venerdì 27 luglio 2007

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Il sacrificio


Il rate, oltre che il giusto compenso, sia per il tempo che passavo con il cliente, sia per lo sforzo (e le spese) che sostenevo per essere sempre fisicamente eccellente e ben curata, sia per la capacita' recitativa e per l'esperienza di geisha acquisita in anni di frequentazione dei "bordelli di Calcutta", rappresentava anche una dimostrazione di apprezzamento che la persona provava nei miei confronti. Psicologicamente era quindi per me la consapevolezza di un'affermazione in uno specifico ruolo.

Pagare era obbligatorio per chi mi incontrava. Lo era anche per coloro che possedevano le chances per far breccia nel mio muro sentimentale e che desideravano mettersi in gioco scegliendo la via della conquista. Anzi, con costoro ero addirittura piu' esigente, poiche' se con normali clienti il regalo rappresentava un corrispettivo per una prestazione professionale, per chi invece tentava di giocare tirando in ballo i sentimenti, questo assumeva un valore simbolico piu' deciso.

Devo confessare che per me (quando mi prestavo a tale gioco) non era tanto il regalo in se' che era importante, quanto la predisposizione al sacrificio del mio interlocutore. Cioe' il dono di una rosa in un ristorante milanese, magari acquistata per cinque euro dal venditore indiano, non aveva lo stesso significato del medesimo dono fatto nel deserto di Gobi a 1000 chilometri dal piu' vicino insediamento umano ove era impossibile trovare un fiore.
Ovvio che possono esserci molteplici forme di sacrificio, quello del fiore e' solo un esempio, ma anche il dono del tempo per chi ne ha poco potrebbe essere ugualmente esemplificativo.

Certamente nel mondo capitalista il dover pagare rappresenta una forma di sacrificio tout court anche per chi ha tanto denaro; tutto dipende dalla quantita'.
Quello dei regali costosi era percio' il metodo piu' facile che avevo per capire se l'altra persona mi apprezzava veramente oppure se cercava solo di fare "melina sentimentale" comportandosi come chiunque altro avrei potuto incontrare uscendo di casa.

A meno che, al posto dei regali costosi, non avessero voluto donarmi i reni o qualcun altro dei loro organi vitali. In tal caso avrei ovviamente accettato :-)

68 commenti :

duval ha detto...

Impostazione errata (secondo me, of course).
Il "sacrificio" in realtà è un "piacere".

"Certamente nel mondo capitalista il dover pagare rappresenta una forma di sacrificio tout court anche per chi ha tanto denaro ..."

Il sacrificio è dover fare soldi, sempre di più ... ma ... a quale scopo? Spenderli, altrimenti che ti sacrifichi a fare?

E poi tutti a fare shopping: chi si compra la ferrari, chi un dipinto antico, chi una escort di lusso (non sottilizzare sul "si compra") chi tutti e tre assieme e così via.

Molti neurologi/psicologi/psichiatri consigliano lo shopping come potente antidepressivo.

davide ha detto...

Cara Chiara,

leggendo questo articolo ho pensato che è stato un bene che non ho frequentato escort del tuo livello. Una delle cose che più ho apprezzato nelle ragazze che ho incontrato è stata la loro carica di umanità, probabilmente dovuta (soprattutto per le ragazze provenienti dai parsi più poveri) ad esperienze di vita dura che hanno comportato situazioni di sofferenza.

Certamente le escort del tuo livello sono molto più professionali e belle (anche se nella mia esperienza ho incontrato molte ragazze belle), ma dubito che abbiano quella carica umana che ho riscontrato nelle ragazze sopraccitate. Comunque io i regali li ho sempre fatti a queste ragazze e per fortuna nessuna mi ha mai chiesto un rene, perchè non so se sarei stato capace di dire no.

Tanti saluti dal tuo Davide

io_tundro ha detto...

Carissimissima Chiarettolona,

Hai scritto: Il ricevere regali costosi era percio' il metodo piu' facile che avevo per capire se l'altra persona mi apprezzava veramente

C'è tanta gente che spende un sacco di soldi per andare in certi alberghi perchè credono che quelli più costosi siano quelli più eleganti e comodi.

Tu stessa ne hai scritto.

I proprietari di questi alberghi sono tutt'altro che stupidi. Conoscono l'eleganza, la comodità. Conoscono anche il mercato e l'arte di vendere. Hanno fatto una scelta.

Sono quindi felici per i loro incassi. Ma sanno anche che provengono da quel tipo di persone poco consapevoli.

Il tuo affezionatissimissimo

io_tundro

guggenheim ha detto...

Non so Chiara, c'è qualcosa che personalmente non mi torna.
Forse perchè il mio (poco) approccio con l'escortismo è sempre basato sul commercio di sesso e non di sentimenti o altro.
Cerco la caramella e non anche la confezione, di quella non me ne faccio nulla.

Non riesco a capire per quale motivo dovrei regalare qualcosa ad una persona che per professione (giustamente) recita una parte, ma sopprattutto mi ha incontrato in un contesto che identifica un uomo come uno sfigato.

Anche tu in passato hai sostenuto che ci sono persone sfigate che vanno solo a prostitute, altrimenti andrebbero solo a pugnette.

Negli incontri io parto con il freno a mano tirato, le chiappe strette e la mano sul portafoglio sapendo che l'unico obiettivo (della donzella) è quello di trasferire il mio denaro nella sua borsetta nel piu' breve tempo possibile.

Con questo non dico che il tuo discorso non sia vero, anzi lo è sicuramente (vero). Ma non lo sento nel mio contesto. Sicuramente di polli è pieno il mondo.


ps: con questo non dico che non potrei caderci....... anzi! ;-))

Prosit
Gugge

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Io_Tundro: Non ho capito l'obiezione. In un post parlavo delle motivazioni che possono spingere le persone a scegliere il "piu' costoso" identificandolo con il migliore, in questo post invece parlo del significato che ha per me il regalo costoso.

Sono due cose diverse.

gullich ha detto...

"Il ricevere regali costosi era percio' il metodo piu' facile che avevo per capire se l'altra persona mi apprezzava veramente oppure se cercava solo di fare "melina sentimentale" comportandosi come chiunque altro avrei potuto incontrare uscendo di casa."

sei così sicura che il fare un regalo costoso sia sempre e per chiunque indice di apprezzamento?
conosco persone che pagano (non necessariamente escort) senza badare al quantum e solo per ottenere una gratificazione o una sfizio ed è tendezialemnte un regalo che fanno a se stessi... il rapporto con il soldo è sostanzialemnte diverso daindividuo ad individuo.

mi piace più l'idea del tempo per chi ne ha poco e - anche se comprendo il senso del ragionamento, specie contestualizzato nell'escortismo - trovo alla lunga assai malinconico dover sempre ricondurre ogni rapporto umano al dare/avere.

a volte (parlo per me) i dettagli dell'importanza sono invisibili ...e stanno in un gesto gratuito e spesso (apparentemente) irrilevante.

del resto, senza inutili romanticherie, qualcuno diceva "l'essenziale è invisibile agli occhi..."

:)

wgul

guggenheim ha detto...

Qualsiasi cosa sia (tempo, denaro ecc..) è sempre un rapporto

Meglio una rosa da chi se ne puo' permettere due (quindi 50%) piuttosto di un mazzo da 50 da chi se ne puo' permettere 500. Ha sicuramente + valore.

Idem per tutto il resto.

Certo che se una vuole le 50 rose, di conseguenza scarta quello da 2. Ma in quel caso sono le rose che interessano il resto è fuffa.

Prosit
Gugge

guggenheim ha detto...

@tundro:I proprietari di questi alberghi sono tutt'altro che stupidi. Conoscono l'eleganza, la comodità. Conoscono anche il mercato e l'arte di vendere. Hanno fatto una scelta.

Targhettizzazione della clientela.
L'arte è nel saper soddisfare un bisogno e non nel vendere un prodotto.
E' qui la differenza fra un'attività imprenditoriale vincente ed una perdente. Quella perdente si innamora del prodotto creato senza pernsare che il prodotto è solo uno strumento. Non si vende uno strumento ma la soddisfazione di un bisogno. Magari il bisogno di sentirsi parte di un certo ceto sociale.

Gu

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

sei così sicura che il fare un regalo costoso sia sempre e per chiunque indice di apprezzamento?


Ciao Gullich, ben tornato :-)

Non sono sicura che la motivazione di CHI LO FACEVA fosse quella di apprezzamento, ma sono certa che lo era per me che lo ricevevo.

Parlo ovviamente di tutto cio' che andava oltre il mero rapporto professionale nel quale era stabilita una "parcella" predetermitata.

Se leggi il mio post noterai che mi rivolgo solo a coloro che intendevano portare la relazione da un piano meramente professionale ad un piano piu'"umano" in cui fossero contemplati atteggiamenti piu' intimi (non credo nell'amore istantaneo fra due persone, tantomeno a quello di un cliente per una prostituta incontrata per una notte).

Dato che molti furbacchioni utilizzavano questo metodo per "risparmiare denaro" sperando di farmi fessa, era mio scrupolo metterli alla prova in quel senso.

E' ovvio che quando la relazione assume contorni piu' decisi, e le persone iniziano a fidarsi sia di loro stesse che del rapporto, un fiore donato in un deserto ha maggior valore di gioiello acquistato in Montenapo.
Ma fino ad allora cio' che dice uno che si professa "sincero" e' esattamente uguale a cio' che dice un emerito "bugiardo".

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Certo che se una vuole le 50 rose, di conseguenza scarta quello da 2. Ma in quel caso sono le rose che interessano il resto è fuffa.


Nella professione di chiunque sono certamente le rose che interessano. Ma questo vale per tutti, anche per te suppongo.
La professione di prostituta (nonostante cio' che in Italia e ne mondo puritano si crede) e' una vera e propria "fonte di reddito" imprenditoriale.

Diceva qualcuno: "per 50 dollari e' BATTERE... da 1000 in su gia' si parla di AFFARI".
La frase era in Russo ma il senso e' questo e ti assicuro che in vita mia non ho mai "battuto" ;-)

Cio' che volevo invece dire e' che nei rapporti che andavano oltre quello professionale difficilmente "graziavo" gli "innamorati" solo perche' si dichiaravano tali o perche' suscitavano in me una qualche reazione emotiva piacevole. Anzi con loro ero addirittura piu' esigente.

E lo sarei tuttora, ovviamente :-)

io_tundro ha detto...

In un post parlavo delle motivazioni che possono spingere le persone a scegliere il "piu' costoso" identificandolo con il migliore, in questo post invece parlo del significato che ha per me il regalo costoso.

Infatti nel mio commento guardavo la faccenda dalla parte di chi riceve un regalo/compenso di notevole entità. Dalla parte dell'albergatore e non di colui che soggiorna nell'albergo.

Non mi sembrano due cose diverse, ma i due lati della stessa medaglia.

Quanto alla differenza tra regalo e compenso, non ti devo insegnare io quanto sia sfumata la differenza nel tuo campo.

Sei tu che fai confusione, esprimendoti:

Non sono sicura che la motivazione di CHI LO FACEVA fosse quella di apprezzamento, ma sono certa che lo era per me che lo ricevevo.

Qui metti l'accento sull'aspetto di gratificazione. A questo proposito il mio commento era valido. Per dirla più direttamente: sei tu che hai valore o sono loro dei minchioni?
Se per te non fa differenza, sei una persona fortunata, in un certo senso.

Dato che molti furbacchioni utilizzavano questo metodo per "risparmiare denaro" sperando di farmi fessa, era mio scrupolo metterli alla prova in quel senso.

Qui metti l'accento sulla verifica delle intenzioni. Alla fine della "prova" sei sicura che il tipo è sincero. Potrebbe essere anche un sincero minchione. Ma a te non interessa, abbiamo visto. E vissero tutti felici e contenti! :)

Si può andare anche oltre nel ragionamento. Siccome in realtà non credo ti saresti (e sia) accontentata di relazionarti a lungo con un minchione, ci sarebbe da chiedersi: nel caso verificassi (o abbia verificato) che il tipo era un "sincero minchione" gli renderesti (o avresti restituito) il regalo/compenso?

Se, come suppongo, la risposta è "fossi scema!", allora questo meccanismo non è che una romanticizzazione di una versione estesa dello stesso meccanismo finanziario che sta alla base del tuo mestiere.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Io_tundro: non ci capiamo e questo e' normale dato che viaggiamo su due frequenze diverse.
Comunque cerchero' di dare una risposta a quanto mi e' parso di "capire". Non e' colpa tua se non riesco ad intuire il significato dei tuoi ragionamenti, e' solo un mio limite.
Sinceramente se tu avessi un blog non lo leggerei perche' mi verrebbe solo un gran ma di testa...
Magari il limite e' mio, ma puo' essere che il limite sia tuo e cioe' nel tentativo di esprimerti in forma "erudita" cadi nell'incomunicabilita'. L'arte della comunicazione purtroppo non la impari su Google :-)

Comunque...

