sabato 14 luglio 2007

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Essere o non essere?


Devirtualizzazione: questo neologismo indica l’atto di chi decide di rivelare la sua identita’ reale a persone che, fino a quel momento, l'hanno conosciuto/a solo come identita’ virtuale (nickname).

E’ un impulso dettato dal desiderio di “dimostrare” la propria esistenza oltre i limiti imposti dai bit inviati nel web. Quasi che l’identita’ virtuale non sia sufficiente per connotarsi rispetto al Mondo.

Per alcuni il dogma e’ “esisto in quanto fornito di codice fiscale”… che idiozia!
I Miti sono l'esempio piu' eclatante di come "l'esistenza" non sia legata neanche all'effettiva esistenza sul piano fisico, ma dipenda dal significato che un certo personaggio (spesso mai vissuto) puo' aver lasciato dentro di noi.
Si esiste perche’ pensiamo e perche’ il nostro pensiero e' stato in grado di suscitare attenzione ed interesse indipendentemente dalla nostra fisicita'.

Chi viene preso dalla smania irrefrenabile di mostrarsi, addivenendo ai desideri di chi vuol solo mettere il naso nei suoi affari, nei suoi segreti, nella sua vita privata… permettendo ai "paparazzi del web" di catturare immagini “ricordo” e di avere dati sufficienti a rintracciarlo in ogni dove, prima di farlo dovrebbe pensarci 1000 volte. Soprattutto se l’ambiente in cui la devirtualizzazione avviene e’ borderline e composto (in parte) da psicotici fuori controllo.

E’ esattamente come “bere” da un bicchiere in cui sia contenuto un liquido di cui non si conosce la composizione: solo se cadremo in preda agli spasmi sapremo che era veleno.
Per questo motivo ho sempre rifiutato inviti a cene o devirtualizzazioni all'interno di "certi ambienti". Solo a cose fatte avrei saputo se la mia fiducia sarebbe stata ben riposta oppure no, e qualora non lo fosse stata non avrei potuto rimediare ad un eventuale errore di valutazione.


Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. (William Shakespeare )

45 commenti :

guggenheim ha detto...

Al di là della frequentazione di luoghi border line.....

Secondo me dipende da qual'è l'approccio al web.

Uno strumento per crearsi una seconda vita?

Uno strumento per conoscere persone lontane?

Uno strumento per aumentare il proprio know-how?

Una trappola?

Al di la d'incontrare qualche puttaniere in swiss (come ben sai noi uomini facciamo branco...) ho avuto in vita mia un paio di devirtualizzazioni (frequentavo la chat di iol).
Aspettative deluse, ma non perchè le persone non fossere state sincere. Ma perchè il loro personaggio che mi ero creato nel mio immaginario era diverso.


Cara Chiara, anche il linguaggio del corpo ha la sua importanza.


Cos'è per me il web? Boh non so!
Sicuramente una porta aperta.

Prosit
Gugge

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Aspettative deluse, ma non perchè le persone non fossere state sincere. Ma perchè il loro personaggio che mi ero creato nel mio immaginario era diverso.


Allora era meglio che non fosse avvenuta, la devirtualizzazione.

Il linguaggio del corpo ha la sua importanza, ma io preferisco, come tutte le lettrici di libri poco propense ai "rifacimenti" cinematografici, immaginare...

Difficile da comprendere da chi, come gli uomini, ritengono la fisicita' un punto cardine di ogni rapporto... soprattutto per i pescatori che "pescano" per "fame" e non per diletto.

°°sono qualcuno°° ha detto...

ma perchè le esperienze virtuali ti hann spesso dato una cattiva sorpresa..e ti hann deluso!
perchè hai spesso scoperto che il buono e il cattivo stann dietro lo stesso nick...e son la stessa persona...
ma c'è anche altro!
e non parlo solo di blog e di internet... quando non esisteva ciò,c'erano i num di cell sconosciuti...
io son diffidente di persona,ma se si parte dall'idea 'virtuale=bugia' allora sì che bisogna non fidarsi... ma io son partita dall'idea 'virtuale=persona'...d'altronde io non mento,quindi perchè credere a priori che gli altri lo facciano?
certo non bisogna farsi ingannare,ma la mia [e la loro] devirtualizzazione [che per me come termine neanche esiste,perchè per me 'loro' sono reali prima e dopo l'incontro...se non si parte con questa idea,forse,lo si prende solo come gioco questo mondo e non con la possibilità di fare altre nuove belle conoscenze]non mi ha deluso... guardare nei loro occhi era come leggere le loro parole...anzi,leggere le loro parole era come guardare nei loro occhi!
ho amicizie che continuano da anni!!

buongiorno!
se manco qualche giorno da qui,mi perdo troppe novità...mannaggia!!

