sabato 5 maggio 2007

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Domandare e' lecito, rispondere e' cortesia


“Quando mancano le idee e gli argomenti, allora si passa agli attacchi personali”.
Questo e' cio' che mi e’ stato detto ieri in chat da una persona molto gentile che ha avuto modo di conquistarsi la mia fiducia e la mia simpatia. Ed io sono d’accordo.

Vorrei mostrare, senza scrivere il nome di chi l’ha spedito, un messaggio che mi mi e’ giunto oggi:

Egr. Dott.ssa "de noialtri"
Vedo che nel suo blog ci sono figli e figliastri.
Ma questo, da parte sua, non mi stupisce.

Aldilà della sterile polemica, ha sentito cos'ha detto, anche recentemente, il ministro dell'interno Amato relativamente alla sua idea di punibilità (reato penale) dei clienti che vanno con le prostitute?

Sinceramente non ho ancora capito se è legale o no la prostituzione.
E se non lo è, con quale fondamento giuridico o morale?

C'è chi vende le proprie mani in fabbrica e chi la propria "vagina" a letto.
Dov'è la differenza, se non economica?
Sarei per regolarizzare questo lavoro.
Lei sull'argomento cosa ne pensa.

ps: tanto so già che non tratterà l'argomento, in quanto " il blog è mio e me lo gestisco io"

Prosit



Ho ritenuto opportuno far vedere a chi mi legge qual e’, a volte, il “tenore” con il quale mi vengono poste certe domande.

C’e’ un luogo comune “italico” che dice “domandare e’ lecito, rispondere e’ cortesia”, ma vi pare che questo tizio meriti cortesia?

Dato che non obbligo nessuno a “seguirmi” in questo Blog, mi attenderei che coloro che perdono tempo a leggermi, quando si rivolgono a me, lo facessero con la stessa cortesia che essi stessi richiedono ma, a quanto pare, c’e’ ancora chi intende sprecare il proprio intelletto nella ricerca di sterili polemiche finalizzate solo a discutere il comportamento dell’autrice del Blog e non tanto per commentare gli argomenti che di volta in volta vengono trattati.

Cerchiamo di esaminare il messaggio e coglierne gli aspetti, a mio avviso, che sono piu’ “scortesi”:

1) Egr. Dott.ssa "de noialtri"
Ecco, gia’ l’inizio e’ tutto un programma. Con questa frase si vuol mettere in dubbio cosa? Che io possa essere laureata? E’ cosi’ strano che una donna che ha fatto la escort possa aver conseguito una laurea? E su quali basi si afferma cio' dato che questa persona che scrive non mi conosce?
Ebbene, fino a prova contraria io sono “chi” e “cosa” affermo di essere. A ognuno e' dato il diritto di dubitarne ma chi dubita sarebbe piu' coerente se si dedicasse a blog, dal suo punto di vista, maggiormente degni d'attenzione.

2) Vedo che nel suo blog ci sono figli e figliastri.
Questo e' inesatto. Nel mio blog non ci sono “figli e figliastri” ma solo persone “cortesi e scortesi” (nonche’ pisquani psicotici ma quelli sono una categoria a parte). Chi si pone, nei modi di interagire con me, nella categoria dei “cortesi” non avra’ motivo di vedere i suoi commenti rifiutati.

3) Ma questo, da parte sua, non mi stupisce.
E qui arriviamo all’insulto personale. Perche’ non lo stupisce? Che cosa avrei fatto di cosi’ aberrante se non “rifiutare” qualche commento che avrebbe “insozzato” le pagine di questo mio diario?
Prima di essere “stupito” da me, e giudicarmi, dovrebbe incontrarmi, vedermi e conoscermi … ma credo che questo, ahime’, almeno per lui sara’ impossibile.

Adesso passiamo all’argomento che il “soggetto” vorrebbe introdurre.
Realmente amici sono sempre piu’ stupefatta del comportamento di chi non ha la capacita' di capire che questo non e’ un forum ove ciascuno puo’, a suo piacimento, iniziare delle discussioni, ma e’ un “libro” in cui scrivo, e tale “libro” appartiene solo a me. I lettori possono firmare il "guest book", soffermarsi a discutere se scelgono di farlo in modo "cortese", avere anche considerazione dalla sottoscritta ma tutto questo e' a "mia esclusiva discrezione".
Perche’ dovrei parlare oggi di un argomento che, al momento, non mi interessa?
Non sono piu’ una prostituta e non sono, per ovvie ragioni, neanche “cliente”, per cui il problema non mi riguarda in modo diretto, ma dato che sono "cortese" cerchero’ di scrivere due righe che possano essere esplicative su quello che e’, da sempre, il mio pensiero riguardo all'inasprimento delle pene per i clienti delle prostitute.

Trovo che un “giro di vite” proibizionista porterebbe la prostituzione (anche quella di alto livello), ancor piu’ di oggi ad essere gestita dalla malavita, e che invece di un modello "svedese" preferirei veder applicato un modello "svizzero".
E poi chi stabilirebbe il confine fra chi lo fa per soldi e chi invece lo fa per “essere sposata”? Chi potrebbe individuare il "cliente" da un normale corteggiatore?

Al di la’della legge mi chiedo pero' DA COSA scaturisca questa continua “demonizzazione” della prostituzione, di chi la esercita e di chi ne usufruisce che noto molto diffusa in Italia, nonostante gli italici siano uno dei popoli i cui maschi sono fra i piu’ “puttanieri” del globo.

Mi viene da pensare all'invidia… una bieca invidia ipocrita. Invidia nei confronti di chi ha la possibilita’ di “gestire” la propria vita guadagnando laddove i maschietti "viziati" (e sono molti) sono costretti a pagare. Una bieca invidia ipocrita palesata piu’ volte anche da colui che mi ha scritto il messaggio.