1) Infatti nel mio commento guardavo la faccenda dalla parte di chi riceve un regalo/compenso di notevole entità. Dalla parte dell'albergatore e non di colui che soggiorna nell'albergo.
Non mi sembrano due cose diverse, ma i due lati della stessa medaglia.
Quanto alla differenza tra regalo e compenso, non ti devo insegnare io quanto sia sfumata la differenza nel tuo campo.


Mi sembrano cose diverse. E' inutile che ti ostini ad ostentare una ragione che non e' motivata se non da cio' che tu affermi senza avere avuto supporto alcuno alle tue parole. In questo modo tenti solo di acquisire punti... stai forse giocando a tetris?
La differenza fra regalo e compenso e' per me nettissima ma non ne ho discusso in questo post. Sei tu che hai la pretesa d'interpretare le le parole, ma come mi insegni l'interpretazione non e' altro che l'esternazione del proprio sentimento riguardo ad un determinato argomento e non necessariamente cio' che l'altro/a pensa veramente.
Cio' di cui ho invece parlato nel post e' il mio metodo per setacciare i parolai dai sinceri... i minchioni dai furbastri.
Anche se prediligo un sincero furbastro ad un minchione parolaio.

2) Qui metti l'accento sull'aspetto di gratificazione. A questo proposito il mio commento era valido. Per dirla più direttamente: sei tu che hai valore o sono loro dei minchioni?
Se per te non fa differenza, sei una persona fortunata, in un certo senso.


Ancora! Continui a darti i punti da solo. Chi ti dice che il tuo commento era valido? Te l'ha detto qualcun altro? Io dico che non era valido. La mia opinione ha valore oppure te ne freghi?
Non ho parlato ne' di minchioni ne' altro sei tu che introduci questa figura. Io ho parlato di clienti e di chi invece voleva proporsi in altro modo.
Sai dirmi chi dei due rappresenta la figura del minchione?
Comunque se sei sicuro di avermi interpretata bene sono felice per te ;-))) veramente deve essere una bella soddisfazione no?

3) Qui metti l'accento sulla verifica delle intenzioni. Alla fine della "prova" sei sicura che il tipo è sincero. Potrebbe essere anche un sincero minchione. Ma a te non interessa, abbiamo visto. E vissero tutti felici e contenti! :)
Si può andare anche oltre nel ragionamento. Siccome in realtà non credo ti saresti (e sia) accontentata di relazionarti a lungo con un minchione, ci sarebbe da chiedersi: nel caso verificassi (o abbia verificato) che il tipo era un "sincero minchione" gli renderesti (o avresti restituito) il regalo/compenso?


Io non metto l'accento su niente. Sei tu che ancora una volta lo metti ovviamente esulando dal contesto del post cercando di valutare il mio "operato" attraverso i miei post.
Questo "lavoro" da certosino psicanalista indica che hai a cuore la mia "salute mentale" e ti ringrazio per l'interessamento, ma non ti pare di mettere in mostra un po' troppo una tua particolare piccola insignificante ossessione nei miei riguardi?
Anche l'improvvisarti "analista" non essendolo e' un disturbo lo sapevi?
Comunque rispondo (che palle)... se alla fine mi accorgevo che il tipo era un sincero minchione difficilmente riuscivo ad esserne intrigata fino al punto di considerarlo qualcosa piu' di un cliente e cio' che aveva pagato era un compenso.
Nel caso in vece il tipo fosse stato non minchione ma sincero credo che avrebbe avuto indietro molto piu' di quanto donatomi come regalo.

4) Se, come suppongo, la risposta è "fossi scema!", allora questo meccanismo non è che una romanticizzazione di una versione estesa dello stesso meccanismo finanziario che sta alla base del tuo mestiere.

E hai supposto male! (vedi risposta sopra).
Il meccanismo finanziario che STAVA alla base del mio EX-mestiere e' noto e non dico niente di nuovo, in quanto basta leggere i post delle varie EX-colleghe per capirlo.
Il mio post, invece, non verteva su tutto cio' che hai scritto ed interpretato tu ma sul significato che aveva per me il rate, che per avere un valore doveva essere per forza alto.
Padronissimo di non credere alle mie parole, ma perdere tutto questo tempo per scrivere concetti arzigogolati e talvolta mal esposti o privi di senso solo per "contestarmi" o per "analizzarmi" oppure (peggio) per "cercare di farsi notare" da me mi pare un po' eccessivo.

Se hai tutte queste domande su di me, tutte queste tue interpretazioni, questi dubbi sul fatto che io non dica cio' che penso perche' non ti apri un TUO blog e lo dedichi ad un hobby? Magari cambi hobby ed invece di dedicarlo a me lo dedichi a te stesso e ci dici CHI sei.

Vedrai che forse, scrivendo di te stesso invece che degli altri, riuscirai a comprenderti meglio ed anche a farti comprendere meglio da chi ti legge.

Ora mi scuserai se non rispondero' ulteriormente alle tue "interpretazioni", tanto so che non capiresti mai le mie risposte e continueresti ad intepretarle all'infinito.
Inoltre il tempo che ti ho dedicato e' stato notevole, spero non ti lamenterai.

Buona giornata :-)

io_tundro ha detto...

Cara Chiara,

liberissima di non rispondermi, come eri libera prima. Spero vorrai far passare questo commento, comunque.

Mi spiace aver trascurato la particella "ex". Davvero! :) Non c'era nessun sottinteso.

Francamente non mi pare di aver espresso (o cercato di esprimere) concetti molto eruditi o particolarmente complessi o più eruditi e complessi di quelli contenuti nei commenti degli altri.
A cosa ti riferisci?

"Cio' di cui ho invece parlato nel post e' il mio metodo per setacciare i parolai dai sinceri... i minchioni dai furbastri."

Inoltre come hai scritto tu, hai parlato di quanto ti gratifica ricevere alti compensi e regali costosi:

"Non sono sicura che la motivazione di CHI LO FACEVA fosse quella di apprezzamento, ma sono certa che lo era per me che lo ricevevo."

Io parlavo di questo. Non di google o di alta cultura.

"Mi sembrano cose diverse. E' inutile che ti ostini ad ostentare una ragione che non e' motivata se non da cio' che tu affermi senza avere avuto supporto alcuno alle tue parole."

Cosa sono cose diverse? Il dare e ricevere sono "due cose diverse" o "due lati della stessa medaglia"?
Oppure parli di regalo e compenso? Sono proprio concetti separati? Sarà per questo che ho visto usare spesso il termine "regalino" o "regalino di x rose" anche per indicare il compenso (dato preferibilmente in maniera discreta ed elegante all'interno di una busta)?

ma come mi insegni l'interpretazione non e' altro che l'esternazione del proprio sentimento riguardo ad un determinato argomento e non necessariamente cio' che l'altro/a pensa veramente.

Esattamente, come in tante cose. Come nel caso del regalo costoso, per esempio, che interpretato in un certo modo ("lui mi dà il giusto valore") può essere fonte di gratifica ed interpretato in un altro ("lui è un minchione che pensa che ciò che costa di più vale di più") probabilmente non lo è.

Continui a darti i punti da solo. Chi ti dice che il tuo commento era valido? La mia opinione ha valore oppure te ne freghi?
Valido significava in quel caso "pertinente". Perchè penso sia pertinente l'ho scritto sopra. Non avendo letto nessuna tua argomentazione eccetto "io dico che non è pertinente!", effettivamente della tua opinione in questo caso me ne frego. :)

Non ho parlato ne' di minchioni ne' altro sei tu che introduci questa figura. Io ho parlato di clienti e di chi invece voleva proporsi in altro modo.
Sai dirmi chi dei due rappresenta la figura del minchione?


Come ho scritto sopra, ho usato il termine "minchione" (introdotto da me) per indicare il concetto (introdotto da te in un altro post)
di "colui che pensa che ciò che costa di più vale di più". Suppongo che i minchioni saranno egualmente distribuiti tra clienti e pretendenti.

Comunque se sei sicuro di avermi interpretata bene sono felice per te ;-))) veramente deve essere una bella soddisfazione no?
Non sono sicuro perchè più che dirmi che le cose che ho sostenuto hanno attinenza con la realtà mi hai solo fatto notare che è da psicopatico ossessivo fare ragionamenti simili. Come al solito insomma. :)

Questo "lavoro" da certosino psicanalista indica che hai a cuore la mia "salute mentale" e ti ringrazio per l'interessamento, ma non ti pare di mettere in mostra un po' troppo una tua particolare piccola insignificante ossessione nei miei riguardi?
Anche l'improvvisarti "analista" non essendolo e' un disturbo lo sapevi?


Cercare di capire quello che uno legge è un disturbo?

E' un disturbo più grande "analizzare come un analista" o "attribuire ad altri patologie mentali come uno psichiatra" (magari senza analizzare, perchè analizzare è patologico)?

E hai supposto male! (vedi risposta sopra).

No: ho supposto bene!
I regali di fidanzamento, quelli che sono percepiti come manifestazione della sincerità del proprio impegno ed interesse nei confronti dell'altra (non un maglione regalato a natale!), tradizionalmente si restituiscono.

Come al solito ci sarebbero altre cose da dire, ma visto che questo commento finirà ingiustamente censurato, mi fermo qui.

Ancora una volta sei ingiusta nei confronti del tuo affezionatissimissimissimo

io_tundro

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Errore ancora una volta.

Pero', dato il mal di testa che mi procurano i tuoi ragionamenti (che faccio passare se non sono scortesi), rispondero' solo all'ultima affermazione: I regali di fidanzamento, quelli che sono percepiti come manifestazione della sincerità del proprio impegno ed interesse nei confronti dell'altra (non un maglione regalato a natale!), tradizionalmente si restituiscono.


In quale tradizione? Tieni conto che nell'Universo non esiste solo la tua tradizione.
Forse nella mia non si restituiscono... e neanche vorrei indietro quelli fatti da me, anzi lo riterrei offensivo se qualcuno volesse restituirmeli.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ultimo commento di Io-Tundro rifiutato perche' (secondo il mio insindacabile giusdizio) scortese.

Passo solo questa sua domanda alla quale rispondo:

Forse nella tua non si restituiscono? O non si restituiscono per davvero?

Vuoi dirmi che ti sei informata di quali fossero le tradizioni delle persone con cui hai interagito?


Vedi, non stava a me interessarmi delle LORO tradizioni in quanto erano LORO che mi corteggiavano e non viceversa.

Io di tradizioni considero le MIE. Se agli altri non stava bene potevano fare a meno di corteggiarmi e conseguentemente di farmi regali.
Potevano limitarsi al compenso... oppure a niente. Uno piu' uno meno. Per me cambiava poco :-)

io_tundro ha detto...

Vedi, non stava a me interessarmi delle LORO tradizioni in quanto erano LORO che mi corteggiavano e non viceversa.

I regali si possono anche rifiutare, se sottoindendono significati e aspettative diverse per le persone coinvolte, per esempio.

Uno piu' uno meno. Per me cambiava poco :-)

Insomma i sentimenti degli altri per te non contano nulla. Non sono esseri umani pure quelli? Voglio dire... non stiamo mica parlando dei clienti no?

P.S.: non credeteci, il commento non era scortese. Era pure divertente e non offendeva nessuno. :)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ancora da Io-Tundro in risposta alla mia affermazione: e neanche vorrei indietro quelli fatti da me, anzi lo riterrei offensivo se qualcuno volesse restituirmeli.

Lui chiede:

Hai l'abitudine di fare regali costosi agli uomini cui sei interessata per dimostrare loro la serietà delle tue intenzioni?

Ho detto forse questo? Ho detto che ho questa abitudine? Non mi pare. Ho solo detto che GLI ALTRI l'avevano nei miei confronti o almeno l'avevano coloro che con me potevano avere qualche chance.

Comunque anche se avessi questa abitudine, nel mio post "Donare" esprimo cosa significa per me tale parola.
Ho detto anche che un bicchiere d'acqua nel deserto ha piu' valore di un'intera cassa di Champagne a Milano.

Se tu avessi interpretato giusto avresti interpretato cosi' "e' una specialista ne saper regalare bicchieri d'acqua nel deserto".

E quei regali non si restituiscono.

Pero' c'e' anche chi non ha questa "capacita' arcana" di saper donare e ripiega (oppure e' costretto a ripiegare) su altri tipi di regali che impegnano molto meno la persona e molto piu' il portafogli.