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Sonoqualcuno: certo cara... tutte belle parole e bei concetti. Solo che non hai dato un'occhiata ai Blog degli psicotici in questi giorni.
Se tu fossi aggiornata credo che cambieresti "lievemente" opinione.
Buona giornata :-)

guggenheim ha detto...

Cara capiamoci:

Un "bel" cervello non necessità di fisicità.

Ma 6 mi fai immaginare una bella serie di curve, non vorrei poi scoprire che in realtà è un rettilineo (magari dotato pure di un bel paletto) ;-))


Prosit
Gugge

°°sono qualcuno°° ha detto...

si...di psicotici e 'traditori'ce ne sono! lo so,davvero! dopo averli beccati,ora cerco di evitarli e non dargli retta ;-)
e posso dire un'altra cosa?[sempre ignara da ciò che è stato]...
non c'è male che si riceve se non si è dapprima compiuto! quindi...

ora scapppppppppo!

guggenheim ha detto...

sono@ non c'è male che si riceve se non si è dapprima compiuto! quindi...

su questo non condivido.
c'è chi vuole cmq fotterti per invidia.

prosit
gugge

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Gugge: non so se il riferimento al rettilineo con paletto sia riferito alla sottoscritta. Come ben sai non avrei modo ma neanche la voglia e la necessita'di dimostrarti COME SONO...

Potrei averla qualora mi mettessi in "vetrina" oppure, come Thaïs, sulla bilancia per farmi pagare il mio peso in argento, e ti assicuro che sono un po' piu' alta e pesante di Thaïs che, dicono, fosse una donna minuta.

Quindi immaginami come ti pare... curvosa o con paletto. Per me non cambia niente. :-)

Buona giornata.

guggenheim ha detto...

Non mi riferivo a te.

Era un discorso generale applicabile a diverse situazioni.

Prosit
Gugge

davide ha detto...

Cara Chiara,

“Per questo motivo ho sempre rifiutato inviti a cene o devirtualizzazioni all'interno di "certi ambienti". Solo a cose fatte avrei saputo se la mia fiducia sarebbe stata ben riposta oppure no, e qualora non lo fosse stata non avrei potuto rimediare ad un eventuale errore di valutazione”

Secondo me fai bene a non devirtualizzarti (lo dico anche se per me poter conoscere una persona straordinaria come te sarebbe la cosa più bella del mondo), perché con il tuo comportamento coraggioso tu hai dato fastidio a tanti mascalzoni: papponi, truffatori dei siti fake ecc. Quella feccia lì se ne avesse l’occasione sarebbe contenta di farti del male perché teme che l’esempio di una persona coraggiosa potrebbe essere imitato da altri: naturalmente nel tuo caso starebbero molto attenti, perché tu hai dimostrato così tanto coraggio e forza da fargli paura (in realtà sono solo dei codardi miserabili). Papponi a parte ho l’impressione che per una donna devirtualizzarsi sia sempre un po’ rischioso, perché rischia di essere importunata dagli psicotici di turno. Se mi devirtualizzassi io (non tanto perché sono grande e grosso) non credo che gli psicotici mi cercherebbero e probabilmente non se ne accorgerebbe nessuno: al massimo, forse, qualcuno direbbe che scrivo banalità devirtualizzate.

“Solo che non hai dato un'occhiata ai Blog degli psicotici in questi giorni.
Se tu fossi aggiornata credo che cambieresti "lievemente" opinione.”

Rispetto a quanto hai detto sopra devo dire che finalmente –a riprova che il tuo atteggiamento coraggioso è contagioso- sembra che qualcuno si stia muovendo. Ho letto sul suo blog che l’Ughetto invita Illustre a non sperperare sodi con gli avvocati. Anche se usa il solito tono becero e offensivo ho notato, fra le righe, che l’amico Ughetto, in realtà, comincia a farsela addosso dalla fifa (peccato che in Italia la giustizia non funzioni) .

Tanti saluti dal tuo Davide

Willyco ha detto...

"soprattutto se l'ambiente in cui la devirtualizzazione avviene è borderline e composto (in parte) da psicotici fuori controllo."
verissimo. Sto frequentando un bel forum di cinema ed arte: persone intelligenti (non tutte, ovviamente) e rilassate. Ho ritenuto di iscrivermi col mio nome vero e non escludo frequentazioni reali. Ovviamente, nell'immondezzaio..... col cavolo... ;-))

duval ha detto...

