mercoledì 11 aprile 2007

2
comments
Storia di Vlada - I parte (La slava)


Di te, Vlada, si potrebbe parlare tutta una vita, dire tutto ed il contrario di tutto, esaminarti in ogni dettaglio per poi scoprire di aver discusso di qualcosa che non ti apparteneva, tanto eri capace di mutare personalita’ ed umore, tanto eri capace di recitare parti diverse ingannando gli interlocutori piu’ attenti.

Chi non conosce la tua storia potra’ pensare che eri pazza, ma per me, che ho avuto la fortuna di esserti vicina, eri la donna piu’ forte, capace e coraggiosa che io abbia mai conosciuto… ed eri anche un’amica vera.

Ricordo la prima volta in cui ti confidasti con me.
Eri in preda ad uno di quei momenti di tristezza che poi, in seguito, avrei imparato a riconoscere molto bene. Spesso ti assalivano quando nevicava e le gelide notti moscovite facevano riaffiorare quel freddo che portavi nell’anima.

Ero impegnata in una noiosissima quanto estenuante trattativa con un "cliente". Stava tentando di convincermi ad accettare la sua offerta. Ero in procinto di perdere la pazienza e stavo per mandarlo a fare un giro dalle parti di Zhopinsk, quando notai un tuo gesto con il quale mi facesti cenno di raggiungerti nella stanza dietro al bar... quella che usavi come ufficio.
Mollai quel tizio ed arrivai. Eri malinconica.

Quella sera trovasti me, curiosa di capire e fiera di essere stata scelta…
Mi sedetti di fronte al tuo viso delicato e rotondo, pronta a raccogliere nelle mie mani quella tenace fragilita’ che nessuno poteva percepire, e che tenevi celata dietro quella maschera di sicurezza che indossavi con disinvoltura, ingannando il mondo intero.

Avevi la voce stanca dal pianto. Dicesti “Irina cosa pensi di me? Sinceramente, senza mezze parole. Non usare la tua consueta diplomazia… dimmelo chiaramente. Credi che io sia troppo dura? Cinica? Fredda?”

Mai, da quando avevo iniziato a lavorare insieme a te, ti avevo vista cosi' indifesa. Ero titubante e sorpresa… non sapevo se potevo fidarmi. Temevo che qualsiasi cosa avessi detto avrei rischiato di essere fraintesa. Ero nuova ma conoscevo la tua intolleranza verso chi ti lodava troppo. Non ammettevi critiche ma neanche complimenti. Eri dolcemente burbera ed io ti ammiravo.

A volte ci chiedevi di fare cose che noi non capivamo, ma non potevamo rifiutarti niente. Possedevi uno straordinario carisma e noi tutte t’avremmo seguita ovunque, senza porci domande.
Ci interrogavi su certi personaggi che ci capitava d'intrattenere fra le lenzuola; volevi che ti raccontassimo solo cio’ che avevano detto. Cio’ che avevano fatto non era certo un mistero!

Giravano strane voci su di te… contatti con ambienti che contavano. Qualche devochka aveva timore, ma tutte ti rispettavano… e tu adesso sai che c’era anche chi ti amava.

Occhi tartari color del Mare d'Azov, naso kurnosij, zigomi alti e sporgenti, capelli biondi, finissimi che raccoglievi in una lunga treccia... bocca carnosa. Ricordo il tuo volto slavo.

Dissi “Ti ammiro e vorrei essere come te”

Fui sincera, realmente lo desideravo. Tu rappresentavi il mio modello.

“Vuoi essere come me? Come me??? Ma tu sai chi sono io? Lo sai come sono arrivata qui? Credi che la mia vita sia stata facile?... Credi che sia stata una fiaba?”

“Non e’ stata facile per nessuna di noi, Vlada…“

“Si', hai ragione… ma una volta era diverso. Ormai siamo tutte straniere in questa terra straniera… sai dove si trova Khotyn?”

La geografia non era il mio forte a quel tempo, ma da come lo dicesti mi resi conto che quel posto non doveva essere il luogo ove sorgeva tuo castello incantato.

Quello che mi raccontasti la sera in cui mi "adottasti", nell'atmosfera intinta nei colori foschi della malinconia, l’ho tenuto nascosto nel mio cuore per troppo tempo.
Ti sono debitrice di tutto, perche' se non fosse stato per te oggi non sarei qui a raccontare la tua storia…

(Continua QUI)

2 commenti :

gullich ha detto...

bello!
è questa la chiara scrittrice che amo di più: intensa, evocativa, che muove e trasmette emozioni... con la capacità di trasmettere suoni, profumi, atmosfere e luci -oltre agli stati d'animo - "semplicemente" con una fila di lettere.

complimenti.

Nice&Nasty ha detto...

Gullich, facciamo così: noi che siamo assidui lettori di questo blog, proviamo a non postare più commenti "complimentosi", ma al contrario, piuttosto critici...
(lo dico serenamente, tanto Chiara non leggerà sicuramente questo mio post ;-) )
Non è che stiamo "massaggiando" troppo il suo Ego?
;-)))

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics