lunedì 7 maggio 2007

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Real Life Vs. Second Life


Essere per avere o avere per essere? Questo e’ il dilemma.
In una semplice (?) domanda, di tipo amletico, si basa tutta quanta la filosofia con la quale si approccia Second Life.

In SL il raggiungimento e’ difficile in quanto si tratta, come in ogni gioco di ruolo, di far evolvere il “personaggio” fino ad uno stadio tale che, una volta acquisite esperienza, soldi e fama, potra’ essere certo di “far valere” la propria personalita’ all’interno di quel mondo.
Il cammino e’ reso difficoltoso principalmente dal numero dei partecipanti, che sono tantissimi e, come in un’enorme “maratona”, tutti proiettati verso un’unica meta: quella del successo.

Raggiungere invece il secondo obiettivo e’ facile: basta pagare di tasca propria (con la carta di credito) quei privilegi che altrimenti andrebbero conquistati con sforzo intellettuale e tempo.
Ci sono persone che intendono avere, piu’ che essere e che, invece di affrontare l’avventura come una sfida con se stesse, quindi per “dimostrare a se stesse” piu' che agli altri, preferiscono di gran lunga dimostrare agli altri cio’ che avrebbero desiderato essere.

In SL con 300 euro tramutati in Linden Dollars (LD) si e’ miliardari, e 300 euro non sono una cifra cosi’ esorbitante da spaventare un giocatore adulto.
Con i soldi “trasferiti” dal “conto reale” a quello virtuale ci si puo’ quindi “acquistare” un’esistenza altrimenti non realizzabile nella Real Life, e questo e’ normalmente cio’ che fanno coloro che intendono prendere le “scorciatoie” della vita invece di affrontare tutte quelle peripezie che sono si’, a volte, dolorose ma anche accrescono l’esperienza e la capacita’ interiore di superare le difficolta’ (non vi viene in mente una qualche attinenza con i fruitori di sesso mercenario?)

Il rapporto esistente fra Real Life (RL) e Second Life (SL) non e’, come nei vasi comunicanti, “collegato” in modo che e’ di per se’ indifferente in quale dei “vasi” ci si trovi, poiche’ se e’ vero che con RL si puo’ acquistare una SL costruita su misura, non e’ assolutamente vero il contrario.

In una realta’ virtuale in cui e’ permesso far “passare” beni e privilegi provenienti dalla realta’ e’ possibile (per esempio) essere una top escort semplicemente AVENDO, cioe’ tramutando 100 dollari in Linden Dollars per acquistare bellezza, vestiti e capacita' sessuali e/o costruendo dei “multiavatar” (avatar creati ad hoc SOLO per “aiutare” il personaggio principale) che fungano da “codazzo di zerbini” e che possano essere sacrificati.

Mentre, invece, nella realta’ una devochka deve “vivere” sulla propria pelle tutto quanto, senza poter contare ne’ sull’aiuto di papa’ (i soldi trasferiti dalla carta di credito) ne’ sul "codazzo di zerbini” (multiavatar sacrificabili) e deve basare tutto sulle proprie capacita' personali.

Deve vivere, quindi, ESSENDO.

31 commenti :

Kamavirya ha detto...

Chiara, questo tuo articolo riprende molto bene per certi versi quanto già da te (e dagli altri lettori) trattato circa il tema Reale VS Virtuale.

Ho sempre pensato che uno dei limiti (o difetto, o punto debole) sia l'eccessiva facilità con cui qualsiasi utente possa riuscire a millantare un'identità, dove per "identità" intendo tutto ciò che riguarda la sfera personale dell'individuo, ossia carattere, personalità, atteggiamenti, cultura, ecc. e non soltanto il proprio sesso o il proprio livello socio-economico.

Il mondo virtuale ti permette di essere SUPERMAN (o WONDERWOMAN) anche se nella realtà sei semplicemente Clark Kent.

Del resto penso che sarà capitato anche a voi (a me di sicuro) di desiderare di essere almeno per una volta nella vita "un'altra persona" (a me piaceva essere Zorro ;-P), poco importa se soltanto virtualmente.
Forse il vero "pericolo" c'è quando il mite Dr.Jekyll si trasforma nel turpe Mr. Hyde...

"...tramutando 100 dollari in Linden Dollars per acquistare bellezza, vestiti..." è certamente la scorciatoia per arrivare al successo, almeno nel mondo virtuale di SL, nè più nel meno della ricerca della leggendaria pietra filosofale da parte di avidi alchimisti. E' facile ed è a "portata di click" per tutti (o quasi).

