mercoledì 9 maggio 2007

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Le menzogne nel virtuale



“Ti piaccio davvero? Ma quanto ti piaccio?... Anche tu mi piaci… molto! Non ho mai incontrato uno come te!... Mmmmhhh, ma come scopi bene… Si’, Si’ dai… ancora… ancora… non smettere!”

Sono frasi spesso usate in un certo ambiente. Chi, dei frequentatori abituali od occasionali, non le ha mai sentite? E quale prostituta non le ha mai dette?

Ovvio che quando tutto cio’ afferisce ad un rapporto sentimentale “vero”, e quindi vissuto all’interno della propria realta’, ciascuno/a e’ tenuto/a a fare i conti con la propria coscienza allorquando coinvolge in modo profondo la sensibilita’ altrui, ma nel virtuale, e cioe’ in un mondo in cui le parole sono dette accompagnate da emoticon e non abbinate alla gestualita’, al rossore della pelle, allo sguardo, che senso assumono certe frasi?

Mi sono spesso chiesta se esiste una “valenza” della menzogna a seconda delle diverse situazioni oppure se essa debba essere trattata sempre e comunque allo stesso modo.
Certo che se mentissi al compagno (o alla compagna) della mia vita, che si fida di me e mi considera sua complice, credo che la valenza assumerebbe un valore assai diverso rispetto a quello che avrebbe nel caso di una menzogna nei confronti di chi ho incontrato per caso su una chat line.

C’e’ differenza se io sono bionda o brunetta oppure alta o bassa o magra o grassa quando la relazione e’ prettamente virtuale e si svolge soltanto sul piano di una “simpatia” finalizzata al gioco?
L’importante, in tale ambito, credo sia come ci immaginiamo l’altro/a, ed e’ per questo motivo che non ho mai voluto “trasportare” i rapporti creati nel virtuale nella mia realta'… ovvero l’ho fatto una volta e tanto mi e’ bastato per non voler rischiare di nuovo poiche' la delusione e le noie avute successivamente sono state notevoli.

Relazionando in Second Life, dove tutto si svolge a livello di “gioco” ed in cui io recito un “ruolo” ben preciso, la menzogna, poi, assume un valore effimero, come quella di Topolino a Disneyland.

Avete mai girato nel mondo di SL? No?... Allora vi dico io chi vi si trova: gli uomini sono tutti belli, fighi, gran scopatori e pieni di risorse (dicono loro), mentre le donne sono tutte strafighe, porche e bisessuali. Fra l’altro non ho mai trovato tante bisessuali nella vita vera di quante ve ne siano in SL e pare che tutte le bisessuali del globo si siano raggruppate li’…
O forse sono soltanto maschietti che si fingono donne e che in questo modo possono accedere all’alcova di un’altra “maschietto” che si finge anche “essa” bisessuale (LOL).
In realta’ le donne (quelle vere) che partecipano a SL, e che sono realmente bisex, sono pochissime. Chi ha “sensibilita'” sa riconoscerle. Tale percezione non e’ tanto in base a cio’ che queste dichiarano, quanto in base a determinate reazioni che esse hanno rispetto a stimoli opportunamente indotti.
Come dissi gia’ qualche tempo fa non e’ facile recitare a lungo parti che contemplino il cambiamento di sesso e spesso il rischio, per certi uomini che si provano a farlo, e’ quello di apparire delle checche.

Essendo SL niente altro che una “mega-chat-line” animata, tutto cio’ che vi si trova e’ comune ad ogni ambiente virtuale ove ciascuno, per relazionare, usa un avatar o un nick.
La menzogna, quindi, vi regna sovrana, tanto che c’e’ chi si diverte (come gioco) a scovarla, a portarla alla luce in una sorta di “safari”.

Si’ si’ lo so a cosa, qualcuno, sta pensando adesso… :-)
Lo so che “questa leonessa” e’ uno dei trofei piu’ ambiti, e potere mettere la sua pelle davanti al caminetto rappresenterebbe un appetibile obiettivo, ma mi sa che per ottenerla (quella pellaccia) si dovra’ faticare non poco…
Sempre che io stia mentendo e questo non e’ certo. Almeno non e’ certo alle persone che mi leggono senza avermi mai conosciuta o inquadrata sul web quando ero ancora una devochka. :-)

Ma sto divagando, torniamo alla menzogna.

La menzogna ha quindi una valenza. Esistono delle situazioni in cui questa e’ addirittura indispensabile, e qui (come al solito) cadiamo nel discorso dei rapporti fra cliente-prostituta. La prostituta ha il “diritto” di mentire al cliente oppure e’ da considerare una infida se lo fa?

