiderio, pensiero proibito, pian piano tutto viene condiviso con me.

Sono il single perfetto, ho il mio lavoro, la mia casa in centro, parlo due lingue, letto matrimoniale, bravo in cucina... troppo perfetto per essere vero. Il copione è sempre lo stesso, affinato e perfezionato.

Le scelgo per il loro aspetto, ma faccio sì che loro non lo pensino; mi mostro disinteressato alla loro esteriorità e proiettato verso quello che pensano, nessuna invadenza in principio.. non chiedo contatti mail. Non chiedo numeri di telefono.. non chiedo foto osè, nulla di nulla.

Quando le chiacchiere diventano più profonde.. lascio loro a sorpresa il mio numero di telefono, senza chiedere il loro..., in massimo due giorni mi chiamano. Vengono loro a trovarmi, è rarissimo che sia io a spostarmi.. la distanza geografica non ha alcuna differenza. Firenze, Napoli, Bologna, Bari, Timisoara, Sofia, Venezia, Stoccolma, Roma.. tutte inseguono il brivido, tutte fanno salti mortali stordite dall'illusione della passione, dal brivido della complicità. Alcune inventano viaggi di lavoro.. di altre non conosco la scusa. ma prima o poi da me vengono tutte. Tutte destinate a fare la stessa fine.

Il momento in cui le faccio mie, con una notte d'amore intensa ed appassionata (due nei rari casi in cui si sia deciso preventivamente di ospitarle per una notte in più) è anche il momento in cui perdo interamente interesse verso di loro.

Si trasformano in un intruso nella mia casa, una busta di patatine da gettare via mentre ho ancora il sapore salato attaccato alle dita.. anche per questo ho sempre una scusa pronta, un viaggio di lavoro, un malessere di un parente.. qualsiasi cosa.. tanto loro mi credono, si fidano, il pensiero che io possa mentir loro non le sfiora.

Il momento in cui le saluto, in stazione o in aeroporto..è anche il momento in cui loro diventano zombie. Ancora non lo sanno, ma da quel momento esatto non risponderò mai più ai loro sms, alle loro telefonate. finiscono con un click nella"lista nera"e non possono più scrivermi nemmeno in rete.. prima o poi si arrendono.. alcune insultano.. altre mi maledicono.. altre si disperano, chiedono"dove ho sbagliato??". ma alla fine si arrendono tutte.

Non riuscirei a contare esattamente il numero di donne che ho avuto in anni di permanenza virtuale, nemmeno se lo volessi. Così come, se non ci fosse qualche foto, non ricorderei nemmeno i loro volti. ospitare tre donne diverse in un weekend che inizia con la prima il venerdì notte, la sua partenza e l'arrivo dell'altra il sabato.. e l'ennesima la domenica... alla fine ti confonde.. le rende tutte uguali.. cambia il loro odore.. ma l'odore va via in un lampo...

La mattina del lunedì sono di nuovo a lavoro.. e sono di fronte al computer.."che hai fatto di bello nel fine settimana??" - chiede l'aspirante prossima vittima - "son rimasto in casa, è un periodo in cui ho bisogno di solitudine, di guardarmi dentro alla luce fioca di una candela..".."dai!!che bella frase profonda.. come ti chiami??".

E' fatta. si ricomincia. *


Ho l’impressione che determinati personaggi “se la cantino” un po’ troppo. I moderni Dongiovanni, secondo la mia personale esperienza di donna che ha avuto modo di relazionare con moltissimi di loro, vivono molto di virtualita’ e poco di realta’. Anche nella percezione dell’esito delle loro “presunte” storie. Probabilmente le loro “innumerevoli” conquiste si limitano solo a due o tre, ma essendo costretti a mentire sempre e costantemente a tutti, ormai non riescono piu’ a distinguere quando stanno mentendo anche a se stessi.

CONCITA DE GREGORIO, con la quale su questo specifico argomento concordo totalmente, risponde cosi’ a chi tiene un tale comportamento.

Un malato, insomma. Un povero giovane uomo divorato dalla rete. "Mi divora, mi toglie realtà, mi rende sterile, tira fuori il peggio di me. E' come se non fossi io". Una patologia terrificante, una malattia il cui sintomo specifico è solo un dettaglio: in questo caso abbiamo un seduttore compulsivo, un serial killer dell'orgasmo usa e getta.