Ed anche quelli, se permetti, come gli altri fatti da me non si restituiscono.

Ritengo squallido fare regali con la pretesa di riaverli indietro se la storia finisce. Qui non e' in affitto nessuno. Il regalo lo accetto se e' fatto con sincerita' e definitivo altrimenti possono impiccarsi. :-))

Oppure, per fare una battuta alquanto superba potrei dire: "certo che ho l'abitudine di fare regali costosi... mi valuti forse niente?" :-))


PS: a chi volesse mettersi in lista come pretendente a base di bicchieri d'acqua nel deserto devo comunicare che c'e' da attendere fino al 2036 :-)

ugosugo55 ha detto...

Se tu avessi interpretato giusto avresti interpretato cosi' "e' una specialista nel saper regalare bicchieri d'acqua nel deserto".


e un sorriso in un mare di tristezza ,quanto vale?:-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

I regali si possono anche rifiutare, se sottoindendono significati e aspettative diverse per le persone coinvolte, per esempio.

Insomma i sentimenti degli altri per te non contano nulla. Non sono esseri umani pure quelli? Voglio dire... non stiamo mica parlando dei clienti no?


Non e' nella mia tradizione rifiutare regali. Una persona adulta matura e consapevole deve sapere da se' se e' il caso di fare un regalo oppure no. Nessuno la obbliga. Se io faccio un regalo lo faccio senza secondi fini.

Certo che se con quel regalo qualcuno intende comprarmi, allora e' giusto che lo tratti da cliente qual e'. E' lui stesso che si pone in quella veste.

I tuoi ragionamenti non sono solo strani ma sottendono al fatto che le persone vengono trattate come prodotti da scambiare (e da restituire quando avariate).

Non sono io che in questo contesto tratto le persone da clienti ma tu. Rifletti bene su cio' che scrivi.

Gli esseri umani al di fuori della loro professione (secondo il mio modesto parere che e' opposto al tuo) si comportano con generosita' e non con calcolo.

Il tuo ragionamento e' invece impostato tutto sul calcolo e quindi su un discorso dare/avere che e' proprio delle escort (e dei loro clienti)

Vuol dire che almeno sei d'accordo su come lavoravo e su come trattavo i clienti. :-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

e un sorriso in un mare di tristezza ,quanto vale

Vale piu' di un automobile o di un gioiello... ma ovviamente non e' restituibile.

Nella mia tradizione i regali NON si restituiscono.

Una persona e' libera di decidere se farli o no, ma se li fa non deve mai rinfacciare niente o rischia veramente brutte cose con me :-)

io_tundro ha detto...

Certo che se con quel regalo qualcuno intende comprarmi, allora e' giusto che lo tratti da cliente qual e'. E' lui stesso che si pone in quella veste.

I tuoi ragionamenti non sono solo strani ma sottendono al fatto che le persone vengono trattate come prodotti da scambiare (e da restituire quando avariate).


No. Sei tu che sbagli. O vuoi sbagliare.

Un "regalo costoso che vuole significare impegno serio" non significa "se me la dai tieni il regalo, altrimenti me lo restituisci".

Ma se uno ti manifesta il suo serio interesse e poi tu non lo trovi di tuo gradimento (perchè dopo un pò di tempo capisci che è un "minchione"), restituirgli il suo regalo significa "non ti voglio, non perchè non ti ritengo serio nel tuo interesse, ma perchè sei un minchione e del tuo serio interesse non me ne faccio nulla, quindi rieccoti il tuo 'serio interesse'".

Questo non solo non è strano, ma è una manifestazione di rispetto. Assolutamente non significa trattare come merce avariata nè te nè lui.

Magari nel caso di uno che ha manifestato il suo serio interesse ma poi ha continuato a trombarsi escort qua e là... il suo "serio interesse" sotto forma di regalo costoso una se lo può anche tenere con certe soddisfazione.

Vedi quante sfumature di comportamento?

La tua prassi è tutt'altra cosa.
Somiglia a questo: "bè... del tuo interesse non me ne frega nulla, però siccome ho speso del tempo con te e io ho una tariffa che sta scritta sul sito web, il regalo me lo tengo lo stesso perchè mi ci pago il tempo perso". Questo significa trattare una persona come un cliente.

Pero' c'e' anche chi non ha questa "capacita' arcana" di saper donare e ripiega (oppure e' costretto a ripiegare) su altri tipi di regali che impegnano molto meno la persona e molto piu' il portafogli.
Che gentaglia questi che spendono soldi, eh? :)

Nessuno ti dovrebbe chiedere regali in restituzione, infatti.
E' come quando si dona... te lo senti e lo fai...
Così può capitare che una o uno... si sente... e restituisce un regalo!

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Certo che puo' capitare. Puo' capitare nei confronti di coloro che sono stati sinceri e non minchioni.

Perche' di solito con costoro, se le storie finiscono non finiscono mai i litigi o guerre ma nel massimo rispetto. Per cui ci sta pure la restituzione di un particolare regalo. Per scelta e non per tradizione che' e' comunque sempre azione unilaterale da parte di una e non pretesa da parte dell'altro.

Con i parolai minchioni, invece, e' tutto un altro discorso.

io_tundro ha detto...

Lui chiede:

Hai l'abitudine di fare regali costosi agli uomini cui sei interessata per dimostrare loro la serietà delle tue intenzioni?

Ho detto forse questo? Ho detto che ho questa abitudine? Non mi pare.


Se non hai questa abitudine, che significato ha dire che tu non vuoi che ti vengano restituiti i tuoi regali?

Come ho detto, non sto parlando di regali "normali", ma di regali che hanno un preciso significato. Il tipo di regali che ti hai detto di pretendere o aver preteso.

Significato che non è "io ti do questo, tu ti fai scopare" (chiamasi "pagare il rate") ma "per me sei così importante che faccio un gesto che non posso permettermi di fare tutti i giorni" (va da se che un regalo di €30.000 di uno che ne guadagnasse €500.000 al mese non è un "grande impegno").

Certo che puo' capitare. Puo' capitare nei confronti di coloro che sono stati sinceri e non minchioni.
con i parolai minchioni, invece, e' tutto un altro discorso.
Chiara, nella grande deficienza comunicativa che mi attribuisci, mi sono premunito di dare una definizione specifica di "minchione" in questo contesto.
Qui, con due frase apparentementi innocenti, hai mischiato tutte le carte.

non per tradizione che' e' comunque sempre azione unilaterale da parte di una e non pretesa da parte dell'altro
Le "tradizioni (sane)" sono modi di sentire spontaneamente condivisi, non legge o contratto.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Lui chiede:
Hai l'abitudine di fare regali costosi agli uomini cui sei interessata per dimostrare loro la serietà delle tue intenzioni?

Io rispondo:
Ho detto forse questo? Ho detto che ho questa abitudine? Non mi pare.

Lui replica:
Se non hai questa abitudine, che significato ha dire che tu non vuoi che ti vengano restituiti i tuoi regali?

Io controreplico:
Non mettere a meta' la mia risposta. Mettila completa. Ho scritto anche:
Comunque anche se avessi questa abitudine, nel mio post "Donare" esprimo cosa significa per me tale parola.
Ho detto anche che un bicchiere d'acqua nel deserto ha piu' valore di un'intera cassa di Champagne a Milano.
Se tu avessi interpretato giusto avresti interpretato cosi' "e' una specialista ne saper regalare bicchieri d'acqua nel deserto".


Cio ' significa che "potrei" anche fare dei regali costosi (in termini anche di impegno, di tempo o di denaro) e se li facessi non mi attenderei indietro nulla ne' biasimerei la persona che una volta ricevuti se li tiene. Anche se sono una vera fuoriclasse a trovare l'acqua nel deserto per cui non sono solita "pagare" per i doni che facco. Ti disturba questa mia qualita'?

PS: sinceramente, ho speso anche troppo tempo con te. Credo che tu abbia avuto un bellissimo regalo. Adesso non attendo la restituzione ne' altro, solo permettimi di non doverti leggere ulteriormente che' mi fai venire il mal di testa. :-) Grazie per la comprensione e per il dono del "silenzio" che vorrai farmi :-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ultima cosa Tundro, non ti offendere ma realmente trovo i tuoi commenti banali e privi di senso. Come ti ho detto viaggiamo su due diversi binari ed io in casa mia mi attendo almeno di non dovermi sorbire la "musica frastornante" che invece piace a te.

Non ti disturbera' quindi il fatto che io "spenga" la tua radio, vero? E' sintonizzata su una stazione che trasmette musica che proprio non mi dice nulla. Solo rumore CLICK!

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Duval: Anche tu bari? Tu scrivi contestando una mia frase:

Il sacrificio è dover fare soldi

E chi lo ha scritto? Lo hai scritto tu non io.

Io ho scritto che sacrificio e' DOVER PAGARE. Tutt'altro significato, non credi?

io_tundro ha detto...

sono una vera fuoriclasse a trovare l'acqua nel deserto per cui non sono solita "pagare" per i doni che facco. Ti disturba questa mia qualita'?

No. Anche perchè è una affermazione verificabile solo nella esperienza tua e delle persone che hai frequentato. Quindi non la metto in dubbio ma nemmeno mi mette a disagio o mi emoziona.

PS: sinceramente, ho speso anche troppo tempo con te. Credo che tu abbia avuto un bellissimo regalo.

Spendere il mio tempo a "battagliare verbalmente" per non far affogare un ragionamento, non è un gran regalo da queste parti.

L'ipotesi che ricevere la tua attenzione sia già un regalo e come tale causi una gioia immensa nell'altro è sicuramente qualcosa che si verifica ma, forse, non in tutti i casi.

Abbiamo sprecato tempo in due. Per cui non posso nemmeno dire "mi dispiace". :)

Comunque apprezzo il fatto che ti sei sforzata di censurarmi meno di altre volte. Così che chi legge può valutare e confrontare ciò che ho scritto io e ciò hai scritto tu, chi ha scritto banalità e chi di più, e farsi una sua idea.
Ti ringrazio molto per questo.

(Quando invece imparerai a prenderti la responsabilità di troncare le discussioni senza vittimismi, sarà sempre troppo tardi.) :)))

Ciao Chiarellona! :)

duval ha detto...

@Chiara:
"@ Duval: Anche tu bari? Tu scrivi contestando una mia frase:

Il sacrificio è dover fare soldi

E chi lo ha scritto? Lo hai scritto tu non io.

Io ho scritto che sacrificio e' DOVER PAGARE. Tutt'altro significato, non credi?"

Se mi dici che baro mi incazzo come una bestia, puoi solo dirmi che non ho capito o mi sono sbagliato.
Però qui ti sei sbagliata tu e non iniziare una discussione per dimostrarmi che non ti sei sbagliata, ti sei sbagliata e basta, capita anche alle Chiare, a volte.
Tu hai scritto "Sacrificio è dover pagare" ed io ho risposto che, secondo me, dover (ma sarebbe meglio voler) pagare non è un sacrificio ma un piacere; il sacrificio dunque, secondo me, non è nello spendere i soldi ma nell'arrabbatarsi per farli, come impone la nostra società occidentale, e forse non solo (ma questo è un altro discorso ...).

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ok Duval, allora non hai capito.

Se dici VOLER pagare e' chiaro che non e' un sacrificio, ma se io avessi voluto dire cio' avrei scritto VOLERE e non DOVERE, non ti sembra?

A volte DOVERE e VOLERE possono anche sovrammettersi (o almeno questa e' la giustificazione ricorrente di chi DEVE ma non VUOL ammettere di aver DOVUTO), ma il fatto di non avere scelta se non quella di mettere mano al portafogli (oppure donare un rene o cercare l'acqua nel deserto) e' significativo.

Vogliamo sviscerare?

Forse Duval persona pagherebbe anche tanto (io lo so) per ottenere una cosa che desidera, in quanto l'infelicita' maggiore fra le due (pagare o non ottenere) deriverebbe dalla non soddisfazione del suo bisogno, ma se potesse avere quella tal cosa free non avrebbe una soddisfazione maggiore?

Posso comprendere che per Duval il pagare non e' un sacrificio, come ad esempio potrebbe essere per qualcun altro piu' parsimonioso, ma sono certa che la presentazione del conto rappresenta anche per lui il momento meno piacevole.

Ma qui torniamo sempre al solito discorso del "dare per avere": 15.000 per conoscere Chiara sono il massimo che Duval sarebbe disposto a versare ma se Chiara gli chiedesse 50.000 lui sicuramente declinerebbe, in quanto non coinvolto emotivamente o non interessato a coinvolgerla emotivamente. L'unico motivo per il quale sarebbe disposto a tale piacere-sacrificio di alleggerirsi di 15.000 bigliettoni e' solo uno: curiosita' da collezionismo. Poter dire "io l'ho fatto".