Da un mio vecchio 3D su ier:

Quando entro nel forum mi accingo mentalmente ad andare a teatro, dove il pubblico è intento alla “storia”, alle parole che esprimono concetti, che è la sostanza, ed al modo in cui le parole vengono elargite, che è la forma; l’attore-uomo è un nick, l’uomo-attore è uno sconosciuto. Nel contesto del teatro è importante conoscere l’uomo-attore? Pare di no.

Assimilando il forum al teatro, potremmo concludere che sarebbe opportuno disarticolare totalmente il nick dal suo proprietario fisico ed occuparsi esclusivamente dei concetti trattati. Ma il forum non è totalmente assimilabile al teatro: ogni relazione col mondo virtuale può essere di tipo passivo (entro e leggo), esplorativo (navigo alla ricerca di informazioni) o interattivo (dialogo con altri) e loro combinazioni; ora il teatro è ovviamente assimilabile ad una relazione di tipo passivo mentre il forum, per molti di noi, è di tipo interattivo. Potrebbe essere comunque valido il concetto di dialogare sui contenuti e disinteressarsi del nick che li esprime, ma, ad esempio, a me risulta ostico.

Probabilmente non sono geneticamente pronto a sostituire, anche solo in parte, le relazioni fisiche con relazioni virtuali; non sono pronto a discutere seriamente attorno ad un tavolo hi-tech dove le sedie non hanno gambe dovendo sostenere solo un nome in codice, ben che vada un ologramma. Mi vanno strette perfino le conference call e le multivideocomunicazioni, ormai indispensabili nel mondo del lavoro. Sono ancora legato a cogliere il significato di uno sguardo o di un sorriso, del timbro di una voce, finanche di un odore; e possibilmente con l’intermediazione di un piatto ed un bicchiere reali, che sono sempre un ottimo catalizzatore.

Da una parte nella relazione virtuale su un forum si è indotti a frammentare la propria attenzione verso ogni interlocutore presente, dissociandosi in molteplici connessioni sempre mutevoli e sempre temporanee: in qualche modo sfaldando il puzzle che natura, ambiente e società hanno creato a formare il proprio Io reale.
D’altro canto l’assenza di una presenza fisica reale e la conseguente impossibilità di usufruire di tutti i messaggi annessi diminuisce drasticamente l’accesso alle informazioni fondamentali alle quali siamo abituati nelle relazioni interpersonali.
Ho il sospetto che i due fenomeni associati possano condurre a forme di depersonalizzazione, mascherata da onnipotenza di comunicazione.

La possibilità di giocare ruoli diversi per osservare la reazione degli altri o di cambiare la propria identità con un click, anche se con intento più da ricercatore che da truffatore, non mi piace; come non mi piace l’eventualità che l’interlocutore sfumi il limite fra realtà e finzione fino a sostituire l’io online a quello offline.

Come si può continuare qui, parlando a non so chi, a ragionare su questioni così complesse? Come si possono affrontare argomenti come la distorsione del tempo e dello spazio, l’insicurezza dell’io reale che si rifugia nel comodo mondo virtuale dove non ha necessità di definirsi o di strutturare relazioni stabili? Come si può manifestare il pericolo che la fase dell’io virtuale prenda il sopravvento su quella dell’io reale, capovolgendo di fatto il senso della propria esistenza, come l’alcolista che è sano solo quando è ubriaco poiché nella fase asciutta è incapace di affrontare le problematiche che lo affliggono ed evade dal proprio mondo rifugiandosi nell’alcool?

Crediamo di conoscerci attraverso il forum e conosciamo, in minima parte, solo ciò che stiamo rappresentando, come a teatro, e se qualcuno recita se stesso non lo sapremo mai.

Ecco: ci siamo creati probabilmente una nuova forma di incomunicabilità fatta non di silenzi ma di troppo rumore.


“I miei pensieri sono le mie puttane": Denis Diderot.
Sarebbe bello indagare la filosofia, sorprendentemente applicabile alla presente discussione, che sta attorno a questa frase; ma … dove? Su un forum o su un blog?

Trovo comunque stucchevole l’eterna impostazione di Chiara riguardo il presunto “esibizionismo” di chi apprezza la devirtualizzazione.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Trovo comunque stucchevole l’eterna impostazione di Chiara riguardo il presunto “esibizionismo” di chi apprezza la devirtualizzazione.


Non e' eterna e solo una convinzione che si e' creata dopo aver frequentato l'immondezzaio.

Comunque il senso del mio post era inerente agli ultimi avvenimenti e a chi si e' lasciato ingenuamente fotografare da chi credeva persona amica ed affidabile...

Vorrei concludere con una frase che ho sentito dire da una ragazza (?) in SL ad una persona che le chiedeva un incontro in web cam: "credi che io rischi di vedere la mia faccia su Youtube per 20 miserabili dollari?

duval ha detto...