Mi preme comunque ribadire che ritengo SL un bel gioco, un interessante fenomeno sociologico ed una geniale intuizione dei suoi creatori.

Sarebbe però assurdo che il digital divide diventasse l'uso smodato di certe tecnologie e soluzioni piuttosto che la carenza di opportunità ed infrastrutture. :-|

KAM

davide ha detto...

Cara Chiara,

sarà che non capisco niente di informatica, sarà che non sono molto sveglio, sarà che sono un ignorantello però non riesco a capire il motivo per cui uno paga qualche centinaia di euro per avere dei privilegi (bellezza, ricchezza, successo, ecc.) nel mondo virtuale: perché uno ricco e bello in quel mondo dovrebbe divertirsi di più di uno brutto, sporco e cattivo?

Se l’obiettivo di questo mondo virtuale è (ammesso che abbia capito bene) raggiungere il successo e la ricchezza (anche se non so bene a cosa serva in un mondo che, in realtà, è solo una struttura di numeri binari), questo gioco può avere un senso se tutti i concorrenti partono assolutamente alla pari e non esistono scorciatoie per nessuno: invece questo mi sembra (per quel po’ che ho capito) un super monopoli dove può vincere chi paga di più, anziché il più bravo. Io credo che ogni gioco (e SL credo, in verità, sia solo un gioco) ha un senso ed è divertente per chi partecipa se non esistono scorciatoie e privilegi per nessuno: che senso ha partecipare ad una partita di calcio deve una parte può (se lo vuole e ha i soldi) comprare l’arbitro?

Magari ho detto un sacco di idiozie, ma tu sai che io di informatica non capisco niente: in ogni caso credo di dar voce ai tuoi lettori meno saputelli.

Tanti saluti dal tuo Davide

Sir Archibald ha detto...

Cosa preferisci Chiara, il mondo reale o quello virtuale?
... e se quello virtuale non ha nessuna attinenza con quello reale a cosa serve viverlo?

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Cosa preferisci Chiara, il mondo reale o quello virtuale?

Sai come mi hanno chiamata una volta?
LA VIRTUALESSA

Domanderesti forse ad un'attrice se ama piu' il palcoscenico oppure la sua vita domestica? Oppure ad una biologa se ama di piu' le culture batteriche in laboratorio oppure le piante sul balcone di casa sua?

Sono due cose diverse. Il virtuale e' per me fonte di ispirazione e quindi lo studio, come studio le persone che lo frequentano, e cio' mi fa comprendere anche tante cose della Real Life.

Sir Archibald ha detto...

... a parte la "piccolissima" differenza che fare l'attrice o la biologa fa parte della vita reale.
Come fai a studiare il comportamento delle persone nel virtuale se non puoi confrontarlo con quello reale?
Ho qualche difficoltà a capire.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

... a parte la "piccolissima" differenza che fare l'attrice o la biologa fa parte della vita reale

Anche la VIRTUALESSA e' una figura REALE.

Guarda che dietro la keyboard non c'e' un "programma" ma una persona.

Essere guindi biologa o virtualessa piuttosto che attrice non cambia molto la sostanza. Cambiano solo le situazioni.

D'altronde come si fa ad esplorare da vicino il "mondo" della virtualita' se non vi si entra a far parte?

Dato che e' in questo caso e' possibile farlo (per studiare da vicino una cultura batterica dovrei tramutarmi io stessa in un battero), non vedo il motivo per rinunciare ad una simile opportunita'.

Poi a te puo' non interessare ma questo non significa che PER tutti si cosi'.

Per esempio a me il gioco del poker annoia da morire :-)))

Sir Archibald ha detto...

Ok ... Madame Virtualessa, rispetto la sua posizione ma non la condivido.

Per quanto riguarda il poker ... lo so!
A te interessavano i ... giocatori di poker ;) ... non giocarci :)

Au revoir et à bientôt Madame

Baudelaire999 ha detto...

