sabato 21 luglio 2007

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Le due facce della medaglia


Mentre girovagavo in quel circolo intriso di misoginia che e' il Forum degli uomini, mi sono imbattuta in questo post:

"Racconta la leggenda che quando i romani rapirono le sabine, l'Italia centrale stava per essere sconvolta dalla guerra. I probi sabini rivolevano le loro figlie e le loro fidanzate - i romani avevano avuto il buon gusto di prendersi soltanto le fanciulle vergini, riconoscibili per un particolare tipo di acconciatura - ed erano disposti a morire pur di cancellare l'onta di quel terribile disonore.
Allora furono le donne che evitarono la strage: si misero in mezzo ai contendenti ed usarono l'arma della ragione per convincere i sabini che i romani, ormai, erano i loro mariti e loro non volevano diventare vedove prima del tempo. I romani, da parte loro, giurarono agli arcigni padri sabini che in quella Roma nuova di zecca, le ragazze sarebbero state trattate meglio delle principesse. Addirittura, promisero i romani, le donne sabine non sarebbero mai state costrette a passare il tempo davanti ai fornelli.
In questa leggenda e' possibile rintracciare l'origine di uno stereotipo: quello del cuoco rubicondo e con il cappello bianco - una maschera incarnata dal misterioso cuoco Apicio dalla Roma tardo imperiale - che quando si parla di alta cucina, e' sempre rigorosamente maschio.Le leggende contengono sempre una morale. E la morale della leggenda del ratto delle sabine e' questa:i romani promettono qualsiasi cosa alle loro future mogli. Quello che non si sognano di promettere, pero' e' che loro, le proprie donne, non le avrebbero mai ammazzate. Il primo uxoricida della storia di Roma, si chiamava Egnazzo Metennio ed agi' poco dopo che, grazie al ratto, Roma era stata popolata. Egnazzo Metennio, quando sorprende la moglie a bere del vino di nascosto, prende e la fa fuori a bastonate. Trascinato davanti ad un tribunale, il suo atto viene considerato perfettamente legittimo e Metennio non viene assolto da un giudice qualunque, ma da Romolo in persona.
Certo si puo' pensare che, da allora, di acqua sotto i ponti del Tevere ne e' passata tanta, e che i costumi, oltre che le leggi, siano cambiati in maniera radicale. Non e' cosi'. Il diritto infatti, fu un'invenzione capace di sopravvivere molto piu' a lungo dello stesso impero romano d'Occidente. Infatti il codice civile del 1942 aveva ribadito i principi di quello del 1865, in cui si diceva che l'istituto familiare restava fondato sulla napoleonica "potesta' familiare": la moglie obbligata a seguire la condizione civile del marito, ad accompagnarlo ovunque egli ritenesse opportuno fissare la residenza, esclusa da qualsiasi decisione patrimoniale che pur la riguardasse, era in particolare punibile se adultera (per il marito questo reato non era previsto) e le si sequestravano addirittura i beni dotali se abbandonava il tetto coniugale. Per quanto riguarda i delitti e le pene, il codice del 1930 aveva concesso, a chi cagionasse la morte della moglie, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scoprisse illegittima relazione carnale, fortissimi sconti di pena, che consentiva delitti a bassissimo costo.
Tornando alla madre di tutte le vittime della violenza domestica, secondo lo stesso padre fondatore di Roma, il divino Romolo, la colpa della moglie di Metennio, destinata a proiettare la sua ombra sui millenni a venire, era gravissima: mettere bocca al nettare degli dei diventava quasi un sacrilegio se l'ubriacona era una donna, e se in piu', i beveraggi clandestini intaccavano seriamente il patrimonio del padrone di casa.

Questi sono i fondamenti giuridici su cui si basa la nostra societa' occidentale. Lo stravolgimento di questi principi e' avvenuto in epoca recentissima, circa 40 anni or sono.

Mentre conosciamo bene dove i nostri originari principi ci hanno condotto e cioe' nella consapevole e tecnologica civilta' moderna in cui viviamo, nessuno sa dove ci condurranno questi nuovi principi innaturali, basati sul femminismo. Peraltro molto recenti.

