domenica 1 luglio 2007

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Nagyanya


Su di lei si potrebbero scrivere tante cose.

Solo le sue "fiabe" potrebbero riempire meta’ del mio HD. Alcune le ho riscritte, un po’ alla mia maniera, cercando d’interpretarle come lei faceva in quegli “sprazzi geniali di teatro" che ogni tanto aveva quando recitava di fronte ad una platea di bambini. Non chiedetemi di raccontarle, l'emozioni che suscitano dentro di me sono troppo personali.

Perche’ la Luna ha su di me l’effetto di farmela ricordare? Perche’ era proprio nelle calde serate estive che il cortile antistante la nostra casa diventava un palcoscenico in cui la Luna era il solo ed unico riflettore che illuminava la ribalta. Il fondale era il cielo stellato sopra le colline di Tokaj disegnate dai filari di viti.

Era tutto cosi’ diverso, surreale, magico…

Gli occhi dei bambini riescono a modificare la realta’… o forse sono gli adulti che con il tempo tendono sempre piu’ a dimenticarla, a nasconderla. Chissa’. Solo la Luna fa “riaffiorare” quella magia. Dipingendo il tutto di tinte bluastre, riporta in superficie l’antica atmosfera, come in un rito arcano destinato a ripetersi in eterno. Poi, al mattino, tutto si dissolve.

Il sole, dalle mie parti, ha da sempre il potere di spezzare quel “filo” che lega realta’ e magia, appiattendo il tutto sul piano della quotidianita’. Se non fosse per chi mi dice che sono il suo “ritratto” potrei immaginare di averla sognata.

4 commenti :

duval ha detto...

"Era tutto così diverso, surreale, magico ..."

A Tokaj, la sera, non c’era molto da fare.

Sdraiata supina sull’erba guardava le stelle; danzava il suo spirito inquieto, nel mare di pece, fra mille fiammelle.
Udiva le fronde nel fitto canneto; fremeva il suo cuore selvaggio, nel vento d’estate, al richiamo consueto.
Parlava in silenzio alla luna; gioiva il suo animo dolce, fra intensi profumi, di quella fortuna.

Seduta su spiagge antiche e deserte andava sognando infuocati tramonti,come il desiderio che la voleva, ora, lontano: dai consueti ordinati filari, dai radenti voli serali di rondini e insetti.

Autunno ora, autunno:

scende una foglia,
sfiorando il grigio silenzio;
s’adagia sull’erba,
rimane.
E tutto riposa,
ormai stanco,
nell’umida quiete d’autunno.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Un Duval in vena poetica :-)

A cosa devo tanta generosita'? :-)

duval ha detto...

In che senso generosità?

Semplicemente mi sono rivisto (e c'era anche la nonna) da piccolo in campagna.

Anche io fantasticavo molto alla luna e alle stelle, anche troppo per la disperazione della nonna.

Passo di là ormai raramente e le cose mi sembrano tutte più piccole, scontate, per nulla magiche come allora ...

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Duval: La generosita' di aver dedicato una poesia a Tokaj.

Per quanto riguarda la magia... Ho detto piu' volte di non essere "cresciuta abbastanza" da perdere l'illusione che questa, in fondo, possa esistere :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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