..il reale..cos'è??? è qualcosa che ognuno di noi si è creato nel tempo..

ma è cmq un qualcosa di relativo..

pensiamo alla formica.. al mondo come lo vede lei..e lo stesso mondo come lo vediamo noi..

quindi potremmo pensare il virtuale come una proiezione di una ns idea di reale.. che è divesa da quella che abbiamo avuto fino ad ora..

concludo dicendo che in base alla mia esperienza..nel mondo virtuale si possono analizzare le persone meglio che nel reale.. dove è più facile mentire/recitare sul lungo termine.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

concludo dicendo che in base alla mia esperienza..nel mondo virtuale si possono analizzare le persone meglio che nel reale.. dove è più facile mentire/recitare sul lungo termine.


Interessante conclusione Baud, mi sa tanto che ci scrivo un post su questo :-)

gullich ha detto...

"nel mondo virtuale si possono analizzare le persone meglio che nel reale.. dove è più facile mentire/recitare sul lungo termine"

interessante conclusione davvero...

che non tiene in alcun conto tutta la componente non verbale che il virtuale bypassa e che nel reale impedisce a chi è alto 1,20 piccolo e nero di spacciarsi per gnocca vikinga e soprattutto comunica anche quello che non si vorrebbe...

perchè nel reale siamo noi, nel virtuale siamo una proiezione di noi. Ed è la banale ragione per cui non funzionano, se non per una trombata mordi e fuggi, le chat line: perchè la persona reale non corrisponde mai a quella immaginata nel virtuale secondo i nostri desiderata (spesso inconsci).

la realtà oggettiva e la percezione soggettiva e relativa di una realtà oggettiva non sono la stessa cosa, quindi la visione della formica non relativizza il mondo... so benissimo che mi si obietterà: "ma chi ti dice che esista davvero quella realtà oggettiva..." consiglio a quel punto l'ottimo, filosofia.it perchè magari si esula dal blog :)


che poi quella proiezione possa essere interessante per apprezzare alcuni aspetti, posso essere d'accordo.

ma affermare che nel virtuale si analizzano meglio le persone che nel reale mi pare affermazione semplicmente aberrante :)

infatti è noto che tutti manuali di psicologia forense sull'esame del testimone e sulla reazioni e comunicazioni non verbali nella conduzione di un interrogatorio si basano su un rapporto a distanza, schermato da un pc, dove è ovviamente più semplice percepire ciò che l'individuo è davvero e comunica aldilà del voluto....

tutte le forme di psicanalisi passano necessariamente attraverso un dual core

e tutte le relazioni/emozioni che coinvolgono il sè non possono prescindere da 4 giga di ram...

aspetto di leggere il post.

gul

Kamavirya ha detto...

Ciascuno vede le cose a modo proprio. Quindi è validissima l'affermazione di Baudelaire, in quanto anche la percezione del REALE è vissuta in modo assolutamente personale.

Quello in cui invece non mi ritrovo, per vissuto personale, è il fatto che si possa analizzare meglio una PERSONA nel VIRTUALE che nel REALE.

Nel VIRTUALE si può teoricamente continuare all'infinito a cambiare personalità, atteggiamento, modo di essere e di fare; cosa che nel REALE penso sia più difficile perchè si troverà SEMPRE (non so quanto a lungo termine) una persona o un fatto che ci metterà con le spalle al muro.

E quello sarà il momento in cui inevitabilmente si dovrà gettare la maschera.

KAM

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Forse ho causato un po' di confusione e me ne scuso... vediamo di far chiarezza.

Sinceramente a me di studiare i "topolini" senza un "fine"... come dire... egoistico non me ne puo' importare una BF.

Cio' che voglio dire e' che qualsiasi "studio" io possa fare di un certo tipo d'ambiente, esso non e' fine a se stesso ma in relazione a quanto (e come) "IO" possa trarne un profitto interiore (avete visto come ho scritto "IO"? :-))))

Cio' che intendevo affermare e' che con il virtuale io comprendo MEGLIO me stessa e studio determinate componenti comportamentali che mi riguardano.

Dopo tutto lo facevo anche da devochka quando mi relazionavo ai clienti, in qualche modo da me ritenuti un po' "virtuali", in quanto cio' che mostravano era spesso una personalita' "fake"... come la mia del resto.

gullich ha detto...

"che poi quella proiezione possa essere interessante per apprezzare alcuni aspetti, posso essere d'accordo"

mi autocito (megalomane...) semplicmente per dire che sono d'accordo con chiara e lo avevo già espresso sopra, quindi nessuna confuzione imho.

è quello che sostengo anch'io: alla fine il virtuale è un modo interessante per confrontarsi e guardare dentro se stessi...

se però leggo che è un mezzo per conoscere meglio gli altri perchè in un'ottica di lungo periodo lì si mente meno.... mahhhhh :)

gul

Baudelaire999 ha detto...