Credo che alla fine i migliori alleati dei proibizionisti siano proprio gli stessi "drogati" che detestano i loro spacciatori.

5 commenti :

davide ha detto...

Cara Chiara,

mi stupisce che ci sia qualcuno che possa mettere in dubbio quello che tu affermi di essere: a parte la laurea – pure io sono laureato, ma in confronto a te sono un ignorante – credo che l’intelligenza e la bravura con cui scrivi (questo non lo dico solo io che sono un ignorantello, ma anche amici miei a cui ho fatto leggere i tuoi scritti e che ti garantisco sono – a differenza del sottoscritto – persone molto intelligenti) .

Non è vero che nel tuo blog ci siano “figli e figliastri” (ogni tanto io mi auto-proclamo tuo “Paolino”: ti chiedo di scusarmi ma a volte ho la malattia di dire idiozie), ma tu hai sempre trattato tutti non in modo imparziale, senza fare preferenze per nessuno.

Quanto all’argomento della prostituzione – ne avevamo già parlato in altre occasioni – se la ragazza che fa questo mestiere lo esercita senza che nessuno la obblighi (perché vuole guadagnare tanti soldi in poco tempo), per quale motivo ciò dovrebbe essere vietato?

Di questo problema ne ho parlato con tanti proibizionisti e tutti affermano che nessuna donna vuole fare la prostituta; io credo che questo, però, debbano deciderlo le ragazze e non chi parla per esse: se si verifica che una donna fa questo lavoro liberamente senza costrizione, in base a che cosa si dovrebbe vietare questa attività?



Tanti saluti dal tuo Davide

Kamavirya ha detto...

Mi risulta (ma ci vorrebbe una conferma autorevole di chi conosce il diritto meglio di me) che la prostituzione in sè, nel Belpaese non sia un reato. Prostituzione intesa come "fornire prestazioni sessuali dietro pagamento di denaro".

E' reato lo sfruttamento della prostituzione, che con la famosa Legge Merlin nel 1958 sancì l'abolizione delle "Case Chiuse".

Da quel momento, abbastanza ipocritamente in un clima di revisionismo, c'è la corsa alla "demonizzazione" e all'esposizione al pubblico ludibrio di chi OSA accingersi a certe "frequentazioni".

Ipocritamente penso sia la parola più corretta, poiché curiosamente prima della suddetta legge "...non si accettava ed era peccato perfino avere il desiderio di un piacere sessuale, ma nello stesso tempo si era esenti dal confessare (al prete, ndr) di essere stati in una casa di tolleranza a soddisfare questo piacere...".

Non era già questa una macroscopica contraddizione presente nell'italica morale???

Non è comunque un tema facile da affrontare e indubbiamente non può essere liquidato in poche righe; in un paese "civile ed evoluto" dovrebbe trovare più spazio di discussione nelle opportune sedi.

Ma - ahimé - è risaputo: gli interessi che ruotano intorno a questo "mondo" sono così tanti....

KAM

davide ha detto...

Cara Chiara,

sono d'accordo con l'amico Kamavirya quando dice che, in modo ipocrita, in Italia con la legge Merlin si è fatto credere di aver risolto il problema della prostituzione. In realtà, dopo quella legge, la prostituzione non è scomparsa, ma è aumentato il grado di sfruttamento sulle donne che esercitano questo lavoro, inoltre sono pure aumentate - a causa delle riduzione dei controlli medici - le malattie legate a questa attività.

Quanto a chi vorrebbe punire i clienti delle prostitute, questa misura, oltre ad aumentare il livello di controllo sulle prostitute da parte dei papponi, sarebbe discriminante nei confronti dei poveri: i ricchi non avrebbero nessun problema ad andare all'estero per soddisfare i loro desideri.

Personalmente io, abitando vicino all'Austria, quando ho voglia di fare un giro da quelle parti, ne approfitto per incontrare qualche lavoratrice: pur essendo un paese cattolico in Austria la prostituzione è libera.
Faccio presente che mi piace trascorre gran parte delle mie ferie nelle città d'arte italiane (Roma, Firenze, Napoli ecc.) e in quelle occasioni frequento sempre delle escort. Se un domani punissero i clienti delle escort io non farei più le mie vacanze in Italia (e penso che tanti farebbero come me) ma le farei in Austria, Ungheria, Slovenia o in qualsiasi altro Stato dove questa attività è lecita: anche perchè credo che, con i miei soldi -dato che non sono nè sposato nè fidanzato- di avere il diritto (se non faccio male a nessuno) di spenderli come voglio.

Tanti saluti dal tuo Davide

guggenheim ha detto...

"Una bieca invidia ipocrita palesata piu’ volte anche da colui che mi ha scritto il messaggio."

Ho trovato divertente il fatto che hai postato il mio messaggio, anche se non capisco il fatto di togliere la firma, come divertenti e surreali sono le tue ipotesi/dichiarazioni/argomentazioni.

Certi giudizi vanno fatti dopo aver bene ponderato i pensieri. Resta il fatto che, chi ha vissuto e vive tuttora in ambienti di "un certo livello" possa vedere "il male" ovunque.

Sinceramente mai provato invidia nei tuoi confronti, anzi, t'ho sempre trovata originale nei tuoi atteggiamenti e comportamenti, domandandomi sempre qual'è il tuo fine. Perchè un fine c'è sempre.

Cmq resti una GNE GNE GNE GNE

Prosit
Gugge

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Resta il fatto che, chi ha vissuto e vive tuttora in ambienti di "un certo livello" possa vedere "il male" ovunque.


Parli del mio o del tuo livello?

PS:Adesso ho messo la firma. Spero sarai contento :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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