Io non so nulla di tutte queste malefatte del mondo virtuale che continuamenti denunci e meno ne ne importa.
Se mi desse veramente noia un nick invece di denunciarne le miserie o quant'altro, semplicemente lo ignorerei: metodo infallibile.

Con queste fisime di possibile danneggiamento dell'immagine non andiamo più in birreria, in discoteca, allo stadio, a teatro, in qualsiasi luogo pubblico dove è facile socializzare provvisoriamente chè potremmo incontrare una persona che poi ci segue, segna la targa della macchina, ...

Mah! Avrò avuto culo ma non ho mai incontrato di questi problemi, e sì che io mi devirtualizzo e socializzo all'estremo.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Io non so nulla di tutte queste malefatte del mondo virtuale che continuamenti denunci e meno ne ne importa.


Si' certo... comprendo. Ma forse importa agli altri, a chi queste cose le subisce o le ha subite.

Con queste fisime di possibile danneggiamento dell'immagine non andiamo più in birreria, in discoteca, allo stadio, a teatro, in qualsiasi luogo pubblico dove è facile socializzare provvisoriamente chè potremmo incontrare una persona che poi ci segue, segna la targa della macchina, ...

La differenza fra incontri fatti nella vita reale (che poi ovviamente restano nel reale) ed incontri fatti in quella virtuale (che poi vengono trasferiti nel reale) e' la stessa differenza che c'e' fra incontri fatti alla luce del giorno e incontri fatti ad un ballo mascherato in una stanza completamente buia.

Le prime persone sono da subito individuabili, di loro conosciamo immediatamente l'identita' e se ne possono percepire pregi i difetti, mentre le seconde non sapremo mai chi sono in realta', perche' anche quando si mostreranno fuori dalla stanza buia non avremo certezza se quella che vedremo sara' una ulteriore maschera oppure no.

Mah! Avrò avuto culo ma non ho mai incontrato di questi problemi, e sì che io mi devirtualizzo e socializzo all'estremo.


Il fatto che tu abbia scopato mille donne senza esserti beccato mai nulla non significa che qualcun altro/a possa contagiarsi la prima volta che lo fa.
Esistono un sacco di cose che "non ti toccano" (per il momento) ma che per altri possono rappresentare un problema.
Il tuo modo di ragionare e' molto "personale e, se mi permetti, egoista.

duval ha detto...

@Chiara:
"La differenza fra incontri fatti nella vita reale (che poi ovviamente restano nel reale) ed incontri fatti in quella virtuale (che poi vengono trasferiti nel reale) e' la stessa differenza che c'e' fra incontri fatti alla luce del giorno e incontri fatti ad un ballo mascherato in una stanza completamente buia.

Le prime persone sono da subito individuabili, di loro conosciamo immediatamente l'identita' e se ne possono percepire pregi i difetti, mentre le seconde non sapremo mai chi sono in realta', perche' anche quando si mostreranno fuori dalla stanza buia non avremo certezza se quella che vedremo sara' una ulteriore maschera oppure no.
"

Al ballo in maschera si va (suppongo) per divertirsi; magari proprio con la pruriginosa "curiosità" di scoprire cosa si nasconde dietro la maschera; se la curiosità non c'è o, peggio, se si ritiene che la maschera non sia solo esterna, dunque funzionale al gioco, ma patologia conclamata, cosa ci vado a fare al ballo in maschera?

E chi assicura che chi non va mai a un ballo in maschera è "immediatamente identificabile percependone pregi e difetti" mentre non "sapremo mai chi sia in realtà" colui che ieri sera era al ballo in maschera?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Duval: Noto che hai glissato sull' "egoismo" :-)))

Comunque mi pare una discussione capziosa. Facciamo cosi': tu continui ad entrare nelle stanza buie e a bere sostanze che non conosci, mentre io continuo come ho sempre fatto.
Vedrai che saremo entrambi felici :-))

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Mah! Avrò avuto culo ma non ho mai incontrato di questi problemi, e sì che io mi devirtualizzo e socializzo all'estremo."

Secondo me, per quel pochissimo che può valere la mia esperienza personale, il fatto che l'amico Duval non abbia avuto problemi è dovuto al motivo che, in genere, sono quasi sempre le donne che subiscono questo tipo di molestie.

In caso di devirtualizzazione ho notato che se un uomo dice ad una ragazza che non prova niente per lei questa raramente importuna l'altro, mentre noi maschi tendiamo a non accettare questo e spesso molestiamo le donne che ci hanno rifiutati.

PS. Tempo fa ho visto una tramissione che mostrava che in alcuni stati asiatici gli uomini, a volte, deturpano con l'acido il volto delle donne che osano rifiutarli.

