giovedì 12 aprile 2007

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Storia di Vlada - II parte (Bambola di pezza)


Khotyn

Non avevi un castello incantato con stanze sontuose. La casa era situata fuori, in aperta campagna. Per accedervi esisteva solo un viottolo percorribile a piedi o a cavallo.
L’acqua l’attingevate dal pozzo e per andare in bagno dovevate vestirvi ed indossare gli stivali, perche’ le “comodita” erano racchiuse nelle quattro pareti di lamiera poste sul bordo del piccolo pezzo di terra che tuo padre coltivava. Avevate anche delle galline e dei conigli e con i vostri prodotti riuscivate a sfamarvi.

Tuo padre, stanco di te e di tua madre, un giorno vi lascio’… poi nacque tuo fratello.
Ti eri dovuta trasformare da sorella in madre che eri ancora bimba. Gli volevi bene.
Insieme andavate a rubare nei campi del kolkos. Vi appiattivate per non farvi vedere dal sorvegliante… temevate che, se vi avesse scorti, non avrebbe esitato ad usare la sua doppietta caricata a sale… Quando arrivava, con la sua bicicletta ed il suo inconfondibile berretto, vi nascondevate fra le piante.

Mi pare di vederti, sporca dal fango del terreno ancora bagnato dalla pioggia… ma erano proprio quelli i giorni giusti per scavare… la terra era piu’ morbida. Mettevate tutto in un sacco e cosi’ avevate gli ingredienti per la zuppa.

Niente caviale per te… e neanche la possibilita' di proseguire gli studi, ma da quelle parti le ragazzine non possono permettersi di soffrire di depressione, e le parole "bulimia" ed "anoressia" devono ancora tradurle in quella lingua cinguettante.

Saresti cresciuta attendendo il momento in cui avresti incontrato il tuo cavaliere… avresti generato figli ed avresti vissuto una vita grigia come quella di tua madre.

Poi conoscesti Dimitri e ti innamorasti. Credevi che anche lui ti amasse… ed all’inizio, forse, anche lui lo credeva.
Fuggisti con lui lontano. Lasciasti la tua casa per seguirlo.
Eri stanca di vivere come una contadina, e Dimitri poteva permettersi almeno una casa con l’acqua ed il bagno.
Ed anche la vodka.

Percepisco ancora le tue ferite, Vlada… dopo quella sera in cui mi raccontasti la tua storia, le porto dentro di me. Come quella che ti era rimasta, ricordo di una vita spenta dentro al tuo grembo.

Nevicava.

Quando Dimitri torno' a casa era ubriaco. Ti eri sentita male e non avevi pronta la cena. Ti insulto’ e comincio’ a picchiarti.
Trovasti la forza di fuggire ma lui ti riprese… e ti spinse…

Mi raccontavi ed io, come un fantasma, ero un'intrusa silenziosa ed immobile, spettatrice nei tuoi ricordi.
I rumori intorno scomparvero ed io vidi la scena come la sequenza rallentata di un film muto…
Rimbalzavi sulle scale e ti afflosciavi silenziosa come una bambola di pezza calpestata.
Non gridasti quando l’uomo che credevi d’amare prese a calci il tuo ventre con dentro il tuo bimbo mai nato…
Chissa’ se Lui si e’ accorto di cio’ che stava accadendo… chissa’ cosa ha provato… se ha sentito di morire.

Non gridasti, volevi solo non esistere…
Mentre l’orco finiva di macellare la tua creatura, sentisti la tua anima sciogliersi come si scioglie il sale gettato nell'acqua del Dnister… e quel giorno impazzisti.
Come una bambola di pezza calpestata, rimanesti inanimata attendendo la morte che non giunse mai.
Una bambola che non aveva piu’ una casa, non aveva piu’ un passato e neanche piu’ un futuro. Una bambola che non avrebbe piu’ generato la vita. Solo un involucro vuoto, un involucro che poi avresti donato a mille uomini ancora.

Ero come bloccata su quella sedia. La mia freddezza vacillo’. Mi sembro’ di svenire… mi prese la nausea. Corsi in bagno e dentro ci rovesciai un misto di vomito e lacrime.
Non ricordo per quanto tempo sono restata li’, inginocchiata, ma non mi alzai finche’ non fui totalmente prosciugata dalla mia disperazione.