Frequentando SL ho assistito ad alcune sessioni di “sesso” virtuale… :-)
Io non so chi vi sia dall’altra parte, ma ho l’impressione che chi le affronta in modo “serio” abbia dei problemi dei quali dovrebbe farsi carico un buon psicoterapeuta. :-)
Se invece, tali manifestazioni, sono solo “proiezioni” dei propri sogni e di questo fatto vi e’ la “coscienza”, allora sono anche divertenti perche’ si assiste a delle vere e proprie orge orgasmiche che neanche nei filmini pornografici… gente che riesce a “venire” 8 volte in 10 minuti! (LOL)
E poi c’e’ tutto l’aspetto BDSM che e’ interessante… nella realta’ una devochka che fosse VERA slave sarebbe pagata cifre astronomiche, ma in SL non ci si fa male e quindi... tutte sono slave!... O quasi tutte! :-)

Comunque, assistendo a tutto cio’, ho avuto come dei flashback e da un certo punto di vista ho collegato la finzione “estremizzata” di SL alla finzione che era necessaria per “lavorare”, giungendo alla conclusione che ogni rapporto avuto con un cliente in realta’ non e' stato altro che un rapporto virtuale: io da una parte con il mio “nick” ed il cliente dall’altra con la sua “personalita’” fake.
E’ stato quindi un gioco in cui la menzogna era elemento indispensabile affinche' questo fosse divertente sia per me sia per gli altri e, secondo me, l’unico modo per affrontare l’avventura senza subirne effetti collaterali.

6 commenti :

guggenheim ha detto...

Bel post.

Credo, ma forse sbaglio, esistano 2 menzogne: quella attiva e quella passiva.

La passiva serve per pararsi il culo:

"Ciao amore, dove sei stato?"
" In palestra! ...... invece era a farsi fare un bj dall'amante.

L'attiva per ottenere qualcosa:

"Che lavoro fai?, 6 sposato?"
" Sono un dirigente Fiat, lavoro a stretto contatto con Marchionne, Single con attico di 200 mq in centro. ecc...."

Possono essere definite la prima una bugia e la seconda una menzogna? Non lo so.

Nella mia pur breve esistenza ho imparato che spesso è meglio sapersi ben vendere che saper ben fare.
Un bravo commerciale riesce a vendere a 10 quello che in realtà vale 9. L'1 è menzogna. Nella vita, chi + che - siamo tutti dei commerciali.

Con fattura o senza? ;-))

Prosit

Gugge

Baudelaire999 ha detto...

si concordo..anche se dipende da cosa vendi..e dal fatto che il cliente sia sempre lo stesso o meno.. se il cliente è consolidato ed è in un rapporto di partnership allora la vendita deve tendere al 9.. se il cliente è un una tantum allora deve tendere al 10 e oltre.

l'1 però non è detto che debba essere menzogna.. può anche essere riuscire a non dire tutto che è diverso.. o semplicemente approfittare degli errori di comunicazione della concorrenza.

sul fatto che tutti noi vendiamo noi stessi nessun dubbio.. siamo tutti dei piccoli/medi/grandi markettari..

gullich ha detto...

solo una riflessione veloce sulla chiusura del post...

non credo esistano, se non in realtà assolutamente e totalemente virtuali e giocose (quindi dove non si mette in campo l'emotività), avventure senza "effetti collaterali".

io credo che ogni passaggio della nostra vita vissuta lasci un segno, semmai l'importante è che quel segno non sia un effetto collaterale distruttivo ed irreversibie ma possa - opportunamente elbarato - potare addirittura a crescita.

Non penso solo alla prostituzione che comunque, a mio avviso rimane un gioco forte qualsiasi taglio si voglia dare. Penso a ruoli meno definiti a livello di stereotipo, penso a me.

io faccio un lavoro in cui il mio nome non conta ma conta il mio ruolo e la sigla che identifica quel ruolo, vesto addirittura abiti di scena che servono a meglio definire quel ruolo, e interagisco pesantemente con la vita e le emozioni delle persone a cui mi rapporto... gul però è dietro a quegli abiti e quella sigla, e anche se non si perde, da quella avventura ha effetti collaterali forti.

non si immedesima, non cede all'emotività, mantiene la propria vita e le proprie priorità fuori da quel gorgo - anche se a volte il gorgo prova pesantemente a tirarle dentro - ma vive comunque un'avventura in cui non mette solo un nick ed ua figura fatta di bit che fa dieci orgasmi al minuto.