Potremmo aver sentito, in alternativa, la storia di uno che ogni giorno dimentica il suo nome, che non riesce più a dormire la notte, che colleziona milioni di foto di persone di nome Sara, che coltiva pomodori nell'Arkansas annaffiandoli (virtualmente, è ovvio) ogni due ore se no muoiono, cominciò coi pupazzetti attaccati ai portachiavi, vi ricordate? bambolotti elettronici da accudire come umani. Cosa succede quando ti attacchi ad una macchina e invece di servirtene ne diventi schiavo è imprevedibile.

Pedofilo, benefattore, gigolo, psicotico, bibliofilo. Di che tipo di ossessione ti ammali è secondario. La domanda è: e la vita vera? Le persone che restano in casa tua addirittura un mese o anche due, magari che ci vivono, i sentimenti, gli interessi durevoli, le passioni? Dove sono, in casa di 'funny guy', gli umani? Non c'è nessuno che gli dica spegni il computer andiamo a fare la spesa, a fare un bagno, a letto? Una persona in carne ed ossa che lo veda, magari che gli voglia bene - lo ami, si può persino amare ed essere amati per quanto il nostro non sembri conoscere la materia - e gli dica dai, smettila, non vedi che io sono qui. E' terribile persino il telefono cellulare: è orrenda e tentatrice la prevalenza di chi non c'è su chi c'è, tu sei lì con qualcuno che continua a rispondere al telefono, intrattiene l' assente e dimentica il presente. Il compiacimento con cui funny guy parla delle sue "vittime" non deve innervosire: fa parte del suo gioco, è una macchia della pelle della malattia.

Né le "vittime" devono impietosire, d'altra parte: "it takes two for tango". E' lui che rischia l'agonia come chissà quanti milioni di altri. Quando non gli reggerà più il fisico la seduzione delle casalinghe frustrate diventerà un gioco solo di parola e allora sì che sarà chiaro l'esito (che poi è il principio) del male: una solitudine priva persino di quegli odori fuggevoli. Una solitudine
assoluta, sordomuta, disperata e perfetta.


* Articolo tratto da QUI

7 commenti :

A-Woman A-Man ha detto...

C'è da imparare qualcosa su alcuni meccanismi seduttivi. Ma per il resto ho sentito freddo e compassione. La seduzione che diventa fine a sé stessa, che conduce il tipo ad essere compulsivo, la rotella in un meccanismo che non controlla più.

E il kharma esiste per tutti, arriverà il momento in cui i ruoli saranno invertiti. Solo questione di tempo.

davide ha detto...

Cara Chiara,


"Poi leggo QUESTO e mi domando: ma davvero ci sono delle donne che ci cascano? Oppure costui e’ un idiota che millanta?
Sinceramente a me e’ bastata la prima esperienza di “devirtualizzazione” per farmi capire che nel web esiste una quantita’ praticamente infinita di “cazzoni sfigati" che si atteggiano e che poi, quando li incontri, sono delle delusioni cosmiche...
Il mondo è pieno di furbacchioni sia con i calzoni che con le gonne.
Dipende da quale parte stai."

Ti ho riportato sopra il commento di un amico (che tu hai deciso di bannare per un commento razzista), relativo ad un tuo post che avevi pubblicato alcuni mesi fa. Lo ho riportato perchè allora non ero d'accordo con lui, mentre adesso rileggendo il tuo articolo ho cambiato idea e ritengo che tutto sommato avesse ragione lui. Non credo che le donne siano più ingenue degli uomini sul web: tra il resto pure io che sono un maschione, ho preso qualche inchiappettata sul web da parte di una donna (ora so, grazie a te, che dietro quelle donne -sono più di una- ci sono degli uomini, ma se tu non me lo avessi detto io avrei pensato -come tanti altri- di essere stato inchiappettato solo da una donna).

Non so molto di forum o chat, perchè non li ho mai frequentati (tranne l'immondezzaio, ma per prendere i numeri di telefono delle escort) ma credo che col tempo si estingueranno per essere sostituiti dai blog: la mia impressione è che quando la gente capirà quale progressi può fare la società grazie allo strumento democratico dei blog, chat, forum, S.L. e altre cose immonde del web finiranno nella spazzatura (sono sempre stato pessimista sul futuro dell'umanità, ma mi sono convinto che grazie ai blog e al nuovo CdA il genere umano abbia ancora una piccola possibilità di salvarsi).

Tanti saluti dal tuo Davide

illustre1966 ha detto...

@chiara: hai sbagliato titolo.... Era più adatto i PREDATTORI....
Attori, che se fossero davvero come si descrivono, in realtà passerebbero sul palcoscenico della Vita solo come COMPARSE di infinitesimo rango....in una recita senza senso alcuno!

