venerdì 1 giugno 2007

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Il tempio dell'apparenza


E’ veramente strano…
Il virtuale dovrebbe essere il tempio dell’interiorita’, della sostanza, dell’essenza, e non di tutto cio' che riguarda l'esteriorita'.

Quando ci si raffronta con un interlocutore virtuale (o un’interlocutrice) non sappiamo chi si trovi dall’altra parte e, sinceramente, a me importa poco del suo aspetto, della sua condizione economica e di tutto cio’ che riguarda la "forma fisica" che contiene la mente con la quale sto relazionando.

Ovvio che certe informazioni di base sono necessarie per stabilire una corretta comunicazione (per esempio e' fondamentale avere la sensazione che l'altra persona non ci sta prendendo per i fondelli) ma sono molto piu’ interessata alla sua capacita’ comunicativa, alla sua cultura, al modo che ha di suscitare in me emozioni che non a tutto cio' che concerne l'involucro esteriore.

Fin da bambina sono sempre stata una grande ascoltatrice. Mia nonna mi teneva per ore “appiccicata” alle sue fiabe ed a forza di ascoltarle, e di assaporarne le emozioni che queste mi donavano, ho metabolizzato il tutto. Grazie a questo oggi riesco con facilita’ (come riuscivo anche quando incontravo i clienti) a “creare illusioni”… un po’ come una novella Sheherazade riesco a suscitare l'interesse di chi mi ascolta (o mi legge) e questo non puo farmi alltro che piacere... ma cosa sono le fiabe se non la massima espressione della virtualita'?

Spesso non si sa dove arriva la fantasia e dove inizi la realta’; credo che non sia questo l’ importante. L’importante e’ che chi legge anche solo due righe possa, da esse, trarne un brivido… quello strano brivido che avvolge l’anima e che suscita riflessioni.
Questo E' PER ME il virtuale. Non beni, gioielli, vestiti, automobili… apparenza… Solo emozioni. E nelle emozioni poco importa l'aspetto o la condizione economica di chi ce le fa provare.

Eppure, anche se Second Life dovrebbe essere l’apoteosi del virtuale e delle emozioni avulse dalla materialita' delle cose, in quel bizzarro Universo l’interiorita’ e’ relegata ad un ruolo subordinato e tutto ruota (ahime’come nella realta’) intorno all’esteriorita’ ed al consumismo piu’ spudorato.
La dottrina predominante in SL e che “se vuoi esistere ed essere considerato/a devi spendere”. Piu' esisti e piu' sei considerato/a. Piu' sei considerato/a piu' ti senti bene.

Chi partecipa a SL spesso si comporta in modo stupido ed inconcludente, compie sempre le stesse azioni, dice sempre le stesse cose. Come in una coazione a ripetere prediligono la forma alla sostanza e, tutti insieme, alimentano gli aspetti piu’ biechi e negativi di tutto cio’ che ruota intorno all’apparenza.

Ogni tanto pero’, girovagando in quel bizzarro luogo, vi si incontra qualcuno SPECIALE.

3 commenti :

Baudelaire999 ha detto...

mah.. vale lo stesso in RL..no??

io in SL non ho una lira.. mi sono creato un'immagine che mi piace moltissimo.. e incontro bella gente.. spesso bella gente.

e sto bene.

è vero che incontro alcuni che non fanno che ripetere i comportamenti di RL.. magari qualche ragazza che in RL è bruttina si diverte a fare la strafiga e sfilare per ore in una passerella di SL.. o un tipo che in RL non se lo caga nessuno si eccita in SL con un fisicazzo che attira le ragazze..

ma il bello di SL è che si possono fare incontri ovunque..e tanti..quindi basta selezionare..

per il resto la conoscenza è un pò come in chat..si parte dal interiore.. con in più il fatto che qui c'è un mondo intorno..virtuale..ma è un mondo..e cmq gli avatar riflettono la personalità di chi li crea.

è vero che chi ci entra..non ne esce più..e rischia notti insonni!!!

Kamavirya ha detto...

La tua disamina su SL a questo punto è decisamente Chiara ;-)

Se ho ben compreso quindi ritieni SL un luogo in cui la maggioranza delle persone recita un copione (un po' come già dissi in un precedente post facendo l'analogia con il film "The Truman Show") che lo porta spesso a ripetere il pattern comportamentale, in cui lo stile di vita è basato sull'apparire "socialmente perfetti".

Dici che per te il virtuale è ciò che suscita EMOZIONI. Questo è interessante; condivido con il fatto che un'azione "non-reale" riesca ad avere anche un impatto emotivo così intenso da valicare questa linea di demarcazione tra i due mondi, perchè alla fine anche l'emozione o la sensazione che si sperimentano sulla propria pelle e nel proprio animo diventano anch'essi parte della nostra realtà.

KAM

P.S.: anche Paola e Chiara (le sorelle cantanti) sono presenti online su SL con il loro primo videoclip...

davide ha detto...

Cara Chiara,

"Quando ci si raffronta con un interlocutore virtuale (o un’interlocutrice) non sappiamo chi si trovi dall’atra parte e, sinceramente, a me importa poco del suo aspetto, della sua condizione economica e di tutto cio’ che riguarda la "forma fisica" che contiene la mente con la quale sto relazionando."

Non so se sono un'eccezione, però io quando interagisco con un interlocutore "virtuale" provo sempre la curiosità di vederlo in forma fisica. Tra il resto io quando comunico con qualcuno che non vedo tendo automaticamente ad immaginarmelo. Stranamente quando poi vedo queste persone scopro che, quasi sempre, sono diverse da come me le ero immaginate.

Nella mia visitazione dei blog mi è capitato di vedere dei gestori che hanno pubblicato la loro foto sul blog. Alcuni hanno pubblicato anche piu foto. Una ragazza di Genova, Edith (il nome è tedesco perchè è di origini tirolesi) sul suo blog ha pubblicato un sacco di sue foto nonchè delle sua vita familiare (addirittura i baci che dà al suo ragazzo).

Ho detto quanto sopra, probabilmente uscendo dal tema dell'articolo, non perchè non sia interessato a quello che scrive l'interlocutore virtuale, ma per mettere in evidenza che io non riesco a comunicare con qualcuno senza immaginarmelo in carne e ossa.

Naturalmente sono d'accordo con te quando dici che ciò che conta non è l'involucro esteriore, ma la capacità di comunicare del nostro interlocutore.

"L'importante è che chi legge anche solo due righe possa, da esse, trarne un brivido ..."

Secondo me questa affermazione è fondamentale e fa la differenza fra uno scrittore e l'altro. Certamente i tuoi scritti, a mio avviso, riescono a trasmettere quanto sopra (oltre, in certi casi, una struggente nostalgia): questo fa del tuo blog il leone che domina la grande giungla dei blog.

Tanti saluti dal tuo Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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