sabato 11 agosto 2007

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Io e loro


Ricordo che i primi anni, in laboratorio, dovevo passare ore a contare le drosofile sottoposte a radiazioni e a dividerle secondo le loro caratteristiche: colore degli occhi, lunghezza delle ali e tanti altri elementi che adesso non sto qui ad elencare. Una volta certificate le "mutazioni" di quella specifica generazione (le drosofile si riproducono ogni ventiquattro ore) potevo procedere con il passo successivo, e cosi’ via fino alla meta finale.

Puo’ non piacere, ma questo e’ mio modo di fare (e di essere) ed era un comportamento normale nel mondo in cui sono vissuta per anni. Sono stata educata a questa disciplina, ma ho anche verificato di persona che questo era il miglior sistema per non essere confusa dal caos interiore.

Quando sono giunta in Italia, pero’, ho trovato non pochi ostacoli allorquando mi sono scontrata con la cultura dell’eterna complicazione. Una cultura forse piu’ romantica, ma molto meno “pratica” di quella a cui ero abituata, e poiche’ sono sempre stata una donna pragmatica, posso comprendere perche' il numero delle amiche italiche che mi gravitavano attorno fosse sempre molto esiguo.

D’altro canto ci sono donne che vivono costantemente nell’apoteosi del loro Sturm und Drang. Non dividono mai niente e nessuno (dicono), ma il mio sospetto e’ che siano esse stesse “divise” al loro interno. Sguazzano nel “brodo primordiale” dell’emozione, perennemente in balia del vento, in balia di se stesse: a volte s’immergono nella trasgressione, a volte spacciano ironia, a volte fingono riflessione… a volte grondano di una impercettibile ipocrisia, ma tutto cio' e’ normale ed anche comprensibile. E quando le leggo le loro storie, o le loro riflessioni, dopo tre righe gia' dormo. Sono convinta che la stessa cosa accada anche a loro nel momento in cui incappano in quello che scrivo io; non c'e' niente di male: basta non leggersi e possiamo evitare la reciproca sonnolenza.

Io e loro siamo galassie distanti anni luce e possiamo tranquillamente convivere nel firmamento senza mai collidere. Inoltre io sono pure una galassia piu' invisibile e irraggiungibile di altre, per cui la mia luce, gia’ di per se’ debole, difficilmente riuscirebbe ad offuscare la loro.

Stiano quindi tranquille: nessuno portera' via loro niente di cio' che con fatica hanno accumulato. E come me, continuino a sonnecchiare in pace.

6 commenti :

sundeep ha detto...

do u know english?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ sundeep: Why?

ignipott ha detto...

...dietro la tua sicurezza dietro la tua apparente strafottenza dietro le prese per il culo e gli attacchi che rifili agli altri, io leggo una persona fragile che ha visto brutte cose, io leggo spessi centimetri di gommapiuma che attutiscono le influenze esterne... proteggi il tuo mondo... io leggo questo...

...saluti da un passante...

ignipott.blogspot.com

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ognuno legge cio' che vuole leggervi.

Il meccanismo e' ben noto: la chiave di lettura non e' nrll'autore ma in chi legge. L'autore e' uno schermo sul quale il lettore proietta le sue immaginazioni. Soprattutto se si tratta di un autore o di un'autrice della quale si conosce praticamente NIENTE. Come me.

Se riesco a creare questo tipo di "illusione" posso dire di essere soddisfatta. Il piu' delle volte le persone che ci circondano creano soltanto noia ed il fatto di suscitare il benche' minimo interesse crea una bella sensazione mista di vanita' e di orgoglio.

Come ho detto possiedo tutti e sette i vizi capitali (non e' strafottenza e' vera verita') e non me ne vergogno.

Sulla fragilita' beh, sono umana, e quindi se sottoposta a colpi posso anche rompermi, ma non credere che la vita non mi abbia indurita.

Per quanto riguarda il mio mondo... non ci vuole molto a capire che ognuno/a protegge il proprio. Non vorrai mica che mi faccia "invadere"?

ignipott ha detto...

... praticamente volendo contraddirmi hai confermato tutto..

... ciao... a rileggerci!

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ ignipott: Se ne sei convinto... :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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