Invece il mio post indicava qualcosa di diverso. Metteva l'accento su una diversa motivazione che puo' spingere altri (e non Duval) a voler conquistare la donna che c'e' "dietro" la escort: l'illusione di non essere uno come tutti gli altri. Il voler brillare di luce speciale, soprattutto se la ragazza e' ricercata, corteggiata, ambita e tutti quanti sinonimi io possa usare per indicare una posizione di oggetto di desiderio.

Se Duval e' intelligente ed e' un uomo che ha vissuto molte esperienze (come intende far credere a chi lo legge) sapra' che stupirsi per una rosa acquistata dall'indiano fuori dal ristorante in quanto chissa' in vita sua quante di quelle rose avra' ricevuto.
In modo similare Duval non si accontentera' di relazionare con l'oca giuliva di turno perche' chissa' quanti discorsi scemi avra' sentito in vita sua.

Duval ricerchera' ed apprezzera' chi sapra' intrigarlo in modo non banale e magari (nelle cose per forza sono scontate come ad esempio il sesso) sapra' dargli sensazioni speciali e maggiori di quelle rivevute in passato da altre donne. Attenzione parlo di sensazioni "speciali e maggiori" e non di "diverse" perche' ogni donna (come ogni uomo) da' una sensazione diversa.

La donna parimenti per essere a sua volta intrigata avra' bisogno di vedere in lui aspetti speciali e maggiori, ma dato che le sue pulsioni non sono speculari a quelle maschili ma sono complementari, questi aspetti riguarderanno piu' L'eccellenza che non il mero lato sessuale.

Per questo avra' valore l'acqua nel deserto oppure la sensazione di trovarsi di fronte ad un uomo che ha saputo farsi valere nella vita tanto da potersi permettere di poter donare certe cose senza batter ciglio... per esempio la realizzazione di un sogno come un ristorante :-))

Il gretto risparmioso non rientra nell'immaginario erotico della sottoscritta, indipendentemente dalla sua cultura, dalla sua capacita' lessicale e dalla sua potenza amatoria.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ciao Chiarellona!

Ciao.

duval ha detto...

Sono molto più semplice, Chiara, giuro.
Vediamo se così funziona meglio:
Duval si è sempre fatto un discreto mazzo sul lavoro ed ha raggiunto certi risultati (poi magari un giorno ti racconto che non mi sono fatto il mazzo solo per raggiungerli ma anche per ...); farsi il mazzo sul lavoro non è in genere una mission per l'umanità e, dunque, si può definirlo un "sacrificio".
Duval non ha mai pensato di voler morire ricco, al contrario, essendo un voglioso, ha sempre sputtanato abbondantemente in vari hobbyes ed in ogni caso "pagare", "regalare", "aiutare" è per lui una scelta fatta a priori ed al momento della "consegna" non esiste alcun rimpianto o sacrificio ma solo il "piacere" di regalarsi qualcosa: un dipinto, un viaggio, un incontro con una escort, la gioia di chi ha ricevuto ...

Magari c'è qualcosa di egoistico, comunque è un "piacere".

Un sacrificio sono le tasse ...

davide ha detto...

Caro Duval,

Concordo con tutto quello che hai detto nell'ultimo post; in particolare, lo so che è una cosa banale, il riferimento al sacrificio delle tasse.

Saluti Davide

gullich ha detto...

bella serie di commenti... interessanti, a volte si capiscono molte cose anche a contrario, leggendo...

sottolineo solo un paio di punti che per me sono importanti: non condivido la tesi che produrre soldi sia sacrificio, per me è semplicemente il risvolto di un lavoro che amo... pur con tutte i suoi risvolti faticosi;mi sono sempre fatto il mazzo per delle idee non per delle banconote...(che pure contano) così come trovo fuorviante e banalizzante identificare le tasse come sacrificio.

Mi pare che qui il senso del titolo fosse "nobile" ovvero investo energie (che non sempre coincide con soldi o valore economico) in qualcosa che mi attrae a tal punto da farmi mettere in gioco.

alla fine ci si avvicina al concetto di dono e di donare di qualche thread fa, concetto che io trovo molto bello e intenso e nel quale mi sono specchiato inaspettatamente (a volte chiara è davvero chiara :)... ma vedo che spesso in queste discussioni si finisce semplicemente per appiattirsi sul gratis (o sull'economico).

pagare somme anche elevate per una serata con una escort a mio avviso significa nulla più che appagare qualche proprio desiderio, ossia regalarsi qualcosa nel significato riflessivo più profondo (c'è chi gode con una russa e chi con un 70-200VR o un distagon). regalare è cosa diversa e presuppone un moto verso qualcuno....

un'ultima notazione: pagare, regalare, aiutare sono tre verbi a distanze siderali fra loro... sottendono, imho, tre galassie diverse nel modo di sentire e nelle fattispecie coinvolte.



ma può darsi che io non abbia capito una bf... :)

regards

wgul

io_tundro ha detto...

un'ultima notazione: pagare, regalare, aiutare sono tre verbi a distanze siderali fra loro... sottendono, imho, tre galassie diverse nel modo di sentire e nelle fattispecie coinvolte.

ma può darsi che io non abbia capito una bf... :)


No. E' che nella vita della escort, come traspare anche dai testi di Chiara, questi piani sono confusi. Sono (abbastanza tacitamente e) consensualmente confusi, ma sono confusi.

gullich ha detto...

A) sei una escort anche tu, il biografo ufficiale di chiara o un analista di escort? :)
b) non ti sfuggirà che il quote era di duval; escort anche lui?
c) non sempre ciò su cui si scambiano opinioni, sensazioni, emozioni (?) deve essere posto in necessaria correlazione con il mondo escortistico... che spesso (almeno per me) è semplice spunto di riflessione
d) anyway, per rimanere alla (tua) lettura escortistica, mi paiono termini il cui significato é assai più obliquo e confuso nel cliente che nella escort, che viceversa è spesso assai chiara...

:)

io_tundro ha detto...

A) scusa ma... tu ti sei qualificato? Se, per pura ipotesi (e ribadisco pura ipotesi), avessi scritto "ma tu scrivi stronzate solo nel blog di Chiara o un pò dappertutto?" oppure "ma Chiara che cazz'è, l'analista dei clienti di escort e dei frequentatori di forum?" non credo sarei riuscito a essere più scortese di te. Naturalmente non mi permetterei mai di scrivere cose simili (anzi se apprezzo Chiara è proprio per la volontà di analizzare certi fenomeni). Erano solo frasi a titolo di esempio.
La tua è stata un'uscita infelice, comunque pazienza.

B) non ho visto nessuna "citazione" e eccetto forse in un caso, gli altri termini sono circolati ampiamente in vari commenti, quindi: no, non li ho attribuiti a Duval.

C) quindi posso parlare anche dei regali che vorrei che Babbo Natale mi portasse l'anno prossimo? Oppure di fioretti. O dei sacrifici che le persone fanno per mantenere in piedi una famiglia o un'azienda? Visto che il post di Chiara è uno spunto... non so... a me non piace discutere così. Preferisco focalizzarmi sul tema principale.

D) la tua annotazione su come quelli sono "termini il cui significato é assai più obliquo e confuso nel cliente che nella escort" è più che sufficiente a confermare quello che volevo dire. Ti ringrazio per il contributo e per avermi letto.

Ciao!

gullich ha detto...

vedi tundro... aldilà del fatto che mi riesce difficile seguire la tua linea di pensiero anche solo dal punto di vista sintattico grammaticale... no, non mi sono qualificato nè mi pare che nessuno si qualifichi qui dentro oltre il proprio nick ed il proprio pensiero.

il mio punto a) era semplicmente dettato, in maniera volutamente sarcastica, dal fatto che tu hai proposto un postulato (con un no/punto che non è propriamente nè garbato nè dialettico...) sul sentire di una escort e su quanto alcuni termini fossero nella testa di una escort confusi... rectius "Sono (abbastanza tacitamente e) consensualmente confusi, ma sono confusi." :)

trovo l'alliterazione consensulamente confusi musicale ma priva di significato concreto in questa discussione e forse in qualunque altra così come trovo un non senso che qualcuno - che non sia o sia stata escort - dia l'interpretazione autentica della confusione di una escort...

i tre verbi citati nel mio post erano stati usati - virgolettati - dal nick maschile duval.. ed il mio commento seguiva il suo...


mi scuso per la scortesia, se l'hai colta come tale, solo nei confronti di Chiara ... perchè non volevo generare flames

io scrivo cazzate ovunque my dear, non solo qui sopra :) ma questo non mi pare un forum di discussione nè un'arena, mi pare semplicmente un blog dove la proprietaria esprime il proprio sentire e chi ritiene di aver qualcosa da dire commenta ...

non replico sul resto delle tue affermazioni perchè assolutamente OT e perchè so per certo che chiara non apprezzerebbe affatto :)))

wgul

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

nè mi pare che nessuno si qualifichi qui dentro oltre il proprio nick ed il proprio pensiero.

A parte Duval :-)))

Comunque anche a me e' parsa illogica quella pretesa. In fondo Io_Tundro e' il solo commentatore che non solo, come tutti gli altri, non si e' qualificato, ma addirittura e' l'unico che e' stato ben attento a parlare SOLO di ME e di niente altro. Tantomeno di se'.

Ho come l'impressione che se io un giorno dovessi decidere di cancellarmi, anche lui si dissolverebbe.

io_tundro ha detto...

Gullich:

"no." era una negazione di "ma può darsi che io non abbia capito una bf... :)"

Significava "No, il problema non è che non hai capito una bf." e via di seguito. Più chiaro?

"su quanto alcuni termini fossero nella testa di una escort confusi"
Ma io ho scritto "E' che nella vita della escort". Nello stile di vita. Nei meccanismi che stanno alla base della professione e che costituiscono le modalità con cui si relaziona con i clienti e simili.
Non ho scritto "nella testa di una escort".

E' più chiaro?

trovo l'alliterazione consensulamente confusi musicale ma priva di significato concreto in questa discussione e forse in qualunque altra così come trovo un non senso che qualcuno - che non sia o sia stata escort - dia l'interpretazione autentica della confusione di una escort...
Se è chiaro, ovviamente è questo che non ha senso. Se non è chiaro, magari è meglio continuare a chiarire.

i tre verbi citati nel mio post erano stati usati - virgolettati - dal nick maschile duval.. ed il mio commento seguiva il suo...
Sarò confuso dal punto di vista sintattico grammaticale ma almeno si capisce quando cito qualcuno. Come puoi verificare tu stesso: non ci sono virgolette. Anche se ci fossero state e non le avessi viste, cambia qualcosa che fosse una citazione di Pinco Pallino visto che, come ho scritto off-topic, erano termini usati un pò da tutti?

Basta non capire qualcosa e la si trova molto facilmente OT.

ma questo non mi pare un forum di discussione nè un'arena, mi pare semplicmente un blog dove la proprietaria esprime il proprio sentire e chi ritiene di aver qualcosa da dire commenta ...
E quello che ho fatto io. Ho commentato. Quando i commenti di qualcuno non mi interessano, dopo averli letti, passo oltre. E' tutto molto sereno.

Chiara:
Comunque anche a me e' parsa illogica quella pretesa.
E' stato chiesto a me di qualificarmi. Posso essere il tuo biografo non autorizzato, il tuo analista sotto mentite spoglie o un astronauta annoiato sulla ISS. Non interessa a nessuno visto che pare che nessuno si qualifichi qui dentro oltre il proprio nick ed il proprio pensiero.
Di chi è la pretesa illogica?

Ho come l'impressione che se io un giorno dovessi decidere di cancellarmi, anche lui si dissolverebbe.
Il nick io_tundro potrebbe benissimo sparire anche prima, visto che sarà il trentesimo nick io_qualcosa con cui scrivo le stesse cose. Il prossimo sarà tundro_me, come ti ho già detto. :)

ma addirittura e' l'unico che e' stato ben attento a parlare SOLO di ME e di niente altro. Tantomeno di se'.
Tutti dicono qualcosa di se anche quando parlano degli altri.
Oppure pensi che quando dici qualcosa su di me (tipicamente un insulto :) oppure di questa o quella categoria, gli altri non leggono anche qualcosa di te?

E non è vero che parlo solo di te perchè, per esempio, pochi commenti fa ho suggerito un film in risposta ad un tuo post. Cosa che dice che ho visto quel film e la mia posizione a riguardo di quell'argomento.