..il virtuale si basa sulla parola scritta..

parola che resta, si può conservare, tenere in una memoria scritta.

ora, io sto parlando di relazioni interpersonali normali, non di casi da studiare.

e nelle relazioni interpersonali quando si è nel reale si hanno molti più strumenti per poter sostenere una parte..una recita..una menzogna.

nel virtuale..c'è solo la parola scritta.

fate scrivere una persona per mesi..fatele esprimere concetti..emozioni con la scrittura per mesi.

se non è un genio straordinario non può recitare una parte a lungo.
basta a volte riprendere un concetto memorizzato, salvato..e ripercorrerne la storia per trovare incongruenze.

per questo dico che nel virtuale trovo più facile capire chi ho di fronte.

Kamavirya ha detto...

@Chiara -> Cio' che intendevo affermare e' che con il virtuale io comprendo MEGLIO me stessa e studio determinate componenti comportamentali che mi riguardano.

Sicura che questo processo di comprensione avviene con il VIRTUALE tout-court o piuttosto con una SIMULAZIONE della REALTA'? ;-)

KAM

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Allora,... Gullich ha piu' o meno la stessa mia idea a proposito di un'azione psicanalitica del virtuale, pero' il concetto di "verbalizzazione" di Baud non mi dispiace.

Qui tutto resta (a parte la fisicita'). VERBA NON VOLANT ed e' piu' facile rilevare incongruenze.

Inoltre: quando nella realta' si e' di fronte ad una persona che ha "charme" (oppure altri dettagli fisici che ci attraggono "sensualmente") pur essendo una situazione "piacevole" non e' detto che sia piu' "sincera".

Spesso si usano "armi seduttive" per ingannare "l'altro" e nel virtuale queste armi seduttive sono assai spuntate.

A meno di non essere dei (o delle) fuoriclasse :-))))

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

KAM!

Quanto sei sofista oggi! :-)))

Ovvio che attraverso il virtuale SIMULO... tale simulazione mi serve per CAPIRE.

Gli altri sono solo degli "srumenti" che io utilizzo (e' brutta la parola, lo so) a tal fine.

I giochi di "relazione" simulati a volte possono far vedere spaccati di una "realta'" che resta "nascosta" nell'anima e che emerge solo e soltanto in determinate condizioni di ANONIMATO.

Kamavirya ha detto...

@Chiara -> A meno di non essere dei (o delle) fuoriclasse

Oppure essere semplicemente sè stessi? Con i propri limiti, pregi e difetti???

Essere sinceri, cortesi, educati...essere TERRIBILMENTE NORMALI?

ETICHETTA = CONTENUTO ;-)))

KAM

gullich ha detto...

credo ci sia un equivoco di fondo....

esiste fra le persone una comunicazione non verbale, che non è l'inganno seduttivo ma sono una serie di messaggi che ciascuno di noi trasmette all'altro e che servono a comunicare spesso anche incosciamente chi siamo e cosa desideriamo.

quei messaggi non passano nel virtuale, perchè sono legati allo sguardo, alla postura, al tono e suono della voce, alle reazioni del corpo.

sto parlando ovviamente di normali relazioni interpersonali fra esseri viventi che si relazionano per lavoro, per amicizia, per amore... per quello che volete.

se invece vogliamo parlare di sitiazioni estreme e da studio il discorso cambia.

l'affermazione sulla verbalizzazione mi pare semplicmente inquietante.

Le persone sono anche contraddizione, ma che la conoscenza passi attraverso la contestazione di una diversa dichiarazione resa a verbale del 12.4.2006 permettete di dire che mi pare quantomeno singolare.

perchè in tal caso dovremmo sostenere che per conoscere alla perfezione totuccio contorno basterebbe leggersi i verbali delle sue deposizioni ai processi...

Mentire scrivendo e reggendo una parte è relativamente semplice e possibile e lo si può fare per mesi o anni (sono noti i casi di scrittori che per lunghi periodi hanno scritto sotto pseudonimo fingendosi altro), mentire seduti su una seggiola davanti ad un nostro simile o abbracciati è impossibile... a meno che uno dei due non sia assolutamente predisposto a non voler vedere quella menzogna perchè paga :)

gul

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Essere sinceri, cortesi, educati...essere TERRIBILMENTE NORMALI?