Tornai da te e mi chiedesti “va meglio adesso?”
Pensai “dovrei essere io a farti forza e sei tu che sorreggi me?”
Vidi i tuoi occhi farsi lucidi. Attesi che a quel punto mi rovesciassi addosso tutte le tue lacrime. Ma non lo facesti, cara amica.
I tuoi occhi di mare sembrarono solo dirmi “si sopravvive a tutto”.

(Continua QUI)

7 commenti :

Baudelaire999 ha detto...

..si..

gullich ha detto...

bella anche la seconda parte... ancora più evovativa e suggestiva (nel senso letterale del termine).

piccola nota a margine... vlada si presta facilmente a categorizzazioni e a calassificare la componente maschile nella dark side of the moon del genere umano.

ma la tua intelligenza è troppo viva per non comprendere che se ognuno che si rapporta a categorie o a rapporti umani patologici (penso a chi lavora in reparti psichiatrici, in chi lavora in strutture a sfondo sociale ed anche .... a me stesso) si abbandonasse a schematizzazioni manichee non contribuirebbe per nulla al progresso del genere umano, che spesso è fatto dai rappresentanti di nicchia...

lo so. commento enigmatico. ma ha il suo perchè.

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

se ognuno che si rapporta a categorie o a rapporti umani patologici (penso a chi lavora in reparti psichiatrici, in chi lavora in strutture a sfondo sociale ed anche .... a me stesso) si abbandonasse a schematizzazioni manichee non contribuirebbe per nulla al progresso del genere umano, che spesso è fatto dai rappresentanti di nicchia...

In questo contesto il paragone fra Vlada ed un operatore di reparto psichiatrico e' improponibile. A meno che un matto ricoverato non gli abbia violentato la figlia dodicenne...

A questo punto credo che anche l'operatore sanitario porterebbe delle ferite ed assumerebbe posizioni manichee.

Del progresso del genere umano, forse a Vlada, poco importava... credo.

gullich ha detto...

sono certo - anche senza il forse - che a vlada importasse nulla del progresso del genere umano.

io stesso, pur occupandomi professionalemnte di patologie dell'animo umano, ho sempre pensato che qualora dovesse riguardarmi personalemnte qualche vicenda cruenta forse seguirei il mio codice etico istintivo.

se invece non siamo - nel caso concreto - parti offese ma narratori, osservatori oppure operatori tecnici credo che sia utile prima che doveroso trarre dalle storie delle possibili vlada che incrociamo nel corso della vita un insegnamento ed una direzione da prendere che prescinda da logiche di vendetta e repressione che - a mio avviso - rischiano di rendere meno efficace anche gli sforzi per l'avveramento delle utopie...

comprendere e superare (che non è affatto catto-buonismo, perchè non intendo quello) credo che sia meglio di prendere atto e restituire ciò che si è ricevuto. certo quando brucia qualcosa sulla propria pelle non è semplice farlo.

questo era il senso del mio commento.

gullich ha detto...

ps. .... sul "si sopravvive a tutto"

si, forse.... è vero. ma non ne sono affatto certo.

e quando si sopravvive, si rimane comunque con dentro un'anima mutilata per sempre.

Kamavirya ha detto...

"Continua?...")

CERTO che DEVE continuare!!! E mica puoi lasciare così a mezz'aria e incomplete le cose ;-)

Mi piacerebbe qualche altro dettaglio sulla presonalità di Vlada...

Resto in trepidante attesa ;-)

KAM

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

@ Gullich: Si', e' vero, una osservatrice-narratrice non dovrebbe essere coinvolta a livello interiore da certi accadimenti... ma se colei che ha ricevuto le ferite e' una persona alla quale ha voluto bene e' difficile che si estranei completamente in un atteggiamento asettico come quello di un'operatrice sanitaria.

Comunque il significato di tutto e' che l'essere umano sopravvive a prove tremende, ed ogni volta diventa piu' resistente.

Per me questo e' positivo. Come ho scritto nel racconto in certi luoghi non e' permessa la "depressione".

@ Kamavirya: ... si' hai ragione, dovrebbe continuare ma ogni volta che scrivo di fatti cosi' intimi non posso fare a meno di partecipare... e non e' semplice.

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A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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