martedì 24 aprile 2007

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True lies


"Dire ai clienti quello che loro vogliono sentirsi dire cosi’ da farli sentire a posto per quello che stanno facendo ed allo stesso tempo prendere in giro anche noi stesse?
Mi sono sentita in colpa e mi vergogno, per aver detto a volte in modo un po’ pomposo: “In un normale rapporto, quando finisce, tutti ne escono con un danno, ma se frequentate delle escort non farete del male a nessuno perche’ e’ solo un contratto. I soldi cambiano di mano e tutto cio’ non implica alcuna emozione”.
Com’e’ facile per una escort giustificare tutto in questo modo!
Ma diciamo le cose come stanno. Io sono una escort. Una prostituta. Fornisco un servizio (lasciando fuori le emozioni) e tu, cliente, mi paghi.
Come poi facciamo i conti con noi stesse e’ una questione che riguarda solo il demone con il quale dobbiamo convivere, ma dire una schifezza come quella sopra ad un cliente e’ scorretto e insulta la sua intelligenza.
Vuoi sesso? Mi chiami. Io te lo do. Tu paghi. Te ne vai.
Accantoniamo i sentimenti melensi e lasciamoli alle ex-puttane che scrivono quei libri terribili e raccontano tutte quelle sciocchezze”


Questa e’ la riflessione con la quale puo' essere affrontato l’argomento riguardo al comportamento che una devochka dovrebbe tenere nei confronti dei clienti: parlare chiaro oppure “mentire” per farli “sentire” bene?

Quando ero nel bel mezzo dell’avventura ho sempre adottato la seconda soluzione. Secondo me i clienti si rivolgono ad un certo servizio non solo per avere sesso (come afferma Joanne), ma anche per “vivere” un momento di completa illusione. Almeno ad un certo livello di servizio ove anche il rate giustifica qualcosa di piu’ di una semplice scopata.

Se mi fossi proposta duramente, dicendo loro francamente cio’ che pensavo, credo che dopo pochi giorni mi sarei ritrovata senza piu’ un cliente e questo sarebbe stato disdicevole anzicheno’. Molto meglio "ocheggiare" e lasciare ognuno nella sua pia illusione.

Chi ha avuto modo di leggermi in questi anni sa che quando si e’ trattato di dire chiaramente le cose non ho certo avuto problemi, ma perche’ avrei dovuto dire in quel frangente, in faccia ad un cliente che magari era li’ per passare del tempo in modo piacevole, cio’ che lui non aveva voglia di sentirsi dire? Ero forse la sua psicologa? No, non lo ero!

E soprattutto non ero pagata per esserlo.

7 commenti :

Kamavirya ha detto...

Concordo sul fatto che al cliente in generale piace "sentirsela raccontare".

Penso però che la buona riuscita della vendita di un servizio in questo caso, ma anche di un bene, stia sempre nel modo in cui ci si propone e nel modo in cui si riesce a far percepire il valore di ciò che si sta erogando (o vendendo).

E sempre in quest'ottica credo che sia assolutamente veritiera la frase secondo cui "...i tuoi clienti detestano farsi vendere qualcosa da te, ma amano terribilmente comperare..." ;-)

KAM

illustre1966 ha detto...

Mi hai fatto venire in mente un mio post di tempo fa.....

http://illustre1966.blogspot.com/2007/04/illusionismo.html

guggenheim ha detto...

ma voi il piacere di trombare una bella figa no??????????

boh! quante seghe mentali

ciaooooooo

gugge

ps: forza vecchio diavolo rossonero

;-))))))

illustre1966 ha detto...

@gugge:ha detto "ma voi il piacere di trombare una bella figa no??????????"

Ancora??...

Per oggi basta! ;-))

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Ancora??...

Per oggi basta! ;-))


:-)))))

davide ha detto...

Cara Chiara,

secondo me una escort fa bene a mentire ai clienti per farli sentire meglio. Credo, comunque, che la maggioranza dei clienti si renda conto che questo fa parte del servizio per cui hanno pagato: in fondo in quasi tutte le attività chi vende racconta (entro determinati limiti) frottole ai clienti.

Tanti saluti dal tuo Davide

Sir Archibald ha detto...

Cosa ho bisogno che una escort mi dica?
Praticamente nulla che esca dalla sfera di quello che abbiamo deciso di fare insieme.
Ho bisogno che mi faccia sentire un dio del sesso?
Direi proprio di no.
Anzi, se finge spudoratamente ( ... e ne ho conosciuto) mi da fastidio.
Mai strafare ... ;)

La classe non é acqua ... anche quando si scopa.

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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