mette la faccia, il modo di essere, i sensi... ed ha a che fare con persone. questo, che lo si voglia o no, segna. segna come nessuna esperienza basata sulla mera virtualità (salvo i casi patologici, ma li allora il virtuale è uno sfogo e non una causa) potrà mai fare.

a noi il compito che quei segni facciano crescere il gul o la chiara nella propria vita sostanziale, anche se poi a volte mi chiedo .... dove sta il confine fra sostanziale e formale... perchè noi siamo un infinita serie di momenti vissuti e tutti ci rende quello che siamo.

mi scuso se sono stato criptico, ma non ho voglia di dare chiavi di lettura più nette. spero si capisca lo stesso.

gul

davide ha detto...

Cara Chiara.

sono alcuni giorni che leggo con interesse i tuoi articoli e i relativi commenti sulla Second Life, un mondo che mi affascina anche se proprio non riesco a comprenderlo.

In particolare non capisco il senso delle mensogne nel virtuale: dal momento che non si sa se il nostro interlocutore è una donna, un uomo o un gruppo di persone (se ho capito bene uno potrebbe essere presente nella SL nella veste di tanti personaggi: un po' come nei forum uno può avere tanti nick e recitare più parti) che senso può avere parlare di mensogne?

Se poi, come dici, in quel mondo gli uomini sono tutti belli e le donne strafighe, mi sembra che sia, tutto sommato, un mondo monotono.

La cosa che più mi stupisce di questo mondo è il sesso virtuale: che senso puo avere fare del sesso con un personaggio virtuale, non sapendo nemmeno chi c'è (magari potrebbe esserci un brutto maniaco sessuale) dall'altra parte dello schermo?

Probabilmente ho detto un sacco di idiozie, però, torno a ripetere, esprimo le ansie di quei tuoi lettori che non capiscono questo strano nuovo mondo.

Per quanto riguarda il rapporto fra lavoratrice e cliente - nel mondo reale - devo dire che la mia esperienza è molto diversa dalla tua: naturalmente non mi riferisco alle lodi che una escort fa al cliente durante il rapporto, che ritengo non centri niente con le mensogne (non credo che sia molto importane che io sia un cliente e tu sia stata una escort); certo all'inizio le ragazze tendono a mentire (o meglio non ti parlano della loro vita), ma ho notato che, almeno una parte, se si accorgono che possono fidarsi di te si comportano esattamente come le altre donne: se riesci a meritarti la loro fiducia puoi diventare loro amico (personalmente ho avuto dei bei rapporti di amicizia con delle escort che ho conosciuto, anche perchè ho trovato tante donne con un forte senso di umanità).

Tanti saluti dal tuo Davide

Nice&Nasty ha detto...

Cara Chiara,
desidero solo fare una osservazione circa la tua frase: "nella realta’ una devochka che fosse VERA slave sarebbe pagata cifre astronomiche"

Premessa che personalmente sono al di fuori del mondo BDSM; non è il mio genere. Ma ho una cara amica che, come "way of life", ne fa parte da parecchio tempo nel ruolo di Dom. Ebbene, senza entrare troppo nello specifico, essendo un mondo davvero a se stante e molto grande, mi sento di fare una precisazione.
Nel vero BDSM, per definizione, NON può esserci un rapporto di tipo commerciale in nessun caso. Per esempio, che senso avrebbe che lo Slave paghi la Mistress, magari chiedendo lei che tipo di servizio desidera? Non sarebbe più uno Slave, ti pare?
Se si parla di Prodom, o di Proslave, NON si parla di VERO BDSM! Questo è solo, appunto, una "way of life".
E' comunque evidente che se una "finta" Slave si fa pagare, deve chiedere comunque cifre importanti... anche per i rischi che corre...
Comunque, come sempre, il tuo è un bel post.
Ti abbraccio

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Nice&Nasty: Ovviamente parlo di "rapporto mercenario".

Quella, per esempio, e' una cosa che, sia per carattere (non sono certo il tipo della "slave"), sia per la pericolosita' (anche se esistono delle regole di comportamento, quando si incontra qualcuno non si sa mai che genere di testa possa avere e "metteresi" nelle sue mani non mi pare tanto prudente), non ho mai voluto fare nonostante le cifre che sarebbero stati disposti a pagare.

Per quanto invece riguarda il "ruolo" di "domina" in tal caso ne avrei di episodi da raccontare :-))))

Devo essere sincera: gli uomini ai quali piace assumere un ruolo "slave" sono piu' di quanti siano disposti ad ammetterlo.

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