Quando ritengo di avere qualcosa che valga la pena comunicare uso gli strumenti che penso siano più adatti.

Ti è mai capitato di scrivere tutta una serie di post e poi, mesi dopo, capire che erano noiosi e un pò scemi e rimuoverli dal tuo blog?

Queste "discussioni sulle discussioni" anzichè sulle cose, mi sembra indichino più che altro una tendenza all'ostracismo.

io_tundro ha detto...

"i tre verbi citati nel mio post erano stati usati - virgolettati - dal nick maschile duval.. ed il mio commento seguiva il suo..."

Scusa, ho letto male questo. Non cambia molto del valore di quello che ho scritto prima, comonque. Non rileggo tutti i messaggi quando ne viene aggiunto qualcuno. Probabilmente molti fanno lo stesso.

Io cerco di usare i caratteri inclinati quando cito qualcun'altro (spesso le virgolette e i caratteri inclinati), un pò come si fa in molti libri. Non sono rigoroso, ma un pò mi sforzo.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Dell'ultimo (l'ennesimo) commento di Tundro (quello che censurero') riporto solo quanto segue:
uralmente questo messaggio verrà censurato, senza ulteriori commenti, perchè "offensivo" e "questo blog non è un forum" etc etc...
Francamente, scrivere messaggi di questo tenore non mi diverte. Anzi mi dà tanto tanto tanto tanto tanto tanto fastidissimo.


Cavolo, persino il dono della divinazione :-)
Mai provato a metterti nel ramo dei chiromanti?

Sono spiacente che ti dia fastidio ma come ho detto altre volte (e qui ripeto) a me questo interessa proprio una BF :-)

Buona giornata.

Baudelaire999 ha detto...

arrivo tardi nella discussione ..e porto solo un esempio..
un ragazzo che conosco benissimo..che amava una bella donna.. per lei faceva sacrifici immani.. questo per alcuni anni.. finchè lei un giorno gli disse "grazie, ho trovato un altro che fa sacrifici di livello superiore..".
lei? agiata, ha cambiato ancora il sacerdote del sacrificio, annoiata e infelice.
lui? impazzito, vive come un bambino di 12 anni.

ci vuole tanta forza e tanto coraggio per cavillare sui propri limiti.

gullich ha detto...

@ tundro "Ma io ho scritto "E' che nella vita della escort". Nello stile di vita. Nei meccanismi che stanno alla base della professione e che costituiscono le modalità con cui si relaziona con i clienti e simili.
Non ho scritto "nella testa di una escort".

provo così, chè non son capace ne a quotare nè a scrivere in corsivo qui sopra.

commento solo questo, perchè il resto mi rimane davvero insondabile (prima che indifferente).

A me non interessa il sentire di un farmacista riportato da chi fa l'avvocato o il carpentiere in ferro. Mentre mi incuriosisce il pensiero, il modo di essere e di sentire di una donna (e nel caso de quo di una donna che asserisce aver fatto la escort per diverso tempo) mi importa assai poco quel sentire interpretato e riportato dalla compenete maschile che legge qui sopra o che va ad escort. quindi poco importa se tundro abbia detto nella testa, nel cuore o nella esistenza. Sempre di de relato si tratta (nella migliore delle ipotesi, quando non di sega mentale).

siamo comunque riusciti ad allontanarci un bel pò dal topic...

provo a riavvicinarmi, chiarendo che - quando mi riferivo ai tre verbi ed alle tre differenti galassie che non necessariamente hanno a che fare con la vita delle escort - non pensavo ai miei desiderata per babbo natale ma semplicemnete al fatto che a volte il mondo escort (o comunque i post di chiara su quel fenomeno) ripropongono stati d'animo e moduli comportamentali che sono frequenti anche in molti altri settori dell'umano vivere...

e che il sacrificio, inteso come dono e come messa in discussione di sè per dimostrare a qualcuno il valore che ha (o vogliamo che abbia) per noi, è condotta che non attiene solo al mero ambito del sesso a pagamento ... anzi, direi che attiene già molto alla sfera dei sentimenti e dell'interazione personale e non meramente sessuale.

Una scopata, fine a se stessa, mercenaria o meno, è un momento di appagamento materiale che vale - imho - quanto il regalarsi una bella macchina, un bell'obiettivo, o un bel viaggio a seconda delle proprie passioni. Mero consumismo.

Il sacrificio (che non è il tirar fuori x lire che mi sono a mia volta sacrificato a guadagnare, almeno così io ho inteso il post e per quello trovavo inadeguati i tre verbi sopra menzionati e virgolettati :) è un quid pluris...

ovviamente rimane il beneficio del dubbio del non aver capito la nota bf :) ma mi diverte comunque riflettere qui sopra,perchè spesso tende a farmi riflettere anche dentro ed è uno dei pregi maggiori che riconosco a chiara fuori e dentro al blog.

regards

wgul

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

lui? impazzito, vive come un bambino di 12 anni.


Cavolo... hai scoperto la vera vita di Miticpippo :-)))

E' per questo che ha ripiegato sui trans? :-)))

A parte la battuta (cattivissima ma non lo faccio piu' lo prometto) molte persone, all'inizio, quando ancora si permettevano di giudicarmi e di psicanalizzarmi", mi domandavano se per caso tutta questa mia voglia di picconare fosse dovuta a qualche trauma da me subito... che so, un abbandono, una delusione... insomma le solite sciocchezze che la gente tira fuori quando non sa controbattere.

Ecco a tal riguardo mi chiedo: ma un uomo che viene "bruciato" in tal modo non resta depositario perenne di un sentimento negativo nei confronti delle donne? E quanti di questi "bruciati" oggi si esprimono nel web scrivendo nei vari immondezzai magari prendendosela con le varie "chiare" accusando loro di odiare gli uomini?

Baudelaire999 ha detto...

..vero.. penso anch'io che molto odio verso le donne derivi da bruciature nel passato..anche minori molto minori di questa.

che poi il problema non è la donna che chiede i sacrifici ma l'uomo che accetta e supera i propri limiti e alla fine collassa.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

A tal proposito... leggi un po' qui:

http://giubizza.blogspot.com

Sembra impossibile MA ESISTE! :-)))

Credo che almeno una risata al mattino non mi manchera' :-)))

io_tundro ha detto...

Gullich: A me non interessa il sentire di un farmacista riportato da chi fa l'avvocato o il carpentiere in ferro.
Ecco. Se non ti interessa, non leggerlo. Vai avanti e così non fai la figura di quello che fa l'avvocato ma non è capace di leggere un testo in italiano.

commento solo questo, perchè il resto mi rimane davvero insondabile (prima che indifferente).
Il problema è proprio questo. Ti fosse indifferente dopo averlo sondato, la tua indifferenza avrebbe qualche valore.

Ma vi rendete conto delle cose che scrivete?

Chiara: mi domandavano se per caso tutta questa mia voglia di picconare fosse dovuta a qualche trauma da me subito... che so, un abbandono, una delusione... insomma le solite sciocchezze che la gente tira fuori quando non sa controbattere.

:D

Chiara! Ma veramente sei tu che tiri fuori questo tipo di argomentazioni!

Credo che almeno una risata al mattino non mi manchera' :-)))

Quando poi hai finito di ridere, cerca di approfondire certi argomenti leggendo quello che viene scritto da una e dall'altra parte dalla barricata, informandoti sia un blog di pincopalli che presso dei professionisti e magari ti fai un'idea migliore.

Bacioni a tutti.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Grazie dei consigli terapeutici dottore.

Putroppo mi manca il tempo di seguire e centellinare ogni singolo blog su internet (nonche' esaminare con sguardo notarile ogni singolo scritto di una specifica persona presa come bersaglio) come fa lei ma si sa che gli psicanalisti non hanno molto lavoro di questi tempi: a parte me siete tutti SANI! :-)))

Quando ha finito di giocare al "dottore" per cortesia si tolga il camice e lo riponga nell'armadietto come al solito. Fanno 300 euro per la prestazione :-)))

Certo che internet ne crea di gente strana! :-)))

Baudelaire999 ha detto...

un pò OT..ma c'enta un pò con regalo e sacrificio.

mi ha fatto vomitare la storia di questo onorevole, tal mele.
mi ha fatto vomitare la sua versione vergognosa, il suo comportamento squallido.

mi ha fatto vomitare il suo compagno di partito cesa e le vaccate che gli sono uscite dalla bocca.

di fronte a questi esempi di squallidi omuncoli come dare torto alle teorie di CdN????

davide ha detto...

Cara Chiara,

"mi ha fatto vomitare il suo compagno di partito cesa e le vaccate che gli sono uscite dalla bocca."

Quando al telegiornale ho sentito l'onorevole Cesa (persona che per altro apprezzo) che proponeva contributi per il ricongiungimento dei parlamentari, ho fatto un salto sulla sedia. Certamente anche questa vicenda (è capitata a un deputato del centrodestra, ma sarebbe stato uguale con uno di centrosinistra) conferma che siamo un popolo ridicolo di finti moralisti.

Tanti saluti dal tuo Davide

Tundro ha detto...

Grazie dei consigli terapeutici dottore.

Stupidaggine. Terapia per cosa? Per curare la tua ignoranza?
Allora come dovremmo chiamare gli insegnanti di ogni ordine e grado che, non solo danno "consigli" o meglio modesti suggerimenti, ma seguono programmi scolastici/accademici?

Qui evidentemente vuoi solo farmi apparire come qualcosa che non sono, ossia uno che si spaccia per psicoanalista, psicoterapeura o psichiatra (ossia un fuori di testa al cubo), per evitare semplicemente di discutere.

Ed evidentemente almeno qualcosa del comunismo vi è piaciuta. Visto che un ad Est (per una volta un Est non idilliaco, ce lo consentiamo?) quando qualcuno sostiene qualcosa che non vi piace, l'unica azione che sapete intraprendere è dargli del fuori di testa.

Putroppo mi manca il tempo di seguire e centellinare ogni singolo blog su internet

Ti garantisco che basta sceglierne 2 o 3. Non è questione della mia presunta ossessivita quanto della tua arroganza e superficialità.

E ti garantisco pure che (eccenzion fatta per il periodo in cui scrissi commenti in questo articolo) di tempo libero ne hai più tu di me.

Basta avere il piacere di capire perchè le persone hanno una certa opinione anzichè un'altra. Se c'è una parte di ragione anche in loro.

(nonche' esaminare con sguardo notarile ogni singolo scritto di una specifica persona presa come bersaglio) come fa lei

Quello sguardo notatarile è la mia personale modalità di guardare la realtà e pure me stesso, quello che faccio, dico, scrivo. Questo ha, come tutto, vantaggi e svantaggi. Quindi puoi smettere di elevarti al rango di bersaglio.

Mi capita di leggere altri blog. Alcuni non trovo nemmeno interessante commentarli. Altri raramente li commento. Altri sono scritti da persone che hanno uno spessore personale maggiore di quello che hai tu (e del mio e pure se li sommi non cambia molto) e, per questo motivo, quasi mai mi capita di aver qualcosa da sottolineare, replicare, aggiungere. Altre volte scrivo dei messaggi e delle email e non le spedisco, aspettando di aver tempo di crescere dal punto di vista culturale ed essere sicuro della mia opinione.

ma si sa che gli psicanalisti non hanno molto lavoro di questi tempi: a parte me siete tutti SANI! :-)))

Sei ti manifesti scrivendo, ti esponi al tentativo degli altri di capirti! Ma (cercare di) capire te, non cercare di capire quello che tu vuoi che gli altri capiscano di te.
Questo sempre e comunque.

Se non gradisci tutto ciò, fai come me ed evita di scriverne uno.

Quando ha finito di giocare al "dottore" per cortesia si tolga il camice e lo riponga nell'armadietto come al solito. Fanno 300 euro per la prestazione :-)))

Volendo stare alla (e, contemporaneamente, ignorare la) battuta: la cifra la stabilisco io, non tu. Ma sono capace di donare, io. E conservavo ancora un pò di piacere nel discutere.

Certo che internet ne crea di gente strana! :-)))

No, le crei tu, nella tua testa. Senza nessun bisogno di essere soggetta a malattie mentali.

Quanto al fatto che cercare di capire gli altri ("analizzare") sia qualcosa di patologico, esso è il concetto più di triste e deprimente e assurdo possa essere affidato ad un mezzo di comunicazione.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Sempre piu' Topologo, comunque rispondo... ho un sacco di tempo libero rispetto a Lei :-))

Stupidaggine. Terapia per cosa? Per curare la tua ignoranza?
Allora come dovremmo chiamare gli insegnanti di ogni ordine e grado che, non solo danno "consigli" o meglio modesti suggerimenti, ma seguono programmi scolastici/accademici?