Contenti loro, contenti tutti...

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

in una recita senza senso alcuno!

In realta' il senso c'e'.

Innanzi tutto dimostrano a se stessi di "valere" qualcosa misurando il proprio punteggio su la quantita' di "ferite" che riescono a infliggere alle povere "casalinghe insoddisfatte" (mi sono sempre domandata: ma il marito della casalinga insoddisfatta sara' un puttaniere?)

Certo che con tali "avversarie" potrebbe "vincere" chiunque... anche un bimbo, ma si vede che costoro quando giocano ai giochini virtuali scelgono sempre il livello piu' facile e "salvano" continuamente il gioco in modo da reiniziare dal punto "salvato" qualora qualcosa andasse "storto" e si dovessero trovare a perdere.

Vuoi mettere la soddisfazione?

E poi, facendo sesso con qualche povera mentecatta (perche' se si fa ingannare da certi pisquani altro non puo' essere), magari bruttina ed insignificante (tanto che neanche il marito se la "fila"), immagina il "risparmio": possono evitare di rivolgersi alle escort da 500 euro a "botta".

In fondo per loro cio' che conta e' la "quantita'" non la "qualita'". Persino come ristorante preferiscono la "mensa" degli studenti: mangiano molto e pagano poco.

In fondo fanno pena, se ci pensi bene e' gente che sceglie di "viaggiare" sempre in seconda classe sul treno della vita.

Il ridicolo e' che si credono furbi :-)))

A-Woman A-Man ha detto...

Avevo già commentato qui che visioni che tendono a mettere pregi su un solo genere e difetti tutti sull'altro sono visioni ingenue della realtà. Per quanto diversi maschi e femmine hannno gran parte delle caratteristiche (quindi anche di difetti) in comune.

A-Woman A-Man ha detto...

Non è detto, Clara, che siano delle ciofeche quelle che si concedono a quei seduttori seriali.
Paradossalmente molte donne che NON sono avvenenti hanno sviluppato una certa robustezza e vigore di spirito per ovviare e supplire alle mancanze estetiche. 'nzomma, sarà un luogo comune, racchia e simpatica, ma c'è un fondo statistico di verità.
Fonti che ritengo sufficientemente autorevoli riportano che nel mondo delle modelle, ad esempio, il livello di autostima è generalmente MOLTO basso. Quando si conoscono alcuni meccanismi triti e ritriti, qui sopra ben descritti, diventa un attimo utilizzare, per la pesca, la rete invece che la canna.
Per concludere: non è la prima o la seconda classe o quella business. Paradossalmente parrebbe che l'autostima tenda ad evitare mezzi di trasporto troppo cari. ;)

La necessità aguzza. Un po' tutto.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@A-Woman A-Man: Opinioni a confronto.

Io la penso in modo diverso, e cioe' che non esistono pregi e difetti "comuni" in quanto non e' possibile stabilire quali siano pregi e quali siano difetti.
Cio' che io percepisco come difetto magari per te e' un pregio e viceversa, per cui se si limita il discorso a questa commistione, significa che ancora una volta si cerca di buttare tutto nello stesso "calderone", in modo che poi non sia piu' identificabile niente.

Il mio discorso va un po' oltre. Il mio discorso riguarda un determinato tipo d'atteggiamento, un determinato tipo di "gestione" della realta' afferente al mondo maschile oppure afferente a quello femminile che, ripeto, per me sono diversi. Non opposti ma diversi.

Pare una banalita' ma e' su tale banalita' che si basa da 3000 anni la giustificazione che il CdA adduce affinche' non si giunga mai ad un ricambio: "siamo tutti fatti della stessa pasta per cui che ci siamo noi (uomini) o che ci siate voi (donne) a tenere il dito sul pulsante delle decisioni non cambia assolutamente niente".

Ed allora, dato che (secondo loro) siamo uguali e tutti quanti, uomini e donne, con gli stessi pregi e gli stessi difetti, perche' mettersi a fare "nuove elezioni"? Lasciamo che le cose restino come sono.

Io credo che l'unico modo per scoprire se siamo uguali (o diversi) sia quello di "lasciarci provare". Fintanto cio' non accadra' saranno solo discorsi che sembreranno finalizzati a convincerci che quello di "decidere" e di "gestire" non sia il nostro ruolo.

Invece io credo che lo sia.

Male che vada, fra 1500 anni, se tutto sara' rimasto uguale e se realmente non si saranno intraviste differenze, vorra' dire ammettero' di aver avuto torto. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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