(voto alle donne in Italia: 31 Gennaio 1945, prima non avevano mai messo becco in questioni di politica, oggi andiamo verso le quote)"



Una riflessione: ma i recettori di quel post, e cioe' i frequentatori di quel luogo che sono convinti della grande superiorita' maschile, ne hanno compreso il reale significato? Perche' nessuno dei "vate" ha alzato gli scudi? Si crede forse che sia stato scritto per avvalorare le loro tesi?

Si provi adesso ad immaginare che quel post lo abbia scritto una donna... magari con una punta di sarcasmo :-)

10 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

per verità storica, lo so che la cosa c'entra poco con la tua riflessione, bisogna dire che la donna nella società romana aveva un ruolo importante; in ogni caso la donna romana era più valutata di quanto succedesse nelle altre società del tempo: greca, siriana, persiana ecc.

Per il resto, sarcasmo a parte, questo post conferma quanto è stata lenta e faticosa l'emancipazione della donna in Italia. Quanto ai recettori di questo post (utenti di quel forum) preferisco non esprimermi (parlano da sole le cose).

Tanti saluti dal tuo Davide

GIULIAS ha detto...

Rileggendo il post verrebbe quasi spontaneo credere che quella penna sia una femmina in realtà; penso che le donne attualmente nel mondo siano bene diverse dalle amazzoni che ci piacciono tanto, a me e a te Chiara; spesso scelgono di subire non per inconsapevolezza ma per timore di perdere quel posto di mogli rispettabili che hanno conquistato duramente, optando per l'infelicità: la donna per sua natura vorrebbe dominare, nemmeno la parità la soddisfa. Allora fingono di aver perso i loro poteri medianici e il loro potentissimo intuito perchè ciò comporterebbe la responsabilità di vedere realtà crude, come la mancanza di stima da parte dei loro uomini, nemmeno come madri sono considerate anzi criticate in tutto ma sempre alle spalle, e la presa di coscienza degli infiniti tradimenti volgarmente chiamati corna.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

degli infiniti tradimenti volgarmente chiamati corna.


Tu ovvoamente hai fatto un ritratto della donna occidentale la quale vive in relazione a cio' che e' il suo corrispondente maschile.
Ti assicuro che la tua analisi non sarebbe centrata se solo spostassimo la longitudine di qualche meridiano verso Est.

La donna ungherese (ed ancor meno la donna russa) e' poco propensa a farsi prendere per i fondelli dal classico stereotipo di uomo che (sia io, sia tu) conosciamo benissimo perche' "fruitore" di un servizio.

L'obiettivo della donna che descrivi tu e' la spasmodica ricerca dell'accettazione nella "buona societa", con occultamento di tutto cio' che da questa societa' viene ritenuto disdicevole.

Cosa e' che viene ritenuto disdicevole? Il fatto che ci siano le CORNA? Nooooooooooo!!!

Per questa societa' le corna ci sono... sono un fatto NATURALE... CONGENITO. Non sono quelle disdicevoli, non e' il tradimento, l'inganno, la ricerca della scusa, della giustificazione, il cambiar discorso... il far finta di nulla.

Cio' che e' disdicevole e' che le corna siano SCOPERTE e che diventino PUBBLICHE. Fintanto restano celate va tutto bene.

Ecco, questo fatto di prediligere la FORMA alla SOSTANZA e' meramente occidentale e fa parte di cio' che molti maschietti (che anche scrivono nei FORUM degli Uomini e negli immondezzai) si ostinano a difendere come "baluardo" contro le "talebane".

Ma talebane di chi? Di cosa? Di che?

Fanno tanto i gradassi e poi piangono come dei bimbi quando vengono scaricati a causa delle corna (questa volta quelle che loro subiscono).

Molti uomini alla forza della ragione, che suggerirebbe che una situazione e' giunta a TERMINE, oppongono come unico scudo L'ipocrisia... ed ovviamente le loro compagne fanno da guarnizione... cuocendo le costine alla domenica e facendo finta di nulla.

Come dici tu l'importante e' non esporsi... parlottare sottovoce... pettegolare quanto basta... dire che le puttane sono le altre e i puttanieri tutti fuorche' i loro mariti, ma poi godersi la villetta al mare dove quei loro mariti, stanchi di lavoro e di scopate con le loft, le raggiungono al sabato.

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Cio' che e' disdicevole e' che le corna siano SCOPERTE e che diventino PUBBLICHE. Fintanto restano celate va tutto bene."