Tanti saluti dal tuo Davide

duval ha detto...

Ma che razza di discorsi state facendo?
E la statistica?

Non andiamo più in macchina perchè ogni tanto qualche ubriaco ci investe?

Non scopiamo più perchè c'è una qualche probabilità di infettarsi con la gonorrea o la clamidia?

Fra essere coscienti e coscienziosi e gridare "al lupo" ce ne corre.

Sono così numerose le frequentatrici virtuali che sono state infettate da un "malomaschio" virtuale?

Se Chiara ha vissuto esperienze personali negative non credo possa generalizzare e mettere continuamente in guardia dai pericoli della devirtualizzazione, nè tanto meno ritenere "esibizionista" o "egoista" chi, anche in base alle proprie esperienze, non la teme affatto.

Potrei ribaltare la questione ed affermare che Chiara è una egoista perchè si nega alla devirtualizzazione, da tanti di noi desiderata, solo perchè ha avuto un problema con un paio di stronzi.

Nice&Nasty ha detto...

@davide: veramente a me non è praticamente mei capitato di assistere a molestie da parte di uomini rifiutati. E neppure di venirne a conoscenza. Non dico che non succeda, ma in linea di massima, in un ambiente sociale sano e normale, credo sia cosa rara. Magari sono fortunato io, ad avere a che fare con una parte di umanità meno barbara...

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Chiara è una egoista perchè si nega alla devirtualizzazione, da tanti di noi desiderata, solo perchè ha avuto un problema con un paio di stronzi.


Bella questa! Sarei egoista anche se evitassi di uscire con i gioielli addosso perche'cosi' evito che me li rubino ma in questo modo tolgo il piacere alle brave persone di potermeli osservare?

Cioe'... sarei un'egoista a rivendicare il mio diritto a DECIDERE per me stessa cosa fare o cosa non fare per la mia sicurezza personale?

La mia accusa d'egoismo nei tuoi confronti non era per il fatto che ti devirtualizzi, ma per la frase che hai detto e cioe' che se esistono certe brutture a te non frega niente perche' a te non sono mai successe.

Cioe' dato che tu non ha contratto l'AIDS dici che te ne freghi del fenomeno... questo e' l'egoismo da me fatto rilevare.

Se poi desideri entrare nei vicoli oscuri del Bronx con il tuo orologio da 50.000 dollari al polso fai pure.

Perche' gli immondezzai non sono posti "normali" come i forum di cinema... sono il Bronx, capito? E lo sono perche' l'argomento trattato e' borderline e legato a numerosissime "patologie" che hanno origine nel sesso.

Che poi dentro ci siano ANCHE brave persone questo e' un altro fatto ma una buona parte di queste "brave persone" fingono di esserlo.

Lasciatelo dire da una che di "brave persone" in vita sua ne ha conosciute a decine se non a centinaia.

davide ha detto...

Caro Nice&Nasty

"veramente a me non è praticamente mei capitato di assistere a molestie da parte di uomini rifiutati. E neppure di venirne a conoscenza. Non dico che non succeda, ma in linea di massima, in un ambiente sociale sano e normale, credo sia cosa rara. Magari sono fortunato io, ad avere a che fare con una parte di umanità meno barbara... "

Lo so che è un fenomeno molto raro e anche a me è capitato di vedere pochi casi: tieni conto che, probablimente, io sono più vecchio di te e qundi ho avuto più tempo per vedere certe cose. Effettivamente il termine "molestie" che ho usato è un po' esagerato; più che molestie ho notato che certi uomini, una minoranza comunque, tendono ad essere molto insistenti verso le donne che li rifiutano.

Saluti Davide

Nice&Nasty ha detto...

Chiara: Perche' gli immondezzai non sono posti "normali" come i forum di cinema... sono il Bronx, capito? E lo sono perche' l'argomento trattato e' borderline e legato a numerosissime "patologie" che hanno origine nel sesso.

Sono d'accordo al 100%. "Capitano" o fanno delle "gite" nel Bronx, anche le persone per bene e normali. La differenza è che questi, una volta toccato con mano com'è l'ambiente, se ne tornano tranquille tranquille a Manhattan. Se non si è fatti della stessa pasta, è difficile che si regga l'ambiente se non per un breve periodo.

duval ha detto...

@Chiara:
Perche' gli immondezzai non sono posti "normali" come i forum di cinema... sono il Bronx, capito? E lo sono perche' l'argomento trattato e' borderline e legato a numerosissime "patologie" che hanno origine nel sesso.

Va bene, mi arrendo.
Evidentemente non so tanta cose (ma solo là dentro?) e non mi rassegno a pensare che ci siano tanti malfattori virtuali.