Ah gia’ dimenticavo che Lei e’ un insegnante e che e’ abilitato a dare insegnamenti :-)

Qui evidentemente vuoi solo farmi apparire come qualcosa che non sono, ossia uno che si spaccia per psicoanalista, psicoterapeura o psichiatra (ossia un fuori di testa al cubo), per evitare semplicemente di discutere.

Invece?

Ed evidentemente almeno qualcosa del comunismo vi è piaciuta. Visto che un ad Est (per una volta un Est non idilliaco, ce lo consentiamo?) quando qualcuno sostiene qualcosa che non vi piace, l'unica azione che sapete intraprendere è dargli del fuori di testa.

No, NOI all'Est facciamo anche di peggio. Li inviamo a cucire guanti di pelle in Siberia :-)


Ti garantisco che basta sceglierne 2 o 3. Non è questione della mia presunta ossessivita quanto della tua arroganza e superficialità.

Ho capito… e sono cosi’ sfortunata che Lei ha scelto il mio? :-)

E ti garantisco pure che (eccenzion fatta per il periodo in cui scrissi commenti in questo articolo) di tempo libero ne hai più tu di me.

Sicuro? Come fa a GARANTIRLO? E’ per caso il mio vicino di casa?

Basta avere il piacere di capire perchè le persone hanno una certa opinione anzichè un'altra. Se c'è una parte di ragione anche in loro.

E lei ce l’ha questo PIACERE?

Quello sguardo notatarile è la mia personale modalità di guardare la realtà e pure me stesso, quello che faccio, dico, scrivo. Questo ha, come tutto, vantaggi e svantaggi. Quindi puoi smettere di elevarti al rango di bersaglio.

Per carita’, e’ sempre stata la mia aspirazione quella di fare il “piattello” :-)

Mi capita di leggere altri blog. Alcuni non trovo nemmeno interessante commentarli. Altri raramente li commento. Altri sono scritti da persone che hanno uno spessore personale maggiore di quello che hai tu (e del mio e pure se li sommi non cambia molto) e, per questo motivo, quasi mai mi capita di aver qualcosa da sottolineare, replicare, aggiungere. Altre volte scrivo dei messaggi e delle email e non le spedisco, aspettando di aver tempo di crescere dal punto di vista culturale ed essere sicuro della mia opinione.

Ho capito. Invece con me, dato che ho uno spessore personale inferiore, le rimane facile replicare, aggiungere e sottolineare, quasi stesse giocando la versione “base” di un giochino … E' divertente secondo lei vincere contro un’avversaria stupida? :-)


Sei ti manifesti scrivendo, ti esponi al tentativo degli altri di capirti! Ma (cercare di) capire te, non cercare di capire quello che tu vuoi che gli altri capiscano di te.
Questo sempre e comunque.

Se non gradisci tutto ciò, fai come me ed evita di scriverne uno.


Bello! Adesso addirittura, invece di evitare Lei di leggermi, mi “consiglia” di non scrivere :-)
E poi criticava i sistemi dell’Est :-)

Volendo stare alla (e, contemporaneamente, ignorare la) battuta: la cifra la stabilisco io, non tu. Ma sono capace di donare, io. E conservavo ancora un pò di piacere nel discutere.

Invece adesso non piu’, vero? Che perfida egoista che sono :-)

No, le crei tu, nella tua testa. Senza nessun bisogno di essere soggetta a malattie mentali.
Quanto al fatto che cercare di capire gli altri ("analizzare") sia qualcosa di patologico, esso è il concetto più di triste e deprimente e assurdo possa essere affidato ad un mezzo di comunicazione.


Forse, dico forse, questo blog e’ espressione solo della mia liberta’ di dire in santa pace cio’ che voglio. Il mio diario. Forse, dico forse, e’ chi si arroga il diritto di “consigliarmi” di starne fuori (a meno che di non essere disposta a sorbirmi decine di messaggi indecifrabili da chi si autoelegge “educatore") che dovrebbe, invece pensare a creare qualcosa di suo e raccontarsi.

Lei per me, caro “dottore” e’ solo un vigliacco, arrogante. Me ne frego se si offende. Mi quereli!

Tundro ha detto...

Ah gia’ dimenticavo che Lei e’ un insegnante e che e’ abilitato a dare insegnamenti :-)
Dove ha letto che mi sono attributito questo titolo? Dove?

Io ho dato modesti suggerimenti. Lei ha voluto intenzionalmente rigirare il senso della mia frase. La figura da gira-frittata (per usare un termine leggero) la fa lei. Liberissima, il blog è il suo, la sua immagine pure.

Invece?
Come tutti... in questo blog sono uno che esprime una opinione, argomentando. E' una figura assolutamente differenziata e meno qualificata delle sequenti: psicologo, psicoterapeuta, analista, psichiatra, insegnante, guru, etc.


T: Ti garantisco che basta sceglierne 2 o 3. Non è questione della mia presunta ossessivita quanto della tua arroganza e superficialità.
C: Ho capito… e sono cosi’ sfortunata che Lei ha scelto il mio? :-)

Anche qui fa la figura della gira-frittata. Mi riferivo alle 2-3 risorse online che dovrebbe consultare prima di esprimersi su certi argomenti (come l'identità sessuale, il conflitto tra sessi, etc). Non per farsi una "solida" formazione sulla materia, a per capire quanto sono complicate certe materie e quanto prendere una posizione "facile" (oppure per darsi un tono quella contraria) sia infantile e superficiale.

A meno che non voglia emulare Lexi Amberson. Ma lei è un pò più giovane.

T: E ti garantisco pure che (eccenzion fatta per il periodo in cui scrissi commenti in questo articolo) di tempo libero ne hai più tu di me.
C: Sicuro? Come fa a GARANTIRLO? E’ per caso il mio vicino di casa?

Lo ribadisce lei stessa ogni 2 per 3. Io, ingenuamente, ci credo. Lo so che lei non mente mai.


T: Basta avere il piacere di capire perchè le persone hanno una certa opinione anzichè un'altra. Se c'è una parte di ragione anche in loro.
C: E lei ce l’ha questo PIACERE?

Come vede è passato un bel pò di tempo dall'ultimo commento.

Sto ancora aspettando che si passi dalla fase degli insulti a quella delle argomentazioni che eventualmente possono o meno smentire le mie. Ma questo suo ennesimo commento sambra dire che non arrivà mai, quella fase...

Sei ti manifesti scrivendo, ti esponi al tentativo degli altri di capirti! Ma (cercare di) capire te, non cercare di capire quello che tu vuoi che gli altri capiscano di te.
Questo sempre e comunque.
Se non gradisci tutto ciò, fai come me ed evita di scriverne uno.


Chiara: lei tira un oggetto in aria e cade a terra. Se non vuole chi ricada a terra non lo getti per aria. Oppure può immaginare di gettarlo per aria e che esso non ricada più.

Bello! Adesso addirittura, invece di evitare Lei di leggermi, mi “consiglia” di non scrivere :-)
E poi criticava i sistemi dell’Est :-)

Non tiri fuori la libertà di parola, che ci fa la solita figura da gira-frittate. Il senso non è evidentemente quello che lei fa finta di attribuire alla mia frase.

E chi dà del malato mentale a chiunque osi discutere con qualche argomento, non è la persona più adatta a parlare di libertà di parola. La pianti con questa storia! I blog sono pieni di dialoghi del tipo:

Autore: X Y Z
Commentatore: A B C
Autore: è smettila con questa storia di A B C
Commentatore: e smettila con questa storia di X Y Z, allora
Autore: che mi vuoi togliere la liberà di parola? Internet bla bla bla il mio diario bla bla bla censura bla bla bla comunismo bla bla bla cina bla bla bla
Commentatore2: E nemmeno Google è più quello di una volta.
Commentatore3: E' colpa dei global climate changes!
Commentatore4: Autore, fregatene. Sono degli imbecilli che non capiscono la tua grandezza.

Forse, dico forse, questo blog e’ espressione solo della mia liberta’ di dire in santa pace cio’ che voglio. Il mio diario.

Tutti oggi anno la libertà di esprimere ciò che vogliono. Non si rendono conto delle conseguenze. E poi sono "delusi" (poverini) dalla blogosfera... pensavano di trovarci più "comprensione" di quella che si trova nell'interazione non mediata della rete.

Forse, dico forse, e’ chi si arroga il diritto di “consigliarmi” di starne fuori
Io non le ho consigliato di starne fuori. E' inutile che continui questa opera di rigiramento di frittate (causerà altri rigiramenti? :) trascuriamo questa ipotesi).

(a meno che di non essere disposta a sorbirmi decine di messaggi indecifrabili
Quindi lei ha terminato la strada del proprio accrescimento culturale ed intellettuale. Conosce tutto ciò che deve conoscere. Capisce tutto ciò che deve essere capito. Quello che non capisce è spazzatura.

Tutti questi traguardi li ha raggiunti a quanti anni? Che fenomeno!

da chi si autoelegge “educatore")
Da chi LEI ha definito educatore in modo da poterlo insultare più comodamente.

Ma cosa penseranno gli altri lettori di questi rigiramenti di frittate?

che dovrebbe, invece pensare a creare qualcosa di suo
Lei è forse la mia vicina di casa, per sapere cosa faccio?
Oppure pensa che "il blog" sia la sola unica espressione di creatività degna di questa epoca?

e raccontarsi.

Raccontarsi perchè? il racconto di 6 miliardi di persone è significativo? Raccontarsi come? Con le parole? Raccontare cosa di me? Raccontare a chi? Tutti capiscono tutto? Io capisco tutto?

Quando avrò trovato risposte a queste domande e soluzioni pratiche a queste questioni, eventualmente....

Quasto non esclude il discutere con altre persone perchè, anzi può essere uno strumento per rispondere alle questioni di cui sopra. Il suo odio per me non le consente di capirlo?

Lei per me, caro “dottore” e’ solo un vigliacco, arrogante. Me ne frego se si offende. Mi quereli!

No, stia tranquilla, non mi offendo per così poco e ho altro da fare che querelare. Ha ampio margine di manovra.

Prendiamo per ipotesia che io sia "vigliacco". Può spiegarmi qualche influenza ha sulle mie argomentazioni? Mi immagini come la persona peggiore di questo mondo. Si senta libera di farlo.

Ora possiamo passare alla fase successiva?

Fuori ordine:

Ho capito. Invece con me, dato che ho uno spessore personale inferiore, le rimane facile replicare, aggiungere e sottolineare, quasi stesse giocando la versione “base” di un giochino … E' divertente secondo lei vincere contro un’avversaria stupida? :-)


Parlo con lei perchè ho qualcosa appena significativo da dirle. Non perchè la posso "battere".

Dovrei andare in qualche blog di qualcuno che stimo tanto-tanto e commentare "ma quanto hai ragione!" "sei grandissimo" "sei il migliore"
"sono in totale accordo" "mi hai rubato le parole dalla tastiera!"

Inoltre le ricordo che è possibile essere "battuto" (per usare questo suo linguaggio videoludico) anche da un brocco.

Nel frattempo cerco di migliorarmi per affrontare questioni di maggiore rilievo o con maggiore profondità. Se ci riesco.

Ma perchè usa questi termini? Vincere, perdere, "battere"... usa pure "powned"?

In ogni caso nel confronto c'è sempre un pò di rivalità e aggressività. C'è una sfumatura di aggressività anche quando si fa sesso tra persone consenzienti, possiamo dirlo?... si immagini. Ma alla fine potrebbe anche rimanere un senso di stima. Potrebbe... se lei non evitasse la discussione con i suoi soliti metodi.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Dove ha letto che mi sono attributito questo titolo? Dove?

Qui: “Allora come dovremmo chiamare gli insegnanti di ogni ordine e grado che, non solo danno "consigli" o meglio modesti suggerimenti, ma seguono programmi scolastici/accademici?”

Comunque grazie infinite. Tutto cio' che avevo da dire su questo punto l'ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)

Io ho dato modesti suggerimenti. Lei ha voluto intenzionalmente rigirare il senso della mia frase. La figura da gira-frittata (per usare un termine leggero) la fa lei. Liberissima, il blog è il suo, la sua immagine pure.

Grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)


Come tutti... in questo blog sono uno che esprime una opinione, argomentando. E' una figura assolutamente differenziata e meno qualificata delle sequenti: psicologo, psicoterapeuta, analista, psichiatra, insegnante, guru, etc.


Grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)


Anche qui fa la figura della gira-frittata. Mi riferivo alle 2-3 risorse online che dovrebbe consultare prima di esprimersi su certi argomenti (come l'identità sessuale, il conflitto tra sessi, etc). Non per farsi una "solida" formazione sulla materia, a per capire quanto sono complicate certe materie e quanto prendere una posizione "facile" (oppure per darsi un tono quella contraria) sia infantile e superficiale.


Grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)


A meno che non voglia emulare Lexi Amberson. Ma lei è un pò più giovane.


Lei come fa a conoscere la mia VERA eta’? Abbiamo mai relazionato su questo punto? comunque grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)



Lo ribadisce lei stessa ogni 2 per 3. Io, ingenuamente, ci credo. Lo so che lei non mente mai.


E come fa a saperlo con certezza? Potrei mentire anche quando dico di non mentire :-) comunque grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)


Come vede è passato un bel pò di tempo dall'ultimo commento.
Sto ancora aspettando che si passi dalla fase degli insulti a quella delle argomentazioni che eventualmente possono o meno smentire le mie. Ma questo suo ennesimo commento sambra dire che non arrivà mai, quella fase...


Ah no? magari si salta la fase delle argomentazioni e si passa direttamente a quella dei ringraziamenti :-) Grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)


Chiara: lei tira un oggetto in aria e cade a terra. Se non vuole chi ricada a terra non lo getti per aria. Oppure può immaginare di gettarlo per aria e che esso non ricada più.
Non tiri fuori la libertà di parola, che ci fa la solita figura da gira-frittate. Il senso non è evidentemente quello che lei fa finta di attribuire alla mia frase.
E chi dà del malato mentale a chiunque osi discutere con qualche argomento, non è la persona più adatta a parlare di libertà di parola. La pianti con questa storia! I blog sono pieni di dialoghi del tipo:

Autore: X Y Z
Commentatore: A B C
Autore: è smettila con questa storia di A B C
Commentatore: e smettila con questa storia di X Y Z, allora
Autore: che mi vuoi togliere la liberà di parola? Internet bla bla bla il mio diario bla bla bla censura bla bla bla comunismo bla bla bla cina bla bla bla
Commentatore2: E nemmeno Google è più quello di una volta.
Commentatore3: E' colpa dei global climate changes!
Commentatore4: Autore, fregatene. Sono degli imbecilli che non capiscono la tua grandezza.

Tutti oggi anno la libertà di esprimere ciò che vogliono. Non si rendono conto delle conseguenze. E poi sono "delusi" (poverini) dalla blogosfera... pensavano di trovarci più "comprensione" di quella che si trova nell'interazione non mediata della rete.

Io non le ho consigliato di starne fuori. E' inutile che continui questa opera di rigiramento di frittate (causerà altri rigiramenti? :) trascuriamo questa ipotesi).


Qui invece avrei qualcosa da dire. Vede signor commentatore, lei ha le sue opinioni in merito ai blog ed alla blogsfera. Mi pare di capire (mi pare perche’ poi essendo tonta non so la mia analisi e’ giusta) che lei consideri il tutto come un campo di pelota: da una parte si lancia una palla in alto, questa ricade e c’e’ qualcuno/a pronto/a a rilanciarla. E cosi’ via in un moto perpetuo… infinito… stile Topologo per intenderci.
Una coazione a ripetere che e’ sintomo di un disturbo comportamentale. Non lo prenda come un insulto, ma noto che tutte le volte in cui si fa il minimo accenno al “disturbo” lei appare quasi come infastidito.

Ma torniamo al punto. Ecco la visione del campo di pelota non e’ proprio la mia visione. Mi perdonera’ se nella mia infinita prosopopea mi permetto di avere un’opinione diversa. Per me la blogsfera, e’ come una piazza sulla quale si affacciano tante finestre. Ciascuno/a di noi puo’ appendere una bandiera alla propria finestra e lasciarla li’ appesa senza che questo leda la liberta’ di alcuno nell’appendere una bandiera diversa fuori dalla sua finestra.

Sotto ad ogni finestra si radunano poi le persone piu’ o meno interessate a vedere i colori di questa piuttosto che di quella bandiera. Non so se riesco a farmi seguire, ma come vede ce la metto tutta per essere semplice e schematica in modo che non ci siano interpretazioni che possano tacciarmi di rigira-frittata (termine che lei usa nello stesso modo in cui viene usato il termine "disturbo mentale" dai cattivissimi psichiatri della SPECTRE dei paesi dell’Est quando inviano le persone al manicomio).

Comunque proseguiamo. I commentatori non sono altro che coloro che si radunano sotto le finestre. Ci sara’ chi applaude e chi fischia ma una cosa e’ certa: chi appende la bandiera lo fa in base ad una propria convinzione e non in base all’indice di gradimento esterno.
Si’ certo… poi ci sono i paraculi che cambiano continuamente bandiera ma non credo che lei voglia mettermi in quella categoria, vero?

Chi appende la bandiera e’ l’autore (o l’autrice) del blog. Non ci sono palle da restituire, non c’e’ competizione non c’e’ nulla di tutto cio’ di cui lei parla. C’e’ solo una bandiera appesa, una finestra ed il (o la) padrone/a di casa.
Poi ci sono le persone che hanno una diversa visione della blogsfera e pretendono di manipolarla e piegarla ai loro desideri. Sono coloro che non discutono sulla bandiera ma vanno a suonare continuamente il campanello di casa del (o della) blogger e non gli/le danno pace. Il loro obiettivo e’ quello di costringere il/la blogger a “ritirare” la bandiera infastidendola oltre ogni limite.
Queste persone non appendono alla loro finestra una loro bandiera (forse perche’ non ne possiedono alcuna) , ma desiderano che quelli/e che ne hanno una la ritirino.

Costoro sono quelli che io chiamo i vigliacchi e gli arroganti. Si arrogano il diritto di suonare continuamente il campanello di casa (ed in alcuni casi anche quello di lanciare sassi alla finestra tentando di spaccare i vetri) ma allo stesso tempo non hanno il coraggio di appendere la loro bandiera (per non esporsi ai fischi) oppure non vogliono ammettere di non possederne una.


Tutti questi traguardi li ha raggiunti a quanti anni? Che fenomeno!

Negli anni necessari eppoi esistono i fenomeni. Io ne ho conosciuti/e alcuni/e. Lei no? le da' forse fastidio? Crede di essere l’unico? comunque grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)


Da chi LEI ha definito educatore in modo da poterlo insultare più comodamente.
Ma cosa penseranno gli altri lettori di questi rigiramenti di frittate?
Lei è forse la mia vicina di casa, per sapere cosa faccio?
Oppure pensa che "il blog" sia la sola unica espressione di creatività degna di questa epoca?
Raccontarsi perchè? il racconto di 6 miliardi di persone è significativo? Raccontarsi come? Con le parole? Raccontare cosa di me? Raccontare a chi? Tutti capiscono tutto? Io capisco tutto?
Quando avrò trovato risposte a queste domande e soluzioni pratiche a queste questioni, eventualmente....
Quasto non esclude il discutere con altre persone perchè, anzi può essere uno strumento per rispondere alle questioni di cui sopra. Il suo odio per me non le consente di capirlo?
No, stia tranquilla, non mi offendo per così poco e ho altro da fare che querelare. Ha ampio margine di manovra.
Prendiamo per ipotesia che io sia "vigliacco". Può spiegarmi qualche influenza ha sulle mie argomentazioni? Mi immagini come la persona peggiore di questo mondo. Si senta libera di farlo.


Su tutti questi punti ho gia’ espresso cio’ che potevo esprimere. Non ho altro da aggiungere. Grazie. :-)


Ora possiamo passare alla fase successiva?

Fuori ordine:
Parlo con lei perchè ho qualcosa appena significativo da dirle. Non perchè la posso "battere".
Dovrei andare in qualche blog di qualcuno che stimo tanto-tanto e commentare "ma quanto hai ragione!" "sei grandissimo" "sei il migliore"
"sono in totale accordo" "mi hai rubato le parole dalla tastiera!"
Inoltre le ricordo che è possibile essere "battuto" (per usare questo suo linguaggio videoludico) anche da un brocco.
Nel frattempo cerco di migliorarmi per affrontare questioni di maggiore rilievo o con maggiore profondità. Se ci riesco.
Ma perchè usa questi termini? Vincere, perdere, "battere"... usa pure "powned"?



Non conoscevo il termine da lei indicato, comunque la visione relativa al campo di pelota e’ sua, non mia. Quindi tutta questa sua ultima argomentazione non mi riguarda. Comunque grazie. Non ho altro da aggiungere :-)


In ogni caso nel confronto c'è sempre un pò di rivalità e aggressività. C'è una sfumatura di aggressività anche quando si fa sesso tra persone consenzienti, possiamo dirlo?... si immagini. Ma alla fine potrebbe anche rimanere un senso di stima. Potrebbe... se lei non evitasse la discussione con i suoi soliti metodi.


Lei pare molto esperto in tutto. Tutti questi traguardi li ha raggiunti a quanti anni? Che fenomeno! mi perdonera’ se io non lo sono altrettanto.
Mi ritrovo spesso a dire cavolate ed e’ per questo che per evitare a tout le monde di dovermi sopportare avevo scelto la forma del “diario”…
Aggressivita’ nel sesso? Mi perdoni ma andrebbero fatti dei distinguo. A meno che lei non conosca UN SOLO tipo di sesso e, se mi permettera’ la battuta, l’unico tipo di sesso del quale lei ha SICURA conoscenza e’ quello onanista.

Comunque grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)

Tundro ha detto...

T: Dove ha letto che mi sono attributito questo titolo? Dove?
C: Qui: “Allora come dovremmo chiamare gli insegnanti di ogni ordine e grado che, non solo danno "consigli" o meglio modesti suggerimenti, ma seguono programmi scolastici/accademici?”

Lei si vuole far passare per tonta. Fa tanto comodo, vero?

Spiegazione per i tonti:

Esistono persone di vario tipo:

1) quelle che danno "consigli terapeutici" (diconsi medici, terapeuti, psicoterapeuti, psichiatri, psicoanalisti, etc.)
2) quelli che danno "modesti consigli", perchè, per es., hanno l'impressione che la interlocutrice si sia formata una opinione in base a veramente poche fonti e quindi si allargano in un "suggerimento di lettura"
3) gli insegnanti (che seguono per anni interi programmi di istruzione pieni di "suggerimenti educativi" per i loro allievi)

(esistono anche altri tipi di persone ma non ci interessano)

ora il significato della mia frase era:

se lei chiama "consigli terapeutici" i "semplici consigli" di lettura forniti dall'individuo di tipo 2), che nome dà all'attività degli insegnanti? Che termine le rimane? Sottolineavo un assurdo.

Ossia, ancora in altre parole, non le sembra un pò eccessivo chiamare "consiglio terapeutico di un sedicente dottore" quello che è semplicemente un "suggerimento di lettura"?

Riesce ad arrivare a questo? O la diverte tanto fare la finta stupida?

Può essere che una volta ci si intenda su qualcosa? O devo essere il cattivone psicopatico e lei la povera blogger che non ne può più?

Grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)
Tradotto: "ho capito una mazza di quello che hai e avevi detto, ma siccome sono superfiga, continuo imperterrita nella mia posizione, confidando nel fatto che la maggioranza dei mie lettori siano abbastanza stupidi o distratti (=non patologici) da non cogliere il punto"

T: A meno che non voglia emulare Lexi Amberson. Ma lei è un pò più giovane.
C: Lei come fa a conoscere la mia VERA eta’? Abbiamo mai relazionato su questo punto?
Come al solito mi fido delle sue dichiarazioni che la posizionano sopra la trentina, mentre il suo modello intellettuale letterario è appena sopra i vent'anni.

Ah no? magari si salta la fase delle argomentazioni e si passa direttamente a quella dei ringraziamenti :-) Grazie. Tutto cio’ che avevo da dire su questo punto l’ho detto. Non ho altro da aggiungere :-)
Il blog è suo. La "faccia" è la sua. Si accomodi.

La visione del campo di pelota e del videogioco è la sua (si rilegga). E' sua l'idea anzi il sentimento di sconfitta (o di pericolo di una sconfitta) quando qualcuno propone una argomentazione che mette i dubbio le sue convinzioni.

Sentimento di sconfitta al posto del desiderio di capire. Il blog non è nulla: nè un gioco di pelota, nè un videogame, nè nulla di diverso da quando lei in una stanza con altra gente dice una frase. Il fatto che la scriva con un computer e la registri su un "server" non nè fa qualcosa di diverso dal punto di vista dei rapporti umani.
Anzi è peggio di quello: perchè le parole scritte rimangono e quelle dette si dimenticano.

Aggressivita’ nel sesso? Mi perdoni ma andrebbero fatti dei distinguo.

