mercoledì 25 aprile 2007

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Sabina... L'insostenibile leggerezza del virtuale


Tornando sul tema del libro di Kundera, la figura che trovo piu' affine al mio carattere e che mi ha conquistata, tanto da stimolarmi un processo imitativo, e' Sabina.

"Per Sabina vivere nella verita', non mentire ne' a se stessi ne' agli altri, è possibile soltanto a condizione di vivere senza pubblico. Nell'istante in cui qualcuno assiste alle nostre azioni, volenti o nolenti ci adattiamo agli occhi che ci osservano, e nulla di cio' che facciamo ha più verita'. Avere un pubblico, pensare a un pubblico, significa vivere nella menzogna"

Se per "pubblico" si intende quello formato da persone reali, io stessa, pur rivolgendomi a centinaia di persone che giornalmente seguono questo blog, "vivo senza pubblico".
Come quando mi osservo allo specchio in assenza di persone intorno a me, posso "gesticolare e fare smorfie", anche ridicole, perche' in realta' NESSUNO puo' vedermi.
Sono quindi VERA, non ho bisogno mentire ne' a me stessa ne' agli altri e posso vivere nella verita'.

"Sabina aveva attorno a se' il vuoto. E se quel vuoto fosse stato la meta di tutti i suoi tradimenti? Fino ad allora, naturalmente, non se ne era resa conto e cio' era comprensibile: la meta che l'uomo persegue e' sempre velata. La ragazza che desidera il matrimonio desidera qualcosa di cui non sa nulla. Il giovane che brama la gloria non ha alcuna idea di cosa sia questa gloria. Cio' che da' un senso al nostro comportamento e' sempre qualcosa che ci è totalmente sconosciuto. Anche Sabine non sa quale sia la meta che sta dietro il suo desiderio di tradire. L'insostenibile leggerezza dell'essere, e' questa la meta?"

Kundera parla di "tradimenti" ma sono poi veri tradimenti quelli di Sabina? O sono piuttosto dei modi per "conoscere" cio' che le e' totalmente sconosciuto?
Forse e' atteggiamento comune di tutte le donne curiose, per scoprire quale sia la meta che sta dietro al loro desiderio, quello di lasciare tale desiderio libero di esprimersi a briglia sciolta...
Soprattutto se Einmal ist Keinmal, cioe' quel che capita soltanto una volta puo' benissimo non essere mai capitato del tutto...

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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