In tal modo si e' SOLO Quello. Magari piacevoli e simpatici/he ma non cio' che io intendevo.

Lo charme (ci deve essere gia' un post scritto da me a tal riguardo) e' un "plus" che una persona ha rispetto alle caratteristiche che tu dici.

Mia nonna (che era donna saggia) diceva che e' come una "magia" e che puo' rappresentare (per chi lo possiede) anche una "maledizione", in senso che una volta che si ha non e' piu' possibile "fermarlo".

Freud, credo, avrebbe molto da dire sugli "atteggiamenti seduttivi" che ciascuno/a di noi assume in determinate occasioni.

Ovviamente non sto a dirvi quanto questa "magia" possa essere utile ad una devochka, dato che essa agisce sinergicamente sia con il "desiderio" del cliente sia con l'aspetto fisico.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ci faro' un post sulla "menzogna"...

Per quanto riguarda la "verbalizzazione" non intendevo una cosa da PM, ma qualcosa piu' simile agli appunti che vengono presi dallo/a psicanalista.

So che e' inquietante...

Il virtuale puo' essere O UNA DROGA o UN PLACEBO (come la morfina).

Ma ci sono altre implicazioni interessanti e cioe' QUANTO il virtuale faccia emergere quella componente "maligna" ed ingannatrice che e' DENTRO ciascuno/a di noi.

Magari scoprirla puo' far bene, puo' far riflettere sul perche' essa si manifesta eccetera.

Oppure puo' scatenare personalita' aberranti che iniziano a creare multinick e multiavatar a ripetizione, in una sorta di "loop" eterno dal quale non riusciranno mai ad uscire.

Se una persona utilizza tale strumento tenendo ben presente il confine fra REALE e VIRTUALE non credo vi siano problemi (PLACEBO). Se invece resta intrappolata nella Second Life (oppure nei forum) senza mai EVOLVERE oltre la dimensione standard di colui/colei che si cambia maschera ad ogni occasione (quasi fosse un eterno Carnevale) allora sia ha la DROGA.

Baudelaire999 ha detto...

la scrittura può essere molto più viva e complessa ed emozionante di un essere umano in carne ed ossa.

e il fatto di avere tutti i sensi a disposizione e il corpo da mostrare e muovere non è detto che sia un vantaggio nelle relazioni interpersonali.

ci sono persone che per i vari casi della vita non hanno a disposizione tutto..chi non ha la vista..chi l'udito..chi è anche infermo.. e queste persone riescono a sviluppare una sensibilità infinitamente superiore agli altri..e ci sono persone che per i casi della vita possono comunicare solo tramite la scrittura eppure sviluppano relazioni di una profondità e complessità straordinarie.

la scrittura ha una forza straordinaria basta capirla, amarla..perchè ci può far conoscere un livello diverso di comunicazione, superiore che si eleva dalle sensazioni spesso fuorvianti del reale per portarci ad un contatto di pensieri, di anime.

gullich ha detto...

concordo con il pensiero di chiara, more solito

(potrò zerbinarmi un pò anch'io ogni tanto?....)

osservo solo che la psicanalista ti ha davanti e quindi prende appunti ma valuta molto anche il non verbale e la sua interazione è a 360°.

gli appunti di cui si parlava sopra, seppur non sbobinamenti da pm (private message, I suppose :), sembravano essere la mera conversazione virtuale che mette in luce il personaggio meglio del rapporto reale.. dato che scripta manent.

su questo non sono d'accordo.

gul

Kamavirya ha detto...

Un conto è DOVER utilizzare la scrittura allorché vi sia una limitazione da un punto di vista FISICO (essere cioè diversamente abili).

Altra cosa è SCEGLIERE di DEMANDARE esclusivamente alla scrittura ciò che si potrebbe fare anche verbalmente o di persona.

Si narra che Cyrano de Bergerac fosse un abilissimo scrittore, soprattutto di poesie amorose, ma per via del suo difetto fisico tendesse a nascondersi dietro carta e calamaio.

Mi domando quindi se dietro alla presunta volontà di relazionarsi solo attraverso degli strumenti di virtualizzazione non si nasconda in REALTA' una certa paura... ;-)))

KAM

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Si narra che Cyrano de Bergerac fosse un abilissimo scrittore, soprattutto di poesie amorose, ma per via del suo difetto fisico tendesse a nascondersi dietro carta e calamaio.