Però io sono una "persona per bene", magari con la lingua lunga ed alcune innocue (com)pulsioni, perciò ti invito ufficialmente ad un pranzo di ragazze e puttanieri (tutte "persone per bene") settimana prossima; il pranzo non te lo offro altrimenti pensi che, ecc..., ecc...
Certo che accoglierai l'invito ti invito ad invitarti a raccogliere gli inviti "reali".

Willyco ha detto...

Beh, se la fate sta cena (ma non ci credo non ci credo no) sarei perfino disponibile a devirtualizzarmi anche io (ma non fatevi strane idee, ho pochissimo seno, belle gambe, ma... non depilate).
In realtà, la persona virtuale e la persona reale tendono ad essere due "esseri" con storie diverse e maniere di rapportarsi diverse (forse Duval e pochi altri esclusi)
Allora, se un nick cattura il mio interesse (ad esempio CdN), perchè non mi devo godere il suo blog, ma devo rischiare di provare una delusione per il gusto di vedere i suoi begli occhioni?
Recentemente ho visto il film "certi bambini" (in DVD, ovviamente). Bel film, duro ma estremamente coinvolgente ed emozionante ed ottimamente girato. Poi ho letto il libro. Bello, ma è un'altra cosa: non vi ritrovo le emozioni del film, e continuamente lo paragono a quello...provando una punta di delusione.

PS - mi piace CdN, e mi piace anche pensare che mai la vedrò, nè di persona nè in fotografia (nè vestita nè spoglia). E comunque, non vedrei lei, ma una ragazza che viene da una storia emotiva (almeno nei miei riguardi) assolutamente diversa.

guggenheim ha detto...

Perchè ci si iscrive con un nickname e non con il proprio nome?

Considerando che quanto sopra è la base di partenza.....


Prosit
Gugge

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Perchè ci si iscrive con un nickname e non con il proprio nome?

Ottima argomentazione... forse tutti attendono che siano gli altri a togliersi per primi la maschera riservandosi poi la facolta' di rivelarsi a posteriori oppure no.

Anche alle cene di devirtualizzazione perche' vengono tenuti "segrei" i luoghi in cui queste avvengono? Perche' la "gente comune" non sappia dove si riuniscono le persone con il "vizietto"?

Cioe' anche in questo c'e' una manifestazione di VERGOGNA piu' che di CHIAREZZA.

Per cui tanti discorsi ma poi ciascuno tiene alla propria privacy come tiene ai propri soldi... Certo che quando si tratta dei soldi altrui, chi se ne frega!

Il problema (lo ripeto) e' il "tema" affrontato in taluni forum. Se il tema e' (per esempio) "i fans di Madonna" e' normale che non c'e' alcun bisogno do mascherarsi, ma quando il tema e' "la scopata a pagamento" e' chiaro che a molti non vada di far capire ai loro vicini di casa che per scopare devono "pagare".

Come del resto alle signorine non va di far capire ai loro vicini che "suonando al loro campanello" e' (forse) possibile ottenere un "servizietto" (almeno questa e' l'idea in un certo ambiente PICCOLO BORGHESE).

Poi ci sono quelli che "non hanno nulla da perdere", singles, pazzi, incoscienti, eccetera, i quali (proprio perche' non hanno niente da perdere) lottano per ottenere la devirtualizzazione di tutti.

In questi giorni ci sono dei blog che mostrano fotografie di persone che hanno partecipato alle "famose cene di devirtualizzazione". La domanda e': vi piacerebbe essere ritratti in quelle foto?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

perchè non mi devo godere il suo blog, ma devo rischiare di provare una delusione per il gusto di vedere i suoi begli occhioni?


Perche' del blog a molti non interessa niente se non nella misura in cui possono sperare di contattarmi per guardarmi gli occhioni.. e non solo :-)))

Non si accontentano di guardare la "Gioconda" dietro al vetro di una teca, ma vorrebbero possederla o, almeno, avere il modo di "raccontare a tutti" di averla toccata con mano.

Ci sono infinite "zuppe" da 8 euro... molto gustose. Sono talmente tante che non basterebbe una vita (ad un appassionato di cibo) per assaggiarle tutte...

Si trovano dappertutto (Duval docet), basta saperle cercare nelle varie "bettole" in giro per il mondo.

Con il costo di un'isalatina di pollo e pistacchi del Pinchiorri si mangiano zuppe da qui a Vladivostock... pero'... pero'...

Almeno poterla guardare nei "pistacchi" quell'insalatina di pollo cosi' rinomata... anche senza assaggiarla.

