venerdì 3 agosto 2007

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Cigány esküvő


Ricordo il rosso…

Il colore del vestito di lei davanti all’altare era cosi’ forte ed acceso da far quasi male agli occhi.

Non la vedevo bene, era di spalle, ma aveva i capelli lunghi e neri come una notte in cui si fossero dimenticati di accendere le stelle. E nero era anche il vestito di lui. Solo il colletto bianco della camicia spiccava, insieme al bianco dell’abito talare del sacerdote che officiava il rito.

La scena era muta. Nessun suono, nessuna musica di organo, niente violini o fisarmoniche. Solo io e loro due, la’, di fronte al prete che alzava il calice in segno di devozione verso il suo Dio.

Ma non ero sola.

Al mio fianco avevo Nagyanya che mi abbracciava. Era gia’ vecchia e guardava fissa le due figure immobili di fronte all’altare. Aveva un sorriso estasiato e pareva conoscesse la menyasszony.

Grandi finestre gotiche ai lati che si allungavano verso il cielo in modo irreale, dalle quali non traspariva alcuna luce. Dietro di me sentivo il buio e la solitudine.

Ma non ero sola.

Se mi voltavo vedevo persone silenziose. Gli uomini stavano dietro: una moltitudine di figure indistinte delle quali non riuscivo a scorgere i volti... solo le sagome, tanto che dubitavo fossero vivi.

Avanti c’erano le donne e formavano una barriera fra me e gli uomini. Fra di loro Mama e le mie venti sorelle vestite di bianco, assistevano anch’esse al rito silenzioso.

“Nagyanya! – esclamai – non mi piace qui, voglio andare via”

Nagyanya mi stringeva ancor piu’ a se’ ma non diceva niente. Restava ferma, con un'espressione di cera ed i suoi occhi chiari che sembravano di vetro.

Ricordo che mi scioglievo dal suo abbraccio e mi avviavo lenta verso l’altare.

Ricordo la curiosita' di vedere la faccia di quella sposa vestita di rosso.

Ricordo che toccavo le trine ed i merletti della gonna ampia.

Ricordo che le giravo attorno per scorgerle il volto.

Ricordo l’angoscia e la paura di sapere gia’…

Ricordo di essermi destata.

8 commenti :

duval ha detto...

Brava!
Di tanto in tanto ce ne andiamo al nostro matrimonio, al nostro funerale, al nostro matrimonio-funerale, al nostro salto nel buio ... ed è interessante soffermarsi sullo stato d'animo al momento del risveglio.

"Io dipingo non ciò che vedo ma ciò che sento"

Ah! ... se ti dedicassi meno agli "infami" ed ai "fetenti" ...

Comunque grazie, sono particolarmente sensibile a queste "visioni" e non penso occorra iniziare riflessioni filosofico-filologiche che rovinerebbero tutto fatalmente affogando la "visione" nello stagno.
Ognuno dipinga ciò che sente, in silenzio.

davide ha detto...

Cara Chiara,


"Comunque grazie, sono particolarmente sensibile a queste "visioni" e non penso occorra iniziare riflessioni filosofico-filologiche che rovinerebbero tutto fatalmente affogando la "visione" nello stagno.
Ognuno dipinga ciò che sente, in silenzio."

Sono d'accordo con quanto ha detto l'amico Duval perchè questa poesia, come tutte le tue poesie, trasmette una sensibilità che tocca il cuore.

"Ah! ... se ti dedicassi meno agli "infami" ed ai "fetenti" ..."

Dato che i fetenti e gli infami esistono (purtroppo numerosi) è giusto che Chiara ne parli. Anche perchè di certi argomenti si può dibattere con Chiara (che è la cosa più bella di questo blog); se invece Chiara si dedicasse solo a scrivere le sue magnifiche poesie sarebbe difficile discutere con lei, perchè sui sentimenti del cuore è meglio "non iniziare riflessioni filosofico-filologiche che rovinerebbero tutto".

Tanti saluti dal tuo Davide

Nice&Nasty ha detto...

Allora dico anch'io la mia. Anche io penso che Chiara dedichi un po' troppo spazio ai pisquani ed ai loro deliri. Il silenzio e l'indifferenza sono le armi che fanno più male.

p.s.: so già la risposta di Chiara: 1)questo è il mio blog e ci scrivo quello che voglio; 2) Se non ti va, sei libero di andare da un'altra parte
;-))

Ed allora le rispondo: Eh! Ma ti inca..i subito! ;-))

Visto? Ho fatto tutto da solo.
:-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Caro Duval, caro N&N, lo so che le persone che mi leggono preferiscono di gran lunga certi tipi di post ad altri ma i motivi peri quali non scrivo solo racconti o "dipingo cio' che sento" sono principalmente due:

a) credo che un blog debba portare avanti anche un sottile messaggio "non egoista" e che debba denunciare talune fetenzie. Sono certa che con le mie varie polemiche avro' annoiato la maggior parte dei lettori e delle lettrici, ma se SOLO una persona, leggendomi, ha migliorato il suo modo di porsi nei confronti delle mie "sorelle" e' per me' una grande vittoria.

b) non tutte le notti sogno qualcosa da "dipingere" :-))

Willyco ha detto...

Ieri sera ho riguardato Mulholland Drive di David Lynch: esistono decine di interpretazioni diverse della sua trama, in tono onirico, simbolico, metaforico o in una miscela di tali visioni.
Per analogia, mi è piacevolmente venuto in mente questo tuo contributo. Questa mattina sono venuto a rileggerlo e trovo doveroso lasciare questa traccia come ringraziamento per qualcosa che mi ha arricchito.

Adelperio ha detto...

Ciao Chiara..Szia Klara..
Te is olasz magyar vagy mint en? Vagy hogy hogy..erdekes ez a blogg.

Szia
Adel(perio)

flameoffirefox@gmail.com

Chia®a di Notte (Klára) ha detto...

Szia Adel, én olasz magyar...

Ma in questo blog e' preferibile che scriviamo in modo comprensiblie per tutti.

Credo tu conosca l'italiano; infatti, il tuo messaggio mi risulta proveniente dall'Italia. :-)

Adelperio ha detto...

:D okay.... Ho trovato per caso il Tuo Blog girando per internet...non e' che si incontrano spesso persone della "nostra razza" hehehe.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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