martedì 22 maggio 2007

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For my eyes only


“Signorina, lei non e’ italiana, vero?”
Me lo sentivo spesso chiedere ancor prima che, con il mio accento, proferissi una sola parola, e quando poi chiedevo spiegazioni, e cioe’ da cosa lo avessero capito, mi rispondevano “dagli occhi”.

Dalle mie parti di occhi come i miei se ne vedono, non sono cosi’ particolari, ma in Italia hanno sempre suscitato un certo interesse…

Se devo essere sincera non potrei definire per loro un preciso colore. Non so se siano verdi, grigi, azzurri… non l’ho mai saputo.
Da sempre, allo specchio, li ho visti chiari, come quelli di mia nonna: stessa iride piu’ marcata ai bordi, stesso taglio un po’ “tartaro”… ma chiari.

Qualcuno mi ha confessato che e’ difficile riuscire ad individuarne il colore esatto tanto cambiano in relazione all’ambiente circostante. In un interno sono sempre verdi, all’aperto, nelle giornate nuvolose, diventano grigi, mentre al sole assumono la tonalita’ azzurra del cielo.

Solo pochi clienti hanno visto i miei occhi “dal vero”.

Esercitando li nascondevo dietro a lenti colorate dei colori piu’ diversi. Usavo spesso quelle blu e ricordo una recensione su C69 che mi descriveva con “dangerous blue eyes”…

Ma erano le lenti, non i miei occhi.

Quelli li ritengo personali… privati. Talmente privati che ho sempre avuto pudore a mostrarli. Molto piu’ pudore di quanto ne abbia provato mostrando tutto il resto.
Potrei uscire nuda senza vergognarmi, vi assicuro, ma per quanto riguarda gli occhi non riesco proprio ad essere disinibita.

Una persona un giorno, intendendo farmi un complimento, mi disse che erano i gioielli che indossavo solo in speciali occasioni, e solo con chi volevo io; perche’, come con i gioielli, per indossarli e sentirmi a mio agio dovevo fidarmi di chi avevo di fronte.

6 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

leggendo il tuo articolo ho pensato quanto è affascinante la psiche femminile. Penso che nessun maschietto farebbe un discorso così bello sui propri occhi e questo ci rende più banali delle donne (so bene che qualcuno dirà: parla per te).

Mi è piaciuta molto la tua affermasione che hai più pudore a mostrare gli occhi che tutto il resto; personalmente ho sempre ritenuto gli occhi la parte più sexy di una donna.

Io spero che un giorno - anche lontano nel tempo - i tuoi lettori possano avere il meraviglioso privilegio di ammirare i tuoi fantastici gioielli.

Tanti saluti dal tuo Davide

Roberto ha detto...

Se li sai leggere, se riesci a leggerci dentro si dice siano lo spechio del'anima.
Vero tant'è che a livello comunicativo conscio è la prima cosa a cui si guarda.
Ma cosa si fa a capire cosa sta provando quella persona?
L'esperienza può portare a capire la personalità di una persona, il suo passato e con esso le debolezze ed i pregi, l'essere forti o deboli.
A me pacciono molto le persone ed ovviamente le donne che mi danno la sensazione che io chiamo "occhi tristi": denotano profondità, carattere, e sofferenza. In genere queste persone sono di due tipi che pi comunque si riflettono nello stesso specchio.
Da una parte persone che portano sofferenze alle spalle. La giovinezza trascorsa fra sofferenze, emancipazione, carenze affettive che reagiscono lasciandosi andare allo sbando. Questo tipo non deve nascondere niente. Sono paurosi e commuovono, si muovono generalmente in situazioni depresive e si legge chiaramente la looro anima.
Dall'altra parte invece quelli che reagiscono (per modo di dire) e si portano all'opposto dimostrando carattere, rabbia, determinazione a raggiungere lo scopo e spesso ci riescono. In comune con i primi però hanno la debolezza interiore, mascherata, una certa fragilità attorno alla quale ahnno costruito il loro muro di acciaio per paura di soffrire ancora.
Se però qualcuno riesce a leggergli gli occhi non riescono a nascondersi ed in qualche modo crollano.
Attenzione però perchè solo un'altro che porta dentro le a cogliere quel momento in cui gli occhi parlano. E' come una lingua che bisogna conoscere.
In quel caso non riescono più a difendersi e vanno contro il loro volere, cadendo però in mane generalmente sicure.
la acomunicazione diventa bidirezionale ed enentrambi possono capire molto l'uno dell'altro.