Insomma, almeno poter dire a tutti "IO C'ERO!"... sai che soddisfazione? :-))))

Non ho forse ragione io a dire che per l'irraggiungibile gli uomini sarebbero disposti a tutto, mentre per cio' che possono ottenere nella bettolina sotto casa si metterebero a contrattare anche per gli 8 euro?

Senza voler sembrare "gasata" (che' tanto lo sono e non posso nasconderlo) ma sapete quali sono stati i migliori clienti?

QUELLI CON TANTO DENARO CHE ORDINAVANO IL VINO PIU' CARO PERCHE' CREDEVANO FOSSE IL PIU' BUONO ED ALLOGGIAVANO NEGLI HOTEL PIU' COSTOSI PERCHE' CREDEVANO FOSSERO ANCHE I PIU' ELEGANTI.

Voi direte "stupidi!"...

Lo so anche io che non e' il vino piu' caro ad essere il piu' buono ma ad una escort CHE LE FREGA?

Mica e' in caccia di "intenditori"...lei lo fa solo per soldi.

guggenheim ha detto...

In questi giorni ci sono dei blog che mostrano fotografie di persone che hanno partecipato alle "famose cene di devirtualizzazione". La domanda e': vi piacerebbe essere ritratti in quelle foto?

a te?

prosit
gu

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

a te?

certo che di questo post hai CAPITO TUTTO! :-)))

parliamo di cose serie dai... com'erano le costine alla brace di domenica scorsa? :-)

illustre1966 ha detto...

@chiara: sapevo benissimo che si correva questo rischio a partecipare a questi "ritrovi", ma chi non corre rischi?
Basta avere le amicizie giuste e anche gli intoccabili...... diventano "touchable" ;-)

E' che il livello è così basso... :-((

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

ma chi non corre rischi?... E' che il livello è così basso

Se mi permetti Illu io i rischi li posso anche correre, ma per cose piu' importanti... e di livello piu' alto :-)

guggenheim ha detto...

Chiara@certo che di questo post hai CAPITO TUTTO! :-)))

ho capito quello che ho capito, quello che nn ho capito dato che non l'ho capito come faccio a capirlo.

;-))

prosit
gugge

ps: la tua insalatina invece com'era?

duval ha detto...

@Chiara:
Si trovano dappertutto (Duval docet), basta saperle cercare nelle varie "bettole" in giro per il mondo

A volte sai essere proprio offensiva, ma tant'è, sei fatta così!

Vedi il problema, dal mio punto di vista, sta non tanto nel "non avere nulla da perdere" ma nel "non avere nulla di cui vergognarsi", che, sempre dal mio punto di vista, significa avere rispetto di se stessi.
Io ho scelto di essere puttaniere, non danneggio alcuno (neppure finanziariamente ... prima che tu banalizzi ...), se me ne vergognassi sarei ipocrita.

Tu argomenti spesso per luoghi comuni: chi ti dice che i "pranzi" sono segreti? Io, novello in ier, ho invitato gli amici virtuali ad un pranzo per conoscerne di persona il più possibile; pranzo a Modena, la mia città, nel ristorantino che frequentavo in quel periodo; eravamo in tanti (anche ragazze) e ci siamo divertiti; nulla di segreto.

Per una donna è diverso? Può essere, ma se teme che trapeli che è o è stata una puttana non è completamente libera, subisce i condizionamenti di quella società che ha mostrato di non temere facendo quella scelta.

Però io non la offendo per il suo comportamento.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

pranzo a Modena, la mia città, nel ristorantino che frequentavo in quel periodo ok fai sapere la data ed il nome del ristorante scrivendolo qui... magari c'e' qualcuno che e' interessato/a a devirtualizzarsi.

subisce i condizionamenti di quella società che ha mostrato di non temere facendo quella scelta.


No, subisce solo di essere presa di mira da 4 psicopatici... e questo e' gia' sufficiente.

guggenheim ha detto...

Chissa perchè alcune persone sono prese di mira da 4 psicopatici e altre no

boh!

prosit
gugge

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Chissa perchè alcune persone sono prese di mira da 4 psicopatici e altre no

Infatti.. e' una cosa che mi chiedo spesso anche io.

Sara' il destino, la casualita'... boh...

Sta di fatto che anche nei furti qualcuno viene derubato e qualcun altro no...

Comunque non sempre si tratta di psicopatici.. ci sono anche gli imbecilli.

°°sono qualcuno°° ha detto...

..ma mettere un nick o il proprio nome,che cambia?
premettendo che io,ad esempio,non ho nessuna difficoltà a dire come mi chiamo e cosa faccio nella vita,mentre qui,in questo blog, noto che oltre i commenti al post,non si va oltre! non ci si interessa della persona che è dietro al blog,nè cosa fa,nè come vive...
o forse ho notato male..?