Cavolo... hai scoperto il mio nasone!!! :-))))))

Eppure se non avesse avuto tal difetto forse Cyrano non sarebbe stato "Cyrano" ma un pisquano qualsiasi :-)

Baudelaire999 ha detto...

ma no.. nessuna paura.

la verità è che tutto è relativo, il mondo reale compreso perchè pure esso dipende dai nostri sensi che sono limitati e tendono a dipingere il mondo in un certo modo.

e poi è vero che i miei esempi si riferivano in parte a situazioni direi di "emergenza" ma di fatto ciò che queste situazioni creano è qualcosa di vero..indiscutibile..

poi..essere infermi è da paura??
sordi??

può essere..la società ci dipinge in questo modo queste condizioni umane..

ma noi cosidetti "normali" siamo cosi sicuri di non essere cosi da "paura"???
basta cambiare le coordinate di riferimento..e possiamo diventare tranquillamente da paura..

anzi spesso chi si presenta nel mondo reale come soggetto politically correct..bello..bravo..intelligente..carismatico.. spesso sotto sotto nasconde aspetti da paura..ben nascosti..ovviamente.

gullich ha detto...

il problema non è diversi o normali, cinque sensi o tre, perchè gli altri due non funzionano.

il problema è la relazione diretta fra due persone o l'inesistenza di tale relazione. Nessuna scrittura a distanza potrà mai crearla, perchè l'interazione fra esseri viventi è fisica, piaccia o no, tutto il resto è altro... che non per questo è deteriore, ma non è sullo stesso piano della comunicazione e della relazione.

L'esempio dei sordi è quanto di meno calzante possa esistere. I sordi comunicano con il linguaggio dei segni, che è l'apoteosi del non verbale e della comunicazione sensoriale, della comunicazione profonda e diretta fra esseri viventi.

provare per credere : sono stato fidanzato per qualche tempo con una assistente alla comunicazione per sordi (che perlatro si incazzano ad essere chiamati non udenti) e tuttora frequento l'ambiente per ragioni prof... il linguaggio dei segni è assolutamente affascinante, un mix di genialità e sintesi. Vedere una persona che "segna" emoziona e comunica, in modo certamente diverso dal normale ma in modo ugualemnte relazionale. leggere un qualcosa scritto da qualcuno con cui interagisco senza relazionarmi può affascinare, può rapire, può toccare corde profonde, può sconvolgere, ma rimane una relazione con se stessi mediata da una entità astratta.

chattare è essenzialemente guardarsi allo specchio, con la mediazione di un altrà entità sconosciuta, per quanto affascinante e infatuante.

basta pensare che per un amico che ti guarda negli occhi ci si può immolare, per una tastiera che lo scrive sullo schermo no... se non si sono mai visti gli occhi che ci stanno dietro.

e questo dovrebbe far pensare molto.

Kamavirya ha detto...

@Chiara -> Cavolo... hai scoperto il mio nasone!!! :-))))))
Eppure se non avesse avuto tal difetto forse Cyrano non sarebbe stato "Cyrano" ma un pisquano qualsiasi :-)


No dai...la Chiara che MI FIGURO nel mio immaginario ha tutt'altro che un nasone! :-)))
Però guarda che Cyrano non sarebbe MAI stato un pisquano qualsiasi: era uno dei più tosti "Cadetti di Guascogna", oltre che un eccellente maestro d'armi ;-)

@Baudelaire -> essere infermi in sè non è affatto da paura, tutt'altro! Purtroppo, volente o nolente, la società in cui viviamo (che pare tenda a divenire sempre più di modello Spartano) tende ad emarginare il diverso...però qui si sta andando verso un clamoroso "O.T."...

Ti invito comunque a rileggere un racconto di Chiara circa un suo incontro genovese... :-/

KAM

davide ha detto...

Caro amico Kamavirya,

scusa se mi intrometto nella discussione tra te e l'amico Baudelaire999, ma non sono riuscito a trovare l'articolo di Chiara relativo al suo incontro genovese.

Mi potresti, gentilmente, dire in che data è stato pubblicato?

Certo della Tua comprensione, ti invio cordiali saluti.

Davide

Kamavirya ha detto...

Ciao Davide,
mi spiace ma non ti so essere d'aiuto; ricordo solo il post ma non la data di pubblicazione.

KAM

davide ha detto...

Caro amico Kamavirya,

ti ringrazio per la tua risposta.

Saluti Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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