Sono persone stupende, le migliori che abbia conosciuto: leali e determinati ma anche romantici che si incantano ancora per cose semplici.
solo il calore, l'amore molto forte può sciogliere l'acciaio che si sono costruiti. Le femmine sono stupende, occhi di ghiaccio tese a non far trapelare niente cercando di mettere anche soggezzione.
peccato non possa vedere questi meravigliosi occhi che hai Chiara.
Saprei leggerli?

Mystero.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Mystero: peccato non possa vedere questi meravigliosi occhi che hai Chiara.
Saprei leggerli?M


E' una domanda alla quale non so dar risposta :-)
Devi essere tu a rispondere non io.

Un uomo e' molto piu' "palese" nelle sue intenzioni e quindi molto piu' "leggibile" ma per leggere gli occhi di una donna (credo) egli debba abbandonare ogni velleita' maschilista e poi... sperare che lei si fidi.

Come ho raccontato lel mio post "il collezionista" abbandonarsi a "farsi leggere" significa anche far cadere le barriere...

The Misanthropic Mormon ha detto...

anch'io sono chiesto - 'non sei italiano.' ed e vero. sono americano. e faccio fatiga nel provare leggere tutte queste parole in italiano.

guggenheim ha detto...

E' indubbio che la sensibilità femminile sia maggiore di quella maschile pertanto, anche la capacità di leggere il linguaggio del corpo è maggiore in una donna che in un uomo.

Non potendo nascondersi dietro una maschera allora si cerca di camuffare la parte del corpo che troppo difficilmente si riesce a dominare: gli occhi. Questa è la mia interpretazione, giusta o errata che sia.

Prosit

Gugge

Il mistero del colore degli occhi?
Lo decide un "alfabeto" di geni

BRISBANE - E' un "alfabeto" genetico a determinare il colore degli occhi. Almeno quelli azzurri e marrroni. Lo hanno scoperto gli scienziati dell'università del Queensland, in Australia, che hanno individuato quei "simboli" - tra i sei miliardi che compongono il genoma - che sono responsabili delle principali variazioni del colore degli occhi umani.

La ricerca, che uscirà nel prossimo numero dell'"American Journal of Human Genetics" si basa sullo studio del Dna di circa 4000 persone. Le diverse colorazioni degli occhi dipendono in larga misura dalle variazioni dei "polimorfismi a singolo nucleotide" (SNP) nella sequenza delle lettere che compongono il Dna umano.

Questi Snp sono la variazione di una singola lettera nella sequenza genetica. Questi mutamenti del nostro Dna hanno conseguenze tangibili nel modo in cui si esprime il gene, ovvero la nostra apparenza fisica. E' proprio la posizione di questi Snp rispetto ad un gene chiamato OCA2 la chiave dell' enigma. L'OCA2 produce la proteina che decide il colore di occhi, pelle e capelli. Di fatti le mutazioni di questo gene sono la causa dei principali casi di albinismo.

La ricerca, che si è concentrata sui gemelli e i loro parenti, dimostra che non ci sarebbe un vero e proprio gene responsabile del colore degli occhi. Piuttosto sono le combinazioni di questi SNP e la loro posizione rispetto al gene a decidere i colori dei nostri occhi. L'équipe del dottor Sturm ha individuato tre di questi SNP, situati all'inizio al gene OCA2, che "tingono" gli occhi di azzurro. "Gli SNP che abbiamo identificato non sono direttamente responsabili del colore degli occhi ma influenzano qualcosa che lo è". Il dottor Sturm precisa inoltre "quando il gene è inibito dalla presenza di questi SNP, gli occhi della persona sarebbero blu."

Concretamente, il gene OCA2 produce una proteina che rende gli occhi scuri, gli SNP disposti in un certo modo inibiscono questa produzione e rendono gli occhi azzurri.

Ma cosa determina, a questo punto, gli occhi verdi? "Per gli occhi verdi il processo è ancora in fase di studio. Di fatti le combinazioni di lettere già individuate dagli scienziati sarebbero responsabili del 74 per cento delle variazioni totali del colore degli occhi. La natura si tiene qualcuno dei suoi misteri, almeno 36 su cento".

fonte: repubblica.it

A-Woman A-Man ha detto...

Occhi specchio dell'anima.
Ed è nell'anima che siamo nudi.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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