...è che,mi ripeto,credo che ognuno sa a cosa va in contro...! E,per quanto si può essere vittima di menzogne e del pazzo sconosciuto di turno,se dall'altra parte c'è qualcuno che accetta,beh...conseguenze sue!
sono egoista?
E non parlo di malattia!... ma chi nella vita reale,prima di andare a letto con qualcuno amette "ho l'aids"??
e cmq,perchè ad alcuni succede e ad altri no?
E non è la stessa cosa di essere derubati,Chiara!
...forse si è troppo sprovvedute nell'effettuare la devirtualizzazione?
Per quanto mi riguarda, prima di guardare negl'occhi l'altro, son passati mesi,in alcuni casi anche anni...fatti di msg,di foto,di telefonate,di condivisione di vita,prima che del sesso!!
Scontato è che se si tratta solo quell'argomento,ti puoi aspettare solo quello,no!?

Buona serata

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@°°sono qualcuno°°: mmmmhh, quanto mi piacciono questi commenti :-)

°°sono qualcuno°° ha detto...

e che vuoi dire?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Esattamente cio' che ho scritto. Spero di non aver sbagliato sintassi :-)

Nessuna nota sarcastica. Mi piacciono i commenti che "dicono" qualcosa indipendentemente dal fatto che i concetti siano condivisibili oppure no.

Questo punto per esempio: Per quanto mi riguarda, prima di guardare negl'occhi l'altro, son passati mesi,in alcuni casi anche anni... ecco con me ormai non bastano piu' neppure anni, in quanto ho fatto una scelta precisa e non torno indietro anche se so che cio' fara' allontanare chi aveva fini diversi che non quelli di leggere un blog.

In fondo, secondo me e nonostante ci sia chi dice che e' essenziale la fisicita', ci si puo' conoscere e stimare anche se questa e' assente, come per esempio per due persone cieche che abitano in posti distanti.

La fisicita' e' essenziale solo per cio' che prevede fisicita', ed e' cio' che esprimi qui: Scontato è che se si tratta solo quell'argomento,ti puoi aspettare solo quello,no!?

Kamavirya ha detto...

@Chiara -> In fondo, secondo me e nonostante ci sia chi dice che e' essenziale la fisicita', ci si puo' conoscere e stimare anche se questa e' assente, come per esempio per due persone cieche che abitano in posti distanti.

Sono completamente d'accordo. Non vedere ti allontana dalle cose, mentre non "sentire" ti allontana dalle persone... ;-)

KAM

°°sono qualcuno°° ha detto...

si anch'io d'accordo!
stimo te anche non conoscendoti [non sto leccando]...come stimo e ammiro e mi fido di persone senza averle mai viste....ma le conosco già!
d'altronde io mi riferisco anche ad amiche,non solo uomini!!

notte*
PS:non avevo ben compreso se c'era o meno del sarcasmo,perciò ho chiesto :-)

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@°°sono qualcuno°°: come ho detto nessuna nota sarcastica. il commento l'ho gradito sul serio.

sul fatto del "fidarsi" invece avrei da dire una cosa... banale lo so ma che puo' spiegare il motivo della mia eterna "amarezza" e sfiducia" riguardo al trasferimento di una conoscenza virtuale nel reale.

in una parola: la delusione.

non amo essere "delusa" ed e' questo il motivo per il quale, quando qualcuno mi delude tendo a cancellarne l'esistenza in modo totale.
non ammetto "riappacificazioni", non perdono, non sto ad ascoltare "spiegazioni" o giustificazioni...

saro' tremenda?

in passato cio' e' accaduto pochissime volte nelle mie relazioni nate e vissute nel reale mentre e' avvenuto quasi sempre per quelle "virtuali".

saro' sfortunata?

qualcuno ha detto che sono "troppo" esigente, ma fa parte di me e non cambiero' certo questo mio "gradevole" aspetto solo per avere la possibilita' di "scommettere" ancora una volta.

non sono una giocatrice.

°°sono qualcuno°° ha detto...

sai,sono anch'io così esigente e quando c'è delusione,annullo completamente...!
penso sia dovuto al fatto che credo di dare sempre tanto in qualsiasi tipo di rapporto [d'amicizia o d'amore] e allora quando l'altra persone mi delude,è stesso il mio rimanerci male a farmi cancellare tutto,anche soffrendone!
...cmq per il momento,i miei rapporti reali [ex-virtuali] vanno bene...anche se con qualcuno mi son persa,ma non per delusione... proprio perchè le cose a volte sfumano da sè... mentre le amicizie reali son quelle che mi deludono spesso... sfortunata io in questo caso,no?! ;-))

ed anch'io non gioco,nè nel reale e ancor meno nel virtuale!!

:-**

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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