Quanto hai detto è vero però bisogna specificare, non per fare una difesa dei maschi, che questo vale anche per le corna che le donne fanno ai propri uomini. Non è per polemizzare che ho fatto questa osservazione, ma leggendo il tuo post e quello dell'amica Giulias sembrava quasi che tutti i cattivi stessero da una parte: i maschi.

"Come dici tu l'importante e' non esporsi... parlottare sottovoce... pettegolare quanto basta... dire che le puttane sono le altre e i puttanieri tutti fuorche' i loro mariti, ma poi godersi la villetta al mare dove quei loro mariti, stanchi di lavoro e di scopate con le loft, le raggiungono al sabato."

Come sai io sono molto più vecchio di te (lo specifico solo per far capire che ho avuto più tempo per osservare certe cose) e nella mia esperienza mi è capitato di vedere delle delle donne che, pur avendo un marito fedele che gli ha comprato la villa al mare, non si sono fatte nessun problema a farlo cornuto. Si ben chiaro che io non voglio giudicare nessuno, ma solo mettere in evidenza che ci sono ragioni e torti da entrambe le parti. Anche se si realizzasse l'ipotesi di una società con CdA al cento per cento femminile, non credo che in fatto di tradimenti cambierebbe molto, perchè quello che conta è la responsabilità e l'onestà individuale.

Tanti saluti dal tuo Davide

duval ha detto...

Chiara:
"... ma poi godersi la villetta al mare dove quei loro mariti, stanchi di lavoro e di scopate con le loft, le raggiungono al sabato."

Meglio le street, per via delle finanze ... io, per dire, ho scoperto le rom dei campi nomadi ... 10/15 euro, volendo si può scopare nature e ti leggono anche il pisello.
Non si finisce mai di sperimentare: VIVA LE DONNE, caverna tiepida ed accogliente del maschio vagante da coglione nella bufera.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

vale anche per le corna che le donne fanno ai propri uomini.

Sai io parlo per sentito dire...

infatti cosi' mi dicevano i clienti.

clienti donne non ne ho avute... cioe' ne ho avute ma mai da sole.

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Sai io parlo per sentito dire..."

Anch'io parlo per sentito dire, nel senso che non ero (nascosto sotto il letto come in altre occasioni)materialmente presente nelle stanze dove si consumavano i tradimenti.

"infatti cosi' mi dicevano i clienti."
Io clienti (in questo settore), purtroppo, non non ne ho mai avute, però per sapere certe cose non serve avere clienti, basta guardarsi in giro e ascoltare il mormorio del popolo.

Tanti saluti dal tuo Davide

duval ha detto...

Davide:
"...però per sapere certe cose non serve avere clienti, basta guardarsi in giro e ascoltare il mormorio del popolo."

Ad ascoltare il mormorio del popolo (e di qualche coglione mediatico) c'è il pericolo di credere anche che ci sarà la pandemia di aviaria, che avremo presto la desertificazione, che da 200 anni non faceva tanto caldo, che i ghiacci si scioglieranno ed i mari ci sommergeranno, che le centrali nucleari sono pericolose e che a leccare la figa si prende l'HIV.

davide ha detto...

Caro Duval,

io ho detto ascoltare il mormorio del popolo e guardarsi in giro. Se a leccare la f... si prende l'HIV, io dovrei essere sotto terra da almeno venti anni (comunque sempre prudenza in certe cose).

Certo che queste notizie (i tradimenti) se non te le raccontano i diretti interessati, le puoi sapere solo ascoltando il mormorio del popolo; non so in che altro modo si possono avere le informazioni sulle corna: forse assoldando degli investigatori privati? Non credo sia il caso.

Saluti Davide

Willyco ha detto...

CdN: "Cio' che e' disdicevole e' che le corna siano SCOPERTE e che diventino PUBBLICHE. Fintanto restano celate va tutto bene. Ecco, questo fatto di prediligere la FORMA alla SOSTANZA e' meramente occidentale..."

Bellissimo, praticamente perfetto. Aggiungo solamente una nota.
Se le pubbliche corna richiedono la rottura formale del rapporto, ho scoperto che, simmetricamente, la rottura del rapporto fa presupporre "alla gente" che sia stata preceduta dalla scoperta delle corna.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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