Tutti quelli che vuole. Ci sono scaffali di libri e specializzazioni accademiche: legga, citi, ragioni, esemplifichi, parli delle sue esperienze e la leggerò con piacere. Mi riferivo semplicemente al fatto innegabile che molti tipi di sesso includono la penetrazione, che come minimo ad un livello simbolico è un atto di violenza. Questo senza accennare ad altre pratiche sessuali. Se ne vuole discutere, per quel che ne capisco, sono a disposizione. Mi istruisca e mi affascini.
Altrmenti, se non le va, cerchi di capire il senso di quello che volevo dire e accontentiamoci.

l’unico tipo di sesso del quale lei ha SICURA conoscenza e’ quello onanista.
E la mia vicina di casa per esserne così SICURA? O sta usando la solita patetica arma della donna sessualmente matura che purtroppo non ha altri argomenti?
Lei è una persona oltre che una donna sessualmente matura, sicuramente bellissima e affascinante! Una persona! Può fare di meglio!

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Grazie della sua scampanell.... ehm volevo dire ANALISI.

Molto pertinente ed arguta :-)

Ho notato pero' che non ha espresso alcuna parola sulla piazza, sulle bandiere e su coloro che suonano continuamente il campanello. Significa che cio' che ho detto era una vera castroneria da ventenne che si finge ultratrentenne oppure (peggio) da ultratrentenne con cervello da ventenne :-)

Purtroppo, nonostante la sua "rinata" grafomania alla TOPOLOGO, non ho altro da aggiungere e la ringrazio :-)

Tundro ha detto...

Rileggo il passaggio incriminato con più attenzione.

Nel frattempo che differenza c'è tra la scampanellata mia (tanto odiata e insopportabile) e quella degli altri suoi adorati commentatori?

P.S.: Non sono TOPOLOGO, spiacente.

Tundro ha detto...

Ma torniamo al punto. Ecco la visione del campo di pelota non e’ proprio la mia visione. Mi perdonera’ se nella mia infinita prosopopea mi permetto di avere un’opinione diversa. Per me la blogsfera, e’ come una piazza sulla quale si affacciano tante finestre. Ciascuno/a di noi puo’ appendere una bandiera alla propria finestra e lasciarla li’ appesa senza che questo leda la liberta’ di alcuno nell’appendere una bandiera diversa fuori dalla sua finestra.

Sotto ad ogni finestra si radunano poi le persone piu’ o meno interessate a vedere i colori di questa piuttosto che di quella bandiera. Non so se riesco a farmi seguire, ma come vede ce la metto tutta per essere semplice e schematica in modo che non ci siano interpretazioni che possano tacciarmi di rigira-fri
ttata (termine che lei usa nello stesso modo in cui viene usato il termine "disturbo mentale" dai cattivissimi psichiatri della SPECTRE dei paesi dell’Est quando inviano le persone al manicomio).

Comunque proseguiamo. I commentatori non sono altro che coloro che si radunano sotto le finestre. Ci sara’ chi applaude e chi fischia ma una cosa e’ certa: chi appende la bandiera lo fa in base ad una propria convinzione e non in base all’indice di gradimento esterno.
Si’ certo… poi ci sono i paraculi che cambiano continuamente bandiera ma non credo che lei voglia mettermi in quella categoria, vero?

Chi appende la bandiera e’ l’autore (o l’autrice) del blog. Non ci sono palle da restituire, non c’e’ competizione non c’e’ nulla di tutto cio’ di cui lei parla. C’e’ solo una bandiera appesa, una finestra ed il (o la) padrone/a di casa.
Poi ci sono le persone che hanno una diversa visione della blogsfera e pretendono di manipolarla e piegarla ai loro desideri. Sono coloro che non discutono sulla bandiera ma vanno a suonare continuamente il campanello di casa del (o della) blogger e non gli/le danno pace. Il loro obiettivo e’ quello di costringere il/la blogger a “ritirare” la bandiera infastidendola oltre ogni limite.
Queste persone non appendono alla loro finestra una loro bandiera (forse perche’ non ne possiedono alcuna) , ma desiderano che quelli/e che ne hanno una la ritirino.

Costoro sono quelli che io chiamo i vigliacchi e gli arroganti. Si arrogano il diritto di suonare continuamente il campanello di casa (ed in alcuni casi anche quello di lanciare sassi alla finestra tentando di spaccare i vetri) ma allo stesso tempo non hanno il coraggio di appendere la loro bandiera (per non esporsi ai fischi) oppure non vogliono ammettere di non possederne una.



Questa è la sua fantasticheria (non solo sua, pure di qualcun'altro che USA il MEZZO blog in maniera SIMILE).
C'è chi non concepisce il blog SE NON come strumento di discussione e confronto attraverso il quale giungere ad una "verità" minuscola, transitoria, ma migliore del punto di partenza.

Ma quale bandiera crede di possedere lei? Crede veramente di possederne una?

Io non mi espongo? Ogni volta che la critico, posso essere controcriticato in due maniere:

1) stupidamente ridicolizzato ed insultato come fa lei
2) criticato su un piano razioneale nel più ampio senso del termine (dove anche le sensazioni ed i sentimenti, essendo cose che esistono, fanno parte del mondo della razionalità)

Io mi espongo più di tutti gli altri suoi commentatori messi assieme.

In effetti non avevo completamente ignorato questo passaggio. Quello che le sfugge, e che può considerare la mia risposta a tutto ciò, è che il blog è un mezzo tecnico (come il telefono e la tv) e non è ciò che la sua fantasia ed il suo desiderio vorrebbe che fosse.

Ho capito da dove ha derivato la visione da "campo di pelota", ma, vede, non è una "mia visione". E' il dato di fatto.
Parlare, scrivere, ha le sue conseguenze. Se vuole può scrivere un libro che è un mezzo meno interattivo.

Rifiuto di essere assimilato a troll o simili, perchè ho sempre argomentato ciò che ho scritto. Mai insultando. E' sempre il suo solito comportamento quello che la destabilizza emotivamente è "folle", "psicotico", "maligno", "cattivo". Anzichè essere semplicemente, tranquillamente, altro da lei.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ok, ma come ho detto non ho altro da aggiungere se non...

sul fatto che lei possegga dei tratti "stalker" lo capisce anche il lettore piu' disattento, dato che e' un continuo "suonare il campanello". Mi costringera' a staccare la suoneria, presumo :-)

Purtroppo la mia concezione di blog e' diversa dalla SUA per cui cerchi di rispettarla o saro' costretta a buttarla NUOVAMENTE fuori.

Ma forse e' questo che lei veramente desidera. Se fosse vero (e ripeto solo se lo fosse) non oso entrare nel merito psicologico di un tal comportamento.

Spero che per oggi lei si dedichi a qualcosa di piu' piacevole che non TOPOLOGARE ogni mio scritto perche' non avro' piu' tempo per lei (in fondo, FORSE, e' solo questo di cui lei ha bisogno :-)

Tundro ha detto...

Raramente io e lei abbiamo discusso di qualcosa oltre al fatto che lei non vuole discutere... con me.

Infatti non è ancora chiara quale sia la differenza tra la scampanellata mia e quella degli altri suoi commentatori che lei tanto apprezza.

A proposito: ieri notte l'ho sognata. Mi è apparsa come una bellissima madonna e mi ha detto: "Continua a leggere il mio blog (senza commentare!) e ti guarirò dal cyberstalking". E' stato bellissimo e ne ho parlato anche con le mie colleghe d'ufficio. Lo sai che sono ricco di famiglia? Non c'entra un c...o ma ogni tanto bisogno scriverlo perchè sono un pò tonto.

regards wtundro

P.S.: Abbasso Manzoni!

Tundro ha detto...

sul fatto che lei possegga dei tratti "stalker" lo capisce anche il lettore piu' disattento

Essendo disattento, per definizione la sua opinione ha ancora meno valore.

Quello che nemmeno il lettore più attento capisce è che differenza c'è tra i miei commenti e quelli altrui.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Quello che nemmeno il lettore più attento capisce è che differenza c'è tra i miei commenti e quelli altrui.

Magari ce lo spiega lei brevemente, cosi' ci facciamo una cultura :-)

A proposito, il suo messaggio precedente era forse un "tentativo" di iniziare un flame?

Tundro ha detto...

C: "A proposito, il suo messaggio precedente era forse un "tentativo" di iniziare un flame?"

Quale? Questo?

T: "A proposito: ieri notte l'ho sognata. Mi è apparsa come una bellissima madonna e mi ha detto: "Continua a leggere il mio blog (senza commentare!) e ti guarirò dal cyberstalking". E' stato bellissimo e ne ho parlato anche con le mie colleghe d'ufficio. Lo sai che sono ricco di famiglia? Non c'entra un c...o ma ogni tanto bisogna scriverlo perchè sono un pò tonto.

regards wtundro

P.S.: Abbasso Manzoni!"


No. Era una maniera di spiritosa di chiederle se questo è l'unico tipo di commento che lei gradirebbe ricevere da parte mia.

Confido sul fatto che tutti commentatori "citati", anche quello meno dotato di senso dell'umorismo (notoriamente gullich), lo siano abbastanza (dotati di senso dell'umorimsmo) per chiudere la faccenda con un altrettanti "vaffanculo" scherzosi.

T: "Quello che nemmeno il lettore più attento capisce è che differenza c'è tra i miei commenti e quelli altrui."
C: "Magari ce lo spiega lei brevemente, cosi' ci facciamo una cultura :-)"

Non sono io che mi accuso di cyberstalking e manifesto fastidio per ogni mio commento che sia meno che banale. Quindi spetta a lei la spiegazione.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Quindi spetta a lei la spiegazione

No no, per carita', non si ritenga. Invii pure gli altri 3587 commenti che tiene di riserva :-)

Posso chiederle?

Ma qualcuna che ha avuto la malagurata idea di darle il suo numero telefonico e' poi "sopravvissuta"?

Oppure adesso giace in una tomba con il telefonino che (accanto) le continua a squillare? :-)

Tundro ha detto...

No no, per carita', non si ritenga. Invii pure gli altri 3587 commenti che tiene di riserva :-)

Le spetterebbe per correttezza intellettuale, non come possibilità. Non le stavo concedendo nulla, ma la stavo sollecitando.

Ma qualcuna che ha avuto la malagurata idea di darle il suo numero telefonico e' poi "sopravvissuta"?
Oppure adesso giace in una tomba con il telefonino che (accanto) le continua a squillare? :-)


Pochine (1? 2?) hanno ricevuto qualche telefonata di troppo (mai fatto una telefonata di troppo? lei, la donna-che-non-deve-chiedere-mai, forse no, ma qualche altro lettore magari sì). Ma nulla di drammatico. Sono tutte vive e vegete.

Qualcuna ha ricevuto il tanto giusto. Pure queste tutte vive e vegete.

Qualcun'altra avrebbe voluto darmi il suo numero di telefono (PAZZA!), ma non ne ha avuta l'occasione. Per fortuna sua, ovviamente. Suppongo vive pure queste.

Qualcun'altra me lo ha dato ma o è rimasto inutilizzato o la signorina sta ancora aspettando una risposta all'ultima sua telefonata o all'ultimo suo messaggio. Suppongo siano vive, ma non mi frega molto. Se non lo sono, non è colpa mia, giuro. Suppongo che al momento il disinteresse sia ampiamente ricambiato.

Una (pochino, vero? ma non tutti sono fortunati e sinceramente non me la spiego nemmeno) sì è un pò troppo incazzata per mancanza di telefonate e... altro.

Nel complesso uso pochissimo il telefono.

Differenzio tra comunicazioni affettive/sentimentali e di altro tipo.

Non mi considero una persona "normale" o con "spiccata socialità". Soffro la presenza di persone non gradite abbastanza da non aver voglia di imporre la mia personalità agli altri.

Cestino email altrui. Mi aspetto che capiti lo stesso con alcune delle mie. Sorvolo su commenti altrui, mi aspetto che possa capitare con i miei.

Ha raccolto abbastanza materiale per il suo prossimo attacco personale?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Soffro la presenza di persone non gradite abbastanza da non aver voglia di imporre la mia personalità agli altri.


Ma davvero??? :-o

Tundro ha detto...

Sì Sì. :-O

Le faccio anche notare che è impossibile per me imporre la mia presenza in questo blog, almeno di usare tecniche informatiche illegali. Sta sostenendo questo?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Le faccio anche notare che è impossibile per me imporre la mia presenza in questo blog, almeno di usare tecniche informatiche illegali. Sta sostenendo questo?


E' una minaccia?

Comunque non avro' modo di leggere la sua risposta che andra' a finire direttamente nel cestino.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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